Palermo-val di Susa,andata e ritorno.

Sarà.
Ma secondo me le primarie a Palermo non le ha vinte nessuno o, in alternativa, le hanno vinte in due. Su 30.000 votanti prevalere per 151 voti nel marasma che accompagna questo tipo di ordalìa non è davvero dirimente. Ma tant’è il PD si è infilato volontariamente in questa trappola per topi. Dalla quale si potrebbe uscire solo tramite un ballottaggio.

Viceversa è evidente che, nonostante le rassicurazioni che possono venire dai vertici dei partiti , molti elettori della Borsellino non confluiranno sul candidato uscito per il rotto della cuffia.

Nel contempo ci saranno però molti elettori del centrodestra che voteranno per Ferrandelli che ha il sostegno di Lombardo.

Facile, infatti, che le primarie del PD-Sel-Idv abbiano in realtà coinvolto almeno “idealmente” anche settori consistenti dello schieramento avverso. I quali dopo aver tifato (dagli spalti?) Ferrandelli lo voteranno.

Insomma , primarie di tipo nuovo.
Un’altra variante dopo quella napoletana.

Se non altro , almeno in considerazione di questo arruffato contesto, l’offensiva dei centristi ultramontiani del PD dovrebbe dimostrare un pochino di pudore nel buttarla in politica come invece hanno subito fatto utilizzando il risultato di Palermo come acqua santa con cui aspergere Bersani ed esorcizzare il demonio rappresentato dalla foto di Vasto.

La reazione di Bersani è tuttavia sorprendente con la decisione di non partecipare al corteo della Fiom.
Il pretesto è anch’esso sorprendente.
Ci sono i No Tav e dunque non c’è luogo a procedere.
Manco fossero le Brigate Rosse.

Non partecipiamo ad un corteo che si svolge nell’ambito di uno sciopero per la democrazia in fabbrica perché c’è anche qualcuno che la pensa diversamente da noi sul TAV in val di Susa.

Vi pare normale?

A me no.

Si può eventualmente discutere sull’opportunità di ospitare sul palco della Fiom il presidente della comunità montana contrario alla grande opera del terzo millennio. Personalmente non trovo questa scelta particolarmente eversiva, dato che in molte occasioni il sindacato italiano ha dato voce a cause non direttamente afferenti al tema centrale di una propria manifestazione.

C’è semmai da notare che la Fiom sta via via assumendo un ruolo “generale” riempiendo il vuoto lasciato da una sostanziale assenza di rappresentanza politica nell’ambito di una sospensione della normale, fisiologica, dialettica interpartitica.

Chi non è d’accordo con coloro che sono tutti d’accordo guarda alla Fiom.
Chi non marcia allineato e coperto, battendo il passo all’unisono dietro il grande timoniere, guarda alla Fiom.

Alla lunga non va bene.

Al di là delle intenzioni non va bene che un sindacato si faccia tendenzialmente partito, col rischio di perdere presa sul proprio territorio d’elezione.

Intanto però la Fiom assume obiettivamente e per certi versi necessariamente un ruolo di supplenza, proprio mentre è in atto (o no?) il confronto sulla riforma del mercato del lavoro.

Un confronto strano assai.

Poiché a parte lo scalpo dell’art 18 che Monti fermamente vuole, in tutto o in parte, esibire ai suoi partners europei, e che il Pd gli ha già concesso sotto forma di “manutenzione”, si stanno cercando due miliardi(Fornero), per rendere universali gli ammortizzatori sociali.

Due miliardi, cioè niente.

Si procede come per le pensioni.
Rimangono nominalmente.

Ma se vuoi la pensione, prima di tirar le cuoia, dovrai affidarti al mercato privato.

Più o meno come per  la “flessibilità in uscita”: se spalmi due miliardi o anche il doppio su tutti quelli che ne hanno bisogno , adesso e in futuro, concedi una semplice elemosina che non ammortizza un bel nulla.

E’ una riforma virtuale e malandrina.

Basta fare un semplice calcolo aritmetico per vedere su quanti euri un disoccupato reso tale dal licenziamento(pardon  flessibilità in uscita) potrà contare.

Ma la mia previsione è che alla fine funzionerà.

Da un lato il governo attuerà la flessibilità in uscita impegnando risorse finanziarie risibili , dall’altro i sindacati otterranno la solenne promessa, a valere per un futuro di tempi migliori , di un aumento delle risorse pubbliche a disposizione per il nuovo sistema di ammortizzatori sociali.

Campa cavallo che l’erba cresce.

Collocherei in un tal contesto la decisione di non partecipare in alcun modo al corteo della Fiom.

Se non era il Tav si sarebbe trovato un altro pretesto perché la segreteria del Pd, col fiato sul collo dei montiani (reso ardente dalla vicenda palermitana) , non può permettersi di premere più di tanto sul negoziato in corso.
Tanto più che avendone ben intuito l’esito avrà presto bisogno di incartarlo con argomentazioni riformistiche. Per la serie : non è tutto ciò che volevamo , ma è un passo avanti.

Avanti verso dove?

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12 Risposte to “Palermo-val di Susa,andata e ritorno.”

  1. Giovanni Says:

    Tai parlando di neocentrismo?

  2. Giovanni Says:

    Effettivamente oggi il segretario ha candidato Monti.Non c’e’ dubbio, si tratta di neocentrismo. La foto di Vasto è archiviata

  3. gianni Says:

    Mauro hai ragione da vendere, ma ormai qui mi sa che si son fumati il cervello per avere una poltrona nel 2013.se faremo ancora le elezioni.
    Mi chiedo quanto tempo ci vorrà ancora (io dico molto) per far capire agli italiani che siamo in una condizione di democrazia sospesa e che non è la FIOM che invade il campo dei partiti, ma sono i partiti che sono dei fantasmi!
    Hai voglia di sperare in una “federazione della sinistra” che tratta col centro col terzo polo!
    Son veramente più pessimista del solito……….

  4. gianni Says:

    Aggiungi a tutto questo che ormai a livello internazionale contiamoquasi niente…… che bella l’italia dei TENNICI!!!

  5. roberto Says:

    A proposito di lavoro.
    Avevamo posizionamenti e eccellenze nella chimica (il polipropilene è stato inventato in Montecatini) e una politica arraffona e imbelle ce l’ha fatta fuori.

    Avevamo eccellenze nella chimica fine e nella farmaceutica, i casi della vita, gli spezzatini, le scorrerie supportate da intelligentissimi politici ha creato il desero. Meno male che ci resta Mapei.

    Avevamo eccellenze nell’elettronica di consumo, in quella industriale, negli apparati telecom, nelle fibre ottiche, nella fotonica (alcune soluzioni per amplificatori ottici e laser multibanda sono nati in Pirelli) e ormai sopravvivono solo piccole e micro imprese, più adatte a seguire le opportunità ondivaghe del manifatturiero italiano.

    Avevamo un’industria automobilistica che produceva raffinatezze tecnologiche formidabili (commom rail, multi air ecc) e se la sono giocata nelle scorrerie e con l’assenza di politica industriale.

    Avevamo un’industria pesante, una cantieristica blasonata e i soliti manager vicini alla politica hanno mandato tutto in pezzi, lasciandoci l’ILVA a Taranto che in tutti i paesi d’Europa sarebbe chiusa per le violazioni ambientali e per i danni alla salute.

    Anche gli antimilitaristi dovrebbero tenersi stretta Finmeccanica, le cui attività potrebbero avere una formidabile ricaduta nel civile, se solo qualcuno ci pensasse senza cercare scorciatoie

    Ci è rimasta una classe politica, sempre quella da trent’anni, che adesso chiede lavoro, lavoro, lavoro.

    Ma di cosa stanno parlando?

  6. Andrea Says:

  7. gianni Says:

    Mauro è demenziale! Dopo aver proclamato ai quattro venti l’autonomia del PD rispetto ai sindacati, mettendo in scena tutte le volte un dramma rispetto alla partecipazone o meno alle manifestazioni, adesso pretendono che gli accordi preconfezionati debbano andar bene! Monti docet!
    Diciamolo chiaro Monti è è la dimostrazione che la borghesia in italia esiste e lavora per se! Poi Nap ci mette del suo…………
    Laido retroscena: fin che gli ha fatto comodo si parava il ……dietro Berlusca
    Poi finirà che l’accordo sul mercato del lavoro “preconfezionato” si trova (lo sapevamo già…) ma cacchio un minimo di decenza…………..
    Non sono con Landini al 100 x 100 però cacchio un minimo di “pudore”…..che delusione stò PD !!!
    Vorrei leggere un tuo giudizio spassionato su Bersani, Perché vuol tenere insime un partito fantasma come il PD senza anima, senza passioni, che stà diventando come, anzi peggio della DC in quanto a correnti e spiffferi? Ma pensa di arrivere allle elezioni del 2013 così? son pessimista………….

  8. maurozani Says:

    @Roberto.
    Spazzeranno via anche il poco che è rimasto..anche se è molto poco.

  9. maurozani Says:

    @Gianni.
    Solo un cretino può esser ottimista nall’andazzo attuale. A meno che non sia l’amico del giaguaro.Di questi amici nel PD c’è nè una buona maggioranza.

  10. maurozani Says:

    @Andrea.
    oggi in Grecia , dopodomani in Italia. Non domani: c’è ancora risparmio nelle famiglie da depredare….:.

  11. Giovanni Says:

    Diceva un vero giurista,Massimo D’Antona che l’aricolo 18 contiene una “bomba ad orologeria” loscriveva nel lontano anno 1980.Si riferiva alla durata del processo per accertare la illegittimità di un licenziamento.Allora quattro gradi del processo durava complessivamente mediamente 6 anni ,oggi 16-18 anni. un lavoratore che viene reintegrato dopo 15 ha diritto a quindici anni di retribuzioni arretrate e,naturalmente,nel “frattempo” il suo posto di lavoro è stato soppresso.D’altro canto un datore di lavoro soccombente in primo grado dovra attendere 6 o 10 anni per far valere le sue ragioni negli ulteriori gradi di giudizio.
    La stumentazione dell’articolo 18 è dunque incompatibile con l’attuale durata dei processi:la manutenzione dell’articolo 18 non riguarda quindi la norma in sè ma il taglio drastico dei tempi per l’accertamento definitivo della illegittimita o legittimità di un licenziamento.
    La manutenzione proposta dal Governo riguarda,invece ,due profili pericolosissimi:l’applicazione della norma ai soli licenziamenti discriminatori,che comporta il rovesciamento dell’onere della prova a carico dei lavoratori circa la illeggittimità del licenziamento(c.d. prova diabolica) e la discrezionalità riconosciuta al giudice di monettizzare il posto di lavoro in luogo della reintegrazione nel posto di lavoro
    .Il posto di lavoro diventa cosi soltanto un mezzo per procurarsi i mezzi di sussistenza per sè e la propia famiglia e non un luogo dove il lavoratore realizza la sua personalita ed esercita la sua personalità e liberta di concorrere al processo di emancipazione della classe lavoratrice(salari più alti ,migliori condizioni di lavoro,lavoro più salubre,lavoro meno alienante.Insomma la “manutenzione”della coppia Fornero-Monti vuole ribadire i valori proprietari del luogo di lavoro come appartenenti esclusivamente al Padrone
    Insomma,vogliono legalizzare la pratica Fiat,che non reintegra i lavoratoriquando i giudici la condannano a reintegrale i lavoratori:ti pago la retribuzione ma in fabbrica non rientri.Poi ,prima o poi,troverò un giudice che mi darà ragione e dovrai restituirmi tutte le retribuzioni,altrimenti ti pignoro la casa.
    Allora si comprende che nell’interesse del lavoratore e delle imprese l’unica fioma davvero essenzialeè che si imponga ai giudici dei vari gradi,con sanzioni adeguate e non canzonanatorie,di definirire i processi per licenziamento in 5 mesi per grado,con la previsione di una norma espressa che prevede la galera effettiva per chi non esegue un ordine di reintegra:Chi non esegue una sentenza di reintegra arreca invero un attentato alla libetà dei lavoratori .
    Questa e l’unica 2Manutenzione che s’impone.Per il resto l’aticolo 18 non si tocca,altrimenti si torna ai tempi di Valletta

  12. maurozani Says:

    Molto ben detto, Giovanni.

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