Spunti….

Prima è arrivata l’OCSE seguita dalla Banca d’Italia e adesso è lo stesso FMI a riportare con i piedi per terra le velleità relative ai conti pubblici e soprattutto alla crescita. L’idea che nel terzo trimestre di quest’anno si avvierà la fase due , quella della ripresa economica, appare del tutto destituita di fondamento. Esattamente come l’idea che solo un radicale ridimensionamento del reddito (salari e pensioni) possa generare un aumento di competitività quando è assolutamente ovvio che solo un deciso aumento della domanda può servire allo scopo.
Al contempo mentre il vice ministro Grilli ci dice che i conti sono in ordine viene spostata di due anni la possibilità di un pareggio di bilancio.
Monti infine preconizza , come fosse un obiettivo dietro l’angolo, che entro il 2020 il Pil sarà cresciuto del 5%.
Non si capisce da dove vengono tratte queste certezze di breve e lungo periodo nel momento in cui siamo in piena recessione con un differenziale negativo rispetto alla tutt’altro che rosea tendenza europea.

Ma tant’è.
La deriva tecnica che ha progressivamente assunto la gestione dell’economia trainata negli ultimi vent’anni dalla bolla della finanza privata lascia poco spazio, nella vulgata corrente, ad un confronto con gli aspetti strutturali della crisi in atto.

Stiglitz tra gli altri aveva già chiarito che : “ ogni economista degno di questo nome avrebbe potuto prevedere che le politiche di austerità avrebbero provocato un rallentamento dell’attività economica e che gli obiettivi di bilancio non sarebbero stati raggiunti.
Lo diceva a proposito dell’Argentina, ma vale a maggior ragione per l’Europa dopo il fallimento della cura Greca.

Per conto mio mi limito a rilevare, con la pochezza dei miei mezzi, che si continua imperterriti ad eludere , anche a sinistra il cuore della faccenda.
La “causa efficiente” dell’attuale stato di fatto.

La quale risiede, ormai con ogni solare evidenza, nel trattato di Maastricth, cioè nell’avvio della costruzione della moneta unica sviluppatasi nel corso del tempo intorno alla centralità della Germania dopo la caduta del muro di Berlino.

C’è chi al di fuori del mainstream ritiene che ciò abbia generato una sorta di deflazione da debiti, e una concorrenza al ribasso dei salari imponendo il punto di vista del creditore anche nella convinzione dei debitori.

Se sei indebitato è solo colpa tua e dunque il riequilibrio è cosa che riguarda solo te. Quando avrai rimesso in ordine i conti si raggiungerà un “equilibrio naturale” nel mercato e si riavvierà la ripresa.
Cosa vi sia di “naturale” nel mercato per me è sempre stato un esotico mistero.

E’ tuttavia a questa visione magica e/o teleologica che si sono ispirate e imposte le politiche restrittive e di austerità in tutti questi anni.

Ed è precisamente entro quest’ottica che la moneta unica può collassare.

Sì perché ormai molti fanno notare che eventuali default non si risolverebbero entro la zona euro dato che la logica conseguenza per i paesi oggetti di fallimento sarebbe una e una sola : abbandonare l’euro, riprendere sovranità sulla propria moneta nazionale per compiere svalutazioni competitive in grado di abbattere il deficit commerciale o comunque di attenuarlo di molto e per questa via riprendere a crescere in futuro.
O ,in ogni caso, almeno avere qualche possibilità di combattere per la propria competitività, con la consapevolezza che se la Germania è il principale creditore verso tutti i paesi dell’eurozona del sud, è perché la sua crescita ha potuto contare proprio sulle esportazioni verso i paesi periferici. Cioè sul loro progressivo indebitamento, relativo non tanto e non solo al debito interno quanto ai deficit commerciali che si sono generati .

In quest’ambito non mi stanco di ribadire che l’idea banale che è stata fatta entrare nella testa degli italiani secondo cui un bilancio statale è paragonabile ad un bilancio famigliare è del tutto fuorviante.
Le relazioni che intercorrono tra i bilanci degli stati sono infatti tutt’altro che intuitive.

Secondo Brancaccio e Passarella ( “L’austerità è di destra”Ed. il Saggiatore) due economisti che lavorano intorno ad un paradigma alternativo: “ A livello macro ,infatti, il reddito dei creditori dipende in ultima istanza dalla spesa dei debitori, non dai risparmi di questi ultimi”.

Da qui se ne dovrebbe trarre che in Europa siamo tutti sulla stessa barca e che la salvezza dell’euro, a questo punto, è affare che riguarda tutti : debitori e creditori.

E sempre da qui l’inefficacia impressionante del governo Monti che ha rinunciato in partenza ad aggredire il nocciolo duro di questa crisi derivante dallo squilibrio crescente avvenuto dentro l’Europa di Maastricth tramite una centralizzazione di capitali in capo alla Germania.

“Tale squilibrio in seno all’Europa costituisce indubbiamente un sintomo della competitività del sistema produttivo tedesco . Ma rappresenta anche una prova del fatto che per anni la crescita della produzione del reddito tedeschi è stata in larga misura stimolata dalla domanda e dal relativo indebitamento dei paesi periferici”.

In quest’ambito l’invito di Monti a fare come la Germania (i compiti a casa) qualora si traducesse in realtà costituirebbe semplicemente un gioco a somma zero.
Se tutti , assumendo il punto di vista del creditore, potessero diventare come la Germania ,beh allora non si capisce da dove diavolo si originerebbe la domanda interna alla zona euro assolutamente necessaria anche per reggere la concorrenza sul mercato mondiale.

In verità, al punto in cui si è giunti occorre andare , ripeto, al cuore del problema assumendo un punto di vista nettamente alternativo ai presupposti su cui s’è fondata la moneta unica.

Ciò si può fare solo generando un conflitto entro l’Europa (come condizione unica, tra l’altro) per salvare l’Euro e rilanciare in un ottica solidale tra debitori e creditori la capacità competitiva verso il resto del mondo dell’intera eurozona e non solo di una sua parte.

Di questo conflitto dovrebbero far parte molte e diverse cose.
Mi limito ad avanzare, in rozza forma, la seguente.

Se con il fiscal compact volete marginalizzare l’intera Europa del sud e tenerla al limite del fallimento per continuare il processo in atto di centralizzazione dei capitali tramite anche un rapace shopping delle sue capacità produttive residue (cosa che sta avvenendo da tempo) , beh allora dovete tener ben conto che ad un’uscita necessitata e assai gravosa dall’area euro s’accompagnerà , necessariamente,anche la fine del mercato unico europeo.

Dovrete pagare dazio per entrare col vostro export e coi vostri capitali finanziari nei paesi che hanno recuperato sovranità sulla propria moneta e anche la vostra potenzialità di penetrazione nei mercati esteri (Cina , India America) sarà di molto ridimensionata in quanto a massa critica.

Minaccia velleitaria?
Non credo.
Previsione realistica, semmai. A bocce ferme.
Nel momento in cui nei circoli finanziari che contano s’apprestano piani in vista del collasso dell’Euro (se ne discute anche in Germania) una sinistra degna di questo nome dovrebbe dotarsi di una visione realmente autonoma e rilanciare su nuove basi la prospettiva europeista.
Nell’unico modo possibile.
Con l’apertura di un conflitto, che andrebbe concepito ben oltre la contesa interstatale per riaprire finalmente un serrato confronto politico e sociale tra capitale e lavoro.
Forse è proprio questo il modo per salvare l’Europa e la sua moneta unica: costringere la Germania e i paesi del nord Europa a fare i conti con le ragioni della loro forza in rapporto alla debolezza altrui.
Chiarendo che l’attuale forza è destinata al declino se non si fa carico della ricerca ,urgente, di un riequilibrio sociale che passa attraverso un’inversione di tendenza rispetto alla continua concorrenza innescata entro l’Europa nel comprimere il monte salari e i sistemi di welfare.

Ciò comporta lo smantellamento dei luoghi comuni, con il rifiuto definitivo del già screditato paradigma liberista, per battere nuove strade, per non lasciare alla destra populista e protezionista una rendita politica ed elettorale, enorme, conseguente al fallimento del liberismo economico.

Quali strade?

Ne riparleremo.

Intanto maturiamo l’idea (esatta) che questo governo non cava un ragno dal buco essendo in gran parte legato ad una cultura economica, (con relativa deriva tecnica) e ad un’ideologia che hanno già ampiamente dimostrato la loro inefficacia nell’affrontare i problemi enormi generati da una globalizzazione senza freni, regole e limiti sociali.

A riprova l’ineffabile Passera sfodera un pasticciato eloquio in bilico tra idee e ideone . Chiarendo così, in un modo che più plateale non si può, che non sa che pesci prendere, salvo affidare la crescita agli automatismi (inesistenti) della riforma del mercato del lavoro, mentre Monti ci dà appuntamento al 2020.

Per quanto mi (ci ) riguarda ,come si diceva un tempo: se si sbaglia l’analisi …….si prendono lucciole per lanterne.
Lo si è fatto per un bel paio di decenni.
Adesso l’evidenza del cul di sacco nel quale si è finiti dovrebbe dar luogo (non rinuncio a sperarlo) ad una ripresa del pensiero critico.

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15 Risposte to “Spunti….”

  1. stefano marcacci Says:

    concordo pienamente

  2. Gabriele Natalini Says:

    La situazione che stiamo vivendo si è creata nel tempo non è solo questione degli ultimi 15 anni. Se abbiamo un’evasione fiscale senza pari nel mondo è perchè lo Stato non si occupa dei “servizi” (che dovrebbero essere pagati con le tasse di tutti) e il cittadino si arrangia come può evadendo le tasse (accordo non scritto ma da sempre in vigore), abbiamo il doppio dei dipendenti pubblici rispetto alle necessità con costi inimmaginabili e non producono niente (difatti abbiamo la burocrazia più inefficiente del pianeta) e la classe politica (persone che vivono di politica) più numerosa e costosa in assoluto. Tutto ciò cosa ha creato? Un debito di quasi 2000 ml di euro con un pil di 1600 ml a questo punto nessuno (di destra, sinistra, centro o Grillo) potrà pensare di riavviare l’economia con soldi pubblici che non abbiamo e che nessuno ci darà in prestito. Ai voglia Te di fare appelli alle economie del nord che aiutano i paesi del sud (che in questi anni hanno gestito i loro bilanci a dir poco in modo criminale) per una solidarietà che non meritiamo. Noi poi in Italia abbiamo un’altra anomalia, lo Stato è il più indebitato e le famiglie sono le più ricche dei Paesi occidentali. Anche questo a mio avviso è dovuto all’evasione fiscale e a uno Stato che l’ha permessa. Ora come se ne esce da questa maledetta situazione non lo so (temo non lo sappia nessuno) perchè è molto complicata ma con Monti, il suo governo e i grandi sacrifici degli Italiani spostiamo in avanti il fallimento. Dopo di chè c’è sempre la speranza che i partiti rinsaviscono (dopo questa sbornia di potere e soldi) e facciano finalmente quello che è scritto in Costituzione.

  3. mauro zani Says:

    Ecco , qui sopra si trova riproposta, pari pari la vulgata odierna.Esattamente ciò che mi permetto di criticare. Comunque chi vivrà vedrà.Intanto Monti da buon(?) curatore fallimentare dice che ci vuol un piano di 8 anni!
    Campa cavallo…..

  4. Giovanni Says:

    Caro Mauro c’è del vero in quel che scrive Gabriele:
    Come negare che la ricchezza di pochi privati è il contraltare all’enorme debito pubblico ?
    Come negare che la nostra pubblica amministrazione è super ridondante,super inefficiente e piena di milioni di fannulloni,veri.?
    Come negare che almeno 800.000 italiani “mangiano “con la politica?
    Come negare che abbiamo la classe dirigente(industriali ,banchieri,professionisti e politici )più ladra del mondo,dopo quella greca?
    La fatiscenza della struttura sociale è sotto gli occhi di tutti: il popolo italiano è pervaso dalla corruttela economica e morale dal 1923 e divenuta da 20 anni a questa parte pubblicamente manifesta?
    La (RI)fondazione di una nazione non dipende soltanto da buone scelte di politica economica.Anche se dal fango può nascere una rosa

  5. Giovanni Says:

    Ho dimenticato di includere nella classe dirigente le Gerarchie cattoliche e i preti

  6. arlo Says:

    caro mauro, come al solito tantissima carne al fuoco. Mi limito a sottolineare che la strategia della Germania e’ ancor piu’ miope di come la descrivi (se non altro nel breve periodo). Basterebbe un segnale credibile della volonta’ di evitare il default dei paesi coinvolti (eurobond o altre modalita’) per eliminare di colpo il problema. Se lo avessero fatto subito avrebbero evitato i costi sostenuti sino ad ora. La vittoria socialista in Francia (presumibile) potrebbe cambiare gli equilibri.
    Il fiscal compact e’ ovviamente una cagata pazzesca perche’ produce necessariamente recessione come tu descrivi. Altra cosa, e piu’ complessa secondo me (ma potrei essere a mia volta imbevuto di dottrine liberiste), e’ la questione della competitivita’. Non sono d’accordo sia un gioco a somma zero. E il modello tedesco, ha da insegnare in questo senso: costo del lavoro (per le imprese) relativamente basso e salari reali relativamente alti. Ovvero conveniente per gli investimenti esteri e domanda interna che tira (sia in termini di consumi, sia di investimenti). Il tutto finanziato con la crescita. Dov’e’ il gioco a somma zero? Certo, di questo nell’azione del governo Monti neanche traccia. Le tasse dirette aumentano, quelle indirette pure, il potere di acquisto di salari e pensioni diminuisce e il costo del lavoro per le imprese rimane costante. Hai proprio ragione, duriamo finche’ ci sono risparmi privati, e quando sono finiti andiamo tutti a vivere in Germania.

  7. arlo Says:

    ah, poi mi permetto di farti una richiesta. mi piacerebbe che un giorno ti cimentassi in un post, preferibilmente lungo, in cui tratti in modo sistematico la questione del mezzogiorno. La mia impressione e’ che sia IL TEMA, il convitato di pietra di qualsiasi ragionamento sul nostro paese, ma che, causa opa leghista sulla questione, sia uscito definitivamente dall’agenda delle forze progressiste (partendo dal presupposto molto ardito che esistano). Nel corso della legislatura non ne abbiamo mai parlato. Come la pensi?

  8. mauro zani Says:

    Caro Giovanni , ciò che scrive Gabriele è quasi del tutto vero. Dico quasi perchè nell’ammontare del debito vanno considerate le pèoltiche sciagurate della BCE dall’Euro in poi. Al netto di quelle politiche (tassi d’interesse) in Italia saremmo sotto il 100% e non di poco.
    Resta che invocare il passato non virtuoso dell’Italia senza vedere ciò che accade realmente in Europa porta a colpevolizzarci in modo del tutto imbelle. A restare in passiva attesa di eventi calamitosi.Della serie non possiamo farci niente garzie al nostro passato.
    E’ ciò che fa il governo Monti che non allontana il fallimento bensì lo avvicina a grandi passi, salvo togliersi di mezzo quando nel 2013 la situazione comincerà ad esplodere sul serio. Il governo Monti è tempo (prezioso) perduto per tutto il paese.

    PS. La roba degli 800.000 in politica può andar bene per Grillo , non per te. Forse un tempo, quando io avevo i calzoni corti , adesso la stima andrebbe aggiornata: ad occhio circa 100.000…..tutto compreso.

  9. mauro zani Says:

    Caro Arlo, mi par semplice : se, paradossalmente, tutti diventiamo creditori, nell’export commerciale, nessuno è davvero creditore di nessuno entro il mercato europeo.
    Ergo adesso alla Germania va grassa grazie anche al nostro import verso di essa. Ed è questo il fattore, relativamente, più importante che va a comporre il nostro debito.
    O no?
    Riergo se si pensa invece che abbiam fatto tutto da soli(ricadendo nell’illusione ottica del bilancio familiare) allora ha ragione Monti. Non resta che restarci sotto senza piangere e magari pure impiccarci a un qualche lampadario.
    Eurobond, ma per cosa? Per abbattere il debito dei sudisti o per rilanciare la crescita su basi nuove e più robuste? Attenzione che i tedeschi pagherebbero comunque di più non di meno. Fino ad ora han pagato ben poco. La Grecia è di fatto morta dopo che la Germania si è rifiutata di vedere, per tempo, una situazione che il suo stesso esport aveva contribuito a creare.Scandalosa persino surreale era la quota di bilancio destinata alla difesa in Grecia.In percentuale mi pare come quella degli USA. Roba tedesca in gran parte. Roba “buona” d’accordo ma pur sempre molto cara.
    Comunque per eurobond alla Delors bisognerebbe riporre mano ai trattati dopo il disastro combinato a Lisbona. O quantomeno , questa tesi,avrebbe molte frecce al proprio arco, tante da bloccare per via istituzionale qualsiasi possibilità. Naturalmente in assenza di volontà politica.Se poi si vince in Francia e in Germania(?) allora le cose possono cambiare, anche se io vedo il tempo passare molto veloce.

    PS. Quanto ai salari tedeschi è ben vero che sono i più alti. Ma al mondo tutte le cose sono relative. Dai un’occhiata alle statistiche sull’aumento dei salari nominali e reali e ti accorgerai di uno strano caso: i tedeschi son aumentati molto meno della media europea nel corso dell’ultimo decennio, in virtù di una vera e propria concorrenza al ribasso del monte salari globale innescata proprio dalla Germania.

    Quanto al Sud Italia non so francamente se son in grado di scrivere qualcosa di non scontato.

  10. Giovanni Says:

    Caro Mauro,il vero problema ,a mio avviso,è che tu paventi qualcosa che è già avvenuto:la bancarotta del sistema Italia
    Ovviamente non parlo del cd debito sovrano,ma della bancarotta implicita nei bilanci delle banche, delle società immobiliari e delle medie e piccole imprese industriali .
    L’Italia ha sempre avuto un sistema economico-produttivo sottocapitalizzato,cioè un capitalismo senza capitalisti.
    La nascita dell’IRI e delle famose tre bin(banca commerciale,credito italiano,banca nazionale del lavoro) hanno sopperito per oltre 50 anni all’assenza della grande industria e alla ritrosia dei nostri ricchi ad investire mezzi propri nell’aziende di famiglia .Per non parlare della piccola industria e degli artigiani .Quanti sono i piccoli e medi industriali che oggi privi di finanziamenti delle banche,liquidano i bot e investono in azienda?Qualche mosca bianca!Quanti mezzi propri gli Agnelli hanno investito in Fiat?Neppure un ghello .Mai !Hanno rastrellato in borsa o preso dallo stato .I fondi pensionistici hanno mai fatto investimenti produttivi. Il fondo dei Medici hanno preferito bruciare mezzo miliardo in titoli tossici per una probabile misera “stecca”
    Succede allora che quasi tutti i bilanci delle società commerciali e industriali del paese sono frutto di piroette contabili e artifizi:crediti inesigibili,magazzini inesistenti,valori immobiliari rivalutati con pochi spiccioli grazie a Tremonti i,beni immateriali impalpabili e via discorrendo.
    Appena qualcuno comincerà a tirare la corda,anzi il balletto é già cominciato,quando centinaia di comuni del Lazio e della Campania cominceranno a fallire,allora si capirà che la bancarotta già esisteva,anche se non dichiarata.
    In altre parole,la disoccupazione di massa ,altro non è che la manifestazione conclamata di quello ch’è già successo.
    E’ vero Monti altro non é che un curatore fallimentare che cerca di salvare un determinato ceto creditorio a scapito di un altro .Ma chi sono i bancarottieri. La Merckel? Le sette sorelle?Gli gnomi svizzeri. Gli ebrei di Manhattan?No !I bancarottieri sono coloro che hanno “privatizzato”l’Italia intera,Iri,banche, assicurazioni,ferrovie autostrade,telefoni acqua,luce, gas e tutto il resto.
    Siamo a sessanta metri sottacqua,la bombola é vuota,non c’è possibilità neppure di fare la decompressione. Manca l’aria. Chiediamo alla Germania di darci un po’ d’aria?Già fatto. La banca centrale europea ha stampato molta carta ad un misero un per cento per non far fallire le banche ed i paesi sovrani .Chiediamo all’Europa di pagare i nostri debiti con gli eurobond. Non è possibile “i nordici ci contano pure i peli del culo”:italiani mettete mano ai vostri portafogli pieni di euro,mangiate di meno..
    Il punto e tutto qui:un intero paese pieno di soldi,senza capitalisti,senza classe dirigente e senza palle sta per fare bancarotta. Un “sacrestano”e un “dottor sottile” ,con la complicità e il silenzio di tanti.,hanno reso questo possibile,probabile e … quasi certo!
    Caro Mauro,il vero problema ,a mio avviso,è che tu paventi qualcosa che è già avvenuto:la bancarotta del sistema Italia
    Ovviamente non parlo del cd debito sovrano,ma della bancarotta implicita nei bilanci delle banche, delle società immobiliari e delle medie e piccole imprese industriali .
    L’Italia ha sempre avuto un sistema economico-produttivo sottocapitalizzato,cioè un capitalismo senza capitalisti.
    La nascita dell’IRI e delle famose tre bin(banca commerciale,credito italiano,banca nazionale del lavoro) hanno sopperito per oltre 50 anni all’assenza della grande industria e alla ritrosia dei nostri ricchi ad investire mezzi propri nell’aziende di famiglia .Per non parlare della piccola industria e degli artigiani .Quanti sono i piccoli e medi industriali che oggi privi di finanziamenti delle banche,liquidano i bot e investono in azienda?Qualche mosca bianca!Quanti mezzi propri gli Agnelli hanno investito in Fiat?Neppure un ghello .Mai !Hanno rastrellato in borsa o preso dallo stato .I fondi pensionistici hanno mai fatto investimenti produttivi. Il fondo dei Medici hanno preferito bruciare mezzo miliardo in titoli tossici per una probabile misera “stecca”
    Succede allora che quasi tutti i bilanci delle società commerciali e industriali del paese sono frutto di piroette contabili e artifizi:crediti inesigibili,magazzini inesistenti,valori immobiliari rivalutati con pochi spiccioli grazie a Tremonti i,beni immateriali impalpabili e via discorrendo.
    Appena qualcuno comincerà a tirare la corda,anzi il balletto é già cominciato,quando centinaia di comuni del Lazio e della Campania cominceranno a fallire,allora si capirà che la bancarotta già esisteva,anche se non dichiarata.
    In altre parole,la disoccupazione di massa ,altro non è che la manifestazione conclamata di quello ch’è già successo.
    E’ vero Monti altro non é che un curatore fallimentare che cerca di salvare un determinato ceto creditorio a scapito di un altro .Ma chi sono i bancarottieri. La Merckel? Le sette sorelle?Gli gnomi svizzeri. Gli ebrei di Manhattan?No !I bancarottieri sono coloro che hanno “privatizzato”l’Italia intera,Iri,banche, assicurazioni,ferrovie autostrade,telefoni acqua,luce, gas e tutto il resto.
    Siamo a sessanta metri sottacqua,la bombola é vuota,non c’è possibilità neppure di fare la decompressione. Manca l’aria. Chiediamo alla Germania di darci un po’ d’aria?Già fatto. La banca centrale europea ha stampato molta carta ad un misero un per cento per non far fallire le banche ed i paesi sovrani .Chiediamo all’Europa di pagare i nostri debiti con gli eurobond. Non è possibile “i nordici ci contano pure i peli del culo”:italiani mettete mano ai vostri portafogli pieni di euro,mangiate di meno..
    Il punto e tutto qui:un intero paese pieno di soldi,senza capitalisti,senza classe dirigente e senza palle sta per fare bancarotta. Un “sacrestano”e un “dottor sottile” ,con la complicità e il silenzio di tanti.,hanno reso questo possibile,probabile e … quasi certo!

  11. mauro zani Says:

    Ho capito Giovanni. le cose che descrivi son tutte vere e documentate. Tuttavia il “mio” problema è individuare un piano B. Lo devo al mio mestire passato. E , secondo me, senza un cambio di prospettiva radicale in Europa e in Germania fallisce non solo l’Italia ma l’Europa intera imboccherà la via del di un declino irreversibile almeno per tutta una fase storica. Nel qual caso la democrazia ce la scordiamo e avanzerann sulla scena i peggiori populismi,non importa se di destra o magari di sinistra. In mancanza di poltica sarà guerra con altri mezzi. Guerra sociale ,trasversale , confusa e distruttiva.
    In altri termini va fatta vanzare una visione alternativa.

  12. Giovanni Says:

    Caro Mauro non vorrei tediare i tuoi esigenti lettori,ma penso che il piano B a cui stai pensando sia in realta’ il tuo piano A ,cioè le elezioni anticipate ,anche con l’attuale legge elettorale,che poi detto tra noi ,soltanto i partiti minori sono interessati a cambiare
    Ma dirai,la sinistra ormai ha perso il treno,ciò che si poteva fare 4 mesi fa oggi non e’ possibile ,perché l’antipolitica ha fatto passi da gigante e persino Nichi e’ stato messo all’angolo,mentre il Bersani ha una paura tremenda di candidarsi alla guida del paese. Lui rimpiange il vecchio ministero ,per cui a ragione o no,si sente più tagliato : ah i bei tempi andati in cui il “Sacrestano”gli suggeriva chi nominare il quel posto o in quell’altro.Pensa il presidente dell’Isvap,nominato da Bersani ,e’ancora li da 14 anni Si tratta del vecchio direttore dell’Ina -assitalia ,un vecchio feudo democristiano,trasferito di pacca alle Generali per un piatto di fagioli.
    Di tutte le manovre poste in essere dal Ligresti ,il suddetto e la sua vice,sponsorizzata ,pare ,da Draghi,non si sono avveduti di nulla.Tutto e’saltato fuori quando l’Unipol si e’ messo in testa di prendere Fonsai.Perché le coop dovrebbero pagare i debiti di Ligresti e’un vero mistero,visto che non si e’sentito parlare di un piano industriale.
    Ci sono ,evidentemente ,”pesci più grossi”che vogliono prendersi la polpa e far pagare i debiti alle coop.
    Insomma ,Mauro,c’è in Italia una enorme “manomorta”,non soltanto ecclesiastica,che trasferisce ricchezze dal basso verso l’alto,immobilizzando la ricchezza nelle mani di pochi.
    Un governo di sinistra saprebbe affrontare questo problema?Dubito perché ha sempre delegato ai vecchi “democristiani”o ad sconosciuti parvenu.
    Bassanini per esempio,ha semplificato,la possibilità per gli ecclesiastici di ricevere beni per testamento eliminando l’autorizzazione dello stato.E la chiesa di fatti ha raddoppiato nell’arco di 12 anni il patrimonio.
    E’ipotizzabile un governo di sinistra che tassa al 70% i beni ereditati o donati agli ecclesiastici?Per ripartire Italia ha semplicemente bisogno di qualche colpetto ben assestato:tutti sanno dove sono depositati le ricchezze degli italiani.Un decreto legge notturno ,come quello conpepito e attuato contro i poveri dal dott Sottile nel1993.E nulla di più.
    Ma il Napolitano non firmerebbe mai.

  13. Gianni Says:

    A mio avviso il vero problema, come Mauro ha già sottolineato più volte, è che non avendo preparato un terreno di dialogo a sinistra e appoggiando il governo Monti Il PD ha perso, non andando alle elezioni, un’occasione buona per governare la crisi!
    Tutti si chiedono se aveva le condizioni interne per governare, visto le varie “correnti di pensiero” ma ora chiedere a Monti DI FARE QUELLO CHE “IN TEORIA” AVREBBE FATTO” è un pò eccessivo! Ma poi fatto: chi Bersani e i suoi ? Il Pd nel suo complesso mosaico?
    Diciamo che Bersani è stato astuto? Non avendo una proposta politica unitaria da spendere come PD , ha investito su Monti.
    Ma questo salva la sua segreteria non il bene del paese………..
    Certo il centro sinistra non puà prescindere dal PD, ma questo non parte mai, non azzarda una mossa in anticipo, gioca solo di rimessa, che sarà anche nello stile di Bersani, degli emiliano romagnoli, ma non dei bisogni del paese!
    Insomma evviva la CGIL e il 1° Maggio
    Uno straccio di idea, di cantire della sinistra lo lanciamo o no? Aperti al centro, ma che cavolo non si può stare sempre a insegurie Casini e sotto schiaffo del Grillo di turno……….
    Vorrei che la sinistra provasse a costruire qualcosa non sempre ad inseguire. come nella corsa dei cani, la lepre di pezza!
    Non si può essere Hollande in europa e appoggiare Monrti a colpi di voti di fiducia in Italia! la contraddizione è troppo evidente, ormai anche “ai semplici cittadini” Basta!!!

  14. Giovanni Says:

    Il Pd non e’ attrezzato per governare la crisi.Dovrebbe cooptare molte competenze che non si riconoscono,nei Letta,Fioroni,Gentiloni, Prodi ecc.

  15. mauro zani Says:

    Caro Gianni, hai ragione : da vendere.

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