Battaglie perdute.

Le battaglie perdute sono quelle che non si sono mai date.

Mi viene in mente di nuovo, dopo aver appreso che Salvo Cannizzo è morto. Ucciso da un cancro al cervello a soli 36 anni. Era stato a lungo in Kosovo prestando servizio nel reggimento San Marco. Lo congedarono con “ben” 769 euro al mese (lo apprendo da Repubblica di oggi).
“Non posso scegliere come vivere, però posso scegliere come morire” sembra abbia detto motivando il suo rifiuto a sottoporsi alla chemioterapia.

La sua storia è in qualche modo esemplare.
La riassunse lui stesso ancora di recente ricordando che, a differenza degli italiani, i soldati USA si avvicinavano alle carcasse fumanti, dei tanks bombardati con proiettili all’uranio impoverito ben muniti di tute protettive e apposite maschere.

Adesso i soldati italiani continuano a morire. A molta distanza da quella guerra un cui fine non secondario era dare l’indipendenza al Kosovo di Hasim Thaci dal significativo nome di battaglia “il serpente”.
Oggi il Kosovo è piattaforma logistica per i mercanti di droga e armi.

Al di là di ciò , quando iniziai la legislatura nel parlamento europeo mi era sembrato urgente allestire una vera e propria campagna per richiamare l’attenzione su tutti quei morti.
Gente poco più che ventenne falcidiata in massima parte da varie forme di tumori del sangue.

Solo che la speculazione demagogica, specie di fronte a quei morti non era nelle mie corde.
Per la verità non lo è mai stata ,per così dire in via normale, avendo io una visione piuttosto elitaria della politica che non si deve mai piegare alla ricerca di un facile quanto effimero consenso.

In più erano ben note le mie idee su quella guerra.

Ed era per conseguenza molto facile accusarmi di voler strumentalizzare un dramma umano per fini politico-ideologici.

Da qui l’idea di ricorrere, tramite un amico scienziato , ad alcuni esperti dell’università di Bologna , ai quali chiesi di fornirmi, privatamente, qualche elemento in più rispetto alla pubblicistica corrente.
Era davvero l’Uranio impoverito la causa di quella strage di giovani?

La risposta che mi giunse in modo informale fu assai dubitativa.
Mi si fece notare che c’erano statistiche che validavano la tesi secondo cui le forme di leucemia che colpivano i militari rientrati dal Kosovo rientravano nella media della popolazione giovanile di quell’età.

In più non vi erano , non ancora almeno, i presupposti scientifici per accreditare la pericolosità dell’uranio impoverito in quanto tale.
Mi si fece notare che probabilmente le alte temperature prodotte nell’impatto di quei proiettili con l’acciaio dei carri armati, o altro, potevano di per sé produrre varie e diverse sostanze pericolose.

Insomma non vi erano evidenze all’epoca in grado di comprovare la diretta pericolosità dell’uranio impoverito.

Da parte mia rimasi alquanto scettico.
Tuttavia rinunciai a dar luogo a quella che avevo immaginato come una campagna politica di raccolta firme da , eventualmente, presentare nel parlamento europeo per sollecitare un’inchiesta internazionale.

Oggi, mentre quei giovani continuano a morire non ho più dubbi.

Ma è ormai tardi.

Quella guerra è lontana.
Altre di più distruttive si sono nel frattempo concluse .
Altre ancora sono in corso .
Altre si stanno mettendo a punto nei dettagli operativi.

Non si rinuncerà all’uso dell’uranio impoverito.
Questo è certo.
Poco costoso , durissimo, grande potere di penetrazione.
Economia più efficacia.
Il resto sono danni collaterali.

E , nel resto c’è anche la colpevolezza, non redimibile, di quanti potevano fare qualcosa e non lo hanno fatto.
Anche a costo della solita battaglia persa.

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9 Risposte to “Battaglie perdute.”

  1. Gianni Says:

    Tante sono le battaglie perse e le botte nei denti prese, anche da me caro Mauro e ti capisco!
    Rimane il rammarico e qualcosa di più, ma è importante saper riconoscere i propri errori e/o le sottovalutazioni dei problemi!
    Quanti politici odierni son disposti a farlo??? Pochissimi anzi tendono a risovere tutto con una battuta, un nervoso ridacchiare; dicendo che erano “epoche lontane, del secolo scorso”, non rendendosi conto che ormai in un mondo così “veloce” stanno diventando dei Dinosauiri magari circondati da “sangue giovane”!

    No allo scontro generazionale ma neanche allo scontro tra il “pochino” e l’accettazione del Montismo !!!

    Insomma o si ha il coraggio di intraprendere una strada “alternativa al sistema…….”(non aggiungo la parolina se no divento un pericoloso sovversaivo e sono contro la governabilita del paese, l’assunzione di responsabilità in europa, ecc) o andiamo come dicevano i nostri anziani “tutti in vacca” e poi ci risolleveremo? Se lo ha fatto l’Argentina forse lo possiamo fare anche noi…………….
    Problema: ho figli e sono preoccupato qualcuno mi dice troppo, ma se stà sinistra mi lascia come unico pensiero positivo il fatto che siamo governati dalla Bundesbank, beh mi sembra un pò poco……….

  2. roberto Says:

    Aproposito di battaglie perdute, copio e incollo:

    A dieci mesi dall’arrivo in pompa magna dei tecnici al governo, l’Italia si scopre più povera, ancora più priva di certezze sul futuro e senza che abbia centrato anche un solo obiettivo in tema di economia. I conti risultano paradossalmente peggiorati, rispetto alle cifre a disposizione alla fine dell’esperienza di governo dell’ex premier Silvio Berlusconi. Colpa di misure-salasso, che anziché fare bene ai conti, li hanno maggiormente devastati, tramite il collasso del pil.

    A dieci mesi di governo Monti non solo le cifre pietose sui conti e sul pil mettono a nudo il fallimento di questo esecutivo dalle previste abilità miracolistiche, ma al contempo non è stata varata alcuna riforma. Per essere ancora più chiari, rispetto a novembre non sono stati compiuti passi in avanti su alcun fronte, ma anzi abbiamo visto peggiorare le cifre attuali e le stime sul futuro dell’economia italiana.

    Ma tutte le misure Salva-Cresci-Rilancia Italia che fino hanno fatto?

    A poco vale la promessa del ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, per cui il governo starebbe lavorando per evitare che l’IVA debba essere innalzata anche successivamente il 30 giugno 2013. L’unica certezza che ci stanno dando i tecnici è che se le cose andranno per il meglio, ci si impegnerà a non aumentare le tasse. Un fallimento colossale, malgrado i tagli alle pensioni; la reintroduzione dell’IMU sulla prima casa e l’aumento spropositato sulle seconde abitazioni; gli aumenti costanti e imponenti delle accise sul carburante; l’introduzione di altri balzelli e tagli ai servizi. E a fronte dei sacrifici, che fine hanno fatto le liberalizzazioni, le privatizzazioni, la riduzione della macchina burocratica, la riforma del mercato del lavoro?

    E’ proprio vero. Governare non è come tenere una lezione all’università.

    Link: http://www.investireoggi.it/economia/crisi-economica-e-sacrifici-a-perdere-niente-pareggio-di-bilancio-nel-2013

  3. Giovanni Says:

    Le battaglie perdute sono dunque anche quelle mai combattute.Ma perché si rinuncia a combattere? Perché ,a volte vi é la possibilità di prevederne l’esito.Oppure perché non vi é un interesse sufficiente a combattere,a rischiare qualcosa.A mettersi in gioco,combattere e perdere.
    La più grande battaglia perduta nel secolo scorso éstata quella per la democrazia economica.Mai combattuta perché neppura compresa.Hanno vinto senza combattere perché ignoravamo la posta

  4. mauro zani Says:

    @Giovanni. Non diedi quella battaglia non trovando un valido supporto tecnico alle mie convinzioni.Sbagliai per il timore d’incorrere in una facile demagogia.Altra e ben diversa cosa è quella (battaglia) per la democrazia economica. Su questo sempre mi battei e sempre fui isolato e battuto.

  5. mauro zani Says:

    @Roberto. Non vi è ormai alcun dubbio. Il governo dei tecnici ha fallito clamorosamente. C’è però un dettaglio. La maggioranza degli italiani continua ad avere fiducia in Monti (sindrome di Stoccolma) . La ragione è fin troppo ovvia : la politica non è potabile insieme a tutti i suoi partiti. Il rischio insito in questa situazione è palese, almeno pe rme. Quello di una dittatura tecnocratica in forma democratica.Dirò qualcosa in più su questo paradosso in un prossimo post.

  6. Giovanni Says:

    Caro Mauro,so bene che ti sei sempre battuto per la democrazia economica pagando personalmente il prezzo dovuto dagli onesti.
    La mia “risposta”,in realtà era diretta a rimarcare la preminenza di quella battaglia rispetto a tutte le questioni di cui ci siamo occupati nel bene e nel male.Oggi con il trionfo e la glorificazione del capitalismo finanziario tutto appare più chiaro

  7. marco capponi Says:

    Caro Mauro, come puoi immaginare mi sento coinvolt. Venni da te con tre colleghi, bravi, stimnati, giovani, più a sinistra di me (se posso dire). UNi era un unicersitario e gli altri due ricercatori dell’istituto nazionale di fisica nucleare e lavoravanio(lavorano tutt’ora) al CERN. Avevamo preso la codsa sul serio e loro, in particolare, avevano studiato davvero dati, opinioni e conclusioni. Lo stato dell’arte era quello, allora. Non so se ci siano stati ulteriori svluppi, ma alora era quello. MI sembra giusto difendere la serietà e la onestà intellettuale di chi di espresse quellle opinioni richieste. A volte la onestaà inteklettuale si oaga, ma reputo che anch’essa sia di sinistra. Poi si possono anche fare delle battaglie come quella, medievale, (in difesa della proprierproprietà terriere contro l’interesse pubblico) contro il passaggio degli elettrofdotti interrati, scientificamente risibile, ma forse gratificante. Perdonami, non prenderla come una polemica ma certi sentimenti non sono capace di prenderli alla leggera.

  8. mauro zani Says:

    Caro Marco, non ho proprio nulla da rimproverare ai tuoi colleghi che si dimostrarono , anzi , assai disponibili a offrirmi un supporto tecnico scientifico gratis et amore dei. Li ringrazio ancora oggi. Il problema non è loro e neppure tuo . Solo mio. Un uomo politico deve saper ascoltare e poi decidere in solitudine. Sempre. Decisi di non dar battaglia e sbagliai.La responsabilità è solo e unicamente mia.

    PS1. Quanto agli elettrodotti non ne so mezza.
    Solo ho imparato , a mie spese, che certi luoghi comuni che tu definiresti antiscientifici e medievali a volte hanno un certo fondamento.
    Infatti , i miei linfociti son tornati nella norma solo dopo che mi son allontanato da un’abitazione esposta in prima linea (40 metri) all’irradiazione di un ripetitore per cellulari. Anche la mia vecchia gattina , data per spacciata (leucemia fulminante) sta benissimo.

    PS2. In quel palazzo anche altri, purtroppo hanno subito gravissime conseguenze. Anche mortali.

  9. marco capponi Says:

    Si , me lo avevi detto. Ma mentre, con tutti i dubbi sulle vere cause (magari il famigerato parcheggio di piazza xiii gossto), le onde elttromagnetuìiche, senza schermi e, ad alta frequenza anche se schermate, hanno un impatto sugli organismi biologici. Basti pensare ai deleteri e certi effetti della tintarella sui tumori della pelle, contro la quale nessuno fa grandi battaglie tese ad impedire ai bambibi di andare in spiaggia.
    Nel caso degli elettrodotti mi are propro che i timori siano insussistenti, ma non si sa mai, la scienza non si nutre dii certezze, nonostante quello che si pensa, ma di umiltà intellettuale e , per quanto p’ossibile, obiettività.
    Poi so anche io che la scienza non nsolo non é infallibile e nemmeno neutrale ma oggi credo si possa ragionevolmente dire che la terra non sia piatta.
    Il rapporto tra scienza e politica é molto complesso, se a prendere in solitudine una decisone sei tu (senza ruffianerie), mi sento alquanto garantito, ma non sarei per generalizare ed estendere questo principio a chicchessia (Ho in mente esempi orribil).
    IL mondo é pieno di esperti ansiosi di attaccare il somaro dove vuole il padrone e conosco eccellenti astrofici che, per ragioni politiche, sosterrebbero che il nostro pianeta abbia la forma di un paralelepipedo sottile ( e potrei fare qualche nome), Ciao a te e a tutti
    PS Grazie per avermi definito “scienziato” :-))

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