alternativa…

Un pochino di pazienza ancora e poi mi taccio.
Lo prometto.

Anche perché la sensazione d’impotenza è grande.
Troppo ampio è il divario tra la dura realtà delle cose e la difficoltà a delineare credibilmente un quadro d’azione.
Azione.
Perché a questo punto le chiacchiere stanno a zero.
Voci isolate che si rincorrono nello sfuggente universo del web non servono a molto.
Sfogatoio e poco più.
L’altra faccia di un libertà concessa in quanto innocua, in assenza di un movimento d’opinione vasto, articolato, sovranazionale. E di una classe politica con la faccia rivolta alla società reale.

Non basteranno volenterosi ma non numerosi giovanotti in giro tra Zuccotti Park e la Sapienza a contrastare le brigate in doppiopetto e grisaglia del capitalismo reale che s’è imposto definitivamente dopo l’89 .

A quell’un per cento va tutta la mia simpatia. Son giovani ed è giusto non togliere loro anche la speranza. Tanto più essendo la sola minoranza che, tra tanta ingenuità e molta sacrosanta rabbia dimostrano di aver compreso come va il mondo reale.

Tuttavia senza un progetto politico alternativo e nuove classi dirigenti che lo interpretino non si va da nessuna parte.
Un tempo si diceva: non c’è sbocco al movimento.
Non a caso Draghi ha avuto parole di comprensione: vi capisco, continuate pure con la vostra ginnastica. Vi fa bene un pochino di moto ,sgranchirvi le gambe per strade e piazze.
Folclore mondialista che s’aggira sfaccendato, dando un tocco di colore, alle grigie torri d’avorio della finanza.
Da Wall Street a Francoforte.

E intanto a quelli come me, vien chiesto con sprezzante , quasi biblico, giudizio definitivo: qual è l’alternativa?
Santo pragmatismo!

Son inchiodato da cotanta domanda.
Vasto programma per un topo di campagna.

Intanto è già partita una formidabile campagna mediatica.

Il mainstream va a nozze nel tuffare ogni critica ,ogni dissenso, ogni posizione difforme, anche timida dentro il calderone ribollente del complotto dei poteri forti.

S’usa l’arma dell’ironia come vetriolo da gettare in faccia a chi non s’adegua.

S’usa l’arma totale: la pensate come la destra.

Ancora una volta dopo trent’anni, senza un briciolo di fantasia torna in primo piano la campagna contro gli opposti estremismi.
Do you remember l’anarchico Pinelli che colto da “malore dinamico” cadde da quella fatidica finestra e il ballerino anarchico Valpreda che mise la bomba alla banca dell’agricoltura a Milano?

Analogamente, gli indignati odierni non son diversi, in quanto ai fini ultimi e al di là della loro consapevolezza individuale, dal fascio-nazi-nazionalismo che s’aggira per l’Europa.

Certo non lo si dice così.

Figurarsi.

Nell’epoca odierna si è più sottili, educati, politicamente corretti, ma la sostanza non cambia.

La piovra del mainstream non lascia molti spazi ad un confronto obiettivo e men che meno critico.
Ti sputtana e ti mette fuori gioco fin dall’inizio, con il sarcasmo e i sorrisini di compatimento di un autorevole Vittorio Zucconi .
D’altro canto che volete farci. C’è ancora chi pensa che Kennedy fu ucciso da un proiettile vagante e bin Laden giustiziato mentre guardava un filmino pornografico …..

L’altra sera s’è unito al coro degli sputtanatori anche il democratico e cosmopolita Gad Lerner mettendo a confronto ,con accurata regia, le facce pulite e serene degli studenti della Bocconi e della Cattolica con i visi incupiti dei giovani della Sapienza, che- pensi signora Contessa – avvolti nel loro sformato e trasandato abbigliamento osano criticare Super Mario per aver lodato , a suo tempo , nientemeno che la Gelmini, quella del tunnel per i TIR-neutrini.

A confronto con i maglioncini gettati con finta noncuranza sulle spalle dei ragionevoli e studiosi Bocconi boys si capisce al volo che si tratta di poveracci ancora attardati su anacronistiche richieste di diritto allo studio e istruzione pubblica.
Gente che ad onta del pomposo nome della loro università , non ha voglia di studiare e ancor meno di cercarsi un lavoro adatto alle loro scarse potenzialità meritocratiche.
Altro che aspiranti sapienti.
Piuttosto figli o nipoti di canuti sessantottini, fuori tempo e luogo.

E già, la televisione conserva ancora la forza del leone di jannacciana memoria.

Su un altro piano ci pensano, con le loro acuminate e strapagate penne, gli editorialisti di Repubblica e quelli del Corriere che (questi ultimi) han giudicato (classicamente) indegna gazzarra i festeggiamenti pacifici, tra canti e balli dopo la caduta di Berlusconi.
A parte le sfumature che anche noi siamo in grado di cogliere e a volte apprezzare (per la verità sempre meno) la sostanza dell’operazione mediatica è la medesima, ben riassunta per tutti da Repubblica: “Quel fantasma dei Poteri Forti copione fisso dei cambi di stagione”.

Perché, chi non esulta e applaude con noi: ESTREMISTA E COMPLOTTISTA E’!
E magari , sulla scorta del Berlusconi dei bei tempi, è pure COMUNISTA.

Ergo, zitti e mosca.

La pacchia è finita.

E ha buon gioco il neoministro Riccardi a spiegare che dopo il carnevale è arrivata la quaresima.
Che bell’immagine!

Bravo, applausi.

Ha ragione anche il neomistro Ornaghi quando spiega che “il governo Monti segna il risveglio dei cattolici in politica perché non è più il momento di deleghe”.

Ben detto, applausi.

Prima per vent’anni, la delega totale e incondizionata l’avete supinamente data a Berlusconi: il grande puttaniere.
Adesso invece di vergognarvi almeno un po’, potete addirittura esporre la vostra faccia.
Con sobrietà, ovviamente, come avverte il capo della CEI.

E’ giusto. Ma non era il caso di ricordacelo, l’avevamo intuito.

E veniamo alla quaresima di Monti.

Non senza rispondere ancora una volta e per l’ultima volta a chi mi chiede qual’era l’alternativa all’operazione politica concepita , comunque condotta con alta perizia da Napolitano.

Bene.

Al punto in cui s’era giunti e dopo tutto il tempo perso negli ultimi sei mesi dalla ex opposizione, probabilmente un’ alternativa al governo Monti semplicemente non c’era.
Non più.
S’era consumata e vanificata nel mantra della richiesta quotidiana di dimissioni rivolta giustamente a Berlusconi.

Buona cosa chiedere le dimissioni.

Ottima cosa sarebbe stata (mi ripeto) preparare per tempo, quando il tempo c’era, un’alternativa di governo.

In quel caso, con coalizione e programma pronti e un leader già scelto e in campo la via delle elezioni non sarebbe stata necessariamente distruttiva.
Unica controindicazione la legge elettorale.
Non faccenda da poco, me ne rendo ben conto.
Tuttavia in politica i tempi esigono a volte il loro tributo .
C’è poco da fare Hic Rhodus, hic salta.

Ma questa strada non la si è voluta prendere in primo luogo perché non la si VOLEVA nonostante i sondaggi la indicassero da almeno un anno.

Dovrebbe esser chiaro, almeno adesso, mentre Casini riafferma con forza che il futuro risiede in un’alleanza esclusiva tra PD e terzo polo, cui tira la volata lo stesso governo Monti, dove si voleva andare a parare.

Del resto l’alleanza con un centro, rimpinguato nel frattempo da truppe provenienti dal PDL, è esattamente nella natura del PD.
E’ iscritta nel suo atto di nascita che Bersani ha cercato di lasciar sfocare sullo sfondo,conscio di un possibile diaspora a sinistra.

Ma dopo la lunga quaresima le cose saranno di molto cambiate.
Insisto le carte le darà Casini insieme a Letta il giovane.
Quello del bigliettino d’amorosi ,infoiati e disponibili sensi , anche “privatamente”. Quello del country party oltre la destra e la sinistra.
Il partito nazione insomma.
Il partitone progressista, ma anche moderato.
Neodemocristiano per esser ancora più esplicito. Da metter su con l’aiutino discreto di Letta il vecchio che s’affaccia dal loggione della Camera a raccogliere gli unanimi e convinti applausi. Tanto per chiarire a Bersani che il suo niet ha ottenuto solo una effimera e passeggera concessione alla decenza. E, che a lui resta solo il compito logistico e gregario di inseguire e sconfiggere le disorientate truppe della lega per completare la vittoria.

Cosa si doveva fare oltre a lasciar passare il tempo in attesa della caduta di Berlusconi?

Beh, preparare almeno i punti cardine di un approccio del tutto diverso da quello liberista verso l’Europa oggetto dell’attacco dei mercati e dei mercanti.
Mercanti spesso criminali.

Dotarsi di una bussola per navigare, non solo a vista, nello tsunami scatenato dal capitalismo finanziario.

Adesso Monti prende contatto con Sarkosy e la Merkel per riportare l’Italia su di un piano di parità nel confronto in atto.
Va benissimo.
E non ho dubbi che le relazioni formali con francesi e tedeschi miglioreranno grazie al Professore.
Ma il parlamento eletto pur sempre dal popolo e suo rappresentante fino a prova del contrario, cosa ha da indicare al neogoverno italiano?

Non è questione secondaria per affrontare la inevitabile quaresima dalla quale son comunque esclusi in partenza i grandi patrimoni.
(A proposito l’Ici s’applicherà anche all’immenso patrimonio della Chiesa ,apostolica romana?)
Anche perché bisogna cominciare a pensare a come se ne uscirà mentre la recessione incombe sull’Europa intera.
Parola di Draghi.
Su questo non ho sentito semplicemente un bel nulla.

Ma è esattamente qui il cuore della contesa in atto in Europa .

Potrei dilungarmi ma mi limito ad integrare ciò che ho scritto nei due post precedenti.

Si lascia a Berlusconi la critica al funzionamento della moneta senza stato?
E si lascia a Monti ,alla sua personale credibilità il compito di delineare insieme agli altri attori europei una via d’uscita dalla crisi in atto?

Esempio con domanda.

Tra la posizione tedesca che(sembra) vuole verosimilmente creare un FMI europeo, il quale come sappiamo da una lunga esperienza, serve a finanziare a caro prezzo solo i paesi che s’adeguano prontamente e rigidamente alle regole del modello liberista più puro, dove si privatizzino e si vendano al minor prezzo anche gli ultimi scampoli dei beni comuni, lasciando andare in default gli altri, e quella (sembra) francese che punta ad una modifica dei trattati per cambiare il ruolo della BCE analogamente alla Fed americana, l’Italia da che parte sta?

E da che parte sta la ex opposizione?

Non è dato al momento di saperlo.

Comunque non per caso del fondo cosiddetto salva stati non si parla più da tempo. Altri e più grandi disegni egemonici son concepiti entro una visione liberista e monetarista sostenuta da una grande maggioranza di governi di centrodestra.

Se l’Europa s’ha da fare si farà secondo il dettato del liberismo più sfrenato dove contano i mercati , gli interessi leciti e illeciti (la distinzione s’è fatta impossibile) della finanza globale, e dove si stagliano nettamente per ragioni diverse e con interessi contrastanti, due grandi potenze : la Germania continentale e l’insulare Regno Unito che resta comunque saldamente aggrappato alla sua sterlina.

E , attenzione l’unificazione politica dell’Europa che è insita in un tale disegno non sarebbe quella flebilissimamente auspicata in vista di un lontano futuro dallo stesso trattato di Lisbona. Sarebbe unificata piuttosto dalla dittatura della moneta e dal feticcio dei mercati, non dalla democrazia dei popoli , che magari giungerebbe fino a volere l’elezione diretta del presidente dell’Unione.

A mio modesto avviso sarebbe possibile con un adeguato protagonismo italiano e in vista delle difficoltà della Francia (tra l’altro ci saranno le elezioni) metter in piedi un’alleanza intergovernativa capace ,almeno in potenza, di collegarsi ad un’opinione pubblica europea che potrebbe così venir stimolata, coltivata , sostenuta e tenuta in campo per dare più forza ad una politica resa ormai esangue dopo i troppi salassi subiti dalle ragioni totalitarie della economia della finanza.

In quest’ambito non è detto che la stessa BCE si dimostrerebbe del tutto impermeabile ad un cambiamento del proprio ruolo a fronte di un progetto tedesco di FME che rischia di relegarla ,alla lunga, in posizione subalterna.

In conclusione, l’idea che si sta imponendo in Italia, secondo cui al governo dell’economia ci pensa Monti e il parlamento s’occupa d’altro, è oltremodo perniciosa.

Un parlamento che ratifica nega il suo ruolo avviando la democrazia parlamentare su di un binario morto.

Certo, oggi Monti è forte.
Forte di un consenso popolare larghissimo.
Non può fare a meno del parlamento né, immagino lo voglia, ma il parlamento non può fare a meno di Lui.
Perciò proprio mentre il capo del governo tributa omaggi al parlamento non manca di minacciarlo apertamente e piuttosto ruvidamente, chiarendo che conviene tenersi bassi dato che un’eventuale difficoltà frappostagli dovrebbe misurarsi non con lui ma con il suo consenso e dunque con gli elettori che in lui e solo in lui, al momento, si riconoscono.

Il concetto è chiaro.

Non essendo io aduso, per grezza nascita, ad usare il bon ton di Lor Signori e scusandomi per la volgarità , tuttavia non del tutto gratuita, tale semplice concetto può anche esser espresso popolanamente così : vi tengo per le palle.
E, aggravante , ve le stringo quando voglio.

Da qui la disperante difficoltà che incontra un disegno alternativo a quello liberista per l’Europa poiché la politica fatta oggetto d’ogni insulto (grazie a Berlusconi e non solo) non può più indirizzare e neppure suggerire alcunché.
Il suo tempo è, se non finito, almeno sospeso e purtroppo a furor di popolo.

E d’altro canto non si può chiedere a Monti di cambiare le proprie convinzioni.

Accusatemi pure di complottismo ,non me ne può fregar di meno.

Ma se uno oltre ad esser stato Presidente della Bocconi è anche il responsabile per l’Europa della Trilateral Commission, la cui visione del mondo è arcinota.
Anche advisor internazionale della Goldman Sachs.
Un covo di delinquenti in colletto bianco dice qualcuno che si salva grazie ai soldi dei cittadini e continua ad arricchirsi in credit swaps speculando e auspicando il default, a partire dall’Italia.
Esagerati.
Advisor , e che sarà mai !
Il significato generico è solo quello di consulente o anche consigliere , “esperto in una vasta gamma di problematiche, particolarmente vocato nel campo delle privatizzazioni”.

Cosa c’è di male in questo?
Comunque anche advisor della nota, frizzante, aziendina a conduzione famigliare denominata Coca-Cola. Non senza averla prima fieramente avversata dalla sua posizione di commissario europeo.
Per esserne ingaggiato subito dopo.
Quelli della bevanda frizzante mica son scemi.

Se le cose stan così, e così stanno in effetti, qual cosina dovrebbe saltare agli occhi. Al netto, s’immagina dei miseri, simbolici più che altro, rimborsi spese. Per carità non stiamo a formalizzarci. E’ un tecnico mica un politico.
Cosa diavolo dovrebbe saltarci negli occhietti procurandoci un certo disagio direte voi.
Beh , forse una qualche omogeneità di cultura e pensiero tra il nostro acclamato super premier e codesti contesti lobbistici, tutti dediti a fottere, poco cristianamente il prossimo. Sia esso lavoratore o consumatore.

Come dite?
Ah Adesso è senatore a vita.
Dimenticavo.
Sì ma i senatori a vita mica fan parte della tanto odiata casta da combattere con la pubblica gogna grazie all’alibi fornito dai Scilipoti.
Come dite: Andreotti?
E vabbé.
Nessuno è perfetto.

Per Super Mario conta il MERITO e proprio per questo , ci sarà un lungo primo tempo: il rigore e i sacrifici.

Si vedrà quanto equi.

Poi non ci sarà, NON CI SARA’AFFATTO ALCUNA CRESCITA ,come documenta la ormai lunga vicenda del liberismo applicato in corpore vili.

Solo un ulteriore aumento delle diseguaglianze sociali.

Si può star certi che alla fine della quaresima i ricchi saranno relativamente più ricchi.

In compenso i ceti, sempre meno abbienti, potranno contare tanto su di una cattolica sussidiarietà ,vorace nel mangiarsi gli ultimi bocconi (sic) di ciò che resta del welfare, quanto (alle brutte) su di una cristiana, equa carità.

Amen.
E non parliamone più.

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15 Risposte to “alternativa…”

  1. mario bovina Says:

    Eh, caro Mauro, la tua analisi lucida mi spinge a proporre nuovamente la domanda che davvero mi tormenta (e guarda che dover sempre sparar bordate nella propria parte del campo è anche frustrante, ormai): questo PD a chi e a cosa serve? chi rappresenta? Perchè a me sembra che la stragrande maggioranza degli elettori del PD abbia pensieri e desideri che non corrispondono in alcun modo alla concreta azione politica del partito. In qualche modo mi sembra quasi che nell’animo di ciascun elettore del PD sia un continuo frullar di sempre più angosciate giustificazioni dell’operato della dirigenza, per non smarrirsi del tutto. E’ una specie di Deserto dei Tartari della politica. Attesa sospesa. Il punto credo sia come squarciare una volta per tutte il Velo di Maya: il PD non è l’erede della tradizione del PCI, non è un brutto anatroccolo che presto sarà cigno, nè un rospo che presto sarà principe. E’ l’inganno politico-mediatico che è: un partito poco originale (persino il simbolo è quello di Forza Italia raddrizzato un po’), senza spinta ideale, con le mani in pasta perchè ha l’obiettivo di avere le mani in pasta, scollato dalla storia, senza tensione sociale nè emotiva. Un oggetto freddo. Oggi, dopo aver perso l’occasione storica di affossare i turbocapitalisti nostrani e forse anche qualcosa di più (ma, come hai ben detto la possibilità c’era prima, non più la settimana scorsa) un PD rinsavito potrebbe comunque arginare l’azione restauratrice di Monti, se riuscisse a, e volesse, interpretare le spinte del proprio elettorato. Ma non lo farà. Io mi sono illuso poco fin dall’inizio, ma decisamente oggi non ci credo. E questo senza nemmeno voler male alle tante persone, anche iscritti al partito, che spingono in buona fede, ma ciecamente il masso enorme non si sa dove. La soluzione è un partito nuovo (chissà forse poteva andar bene SEL se non avesse virato su un omologato leaderismo monoteista). Roba da ridere.

  2. mauro zani Says:

    Caro Mario non ho nulla da aggiungere. la situazione è esattamente quella che descrivi. Brava gente, perlopiù, impaniata in una sorta di Trauman show.

  3. Stefano Stefani Says:

    abbastanza compromettente dire che il capitalismo dopo l’89 ha avuto mano libera.. per uno che ha anche detto di non essere comunista 🙂
    io non vedo altre strade…magari con un pò di meritocrazia, ma non ci sono filosofie alternative, appunto…. che che possano riunire la gente in un “movimento” che abbia sbocchi.

    Non mi appassionerei tanto a parlamento ed economia, il primo e’ solo una trincea dove si protegge quello che si e’ conquistato, o insieme alla mafia e al capitalismo o insieme ai partigiani e ai di Vittorio, un sacco di leggi della “sinistra” sono state sabotate e svuotate di significato…bisogna lasciarli andare per conto loro, badare a costruire un sistema eco-sociale basato sulla solidarietà, leggi no profitto no privilegi per nessuno, e sopratutto smetterla di dare i nostri soldini al sistema capitalistico, tipo IKEA, che non paga nemmeno le tasse perche’ e’ una onlus, in mano a un nazista che e’ il 10° uomo piu ricco del mondo,

    Smettiamo di dare soldi a chi ci ha pure messo le bombe alla stazione e potremo schiacchiarli come scarafaggi.
    MI ricordi miller…sai? Henry

  4. Stefano Says:

    mah..bel pezzo, scritto benissimo. Nella sostanza son s’accordo su un punto, non ci sarà crescita, invece ci sarà una recessione gravissima. Il sistema non regge e le toppe son tutte peggio del buco. Per cui o si ha il coraggio di dire che bisogna rovesciare il tavolo e tornare a ideologie che sembravano superate dalla storia, oppure meglio votare il tanto vituperato PD, che almeno garantisce un controllo democratico su quanto accade.

  5. mauro zani Says:

    Truman ,naturalmente..

  6. mauro zani Says:

    Le ideologie superate hanno dato luogo a sistemi implosi ,crollati su sè stessi. Superate. Indietro non si torna nè io vorrei, francamente tornare. Ciò non significa che ,in giro per il mondo, non emergano altri sistemi di idee ,o semplicemnte idee, approcci e proposte alternative rispetto alla devastazione sociale provocata dalla razionalita folle del capitalismo finanziario.
    Quanto al controllo democratico esercitato dal PD..staremo a vedere cosa diventerà il PD alla fine dell’emergenza. Ho il sospetto ,credo fondato, che nel 2013 ci troveremo a dover scegliere entro un sistema politico altro e diverso dall’attuale.

  7. Stefano Says:

    D’accordo sullo stravolgimento dello scenario politico italico. Tuttavia bisogna prendere atto che le risorse del pianeta sono finite e se le rimanenti costano sempre di più, giocoforza bisogna cambiare radicalmente sistema. Il cosiddetto occidente è sempre più marginale e sempre più vecchio.

  8. claudiopaganic Says:

    Beh io sono MOLTO critico verso il P.D. e tuttavia..
    Secondo l’ultimo sondaggio odierno di Repubblica vale il 29,4% mentre il secondo partito il pdl vale il 24…
    Tutto si può pensare e fare tuttavia ” i fatti(numeri) sono testardi” diceva il compagno Lenin.. O no?

  9. mauro zani Says:

    Va benissimo. D’altro canto è finito un regime…In ogni caso questo non riguarda ciò che penso e scrivo. Mica ho mai sostenuto che vi sarebbe stato un calo elettorlae del PD. Anzi da mesi valorizzo i sondaggi proprio per chiarire che non si deve aver paura d’aver coraggio. Quanto a Lenin c’entra come i cavoli a merenda.
    PS. Il PD non per questo è o sarà il mio partito. Come non lo fu la DC che pure ha sempre avuto molti voti.

  10. claudio Says:

    Volevo solo dire ,molto modestamente, che sarà arduo costruire una nuova sinistra a prescindere dal P.D. …
    Vorrei aggiungere ,anche qui molto sommessamente, che quei ceti progressisti( quelle classi) che votarono per circa 30% PcI e che secondo me esistono anche oggi dove sono finiti visto che ,a sinistra del P.D, secondo il sondaggio di oggi IDV + SEL valgono circa il 13% ( e dubito molto che i voti di IDV siano tutti progressisti)?
    Al di là dei nomi dei partiti bisogna (bisognerebbe) costruire un nuovo blocco sociale egemonico che per 2/3 deve utilizzare il P.D. ovviamente diversamente dislocato.
    Se posso permettermi ,le ns simpatie personali verso qualche sigla o qualche ceto politico sono meno importanti…..

  11. mauro zani Says:

    Al momento faccio fatica a riconoscermi simpateticamente in qualche sigla o ceto poltico. Sarà perchè faccio vita molto ritirata al limite dell’isolamento.
    Dopodichè a me sembra quasi certo che i partiti del dopo Monti saranno alquanto diversi dagli attuali.
    In prospettiva ,non storica,può per far capolino quel country party di cui parla Letta il giovane espandendo le potenzialità originarie del PD di Veltroni. Quanto alla sinistra al momento non vedo granchè…

  12. mauro zani Says:

    Dimenticavo , Vendola s’aggrappa con la forza della disperazione alla “foto di Vasto” ma è ormai carta seppiata. Roba del passato remoto. In poltica dieci giorni com’è noto possono cambiare l’intero panorama.

  13. Giovanni Says:

    Caro Mauro,in qualche modo ci siamo sempre confrontati/scontrati,ma’avvento del nuovo governo ha avvicinato pericolosamente le nostre posizioni,al netto,come diresti tu ,del ruolo di Napolitano.
    Tuttavia i problemi che tu sviluppi,a mio avviso ,non vanno in una sola direzione.
    Il vero programma politicamente criminale è sempre stato quello di privatizzare la ricchezza sociale,creando continui bisogni di cassa:manovre,manovre ancora manovre
    E’ chiaro che se diminuisco i contributi previdenziali o non li faccio pagare affatto,non avrò soldi per pagare le pensioni .E allora cosa ti faccio:diminuisco la pensione e per tappare qualche buco e già che ci sono svendo qualche asset sociale:vendo le sedi dell’inps,a qualche furbone che poi li rifitta all’inps.
    Tutto molto “Bocconiano”,parliamo di “cartolarizzazione”Il ricco non ci mette niente perche i soldi gli li presta la banca di Bazoli Nell’arco di 8 anni il ricco restituisce con i canoni incassati dall’Inps tutta la grana a Bazoli.Anche la Banca di Bazoli era pubblica,ma il Dottor davvero Sottile,privatizzò anche quella con tre righe.
    I giochi,dunque ,sono stati fatti anni fa .Oggi siamo all’osso. Resta poco
    Il professor “Bocconi è sceso in campo per salvare il suo. Per salvare i ricchi d’Italia :se saltano le banche,le assicurazioni,e tutte le “greppie “,dove va la “razza nostrana?
    Tu sai bene che una cosa è essere remunerati per i servigi resi ,altra cosa per quel che si vale .Te lo vedi Passera Ceo di Goldman Sachs o Ligresti Ceo di Allianz o Benetton padrone delle autostrade tedesche?
    Povera Patria,si bella e perduta.
    Basterà Bersani in un sussulto di autocoscienza a risollevare le sorti del paese.
    La vedo dura Signora Marchesa.A lor signori serve soltanto il tempo per salvare gli averi.
    Poi si vivrà tutti da servi,ricchi e poveri

  14. mauro zani Says:

    Caro Giovanni, nella fattispecie siamo purtroppo d’accordo.
    Il problema è che una larga maggioranza di italiani sta con Monti e col suo governo di preti-banchieri, professori , tecnocrati e finanzieri.

    PS. Inps? Beh è in perfetto pareggio di bilancio tra contributo e pensioni erogate.Al netto dell’assistenza. Che sarebbe ora di scorporare contabilmente dal bilancio consolidato dell’Inps.

  15. mauro zani Says:

    Aggiungo che, complice l’era Berlusconi, gli italiani si accorgeranno fuori tempo massimo di esser stati spolpati fino all’osso dal governo delle locuste. Dopo aver tanto amato il cavaliere di Arcore.
    Prima becchi e poi (duramente) bastonati , con equità…..of course

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