Armi di distrazione di massa.

Resto in attesa, perplesso e scettico, dell’imminente Consiglio europeo.
L’attivismo di Monti sulla scena europea, in vista del trattato intergovernativo sull’unione economica rafforzata si riassume  in un tentativo di allargare la stretta della disciplina di bilancio, esibendo per ogni dove i compiti a casa.
Parallelamente in Italia fervono i preparativi per la riforma del mercato del lavoro e per dare avvio alle liberalizzazioni dopo aver messo in mora (almeno in larga parte) il sistema previdenziale .

Intanto i mercati continuano scommettere, imperterriti, sulla fine dell’euro portando l’attacco nei punti più esposti.

Tutto ciò che potrà esser fatto in Italia nei campi sopra citati non sposterà di un millimetro il rischio incombente sull’Europa.
Com’è  noto  non credo ad una ripresa economica basata esclusivamente su mercato del lavoro e liberalizzazioni.

Quand’anche  si ottenessero dei risultati arriverebbero comunque fuori tempo massimo.

Al contempo l’accordo che dovrebbe essere varato al Consiglio europeo e poi firmato a marzo per entrare in vigore all’inizio del 2013 è strumento assai debole di fronte alle logiche dei mercati, non avendo la veste giuridica di un trattato UE.
E, in ogni caso, non contempla alcuna seria misura per la crescita.

Non capisco bene dove si vada a parare.

Sembra che Monti abbia ottenuto dalla Germania il finanziamento di un fondo di stabilità pari a 500 miliardi oltre ad una maggiore gradualità nel taglio del debito.

Difficile che i mercati si accontentino di questa linea Maginot in assenza di una riforma del ruolo della BCE e del varo di eurobond.

Solo queste due misure infatti chiarirebbero al di là di ogni ragionevole dubbio che l’Europa difende ad oltranza la propria moneta e che dunque diventa inutile e controproducente speculare su di un suo fallimento.

In questo poco confortante ambito Monti poteva anche risparmiarsi di chiarire alla Merkel che : “ il mio paese vuole germanizzare l’Italia ”, in cambio di una maggior attenzione sui temi della crescita.

Il guaio incombente è la germanizzazione dell’Europa dopo la lunga fase di europeizzazione della Germania e il risultato , in questo caso è già scritto: l’euro come moneta unica affonderà, inevitabilmente.

Ha ragione Bonanni , giornalista-analista che segue da anni le questioni europee: “le belle parole della signora Merkel, anche quelle generosamente rivolte all’Italia di Monti, difficilmente ci toglieranno dai guai.”

Già perché tutti i nostri guai di italiani ed europei(nessuno escluso) si riassumono nel feticcio di una crescita dell’economia affidata esclusivamente alle politiche monetarie e alla disciplina di bilancio.

Con queste politiche, da Maastricht in poi, si è costruito il robusto cappio al quale impiccarsi.
E le misure, di cui si parlerà al prossimo vertice europeo, serviranno tutt’al più ad insaponare la corda.

A questo punto viene persino da pensare(e da sperare) che da qualche parte qualcuno giochi a carte coperte.
Un progetto da gettare sul tavolo della salvezza dell’euro e dell’Europa al momento considerato più opportuno.
Il famoso salto di scala o di qualità, implicante magari una decisa svolta per la democratizzazione della costruzione europea.
Un disegno confederale se non federale per dare all’Europa una statualità sovranazionale forte di quella doppia legittimità fornita da popoli e governi pur affermata nel trattato di Lisbona.

Ma siamo assai distanti.

E il tempo per agire si consuma rapidamente mentre sta per essere innescata la spirale greca tra recessione e ulteriori misure di drastica compressione della domanda per beni e servizi.

Alla fine, anche in Italia, ci ritroveremo poveri in canna.

Virtuosi però, mentre ci accapigliamo su liberalizzazioni e mercato del lavoro: le nuove armi di distrazione di massa.

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7 Risposte to “Armi di distrazione di massa.”

  1. Andrea Garofani Says:

    Condivido la tua analisi e le tue valutazione in particolare sul ruolo della Bce e sugli euro nord penso pero’ che sottovaluti il fatto che l’azione immediata e drastica del risanamento dei conti era un passaggio obbligato visto come ci aveva ridotto il governo Berlusconi
    Inoltre a me il modello sociale tedesco non mi fa schifo soprattutto sugli ammortizzatori sociali e le liberalizzazioni le considero un passaggio obbligato prima ancora sul piano culturale oltre che economico

  2. mauro zani Says:

    Eh, c’è modo e modo per risanare i conti.
    Dipende a chi si presenta il conto.
    E ci son modi diversi di liberalizzare.
    Si può partire dai taxisti oppure dalle banche.
    Quest’ultima possibilità mi sembra remota visto la nutrita rappresentanza di banchieri nel governo Monti. Su questo punto accetto scommesse.
    Quanto al modello sociale tedesco, ben venga, salari e stipendi compresi. Conviene tuttavia aver presenti anche le difficoltà dato che la frattura est -ovest sembra tutt’altro che ricomposta.

  3. Mauro S. Says:

    x Andrea Garofani
    il governo berlusca non arrestava la marcia verso il baratro, questo governo ha dato una forte accelerata!
    Ma come si può pensare, in un’economia di mercato, di crescere se togli soldi e riduci alla fame quelli che acquistano prodotti e muovono l’economia? Le industrie producono per riempire i magazzini di invenduto?
    Cose talmente banali che pure il governo di tecnocrati lo capisce. Solo che preferiesce rastrellare il più possibile per salvare la finanza di cui sono un’emanazione.
    L’unica cosa sensata che poveva fare era quella di alleggerire brutalmente lo stato. Uno stato snello che lascia più soldi in tasca ai cittadini. Sta facendo esattamente l’opposto: solo tasse e aumento di costi dello stato.
    Primi provvedimenti Roma Capitale, debiti ASL, concorsi per scuola e lavori socialmente utili, ecc. Roba da matti!
    Poi che me frega di liberalizzare i taxi o gli edicolanti?
    Solo fumo negli occhi.
    La sostanza sarebbe. liberalizzare su cose che riguardano tutti: banche, assicurazioni, energia, ecc

  4. marco da bologna Says:

    Per quando riguarda l’energia ,mi ricordo che facevo attività sindacale con Fnle Cgil durante il decreto Bersani,con il consenso del sindacato di fatto si incomincio’ lo spezzatino elettrico di un Ente come Enel che in bilancio aveva 5000 miliardi di attivo di vecchie lire; 3000 il settore distribuzione ,2000 la produzione,in passivo di poco il trasporto.Chi conosce la storia di Enel sa che fu creata negli anni 60,credo da un governo Fanfani,in sostanza ripiano’ i debiti di industrie private,lo stato pago’per buone aziende elettriche semidistrutte nella fattispecie vennero spolpate prima di essere vendute!!Da queste vicende nacque il polo chimico italiano anche questo non sempre con successo!!A fine anni 90 Enel come ho detto era in attivo!!Le prime municipalizzate del settore elettrico non hanno nella pratica migliorato il servizio,e non hanno nemmeno migliorato la vita di chi ci lavora!!E sono ancora mezze,privatizzazioni!!!Se vogliamo andare avanti a privatizzare un monopolio!!Beh i privati non vedono l’ora di avere in mano un contatore,in un settore in cui non c’è nulla da inventare,in cui basta solo passare alla cassa!!Garantisco che gli impianti sono in ottimo stato!Il Decreto Bersani liberalizza il mercato elettrico per i grandi consumatori e grandi produttori! All’interno di questa liberalizzazione possono nascere privatizzazioni diffuse!!!Sarebbe la solita imprenditoria italiana che privatizza i ricavi e nazionalizza le perdite!!!Mi vien da dire:popolo bue che per un filo di fieno ara la terra del padrone!!Marco da Bologna

  5. mariangiola Says:

    Temo di concordare troppo con il titolo e la chiusa del post, e in particolare sul termine ‘distrazione’,per preoccuparmi (‘anche’, visto il mio povero status già non proprio invidiabile) delle c.d. ‘liberalizzazioni’, dei tassisti o dell’energia; certo, ognuna di queste ‘materie’ dispone di una (o più d’una) razionalità interna e limitata, persino (forse..), è possibile teorizzare di un intreccio più o meno virtuoso fra le stesse, per quanto apparentemente ‘lontane’; tuttavia…

    Temo anche e coerentemente che le ‘ragioni di contesto’ – ovvero ciò da cui dovremmo/dobbiamo essere distratti, e, è da ricordare, in nome delle quali qualsiasi nefandezza è/sarà possibile perpetrare – siano in questo momento quelle della cui fondatezza preoccuparsi per prime, e soprattutto prima che il loro distillato in versione ricetta governo tecnico ci venga servito in gamella con l’invitante indicazione ‘o bevi o affoghi’…

    Perchè non parliamo del ‘baratro’, per esempio?, che tabù può ormai più esistere, al momento in cui nemmeno più l’affidabilità delle agenzie di rating (contraddittoriamente: vedi Rampini su Repubblica di ieri) è una certezza?

    Ecco, una – seria o semi-seria – narrazione/prefigurazione del ‘baratro’ potrebbe essere interessante; magari, per chi oggi è particolarmente soggetto a ‘sacrifici’, potrebbe anche essere un’alternativa invitante… (si fa per provocare, ma non del tutto per scherzo…)

    Infine: reagiamo, dunque, alla distrazione imposta, mani sul banco!

  6. Gianni Says:

    E’ vero titolo e chiusura post sono, anche alla luce degli ultimi avvenimenti, azzeccatissimi!
    Mi piace anche la mossa del Vendolino, il Pd indeciso a tutto? Allora sfidiamolo: conferenza stampa con l’IDV e iniziative nel paese su punti programmatici!
    Mi direte non è un gran che, con tutto il consenso che ha il gov.Monti, certo ma intanto cominciamo
    Siam sicuri il Gov monti durerà? Che con queste politiche usciremo dalla crisi? e perché impiccarsi a questo “governo dei Professori” a questo “volto sobrio della destra italiana ? Per seguire Casini? o per conoscere Farouk (i geni del Marketing)? non ha già dato abbastanza stà povera sinistra……….
    Occorre muoversi nel paese, tra la gente, nei movimenti e in europa per combattere questa Destra…………
    Almeno così penso a meno che qualcuno non pensi di seguire Ferrero e Diliberto nella federazione delle opposizioni……non ho parole!

  7. Gianni Says:

    Forse è inutile ma, a scanso di equivoc,i Preciso che la mia è una sfida unitaria, sottolineo unitaria, al PD per smuoverlo, per non perderlo nei meandri di un grande centro o meglio in una “Federazione con il centro” (dice il buon Fioroni)…..se così fosse, mi rendo ben conto, addio sinistra in Italia non sò per quanto tempo……….
    Già da un pò stà malconcia

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