Profeti di sventura?

Si apre la partita del lavoro per metterci sopra una pesante pietra .

Il Corriere si scaglia contro la Camusso che ha avuto l’impudenza di difendere l’Art 18 contro la Fornero la quale sfodera l’arma totale: “contro di me un linguaggio di un brutto passato”.
Di rincalzo accorre subito il valoroso Pigi che sproloquia di un “attacco seriale al ministro Fornero”, con riferimento tanto alla Camusso quanto a Bonanni .
L’attempata coppia di serial killer: “hanno trovato nel ministro Fornero il bersaglio comune da demolire con argomenti contro la persona in modo addirittura lessicalmente violento?” S’interroga retoricamente Battista.

E’ ormai stabilito che quando s’usa un linguaggio violento e si criticano le persone  ci sarà sempre qualcuno che fa ricorso alla violenza .

Si torna a usare il metodo già sperimentato con successo nel recente passato, quando Cofferati fu sottoposto ad una prolungata e feroce campagna di linciaggio dopo l’assassinio di Biagi.
Si arrivò ad additarlo come mandante morale.

Con lo stesso metodo si cerca di espugnare l’ultimo fortino senza farsi scrupolo d’evocare i fantasmi del passato in una guerra preventiva senza esclusione di colpi.

Irresponsabilità pura, dato che ci son profezie che s’autoavverano.

E’ il modo peggiore per preparare il clima della liquidazione dell’art 18.

Proterva e preventiva delegittimazione di quanti, come me, pensano che il professor Ichino abbia trovato l’uovo di colombo per superare l’apartheid tra garantiti e non garantiti.

Semplice ed efficace.

Contratto unico a tempo indeterminato con acclusa libertà di licenziare.

Risultato : tutti precari, ma uguali.

E’ la bubbola della flexsecurity che spiana al ribasso le disparità  nel mercato del lavoro imposte  dai cultori della flessibilità totalmente deregolata. Con molta complicità a sinistra.

Si dice che altrove funziona benissimo. Solo che non sembra vero.

Anche in Danimarca le cose non stanno andando granché bene .

Molto peggio andranno in Italia dove non ci saranno risorse per accompagnare molti da un posto di lavoro all’altro.
E comunque quest’ultimo(posto di lavoro) sarà sempre peggiore del primo, in una catena di Sant’Antonio la cui logica di funzionamento è ispirata al principio che al peggio non c’è mai fine.

Sarà vero che in Italia arriviamo ultimi sulle pensioni e sulla riforma del mercato del lavoro.
In compenso recuperiamo d’un colpo solo il tempo perduto diventando in assoluto i primi della classe.

Primo risultato: chi oggi ha trent’anni non può più neppure immaginare una pensione. E’ stata disincentivata questa possibilità fino al limite dell’abolizione de facto.
La previdenza cadrà col tempo ,giocoforza, in disuso.
Le tabelle previsionali avranno ben poco a che fare con le asperità della vita reale.

Secondo auspicato risultato : abolizione di qualsiasi potere contrattuale dei lavoratori, di tutti i lavoratori.

Non è in discussione la buona fede, ma ben pochi arriveranno prima del licenziamento alle “tutele crescenti” ideate da Ichino.
Ancor meno , cammin facendo, si iscriveranno ad un sindacato sapendo di poter esser licenziati.
Così accadrà nei luoghi di lavoro.
Quelli veri, non quelli studiati dai giuslavoristi per i quali conservo il massimo rispetto.

Alla fine son d’accordo con la rozza formula di Cofferati.
Il problema son gli investimenti se volete creare lavoro.

Altrimenti, aggiungo io, non farete altro che distribuire equamente… l’iniquità.

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51 Risposte to “Profeti di sventura?”

  1. Giovanni Says:

    In un paese ad alta disoccupazione la liberta di licenziare nella medie e grandi imprese ha un significato univoco:l’abolizione di ogni diritto nei luoghi di lavoro.Un salto indietro di 41 anni

  2. Roberto Says:

    Caro Mauro,
    sta tornando fuori l’inqualificabile Cofferati, con le sue rozzezze.
    Applicando a sè la sua formula mi chiedo perchè non ha pensato ad una personale (anche piccola) intrapresa, creata investendo i suoi risparmi.
    Avrebbe così potuto assumere qualche persona.
    Parrebbe invece attratto soltanto da pubbliche prebende e rendite di posizione, prima a Bologna e ora vergognosamente a Bruxelles.
    Sono avvelenato, perchè l’ho votato sindaco, e sono anche andato in piazza a festeggiare!

    Anche se è difficile, ti auguro (e mi auguro) un buon anno

  3. Gianni Says:

    D’accordo, ma è molto triste che siamo arrivati a questo punto e vada bene anche Cofferati!
    Visto quello che succede, rimarco la mia non adesione al PD come un vanto!
    Questo certo non mi consola, ma come siam caduti in basso altro che centro sinistra!
    Ieri sera ho ascoltato a La7 per un pò (non sono riuscito a resistere fino alla fine allo strazio….) Ichino, con la sua Danimarca e la sua applicazione della nuova legge per regioni, demenziale partiamo dalla Lombardia? dal Piemonte? ma lo dica subito “premesso che io mi guadagno la pagnotta lavorando per gli imprenditori ho fatto una proposta di legge a cui hanno aderito anche parlamentari del PD, ecc.” !
    Se questo è il centro sinistra cosa può essere la destra in questo Paese? Con Berlusca ci và già “bene” lo spazio per il peggio esiste ancora…….
    La verità è che stà sparendo una sinistra decente in questo paese e non finiscono di stupirmi gli ex PDS, DS, ecc. Sono ingenuo? Sinistroso, mah…sarà ma non mi arrendo a questa deriva!!!
    Nonostante questi “chiari di luna”, tanti auguri di Buon natale e Buon anno a te (Mauro grazie ancora dei post, continua) e ai lettori del blog

  4. Gianni Says:

    Dimenticavo speriamo in un buon nuovo anno, anche per Veltroni, D Alema, Fioroni & company, nel senso che trovino qualcosa di meglio da fare che rilasciare interviste a TV e giornali che smentiscono, precisano, ecc. la linea che gli “organi dirigenti del PD” il giorno prima hanno dato. Con loro trovino pace e collocazione anche tanti “giovini promesse” del PD smettendo di fare tante piccole correntine a cazzo solo per giochi di potere personali….seguendone le orme dei “padri”……
    Voi dite che è una vana speranza??? Sperar non nuoce….. poi abbiamo tempo fino al 2013, tanto non si vota, Sospensione della democrazia per responsabilità verso il paese? Anche ma i Banchieri di dio e i professori lavorano per noi…….sia ben chiaro! Beato chi ci crede! IO NO!!!
    Ciao auguri a tutti

  5. maurozani Says:

    @Roberto. Condivido. Non sai quanto….Eh se me lo dicevi prima insieme ad altri….
    Buon anno.

  6. maurozani Says:

    @Gianni. Su Cofferati vedi risposta a Roberto. Sul resto , beh siamo a un punto di non ritorno. Temo.
    Buon anno e stammi bene.

    PS. Anche sto’ Vendola più lo ascolto e meno mi piace.

  7. Gino Says:

    Carissimo signor Mauro, lei mi sorprende. Se la pensa avvero come il signor roberto anche lei dovrebbe investire il suo gruzzolo (che a occhio e croce non dev’esser lontano da quello del Cofferati) per allargare l’occupazione. Questo blog, se mi è permesso un parere, sta diventando un pò deprimente: catastrofi, punti di non ritorno, abissali involuzioni, non uno che si salvi, ecc. ecc.. Siccome questo è forse vero, lo si potrebbe dar per acquisito in silenzio, premurandosi di allietare lo spirito con argute divagazioni oppure con istruttive analisi divulgative (quelle sull’Europa erano eccellenti). In questo modo verrebbe più spontaneo farsi gli auguri di natale, che altrimenti rischiano di proporsi come una macabra ironia.

  8. Marco Mazzocchi Says:

    Studiare tanto per poi dire che bisogna licenziare più facilmente per risolvere i problemi,o andare in pensione più tardi sempre per risolvere tutti i problemi!!!!Beh ero buono anche io che non sono un tecnico!!Poi il terrorismo è sempre sbagliato in quanto fa santificare le cose sbagliate!!!E non è la prima volta!!Marco da Bologna,

  9. agostino Says:

    Caro Signor Gino, anch’io penso che questo blog rischi una pericolosa deriva, del resto al passo con i tempi, di impronta qualunquista. Tutto è buio, non c’è nulla da fare, il declino della politica, ecc…In questa logica c’è il rischio che tutti i gatti diventino bigi, all’interno di una melassa che tutto travolge. Penso, però, che se ciò accade non lo si può imputare al buon Mauro ma a noi frequentatori del blog. Tu dici che trovi interesante il pezzo sull’Europa. Hai ragione da vendere. Ma in quanto hanno commentato? Anche a me non sempre il blog piace, e non sempre mi trovo d’accordo, in pieno, con quanto Mauro scrive; ma se per alcuni aspetti a volte il blog scade ritengo non sia da imputare a chi indica il percorso di riflessione ma a chi, ed io tra questi, con quel percorso non sempre ha le capacità, la volontà di suggerire punti di vista propri. Auguri a tutti.

  10. agostino Says:

    Approffitto di questo blog per esprimere a Lombardelli umana vicinanza per l’ignobile attacco di cui, in questi giorni, è stato fatto oggetto. A chi con supponenza, a volte anche in questo blog, si diletta al tiro al piccione nei confronti dei “dirigenti” del partito, vorrei sommessamente fare osservare che il gruppo dirigente è fatto anche di persone come Lombardelli che con umiltà operano quotidianemente nell’interesse di ciascuno di noi.

  11. roberto Says:

    @ Agostino

    Non conosco Lombardelli, mi sta simpatico e compererei da lui un’auto usata.
    Ma certamente non da chi ha combinato il pasticcio (e non è Lombardelli), che spenderà 200.000 euro per pavimentare di legno e mettere alberi in vaso nel cortile del pozzo di palazzo d’Accursio (tutta roba che dura per i posteri) e che insiste pervicacemente per fare il Peole Mover (100 milioni di euro).

    E’ l’inadeguatezza che li frega, e noi con loro.

    La lettera di Lombardelli alla Repubblica non fa che accrescere la confusione. Quanto poi a Merola (certamente una brava persona), “colpevole di essere stato eletto dai cittadini bolognesi”, chi dovevamo votare? anche le primarie, senza la Frascaroli, sarebbero state un grande flop. Ma pare che ci rifletta solo Mauro, e non è il caso di tirare la corda.
    Con questa storia ci aveva provato Vitali, per non dire di Berlusconi che innegabilmente i voti li ha presi

  12. Gino Says:

    Mi associo a Lei, signor Agostino, non solo per la sollecitazione a recuperare un minimo sindacale di ottimismo della volontà, ma anche nella difesa del signor Lombardelli. Anche dalla sua morfologia si deducono facilmente alcuni pregi salienti: le umili origini, la mitezza del carattere, l’indole docile ma determinata, nonchè l’affidabilità, che oggi è dote veramente rara … Ed è proprio per queste virtù che Egli è oggi attaccato da mute di sciacalletti e altri fastidiosi animali. Non mi stupirei se anche il Lombardelli fosse munito di Prinz. Quantomeno è probabile che un suo avo l’abbia posseduta. E’ incredibile, inoltre, come una società basata sul sapere e la conoscenza certificati veda soccombere un uomo munito di diploma di ottico nel nome del titolo di studio. Per un capo-gabinetto, il cui compito è coordinare le parti e, soprattutto, sorvegliarne il buon funzionamento, l’expertise dell’ottico (fra le quali optometria e focalizzazione) è certo più consona di una laurea in qualsivoglia disciplina. In un mondo accecato dall’imbecillità e dalla prosopopea, l’ottica, cioè il saper vedere/valutare nella giusta misura, è forse uno di pochi antidoti nel quale possiamo sperare,

  13. Rudi Ghedini Says:

    Non mi spiego il fatto che i venticinquenni, i trentenni e i trentacinquenni si siano fatti rubare il futuro senza opporre resistenza.

    La rete di protezione familiare di cui hanno finora goduto, non mi sembra una spiegazione sufficiente. Né mi accontento delle accertetate colpevolezze di tv e scuola.

    Non arrivo a capire come mai non si produca una ribellione rozza, violenta, che non fa distinzioni e punta a colpire le generazioni adulte e anziane…

  14. mauro zani Says:

    Caro signor Gino, sissignore su Cofferati la penso esattamente come Roberto, ciò non m’impedisce di dar atto all’ex eroe dei due mondi di aver preso una posizione giusta. Una tantum.
    Quanto ai gruzzoli , non posso far a meno di notare che Lei, anche in altre occasioni, s’è dimostrato particolarmente curioso e interessato al proposito. Non capisco bene perchè. Non mi risulta che Lei , caro signor Gino appartenga alla categoria degli indigenti quanto a quella dei dirigenti, giustamente(e certo per merito riconosciuto) garantiti da lunga pezza.
    Se poi questo blog sta pericolosamente derivando verso posizioni qualunquiste un emerito (sempre per merito guadagnato sul campo) partitista come Lei rischia di sprecare preziose energie, prendendosi la briga di criticare. Tuttavia La accolgo sempre volentieri signor Gino, anche perchè chi ci legge capisce benissimo che qui il qualunquismo non è e non sarà mai di casa e, che dunque la sua accusa è del tutto fuori di luogo e pretestuosa per ragioni che debbo considerare, a questo punto personali e ,in goni caso,per me non facilmente perscrutabili.

  15. mauro zani Says:

    Quanto a Lombardelli, non trovo l’argomento in alcun modo interessante. Semmai stravagante. Per esempio, forse erroneamente, ho sempre pensato che un capo di gabinetto è sempre scelto sulla base di un semplice rapporto di fiducia. Ergo tutta sta storia mi par sovradimensionata per ragioni politiche.

    PS. Inoltre non leggo da tempo le cronache locali non trovando in esse particolari stimoli.

  16. Gino Says:

    Ma perchè s’inalbera tanto signor Mauro ? Non mi sognerei mai di citare come qualunquista questo blog. Tutt’altro ! Trovo molti dei suoi post decisamente interessanti e comunque sempre stimolanti per l’energia che sa infondere nei pensieri. Ho solo voluto benevolmente invitare a non cedere troppo al pessimismo cosmico, soprattutto in prossimità delle feste. Quanto alle dotazioni materiali che m’affibbia, le assicuro che è in errore. Forse mi scambia con altra persona. Comunque non aspiro ad approfondire e a suscitare commiserazione piangendo miseria. Tengo però a precisare che non ho alcuna invidia per il suo meritato vitalizio. Ho solo adoperato in via paradossale un modo espressivo molto empirico giudicando inelegante maramaldeggiare su un collega (peraltro assente da questo confronto) con argomenti decisamente (essi sì) qualunquisti come quelli sollevati dal signor Roberto. Non si è accorto che così facendo si è posto in palese contraddizione con gli apprezzati argomenti esternati in testa al dibattito ?

  17. mauro zani Says:

    Caro signor Gino,

    1)Cofferati. Le dò atto della fedeltà ad oltranza. Ma Lei mi tira per la giacca quando m’accomuna a chi : ” mi hanno proposto il parlamento europeo ma non è cosa per me , si tratta di un cimitero per elefanti”. Ricorda?
    Quanto a coerenza ammetterà che non ci siamo. Affatto. Se s’accetta di farsi candidare ad una carica come il sindaco di Bologna è obbligatorio farsene carico. Da qui il mio “giudizio” su l’eroe di Bonelli.

    2) Vitalizio. Per la terza volta vedo che Lei non disdegna ad uso polemico (diciamo sputtanante) l’argomento vitalizio. Lei crede che io abbia dedicato la mia vita alla politica per questa prebenda? Se sì lo argomenti, frontalmente, ai lettori di questo blog. Sarebbe più lineare associarsi sinceramente alla campagna in atto che non sollevare obliquamente l’argomento ad ogni piè sospinto.

    3) le mie considerazioni sulla crisi in atto. La parola crisi mi è stata da lei imputata più volte(il mio pessimismo cosmico) con l’accusa di catastrofismo. Bene. Le comunico che oggi è ormai parte del comune lessico quotidiano. Qualcosa vorrà pur dire.

    Per conto mio continuo a ritenere che inseguire lo spread con manovre recessive costituisce , insieme, un errore letale e una cazzata cosmica anche sotto il profilo della triste scienza. E non credo, ripeto non credo che qualsivoglia provvedimento per lo sviluppo potrà aver effetti nel corso del 2012 , anno cruciale. Penso piuttosto che la fase cosidetta 2 o sarà europea o non sarà. In questo sono d’accordo con Fassina. Sono argomenti , si risponda se si vuole con argomenti contrapposti per spiegare che non è vero che Monti ha , di fatto abolito, la previdenza pubblica, per ragioni ideologiche che poco o nulla hanno a che vedere con il nocciolo dell’attuale crisi sistemica.

  18. roberto Says:

    Scambiare per qualunquismo l’incazzatura è un grave minus per l’acume del sig. Gino.
    D’altra parte sono abituato alle sue analisi grezze, avendomi già dato del leghista di ritorno con l’andata evidentemente a mia insaputa.

  19. agostino Says:

    Per amore di verità io, e non il Signor Gino, ho sostenuto che “anche questo blog rischi una pericolosa deriva, del resto al passo con i tempi, di impronta qualunquista”.
    E’ mio, dunque, e non del Signor Gino, l’uso del sotantivo qualunquista.
    Ritengo la precisazione necessaria sia per scrupolo morale che per dignità personale.
    Nel merito non retrocedo di una virgola.
    Nel confermare di non imputare a Mauro responsabilità in questo senso ribadisco, tuttavia, che in alcuni commenti (il riferimento non era relativo, in particolare, a quest’ultimo post) ho riscontrato segnali che possono, anche involontariamente, portare a seguire una pericolosa traiettoria qualunquista.
    Sia chiaro, non si tratta di comprimere il dissenso, men che meno di contrastare l’esigenza di una visione critica, o come si dice oggi, “altra”, allo stato di cose presenti. Ciò che a me sta più a cuore è l’esigenza di coniugare la visione critica alla necessità di indicare una prospettiva. Purtroppo non sempre, nei commenti, la “critica costruttiva” ha rappresentato il necessario riferimento.
    Grazie.

  20. Gianni Says:

    @agostino “Purtroppo non sempre, nei commenti, la “critica costruttiva” ha rappresentato il necessario riferimento” . ……
    Ma neanche fossimo al “Politburò guidato dal segretario generale” ……….
    Mamma mia allora bisogna non rompere troppo le scatole al PD, a Monti, “non diisturbare il manovratore” per essere costruttivi, ma per favore…… magari ci fosse un segretario avveduto e un partito decentemente di sinistra
    Se non si disturba un pò qui finisce tutto a ramengo, alla faccia della sinistra e soprattutto del paese….
    Qui siamo al cambio d’epoca, anche per i partiti basta vedere i movimenti di Fioroni con casini e di Follini con Passera, se salta il tappo dal PDL ( e berlusca è traballanteun un bel pò) il PD esplode alla faccia dell’esser costruttivi……..

    @ Rudy “Non mi spiego il fatto che i venticinquenni, i trentenni e i trentacinquenni si siano fatti rubare il futuro senza opporre resistenza”….
    Questa si che è una bella domanda……….. altro che misurare le percentuali del qualunquismo, esser costruttivi, vitalizi!!!…. a cui io faccio fatica a rispondere se con non nel ventre molle del Welfeare familiare……….Voi che dite???

  21. roberto Says:

    Hai voglia a fare “critica costruttiva” con una classe politica che ormai si è paurosamente impoverita culturalmente (laurea o no) e nella capacità di elaborare concetti, prospettive e futuro.

    Ma ve lo ricordate De Maria (anche lui certamente una brava persona), e un Donini che il due agosto sussurrava a Bersani in via Indipendenza?

    Quanto poi a Merola e al suo staff, sicuramente inadeguati con tutte le gaffes e i passi indietro (ma protervi nel voler fare il People Mover. Con una situazione del traffico aereo in forte cambiamento: procrastinano reiteratamente l’inizio lavori rivedendo tutte le carte probabilmente con l’intento di pararsi il culo, vista la lezione impartita dal CIVIS).

    Mai sentito qualcuno dire, ad esempio, che la focalizzazione della sindacatura potrebbe essere la nuova stazione e la viabilità adiacente (attendiamo almeno dai tempi di Vitali e delle torri di Bofill), magari inserendovi un’opera minimale come la sistemazione del Navile con piste ciclabili sulle alzaie, eventualmente estesa al recupero dei laghetti del Rosario.
    Anche di questo se ne parla almeno da un decennio.

    Ma se si guarda il realizzato nel periodo troviamo Borgo Masini e Porta Europa in Stalingrado, e la passerella pedo-ciclabile sull’autostrada per Padova (4 anni di studi e progetti, montata in una notte!).

    Il qualunquismo sembra scientificamente sollecitato, proprio per poterlo denunciare a tutela della propria pochezza.

    Quanto poi a comprimere il dissenso, caro Agostino, fai un giro sul sito http://www.pdbologna.org.
    E’ diventato la vetrina della direzione con interventi dei cittadini rarefatti o inesistenti. Ma al partito devono lavorare, altro che intervenire in discussioni sul web!

  22. agostino Says:

    @Gianni
    “magari ci fosse un segretario avveduto”. Penso, al contrario, che per fortuna abbiamo avuto, in questa fase, a guidare la baracca uno come Bersani. Sia chiaro questo non vuol dire che i problemi siano finiti e che le sfide siano state vinte.
    Che il quadro politico sia in movimento credo non sfugga a nessuno, anche se starei attento ad usare espressioni quali “cambio d’epoca”. Penso, piuttosto, si tratti di una fase ulteriore di quel lungo processo di transizione iniziato nel 89.
    L’esito di questa fase non è scontato. Quello che appare evidente che, terminata l’esperienza del governo Monti, il quadro politico sarà sicuramente mutato.
    @Roberto
    Ognuno è libero di condividere o meno questa o quella scelta di politica amministrativa: ci mancherebbe!
    La sindrome tafazziana è una malattia che perseguita da anni la sinistra.
    Mai, però, avrei immaginato che vi fosse da parte del gruppo dirigente del PD bolognese una “scientifica sollecitazione” al qualunquismo.

  23. agostino Says:

    @Roberto
    Non ritenendolo di nessuna utilità è da tempo che non frequento il sito del PD bolognese

  24. roberto Says:

    Caro Agostino, il discorso sul tafazzismo è inconcludente come la discussione se è venuto prima l’uovo o la gallina.

    Con meno spocchia, una guardatina ogni tanto al sito del PD bolognese la potresti anche dare con l’ottimismo del cuore, non si sa mai…

    Buon anno anche a te

  25. maurozani Says:

    @Agostino. Hai ragione, il sostantivo l’hai usato tu e non il signor Gino. Ma non ti sarà sfuggito che s’è messo in scia con repentina, sospetta, prontezza.Rincarando assai la dose. Per questo e per altre laterali e “contenutistiche” ragioni ho risposto a lui. Non era un mancanza di riguardo nei tuoi confronti, ma una sorta di “duello” che prosegue. E al quale non intendo sottrarmi pur consapevole di far gioco al signor Gino. Nei cui confronti non nutro alcun particolare sentimento negativo.Gli im puto solo da qui all’eternità un maramaldesco e pretestuoso attacco a freddo (non mai dimenticato nè dimenticabile) che risale ormai indietro nel tempo. Al tempo in cui l’eroe dei due mondi in un tripudio di folla plaudente si presentò a Bologna con il gruppo della “Sveglia”, intellettuali non tutti di chiara fama, a cospargere di rose il suo trionfale ingresso. Manco fosse arrivati gli inglesi a liberarci da Porta San Vitale. Con lui ne discussi face to face. Mi rispose che non se n’era accorto! Che non si ricordava d’avermi collocato, d’ufficio, tra i burocrati-notabili diessin-bolognesi restii ad ogni cambiamento.
    Per venire, ora , alla “critica costruttiva” da te auspicata. Beh , in effetti si presta ad ogni sorta d’ironia. Specie da chi , come me , ne fece tante di critiche costruttive nel 2007 con tutta l’intenzione di aderire comunque al PD. Ebbene non servirono a un beneamato cazzo. Anzi.
    Adesso convine misurarci sul merito senza usare il metodo della deligittimazione preventiva di sapore antico. Io sono tra quelli, numerosi, non pochi, che ritengono del tutto errato l’approccio liberista alla contingenza in atto. Un buon terzo di una manovra sostenuta solo dai ceti più esposti ai colpi della crisi è già vanificata. L’avevo scritto. Prima. Era facile prevederlo.La mia critica costruttiva s’articola su due aspetti:
    1) In recessione si deve sostenere il ciclo economico e non deprimerlo ulteriormente. Adottare cioè un classico approccio keyenesiano. Ci si deve scontrare frontalmente in Europa per sbarrare il passo al quarto Reich economico tedesco.
    2) Si sarebbe potuto fare molto meglio andando ad elezioni nel momento in cui si vincevano a mani basse. Non ci si è voluti andare sol perchè quel tipo d’allenza non piaceva o non la si riteteneva (legittimamente) in grado di sostener el’urto della più grande erecessione dal dopoguerra. Coraggio zero.
    A questo punto , dopo Monti , viene più facilmente in campo non il PD ma la DC. Lo si vede già ad occhio nudo. E può tornare in campo anche l’unico partito di tipo nuovo che s’è formato negli ultimi vent’anni: quello di Berlusconi.
    Insomma se si guarda nell’archivio di sto’ blog, si trovano argomenti non pregiudizi.
    E si trova , per questo, una critica al PD , costante , a volte (spero) incalzante, dato che senza tutto ciò che rappresenta , nel bene e nel male, il PD niente di serio si può ormai fare, predisporre, organizzare. Se questo è qualunquismo lo lascio giudicare ai lettori.

  26. Gianni Says:

    Un monumento ti devono fare Mauro…..
    mi riferisco alla risposta del 30 12 ad @agostino e ai tanti agostini in giro per l’Emilia Romagna, per l’Italia e per l’europa! a parte i cavoli tuoi con Gino, non li sò, ma comincio a capire…la sveglia la società civile, ecc. ecc.
    Tornando a bomba, CERCATE DI CAPIRE piddini a tutti i costi non si critica a cazzo, è che gli errori si pagano e si compromette anche il futuro di quello straccio di sinistra che gira in italia e per il globo terrestre……….(5-6 mesi fà si doveva partire per primarie PD IDV e SEL) e poi magari alleanza con il centro.
    Ora siamo alla frutta e anche rifondazione stà dando “un contributo” ci mancava giusto a vicenda di LIberazione”. passaggio d’epoca è poco’ comincia dall’89 e và beh mache cazzo cambia
    Stiam passando dalle conquiste coloniali con le guerre, al compravendita di interi continenti (vedi Africa), e noi occidentali compriamo auto che non riusciremo a far funzionare per il costo del Petrolio, del metano, ecc e non per le ordinanze dei sindaci.
    Chissà perche Fassino un tempo segretario DS “costruttivo a tutti i costi” ora sindaco di Torino si incazza e vuol sforare il patto di stabilità?
    La realtà è dura da digerire ma è questa, caro Agostino non fare le pulci su chi è più o meno costruttivo rispondi per favore …
    Bersani si è reso conto che era su una barca (il PD) piena di buchi (correnti) e non aveva il coraggio di affrontare la tempesta delle elezioni e delle scelte economiche e ha scelto 8lui o Nap???) Monti come ancora di salvataggio. chissà se questa ancora lo porta a fondo o è il suo salvagente?
    Ma tu hai presente Passera che fà il salvagente della sinistra del PD?
    Infine cito con “viva e vibrante soddisfazione” al di là dei pettegolezzi dei giornalisti inglesi e americani sulla Merkel, Massino d’Antoni Repubblica oggi (“c’è gente che ha passato una vita nel PCI ma è convinto di venire dal PLI”).
    NAP basta, và beh che sei a fine mandato ma non strafare…………. in questo modo aiuti quello straccio di sinistra (ti ricordi cosa vuol dire) che ancora resite ad andare definitivamente in vacca…..
    Mauro il Vendolino in effetti mi sembra giri un pò a vuoto ma sempre meglio che essere “costruttivi” all’inteno del PD …
    Auguri a tutti in primis ad agostino per la sua resistenza,
    Buon Anno 2012 banale…. ma sentito

  27. Gino Says:

    Si può anche convenire col punto 1, ma per il resto, signor Mauro, mi sa che la faccia un po’ troppo facile. Quando anche lei nella sua vita precedente viveva sotto il giogo della critica costruttiva (se non dell’onesta dissimulazione) era assai più cauto. Da quanto mi risulta Lei aveva fama di ponderare a dovere ogni azione/reazione, cioè il contesto, le forze in campo, lo spazio delle possibilità. Perciò era stimato come un dirigente accorto, pratico e responsabiile. Se mi concede, queste virtù son buone anche quando ci si pone dal punto di vista dell’analisi partecipante e/o della speculazione disinteressata. Secondo me le osservazioni guadagnerebbero in profondità, ed anche in ardimento, se Lei procedesse mettendosi nei panni dello Zani di allora, cioè, per traslazione, degli attuali dirigenti del Pd. Se no va a finire che ogni discorso finisce nell’iper-soggettivismo, per cui le cose vanno in un certo modo perchè ci sono i traditori, i nemici, gli imbecilli e gli inadeguati. Oltre, naturalmente, al destino cinico e baro, cioè il piano del capitale.. Siccome ho grande rispetto per Lei, signor Mauro, io non posso vederla incamminarsi sulle tracce del signor Bifo o del signor Roberto, o, peggio, di vederla soccombere sotto l’apologia distruttiva del signor Gianni. Però chiedo venia per la pedanteria, e con grande affetto rivolgo a Lei e ai suoi amici i migliori auguri di fine anno.

  28. mariangiola Says:

    Auguri..?

    Inviare commenti a questo blog continua a rimandare la sensazione di essersi infiltrati fra gli ospiti di una ‘festa’ riservata ai membri di una sorta di club di ‘amici della crittografia’, cultori di codici di comunicazione/invettiva presuntuosamente/miseramente scomodati per occultare al ‘nemico’ (???) antichi e più recenti strascichi di una sequela di questioni più o meno personali che – almeno quelli – sono provvisoriamente affidati pudicamente al non-detto, ammesso che in quel pozzo oscuro li si possa davvero confinare, senza indulgere alla patetica pulsione di rèvanche che spinge in superficie inesorabilmente più o meno spigolose punte di icerberg di cui l’esterno al club può solo immaginare sagoma ed estensione. Naturalmente, non si tratta dei post, quanto del fatto che essi siano spesso trattati come puri pretesti per i commenti più vari, ispessiti dall’intrico di allusioni che s’infittiscono sotto il pelo dell’acqua.
    Non è ‘qualunquismo’, la parola: è ‘recriminazione’; morbida, ‘amichevole’, sottile e presuntivamente piacevole alla lettura, ma indiscreta come frammenti sparsi espunti da un carteggio intimo senza curarsi dei nessi… Volutamente o meno, commenti scoraggianti, e una recidiva tendenza a personalizzare che raramente s’incontra fra le righe di altri blog d’opinione….

    Perchè mai ‘festeggiare’ qualcosa, alla fine di questo anno che promette di non finire?, e che lo promette ‘nero su bianco’, in video e in audio, lasciando intendere che questa non è affatto un ‘pausa’ festiva – anzi, non è una ‘pausa’ del tutto, anche per coloro che la percepiscono come tale… La timeline prosegue.
    E’ corretto estendere auguri di ‘fine’ d’anno: se quest’anno fosse in grado di ‘finire’, sarebbe senz’altro motivo per rallegrarsi. Peccato che – per quanto argomentato nel post, giocato sulle parole chiave ‘profeti’ e ‘sventura’, ma anche per altre ragioni concomitanti e coerenti -, peccato che la fine, con- celebrata come rito esorcistico allestito nelle cento città d’Italia a spese dei contribuenti, peccato che questa fine non sia alle viste…

    Con buona pace dello sguardo onfalocentrico purtroppo esibito da alcuni commentatori, e dell’inevitabile propensione al passato di chiunque abbia qualcosa da re-criminare, quel che ci vorrebbe per dare senso a un augurio altrimenti tanto innocente, quel che servirebbe a dare un senso all’esorcismo collettivo con tanto zelo con-celebrato – il punto di discrimine tra passato e futuro – sembra sfuggire, nell’appiattimento di qualsiasi dis-continuità, resistere a qualsiasi mimesi ciclica si voglia imporre, anche solo per gioco, all’implacabile rettilineo procedere di un tempo che non flette.
    Gli ‘auguri’ rituali altro non sono che domanda di rassicurazione, richiesta di senso a un tempo pure breve come quello dell’esistenza… Ed è proprio nel trascorrere del ‘breve periodo’ che la richiesta di senso resta senza risposta – il presente resta senza futuro… E, c’è da aggiungere, ‘questo’ presente, un presente sgradevole, molto lontano dal ‘per sempre’ su cui terminano in pace da tempo immemorabile (e nel segno del dominio) le fiabe.

    Certamente, anche la cattiva infinitudine di questo anno avrà fine, come ogni altra fra le vicende umane/mortali. Ma le domande si appuntano sul futuro prossimo, nel quale il vivere, e non l’eventuale ‘nulla’ che potrebbe seguirlo, è il principale fattore di angoscia…

    Non si può far finta di ‘non sapere’: e infatti, al di là dell’appello convenzionale all’ottimismo, si sa a tal punto da rifiutarsi di voler guardare avanti, comodamente guardando (e, se del caso, recriminando) all’indietro.

    O alternativamente, nell’invidiabile condizione del rospo che è stato baciato dalla principessa, per coloro che questa condizione possono oggi esperire, lo sguardo si sposta compiaciuto su un presente che ha la grande virtù, a fronte degli altri innumerevoli ‘presenti’ disperati, di offrire la garanzia d’inedite o consuete gratificazioni, segretamente proiettate in un futuro che si ritiene la sua inalterabile e indisturbata prosecuzione…

    In questa situazione, è ingeneroso affermare che gli espropriati del ‘futuro’ non abbiano ‘opposto resistenza’: constatando l’assenza (o la contumacia) di un futuro in quanto tale diverso da questo presente, costoro al contrario sono stati (e sono) assolutamente coraggiosi…

    E’ facile essere di buon augurio quando ci si aspetta con buona probabilità qualche cosa i cui lineamenti sono in qualche modo indovinabili/prevedibili dall’oggi.

    Molto più difficile quando la sola previsione possibile è l’uscita di scena del futuro dal tempo prevedibile – quando si è esposti di continuo alla messa in scena delle promesse non mantenute, e il futuro e il presente (persino il passato) sono di continuo cambiati (verrebbe da dire, ‘per decreto’), e con loro il ‘segno’ della propria intera esistenza…

  29. Gianni Says:

    @Gino eh si lo ammetto, dopo anni in cui son stato “troppo costruttivo” ora con Giulio mi vien da dire che a pensar male è peccato, ma molto spesso ci si azzecca, distruttivo? forse si ma in questa situazione del paese e della sinistra cosa bisogna fare? grazie Sig. Gino come vede ho fatto un passo avanti, rifletto……..
    ..
    @mariangiola: Auguri………. no? Almeno di buona salute a tutti! Quanto al resto la sua è o una tortura o una riflessione?
    Non faccio parte di nessuna setta segreta tanto per chiarire, anzi sono troppo trasparente e diretto mi sembra…………

  30. mauro zani Says:

    @Signor Gino.
    Uffa! Ma quale piano del capitale, quali vite precedenti? Scelte politiche ponderate, piuttosto . Se ne prenda atto. E si continui a discutere se fa piacere.
    @Mariangiola.
    Ma quale crittografia?
    Solo memoria del passato recente. difficile da metter sotto chiave in un cassetto ..le cose riemergono specie se si è sfidati a ricordare.
    Per il resto, impareggiabile…..al netto dell’inevitabile “tortura”.

    @Tutti. L’anno scorso continua……

  31. mariangiola Says:

    @maurozani: ho precisato, non i post, ma i commenti;
    non è il passato, il problema, ma (credo) le allusioni che il ‘pubblico’ non capisce…: un peccato, perchè gli spunti di discussione ci sono e sono ‘di peso’…
    e, senza dubbio (appunto), l’anno scorso continua…

    @gianni: niente da eccepire nei Suoi confronti – e auguri anche a Lei, che è stato così cortese da rispondermi…., e senza alcuna intenzione di ‘torturare’ alcuno: credo che la ‘tortura’ sia in grado di cavarsela benissimo da sola…

  32. agostino Says:

    Caro Mauro, ho trovato la tua risposta stimolante e provo ad interloquire.
    2007- Nascita del Pd- “ne feci tante di critiche costruttive con tutta l’intenzione di aderire comunque al PD. Ebbene non servirono a nulla. Anzi”.
    Non avendo avuto occassione di incontrarti in anni recenti approffitto di questo blog per riassumerti la mia posizione in quella circostanza.
    Ero tra coloro che ha vissuto, quel passaggio, in modo sofferto.
    Molte cose non mi convincevano e ho provato a darne conto nel congresso del mio circolo.
    Mi pareva che il tutto fosse improntato ad una dose eccessiva di improvvisazione.
    Dal mio punto di vista non si trattava di negare la necessità di un approdo unitario delle forze riformiste che anzi ritenevo tardivo quanto, piuttosto, di metterne in questione tempi, modalità e contenuti.
    Di quel difficile passaggio a me tornano in mente due aspetti.
    1) La assoluta mancanza di consapevolezza tra i militanti della scelta che eravamo chiamati a compiere. Come non ricordare una non adeguata partecipazione ai congressi, un dibattito scarso e rituale. A parziale giustificazione c’è da dire che quel passaggio impattiva con un partito profondamente provato e sfilacciato dai numerosi cambiamenti intercorsi negli anni (PCI-PDS-DS).
    2) La assoluta inconsistenza di una elaborazione culturale e politica condivisa tra le forze che si erano impegnate a dare vita al nuovo partito.
    Ma c’è di più. Non mi convinceva che si dovesse procedere, a tappe forzate, alla nascita del nuovo soggetto politico quale condizione indispensabile per recuperare il gap elettorale tra i risultati ottenuti dall’Ulivo e quelli riferibili alle singole forze politiche che lo costituivano. Ricordo che allora si diceva: l’Ulivo è elettoralmente più attrattivo; è necessario, dunque, porsi in sintonia con i segnali che vengono dagli elettori.
    Motivazione certo interessante ma non sufficiente a determinare una scelta così impegnativa.
    A questo punto ti chiederai come mai scelsi di non aderire alla tua mozione.
    Rispondo a te, oggi, così come risposi, allora, alla compagna che era venuta a presentare la tua mozione che, se non ricordo male, credo si trattasse di Nicoletta.
    Ritenevo che una non adeguta affermazione che proponeva di dare vita al nuovo partito avrebbe finito, al di la delle intenzioni, per indebolire ulteriormente quel progetto esponendo l’insieme delle forze riformiste ad un periodo di incertezza e precarietà.
    Non fu una scelta che feci con leggerezza ma ritengo, anche alla luce dei successivi sviluppi, sia stata una scelta saggia.
    Certo l’incertezza che ha caratterizzato la fase di avvio sino alle dimissioni di Veltroni non inducevano a facili ottimismi.
    Tuttavia, da osservatore attento quale sei, immagino non sia passato innosservata la correzzione di rotta impressa da Bersani.
    Manovra e Europa – Affermi che occorre sostenere il ciclo economico e non deprimerlo. Condivido.
    Ancora. E’ in Europa che occorre battere i pugni. Sottoscrivo.
    Sono sicuro che converrai che non si potesse chiedere a Monti di presentarsi al vertice europeo di inizio dicembre disconoscendo gli impegni assunti dal precedente governo.
    Una risata planetaria ci avrebbe seppellito.
    Solo da qui in poi Monti potrà presentarsi, credibilmente, in Europa e, in quella sede, far valere il punto di vista dell’Italia.
    Mi pare di avere capito che Monti abbia intenzione di farlo.
    L’uomo mi pare tosto.

  33. agostino Says:

    In Europa è certamente necessario un cambio di marcia rispetto a visioni nazionalistiche e populiste che hanno caratterizzato, in questi anni, dominati dai governi di centro destra, la politica europea.
    Sono certo che converrai che un cambio di passo vero sarà possibile solo se, nei prossimi appuntamenti elettorali previsti in diversi ed importanti paesi europei, riusciranno a prevalere le forze progressiste.
    Quanto alla manovra è certamente criticabile.
    Diversi aspetti non convincono sia sul piano dell’equità che su quello della crescita. Rimane il fatto che la manovra dovesse essere fatta.
    L’urgenza ne ha, indubbiamente, condizionato le scelte.
    Il pacchetto di interventi che il governo si prepara a predisporre per fine gennaio, e gli altri che seguiranno nei prossimi mesi, ci diranno se la direzione di marcia sarà quella giusta. Vedremo.
    Voto sì o nò? – “Si sarebbe dovuto andare al voto nel momento in cui si vincevano a mani basse”; e ancora “non si è avuto coraggio”.
    Sono tra coloro che riteneva e ritiene la foto di Vasto inadeguata.
    La ritenevo, allora, quando fu scattata in un caldo mpomeriggio di fine estate e, a maggior ragione, oggi che si presenta con i colori titipici di una foto d’annata.
    Non credo sia dovuto a mancanza di coraggio l’avere scelto di non fare ricorso alle urne.
    Credo, invece, che a determinare la scelta sia stata la consapevolezza che quella foto non sarebbe stata adeguata a fronteggiare, con successo, la crisi.
    Si, con ogni probabilità avremmo vinto. Ma poi? Credo che non ti sfugga il fatto che il possibile insuccesso di quel tentativo avrebbe – questo sì – spalancato le porte alla affermazione del centro-destra per gli anni a venire.
    L’idea, poi, che a quella foto si fosse aggiunto – come sostenuto da Gianni – il buon Casini, seppure auspicabile non ritengo di poterla annoverare tra le cose possibili. Casini ad una prospettiva di questo tipo avrebbe opposto un sicuro diniego come, del resto, dallo stesso più volte sostenuto.
    Mutamenti nel quadro politico – “A questo punto, dopo Monti, viene più facilmente in campo non il PD ma la DC………E può tornare in campo l’unico partito nuovo…….quello di Berlusconi”.
    Come evolverà il quadro politico non è dato, al momento, sapere.
    E’ troppo presto. Osservo un Berlusconi nervoso. Ne sono una evidente testimonianza le quotidiane esternazioni dell’ex presidente e le prime pagine dei quotidiani del centro-destra.
    Nervosismo destinato a crescere se il governo Monti, com’è auspicabile, porterà a casa qualche risultato apprezzabile.
    Ciò non solo perchè Berlusconi teme il confronto con Monti ma perchè, a quel punto, diventerà sempre più difficile, per Lui e per il suo delfino, tenere unito il PDL.
    Per quanto riguarda il PD al momento sembra reggere. L’unità non appare a rischio. Sarà così anche nei prossimi mesi? E’ auspicabile.
    Con riferimento al ruolo che il PD avrà in futuro molto dipenderà dalle carte che saprà giocare nei prossimi mesi.
    Se la foto di Vasto è inadeguata occorre lavorare avendo come obiettivo, per la prossima legislatura, la costruzione di una coalizione che veda la presenza del PD unitamente a forze di centro (nuova DC? Non so), risultanti dal possibile processo di disarticolazione del PDL.
    Scompozizione che non vivo con timore. Non mi spaventa la creazione di una forza di centro autenticamente moderata. Dirò di più, ne auspico la nascita e arrivo sino a pensare che se il PD continuerà a perseguire la strada di un appoggio leale al governo Monti, pur non rinunciando a rendere esplicito il proprio punto di vista, sarà questo stesso atteggiamento a fungere da elemento in grado di favorire il processo disgregativo del PDL.
    Certo è che sarà da come i partiti si caratterizzeranno in questa fase che si determineranno le condizioni per la costituzione della futura alleanza. In una alleanza di questo tipo non darei per scontato che il PD sia destinato ad avere un ruolo marginale.

  34. agostino Says:

    E’ del tutto evidente che se l’evoluzione del quadro politico arrivasse sino al punto di determinare una implosione del PDL a quel punto appare realistico ipotizzare la nascita di una forza politica neo-berlusconiana che però si scontrerebbe da un lato con la fuoriuscita di voti verso il centro e dall’altro, al nord, con la competizione della Lega; perdita di voti che vedo, allo stato, difficilmente compensata da voti in entrata.
    P.S: provando profonda stima sia per te che per il Sig. Gino il mio augurio più sincero è che, in un prossimo futuro, possiate recuperare i fili di un’antica amicizia.
    P.S: approffitto del tuo blog, non avendo altre opportunità per farlo, di rivolgere a Gianna ed alla moglie di Gianfranco, i più sinceri auguri di un sereno 2012. Sappiate che Omer e Gianfranco continuano ad essere presenti nel mio cuore.
    So bene che Omer mi avrebbe redarguito per avere osato interloquire con quella che lui chiamava “la bala grosa” (i pezzi grossi). In sostanza di avere osato interloquire con Mauro.
    Mauro, auguri sinceri. Ciao.

  35. agostino Says:

    @Mariangiola.
    Trovo il tuo pezzo molto bello. Invidio la tua capacità di scrittura.
    L’ultima volta che ci siamo visti, accompagnandoti alla stazione, ricordo di averti segnalato la lettura di un romanzo. Allora non hai avuto sotto mano carta e penna. Se ti interessa si trattava di:
    “La pioggia prima che cada” di Jonathan Coe ed. Feltrinelli.
    Sinceri auguri di un 2012 sereno. Ciao.

  36. agostino Says:

    @ Signor Gino
    Mi capita ogni tanto di compulsare qualche suo libro e ogni volta ne traggo la convinzione che Lei sia una persona tutt’altro che banale. Le assicuro che i libri scritti da Lei e,da me posseduti, non li ho trafugati dal baule della sua Prinz ma acquistati in libreria. Con immutata stima le formulo i più sinceri auguri di un sereno 2012

  37. Gianni Says:

    Caro Agostino mi prude la tastiera, ma non rispondo.
    Ti dico solo che sembri il portavoce di un PARTITO che non esiste.
    Se poi penso che per questi commenti al blog potresti essere redarguito da non sò chi, la vedo male……per cui me né taccio……….
    Mauro mi sembra un invito a scendere di nuovo nell’agone……, una sfida, ebbene si son curioso anch’io ……….per cui mi faccio diligentemente da parte……….
    @Mariangiola forse ti devo delle scuse, non conoscevo e non conosco tutti i retroscena………… ma sarà vero???
    E tutti dissero ma di che ti immischi??? vero ……..però………

  38. Gino Says:

    ‘Tutt’altro che banale’ si puo’ dire di uno che a prima vista lo sembra. Siccome anche lei, signor Agostino, mi scambia con il comune amico che mi lega a Zani, mi premurero’ di fargli pervenire le sue incoraggianti parole. Anch’io ho letto quei libri pieni di numeri che lei cita. In effetti l’autore presenta ampi margini di miglioramento e talvolta mi vien da pensare se quelle pagine valgano gli alberi abbattuti per stamparle.

  39. agostino Says:

    @sig. Gino, la prego non si sottovaluti.

    @gianni
    Agone…sfida. Ti assicuro che per me, ma sono certo anche per Mauro, si tratta molto più semplicemente di confronto.

  40. mauro zani Says:

    Caro Agostino, anch’io non ho mai mostrato un particolare afflato guardando la foto di Vasto. Qualche giorno dopo infatti scrissi in questa sede che appariva “seppiata”, ingiallita in poco tempo. D’altro canto bastava vedere la faccia di Bersani che restituiva l’immagine di uno che si trovava lì per mere ragioni tattiche incalzato da Di Pietro e da una larga parte degli elettori del PD. Si trattava di prender tempo allentando la morsa mentre si dialogava con Casini. in vista, non ancora di Monti, quanto di un governo di transizione decantazione etc…
    In sostanza Bersani, esattamente come D’Alema lavorava e tutt’ora lavora all’ipotesi di un’allenza elettorale con Casini capace di controbilanciare il peso di IDV e Sel. Ergo c’era bisogno di tempo per far maturare quest’ipotesi, che credo Casini non accetterà neppure in futuro. Altre volte , più volte, io ho avanzato un’altra tesi. Quella di vincere le elezioni e poi (dopo, in Parlamento) fare un’alleanza di governo, da posizioni di forza con Casini ed altri eventualmente. Con l’idea , non tanto nascosta, di ripartire con il progetto di un PD inclusivo, a medio termine, della sinistra di Sel e anche (forse) dell’IDV. Naturalmente una tale riprogettazione del PD comporta fuoriuscite verso il centro, ma di ceto dirigente ,non di voti.
    Per farla breve il punto che ci divide e che è all’origine (peccato originale) della nascita del PD è proprio la tua propensione di fare invece del PD un partito moderato di centro che corrisponde esattamente all’impostazione originaria di Veltroni. L’idea di andare via , il più lontano possibile dalla sinistra italiana, la quale non è solo e tanto residuo di partiti ma senso comune radicato e diffuso seppur disperso in mille rivoli di astensione, di delusione, di grillismo in varie tinte. Comunque persistente. Alla fine vincerà con ogni probabilità, la tua previsione. Ci sarà un partito moderato di centro, diminuirà nettamente la propensione al voto (il voto utile non funzionerà più) e la politica si normalizzerà su modelli d’oltre atlantico e non avrà mai più la forza e neppure la pretesa di dettare regole all’economia. Ecco perchè oggi, Monti procede tranquillo su di una linea di smantellamento sociale che in una larga parte del gruppo dirigente del PD è apprezzata e auspicata proprio in vista di quel futuro prossimo cui tu alludi. Un futuro che provocatoriamente e sbrigativamente io definisco neo-democristiano. Salvo che tutto può ancora accadere, dato che non credo affatto che liberalizzazioni e privatizzazioni avranno l’effetto di farci passare la nottata del 2012.
    Quanto all’Europa , tornerò più diffusamente a parlarne in un altro post. Monti sarà pure “tosto”. D’altro canto è in una posizione invidiabile ,in Italia ,mentre impazza la campagna dell’establisment sulla casta da lui abilmente sfruttata, tuttavia in Europa la faccenda è molto più complicata.La partita che si svolge in Europa comprende, tra l’altro, aspetti di dominio geopolitico che vanno molto oltre le capacità (molto sovrastimate) del “tecnico” Monti.

  41. Gino Says:

    Buscar el levante por el poniente. Mi scusi, signor Mauro, se persisto. Ma, mi creda, piu’ per lenire il mio disordine mentale, che infierire su di Lei. Lei dice da ‘posizioni di forza’. Ma per quale ragione una alleanza contrattata ex ante dovrebbe essere piu’ debole che una alleanza contrattata ex-post sotto condizioni di necessita’ ? La prego, mi dia qualche delucidazione del suo assunto. A me, a occhio, sembra piuttosto il contrario, tanto e’ vero che l’Udc non ha mai temuto di andare alle elezioni. Con l’attuale sistema istituzionale ed elettorale una forza fra il 10 e il 20 % ha comunque la golden share, che sia al centro o da qualsivoglia parte. Infatti analogo discorso vale per la cd. sinistra radicale, il cui pacchetto, compresi Grillo e Idv, e’ appunto attorno al 20. La verita’ e’ che il Pd e’ ricattabile al centro come a sinistra, sicche’ se vuol salvarsi, dovrebbe riuscire a ‘tenere’ entrambe le ali. Questo dal lato della ‘politica pura’.
    Quanto all’orientamento di centro del Pd, mi sembra che lei trascuri gli ‘effetti perversi’, quelle dinamiche che ormai sono piuttosto la regola che l’eccezione. Veltroni, infatti, prese voti dalla sinistra e li perse verso l’Udc, al centro. Quel Pd al 34 % era, di fatto, il piu’ grande concentrato di elettorato di sinistra che si sia mai visto.
    Infine la cultura di sinistra. In attesa di identificarla con precisione prendiamo per buona che sia vasta, diffusa, disseminata, inclusiva ecc. ecc. Peccato pero’ che sia essenzialmente e costitutivamente diasporica e abbia basi sociali estremamente frammentate. Inoltre l’incombenza del primum vivere, come e’ nella natura delle cose, impedisce al Pd, come a tutti gli altri, di procedere a una accettabile sintetizzazione (esortazioni ecumenistiche di Reichlin a parte). Risultato: Bersani naviga a vista, ma in compagnia di Zani, Gino e chiunque altro.
    E’ in queste circostanze che l’esperimento Napolitano-Monti trae forza. Pero’ che esso preluda a una dilagante democristianizzazione e’ una semplificazione sui generis.
    Per tutte queste ragioni mi ero permesso di dirle che lei la faceva troppo facile, sebbene le vada dato atto del tentativo di far chiarezza in una situazione davvero confusa.

  42. mauro zani Says:

    Boh. Mi scusi signor Gino ma se ,putacaso, un’alleanza elettorale tra PD, IDV e Sel avesse vinto le elezioni (il chè peraltro non potrà mai più avvenire) avrebbe ben potuto contrattare a posteriori con Casini in modo da non “snaturarsi” eccessivamente. O No? Certo che sì. E Casini non avrebbe avuto altra scelta, a mio modesto parere, dato che lui e la sua UDC non può, semplicemente non può star fuori dall’area governativa ancora a lungo.A me sembra semplice.Non facile, ma semplice. Concettualmente. Certo se vuoi fare del PD sempre più un partito di centro moderato allora fai un’altra scelta come appunto è stata fatta.Quanto a quel 33,4% raggiunto una volta, certo che dentro c’era gran parte dell’elettorato di sinistra (che non ci sarà mai più) per la ragione semplice che valse il voto utile, un voto non “per” , ma contro Berlusconi. Un voto sulla fiducia nella possibilità di vincere. Ripeto “contro”.Uno dei miei voti l’ho dato al PD esattamente per questo come han fatto molti altri.
    Che poi a Bersani non resti che navigare a vista dando continuamente un colpo al cerchio e una alla botte (come sta accdendo sulle questioni del mercato del lavoro) è evidente.Non lo critico per questo. Solo che io avrei un progetto. Sissignore :quello di unire tutta la sinistra, presente e futura, dovunque si sia rintanata o dispersa o messa a coltura. Bersani non crede, legittimamente, ad un tal disegno. E dunque resta appeso al duo Monti -Napolitano. I quali (lo ribadirò tra breve ) o contano su carte europeee ancora coperte (per noi) oppure stanno facendo l’esatto opposto di ciò che si dovrebbe fare nel coro di una recessione. Aggiungo per pura memoria futura che a mio modesto parere Napolitano è un cavallo di razza, mentre Monti è un ronzino seppur con molti agganci nella burocrazia europea e nella compagine bancaria internazionale.

    PS. Stimo Napolitano per la sua ineffettibile coerenza, ma non ho mai condiviso , come Lei sa , le sue posizioni politiche e culturali.
    PS2. Un’alleana ex ante con Casini come Lei dovrebbe aver colto, non era assolutamente possibile proprio per la ragione di cui Lei è del tutto conscio.Il suddetto vuol fare l’ago della bilancia.Beh dopo una vittoria elettorale di un’alleanza come quella da me descritta il piatto pesava “dalla nostra parte”.

  43. mauro zani Says:

    Errata corrige: leggi indefettibile.

  44. Gino Says:

    Vabbe’, concludiamo cosi’, almeno per me: cambiando l’ordine temporale dei fattori il prodotto non cambia. Per il resto, cioe’ per l’agognata riaggregazione della sinistra dispersa, io mi acconterei di ridurre la diaspora per quanto possibile, anche con tagli e aggiunte da apportare qua e la’. Ovvio che convengo nel giudizio su Napolitano, per questo l’ho anteposto al suo ronzino. L’unico leader-statista degno della parola viene comunque dal Pci. Alla fine nel confronto fra i vari cavalli di razza di quel nobile passato l’ha vinta lui. Non solo perche’ aiutato dalla fortuna e dalla salute, ma perche’ ha saputo raggiungere lo scopo della grandezza politica in condizioni di democrazia. Machiavelli, la chiamerebbe ‘virtu’.

  45. mauro zani Says:

    “Virtù”.
    Non c’è dubbio.
    In ciò concordiamo.

    PS. per il resto, sappiamo entrambi che non è ,naturalmente, questione d’ordine dei fattori…

  46. Giovanni Says:

    Egregio signor Gino,ancora con sto’ Macchiavelli?E’ sempre stato la nostra “ruina”.La radice dell’italico opportunismo,delle malefatte ammantate da realismo politico.
    Il Suo Statista più che un cavallo di razza a me pare un Ronzinante,al servizio dei soliti noti Con quelli si vince sempre.
    Ha vinto in Libia e vincerà in Italia..Basterà l’inflazione per far quadrare i conti. Monti è stato insediato con questa “mission” dal Suo statista :imporre l’odiosa tassa sui poveri. Altro che patrimoniale

  47. agostino Says:

    Caro Mauro, partirei da ciò che condividiamo.
    1) Inadeguatezza della foto di Vasto (con particolare riferimento alla presenza del padrone di casa)
    2) Rifiuto di Casini ad aggregarsi (tu dici prima) io sostengo anche dopo la probabile vittoria del cartello elettorale PD, SEL, IDV. Mi pare, infatti, abbastanza verosimile questo scenario: Casini comodamente seduto sulla sponda del fiume in attesa del passaggio del cadavere.
    Ma veniamo a ciò che non mi convince anche se apprezzo il tuo tentativo di indicare una propsettiva.
    Se non ho capito male tu proponi di fare ricorso ad un ennesimo OLTRE che, ne converrai, trattasi di avverbio ampiamente utilizzato, a sinistra, da oltre vent’anni.
    Mi riesce difficile immaginare una ricaduta positiva di questo OLTRE, da te immaginato, che ad esempio prescinda totalmente da una valutazione sufficientemente condivisa dell’attuale fase politica. In altre parole è possibile immaginare un futuro che prescinda dal presente? Non lo so.

  48. mauro zani Says:

    Beh, Agostino entriamo in un campo assai arato dai filosofi a proposito di rapporto tra passato-presente-futuro.
    No ,non si può prescindere dal presente.
    Al tempo stesso io son ancora di quelli che pensano che “i filosofi hanno fino ad ora descritto il mondo, adesso si tratta di cambiarlo”.
    Com mezzi democratici naturalmente! E a partire da un presente che a me non piace.
    Quanto all’oltrismo , beh la sinistra riformista dalla quale provengo non lo ha mai praticato. E’ stata piuttosto , realisticamente, e volenterosamente schiacciata dal e sul presente. In tutti gli ultimi vent’anni.e oggi è costretta ad accomadarsi in prima fila ad assistere alla rappresentazione del governo Monti : l’economia che ha preso il posto della poltica. Di quella politica che non solo non ha criticato l’economia ma ne è divenuta docile ancella.
    Secondo me il risultato non sarà buono sotto il profilo “meramente” sociale.
    Lo dirà il tempo.

  49. agostino Says:

    L’oltre lo riferivo alla tua proposta di ricomposizione delle forze politiche e dei soggetti che compongono il variegato mondo della sinistra.
    Faccio fatica ad immaginare che possa risultare realistico e credibile il percorso da te auspicato prescindendo dalla valutazione, che le forze politiche chiamate ad essere protagoniste di quel percorso, esprimono oggi,dentro e fuori il parlamento, sull’attuale passaggio di fase.

  50. mauro zani Says:

    Ma, infatti, se tu leggi la mia prima risposta avrai conferma che anch’io non ritengo, ormai più, realistico il progetto di un PD capace di includere forze di sinistra o anche solo persone, come me.Indico non a caso un’ ipotesi neodemocristiana. Semplificando. Insomma un partito dei moderati cui tira la volata il governo Monti ,sostenuto da Scalfari, De Benedetti, Della Valle, (adesso s’aggiunge anche Montezemolo) . Insomma il partito che piace a te e anche a Napolitano, probabilmente a Casini.
    Niente di male.
    Ma niente a che vedere con la sinistra.
    Quelli come me smetteranno di andare a votare.
    Credo siano molti.
    Ma non importa .
    Forse che in America vota la maggioranza?

  51. mariangiola Says:

    @agostino: grazie per i complimenti e il ricordo della segnalazione, auguri anche a te!

    @gianni: nessuna scusa (perchè mai??) !!!, e no, non conosco i retroscena, per questo avverto un certo fastidio quando sento ripetere le famose ‘barzellette numerate’..

    @mauro: assolutamente d’accordo sulla chiamata in causa della ‘filosofia’ – non tanto come ‘disciplina’ autoreferenziale nè (peggio!!) come lobby accademica. Il problema passato-presente-futuro, la narrazione-descrizione-previsione-profezia, ha fatto parte per lungo tempo del discorso della politica, e segnatamente il ‘futuro’, immediato o escatologico che fosse, ha occupato un grande spazio in quella che (almeno storicamente) si definisce ‘sinistra’.
    Questo ora manca; come del resto manca nei discorsi concorrenti che vengono dagli altri ‘punti cardinali’ del cortile della politica che altrove definisci ancella dell’economia; e questo si può capire: ‘non cadremo nel baratro’ è messaggio che, in tempo di sacrifici (anche di futuro) deve bastare e avanzare; dall’altra parte però, si può capire assai meno.
    ‘Questo’ genere di pensiero, dovrebbe tornare a ‘girare’…

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