Domani.
1) Confesso.
Tifo per l’Italia contro la Germania.
Nel calcio come nel negoziato di Bruxelles.

Ho sempre considerato nefando lo slogan anglo, secondo cui : Right or wrong this is my country.

Ogni sorta di nequizia e di orrore, nella storia, sono stati giustificati da questo principio cardine dell’Impero britannico e in seguito integralmente adottato dagli USA. Fino a sorvolare, senza colpo ferire, sul crimine contro l’umanità che portò il Presidente Truman , “l’assassino di massa” (definizione di Goldhagen) a uccidere oltre 300.000 giapponesi per ragioni puramente politiche, ideologiche e persino razziali.

Ciò, doverosamente premesso- ad evitare l’accusa di nazionalismo cripto- fascista da parte dei soliti progressisti all’acqua di rose, gente senz’arte né parte dedita ad ogni sorta di compromessi anche con gli ininfluenti e patetici relitti del trapassato remoto,( vedi alla voce Casini)- nel calcio come nella politica temo la sconfitta.

Per quanto conservi più speranza (irrazionale) nel primo che non nella seconda.

Tuttavia Monti (dal suo punto di vista) sta giocando una partita ben impostata.
Lo schema di gioco non è infatti privo di un certo tasso di abilità tattica.
Non facciamoci confondere dall’arroganza della Cancelliera, anch’essa buona giocatrice.

Anzi ,formidabile.

Sarà pure “inchiavabile” ma è senza dubbio dotata di una quantità di neuroni neppur lontanamente paragonabile a quelli che si rincorrono ormai confusamente entro il cranio, non più pelato, del cavaliere di Arcore.

Cosa ha detto la Cancelliera ai suoi in vista del negoziato?

“Finché sarò viva niente Eurobond, non ci faremo carico del debito “totale” dell’Eurozona.”

Va rilevato quel “totale”.

Ha il chiaro e scaltro significato di una semi-apertura alla proposta di Monti che punta a far intervenire il fondo salva stati , o come diavolo si chiama adesso, in funzione di calmieramento del famoso spread oltre il 60% del PIL. Solo però per i paesi che hanno fatto una severa cura di risanamento con particolare riferimento al deficit. Da qui l’imperativo di portare in Belgio una riforma del Mdl che fa letteralmente schifo. Credo di poterlo dire dopo che il capo della Confindustria l’ha , fantozzianamente, definita come una boiata.

Sia come sia qui si gioca tutto il margine di trattativa dopo che Hollande ha abbandonato l’idea degli Eurobond anche perché la Francia non ha, tradizionalmente, troppo interesse ad una proposta che inevitabilmente chiama in campo cessione di sovranità in vista dell’Europa politica , progressivamente federale.

In ciò risiede peraltro la debolezza della Francia di fronte all’evidente bluff dei tedeschi che invocano a parole più Europa proprio in faccia ai francesi.
Per la serie fatevi sotto se volete ..e potete.

La trattativa quindi è particolarmente complicata.

2) A parole tutti, chi più chi meno, possono anche convenire sull’inoffensivo documento preparato da quattro dell’Ave Maria, recitatori di litanie formali per l’unità politica, e prima ancora bancaria e fiscale.

Vedi le sette paginette redatte da Draghi,Barroso e Juncker patrocinate dall’illustre sconosciuto Rompuy. Che sarebbe, nientemeno, che il Presidente dell’Europa.

Ma l’oggetto del contendere non riguarda i tempi lunghi.

Bensì il qui e ora: lunedì prossimo quando si darà luogo all’ordalìa dei mercati.

Ora, se Monti riesce a far passare la sua proposta , già boicottata dalla perfida Albione e ridicolizzata dal solito Rehn (d’ora in poi Paracetamolo), essa risulterà comunque fortemente condizionata da tutta una serie di teutoniche clausole vincolanti. (Di cui, ci scommetto, si sta discutendo proprio in queste ore).

E per noi, “maiali”, saran cavoli amarissimi.

In più la proposta montiana avrà come inevitabile e non secondario effetto collaterale, di lasciare nella cacca, in primis, Spagna e Portogallo.

E i mercati continueranno a fare il loro lavoro che , forse impropriamente vien chiamato comunemente speculazione, dato che il mercato finanziario ha,necessariamente, una sua logica di funzionamento: si allontana dal rischio.

L’Italia potrà avere, forse, un pochino di tregua.

Non è una soluzione .
Solo una temporanea e breve dilazione.

A Monti serve per poter almeno illudersi di doppiare il capo di Buona Speranza del 2013.

Dopodiché chi s’è visto s’è visto e buonanotte ai suonatori.

A noi , no.
A noi Italiani serve a poco.

Tra l’altro l’alleanza “maialesca” (vedi post precedente) da me ed altri volenterosamente invocata, resterà lettera morta in attesa del disastro incombente.

Tanto più che , in Italia, Bersani ha già chiarito che starà con Monti a prescindere.

Bravo , bene.

Facile che farai la fine del Pasok, come scrive il Manifesto stamani.

E , credimi, (tanto so che qualcuno mi legge per conto tuo) non me ne compiaccio affatto. Per molte e diverse ragioni, umane e “storiche” che è adesso inutile richiamare nel dettaglio.

Morale, non brevissima, della favola.

Monti gioca la sua partita da liberale e liberista convinto.

Cerca d’infilarsi in una breccia, anzi in uno spiraglio, appena socchiuso dalla Merkel
Dicono che batterà i pugni sul tavolo.

Non credo.

Per farlo bisognerebbe anzitutto chiarire alla Merkel che è anch’essa una “maiala”.

Chiedo scusa ma non conosco il femminile inglese (posto che vi sia) del termine Pig.

In ogni caso basterebbe applicare alla Germania il calcolo del debito così com’è applicato a tutti gli altri componenti dell’Eurozona.

Vale a dire che sarebbe d’uopo , dopo vent’anni dall’unificazione tedesca, computare nel debito della Germania anche le spese della sua Cassa depositi e prestiti (KFW) al pari di ogni altro paese.

In tal caso i tedeschi precipitano subito nel nostro porcile con un debito pari al 105% del PIL del loro paese. (Fonte: Un inchiesta di Aldo Gianulli Ed Ponte alle Grazie).

Se poi davvero si volessero battere i pugni sul tavolo , beh potremmo andare indietro non di molto nella storia del vituperato novecento.

Ricordare l’abbuono totale dei debiti tedeschi in virtù del (giusto) senso di colpa per l’ignobile trattamento riservato dai francesi (principalmente) alla Germania in quel di Versailles.

Ma , per la verità storica, anche come premio alla diga anticomunista fornita dalla RFT, “siamo tutti berlinesi” (Kennedy) durante la guerra fredda.

Per varare l’Euro abbiamo molto dato ai tedeschi.
Ciò non ci esime del tutto e per dir la verità neanche in parte, dai nostri comportamenti “maialeschi”, tuttavia la Germania deve rendersi conto che fare l’Europa è cosa esattamente contraria e opposta a contemplare un Quarto Reich.

O , anche solo coltivare l’idea ,primigenia, di un Euro riservato alle nazione nord-europee.

Ma il “tedesco” Monti si muove con convinzione e legittimamente su di una visione del tutto diversa rispetto a tali obiezioni.

Non batterà i pugni sul tavolo.
Punta ad esser cooptato tra i virtuosi.
Costi quel che costi agli italiani.

Alla fine e ben che vada usciremo dal vertice di Bruxelles avendo guadagnato un mese.
Non tanto di più.

E’ il risultato inevitabile del fallimento della famosa “Convenzione per l’Europa” avviata a Laeken.
Molto tempo fa.
C’ero. Quella volta in Belgio, in rappresentanza del parlamento italiano.
Da tanto tempo nessuno ci crede più.

La festa è finita.
Non solo quella dell’Europa.
Ma anche quella dell’Occidente intero preda di una globalizzazione senza regole nei mercati finanziari.

Massimo artefice del disastro occidentale, il democratico Clinton e i suoi corifei europei e italiani (do you remember l’Ulivo mondiale e successive cazzate?).

“E’ l’economia , stupido!”

No.

E’ la globalizzazione, col suo necessario e tollerato seguito di finanza avvelenata, cretino!

Ergo dopodomani bisognerà ripartire .

Da zero.

Noi non ci saremo.

Tuttavia la verità , valutabile non secondo approcci teorici o principi morali, ma meramente effettuali è che il capitalismo storico è finito nell’epoca della globalizzazione dei mercati.

Insieme ad esso la democrazia occidentale è a rischio.
Guscio ormai vuoto facile a rompersi.

Da qui bisognerà ripartire.

Ma di ciò si parlerà in questo blog, quando se ne avrà voglia, in seguito.

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Una Risposta to “”

  1. Giovanni Says:

    Mauro,visto, abbiamo guadagnato le ferie.
    Ora tocca a noi.Solo gli italiani possono salvare l’Italia,la cui crisi strutturale non ha nulla a che fare con l’attacco a l’Euro.
    Spero che almeno su questo ultima notazione sarai d’accordo o no?

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