Priorità.

Ho letto , lo scritto di Reichlin. (Fondazione italiani europei). Spesso mi son trovato d’accordo con le sue riflessioni intorno ai cambiamenti “epocali”. Tra l’altro lui usa un termine come quello di “teologia” riferito agli idola dei mercati che io ho spesso usato in chiave polemica contro un riformismo imbelle: teologia del riformismo.(vedi se vuoi archivio del blog).
Muovevo da una critica radicale dei fondamenti del capitalismo finanziario che ha (da molto tempo ormai caro Reichlin) gettato alle ortiche il vecchio compromesso sociale, mettendo in crisi assieme alla politica tutti i sistemi democratici.
Infatti la mia idea a fondamento di un partito democratico verteva proprio sulla necessità ed urgenza di porre a tema il rapporto tra capitalismo e democrazia nel cuore dell’occidente.
Niente a che spartire con il modello americano o indiano che furono nel 2007 stracitati a profusione indicandoli come esempi per superare l’impasse della socialdemocrazia europea.

Adesso però, in questo aspro presente , non ho tanta voglia di riproporre agli stanchi lettori, le argomentazioni di allora.

Tanto più che il governo dei tecnici, in Italia, è chiara metafora dell’incapacità della politica di reagire al declino della democrazia.

Leggo e rileggo le indiscrezioni sul decreto liberalizzatore.
Scorgo solo stracci volare nell’aria rarefatta.

Banche, assicurazioni, farmacie, energia, trasporti,libere professioni, tassisti: la polpa è ovunque pressoché intatta.
Vale l’annuncio , più che altro.
Accompagnato da altre Authority.

Nel carniere della modernizzazione ci sono già le pensioni, e ci sarà il mercato del lavoro. Per quest’ultimo la soluzione appare tanto semplice quanto rinunciataria. Tre anni di prova. E ammortizzatori sociali per i quali non ci sono le risorse.
Basta e avanza per deregolare del tutto il mercato del lavoro e mettere i sindacati in un angolo. Magari a favore del ribellismo vandeano così ben evocato dai forconi siciliani.

Servirà tutto ciò per mettere Monti in condizioni di trattare al tavolo di Bruxelles il prossimo 30 gennaio?

Sembra di no.

Forse è servito di più a raffreddare (di poco) i bollenti spiriti del signor Spread l’incontro a porte chiuse che Monti ha voluto con gli operatori della City.

Solo che se si punta in modo “realistico”, e di fatto esclusivo, sulla costruzione del mercato unico europeo si rafforza, volenti o nolenti, il potere d’interdizione del Regno Unito, sulla costruzione della governance politica. E, d’altro canto resta complicato ottenere dalla Merkel il raddoppio della dotazione del fondo salva stati magari munendolo anche di potere bancario: una piccola banca centrale che aggiri Maastricht , con la benevolenza della BCE.

D’altro canto Monti , onestamente, ha spiegato che fino ad oltre la primavera del 2013 non vede alcuna possibilità per gli eurobond.
Il nodo è sempre quello. O si mettono in comune debiti e strategie di sviluppo oppure il declino dell’euro e dell’Europa è un cammino segnato.
Non a caso c’è già chi avanza(Giavazzi) la possibilità di svalutare l’Euro fino a portarlo alla parità col dollaro. Si tratterebbe , in questo caso d’anticipare la sconfitta volendo in qualche modo governarla.

In tutto questo, mentre Monti cerca di giostrare anche abilmente tra gli scogli di due opposte visioni dell’Europa entrambe al di sotto della necessità di reagire con una visione di lungo periodo alla logica del capitalismo finanziario globale, siamo ormai dentro una grande recessione.

E’ qui che bisognerebbe agire tenendo presente che ,da un lato, il Regno Unito non aderirà mai e poi mai ad un qualsiasi rafforzamento di istituzioni politiche di governo sovranazionale in Europa.
Ce l’hanno detto e ridetto: l’Europa è un grande mercato. Punto.

Dall’altro il governo tedesco rimane graniticamente abbarbicato all’idea di politiche fiscali e di bilancio il cui rigore “tedesco” impedisce ogni possibilità di crescita in grado di competere a livello globale. Insomma , in Europa basta la Germania.

Se tali sono le condizioni del presente, sarebbe necessaria una ripresa di attivismo dei partiti e segnatamente della socialdemocrazia (e in Italia del Pd) sulla scena europea anche per preparare le elezioni in Francia , in Germania e in Italia.

Per quanto ci riguarda mentre Monti s’occupa di rassicurare i mercati nel periodo che gli rimane, il centrosinistra dovrebbe rifondarsi, comunque riunirsi, e avanzare già da ora un grande piano del lavoro.

Ben prima della riforma elettorale!

La priorità assoluta oggi è rispondere alla rabbia e alla disperazione crescenti. Indicare una diversa prospettiva.
A breve.

Non si tratta di cavalcare strumentalmente alcunché.
Si verrebbe rapidamente disarcionati.

E’ urgente assumere un assetto di marcia autonomo per fronteggiare una delle più lunghe e pericolose recessioni del dopoguerra. Qualcosa che non abbiamo ancora mai vissuto.

Ci son molte cose da fare, in Italia.
Una miriade di piccoli e meno piccoli progetti , di manutenzione straordinaria in molti e diversi campi soprattutto a livello locale, ma anche tante possibilità di riqualificare e rilanciare, nella particolare struttura produttiva italiana, beni, servizi e prodotti.
E,contemporaneamente , ci sono risorse da sbloccare e altre ancora da reperire per mettere al lavoro, subito, centinaia di migliaia di giovani e meno giovani.

Tardo keynesiano, come progetto,dite?
Boh, non lo so e non m’interessa.

So che la politica non può rimanere con le mani in mano ad attendere gli esiti delle liberalizzazioni (campa cavallo) né a prender atto che l’Europa è in mano ai tedeschi, posta sotto ricatto dagli inglesi e mal concepita dal nazionalismo mascherato e imbecille di Sarkosy.

Nello stallo l’Italia deve approntare difese tali da poter in futuro risultare utili per la stessa Europa.

Se fosse necessario (non è detto che lo sia) ben venga anche un prelievo forzoso generalizzato, seppur progressivo, per finanziare occupazione e sviluppo.

A meno che non si pensi di poter passare due anni in recessione senza pagare uno scotto civile, sociale, e alla fin fine, democratico le cui proporzioni non sono adesso immaginabili.

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9 Risposte to “Priorità.”

  1. mariangiola Says:

    L’impressione generale – se vuoi mediatica – è purtroppo quella di una vacanza della politica che a tratti appare esattamente come ‘politica in vacanza’: mentre Monti non c’è (è a fare quel che tu narri in Europa), qualunque cosa può accadere, la politica non è, o non vuol essere, in grado di fare il proprio mestiere, con i propri strumenti – mentre il governo ‘orfano’ si destreggia tra i microdisastri comunicativi di questo o di quel ministro o sottosegretario….

    L’impressione è quella che a Monti sia stata conferita, volente o meno che fosse l’interessato, un vera e propria tutela ‘in loco parentis’: nessuno sa che cosa sia necessario fare in sua assenza; nessuno elabora proposte/reazioni ai fatti, anche gravi, che non siano rituali e/o in qualche modo imbeccate da indiscrezioni di stampa.

    Devo fare parziale ammenda rispetto all’ultimo mio commento al post precedente, Armi di distrazione di massa, scritto (come anche il post) in una fase in cui i tempi europei parevano più decisivi e serrati – ovvero prima che il downgrading inducesse da parte francese tattiche dilatorie: l’ammenda riguarda segnatamente il fenomeno forconi, di cui ho (a mio giudizio) sottovalutato molte implicazioni, e sul quale ho cominciato a ricredermi non appena ha varcato lo Stretto.

    Non le solite litaniche implicazioni mafio-fascio-pluto, ecc.(che non escludo ma non sono qui il punto), ma altre, che sono essenzialmente due.

    La prima è proprio la scarsa reattività della politica nazionale: le implicazioni di cui sopra sono state facile alibi per destituire d’importanza un fenomeno che, per quanto ristretto, è stato capace di causare milioni di € di danni e di strangolare il trasporto ‘materiale’ nel paese.

    La seconda ragione s’intreccia alla prima, ed evoca due passaggi del post dedicato alle Priorità: tu scrivi, a proposito del decreto-liberalizzazioni, “altre Authority” (proliferazione di soggetti investiti di funzioni di controllo e relative procedure), e parli della “costruzione di un mercato unico europeo” (obiettivo cui si è riferito direttamente anche Monti, relativamente al campo servizi, a valle dell’ultimo incontro Eurofin).

    Quel che chiedono alla fine i forconi rimasti in campo (per quanto pochi, non rappresentativi, ma con la potenza di ricatto dimostrata) è al contrario una ‘protezione’, dal mercato europeo e dalle sue regole.

    Perchè – e veniamo alla proliferazione -, se esiste un problema tutto italiano di radicamento profondo delle incrostazioni corporative, in modo diverso, ma con effetti analoghi, di ‘nuove’ incrostazioni lobby-gene è assolutamente affollata la normazione europea, che descrive un ‘mondo’ in cui persino il trasporto di una lavatrice richiede l’avallo di ‘esperti’ certificati – un mondo quindi lontano anni luce dalla realtà, ed in particolare da quella dell’Italia che siamo, dove per esempio i rifiuti si separano (quando si separano) solo per riunirli felicemente in discarica, lontano dagli occhi.

    L’intera vicenda delle certificazioni di qualità ha dato luogo alla crescita rizomatica di agenzie autorizzate al rilascio, certo inventando una nuova ‘figura professionale’, ma accrescendo di fatto il numero e la gamma di tagliole e balzelli che, alla fine, si oltrepassano tutti, come per il collaudo auto, basta pagare.

    Da questo mercato i forconi chiedono confusamente di essere protetti – come, su altro versante, dalla “Bolkenstein di fatto” che opera in quel settore: certificazioni OK, gli autisti sono cavalli da tiro – di cocaina.

    Siamo tornati al corpo degli uomini, come per le pensioni, come per il mercato del lavoro, come per la sanità.

    Da questo corpo, la politica è oggi molto lontana, disincarnata: e quel che è peggio, felicemente interdetta dal suo recuperato ruolo di ‘infante’, non si sente neppure colpevole, per questo

  2. Rudi Ghedini Says:

    Due anni in recessione, mi sembra il minimo. Forse torneremo nel 2015 al PIL del 2008.
    Cosa questo significa per la vita concreta di milioni di persone, fatico a immaginarlo.

    Perché a cambiare sarà davvero la vita concreta delle persone: ora, ogni volta che si pianifica un viaggio (non all’estero. basta andare a Milano, a Roma, a Torino), si fanno i conti di quanto si spende in treno e/o in benzina + autostrada, e magari si rinuncia.
    Il mercato immobiliare è al punto più basso dal 2008, a Bologna ci dicono che nel 2012 apriranno più di 1000 negozi; dunque, se verranno confermati i trends degli ultimi 5 anni, e ne chiuderanno 1200. Eccetera.

    Penso anch’io che l’Effetto Annuncio sia prevalente sulla sostanza, nel decreto sulle liberalizzazioni, e mi aspetto un affondo sul mercato del lavoro, dopo quello sulle pensioni.

    Quanto alla capacità di autoriformarsi da parte della sinistra italiana, non riesco più a illudermi: siamo solo all’inizio di un lungo ciclo di sfinimento, l’unica speranza la affido al riemergere di una soggettività critica fra chi oggi ha 18-20-25 anni.

  3. mauro zani Says:

    Già una politica sempre più disincarnata.Fino al punto che mi passa la voglia di concionare+sospingere+criticare.Nel post si vede bene la mia malcelata riottosità. L’ho scritto , controvoglia , l’ho riletto e solo per poco non l’ho buttato alle ortiche. Poi l’ho editato ma solo per chiarire che Monti finisce presto, molto presto. Circa sei mesi prima che inizi una confusa campagna elettorale. Quando finirà saremo nel pieno di una recessione oggi stimata al 2,2 % a crescere.Col FMI che prima o poi s’aspetta (e anzi già sollecita ) una richiesta d’aiuto che equivale secondo esperienza ad una resa senza condizioni. E questo in un paese ricco, al netto delle diseguaglianze crescenti in modo esponenziale.Una classe dirigente ,in tal contesto, si tirerebbe su per i capelli,come quel tal barone , saprebbe reagire. Ci sono modi per farlo. E invece: niente. Niente in cui sperare se non credere; niente se non forconi da impugnare, con l’intuibile esito, nefasto. Ma cosa davvero possiamo opporre ,emotivamente non meno che razionalmente? Non facile quando s’è ormai gettata la spugna.
    Boh. Son davvero straniato da questa vicenda. Intanto il Pd cresce nei sondaggi nel mezzo di un sempre più vasto deserto di astensionisti. E non ci s’avvede del pericolo che incombe.
    Per conto mio staccherei definitivamente la spina….. se ci riuscissi.

  4. Gianni Says:

    Beh per fortuna che non l’hai buttato, capisco lo scoramento è evidente anche nel post ma non fino a questo punto!
    Ma sul serio siamo ancora lì ad aspettare che il PD si muova?
    Per farlo muovere, per smuoverlo, occorre radunare le risorse che si sono sprigionate a maggio-giugno 2011, referendum, Voto amministrativo, movimenti acqua e se “non ora quando”, ecc. capisco che la disillusione sia alle stelle, io per primo……….ma aspettare il PD è come aspettare Godot
    Insomma il vendolino secondo me ha ragione. sfida unitaria al PD iniziativa nel paese con IDV e aperta ai movimenti intanto ……….
    Poi sento, vedo, vivo la drammaticità della situazione, i segnali non positivi (che cavolo anche Di Pietro all’ospedale, tantissimi auguri) ma mi sembra l’unico barlume di speranza, vista anche la mozione della maggioranza in parlamento “per rafforzare” Monti………..
    Non posso credere che si avveri l’ipotesi di Pagnoncelli a Ballarò di una presenza alle elezioni di una maggioranza come quella che sostiene il Gov. Monti, credo in una scomposizione di PDL e PD ma non a quella maggioranza non ditemi che sono un illuso……

  5. mauro zani Says:

    Macchè, Gianni, non ci sarà quella maggioranza. Sarebbe come concepire un golpe democratico….Semmai ci sarà una coalizione centro-centro-centro-sinistra. Cosa farà il Vendolino in questa ipotesi non so proprio…..ma il problema non si riduce all’alchimia politico -elettorale.Ci vorrebbe una classe dirigente capace d’aggregare ciò che un tempo potevamo ,correttamente, definire come un blocco sociale. La storia sarebbe lunga. Per esempio bisognerebbe smetterla con l’ossessione del debito.
    Ergo , l’Europa…. un Italia in piedi ….risorse per farla rialzare…..e poi muso duro verso il rigorismo paraculo teutonico….
    Ma non si scorge nulla di tutto ciò…..

  6. mariangiola Says:

    @maurozani: no, per favore, non farti venire idee del cavolo come “staccare la spina” – se tutti quanti staccassero la spina saremmo al buio e al freddo peggio di come siamo…

    @mauro & gianni: poi, condivido il senso d’impotenza e, come ho scritto altrove sul post di Reichlin sul sito PD, sono atterrita dal ‘silenzio’ di cui lui narra dal cuore della casa PD;
    penso però che si debba continuare, che la rete, come ha fatto finora, non debba rassegnarsi al silenzio;
    penso anche che si dovrebbe tentare di forzare in qualche modo la clausura PD (potremmo fare un movimento di ex iscritti delusi,per esempio…), costringendolo a parlare (e a pensare)

    Monti non dovrebbe finire troppo questo – sono d’accordo con quel che ha detto Bersani -, perchè davvero la prospettiva è allarmante: le nuvole cominciano ad addensarsi dall’incongrua sede dei tribunali milanesi, dai quali B. per voce di Ghedini chiede – pare – un’assoluzione (o una dilazione) “politica” – quasi che qualcuno, dal mondo della politica, possa istruire i giudici di MIlano su come agire.
    Un ricatto, come si vede, molto peggiore di quello dei forconi…

    A “sinistra”, per dir così, e cioè fuori dal PD, pare non si comprenda affatto la portata della posta in gioco: dispiace (ma è solo un ‘doloretto’, nel largo fiume tragico della vita) seguire per esempio le mosse del dialogo recente Rossanda/Asor Rosa, il cui sottinteso più o meno esplicitato è che si dia – qui e ora, a portata di mano – un’alternativa al ‘liberismo’ (più o meno contemperato dall’ispirazione/torsione socialdemocratica in cui Monti ha ravvisato uno dei fondamenti ‘etici’ dell’Europa unita) che connota lo scenario europeo e – di conseguenza – italiano.

    Qui vale l’argomento della dichiarazione di voto di Bersani: “l’Europa della domenica”, come se tutti costoro si fossero accorti che il contesto europeo esiste (!) ed è quello che è solo al momento in cui Napolitano ha fatto la sua mossa – silenti e distratti quando Berlusconi “negoziava” (per usare l’eufemismo sempre di Monti) la riduzione del debito al 60 %.
    Dov’eravamo, dov’erano, tutti questi sapienti, allora?
    E dov’era il PD – qualsiasi cosa dica Bersani?
    O tutti abbiamo/hanno pensato quel che di certo ha pensato Berlusconi: i trattati, in fondo, non contano nulla, i trattati sono solo pezzi di carta…?
    Già che ci siamo, si potrebbe anche condividere la buona vecchia affermazione che “la crisi non c’è” o che, se c’è, “è già finita”…
    Tristezza dell’intelligenza…

  7. Gianni Says:

    Cari Bolognesi vi è piaciuta la ramanzina di Napolitano contro i conservatorismi? Per Tv ho visto anche la Draghetti con la faccia strana mentre parlava delle scelte da fare sulle provincie…………….

  8. Gianni Says:

    Beh potendo Mauro, ci potresti dire alcune cosette sulle armi di distrazioni di massa: liberalizzazioni (tutti un pò, poco, senza toccare banche e assicurazioni…….), mercato del lavoro (compare art. 18 e scompare Marchionne) ma sulla nuova legge elettorale (si prevede accordo che andrà non bene ma benissimo al terzo polo………) e il nostro spread che scende ma con la Grecia che incombe! Tanto per parlare dei “successi” del Gov. Monti…
    Per non parlare della ex margherita e dei 13 milioni “distratti” per uso personale dal tesoriere, in barba ai dirigenti o presunti tali: ma in che mani siamo, povero PD!
    Ah dimenticavo una domanda ma perchè non siamo andati al voto come la spagna??? Và beh il PD non era pronto…………e Berlusca nemeno……….
    Spero di leggere presto un tuo post, sperando nella clemenza dell’inverno pechè anche il Gas si fà, come il futuro del paese “desiderare”……….un saluto di sinistra a tutti

  9. Giovanni Says:

    Ma quali “liberalizzazioni”Siamo in presenza di un progetto che prevede la distruzione del residuo “capitale sociale”,Si va verso il far west.Ognuno farà per se

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