Vittoria!

Impazza l’analisi del voto.
Lasciamo fare agli “esperti”.

Magari, in seguito, dall’analisi dei flussi si capirà meglio come son andate le cose al netto dell’astensione.

Intanto non c’è bisogno di essere particolarmente ferrati in materia elettorale per vedere lo scioglimento del PDL e la debacle della Lega.
Può esistere un PDL senza Berlusconi e una Lega senza Bossi?
No.
Non possono esistere.

Maroni può arrabattarsi finché vuole con la Lega 2.0 ma è una storia finita.

Nella merda peraltro.

Avanza il movimento 5 stelle di Grillo.

Già, come a Parma e Comacchio , ma anche a Budrio,(vedere i risultati del perdente) per restare in Emilia Romagna.

E il PD?.

Beh con il suo 25% in media nazionale si conferma ampiamente il primo partito. E’ però anche confermato , estesamente dopo Napoli e Milano, che con i suoi candidati fa poca strada.
Non solo a Parma ma anche a Palermo e Genova.

Difficile dribblare su questo punto facendo ricorso all’ipocrisia delle primarie usate come pietoso velo per nascondere le proprie magagne.

L’ho già scritto altrove ma lo ripeto adesso, alla luce della grinta malmostosa (gravissimo errore d’immagine) con cui Bersani ha rivendicato ieri una vittoria su tutta la linea impugnando Budrio contro Parma: c’è assai poco da godere quando si copula per interposta persona.

Tanto varrebbe farsi un giro su you porn.

A Palermo poi, dopo aver abbandonato per un pugno di voti (assai dubbi) Rita Borsellino a favore di un candidato che….. basta vederlo e ancor peggio sentirlo per capire come va a finire.

La svista appare clamorosa.

Il problema è che non si tratta di una svista.

E’ una linea politica conservatrice e statica che corrisponde per alcuni versi alla illusione ottica di Parma.

Dato che si è vivi e in piedi tra le rovine fumanti della cosiddetta seconda repubblica, realismo vuole che si rivendichi la propria vitalità.

Lo capisco.

Ma solo a metà.

Ciò che non capisco infatti è l’ostinazione a non capire quanto è avvenuto e ancora potrà avvenire.

Una chiusura tetragona.

Capisco che Grillo stia sulle palle(per certi versi simpatizzo persino) ma ciò non giustifica il cupo, rancoroso accanimento con cui una Rosy Bindi si presenta in TV scagliandosi contro il vincitore di Parma lanciando la ingenua e inefficace fatwa dell’antisistema.

A parte lo stile c’è qualcosa di più profondo.

Quel qualcosa che impedisce a Bersani di rivendicare la vittoria ottenuta per come è stata in effetti conseguita: sempre in coalizione con IDV, SEL e persino con La Federazione della sinistra.

Il PD vince spesso quando i candidati vengono da fuori di Lui.

Vince , quando offre all’elettorato una coalizione di centrosinistra.

Dove Lui, nella percezione degli elettori, è il centro e la sinistra sono gli altri.

Quegli altri che non sostengono il governo della tecnocrazia bancaria.

Capisco ( sono un tipo comprensivo) che la realtà dei fatti venga per nuocere al realismo di un PD in attesa di una legge elettorale che tolga di mezzo le coalizioni al fine di allearsi ex post con il centro.
Ma qui difetta proprio il realismo.

A parte il PD, un altro centro non c’è.

Attualmente.
E faticherà a riformarsi finché dura l’attuale crisi.

Un crisi, udite , udite: di sistema.

No, non avete forse capito bene: non semplicemente del sistema politico italiano.

Alludo, anzi mi permetto di indicare proprio il sistema di potere economico-politico- accademico – militare che regge le sorti dell’occidente. E in particolare dell’occidente europeo, con tutti i suoi annessi e connessi globali.

Molta gente comincia, per le vie più diverse, a percepire questo declino . Prova ne sia che , in Italia dopo l’adesione alle lezioncine, per lo più moralistiche, dei tecnici addetti al governo è già subentrato un disincanto diffuso.

In queste condizioni non basta proclamare la vittoria.

Affinché non si traduca in una vittoria di Pirro verso le elezioni politiche sarebbe utile capire – nel momento in cui è finita, la “fine della storia” proclamata dopo l’89- il vero limite della proposta grillina: l’alternanza nel governo politico, spazzando via l’attuale “casta” non basta.
Si rimane comunque entro le ferree (o bronzee) leggi del capitalismo finanziario di rapina che ha caratterizzato gli ultimi cinque lustri.

Dubito che il PD s’avventuri sul terreno di un’alternativa ideologica all’ideologia ancora in voga.

D’altro canto tiene ancora (seppur sempre più stancamente) la scena una genìa di cretini e /o furbastri, formalmente di destra o di centro sinistra che si palpano il portafoglio mentre proclamano ogni due per tre il proprio anatema (religioso) contro ogni ideologia.

Tuttavia il Re è sempre più nudo.

Ed è proprio adesso che bisognerebbe agire per annunciare un’alternativa “impossibile” iscrivendovi il proprio, necessario e coraggioso e anticonformista riformismo politico.

Altrimenti la vittoria odierna si tradurrà a breve –per usare un gergo borsistico e dunque alla portata della classe politica odierna- nel “rimbalzo del gatto morto”.

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5 Risposte to “Vittoria!”

  1. claudiopagani Says:

    aaa

  2. claudiopagani Says:

    In precedenza un refuso.
    Il commento segue.
    Tanto tempo fa alla scuola di partito imparai , su un testo di Togliatti mi pare, che in Europa le grandi crisi economiche sono + favorevoli alle destre anche fasciste che alle sinistre..
    Se mi posso permettere mi pare che Mauro dia troppo per scontato che il solo proporsi ,senza se e senza ma, della cosiddetta “foto di vasto” determinerebbe una travolgente vittoria ; io penso invece che sarebbe una premessa necessaria ma ,forse, non sufficiente perchè basterebbe a metterla in forte difficoltà lo “scendere in campo” di un qualche novello “unto del Signore” ( che certamente lorsignori stanno “testando” nei loro laboratori) che si ponesse l ‘obiettivo di federare tutto quello che c’è fuori di della sinistra ivi compreso il movimento di Grillo che , mi pare a occhio e croce non possa considerarsi del tutto non in vendita visto che Grillo di mestiere fa il comico – entertaner e quindi non può essere insensibile ai media…A questo proposito vorrei sottolineare che negli ultimi mesi c’è stata una forsennata campagna mediatica proprio a favore di Grillo , anche a suon di sondaggi taroccati + simili a profezie che si autavverano, guidata da quel notorio terzista di Mentana che peraltro è cresciuto alla scuola televisiva di Arcore e che non ha certatamente dimenticato la MITICA discesa in campo di B che a suon di sondaggi e di comparsate televisive in poco + di un mese guadagnò altre il 20 % ; a me Grillo proprio quello mi fa pensare compreso un finale da brivido con il federatore che federa anche Grillo , magari regalandogli una televisione per i suoi shows, e vince trionfalmente le elezioni 2013..
    Ieri sera Mentana a chi gli diceva ( proprio il suo sondaggista Masia) che il successo di Grillo è dovuto anche ad un enorme grancassa mediatica Mentana ,ineffabile, rispondeva che lui ” doveva” pur dargli lo spazio che i grandi partiti si prendono da soli..; in pratica Mentana memore della lezione del suo (ex?!) capo ha deciso che Grillo deve arrivare al 20 % e gli da lo spazio televi sivo conseguente…+ chiaro do così….

  3. mauro zani Says:

    Claudio. Una cosa giusta e una che non condivido.
    La prima.E’ vero che la sola foto di vasto non basta. Ci vuole altro. Un progetto nuovo agito da persone possibilmente nuove ma non nuoviste.Con la consapevolezza che va indicata una mèta , una visione, un approccio critico allo stato di cose esistente non solo in Italia.Ci vorrà tempo.
    Quanto a Grillo agisce un riflesso condizionato d’altri tempi nel PD che non gli fa del bene, al PD.Bisogna guardare ai grillini molto più che a Grillo. Il grillismo non è un mero fenomeno mediatico. A Parma hanno vinto perchè si son ritrovati soli a a fare un’opposizione puntuale e coerente alla giunta del centrodestra.in sostanza vincono perchè hanno messo radici nei territori.E’ grave errore sottovalutare questa reazione all’impotenza della politica.
    Dopodichè mi è del tutto chiaro che in Europa possono prevalere nello straniamento “culturale” attuale fenomeni di destra populista. Appunto per ciò non ci si può ergere a difensori seppur riformisti ai margini dell’andazzo (sistema) attuale. Se lo si fa , ci si assume una grave responsabilità. Insomma bisogna tornare ad assumere un punto di vista nettamente altro rispetto allo stesso modello burocratico europeo. Non lo si fa.

  4. roberto Says:

    Il signor Gino la vede diversamente:
    “A Parma oltre l’80 % dei voti andati alle liste di centro e di destra sono confluiti sullo sfidante di Bernazzoli. ….. Un voto distruttivo, guidato dall’invidia e dall’accidia, che rende bene l’idea di quanto logorata sia la razionalità collettiva e lo stesso legame sociale. Al primo turno le Cinque stelle interpretavano ancora, per quanto in modo lasco e ampiamente contagiato, una diaspora riconducibile all’irrequietezza della sinistra. Al secondo turno, in seguito all’afflusso di voti dalla destra (e in proporzioni inusitate, in un rapporto di 3 o 4 a 1) è avvenuto un mutamento di qualità.”

    Non ho gli strumenti culturali di Anderlini, ma la penso in modo assolutamente diverso: nel modenese gli ingegneri che hanno progettato i capannoni erano provvisti di conoscenze tecniche, ma poi è venuto giù tutto (o quasi).

  5. maurozani Says:

    @. Roberto.
    Già, tendo a pensarla come te.

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