Casta finita…

L’altra sera l’onorevole funzionario politico, Sposetti si è battuto nella trasmissione della Gruber contro Aldo Rizzo.
Chiaro che l’avevano convocato per farlo a pezzettini.
Invece, numeri alla mano ha dimostrato che la politica in Italia costa meno che in Germania (3 euro per ogni cittadino).
A quel punto la risposta non poteva che vertere sulla qualità della politica, dato che i numeri riguardanti la casta elaborati da Stella e Rizzo , i nuovi eroi civili della nazione, non sempre reggono ad un confronto rigoroso.
Alla fin dei conti, quindi l’argomento dirimente dei portavoce dell’anticasta rimane : questi cialtroni di parlamentari italiani non meritano come i loro colleghi tedeschi.

D’altro canto un’altra trasmissione –inchiesta, simpatizzante del terzo polo (stiamo parlando dell’establishment economico del paese fino a ieri, in maggioranza, culo e camicia con Berlusconi), ha fatto parlare un tale, eletto in una circoscrizione estera: un cialtrone senza arte né parte,tal Razzi, che ha sputtanato in diretta il suo ruolo e quello di tutti i suoi colleghi.

Lo svelto on. Barbato,anch’esso eletto grazie alla scelta di Di Pietro, al pari di Razzi se non erro, se ne va in giro per il parlamento , telecamera nascosta alla mano, a far parlar la sprovveduta feccia che , in tutte le democrazie, riesce a volte a farsi eleggere.

Esibire la feccia della politica è diventato lo sport preferito coi tempi che corrono.

In quest’ambito Barbato diventa, al pari della coppia Stella-Rizzo, un altro eroe civile, che non sarà possibile non ricandidare in futuro a furor di popolo plaudente.

Intanto sui giornali e sui media televisivi , nessuno escluso, si rincara quotidianamente la dose perché il parlamento della Repubblica non accetta che il governo intervenga per decreto sulle indennità dei suoi membri.

Nessuno s’accorge che le prerogative del parlamento in uno stato di diritto e a norma di Costituzione riguardano esattamente la sua autonomia dal potere esecutivo.

In verità si fa solo finta di non accorgersene.

Conviene.

Per cavalcare l’onda.

Il governo Monti anch’esso fa finta di non conoscere l’abc del nostro assetto costituzionale che garantisce , dopo il fascismo, la centralità e l’autonomia del parlamento rispetto ad ogni altro potere.

Perché lo fa?

Semplice.

In questo modo fa ricadere artatamente sul parlamento la volontà di non contribuire allo sforzo che viene richiesto ai normali cittadini.
E i cittadini concordano, al 90%.

E il gioco è fatto.

Ma è un gioco pericoloso.

Poiché è chiaro che se il parlamento rinuncia alle sue prerogative , non importa in qual materia, cambia la natura della nostra democrazia.

Ma Monti ovviamente tutto questo lo sa benissimo.
E lo sa, più di ogni altro, Napolitano che doveva intervenire a farlo presente ai “tecnici”.

Tornava però utile,a Monti , aderire d’impeto alla campagna contro la casta, (della quale pur fa parte a pienissimo diritto e non da ora) al punto che ha persino avanzato il proposito d’avvalersi del lavoro “specializzato” dei giornalisti anticasta nella commissione istituita dal precedente governo con l’incarico di comparare lo stato di fatto italiano con quello europeo e avanzare proposte conseguenti.

Per tutte le altre caste, non c’è invece luogo a procedere. Come s’è visto.

Son rinserrate in fortilizi ben più muniti, spesso lontani dagli occhi e dunque anche dal cuore dei cittadini.
Difficili da espugnare e comunque non rendono sul mercato della politica quanto l’attacco alla casta parlamentare.

Forse anche per nascondere quest’impotenza si è optato per l’intervento farlocco, sulle Provincie (tutelate dalla Costituzione) e sull’autonomia del parlamento tutelato dai propri interni regolamenti promananti dal nostro assetto costituzionale.

Naturalmente il governo sapeva perfettamente di dover far marcia indietro. Lo confessa l’ineffabile Catricalà che ammette : s’è trattato solo di “una stupidaggine”.

Stupidaggine necessaria però ai fini di suggerire agli ignari cittadini che : noi tecnici ci abbiamo provato ma questi politici ,mangiapane a tradimento, si son messi di traverso.

Applausi dei cittadini tutti.

In quest’ambito ,come ho detto, l’argomento principe di Rizzo, e s’immagina anche di Stella, non verte più semplicemente sui costi, che ad un confronto di dettaglio (dato che il diavolo s’annida sempre nei dettagli) con L’Europa perde alquanto la sua carica scandalistica , bensì  si riorienta ,ammiccante, sul merito.
Per la serie: diciamo la verità questi parlamentari non meritano neppure un obolo.
La classe politica fa schifo e come tale, al limite, non andrebbe neppure retribuita.

Ed in effetti comincio a pensarla così anch’io, dato che non c’è reazione.

Si ha una paura folle a sfidare l’impopolarità andando controcorrente e chiarendo che fare il parlamentare non è , ripeto non è affatto, un mestiere come gli altri.

E’ un’altra cosa.
Deve esserlo.
E’ una scelta che implica un impegno qualitativamente diverso da ogni altra attività, senza nulla togliere ai meriti e al lavoro di tanti italiani.

Gli attuali parlamentari non rispondono a tali caratteristiche d’impegno etico, disinteressato, al servizio del paese tutto?

Allora vanno mandati a casa.

Ma questo, con ogni solare evidenza, è un altro paio di maniche rispetto ad una delegittimazione del ruolo parlamentare in quanto tale che resta il VERO obiettivo della campagna in atto.

Certo alla delegittimazione ha contribuito anche la legge porcata con le segreterie dei partiti che hanno potuto saltare molti di quei passaggi democratici interni che pure dovrebbero essere previsti.

Ma , non ci si può nascondere del tutto dietro questa pessima legge elettorale.

Alla fin della fiera ,buoni o cattivi, una candidatura al parlamento dipende sempre , con qualsiasi sistema elettorale, dalla scelta dei partiti.
Almeno finché i partiti esistono.

O forse qualcuno ha il fegato di dirmi che con il mattarellum ogni collegio sceglieva liberamente, dal basso, il proprio deputato o senatore, al di fuori da ogni vincolo di coalizione o scelta di opportunità politica?

Ditemi questo e vi spiegherò per filo e per segno come sono andate le cose in passato.

E lo farò a ragion veduta.
Per chiarire che c’era un precisa assunzione di responsabilità dei partiti (o comunque di quello che io ho frequentato a lungo) nella scelta delle candidature.

Adesso invece sembra che i partiti debbano solo mettersi all’ascolto e seguire gli andazzi correnti.
Stare sull’onda .
E così vengono meno al loro ruolo, di guida e di progetto e di proposta.
Perdono in dignità adottando una tattica mimetica che rende bigi tutti i gatti e scredita ulteriormente, in un perenne circolo vizioso, la funzione stessa della politica.

Che fai tu, partito?
Beh, ascolto.
Prego?
No, caro partito tu devi proporre e decidere assumendo responsabilità di fronte agli elettori che ti giudicheranno.
Fallo pure dopo aver ascoltato.
Ma fallo.

Se ti ritiri in un comodo e pigro ascolto, fai solo il furbo e vieni del tutto meno al tuo ruolo.
Non sei niente.
Non servi.
Diventi parassitario.
E la gente ti sputa in faccia, insieme a Stella e Rizzo.

Ecco , per me su questo crinale , quello dell’irresponsabilità, che s’associa sempre alla pavidità, si situa la crisi della politica e dei partiti.
Al limite anche lo stesso meccanismo delle primarie può esser reso funzionale ad un tal irresponsabilità.

Ho proposto un candidato ma ha vinto un altro?
Beh è questo il bello della diretta.
Tutto normale e messo nel conto.
Mastico amaro, ma non pago dazio in ogni caso.

Bon.

Adesso si farà una riforma drastica dello status dei parlamentari, checché ne dicano Stella, Rizzo, Grillo, Travaglio (che resta pur sempre il più lineare per quanto antipatico), col supporto di Della Valle, De Bortoli, Scalfari, Marcegaglia ed altri illustri rappresentanti della classe dirigente attuale.

Dopodiché il lavoro di un parlamentare varrà sempre molto meno sul piano qualitativo e nel senso comune diffuso (non solo in termini retributivi che è il meno ed è in parte giustificato e senza dubbio tardivo) di quello di un qualsiasi manager di quart’ultima categoria. Potrà così esser influenzato più facilmente dalle varie lobbies, tra cui alcune di quelle cui appartengono i signori sopra citati.

I manager di prima categoria , invece –vorrei ricordarlo- tra cui ladri e farabutti, troppo spesso adusi ad ogni malavitosa esperienza, o anche solo emeriti incapaci(quest’ultimi a mio avviso la netta maggioranza) non vengono né toccati , né tampoco resi oggetti della critica puntuale della libera stampa nel nuovo climax montiano.

Mi domando chi , dopo la devastante campagna in atto, si renderà disponibile ad esporsi al pubblico ludibrio ipotecando una parte rilevante della propria esistenza.

E mi rispondo che rischiano di farlo solo , i buoni a nulla, quelli che non han di meglio da fare, che non han voglia di lavorare e tentano l’avventura in attesa di un ingaggio da parte delle più varie caste ,economiche, finanziarie, editoriali.
Oppure, più verosimilmente e comunque in maggioranza, quelli che son ricchi di famiglia che andranno in parlamento per proteggere strenuamente i propri interessi insieme a quelli del proprio gruppo d’appartenenza.
Già adesso è in atto questa tendenza.
In futuro ciò avverrà in modo esponenziale.

Naturalmente se tutto questo sta avvenendo senza colpo ferire (in ciò Stella e Rizzo colpiscono nel segno) la responsabilità, pesante, è anche degli stessi partiti.

Raccolgono i frutti velenosi che hanno contribuito a seminare con la demagogia e l’irresponsabilità, e con il venir meno di una qualsiasi visione condivisa che , in passato dava il senso della propria missione, tracciava un percorso collettivo, definiva un’impresa comune e, con tutto ciò, selezionava per merito e per impegno,oltre che per lealtà partitica e istituzionale.

Col tempo e sotto il fuoco di un’offensiva culturale battente ci si è adeguati, con disinvolto “riformismo” agli andazzi correnti proposti da un modello sociale per il quale l’economia con annessa imprenditoria (compresa quella tangentizia e malandrina) è sempre virtuosa e la politica sempre viziosa per definizione. E gli operai? Beh, quelli vogliono solo andar in pensione, a far la bella vita tra il bar, il negozio di barbiere, la farmacia e la Tv nel tinello di casa.

So bene che il berlusconismo ha letteralmente avvelenato i pozzi della politica rendendoli simili a putride cloache. C’è da dire che lo ha fatto col voto dei cittadini,anche di quelli che adesso si scoprono improvvisamente critici di quella casta politica che han contribuito a formare.

Ma ciò non basta a giustificare l’atteggiamento ipocrita della restante parte della politica , che sotto l’indistinta onda di piena (sulla cui cresta veleggia abilmente  l’intrepido vascello-denuncia di Stella-Rizzo), si piega come il giunco, illudendosi di rialzarsi presto.

Per conto mio resto convinto che dopo la fase del governo “tecnico”, sostenuto a spada tratta da tutta la grande stampa, per i partiti sarà assai dura rialzarsi.

In ogni caso le conseguenze a lungo termine della campagna in atto le pagheranno i cittadini ai quali , comprensibilmente, non resta oggi che esprimere la loro indignazione nei confronti di tutta la politica conferendo un plebiscito di consensi al Governo Monti.

In questo straniante stallo, una politica debole e delegittimata che non ha saputo per sua colpa prepararsi alla caduta del regime berlusconiano costituisce la peggior disgrazia per il futuro.
Per l’Italia intera, per i lavoratori e per i ceti più deboli.

Ma questo direbbe la Gruber, come infatti ha detto ironicamente al malcapitato Sposetti, è un approccio da secondo millennio. Come dire: sei un povero vecchio rincoglionito.

Acqua passata.

Dopo Berlusconi è venuto, finalmente, il tempo nuovo(?) dei furbi, dei conformisti e dei paraculi innovativi da terzo millennio.

Son quelli che “ lo vogliono i mercati”; quelli che “dobbiamo pensare ai nostri figli”; quelli che bisogna “lavorare più a lungo per far spazio ai giovani” ; quelli che “la medicina amara cura il malato”; quelli che (fantozzianamente) “ha ragione sa, la politica, in effetti è merda”; quelli che “bisogna far spazio ai privati”; quelli che “abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità”; quelli che “abbiamo avuto uno stato sociale troppo generoso” ; quelli che ci vuole maggior flessibilità sul mercato del lavoro.
Quest’ultimi son quelli che discettano di flexsecurity senza aver chiaro la differenza tra Danimarca e Italia anche solo in termini di percentuale di spesa sociale sul Pil.

A questo punto, se i parlamentari rivogliono dare dignità al loro ruolo di rappresentanti del popolo devono risalire la china di tutto questo ciarpame.

Forse, dico forse, lo possono ancora fare.
Abbandonando , a questo punto, l’idea velleitaria di andare ad elezioni prima della fine della legislatura e usare piuttosto il tempo che rimane per legiferare rapidamente: dimezzando il numero dei parlamentari, abolendo una camera come il Senato per conferirle il compito di rappresentare, come organo non elettivo e con compiti definiti, le istanze delle regioni italiane e , infine, varando una nuova legge elettorale rigorosamente basata sui collegi e non sulle preferenze che furono in passato fonte di corruzione per il tramite del voto di scambio.

In più devono impegnarsi a cacciare i mercanti, dal tempio istituzionale.
Che ci fanno i Razzi e gli Scilipoti in parlamento?
E che ci fanno quelli che comprano casa a loro insaputa e quelli che sono in rapporto d’amorosi sensi con le varie mafie?

E così rialzare , finalmente , la testolina chiarendo anche contro l’opinione maggioritaria degli italiani che il ruolo del parlamentare comporta davvero un grande privilegio del quale occorre esser degni all’estremo: quello di dar voce a interessi legittimi, a valori e ideali assumendone piena rappresentanza.

Insomma chi non ha scheletri in nessun armadio agisca ora o mai più.

L’onda va fermata, o la politica annega.
E tornerà il tempo in cui : “qui si lavora e non si parla di politica”.
Ci siamo ormai molto vicini.

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56 Risposte to “Casta finita…”

  1. alessandro Says:

    una osservazione e una battuta.
    convengo e ti chiedo : come facciamo noi a contribuire alla selezione di persone in carne ed ossa che siano pronte ad allontanarsi dall’ignobile stile da te così ben descritto ? Ci sono, esistono donne e uomini generosi e capaci, ma non frequentano certamente le segreterie di partito , batterie di polli da allevamento dispoticamente gestite da vecchie (non in senso anagrafico) nomenclature.
    Dico noi che abitiamo politicamente nei pressi del PD.
    La battuta è sul finale che più probabilmente sarà: ” qui non si lavora e non si parla di politica”

  2. maurozani Says:

    Non ho più molte ricette..anche per questo esprimo più che altro stati d’animo…

  3. maurizio catanorchi Says:

    c’è un errore di base, ed è un peccato aver spreca totante parole per difendere l’indifendibile, a parte il fatto che Rizzo ha contestato i numeri detti da Sposetti poi Sposetti dice che agli italiani il costo pro capite e di soli 3 euro ma si riferisce allo stipendio e non agli emolumenti totali percepiti e non si accenna agli svariati previlegi e benefici – ma come fai

  4. Rodolfi Paola Says:

    Discorso bello e d’effetto, ma all’atto pratico ai cittadini s’impongono sacrifici ai quali non possono sottrarsi, mentre voi non volete essere toccati in nome dell’autonomia.. E’ vero, il Parlamento ha una sua autonomia decisionale, ma con questa motivazione, fino ad ora, non avete mai pagato dazio, anzi, avete aumentato le spese.. Allora, non si meravigli caro onorevole se la gente è incazzata e cade nel qualunquismo. Perchè allora non decidete subito il taglio ai vitalizi e l’età pensionabile? A noi comuni mortali lo stipendio l’hanno bloccato subito e l’età pensionabile l’hanno innalzata subito. Fatelo anche voi e vedrete che le campagne denigratorie finiranno.

  5. mauro zani Says:

    Non credo proprio che i presidenti di Camera e Senato si siano impegnati a vanvera. Dopodichè concordo in pieno che si doveva procedere contemporaneamente alla manovra.Anche solo un mese di ritardo nuoce infatti a tutta la politica. Spero comunque si sia compreso che il mio discorso non vuole avere un effetto difensivo,ma attirare l’attenzione (dato che non lo fanno i politici in servizio) sugli effetti “collaterali” del fango che vien gettato a piene mani sul ruolo stesso del parlamentare.
    So, naturalmente di far parte di un’infima minoranza.
    ma anche le minoranze a volte possono divenir utili per una riflessione critica …..o forse è già, davvero, troppo tardi.

  6. GIUSEPPE PARISI Says:

    da Giuseppe Parisi

    Come ho già scritto, si deve abolire la Camera, sono sufficienti 300 senatori, esiste già la Camera Europea.
    Si dovrà elaborare una carta dei poteri, delle deleghe e delle responsabilità sociali ed economiche dei senatori con obbligo di copertura assicurativa ove possibile, l’amministratore che sciuperà i soldi in maniera patentamente maldestra o peggio…sarà non eleggibile e nei casi più gravi, a giudizio della magistratura, perderà il diritto ad eleggere e avrà, in tutti i casi dimostrati, l’obbligo dell’indennizzo immediato dei danni causati al territorio.
    Tutti i candidati al seggio senatoriale devono essere stati residenti per 5 anni in un luogo negli ultimi 10 anni per essere eletti ed essendo sia i responsabili acquisti che i direttori vendite (area manager) della zona, saranno presenti su 25 giorni mensili lavorativi, almeno per 12/13 giorni sul territorio a rilevare esigenze e proposte.
    L’elezione deve essere con spese definite ed uguali per ogni senatore, l’impegno senatoriale è a tempo pieno per 5 giorni su 7, ogni eleggendo deve stilare un programma di mandato per la sua zona ed una sua ipotesi di scenario futuro per ogni comparto (istruzione, lavoro, sviluppo industriale, tutela della persona e famiglia ecc…) per tutto il territorio distinto per collegio elettorale (dettagliato), regione di appartenenza, Italia ed Europa (progressivamente più a sintesi generale).
    L’elezione sarà possibile solo per due mandati.
    Il compenso, totale sommatoria di retribuzione e benefici vari dovrà essere di un terzo di quello attuale e dovrà essere assimilato a quello dei lavoratori a progetto, tutte le spese di rappresentanza saranno regolamentate e congruenti agli obiettivi prefissati e coerentemente motivate, non si intende certo imbrigliare la fantasia progettuale dell’amministratore (il senatore) ma riconoscere eventuali incapacità professionali, organizzative o di gestione finanziaria, si desidera oculetezza nella spesa dei soldi pubblici.
    Gli eletti DEVONO scrivere un diario giornialero delle loro attività su un sito pubblico. Periodicamente stileranno un rapporto di controllo sull’ eseguito e sui motivati cambiamenti di progettazione ed esecuzione
    Ogni eletto al seggio avrà un suo sito ufficiale ove liberamente ogni cittadino potrà dialogare con lui con proposte, osservazioni e critiche e controllare l’avanzamento lavori…dei lavori sviluppati dal SENATORE PROFESSIONAL che saranno esposti nella forme di relazioni e dossiers
    Ricordo infine che il senatore è il rappresentante del popolo e se assume incarichi nell’esecutivo o di altro tipo decade immediatamente dal ruolo di parlamentare poichè, non può, a mio avviso, discutere in parlamento, per eleborare e rivedere le leggi dello stato ed al contempo eseguirle, vi è conflitto di interessi e di attività professionale.

    Cordialmente Giuseppe Pariis

  7. maurozani Says:

    Non desidero controdedurre sul piano dei numeri. Ognuno li rigira come gli pare. Tuttavia conosco lo stato di fatto (spesso anche molto ufficioso) dei parlamentari nazionali in giro per l’Europa.
    Ce ne sarebbero di cosette da chiarire. Comunque mi basta si capisca ciò che voglio affermare. E cioè si tagli pure (mi par d’averlo scritto) ma non si pregiudichi il ruolo stesso del parlamentare.Poi ciascuno la pensa , ovviamente , come vuole.

  8. mauro zani Says:

    @Alessandro ,sì la battuta finale potrebbe esser proprio quella.

  9. ADRIANO Says:

    Mauro, come solito sei contro la corrente dilagante. Apprezzo, condivido e sottoscrivo ogni parola.
    Non sono uso fare complimenti ma condividerò la tua nota e la girerò a quanti più amici possibile.

  10. maurozani Says:

    Grazie Adriano,a parte i commenti negativi o magari offensivi che arriveranno ci son cose che vanno dette. Anche se vorrei avere la penna di Stella per scriverle meglio. Ma, come dicevo trent’anni addietro ai compagni socialisti quando volevano sempre più posti: non si può aver tutto dalla vita.
    Mi basta che persone come te, capiscano.

  11. Paolo Galletti Says:

    anch’io condivido e sottoscrivo ogni parola. Se ricordo bene cominciarono Salvi e Villone a criticare la ” casta” con una visione di “sinistra”i. Poi ben altri professionisti della distrazione di massa hanno scippato il tema individuando il bersaglio debole della politica spettacolo ( dove un singolo cialtrone fa ascolti più di dieci o cento parlamentari che si fanno il mazzo e risultano noiosi)e lo hanno trasformato in capro espiatorio,causa di ogni nefandezza Una campagna vergognosa e piena di dati falsi per togliere di mezzo
    la politica o quel che ne resta e lasciare campo libero alle vere caste. A proposito nessuno parla di tagli alle spese militari. Eppure li hanno fatti in Inghilterra e germania governi di destra vera.
    Da ultimo, dato che gli stipendi dei parlamentari sono agganciati a quelli della magistratura ( non ricordo a quale ruolo) riduciamo anche quelli dei magistrati ? ( nell’equilibrio dei poteri)

  12. VINICIO BERNARDI Says:

    Anch’io non mi trovo troppo d’accordo con i vari Stella e compagnia cantante, anch’io riconosco però che i parlamentari sono troppi e gli emolumenti troppo alti- Dimezzando in nr. dei parlamentari (stavo x scrivere “dimezzando i parlamentari!) e riducendo i compensi forse otterremmo meno lotte intestine e sgomitate all’interno dei vari schieramenti x raggiungere l’ambita meta del quieto vivere naturaldurante, e forse si potrebbero avere dei parlamentari che si impegnano x passione politica e non solo x passione eurea ( non Europea). Vinicio Bernardi. Ciao Caro Mauro, abbiamo fatto gli amministratori io e te, nello stesso periodo.

  13. maurozani Says:

    Buona memoria caro Paolo.
    Quanto alle spese militari proprio l’altra sera un generale di corpo d’armata mi ha fatto l’obiezione : sì, in effetti abbiamo un esercito un pochino gonfiato per le nostre necessità, ma d’altro canto, tagliando si produrrebbe altra disoccupazione.
    Comunque di tutti quei caccia bombardieri ancora in ordinazione forse si potrebbe fare a meno , dato che probabilmente non abbiamo abbastanza piloti.
    E in ogni caso dove diavolo li impieghiamo e a fare cosa esattamente. Ma qui c’è un grosso problema anche a sinistra, se si può dir così.

  14. maurozani Says:

    Dimenticavo.
    Quanto ai magistrati c’è poco da fare.
    Berlusconi ha spazzato via per sempre anche solo la possibilità d’accennare all’ordinario e diffuso, malcostume che alligna in settori della magistratura. Non parlo di coloro che lavorano a rischio della pelle. Parlo di quelli che non si vedon mai in televisione, quelli che fan lavoro d’ufficio , sbrigano pratiche, fanno favori, assumono consulenze, imboscano mogli e figli ovunque nel settore pubblico come in quello privato, di quelli che intrigano da mane a sera per uno scatto di carriera. Ma si tratta di “piccola” , “normale” corruzione, quotidiana, spesso non prevista dal codice penale .
    Non ci si fa caso e comunque la gente non lo sa, non se n’accorge.

  15. claudio Says:

    E BRAVO Mauro che non fai il demogogo neanche in un blog semi-clandestino come questo!!! Io non condivido tutte le tue posizioni poltiche attuali ma il tuo senso della dignità della politica (quella vera) mi fa rimpiangere il tuo abbandono ; avresti tantissimo da insegnare , su questo non irrilevante terreno, a tanti “scalzacane” del partito a cui , con fatica, aderisco e cioè il P.D.
    Quanto all’altra sera non ti nascondo che ho tifato spudoratamente per il “grigio” Ugo Sposetti mentre mi interrogavo su cosa abbia lasciato ai gruppo socialista europeo , cui aderiva, la maestrina Lilly Grueber nel periodo in cui anche tu facevi parte di quel consesso e magari potresti raccontarci qualcosa..; Grazie per il tuo intervento

  16. maurozani Says:

    Sì, dopo un po’ anch’io ho tifato per Sposetti pur avendolo conosciuto di sfuggita, come la Gruber del resto.
    Quanto al “consesso” di cui facevo parte,non c’era solo la Gruber , anche Santoro per un pochino e poi per un paio d’anni D’Alema, Bersani e Letta.
    Comunque Lilli Gruber tutto sommato e per la verità in parlamento si è data da fare nelle materie di sua scelta naturalmente.

  17. fulvia bandoli Says:

    condivido tutto e
    nel mio piccolo lo dico anche, per quel che serve. La tua analisi più esatta non potrebbe essere e la diffondo. ciao Bisognarà pur reagire ogni tanto?

  18. maurozani Says:

    Ciao Fulvia.

  19. donatalenzi Says:

    in primo luogo grazie a prescindere, in realtà nel momento della crisi siamo diventati il nemico interno! Tralascio tutto quello che ne consegue e che è più drammatico di quanto scrivi. Sappi che lo dico per esperienza dopo aver difeso il nostro lavoro in aula e essere aggredita domenica scorsa a male parole per strada.Altri due parlamentari mi hanno raccontato episodi analoghi a loro capitati a Roma e a Caserta.
    Per Paola il vitalizio è stato abolito e prima della manovra, Idv sta provando a toglierlo a chi lo riceve già tra i quali per esempio tina Anselmi e renato Zangheri. sono assolutamente contraria e l’ho gia detto e votato. Non è vero che abbiamo aumentato le indennità basta controllare sul sito della Camera alla voce trattamento economico e da gennaio arrivano altri tagli e l’assunzione diretta (e questo è un bene) dei collaboratori.
    sposetti e rizzo hanno battagliato sul finanziamento pubblico ai partiti. per quanto riguarda quanto prendono i parlamentari l’unica tabella corretta è apparsa una sola volta su repubblica del 14.12
    in parte ripresa sul sito
    http://www.repubblica.it/politica/2011/12/14/news/costi_parlamenti-26573934/index.html?ref=search
    la strada da seguire è quella che tu proponi.
    giusto per polemizzare i giornalisti nella loro Cassa (Inpgi)si sono mantenuti il sistema retributivo per le pensioni.L’Inpgi nelle previsioni non supera il 2020. chi pagherà il buco?

    • maurizio catanorchi Says:

      io sono sicuro che non menti quando dici di essere stata aggredita per la strada, ma sono ugualmente sicuro che eri cosciente del malumore che circolava ormai nei confronti dei parlamentari, io aggiungo di tutta la classe politica da destra a sinistra TUTTI.
      Ma come avete provveduto a questa richiesta ?
      Ignorandola
      Sbaglio ?

  20. maurozani Says:

    Cara Donata, chissà se qualcuno prima o poi capirà ciò che può comportare l’aggressione che tu descrivi ai parlamentari, o se magari non lo capirà quando sarà già tardi. In questo paese non s’impara mai niente. Ma non è colpa dei cittadini che possono accedere solo alle informazioni del mainstream castale dell’anticasta.Quanto ai vitalizi di cui anch’io beneficio, ho detto altrove e lo ripeto che posson esser opportunamente decurtati ma non aboliti. In quest’ultimo caso, non ho dubbi che la feccia, minoritaria che s’è accomodata in parlamento diventerà di gran lunga maggioritaria. e non ci sarà più spazio per persone come te , che son convinto fanno il loro dovere con assiduità e competenza.Anche se , naturalmente, io e te non siam d’accordo (forse) su un sacco di cose.
    Quanto agli eroi civili della libera stampa, qualcuno Stella per esempio , paracula dopo aver gettato il sasso. Per la serie: ma no, noi non sollecitiamo certo gli umori peggiori, sappiamo benissimo che ci son anche (notare quell’anche) deputati onesti e competenti ,infatti (testuale) non abbiamo mai usato termini “come magna magna”. Grazie com’è buono lei, direbbe Fantozzi.

    PS. Il PD avrebbe dovuto chiarire le idee ,in pubblico, in Parlamento, al governo Monti sulla “stupidaggine”. A maggior ragione dovendo , a questo punto, (secondo me)sostenerlo, nel bene e nel male fino alla scadenza della legislatura.

  21. maurozani Says:

    Ah, aggiungo, anche se l’ho già detto nel post, che Monti il supertecnico fa parte a pieno titolo della casta almeno da quando dalla casta è stato inviato a fare il commissario europeo. Per merito. Sì certo anche. Ma ce n’erano anche altri papabili più o meno allo stesso modo. Hai idea di quale sia lo stipendiuzzo di un commissario non eletto da nessuno?
    Il cui stipendiuzzo peraltro è tassato all’europea e non all’italiana.
    E hai idea di quali e quante siano le prebende collaterali di un Commissario? Diciamo che in dieci anni il nostro Professore, al netto di consulenze, board e advisor vari sì è messo al sicuro dalla recessione che sta colpendo l’intero occidente. Dunque l’illustre bocconiano è l’ultimo al mondo che può permettersi di aizzare (come ha fatto ) i peggiori umori e istinti contro i parlamentari.
    E così resta stabilito, come si dice in parlamento.

  22. Gino Says:

    Come ha ragione signor Mauro ! Condivido tutto, sebbene la resa sia patetica. Come vale per quel nostro comune amico che si è ostinato a difendere le Province su facebook e in ogni dove, salvo accorgersi di non avere alcuno al seguito. Non i dipendenti, anelanti in qualche vantaggiosa presa in carico. Men che meno la piccola classe politica provinciale, così modesta e paurosa da corrispondere oltre ogni attesa al capretto espiatorio confezionato a sua misura. Dunque, a qual pro scomodare così nobili argomenti ? Se le caste societarie si avviano a sottomettere per intero la politica, non reputandola neppure degna a fungere da comitato d’affari, ci sono anche ragioni soggettive. Rizzo & Stella son paraculi che svolgono egregiamente sia la funzione inquirente che sublimatoria. S’inventarono la ‘casta’, una totale idiozia sociologica, quando il centro-sinistra, stava dilagando negli incarichi pubblici: oltre al governo centrale, almeno il 70 % di quello amministrativo. Il loro libello, assieme alla Paura e Speranza del Tremonti, diede una base ideologica al momentaneo ritorno del pluto-populismo nel 2008. E tuttavia che ne fece il centro-sinistra di quell’immenso potere accumulato ? Nulla, a parte l’assalto agli incarichi e alle prebende. Per questo, pur elogiando il suo approccio, mi sento di dissentire dalla ri-perorarazione dei temi classici della politica professionale (peraltro fuori tempo dal momento che anche le più minute fra le classi amministranti sono tratte dalla classe media). Da una crisi di tal portata se ne esce solo con una ri-forma ascetica. Per la quale, tuttavia, non s’intravede, a tutt’oggi, alcun candidato.

  23. maurizio catanorchi Says:

    Sempre pronti a mandare avanti gli altri, Bettino diceva “scagli la prima pietra chi non ruba” dare l’esempio non conta prima i magistrati no prima i giornalisti no prima tutti gli altri anche chi cerca lavoro e poi se non rimane nessun altro anche noi – io dico che non vi rendete conto di come parlate per difendervi strenuamente –

  24. maurozani Says:

    Caro Maurizio io dico che lei sbaglia di grosso a farci tutti craxiani. Comunque se lei pensa che mi sto difendnedo strenuamente beh delle due l’una: o non capisce letteralmente ciò che scrivo (è un’attenuante) oppure è in malafede.
    Cordialmente.

    • maurizio catanorchi Says:

      uno se vuol dimostrare le sua intelligenza usa poche parole,
      non so quale possa poi essere la malafede su un simile argometo

      facciamo così lei si rilegga
      poi brevemente chiarisca

  25. maurozani Says:

    Caro signor Gino , io non difendo le province come lei ben intuisce. difendo le prerogative del Parlamento. Che non mi son inventato certo io,ma gente più saggia, tipo i costituenti. Ha presente?.E m’incazzo quando la politica diventa così gracile da non mettersi di traverso quando un tale vuol cambiare la Costituzione per decreto governativo. La considero una roba da matti. Tanto per evocare il peggio, che certo non verrà in questa forma: oggi le Province domani un parlamento “bivacco per i miei manipoli”. Lei pensa naturalmente che quest’approccio sia vecchio, inutile, vano ,retrò, patetico appunto. Per Lei le cose procedono sempre secondo un’ineluttabile provvidenza/improvvidenza e dunque non c’è da farci un bel nulla. Solo osservare e catalogare e analizzare razionalizzando, magari con tabelle allegate in bell’ordine, l’ineluttabile stato di fatto. Nel frattempo evoca una fantasmatica ,ascetica presa del potere.Un prete laico, un frate leader, un santone vegetariano, un imprenditore con voto di castità, un politico rinato, un militare convertito al pacifismo, un Robespierre senza ghigliottina al seguito, cosa esattamente?
    Ma perchè vuol esprimere un disaccordo anche quando (forse) è d’accordo?

  26. maurozani Says:

    Ma poi, signor Gino proprio lei dovrebbe ricordare di quando (secolo scorso) da presidente della Provincia avanzai l’idea di superarla di fatto e comunque di ridimensionarla assai allargando, tramite referendum, i confini del comune di Bologna. E per questo mi accusarono persino di apologia del passato regime. Si poteva esser in disaccordo ma almeno proponevo una procedura democratica non un colpo di mano contro il Parlamento, al quale invece oggi si plaude, anche da palazzo D’Accursio.

  27. maurozani Says:

    Caro Maurizio, prima di editare ,leggo e rileggo. Ergo non ho niente da chiarire.
    Ri-cordialmente.

    • maurizio catanorchi Says:

      per fortuna vedo che a parte i primi commenti direi “stucchevoli” di coloro che sembrano conoscerti, ma io direi che sembra si aspettino qualche “gratitudine”, ora vedo commenti di alcuni che non condividono, vuol dire che mi sento meno solo e magari dalla parte giusta.
      ri-ri-cordialmente

  28. Gino Says:

    A ognuno quanto di sua pertinenza. A Lei il parlamento, al nostro comune amico la provincia. Resta che le due posizioni, pur riconosciuto il dislivello, mi sembrano filosoficamente affini. Analisi giusta, proposta (allo stato attuale) inconsistente. Per questo mi son permesso di tacitarvi di comune patetismo. Quanto al suo passaggio in Provincia mi sembra che lei volesse allargare il comune di Bologna. Punto. E comunque il discorso era sulla città metropolitana. Cio’ che si sente (e si fa) sulle province è puro confusionismo, agitato da un figuro come Di Pietro e fatto proprio anche dal Pd, ma già incubato a suo tempo da una parte dello stesso Pci. Quanto all’ascetismo io non pensava di certo a un arruffapopolo taumaturgico, bensì alla politica della sinistra e alle sue classi dirigenti, centrali e periferiche. Le quali non avrebbero nulla da temere da una cura dimagrante di tipo francescano. Naturalmente se dotate di idee e se capaci di rappresentare. A me sembra che lei tocchi solo il primo aspetto, mettendo sotto tortura, e giustamente, la falsa umiltà del ‘mettersi in ascolto’. Una classe politica che non ha un progetto non solo non ha nulla da dire ma non troverà alcuno disposto a raccontarle qualcosa. Quanto al rappresentare, invece, mi sembra che lei sottovaluti la rilevanza dello stile di vita, cioè quella sintonia che origina dal sapersi mettere nei panni dei rappresentati.

  29. mauro zani Says:

    Tuto può essere signor Gino, noto che solo che la trovo cambiato un tantino laddove cita lo stile di vita. L’avessi citato io, come tante altre volte m’è capitato di fare, son quasi certo che m’avrebbe tacciato di moralismo.
    Per quanto mi riguarda approvo incondizionatamente le cure dimagranti, e pure francescane , purchè mi si risparmi il cilicio. Nel suo partito, non so bene come la pensano. Senta un pò in giro…

  30. Matteo Pasquali Says:

    Grazie a Marco per avermi segnalato questo post che riesce a strapparmi una delle mie rare uscite dall’opportuno “silenzio” pubblico

    la “caccia alle streghe” ha mandanti concreti ed effetti certi e devastanti …
    ma oltre al penoso destino delle vittime, va posta l’attenzione sul popolo ululante …
    e quando l’ideologia diventa così accecante, la preoccupazione dovrebbe prevalere, soprattutto per il destino dei più deboli e dei più meritevoli

    Triste è però dover riscontrare la velocità con la quale molti riescono a passare dall’indifferenza e dalla superficialità un po’ divertita del mirar (ed eleggere) gli approfittatori alla inneggiante e plebiscitaria condanna.

    In questo modo, però, si riesce a fare, perfettamente, il gioco dei peggiori …
    che in “periodo di pace” si abbuffano, sbeffeggiando …
    e che in “periodo di guerra”, spesso si accodano ai “censori” …

    Il dubbio (ehh… ma anche questa è già una virtù) che i parlamentari siano perfettamente rappresentativi, nel bene e nel male … spesso sfugge ai più …

    Ma ai più illuminati non dovrebbe sfuggire il meccanismo della democrazia che rende palesi e competitive le debolezze e le forze del popolo …

    Bruciare la strega serve, perciò, come rito falsamente purificatorio ed auto consolante …
    e chi “guida” il rito … e SEMPRE molto peggio, non del condannato (la cui colpevolezza è un dettaglio insignificante), ma persino dell’idea perversa che si dice di bruciare con lui …

    E’, però, abbastanza chiara l’interdipendenza dei vari fattori e la consequenzialità bidirezionale “del peggio”, in una spirale viziosa, che ormai da anni non trova appigli ne “nella politica”, ne “nella società civile” (che ne è semplicemente uno dei fattori), per tornare ad innescare “la risalita”.

    Io …
    quando provo ad argomentare con amici e conoscenti in queste “direzioni” …
    persone che sanno del mio passato politico, delle gioie, della passione ma anche e dei profondi dissensi …
    osservo sguardi perplessi,
    mi sento un po’ più rimpicoglioni e guasta feste del solito …
    e non sono così sicuro di essere veramente capito …

    ma certo, la mia non impeccabile oratoria,
    la mia ormai discutibile dimestichezza con la materia politica …
    e la mia “penna” … affinabile …
    possono essere una ragione …
    ma forse non tutta la colpa.

    Lottare e rimanere fermi su un tema importante come questo …
    val ben il disagio …
    di una compagnia non sempre salubre (di quelli rappresentativi dei peggiori che chiaramente condividono “la battaglia”, intendendola corporativa e non di democrazia …)
    di qualche discussione un po’ appesantita con qualche amico … che in quanto tale, capirà, comprenderà e spesso … crescerà assieme a noi.

  31. Gino Says:

    A me sembra, invece, che ogni scudisciata che da al mondo la dia anche a lei stesso, signor Mauro. I suoi ragionamenti non sarebbero così interessanti se da essi non trapelasse un certo senso di colpa. La mia impressione è che il cilicio comunista la percuota ancora, e senza tregua…..

  32. mariangiola Says:

    Asceti e francescanesimo.

    Memoria flash dell’evangelico ‘scagli la prima pietra’…
    (memoria, assai meno nobile, di quanto già scritto sull’ascetico dittatore Salazar).

    Intrigante (perchè sottilmente personalizzata) la discussione sugli stili di vita.
    E su questo, bene ha commentato su fb Riccardo Paccosi, con il suo riferimento alla scoperta dei ceti medio-alti più o meno ‘suggerita’ a quella che lui chiama la ‘sinistra’ nel corso degli anni ’90 del secolo scorso. ‘Scoperta’, per la sinistra italiana (stavolta chiamata per nome), non nuova.
    Il ‘nuovo’ che ha preso ad avanzare (a saltare agli occhi) in quegli anni ’90 è stata l’aggettivazione: dopo i “ceti medi produttivi”, i “ceti medi non monopolistici”, d’antica molto emiliana memoria, sono arrivati sul tavolo/laptop del sociologo. nè più nè meno che su quello del politico, ceti medi chiamati “riflessivi”, in quella che pareva essere (per la verità con un po’ di ritardo sui processi reali) una pervasiva smaterializzazione esistenziale, riassunta nel vecchio attributo di “post-moderno”.

    Tutt’altro che ascetico, il ceto medio riflessivo poteva permettersi di “riflettere”, appunto, lontano dai morsi della coscienza così come dai morsi della fame (Totò/De Filippo); e, in virtù di tale lontananza, poteva naturalmente permettersi molte altre cose assai materiali.

    Personalmente, credo di aver fatto parte, marginalmente e per breve periodo, proprio di questo ceto. In seguito – per ragioni diverse, che includono la malagiustizia – è sopraggiunto l’impoverimento (il mio).

    Così ho potuto sperimentare (e posso ancora) sulla mia stessa pelle, le dinamiche dello ‘spazio di riflessione’ – e della stessa ‘volontà’ di riflessione al tempo della miseria sono destinate a mutare. E in questo tempo, ho notato, “riflettere” e, soprattutto, comunicare ad altri i frutti di tale riflessione, comincia a richiedere un sforzo, se non altro di volontà e spregiudicatezza – quasi che la miseria stessa, fosse di per sè un colpa (a proposito).

    Specie sul fronte dell’interlocuzione con quanti dall’impoverimento sono (senza alcun giudizio morale e per qualsiasi ragione) esclusi, magari i tuoi amici prossimi, persone che incontri ogni giorno.

    Quello che si constata, sforzandosi di continuare a riflettere in condizioni d’impoverimento (dunque marxtianamente e inevitabilmente condizionati dalla propria stessa situazione materiale) è per prima cosa la rinuncia a comunicare un’ampia serie di pensieri/fatti che, si pensa, l’interlocutore non potrà capire – quando non addirittura, avrà fastidio solo nell’ascoltare.

    Da questo ‘basso’ punto di vista, peraltro, la stratificazione delle ‘caste’ (al plurale) si è resa visibile/sensibile assai prima dell’invenzione di Rizzo/Stella…, e la domanda che sorge oggi (e alla quale mi pare che Zani dia una – la sua – risposta) è: perchè ‘solo’ o ‘per prima’ la casta dei politici – quando quotidianamente da tante altre caste fameliche si è accerchiati/vessati (torno sulla giustizia, allargata: perchè l’Italia supera di gran lunga ogni paese – almeno europeo – per numero di controversie giudiziarie?).

    E’ probabilmente vero che a muovere Zani a scrivere questa nota (che sia lunga anzichè breve, poco importa; è questione che involve il piacere/velocità di lettura) sia stato ‘anche’ il senso di colpa.

    Quale colpa?, semplicemente forse lo stare o l’esser stato da una parte oggi universalmente stigmatizzata, più di tutte le altre, per l’eccesso di privilegi.
    Mi stupirei se la situazione descritta da Donata Lenzi non portasse i suoi protagonisti a non ‘tormentare’, in qualche modo, la propria coscienza…

    Se questo è vero, e probabilmente in parte lo è, a Zani va comunque riconosciuto coraggio.
    Un coraggio per ora latitante – ovviamente in gente come l’onorevole Razzi e i suoi compari -, ma soprattutto tra i membri di quelle che potremmo chiamare, noi, qua, dal basso dell’inopinata miseria, “mentite caste”.

    grazie per la pazienza a chi è arrivato in fondo…

  33. Francesco Ricccio Says:

    Mauro,da condividere da cima a fondo. L acosa che più mi da fastidio è il discutere di cifre e dati che non si conoscono, tanto la verità non è data dall’ evidenza dei fatti, ma dalla forza mediatica delle bugie.Ho sentito in questi anni parlare di finanziamento della politica senza ascoltare uno, dico uno, che sapesse di cosa si tratta. Mi rammarico solo per i tanti errori commessi nel consentire passaggi pericolosi e strampalati, dall’eliminazione delle preferenze (4) alla riforma delle leggi elettorali, che sono causa del della degenerazione populista e del degrado della politica ( vado con l’accetta?), ho provato con il flauto, ma non serve….
    con la solita stima,
    Francesco

  34. Gabriele Natalini Says:

    Mi dispiace per il Tuo stomaco, detto che non ho nessun dubbio sulla Tua serietà e onestà mi viene difficile pensare che una persona che ha avuto responsabilità di governo delle istituzioni al massimo livello provinciale, regionale, nazionale ed europeo in più delle responsabilità politiche come segretario di federazione (e che federazione) e regionale (in un momento particolarmente difficile) e dopo 30 anni al vertice oggi sembra uno che non c’entra niente con quello che è successo e la responsabilità sta in capo ad altri. Dicevo della Lega, ieri abbiamo sentito Tremonti, deduco che gli Italiani siano fatti così, hanno la memoria estremamente corta. Poi legittimamente ognuno ha le sue opinioni e io ho il massimo rispetto per le Tue, però continuo a non capire (qui è tutta colpa mia ovviamente) dopo l’analisi fatta (con molto sarcasmo) qual’è la strada che indichi per uscire da una situazione che si è fatta molto complicata. Ti scrivo sul blog perchè non voglio ulteriormente coinvolgere Adriano e con Te non c’è niente di personale.

  35. maurozani Says:

    @Natalini. Sì è meglio proseguire qui. Anzi ho sbagliato io a intervenire sulla bacheca di Adriano che rischia d’esser coinvolto in diatribe antipatiche (grazie a me) com’è già successo un’altra volta.
    Quanto al resto, il passato che non passa, è semplicemente impossibile trovare la breccia per farsi capire da chi obiettivamente ti ricorda che : “tu sei stato questo e anche quello e dunque sei colpevole”. Quantomeno responsabilità oggettiva. Quanto alla strada trovo che vada indicata a partire da un primo tratto, quello che ho cercato d’illustrare.
    PS. in ogni caso capisco benissimo il tuo approccio che comporterebbe da parte mia il più assoluto silenzio. Ma è esattamente ciò che , alla fine, non son riuscito a mantenere. La troverei una prova di vigliaccheria e la conferma di una piena condivisione di colpa.. Colpa di omissione quantomento. Quindi non se ne esce. Solo che in questo contesto c’eran gatti di diverso colore..ma come si dice l’acqua passata non macina più.

  36. mariangiola Says:

    Suggerisco timidamente di non amplificare eccessivamente la ‘colpa’, nè l’omonimo sentimento, che come è noto non sono fra di loro correlati.
    Guardarsi attorno per credere, la ‘castite’ (non la ‘cistite’) dilaga ovunque: si è criticati se si spende e si è egualmente insultati se non si spende… L’ubriacatura segue la sua parabola, per ora l’onda monta.
    Ma l’acqua (non il vino) continua a scorrere, anche dopo quella passata…

  37. maurozani Says:

    @Matteo, come sia ci conosciamo assai poco.Ho letto rapido e poi più adagio quanto hai scritto per riuscire ad apprezzarlo nella giusta misura. Come si fa con un bicchiere di buon vino.
    La conclusione è forse ottimistica ma il vino resta buono, colore , sapore, corpo…..

  38. maurozani Says:

    @Maria Angiola. Capisco. Ma l’omonino sentimento a volte si fa largo: perfido, maligno, scaltro. Usa anche la “sobrietà ” menzognera di questi tempi “tecnici” post berlusconiani. E vedo l’onda montare.Letale. E torno a rileggere le considerazioni di Canetti (che non so neanche se condividerle del tutto) sulla folla che s’aggruppa, cupa , nereggiante sullo sfondo. Organismo vivente, vitale, indomabile a qualsiasi razionalità.E vedo caste rapaci pronte ad avvantaggiarsene senza che un solo belato s’alzi dalla casta appecoronata (il cui compito dovrebbe risolversi nella rappresentanza, parola quest’ultima che dovrebbe esser mantenere la sua aura di sacralità)sol per cercar di scamparla.Se l’acqua deve scorrere ancora ,allora qualcuno dovrà pur aprire il passaggio a Nord -Ovest. Tanto più che fisicamente si sta aprendo grazie allo scioglimento della calotta polare.

  39. agostino Says:

    Complimenti. Ottimo pezzo. Matarellum. Sostieni che non impediva candidature calate dall’alto. Per esperienza diretta dico che hai pienamente ragione. Ricordo che una compagna mi chiese con tono abbastanza preoccupato se per caso il nostro candidato non fosse quello che si era esibito a torso nudo in parlamento. Per il bene della “ditta” negai. Quel candidato fu eletto e, a onor del vero, dimostrò attenzione al collegio. Ciò non toglie che comunque fosse stato paracadutato.
    Provincie. Si potrebbe dire chi è causa del suo mal pianga sè stesso. Ero molto più giovane quando ho iniziato a sentr parlare di area metropolitana. Adesso ho i capelli bianchi e siamo al punto di partenza. Non ci si lamenti se Monti decide di chiudere baracca e burattini nella primavera del 2013.
    Costi della politica. Prima si chiude la partita meglio è. Il popolo reclama a gran voce lo scalpo. Illudersi di cambiare il corso degli eventi al punto in cui è giunto – purtroppo – il discredito verso i partiti è persino controproducente: la pratica va chiusa e archiviata in fretta.

    • maurizio catanorchi Says:

      anche se in un modo molto benevolo e con un po di sudditanza ecco il terzo dissidente di Mauro –
      Cazzo cominciamo ad essere in tanti

  40. mariangiola Says:

    Si potrebbe cominciare (pubblicamente, e magari in un secondo tempo a più voci) col prendere le distanze da posizioni di questo tipo (vedi sotto), nelle quali si vede non solo l’appecoramento, ma una sorta di appecoramento contento e ammiccante:

    http://www.unita.it/italia/il-pd-e-l-orgoglio-br-di-salvare-l-italia-1.363664

    Il Pd e l’orgoglio di salvare l’Italia
    di Alfredo Reichlin
    L’Unità, 17/12/2011

    “non è vero affatto che non servono più i partiti. La vera, grande, novità che emerge dal modo come il super capitalismo finanziario ha sconvolto i legami sociali è che per garantire il «governo lungo» della società più che mai ci vogliono organismi ai quali spetta rendere chiara e mettere in campo un’agenda politica più vasta. Questo è il punto. Il partito come «padrone» del governo recede, ma come fattore guida della comunità avanza più di prima sulla scena.
    Un partito può anche apparire meno utile come strumento di potere, ma più che mai di c’è bisogno partiti che si pongono come guida etico-politica e come riformatori della società, in quanto capaci di mobilitare forze, intelligenze e passioni. Io credo che questo è il compito del Pd, che qui sta il suo grande spazio” …

    In un certo senso ‘purtroppo’, il passaggio a Nord-Ovest potrebbe spalancarsi, fra i ghiacci di manovre che si annunciano come perenni (“non ci sarà un’altra manovra”; ce ne saranno ‘molte’), ghiacci che, paradossalmente, nello scenario di ‘rigore’ crescente – nello scenario dell’altisonante ricatto di Pietro Ichino -, nello scenario del sacrificio come realtà (inefficace) di lunga durata, liberano – e ancora lo faranno – quote crescenti di possibile consenso – anche se, per usare la tua metafora, sottile è il ghiaccio che lo separa dalla disperazione.

    Molto si è scritto sulla stato di eccezione come ‘naturale’ condizione di sospensione della democrazia (l’acuto (!) Reichlin scrive “il partito come governo ‘recede’”, quasi a consegnarlo a un non precisato ruolo di consulente dei timonieri).
    Ma lo stato di eccezione è anche – lo è stato proprio nell’America degli anni ’30 – quello in cui è la politica, a dissipare, anche in presenza di restrizioni alla democrazia, il funesto ricorso alle ricette ‘tecnico-neutrali’ sbagliate…

    Mi permetto di citarmi – non me ne vorrai:

    http://www.facebook.com/notes/maria-angiola-gallingani/minority-report-litalia-salvata-salver%C3%A0-leuropa-da-se-stessa/291348014240084

    Nonostante tutto, io, come tanti altri, non mi rassegno a guardare l’uscita di scena di una politica che recede e ‘getta la spugna’ – perchè, tu m’insegni, il suo posto non è destinato a restare vuoto..

  41. maurozani Says:

    @Agostino.
    Province. Per me il problema non riguarda la loro permanenza.Tanto che ,lo ripeto, proposi da presidente della Provincia di ridimensionarla seccamente e di prendere una via breve, per far avanzare, forzando, l’idea di un governo unitario dell’area metropolitana., cominciando a credare uno stato di fatto, legittimo tuttavaia, perchè comunque la provincia (più piccola) sarebbe rimasta in vita per il tempo necessario a varare una organica riforma generale. Il mio approccio era troppo in anticipo sui tempi forse, tuttavia aveva il merito di sollevare il problema per raggiungere l’obiettivo in tempi non storici.
    Per me , invece rimane l’incredibile e imperdonabile la furba scorettezza di abrogare le province con un provvedimento amministrativo(che corrisponde ad un raffazzonato sabotaggio) da parte dell’esecutivo mettendo di fatto in mora una corretta procedura costituzionale.
    Quanto ai costi della politica ,concordo. Non sono preoccupato per l’esito concreto quanto per un metodo governativo evidentemente teso a gettare benzina sul fuoco, sol per guadagnare in popolarità, mentre i cittadini gridano al rogo, al rogo. Non è quest’approccio propagandistico e pericoloso assai che ci si dovrebbe attendere da un governo tecnico. Proprio questo atteggiamento fa sì che la partita non si possa archiviare in fretta perchè, comunque l’archivi non darà mai sufficiente soddisfazione.Per la serie, si doveva fare di più e i partiti l’hanno impedito.

  42. maurozani Says:

    @Maurizio. Tranquillo siete in tanti. Questo post l’hanno letto poco più di un migliaio di persone. Non valgono solo quelli che intervengono ma anche quelli che dissentono in silenzio. E son sicuro sono la grande maggioranza. Insieme a te.

  43. Paolo Galletti Says:

    dimenticavo: un esercito europeo ecco un obiettivo praticabile per ridurre le spese e fare una politica estera comune

  44. maurozani Says:

    @Maria Angiola.
    Stimo Alfredo Reichlin, il quale sia pure di sfuggita a volte ha interloquito com me. Certo in quel modo che viene naturalmente unilaterale ai grandi vecchi (che furono del PCI) quando lasciano cadere briciole della loro sapienza ai topolini di campagna come me.Ma son così , sono l’élite. Alla quale ho sempre tributato il giusto omaggio.E credo , in parte, giustificato.
    Insomma m’è simpatico , narcisismo compreso.
    Quel suo modo di svolgere analisi sempre “complesse” , (tutto è sempre assai complesso e ci vuol qualcuno che lo spieghi , lui , nella fattispecie); quel suo ripetere sempre lo stesso articolo (quanti ne ho letti sulla “economia di carta che si mangia l’economia reale”); quel suo modo di parlare in pubblico mentre accarezza con la mano destra i fogli di appunti che tiene nella mano sinistra, come fossero la sua creatura vivente. Creazione intellettuale , fogli che valgono molto più della carta di cui son composti.
    Il difetto, se così si può dire (mi scuso per la volgarità) è solo quello di razionalizzare a posteriori uno stato di fatto.
    Così vanno adesso le cose del mondo. Le tecnostrutture
    han preso il potere si son fatte governo e i partiti devono ritagliarsi un altro ruolo , aggiornato , se voglion esser utili. Dunque il partito nazionale, quel country party più volte evocato da Letta il giovane. Uno che non sta mica per caso nella Trilateral. Non ho niente da dire ,ne da demonizzare a tal proposito. Mi piacerebbe solo che la sinistra socialista europea avesse i suoi pensatoi , luoghi dove contrastare , criticare e controdedurre rispetto al mondo immaginato e influenzato (temo) dai potenti cenacoli, a suo tempo (1974) immaginati per contrastare l’ascesa impetuosa di istanze sociali di giustizia e libertà secondo una strategia di roll back che ha portato alla situazione attuale.
    Il problema come tu scrivi è proprio quel minority report almeno elaborato,per grandi linee se non conchiuso. Di fatto nella sinistra europea continua a mancare, vien lasciato a circuiti troppo marginali e relativamente facili da delegittimare. Per cui Reichlin sbaglia quando afferma con ostentata sicurezza che “la sinistra tiene botta”. E sbaglia proprio perchè accetta , sta dentro del tutto, il paradigma elaborato nel Nord Europa. Guardo al famoso spread e mi dico che vale un bel nulla la manovra depressiva fatta in Italia e valgono zero le pseudo decisioni prese a Bruxelles. Eppure il giorno dopo la manovra tutti i media a sbavare che finalmente s’invertiva la tendenza negativa. Certo io son convinto che Monti ha voluto lo scalpo dei pensionati come condizione per trattare , ma sono altrettanto convinto che il posto all’Italia sia già stato assegnato. Dunque si tratta al margine e s’invoca la nostra colpa per far passare l’esito eventuale di questa trattativa come male minore. Per la serie abbiamo fatto il possibile , salvato l’Italia dal baratro mettendola col culo per terra per un decennio. Sempre che lo scenario non sia in un’ulteriore evoluzione come tutto fa , al momnento pensare.

  45. Giovanni Says:

    Argomento “sensibile”.Voglio dire la mia.
    300 deputati(,meglio dei senatori,cosi mandiamo a casa quelli nominati a vita),sono più che sufficienti per rappresentare il popolo italiano.Ma devono essere ben retribuiti.Senza privilegi(treno aereo barbiere gratis,ecc)ma ben retribuiti per svolgere con dignità l’alta funzione.Nessuno mi convincerà mai che l’ultimo commesso della camera debba quadagnare più di un parlamentare.
    La rappresentanza é tuttavia il vero problema,legato al sistema elettorale
    Se non vogliamo che la Zampa torni in parlamento nominata dal “Grande Elettore” Prodii,anziché dai bolognesi,occorre la riforma elettorale
    .Diversamente si dovranno fare le primarie per tempo

  46. maurozani Says:

    @Giovanni. D’accordo. io dico solo che un senato delle regioni (non elettivo) , in un’Italia lunga e stretta può forse esser utile. Ma anche se non c’è non me ne dolgo troppo. Dopodichè è ovvio che ci vuole una riforma elettorale e se i partiti non la fanno adesso beh ,allora meritano d’esser sputacchiati.

  47. Gaia Lambertini Says:

    Ciao Mauro. Ti seguo sempre anche se non trovo quasi mai il tempo per partecipare alle discussioni che scaturiscono dalle tue riflessioni. Ti voglio ringraziare, come mi è già capitato di fare, per le tue analisi lucide ed appassionate che aiutano i tanti rimasti senza partito come me e che stentano a trovare qualcuno con cui condividere delle visioni a sentirsi meno soli. Magra consolazione, si dirà, ma almeno per quanto mi riguarda il trovare scritto (e con la chiarezza che ti contraddistingue) ciò che si è pensato tra sè e sè aiuta a non perdere la speranza di potere cambiare un giorno la situazione. Stammi bene.

  48. Corrado Says:

    Capito per caso in questo post (ah google!) che trovo molto stimolante. Sul merito delle proposte si può discutere, ma oggi occorre trovare la via del riavvio.Per questo credo sia più importante discutere dei motivi di fondo del perchè siamo arrivati a questo punto.
    Contesto l’attacco a Stella-Rizzo. Nel senso di “solo a Stella-Rizzo”. Soprattutto da quelli che invece girano con Repubbica sotto braccio. Non per difendere il Corriere, ovviamente. ma perchè da oltre 20 anni il vero partito della rivolta alla Repubblica è proprio Repubblica (scusate il bisticcio). Tutte le campagne iniziate per demolire i valori che in questo post vengono difesi sono partiti proprio da quel quotidiano. La grande vittoria è stata certamente la costruzione del PD, quale strumento visibile d’azione, che è libera di manovrare a colpi di articoli da prima pagina e fantastici sondaggi a 3D, lasciando ai poveri di coscienza gli articoli di critica tra le pagine culturali. Ma intanto forma egemonia (gramscianamente parlando) tra tutti e tutte quelli che sono convinti di “essere ancora di sinistra”.
    Come uscirne ? Intanto riconoscendo pubblicamente il ruolo eversivo tenuto da tale quotidiano (e dagli omologhi) nell’aver annebbiato coscienze e fatti. Il contraltare sarebbe che è il popolo che vuole questa situazione in modo convinto e deciso, tappandoci allora definitivamente la bocca. Riconosciamolo almeno noi,non c’è stampa neutra come non c’è governo tecnico. Solo in questo modo non si vivranno in solitudine o con vergogna le idee espresse in questo post.

  49. mauro zani Says:

    @Corrado. Non condivido la sua drastica analisi su Repubblica,(eversiva) tuttavia son sempre più tentato di farlo. Ogni volta che leggo l’articolessa/omelia domenicale del suo Guru, che m’appare tanto supponente quanto sempre più lontano dal nocciolo delle questioni. Comunque lontano anni luce da qualsivoglia approccio anche solo pallidamente di sinistra (nel senso semplice di demosocialista o socialdemocratico) ai temi della crisi in atto. Condivido le considerazioni sul tipo di “egemonia” che Repubblica ha stabilmente stabilito su quanti, dentro il PD, ritengono in buona fede di far parte della sinistra italiana od europea.
    E’ l’establishment, nient’altro.

  50. Nicoletta Says:

    Mentre facevo un po’ di pulizia nei cassetti di casa ho ritrovato il testo – la versione ristretta – della terza mozione per il congresso del 2007. Che tenerezza! Come tutto sembra lontano……Eppure, rileggendo quelle pagine mi è sembrato che la situazione di oggi, la sostanziale afasia del PD, la sua incapacità di essere forza di governo, sia frutto di quel peccato originale: avere cercato di unire i riformisti italiani senza chiarire, prima di tutto a se stessi, che cosa si voleva concretamente fare.
    Così oggi dentro al PD si sentono voci diversissime, così discordanti che, se aggiunte alle altre discordanze esistenti nello schieramento ex opposizione anti Berlusconi, è praticamente impossibile immaginare una prospettiva politica dopo l’attuale Governo Monti.
    Tornando ai commenti che ho letto sul blog, non mi sembra che Monti, anche nella conferenza stampa di oggi, abbia strizzato l’occhio all’antipolitica.
    Mi dispiace molto sentire da Donata che è stata presa a male parole per strada, per lei che è persona onesta e di valore e per il ruolo che ricopre; forse però una qualche responsabilità bisogna pur darla anche a chi, proprio perché persona onesta e di valore, non ha capito che doveva fare di più per evitare che la gente facesse di tutta l’erba un fascio.
    Se il PD a livello nazionale e locale, se i suoi parlamentari si fossero impegnati di più a distinguersi dalla cosiddetta casta, Rizzo & company non avrebbero così buon gioco.
    Anch’io ho apprezzato Sposetti, soprattutto quando ha chiesto “Quale modello di democrazia avete in mente se demonizzate tanto i partiti?” Ma forse lui ha in mente Partiti appunto con la maiuscoladi cui non si vede traccia e che forse la Storia ha seppellito

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