Linea Maginot

Ho ascoltato il discorso di Monti al Senato.

Tono moderato e molte spolverature d’equità.
Parola quest’ultima che ha da tempo sostituito ciò che nel novecento veniva comunemente definita come giustizia sociale.

Sacrifici ed equità.

Per obbedire alle 39 domande poste dalla commissione europea.
A proposito le avete lette?

In altri tempi sarebbero valse una dichiarazione di guerra.
Per il tono con cui sono formulate.
Per le minacce con cui son poste.
Per il ridicolo dettaglio con cui vengono impartite.

Domande strane.
Vengono infatti impartite.
Per la cronaca, dal liberale finlandese Olli Rehn.

Ebbene il discorso di Monti non va fuori dal seminato delle 39 domande e men che meno se n’adonta come vorrebbe un minimo di soprassalto di dignità nazionale.
Per ciò a me appare penoso.
Suscita cioè un sentimento di compassione.

Come quando chiarisce che il problema è nostro.
Dobbiamo rientrare nelle compatibilità dettate dal finlandese. Punto.

Come quando chiarisce che per quanto riguarda i grandi patrimoni s’avvierà un monitoraggio, scandendo a scanso d’ogni equivoco: “ho detto monitoraggio”.

Chiaro no?

L’ICI sulla prima casa va reintrodotta mentre ai grandi patrimoni si promette una benevola osservazione.
Non si concede neppure quel pallido simulacro di patrimoniale “per mille” che la Marcegaglia aveva avanzato ai fini di scansare una patrimoniale vera ed efficace.
Equità, bravo, applausi.

Vabbè il resto è noto e abbastanza preannunciato e scontato : pensioni, mercato del lavoro,(facendo salvi diritti acquisiti da chi lavora a tempo indeterminato) e project financing per la crescita affidato al patron di Banca Intesa.

Penoso.

Poiché tutto ciò (mi correggo dal post precedente) non servirà neppure a calmare i bollenti spiriti del signor spread.

Non so , a questo punto come reagirà l’ex opposizione, specie di fronte ad un redivivo Berlusconi che va all’attacco improvvisandosi nemico giurato di banchieri e finanza. Quegli stessi banchieri e quella stessa finanza che tante volte lo hanno generosamente soccorso nella sua qualità di Tycoon.

Quel poco che so è riassunto bene sul sito Left Wing portavoce di una sinistra riformista e moderata : “un governo autorevole dovrebbe mostrarsi deciso ad effettuare gli interventi più urgenti, ma allo stesso tempo capace di negoziare una modifica dell’approccio europeo alla crisi”.

E già.
Perché qui è il problema che la ex opposizione non ha ancora mai posto a sé stessa e come condizione per sostenere un qualunque governo.

A tal proposito , Barbara Spinelli, nell’avanzare di nuovo il progetto di una federazione europea ha , di recente, messo sotto accusa la classe dirigente italiana per “analfabetismo europeo”.

Solo che la crisi dell’Europa è ormai al suo culmine.
E quando la Spinelli (su Micromega) avanza la necessità di sfruttare le possibilità offerte dal trattato di Lisbona per esigere una nuova Convenzione vien da sorridere amaramente o ironicamente , come volete.

Una Convenzione per “una Costituzione per l’Europa” già si svolse e fu stracciata dall’Europa del centrodestra e dagli interessi nazionali di Francia, Germania, Regno Unito.
Strada dunque troppo lunga e resa oltremodo impervia mentre l’Europa si è già rinazionalizzata checché ne pensi (posto che pensi qualcosa che abbia a che fare con la politica) Olli Rehn, membro di un’ impotente Commissione inserita in una troika dove comandano a bacchetta le altre due componenti : BCE e FMI.

Non si riparte mai da zero.

E se l’euro (poiché adesso di questo si parla non semplicemente dell’Italia) è debole in quanto “moneta senza stato”, conviene ripartire dal fuoco della crisi che sta per travolgerlo, magari prima che partano suggestioni tipo un improbabile Neuro e un altrettanto ridicolo Suero, rispettivamente euro del Nord forte ed euro del sud debole e svalutato.

Conviene che dall’Italia si riporti la crisi laddove è nata.

A Francoforte presso la banca centrale( laddove il finlandese è andato a prender il testo delle 39 domande) e poi anche più in là,di rimando, oltreoceano. E per questa via ripartire per ricostruire l’Europa politica e forse, nei tempi lunghi di keyenesiana memoria, federale.

Ma intanto ,primum vivere.

E dunque costruire un’alleanza politica e statale con quanti , muovendo dalle loro difficoltà , Francia compresa, sentono adesso l’urgenza di tagliar le unghie al capitale finanziario. O almeno iniziare a farlo.
Niente di nuovo naturalmente.

Si tratta di convincere, in un duro confronto la Germania, la quale peraltro non si capisce bene cosa avrebbe da guadagnare da un euro a due velocità.
Soprattutto nel caso in cui ne andasse di mezzo il mercato comune.
La Germania esporta il 60 % delle sue merci in questo mercato. Non è vero?

E allora forse margini di trattativa per imporre un diverso ruolo alla BCE ci sarebbero se sol alzassimo la testolina dalle nostre domestiche faccende.

Certo, va da sé che dobbiamo difenderci con le misure necessarie anche riconoscendo i nostri demeriti.
Ma la sola difesa appare oggi nient’altro che una linea Maginot.
Sarà presto aggirata e non solo dai crucchi che peraltro vendono già a man bassa i nostri Bot, ma da quell’entità transnazionale che va sotto il nome (opportunamente datogli da Gallino) di finanzcapitalismo al quale non par vero che la BCE s’incarichi sempre e solo di far la guardia al bidone di benzina dell’inflazione in tempi di acuta recessione, col bel possibile risultato di ottenere, insieme, inflazione e stagnazione.

Per questo il discorso di Monti appare del tutto inadeguato, dato che non si pone neppure il problema di un cambiamento dell’approccio europeo alla crisi in atto.

Non c’è da stupirsi.
Non è nelle sue corde , nella sua cultura, nelle sue convinzioni.

Un liberista dirà sempre che la crescita s’ottiene spianando ostacoli sociali.
Tagliando i residui lacci e lacciuoli per scalare la montagna del debito.
In questa visione, il mercato s’incaricherà sempre da solo di autoregolarsi.
Solo che trattasi di una mera illusione.

Ed è sotto gli occhi di tutti.

In conclusione con il governo Monti si tiene la testa bassa cercando di ripulire il cortile di casa.
Troppo poco per convincere e vincere il signor spread. Dato che la posta in gioco ormai non è l’Italia bensì l’Europa.

PS. E meno male che oggi qualche gruppo di giovani ha protestato per le strade a fronte di un centrosinistra intorpidito dall’indubbia vittoria del terzo polo nella formazione del governo Monti.
Vuoi vedere che alla lunga, (fine legislatura) ci toccherà assistere,contro ogni legge della fisica, al paradosso gravitazionale di un pianetino che attrae a sé, disintegrandolo in parte, un pianeta di massa molto maggiore.

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12 Risposte to “Linea Maginot”

  1. claudio Says:

    Si va bene , ma quale è l’alternativa politica ( e soprattutto economica) QUI e ORA al governo Monti? Qualcuno crede veramente che il default sia una soluzione?
    Dopo il regime di Mussolini ci fu il governo Badoglio non un governo Togliatti Nenni ,se non erro.
    Almeno non c’è + l’incapace ( e criminale ) di Arcore.
    Certo il Terzo polo si rafforza molto , ma potrebbe ,conquistando l’egemonia sui “moderati” essere la premessa perchè di qua si costruisca uno schieramento socialista e democratico di tipo europeo, a patto di saper fare politica ovviamente……

  2. mauro zani Says:

    Con sta storia dell’alternativa uno dovrebbe sempre starsene zitto!
    In ogni caso l’alternativa è esattamente quella di cambiare politica e mettersi nella testolina che non si balla da soli in Europa.
    Mi par d’averlo scitto in chiaro? E allora vogliamo cominciare ad alzare la testa per apprezzare l’intero panorama e agire di conseguenza, oppure stiam qui a spazzar il cortile con la logica dello struzzo?
    PS . Quello di Arcore c’è ancora.E questo è un altro problema che dovrebbe portare ad invertire una linea di totale passività.Quanto al terzo polo il disegno è emerso anche a Todi , non son certo in campo per fare un centrosinistra . Son infoiati all’idea di toglier di mezzo per sempre il bipolarismo e ricostruire un grande centro, cattolico, apostolico romano .

  3. Giovanni Says:

    Bravo Mauro

  4. marco da bologna Says:

    Una domanda a Mauro e per conoscenza pure ad Andrea.Ritornare alla lira,e provare a vendere qualche prodotto italiano?Marco da Bologna.

  5. mauro zani Says:

    Risposta in breve: indietro non si torna semmai ti ci spingono, ma in quel caso l’Europa è finita.

  6. claudio Says:

    Forse non mi sono spiegato .
    Sono ASSOLUTAMENTE convinto che il terzo polo non lavora per la sinistra ma per conquistare l’egemonia sui moderati e quindi su B.& B . ( o chi per loro) e penso che il governo Monti li aiuterà.
    Io penso ,posso sbagliare ovviamente, che questo possa essere utile anche per la sinistra che, liberata dall’emergenza democratica rappresentata dai governi populisti di questi 17anni, possa; la sinistra, non fare + la portatrice d’acqua di progetti ,tipo ulivo prodiano, dove la guida è sempre moderata ma tornare a fare la Sinistra (europea).
    In pratica la sinistra potrebbe ricominciare a costruire un progetto ,innanzitutto di cultura politica; proprio dei progressisti da questa parte del mondo ( cosa che in Italia non fa + in modo organico dalla Bolognina in poi..).
    Certo ci sono stati forti limiti soggettivi ma quando il bipolarismo all’italiana ti impone la costruzione di fronti antibelusconiani a guida moderata diventa ,oggettivamente, difficile essere una normale forza progressista europea
    Se questo processo andasse avanti si dissolverebbero anche le motivazioni ( quelle nobili non quelle di bottega di un ceto politico ormai logorato) della nascita del P.D. …..( pensavano di candidare Bersani e invece magari gli toccherà Passera…..)

  7. mauro zani Says:

    C’è anche la possibilità che un’alleanza PD+terzo polo candidi Casini nell’ambito di una ristrutturazione del sistema poltico che veda la nascita di quel country party evocato da Letta, il giovane.Insomma la situazione è del tutto aperta , secondo me ad esiti non favorevoli ad una ripresa di credibilità e forza della sinistra italiana.
    Purtroppo.

  8. agostino Says:

    Ho letto le 39 domande. Così come ho letto la lettera d’intenti presentata dal governo Berlusconi alla quale le domande si riferiscono.
    Dinnanzi al nulla cosmico rappresentato dalla lettera qualsiasi persona dotata di buon senso e non disposta a farsi prendere per i fondelli avrebbe preteso chiarimenti.
    Come italiano mi sono sentito umiliato non già dalla pignola richiesta di chiarimenti – ricordo che alcuni esponenti del centro-destra di casa nostra hanno reclamato persino l’intervento del ministro degli esteri – bensì dall’essere stato rappresentato da un governo che si presenta in Europa in un momento delicato e difficile per il nostro Paese con una lettera simile.
    P.S: spero che la “manutenzione” sia riuscita bene. Ciao

  9. Giovanni Says:

    E’ iniziata la recessione mondiale.Le turbolenze dei mercati innescate dalla speculazione contro l’euro hanno giocato un ruolo non secondario.
    In assenza di un progetto di rinazionalizzazione ,le residue strutture produttive italiane sono destinate all’estinzione.

  10. mauro zani Says:

    @Agostino. Dal punto di vista dell’Italia, come paese, stato e nazione, a me ha colpito di più la lettera del finlandese piuttosto che la genericità e la pochezza (scontata) della risposta di Berlusconi al primo monito della BCE.
    Perchè vedi chi ha scritto quei 39 punti ha approfittato con un’arroganza senza freni inibitori (cosa mai successa prima) della debolezza e vacuità di Berlusconi. Ma non credo che il Berlusca agonizzante fosse il solo bersaglio.Un “governo d’impegno nazionale” come quello che Monti accredita con la sua autorevole figura dovrebbe trovare le parole, diplomatiche al punto giusto naturalmente, per prender le distanze dal metodo brutale con il quale viene trattata l’Italia.l’avesse fatto anche solo per cenni criptici l’avrei notato positivamente. Del resto sarebbe stato anche il modo migliore per smentir complotti.

  11. mauro zani Says:

    Sì Giovanni la penso anch’io così. Ciò che residua dalla grande svendita iniziata nel 1992, rischia d’esser acquistato a prezzi di saldi. Come dice il capo della agenzia di rating cinese: non siamo interessati ai Bot, o alle infrastrutture , con riferimento all’Italia siamo molto interessati invece a far shopping su energia (ENI ) e su altri settori teconologici. Ma immagino non siano solo i cinesi ad essere interessati…..

  12. Gianni Says:

    Credo che il riassunto “casereccio” stia nella vignetta di staino! Molotov: è nato il governo Monti i Bobo Hai visto? Forse ce la facciamo a morire democristiani!!! Con l’aggiunta dei “bigliettini amorosi” di Enrico………..Letta
    Questo per quanto riguarda la politica interna, per la politica internazionale….è roba troppo complicata per la nostra “classe dirigente” meglio affiadarla ai “tennici” che si scandalizzano per gli attacchi al parlamento e alle istituzioni……. (fino a ieri non han fatto altro ..mah) Evviva i banchieri di Dio…..
    Se quello di Napolitano non è un “golpe bianco” (fiore???) cosa cavolo è??? Spiegazione di Revelli: “perchè la politica nella sua sede naturale aveva fallito”. è uno “Stato eccezzionale” ricordando la repubblica di weimar…Non sò se esserne rassicurato o terrorizzato…
    Visto che ormai mi rimane solo l’ironia per commentare lo sfacelo di stì politici politicanti e replicanti, ma auconservatori, fatemi finire con una chiosa cattiva, ma visto che ho sentito di sfuggita parte dell’intervento di Bersani (spero non sia stato tutto così……) mi sembrava un misto tra De amicis e Enrico Toti; l’unione della piccola vedetta….del varesotto e della stampella oltre l’ostacolo………. (non ditemi che sono cattivo perchè le uso da 40anni)……….
    Và bene “farsi capire anche da quelli del bar” ma non così al ribasso Claudio datti pace il PD e l’alternativa sono morte e sepolte!
    Se avrò la possibilità di scegliere le persone vado a votare, dopo le manovre “lacrime e sangue” diel gov Monti, se no stò a casa……..Voglio gente nuova, qui la muffa la fà da padrona, è un ornamento di una “classe dirigente” (o meglio che si riteneva tale) che ha fallito altro che seconda repubblica……….per fortuna che qualcuno và ancora in piazza, …
    Caro mauro in effeti hai ragione, ormai gli ex sono bollati, meglio sperare nei giovani, magari aiutandoli……….faranno errori? mai come quelli fatti dalla “nostra classe dirigente” di questo 20ennio…….(dove sembra abbia governato “solo” berlusca)
    Conclusione troppo lunga, forse si! Ma perchè il PD manda sempre Boccia dico Boccia in TV???
    Ma ditemi la Cancelieri ministro dell’interno per voi bolognesi (io sono al confine) è un complimento o uno schiaffo???
    Mauro ancora grazie per i tuoi impagabili post!
    Saluti di sinistra gianni

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