Novità bolognesi?

Avevo in animo di commentare lo scannatoio libico in rapporto alle primavere arabe e dintorni. Per la serie: geopolitica e diritti umani. Ovvero l’esportazione della democrazia Spa. Comunque la missione è compiuta. Il dittatore è morto. I morti non parlano. E se è per questo neppure i molti civili, vittime collaterali dei bombardamenti Nato, quelli che secondo la risoluzione dell’ONU dovevano esser protetti dalla furia sanguinaria del regime. E non han più diritto di parola neppure le vittime del pogrom rivoluzionario che , mercenari o lavoratori immigrati, avevano comunque la pelle nera. Liquidati all’ingrosso e prontamente sepolti nelle sabbie del deserto. Ma su ciò ha scritto oggi, molto meglio di quanto non possa fare io, il direttore di Limes. Al quale rimando quanti vogliano farsi un’idea non del tutto conformistica del futuro della democrazia libica.

A Bologna, piuttosto ci son novità. Anche positive. E mi sembra giusto segnalarle.
Dopo il ripudio dell’improbabile Metro sembra infatti cominciare a disgregarsi con l’attuale abbandono del Civis quel pacco ferro cementizio spacciato per anni ai cittadini elettori come indispensabile ammodernamento del sistema bolognese.

Forza.
Ancora un altro passo  e possiamo togliere di mezzo anche quell’idiozia progettuale che ha portato a concepire il treno volante in una città come Bologna. Per parafrasare il logo di una giusta campagna contro il People Mover potremmo finalmente  tornare con i treni per terra.

Lo spero.

Ad alimentare la mia speranza giunge la proposta della Provincia che , sulla scia di una riflessione aperta da più di cinque lustri, cerca d’inserire la mobilità cittadina entro il quadro del sistema ferroviario metropolitano. Basta guardare la cartina pubblicata oggi dal Corriere Bologna per capire che la soluzione è semplice e fattibile. Si tratta di recuperare un tratto di ferrovia dismesso che può collegare tutti i punti d’interesse strategico, dalla stazione centrale fino alla Fiera e con possibilità d’arrivare fino al Centro alimentare. E’ una vera alternativa a quel buco in terra che si voleva pomposamente denominare Metro e perciò potrebbe/dovrebbe esser finanziato con gli stessi soldi a suo tempo stanziati dal governo.

Tutto ciò a patto che non si apra la guerra tra Comune e Provincia.
La quale s’apre senz’altro se non si mette subito in mora il treno volante. La sua stessa esistenza in vita infatti richiama troppo facilmente la necessità di un suo prolungamento dalla Stazione fino a via Michelino. Non a caso  i costruttori del treno per aria han subito avanzato la perniciosa idea di raddoppiare il danno.

E c’è anche una più grave implicazione.

Se si fronteggiano due ipotesi delle quali l’una è a costo zero per il governo e l’altra no, pare evidente che il suddetto avrà tutto l’agio di abbandonare il campo bolognese.
Il People Mover, infatti è realizzato in regime di finanza di progetto e alla fine sarà pagato nel tempo(immagino circa mezzo secolo o giù di lì) dai bolognesi dato che esiste una clausola contrattuale che prevede l’intervento del Comune , cioè dei cittadini nel caso non si raggiungano determinati risultati di gestione.

Ammetto che i treni possono anche volare. Mi rifiuto ancora di credere che lo facciano anche gli asini. Sembra ovvio, infatti, che di riffa o di raffa alla fine pagheranno i bolognesi.
Danno e beffa insieme.

Dunque sarebbe utile una proficua collaborazione tra Comune e Provincia che non lasci spazio alcuno ad una facile ritirata del governo.

Con l’abbandono del Civis da parte del Comune e con la proposta avanzata dalla Provincia c’è l’occasione di sgombrare il terreno dalle macerie di una lunga stagione di governo, improduttiva e deludente per  voltare definitivamente la pagina nera degli anni novanta.

Se si vuole.

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7 Risposte to “Novità bolognesi?”

  1. michele Says:

    dove l’articolo di caracciolo sulla libia? grazie!

  2. Sergio Palmieri Says:

    Sono perfettamente d’accordo con quanto scrivi in questo tuo commento, a proposito di Bologna. Oggi! Non avrei detto la stessa cosa molti anni fa -c’era Renzo Imbeni sindaco di Bologna- quando fu elaborato il cosiddetto “Piano Winkler” per la mobilità dell’area bolognese e, da quel piano, prese forma il progetto di Metropolitana Leggera di Superficie dell’allora assessore Claudio Sassi. Se guardiamo a come si è evoluta l’urbanizzazione del territorio da quel tempo ad oggi, quel progetto poteva avere un senso! A mio modestissimo parere e con molta umiltà, ovviamente. Ma oggi siamo in tutt’altra epoca e, dunque, hai ragione tu; le uniche soluzioni di buon senso sono quelle di restituire il Civis, di completare e ammodernare i collegamenti del sistema ferroviario metropolitano e così via. Certamente, in questo nuovo contesto c’è un aspetto, tutt’altro che trascurabile e positivo, che non può essere sottaciuto. Sono almeno venticinque anni che a Bologna lo sport preferito dei nostri amministratori è stato quello di sfornare progetti che poi, puntualmente, vengono cestinati nell’arco di qualche anno. E con essi, nel cestino, ci vanno anche montagne di soldi… Mi correggo, più che nel cestino, nelle tasche di consulenti, progettisti e non so di chi altri! Soldi della collettività, naturalmente! E la cosa che fa più rabbia è che spesso questo sport è stato praticato, per quanto in stagioni diverse, dai medesimi “atleti” che avevano concorso in quelle precedenti. Uomini buoni per tutte le stagioni, evidentemente…. Però c’è poco da fare, è così che gira il mondo. Anche se il prezzo che tocca pagare ai cittadini, oggi, è veramente salato.

  3. mauro zani Says:

    L’articolo di Caracciolo è su Repubblica di oggi.

  4. mauro zani Says:

    @Palmieri.
    il problema è antico. Riguarda e riguardava anche allora, la difficoltà a ragionare e governare con un’ottica metropolitana. C’era (e persiste per certi versi ancora) l’idea di una città che si ferma entro la cerchia del mille.Se tutte le energie “progettuali” fossero state spese in un’ ottica più ampia oggi avremmo già molti risultati. A partire dal recupero e dal moderno riassetto delle vecchie reti ferroviarie. Insomma centro storico e poi ancora centro storico. Ciò che offre maggiore visibilità….

  5. mario bovina Says:

    caro Mauro,
    mi pare che il sindaco Merola e anche l’assessore Colombo, che pur a parole dichiarano che il People Mover si farà, stiano in realtà approfondendo le questioni e siccome da un’indagine seria non potrà che conseguire la necessità assoluta di cassare il People Mover, dalla decisione finale che sarà presa potremo trarre conclusioni a più vasto raggio su come stanno andando le cose in città.
    A questo punto, giacchè ci siamo, sarebbe il caso di discutere anche di Passante Nord.
    Altra opera molto bramata dai costruttori.
    Il Passante Nord devasterà irrimediabilmente le campagne a nord di Bologna per agevolare la mobilità su gomma, che ormai fete di cadavere.
    Allungherà il percorso attuale di circa 20 kilometri e, soprattutto, creerà una zona morta tra tangenziale e Passante stesso che diverrà facilmente territorio di speculazioni edilizie e brutture.
    Se si tratta di far del keinesismo alla petroniana bisognerebbe cercare di inventarsi qualcosa di meglio

  6. roberto Says:

    Se Mauro mi consente, non chiamerei il People Mover “treno che vola”.
    Talvolta le sopraelevate hanno precise ragioni trasportistiche e offrire ganci potrebbe essere imprudente. La definizione si presta ad essere usata per ridicolizzare un problema e chi lo solleva.

  7. GIUSEPPE PARISI Says:

    Molti anni fa fini un progetto messo a punto da perosnale universitario…andiamolo a rivere

    ciao peppo

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