Una buona notizia.

Ancora qualche anno addietro (quand’ero in servizio) mi sforzavo di chiarire che andava demistificata l’idea perniciosa e falsa secondo cui il debito di uno stato può esser paragonato al debito di una famiglia. La sciocchezza da bar dello sport che riecheggia ancor oggi ad ogni piè sospinto in qualsiasi talk show.

Da qui cercavo ,inutilmente, di chiarire che non è in alcun modo possibile ed anzi è del tutto fuorviante e malandrino l’approccio in base al quale i sacrifici di oggi servirebbero a togliere dalle spalle delle generazioni future l’elevato debito procapite.

Inutilmente perché uno dei luoghi comuni del pensiero unico secondo cui noi viviamo da sempre al di sopra delle nostre possibilità ha attecchito col suo banale buon senso nelle teste di molti anche a sinistra.

Del resto, le mie argomentazioni erano, come sempre, più basate sullo studio della storia e sulla intuizione politica con relativa e spicciativa irruenza che non su solide competenze in campo economico/finanziario.

E comunque il mainstream era sempre quello che dettava legge. Si son fatti debiti e dobbiamo comportarci come il buon padre di famiglia: ripagarli con i relativi interessi.

Questa storia del buon padre di famiglia nella sua insulsaggine ad uso e consumo del popolo mi faceva regolarmente uscire dai gangheri al punto da andare spesso fuori misura nel contrastarla.

Anche adesso quando sento parlare i “tecnici” spesso mi salta la mosca al naso. Sono supponenti, spesso arroganti. Come dice la Fornero a chi gli chiede cosa intende fare sull’art 18 :”Lei vorrebbe sapere subito il voto che prenderà alla fine”.

Ma vai a ca…..verrebbe da dire.

Oppure Super Mario che alla borsa di Milano chiarisce che se la trattativa sul lavoro si chiude con l’accordo sulle sue posizioni, bene, altrimenti bene lo stesso dato che si procederà comunque.

E avanti con i compiti per ridurre il debito mentre la banca d’Italia prevede un calo del PIL dell’1’5% nel 2012.

Insomma tutto in linea col pensiero unico.

C’è la recessione?
Bene noi deprimiamo ulteriormente la domanda anche abolendo la cassa integrazione straordinaria.
Insomma si deve essere puniti dato che si son perse di vista le buone regole del buon padre di famiglia.

C’è invece,oltre atlantico, chi finalmente approda all’idea che il deficit non è necessariamente un peccato.

Ce ne informa Rampini da New York.

Sembra che il figlio di John Kenneth Galbraith cappeggi un gruppo di economisti di un qualche valore secondo i quali la crisi non si cura con l’austerity. E’ la Teoria Monetaria Moderna (MMT) la quale considera alla stregua di ciarpame ideologico tutto il combinato disposto messo a punto in Europa per fronteggiare il debito da Maastricth in poi.

Secondo costoro va demistificata la falsa equivalenza tra il bilancio di uno stato e quello di una famiglia.
Li abbraccerei.

Alla buon’ora!

Aggiungono, costoro, che in tempi di recessione bisogna fare l’esatto contrario di quanto si fa in Europa: più spesa pubblica e più debito da finanziare da parte delle banche centrali.

Rampini c’informa inoltre che la teoria Monetaria Moderna appare “ben più radicale del pensiero keynesiano di sinistra” e che va oltre quanto vanno predicando da sempre i due premi nobel Stiglitz e Krugman.

Vedremo.

Se son rose fioriranno.

Io intanto resto fermo a leggere(studiare sarebbe supponente nel mio caso) tanto Krugman che Stiglitz.

Ciò nondimeno cominciano ad aprirsi crepe nella pesante cappa di piombo di un pensiero idiota e criminogeno che ha dato tanto agio a quelli che Obama ha definito come terroristi della finanza.

Insomma, Rampini ci dà una buona notizia.

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17 Risposte to “Una buona notizia.”

  1. Loris Marchesini Says:

    Caro Mauro,

    non conosco la MMT (studierò), ma apprezzo Rampini, Stiglitz e Krugman. Ed è vero ciò che scrivi che in tempo di recessione si dovrebbe fare il contrario di ciò che si fa in Europa. Ma l’Europa che abbiamo è un’Europa con basso tasso di politica e democrazia.

    Ciò su cui non sono d’accordo è la sciocchezza di considerare una sciocchezza la similitudine fra debito di una famiglia e quello dello Stato. Premesso che in uno Stato la politica dovrebbe essere padrona del decidere chi paga di più e chi paga di meno il debito, la grande sciocchezza è quella della santa insolvenza, di chi chiede di non tener conto del debito. Il debito è fisiologico fino ad un certo punto (50-60% del PIL, tipo noi fino agli inizi degli anni ’70), dopo è patologico, in Italia siamo alla grande patologia, ed è verissimo invece che ciò è avvenuto perchè una parte dello Stato e della società è vissuta al di sopra delle sue possibilità.

  2. Sergio Salsedo Says:

    La MMT è fortemente sponsorizzata in Italia da Paolo Barnard con un approccio messianico che mi mette francamente a disagio. Se sei interessato puoi forse ancora iscriverti all’evento del prossimo weekend in cui verrà spiegata al popolo:

    http://www.democraziammt.info/

    Da quanto capisco, un punto cruciale della soluzione proposta è, tanto per cambiare, l’idea che con una crescita continua ed inflazionistica (nel senso letterale, non necessariamente di “creatrice di inflazione”…) si possa generare ricchezza da distribuire nell’interesse comune.

    A me ricorda uno schema a piramide che continua a rimandare nel tempo il saldo dei “conti”, economici ed ambientali, sottoscritti nel presente.

  3. alco Says:

    Alla fine il debito chi lo paga? Posticiparne il pagamento equivale ad una catena di Sant’Antonio il cui unico effetto e` allargare la base del credito. Fin quando dura. Poi? La ricchezza non nasce per partenogenesi.

  4. mauro zani Says:

    Mi domando in base a quale criterio si stabilisce che il 60% è fisiologico e tutto il resto è invece patologico.
    Quanto a Barnard non me ne può fregar di meno.
    M’interessa che ci sia qualcuno che torce il bastone dall’altra parte rispetto al pensiero unico, forse in questo modo si può raddrizzare!
    Anche i pompieri a volte usano una tecnica di contro fuoco per spegere gli incendi.
    Alla fin della fiera la sola cosa che so con certezza è che ciò che si sta facendo ci porta dritti in un vicolo cieco nel quale avviene, come dovrebbe ormai esser noto sulla base dei dati statistici, una redistribuzione alla rovescia della ricchezza.
    Questa è la vera patologia.
    Quanto alla MMT non la sposo(non sono in grado di giurare su alcuna teoria della scienza triste) come si capisce leggendomi.
    Solo l’accolgo come una buona notizia dato anche il “calibro” di chi l’avanza.
    Che qualcuno si faccia avanti per smascherare i capisaldi del neo liberismo di stampo monetaristico mi fa piacere. Una buona notizia in sè, appunto.

  5. mauro zani Says:

    @Alco.Ci sono almeno due modi per pagare il debito.
    Il primo è quello in vigore attualmente che tende idealmente ad un debito zero.Questo approccio presuppone un impoverimento netto e duraturo specie quando il debito arriva al 120%.
    Il secondo ritiene che si possa convivere con un debito anche sensibilmente superiore al fatidico 60% (irrangiungibile per l’Italia) facendo crescere il PIL.Il chè naturalmente presuppone scelte politiche che vanno molto oltre l’Italia. Gli eurobond finalizzati allo sviluppo ad esempio si dovrebbero varare proprio quando va male, come ora. Rassegnarsi ad una decrescita infelice per i prossimi anni ha conseguenze spaventose sul piano sociale e conseguenze economiche e finanziare di segno negativo sul debito: che aumenterà.

  6. mariangiola Says:

    Giustamente, il problema – anche secondo i pastori protestanti – mi pare che il problema non sia il debito in assoluto (in questo caso la piccola Grecia starebbe e sarebbe vista un po’ meglio), ma il rapporto debito/PIL; le politiche di ‘austerità’ ripagano/riducono il debito (o tentano di farlo), ma allo stesso tempo deprimono il PIL, inducendo di necessità la stagnazione o addirittura la crescita del famigerato rapporto, in misura del tutto indipendente da qualsiasi abilità posta nel fare i più difficili fra “compiti a casa”. E’ quello che con tutta probabilità accadrà comunque alla Grecia, e non si sa ancora se anche all’Italia, dal momento che la recessione è ormai conclamata.

    Si dice anche che la misura “fatidica” imposta per il salvataggio al rapporto greco – il debito al 120 % del PIL – sia stata tale e non altra, più bassa, per evitare che immediatamente anche l’Italia, che quel rapporto attualmente detiene, fosse automaticamente inserita tra i paesi da salvare/commissariare, rinunciando così giocoforza al suo ruolo di “salvatore”, buono tanto per lei quanto per il proprio leader, che ricorda in questo caso il generale De Gaulle in esilio che si fa consegnare 40.000 prigionieri tedeschi dagli inglesi…. Il 120 % è in altre parole una soglia del tutto politica, e, se vogliamo, prettamente “montiana”…

    Non bisogna dimenticare che al Monti stesso, nell’intervento al Parlamento europeo, va riconosciuto di aver chiarito, almeno in via teorica, che “non tutto il debito è cattivo”, con successivo esplicito riferimento agli eurobond, come esempio di debito “buono”, in quanto contratto per investimenti…

    Anch’io dovrò studiare la MMT: ma studiare, in questo momento, è un buon modo per combattere la depressione generata dalla stessa realtà che si studia…

    Quel che m’impensierisce di Obama è la sua scarsa coerenza nel prendere distanze reali dai propri indigeni ‘terroristi della finanza’ – che potrà forse attenuarsi in questa campagna elettorale, ma che ha sinora impedito alla Casa Bianca di prendere attivi provvedimenti nei confronti dei diretti protagonisti/attori della crisi del 2008, tanto sul piano dell’intervento regolativo – che molti osservatori americani giudicano insufficiente se non addirittura del tutto ininfluente sullo status quo ante -, quanto su quello della selezione personale (lo staff economico di Obama proviene per buona parte dal vivaio di ‘terroristi’ di Wall Street, mentre l’attuale Segretario di Stato al Tesoro, che peraltro si avvale di soggetti della medesima provenienza, vanta un pedigree che si distingue prevalentemente per la maturata ‘trasversalità’ e continuità di servizio..; d’altra parte, è ancora così giovane…)

  7. Giovanni Says:

    Caro Mauro,é da tempo che leggo i tuoi molteplici interventi sull”Europa astenendomi dall’esprimere la mia opinione per non ripetere quanto ho scritto sul tuo blog due anni fa, allonquando si affacciò il “problema Grecia”
    Tuttavia oggi non resisto all ‘idea di darti un semplice imput.
    Secondo te, chi ha pagato 7 milioni(imponibile)di parcelle al ministro-avvocato Severino?Probabilmente ,anzi ,sicuramente “Pantalone nelle sue molteplici forme.E’ una vergogna ….questa ricchezza.
    Come vedi il problema non è l’Europa ma l’Italia

  8. alco Says:

    @Mauro: Il problema, che mi sembra venga trascurato, e` che nessuno e` obbligato a “prestare” denaro ad un debitore insolvente. Se nessuno acquista i bond di un paese insolvente perche` non si fida, hai voglia a dire che si puo` vivere con un debito al 120%. Se per vendere i tuoi bond devi promettere tassi di interesse stratosferici, il debito non puo` che aumentare. E se non hai un’economia che, per chi compra i bond, non per te medesimo, fa pensare che i bond ed i loro interessi verranno onorati alla scadenza, chi pensi che li compri? I “piani di salvataggio” certo che sono soldi di fatto dati alle banche, ma comportano in cambio l’ “obbligo” di acquistare i bond di Grecia ed altri paesi perche` questi sopravvivano. Se le banche (per semplificare), che sono quelle che hanno le leve del denaro, vogliono vedere l’economia (ed il bilancio dello stato) girare in un certo modo per accettare di acquistare i bond di certi paesi, credi di convincerle con le teorie del “volemose tutti bene”? Che poi si possa decidere di far pagare agli uni (i soliti) piuttosto che agli altri (quelli che l’hanno sempre scampata) e` una scelta politica, ma qualunque scelta deve essere credibile. Se metti in bilancio la lotta all’evasione in un paese che l’ha sempre fatta pro forma, chi credi di convincere? Se proponi delle misure che non verranno mai approvate da un parlamento dominato dalle lobby, chi credi di convincere?

  9. mauro zani Says:

    Sì capisco benissimo.
    Ciò che non capisco è questa assoluta sottovalutazione del denominatore nel rapporto debito/PIL.
    E’ una scelta politica che, per inciso, sconta (vedi anche lettera di Monti-Cameron e altri in vista del consiglio europeo di marzo) la svendita ulteriore di ciò che resta dell’apparato industriale italiano.Una scelta che fa leva sull’enfatizzazione estrema del debito pubblico in modo da farlo ripagare al risparmio privato che a un certo punto verrà inevitabilmente bruciato nel calderone generale. Dopodichè saremo sollevati e molto più poveri.E non potremo più pagare alcun debito..se non ricorrendo al credito.Del resto se si voleva compiere un’operazione di messa in sicurezza dell’Italia si poteva “one shot” come dice Fassina fare una patrimoniale robusta(sui grandi patrimoni il famoso 10% dei più ricchi) per abbattere il debito fin verso il 100% in un breve giro di tempo.

    Quanto al parlamento dominato dalle lobbies, beh Monti dice che sul lavoro si va avanti a prescindere . Con la stessa logica potrebbe andare avanti sui farmacisti, avvocati, notai,taxisti etc..Se non lo fa è perchè alla fine ci son interessi che stanno a cuore al governo “tecnico” molto più di altri.

    PS. naturalmente tutti abbiamo intuito che l’accordo sull’art 18 è già fatto. Per Bersani è semplice manutenzione. per il governo è l’abbattimento dell’ultimo tabù da esibire in Europa, per Confindustria è vittoria su tutta la linea.

    • Loris Marchesini Says:

      “Quanto al parlamento dominato dalle lobbies, beh Monti dice che sul lavoro si va avanti a prescindere . Con la stessa logica potrebbe andare avanti sui farmacisti, avvocati, notai,taxisti etc..Se non lo fa è perchè alla fine ci son interessi che stanno a cuore al governo “tecnico” molto più di altri” ….. su questo, Mauro, concordo, purtroppo

      Loris

      • alco Says:

        Ricordiamoci che non e` il parlamento ad avere espresso il governo e che il parlamento e` lo stesso che ha sostenuto Berlusconi fino a pochi mesi fa. Se le liberalizzazioni non vengono votate dal parlamento, puoi fare il duro e puro, ma rimane tutto com’e`.
        La patrimoniale, proponila pure (io sono pienamente d’accordo), ma chi la approva? Il parlamento, per quanti danni abbia fatto il Porcellum, e` comunque espressione degli italiani, non ce l’ha imposto l’Europa (forse sarebbe migliore, chissa`…).
        Verissimo che la percentuale e` espressa come debito/PIL, ma il PIL, ahime`, non lo determina il governo, mentre il debito si. Siamo sempre alle solite, come puo` essere credibile un investimento che come primo effetto e` una spesa, se l’apparato produttivo non e` credibile? Le imprese italiane sono sempre le stesse. Pronte ad incassare ogni beneficio, prontissime a non rischiare un euro in investimenti. Abbiamo il piu` basso (o quasi) tasso di laureati d’Europa, se poi guardiamo le discipline scientifiche, sprofondiamo, eppure i nostri laureati non trovano posto nelle aziende, sono sottoimpliegat e sottopagati (la meta` che in Germania, ad esempio, a parita` di costo della vita). Che credibilita` possono avere degli investimenti su queste imprese?

  10. mauro zani Says:

    @Giovanni. Sembra che nella dichiarazione della Severino manchi all’appello una villetta da 10 milioni di euri.

  11. mauro zani Says:

    Ah, sembra anche che negli 11 milioni di patrimonio di Monti neppure un euro sia investito in Bot.

  12. mauro zani Says:

    Alco, allora non resta che gettare la spugna.
    Per quanto si potrebbe fare il lungo elenco delle aziende italiane innovative a suo tempo incamerate da conglomerati esteri.
    Lo stato e il sistema pubblico secondo me c’entrava e c’entra nella decadenza industriale del paese e c’è entrato anche il luogo comune sparso a piene mani e spacciato come cultura dell’innovazione sulla cui base si è proceduto allo smantellamento di settori strategici o potenzialmente tali mentre altri facevano il loro shopping in Italia.

    ps. Quanto al Parlamento è noto come la penso. Quando cade un governo che ha incarnato un lungo ciclo di potere si va a votare. Non mi pare che in Spagna sia successo il finimondo con le elezioni. In Italia poi non avrebbe vinto la destra.

  13. Roberto Says:

    Evidentemente Monti non è Quintino Sella.

    Un esempio solo apparentemente off topic: una società che era nata italiana e ha poi fatto molti giri di giostra è stata comperata nel 2006 da un gruppo americano.
    Un po’ perchè son bravi, un po’ perchè hanno colto l’occasione, nel 2010 ha fatturato 585 milioni di euro, pagato (in tutto) circa 100 milioni di tasse e fatto un utile netto di 75 milioni di euro, scalando oltre 200 posizioni nella classifica di Mediobanca.
    Nel 2011 ha sottoscritto un contratto di fornitura poliennale con una utility canadese (ripeto canadese, non venezuelana) che aveva imposto nella gara che gli apparati venissero assemblati in Canada. A fine anno avevano già aperto lo stabilimento e assunto personale canadese.
    I 75 milioni di euro di utile sono finiti in Arizona dove, con altri milioni di dollari “di Obama” stanno costruendo un ulteriore unità produttiva, che costruirà prodotti messi a punto in Italia.
    Diceva Virgilio: sic vos non vobis mellificate apes…

    E in Italia i “tecnici” si baloccano con l’articolo 18.

  14. Andrea Says:

  15. Andrea Says:

    *Chi ha tradito l’economia italiana ? : come uscire dall’emergenza / Nino Galloni. – Roma : Editori riuniti university presss, 2011. – 166 p. ; 21 cm

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