Merkosy.

Non so come giudicheranno domani gli organi d’informazione ufficiali e i mercati  l’esito del vertice di Bruxelles.
Da quel che si può comprendere dall’esterno, si è guadagnato tempo. Già questo non è in sé un cattivo risultato. Rimane però la sensazione di un ulteriore rinvio per ciò che riguarda la sorte dell’Unione connessa strettamente a quella della moneta unica.
Per come ho capito io, si è raggiunto un accordo a 17 (paesi euro) con l’aggiunta di tutti gli altri ad esclusione del Regno Unito. Non mi è ben chiaro al momento in cui scrivo come s’è potuta risolvere la questione della Svezia e dell’Ungheria che avevano dichiarato preventivamente di non avere delega a discutere nel merito da parte dei propri parlamenti.

A parte ciò, pareggio di bilancio in Costituzione o comunque stabilito con leggi ordinarie. E misure sanzionatorie automatiche per chi non tiene il passo con la disciplina di bilancio che prevede un deficit non superiore al 3% del Pil.

Inoltre viene accelerata la formazione di un fondo di salvataggio con dotazione di 500 miliardi entro marzo del 2012. Tale fondo (ESM) non avrà “licenza bancaria” in modo da non poter chiedere finanziamenti alla BCE.

Questa mi pare  il nocciolo dell’accordo raggiunto. Si dice anche che la Corte europea di giustizia avrà il compito di vigilare e sanzionare.

Non mi è chiaro:
1) Come potrà la Corte assumere un tale ruolo in presenza di un semplice accordo intergovernativo che ,come tale non riguardando il metodo comunitario, è verosimilmente al di fuori del raggio d’azione della Corte.

2) Estendendo analoga obiezione non è chiaro affatto quale potrà essere il ruolo della Commissione,in quanto organo comunitario.

3) Si dice che quest’accordo sarà integrato rapidamente nei trattati assumendo così un rilievo giuridico e dimensione comunitaria. E qui non mi è chiaro quanto tempo occorrerà per dare forza giuridica in ambito comunitario all’accordo di Bruxelles, dato che il meccanismo delle ratifiche da parte dei governi nazionali si è dimostrato nel recente passato particolarmente impervio.

In fin dei conti, al di là dello scontato rifiuto del Regno Unito che voleva mantenere un potere di veto (votazione all’unanimità) sulle regole incidenti sui servizi finanziari, è abbastanza chiaro che il vero vincitore è ancora una volta la Germania.

E su tutta la linea.

Niente ruolo per la BCE e niente Eurobond.

Visco , il governatore della Banca d’Italia, spiega così il nein della Merkel (cito a memoria) : i tedeschi , memori dell’iperinflazione weimariana, continuano a considerare la monetizzazione del debito come causa primaria dell’avvento del nazismo.
Evitare dunque, l’accumulo delle condizioni per un Quarto Reich.
Dal canto suo Ulrich Beck ha chiarito un po’ di tempo fa , che manca il potenziale bellico per l’avvento di un Quarto Reich.

E meno male.

Resta che l’ossessione tedesca sul debito porta l’Europa intera sull’orlo di un gravissima recessione.
E corrisponde, oltre alla memoria del passato, ad una precisa scelta politica.
E l’Italia con la sua manovra oltremodo depressiva né pagherà più di altri le conseguenze.

Amato e Prodi congiuntamente avevano proposto di far ricorso all’art 136 del trattato per consolidare il terreno di procedure decisionali di tipo comunitario e non intergovernativo. Avanzando anche l’idea di una Convenzione costituente come quella che fu varata a suo tempo e che portò, dopo tante promesse mancate e mille peripezie, all’attuale revisione dei trattati nel 2009.

Solo che appena un anno dopo si è utilizzata la procedura semplificata prevista dagli stessi trattati aggiungendo in corsa un terzo comma all’art 136 che ,non a caso, disciplina le azioni dell’Unione volte al buon funzionamento della unione economica e monetaria: “ istituire un meccanismo di stabilità da attivare ove indispensabile per salvaguardare la stabilità della zona euro nel suo insieme”.

Da qui ha preso le mosse l’azione della Merkel, dato che la “procedura semplificata” salta tanto le procedure comunitarie che le conferenze intergovernative.

E il gioco è fatto.

Tutta la sostanza della sbandierata riforma dei trattati si riduce all’introduzione di un’automaticità dei meccanismi sanzionatori. Dunque niente vera unione fiscale solo guida ferrea al rigore monetario e di bilancio da parte della Germania con l’appoggio della Francia.

In verità una “grande riforma dei trattati” sarebbe necessaria per delineare con chiarezza un governo economico dell’Unione guidato dalla politica. E, da quella via, rimediare al deficit democratico dell’unione non certo avviato a superamento con Lisbona.

Ma naturalmente tutti sanno che se si desse voce diretta ai cittadini europei andrebbe a rischio l’intera costruzione europea.
E’ una specie di comma 22, dal quale prima o poi si dovrà uscire anche assumendosi un elevato grado di rischio. Quello connesso alla democrazia.

Tuttavia secondo Roberto Gualtieri misure come i project bonds per la crescita e gli stability bonds per il debito, cui aggiungere una tassa sulle transazioni finanziarie sarebbero del tutto compatibili con i trattati vigenti.

Non son del tutto certo che le cose stiano effettivamente così, almeno nel caso si preveda un forte ruolo della BCE, anche se forzare sarebbe in ogni caso utile. Anzi urgente.

Ma al di là di tutto, la ragione per cui nel vertice di Bruxelles non si è andati in questa direzione è la stessa ragione per cui non ci s’andrà neanche in futuro.
E la ragione è tutta politica( qualcuno direbbe geopolitica,cioè attinente all’egemonia) e ha molto a che fare con le suggestioni evocate dal capogruppo democristiano al Bundestag ( Ambrosino su Il Manifesto) secondi cui : “adesso in Europa si parla tedesco”.

Già,un Quarto Reich economico.

In quest’ambio la manovra “esemplare” del governo italiano spesa al tavolo europeo da Monti per cercar di far riassumere all’Italia quel ruolo tradizionale di mediazione che l’ha sempre (o quasi sempre caratterizzata) non ha potuto sortire altro effetto che rafforzare l’approccio portato avanti dal duo Merkel Sarkosy.

D’altro canto l’approccio Merkosy si è imposto proprio nel decreto “salva italia”.

In Italia, infatti, non era solo rilevante fare cassa,e raggiungere un certo saldo di bilancio, era importante e strategico muovere in una ben precisa direzione ,anzitutto e esemplarmente con una manovra strutturale sulle pensioni, poiché ciò corrisponde perfettamente al paradigma sociale sottostante al modello, ancora sostanzialmente monetarista e liberista, che viene riproposto in Eurolandia tanto dalla Germania che dalla Francia.

Monti ha detto dal solito Vespa che bisogna domare i mercati senza demonizzarli.
Si può esser d’accordo purché s’abbia ben chiaro che i mercati, per loro intrinseca natura,nell’epoca del capitalismo finanziario , demonizzano le pensioni e ogni forma di welfare che non sia residuale e funzionale ai loro scopi.
E infatti a saldi invariati c’è da scommettere che la manovra non sarebbe stata apprezzata dai mercati, almeno nella misura provvisoria in cui lo è stata, se non fossero state deposte ai loro piedi le spoglie di una moltitudine di pensionati.

In quest’ambito l’Europa dominata dalla Germania non doma alcunché.
Aggiungo l’Europa dominata dal centrodestra non doma alcunché.
E’ strano come la politica scompaia non appena si cita L’Europa.
L’Europa lo vuole!

Ma quale Europa?

Bisognerebbe dire cosa vuole la destra europea che è ormai al governo nella stragrande maggioranza dei paesi.
E bisognerebbe sapere cosa vuole la sinistra europea, ricordando che proprio nel trattato di Lisbona si è avviata a superamento l’idea di una Commissione come organo tecnocratico per sua natura politicamente neutrale, proprio nel momento in cui si è stabilisce che nell’elezione del suo Presidente si deve tener conto della maggioranza politica espressa nei governi dei paesi aderenti.

Ecco perché sarebbe più corretto dire che certe cose le vuole l’Europa governata dalla destra. E dunque si tratta, almeno per la sinistra o ciò che ne rimane in Italia, di non subirne passivamente le impostazioni e gli obiettivi.

Sembra che nella sinistra europea sia rimasto solo il vecchio ex cancelliere Helmut Schmidt a scagliarsi contro la politica miope e nazionalista della Merkel quando mette in guardia (al congresso di Berlino della SPD) contro l’arroganza che promana dalla superiorità economica della Germania, avanzando l’impressione che “non sia abbastanza consapevole di come sia ancora forte la memoria dell’occupazione tedesca dell’Europa” e che anche perciò si renda inevitabile una comune assunzione di responsabilità sui debiti europei.

Mentre il Presidente dell’SPD afferma che: “ Mai più un partito socialdemocratico dovrà mettere in dubbio il valore del lavoro, mai più dovrà allontanarsi dai sindacati.”

Peccato che non ci si possa iscrivere all’SPD.

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15 Risposte to “Merkosy.”

  1. umberto.mazzone Says:

    Caro Mauro, debbo contraddirti. Non sull’ analisi, ampiamente condivisibile, ma sull’ impossiblità di iscriversi all’ SPD.
    Se vai al sito dell’ SPD

    http://www.spd.de/Partei/Mitglied_werden/

    e hai un po’ di pazienza col tedesco scoprirai che non è necessaria la cittadinanza tedesca e che si può essere iscritti anche risiedendo all’ estero.
    Ci si potrebbe fare un pensierino.
    In passato conobbi un nostro connazionale iscritto al partito comunista cubano. Col tempo e l’ età le ambizioni si riducono.
    Credo che, fatti ormai tutti noi i conti con la II internazionale, un serio e storico partito socialdemocratico potrebbe anche andar bene.

  2. maurozani Says:

    Caro Umberto, anche disponendo della pazienza di Giobbe , temo che col tedesco non ce la posso proprio fare. ….Ed è un peccato.

  3. Raffaele Says:

    ….ma Mauro non si puo’ tessere qualche altra tela?

  4. maurozani Says:

    certo che si può..ma con filo nuovo….con l’operosità, dura e tenace intelligente e rabbiosa di chi ha un futuro davanti a sè e decide di non perderlo…..

  5. Paolo Galletti Says:

    Caro Mauro,
    leggo sempre con attenzione le tue analisi
    mai scontate sulla tragica situazione in cui siamo.
    Oggi “il manifesto” riporta un documento congiunto di SPD e Grunen contro la politica della Merkel in Europa.
    Ti segnalo la dichiarazione finale del congresso dei Verdi europei che si è tenuto a Parigi poche settimane fa:

    http://www.verdi.it/images/The_Paris_Declaration_FINAL_Italian.pdf

    Le elezioni in Germania ed in Francia potrebbero portare a nuovi Governi Socialisti e Verdi con una visione dell’europa ben diversa da quella attuale delle destre: arriveranno in tempo?
    saluti
    Paolo

  6. luca gazzotti Says:

    condivido penamente e mi permetto di andare oltre ed esplicitare una considerazine implicita nel ragioamento di Mauro …. il caso Strauss Kahn evidentemente cresto ad arte per 1. controllare da una fedele liberista il FMI alla viglia della crisi 2. eliminare un fortissimo candidato anti liberista non solo alle presidenziali francesi ma potenzialmente candidato della sinistra alla guida dell’europa

    Il caro signore sarà anche un figlio di buona donna o buon uomo che sia ma era il NOSTRO figlio di puttana …

    Ora poi .. proprio ieri .. apprendo che i generali americani si stanno organizzado per futuri scenari europei caratterizzati da rivolte popolari determinate dalla crisi economica

    mi mancano le informazioni e le competenze ma mi spingo comunque ad azzardare ed immaginare un quadro generale … dove gli USA in crisi di potenza stanno attrezzandosi ritirasi dai gravosi impegni militari dell’era Bush e cercano compensare scaricando la crisi finanziaria sull’europa e mettendo in crisi i regimi del’ex secondo e terzo mondo …..

    con l’accetta e pressapochismo cercando di scorgere per quello che si può e si riesce

  7. maurozani Says:

    Caro Paolo, in effetti il problema non è l’Europa, ma L’Europa della destra. Ergo se si vincesse in Francia, ma specialmente in Germania, ci sarebbe ancora tempo per sperare in una diversa politica. Ho letto Fischer su il Corriere di ieri. Avanza un’altra idea per la governance europea sulla quale sto ancora riflettendo perchè, al limite, potrebbe anche essere l’uovo di Colombo….

  8. maurozani Says:

    Luca, già :il “nostro” figlio di puttana….Bello scherzo. Ma dico io …
    Quanto agli americani ,beh la notizia di ieri che ho sentito anch’io non è una notizia. Il Pentagono ha uno scenario per ogni evenienza, dalle eventuali rivolte in Europa, alla primavera russa, ai piani d’attacco all’Iran già pronti da qualche anno e continuamente aggiornati, all’invasione degli extraterresti, fino ad un’eventuale invasione di zombies o vampiri fomentati dai cinesi. E’ la loro mania : piani per ogni evenienza dettati dalla paranoia , (oggi, tutto sommato giustificata più di ieri), per una possibile perdita della loro supremazia mondiale.

  9. agostino Says:

    “Il problema non è l’Europa ma l’Europa delle destre”. Sono d’accordo. Ma l’Europa delle sinistre qual’è?
    Qualcuno mi può spegare perchè mai il giorno prima prima o il giorno dopo di importanti vertici europei non vi siano riunioni delle forze progressiste europee dalle quaqli si possa desumere il punto di vista unitario delle forze progressiste? E’ fantapolitica?

  10. Giovanni Says:

    La sinistra europea è senza “testa”.Vent’anni di neoliberismo hanno piallato le menti e i cuori dei leaders della sinistra scelti dal “caso”.
    Il fatto che in Italia Monti & c siano considerati da D’Alema una risorsa “democratica” la dice lunga sulle idee che possono circolare sul” progetto Europa “
    Meglio,in fin dei conti,la Merkel .Non si può dubitare del fatto che un conservatore tedesco è sempre più a sinistra di un leader di sinistra italiano.
    Un conservatore tedesco ha sempre una visione,gestisce il potere nell’interesse del suo paese e del suo popolo. Non fa regali alla chiesa,assicura stipendi e pensioni più che decorosi e tartassa gli evasori .In Germania Macchiavelli e la “pratica politica” che ne discende sono relegati nel cesso.
    Adesso è caduta nella rete l’Inghilterra, che dal tempo della Thatcher “succhia sangue” all’Europa e ne impedisce l’unità. La funzione di interdizione anche a favore degli USA viene sbandierata ai quattro venti sulla stampa inglese. Per la prima volta hanno paura dell anti-europeismo che hanno radicato sull’Isola .
    Quali sono le opinioni degli strateghi nostrani in proposito?

  11. claudio Says:

    beh adesso valutare pure la Merkel meglio dei “leader ” della sinistra ( anche italiana ) pur con i loro limiti mi sembra autentico TAFAZZISMO ; forse aveva ragione Jospin ( ex premier socialista considerato molto a gauche ) che sosteneva che la sinistra italiana è la “+ INTELLIGENTE MA ANCHE LA PIU POLITICAMENTE INETTA E AUTOLESIONISTA D’EUROPA”.

  12. claudio Says:

    Dopo il triste declino di Blair Zapatero Obama, forse un leader per la sinistra italiana andrà cercato su…. Marte; en passant faccio notare che Helmut Schmidt ( recente entusiasmo di Mauro per il suo discorso al congresso SPD ) è lo stesso che nel 1976 pretese ,da premier tedesco, che l’Italia, bisognosa di un prestito per l’emergenza di allora, depositasse il contravalore in lingotti d’oro presso la Banca Centrale Tedesca ; lo stesso poi nel 1979 ,sempre premer socialdemocratico tedesco , si battè furentemente per l’installazione anche in Italia degli euromissili , determinando così una grave difficoltà poltica per il PCI ,allora in maggioranza, che poco dopo lo ricollocò all’ opposizione…
    Mah….

  13. Andrea Says:

    La sinistra è un continuo “romanzo di formazione”.
    Un Parsifal di borgata, quando va molto bene.
    “La Spada nella Roccia” è il suo mondo, ma senza la simpatia di Disney.

  14. Giovanni Says:

    Un buon padre di famiglia che presta dei soldi quanto meno deve preoccuparsi di munirsi di una qualche garanzia per ottenere la restituzione del prestito.
    Giustamente,perciò, la Germania chiese in pegno una parte della riserva aurea del tesoro italiano .Cosa ci vede di strano Claudio?
    Quanto a Obama chi ha detto che è un leader di sinistra? Forse Veltronix?
    Zapatero,invece,un uomo onesto e sincero, è stato travolto da una crisi economica che ha portato al raddoppio del debito pubblico la Spagna.
    Certo,qualche errore lo ha commesso anche lui. Poteva, ad esempio,sospendere i pagamenti dei mutui per i lavoratori che avevano perso il lavoro a causa della crisi.
    Ma resta un uomo perbene e di sinistra,che con il venir meno del consenso ha rimesso il mandato perché gli spagnoli potessero scegliere democraticamente.
    I nostri sono di un’altra “pasta”:pur avendo la maggioranza nel paese, lasciano i destini di milioni di Italiani nelle mani di lor signori, perché sono nati “gregari”Vogliono essere sicure ancelle dei “professori”che risanano fregando i soldi a chi tiene poco .E’ cosi dal 1992 :lacrime,sangue e banane !!.

  15. maurozani Says:

    Bah…la Merkel a me sembra (e non solo a me) un leader mediocre come Cameron. Quanto a Schmidt, nessun particolare entusiasmo. Non è un Brandt d’accordo ma almeno segnala ai tedeschi un pericolo reale dall’alto dei suoi 92 anni. Per il resto la sinistra europea fa acqua da tutte le parti. Com’è noto si è resa latitante e subalterna (vedi Blair ,il gran cialtrone) per almeno cinque lustri. Subalterna al pensiero unico, dico. L’Italia non ha fatto differenza. Oggi c’è solo un partito indefinito ,il PD, che sostiene un governo, che ad essere benevolenti, sostituisce il populismo con il liberismo e “salva l’Italia” ammazzando i cristiani che la popolano. Una manovra , ci tornerò nel prossimo post che non serve a un bel nulla, e che anzi è sommamente nociva. A chi non ci crede rivolgo l’invito a riparlarne nell’anno prossimo quando ,per la prima volta dal dopoguerra , si capirà cos’è la recessione più nera. Un tunnel dal quale non si potrà uscire per anni. Un barlume di speranza può venire solo da una vittoria in Francia e in Germania.

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