Ci vorrebbe un partito.

L’alleanza tra la tecnocrazia e il populismo ha ormai raggiunto in Italia un punto di non ritorno.
Interessi convergenti.

Contro la politica.

Siamo ormai entrati in una fase post democratica.

A furor di popolo: cornuto e mazziato.
Reso cornuto(il popolo) da una politica ormai totalmente delegittimata dagli scandali che la coinvolgono e che non ha più diritto ad alcuna prova d’appello, agli occhi dei comuni cittadini, dopo che son trascorsi un buon paio di decenni dalla stagione di tangentopoli.

Mazziato duramente (il popolo) da un’espertocrazia che contando proprio sulla rivolta popolare contro i partiti ha da tempo ridotto la politica ad una semplice funzione strumentale del proprio gioco in favore degli interessi del capitalismo globale.

Da qui Monti chiarisce che Monti …. c’è.
E che ci sarà , in un modo o nell’altro per un lungo periodo.

Così d’altro canto vanno le cose da quando: “I politici si considerano le pedine di un gioco di potere governato dal capitale che agisce sul piano globale”. U. Beck dixit.

Già. L’alleanza “oggettiva” che presto si muterà in patto scellerato tra tecnocrati e populisti può contare proprio su ciò che l’autore sopra citato chiama una “politica che persegue in maniera attiva la propria autodistruzione”.

Resterebbe da capire come e perché la politica abbia scelto, consapevolmente questo eutanasico destino.

E qui è inutile andar per le lunghe.

La politica ha cominciato a morire nello stesso momento in cui ha deciso che la globalizzazione economica e la globalizzazione tout court era cosa più grande di noi. Noi tutti.
E che dunque non si poteva e anzi non si doveva elaborarne ed assumerne una critica nella teoria politica nella sub cultura sociale, nel senso comune e nella pratica di governo.

La politica ha poi esalato l’ultimo respiro quando ha deciso che gli interessi dei mercati dovevano esser tutelati tramite le cosiddette “riforme strutturali” , paese per paese.
I famosi compiti a casa.

E, infine il suo cadavere (della politica) ha cominciato a mandare cattivo odore quando , in conseguenza di questa subalternità, ha rinunciato in modo definitivo a dare un’identità stabile ad ogni partito.

Infatti le differenze tra i partiti si sono ormai attenuate fino al punto che gli inermi cittadini li considerano tutti più o meno uguali.

Se proprio non c’è nulla da fare contro un andazzo che ci sovrasta “globalmente” , beh allora mettiamoci nelle mani esperte dei tecnici che, loro sì, sanno come va il mondo. Ma intanto spazziamo via questa classe politica che ,per sua stessa ammissione, non sa indicare alcuna alternativa “globale” e , per di più, si è data alla pazza gioia un po’ ovunque.

In un tale desolante contesto “l’offerta politica” (per assumere il volgare  linguaggio neoliberista) consiste ormai solo nelle primarie(invocate anche a destra) e qualche ulteriore taglio ai costi della politica.

Troppo poco per riempire il vuoto drammatico di progetto e d’ideali che ha lasciato intere generazioni su di un gelido lastrico identitario, facile preda di ogni suggestione tecnopopulista.

Chi è causa del suo mal….

PS. Quanto alla reazione agli scandali vari e da ultimo alla porcilaia laziale. Non c’è da illudersi. Tagliate pure quel che volete. Non sarà mai abbastanza. Anzi più inseguite il furor del popolo più la tesi tecnopopulista ne verrà avvalorata dalla vostra cattiva coscienza.

Ci vorrebbe un partito!

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11 Risposte to “Ci vorrebbe un partito.”

  1. marco capponi Says:

    Caro Mauro,sarò semplice e stupido, ma tanto mi comosci già.
    Io, per quello che mi riguarda e in attesa di costruzioni della quali noni intravvedo fondamenta che non siano marce, mi infilo nell’unico, forse risibile, spiraglio che intravvedo per evitare, per dirla in soldoni, il Monti bis: voterò Bersani alle primarie e PD alle poltiche, con grande raccapriccio e irrisione di molti. Ma non mi nascondi dietro un dito e non mi turo affatto il naso, che é cosa ben diversa.
    Poi non vorrei che i cornuti e mazziati(del popolo), che magari se ne stanno casa schifati et similia si lamntino.

  2. marco da bologna Says:

    Ci vorrebbe un partito,un roba di sinistra,merce rara oggi!Un linguaggio quello della sinistra,che ormai credo solo la Fiom parla in senso computo,con una certa logica e concetti chiari.Poi ci si dovrebbe confrontare con il calderone mediatico,con il popolo di quelli che si indignano stando sul divano ,e non scendono mai in piazza.Ma comunque credo che i tempi siano maturi,prima o poi ci si rendera’ conto dello stato della nostra democrazia,forse quando le pensioni dei nonni non saranno più sufficienti ad aiutare i nipoti precari,fine del welfare!!??!!Zani io un partito lo farei domani!!! Marco da Bologna,

  3. mauro zani Says:

    Caro Marco, Bersani è , ripeto è, il Monti bis. In un modo molto particolare, naturalmente. Monti non può, nè ne ha alcuna intenzione ,( a meno di una precipitazione ulteriore, drammatica, della situazione) di tornare a fare il capo del governo. D’Alema , ma anche Bersani hanno già chiarito a iosa la loro disponibilità a farsi commissariare da Monti. Ma in un’altra forma: Super ministro all’economia con poteri larghissimi ad esempio, oppure capo dello stato.Al momento la situazione non è ancora del tutto chiara, ma non v’è dubbio alcuno che un governo Bersani sarà sottoposto alla tutela internazionale di Monti. Quest’ultimo resta l’affidatario degli interessi della tecnocrazia, espressa e portata in politica, da coloro che tutelano gli interessi dei mercati contro quelli degli stati e delle loro comunità nazionali.
    Tutto ciò , naturalmente in “buona fede”. Monti assume su di sè l’onere e per alcuni l’onore, di curatore fallimentare di ciò che resta del welfare state che in Italia è ancora un nocciolo duro rispetto ad altri paesi europei.Lo fa perchè ci crede. Almeno credo. Per lui il mercato in fin dei conti cura tutti i mali.Morale della favola: Bersani senza Monti non esiste: non più.
    Anche per fargli ben intendere l’antifona i media della tecnocrazia lo tengono, di fatto al guinzaglio.Renzi, primarie, populisti, inchieste etc….
    Può essere lungo o corto, il guinzaglio.
    Bersani si batte per averlo lungo.
    Ma altri decidono fin dove può arrivare. Esempio, se si tratta di introdurre un “pochino” di equità ex post (cioè quando tutto è già stato demolito) bene.
    Se invece si assume un’altra ottica rispetto all’Europa attuale, beh si fa presto a tirare il guinzaglio.
    Insomma non si rimedia all’errore strategico di non aver voluto le elezioni.
    A volte , come sai , un errore è peggio di un crimine.

  4. Gianni Says:

    Caro Mauro condivido in pieno, in poche righe hai ben condensato la situazione politica di stò paese alla deriva.
    Eh sì ormai l’identità è una chimera, ormai è scambiata per inutile alambicco, un’inutile fardello!

    @capponi: bene, contento tu contenti tutti, ma però consapevole che questo spiraglio che vedi è proprio risibile, anzi forse ridicolo o speri che alla fine Monti si accontenti del ministero dell’economia di un governo Bersani? Non cambierebbe molto l’andazzo, anzi forse ci troveremmo anche Ichino ministro del lavoro…auguri a te e a noi………………..
    Un saluto a tutti

  5. Giovanni Says:

    E se votassimo tutti per grillo visto che un partito e un politico non c’è Sara’un populista ,un ‘alleato della bonzocrazia, ma almeno lo mettiamo nel c…a chi vuole governare da servo

  6. mauro zani Says:

    Caro Giovanni, fai lo stesso ragionamento, assolutamente razionale, di chi pensa di votare Renzi alle primarie per metterlo nel c…. a chi non vuol proprio togliersi di mezzo.Ragionevole.Solo che io penso che “non di solo pane vive l’uomo”. Ergo non posso assumere l’ottica di una fredda razionalità. Quindi non voterò per Grillo. Resta che , al momento non vedo per chi votare. Bel problema.
    Se ne riparlerà a tempo e luogo.

  7. Giovanni Says:

    Caro Mauro,i signori del Pci ,pds,ds e persino del Pd ci hanno marciato e non poco sul sentimento di appartenenza Con la storia del voto utile di sinistra o di centro sinistra da anni fregano chi irrazionalmente continua a riconfermare la fiducia nel sol del loro avvenire.
    Quest’anno si sono spinti fino al punto di invitare i fascisti alle feste dell’unita (cosa che avviene ormai da anni) e di cacciare gli operai dalle feste (Fiom) colpevoli di essersi opposti alle controriforme dei bonziburocrati.
    Mauro hanno ucciso qualsiasi briciola ,o residuo di sentimento.Cresce in noi il risentimento,la frustrazione e la voglia di fargliela pagare.
    Questo e’ il sentimento comune.Mandare camerieri e barbieri in parlamento per sbarazzarsi di questa merdaccia..Siccome l’unica speranza che hanno e’un’alta astensione io dico che la mossa giusta e’andare a votare per Grillo
    Alle primarie ovviamente tutti compatti per Bersani.Votare Renzi alle primarie significa assicurare al primo colpo la vittoria ai vecchi democristiani.

  8. marco da bologna Says:

    Bisogna chiamare le cose con il suo nome,non siamo in una democrazia,cioè cosa in mano di tutti,ma siamo in una oligarchia cosa in mano di pochi,poi sicuramente ci saranno altri paesi come noi,forse una vera democrazia non c’è mai stata,credo si sia toccato il fondo!!!!Marco da Bologna.

  9. claudio Says:

    Caro Mauro non sono d’accordo sul fatto che Bersani abbia sbagliato a non chiedere elezioni anticipate nel novembre 2011 e mi spiego.
    All’epoca Berlusconi cadde perchè l’Europa ( ad esempio la Bundesbank che conta molto + della Mekel) aveva imposto al Presidente Napolitano la soluzione Monti come unica alternativa; Napolitano , con una indubbia “forzatura” la impose al P.D. ; certo Bersani avrebbe potuto dire no ma in quel caso saremmo andati ad elezioni anticipate con BERLUSCONI in carica ; a quel punto lo spread sarebbe esploso in modo greco , sicuramente oltre 1000) e l’euro come lo conosciamo sarebbe scomparso e i poteri forti che da sempre tifano per questa soluzione ( La Buba , ma anche la grande finanza americana) avrebbero vinto ;al termine di una campagna elettorale altamente drammatica e condizionata da una grande paura non la foto di Vasto avrebbe vinto ma una soluzione “d’ordine” magari capeggiata da Monti stesso( la Sinistra non vince mai in una situazione di paura basta pensare alle elezioni del 1976 in Italia con il sorpasso del PCI che sembrava imminente e invece vinse la corrottissima D.C. di alllora).
    La questione vera allora è perchè il PD . è precipitato in un culo di sacco senza possibilità di scelta allora come oggi (anzi per la verità oggi può scegliere di suicidarsi con Renzi) .
    Questo richiama ,secondo me, l’enorme problema del dominio incontrastato dell’economia sulla politica quale conosciamo da 20 anni almeno; ed è inutile caricare questo macigno sulle fragili spalle di Bersani e del suo fragilissimo partito; secondo me i dirigenti + intelligenti di quel partito lo sanno ed hanno scelto ,sempre da almeno 20 anni,la prassi cosiddetta della “riduzione del danno”; a questa prassi bisogna opporre qualcosa che sia davvero ll’altezza di questo drammatico tornante della storia.

  10. mauro zani Says:

    Caro Claudio, in fondo non siamo del tutto in disaccordo. La prassi della riduzione del danno provoca maggior danno. Ormai dovrebbe esser chiaro.Quanto al Pd c’è un problema, per così dire, costitutivo che risponde anch’esso alla logica della riduzione del danno. E alla pura e semplice salvaguardia/ perpetuazione di classi dirigenti, anzi, mi correggo di ceto politico.

  11. mauro zani Says:

    Caro Giovanni , per me , questa volta, il voto utile non servirà. E anche per tantissimi altri.

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