Archive for luglio 2012

Aggiornamento 2.

luglio 10, 2012

“Scudo anti-spread, falchi sconfitti” titola oggi la Repubblica con riferimento al vertice UE di ieri.
Va bene che il quotidiano in questione è impegnato a sostenere la nuova stagione tecnico-politica: la grande alleanza esclusiva tra “tecnici”, PD e UDC , qualche parte del PdL e cascami vari.

Tuttavia , da una breve ricerca non risulta alcun falco abbattuto in tutto il Belgio. Peraltro, al pari dei corvi, trattasi di specie protetta in tutta Europa.

Ieri , in verità, si dovevano mettere a punto i dettagli per il varo dell’ESM (meccanismo europeo di stabilità, più noto come fondo salva stati) come evoluzione/liberazione dal capestro costituito dal Efsf. (Fondo europeo di stabilità finanziaria).

In concreto. Si sarebbero dovute contrattare le condizioni pratiche per l’uso dei 350 miliardi, virtualmente disponibili, in funzione di scudo anti-spread.

Non s’è fatto nulla di tutto ciò, rinviando i diavoleschi dettagli a un nuovo vertice del 20 luglio e di un Super-Super vertice convocato per il 25 luglio.

In attesa della data ,fatidica e benaugurante , nel partito Repubblicano/Democratico si dice che l’Italia a Bruxelles ha “scavato una trincea” difendendo così il risultato conseguito alla fine di giugno.

La trincea.

Non porta bene.

Non suoni offensivo il paragone storico.

Alla Cancelliera basterà passare , per le Ardenne con le truppe nordiste compatte al seguito. Non si punterà su Parigi, stavolta . Si piegherà, fulmineamente, a Sud seguendo, verosimilmente, un percorso tortuoso . Ma a Sud certamente.

I sudisti che avranno l’ardire di chiedere l’intervento del famoso scudo dovranno sottoporsi preventivamente al “colpo di falce” dei nordici.

E intanto il generale Agosto incombe.
L’anno scorso continua.
E sarà ancor peggio.

Mentre qualcuno, sempre nel partito Repubblicano/Democratico afferma che con 100 miliardi dell’ ESM si possono comprare la metà dei BTP italiani fino a tutto il 2013, quella Cassandra di Roubini c’informa che siamo a corto di contromisure e che il fondo salva – stati dovrebbe essere almeno quadruplicato : “in caso contrario si avrà una crisi più grande , non tra sei mesi ma nelle prossime due settimane”.

Può darsi che la cassandra esageri.
Resta che a Bruxelles è in atto un mulin gazzino dal quale non si esce.
Un vertice rinvia ad un altro e poi a un altro ancora, fino a che i nordisti potranno proclamare la loro secessione legittimata dalla disunione dei Piigs sempre impegnati, ognuno per conto suo, a fare i compiti a casa, dato che anche quest’anno sono stati rimandati ad ottobre.

In tal angusto e disperante contesto La strategia Montiana (che esiste) è ormai chiara.

Abbastanza semplice nel suo obiettivo cinismo: svalutare, a passo di corsa, un intero paese impoverendolo al punto da renderlo competitivo, in un lontano e inconoscibile futuro, nell’economia europea e globale.

I tecnici per definizione son impietosi. Debbono esserlo. La cancrena è ormai talmente diffusa che bisogna procedere senza indugio a severe amputazioni austeritarie che coinvolgono anche la politica i suoi pessimi attori partitici e più avanti, chissà, anche le normali procedure democratiche.
Le quali ultime appaiono già ora come pallide ombre( non cinesi) sullo sfondo della disgregazione progressiva dell’Europa.

Intanto i progressi, in Italia,(almeno sul piano sociale) continuano a ritmo serrato.

Dal TG1 di lunedì 2 luglio : “oltre il 36% dei giovani italiani sono “esposti alla mancanza di lavoro”.

Dolciastro, disgustoso, eufemismo tipicamente Montianforneriano

Sta per disoccupati. In italiano corrente.

Ma ormai anche un nuovo lessico quotidiano s’impone.

Dopo gli operai e impiegati trasformati in “collaboratori” dal socialista Sacconi e dal socialista Brunetta nell’epoca Berlusconiana, oggi con l’avvento dei Professori siamo approdati agli esposti e agli esodati.
Una perfetta, conseguente, continuità. Logica e temporale.

PS. Avviso ai lettori .
La descrizione dei vertici, sotto- vertici e super- vertici mi ha già , di molto, annoiato, come credo tutti voi.
Ergo ,prossimamente passerò alla pars construens.
Per come la vedo io , naturalmente. Non ci s’aspetti granché .Niente a che fare con Bacone che conosco solo alla lontana. E forse anche poco a che fare, se non di striscio, col metodo scientifico in senso lato. Procedo , come sempre ad orecchio , ovvero a naso: qualche esperienza , poca scienza, un certo intuito. Comunque ci si può sempre prender la briga di valutare coerenza e sequenza previsionale(tanto per coniare un nuovo concetto) nell’archivio di questo blog.
Può esser istruttivo, anzitutto, per i Democratici confluiti nella Repubblica delle idee.

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Aggiornamento.

luglio 5, 2012

Per usare il solito francesismo, ci stanno a prendere(con rispetto parlando) per il culo.

Grande successo di Super Mario.
Ha conseguito il fondo (striminzito) salva stati in funzione anti-spread.
Salvo aggiungere, paraculescamente, che l’Italia non lo userà.

A ruota l’altro Super Mario, quello insediato alla BCE, non Balotelli, chiarisce che la banca centrale non interverrà più ad acquistare titoli di stato sul mercato secondario.

Risultato netto: nella lotta contro lo spread, diminuisce, di molto, la potenza di fuoco.

Altro che firewall.

Una pistola ad acqua.

Il cui eventuale uso resta comunque sottoposto alla discrezionale condizionalità della ormai, giustamente famigerata, troika.

Volete l’aiutino?

Beh allora vi facciamo un gran mazzo di tassi d’interesse.

Non a caso Cipro , per non saper né leggere né scrivere, si rivolge alla Russia di Putin invece che agli strozzini componenti il suddetto trio.

In Italia intanto proseguono i compiti a casa.

Si sa .

Gli esami non finiscono mai.

Dunque una nuova manovra aggiuntiva spacciata per spending review.

Che bello.

Non si tratta di ulteriori tagli alla spesa sociale.
Solo una lotta coerente e rigorosa contro gli spreconi.

A partire se ho ben capito dagli ospedali. Dato che con i quindici (15) milioni risparmiati da Palazzo Chigi ci si posson comprare giusto le sigarette.
Per non dire della vera e propria porcata di togliere 200 milioni al già tartassato (dalla Gelmini) sistema dell’istruzione pubblica per passarli, lestamente, al sistema privato. E non importa se , alla fine la porcata passerà oppure no.
I Signori tecnici hanno comunque ideato , tecnicamente parlando, un furto con destrezza.

Intanto , guarda il caso, il rapporto deficit/ PIL raggiunge il suo traguardo storico.

E solo un emerito imbecille può sul serio pensare che impoverendo a dismisura gli italiani si possa rincorrere l’aumento dei tassi d’interesse.

Basta un lapis per fare i conti della serva.

Si capisce subito che ,con un rapporto deficit/ Pil all’8%, anche vendendo il Colosseo, non raggiungeremo mai  il 60% del fatidico rapporto debito/PIL come richiesto dal patto fiscale.

In queste condizioni è del tutto chiaro che mai nessuna revisione di spesa potrà battere in velocità ed ampiezza lo “spread” tra aumento del debito (crescente) e Pil (calante).

A tal proposito faccio sommessamente notare che quando il governo indicava in un massimo dell’1-1,5% la diminuzione del Pil, ebbi a scommettere- da ignorante della scienza triste , qual sono – su (almeno) il 2,5%).

Scommessa vinta stando ai dati previsionali della Confindustria che indica, già adesso, un meno 2,4%.

Insomma abbiamo a che fare con un governo di illustri imbroglioni.

Gente che pensa , non importa se in buona o cattiva fede, che deprimendo ulteriormente l’economia reale a partire, ancora e sempre, dal costo del lavoro e dalla rottura di ogni residua coesione sociale si possa alfine uscire dal tunnel.

A costoro non passa neppure per la testa che solo aumentando di molto il valore del lavoro, quindi il suo valore aggiunto in relazione alle merci (beni e servizi) prodotti e dunque, correlativamente, anche la sua retribuzione, si possa imboccare la via di una ripresa nel serrato ambito della competizione internazionale.

Il paradosso è che proprio in questo campo la Germania dovrebbe insegnare.

Ma i nostri Professori sanno già tutto.
E, imperterriti ci conducono verso il baratro.
E se ne vantano pure.
Di fronte ad una politica che s’è fatta di nebbia.