Bersani

Leggo l’Unità.

Riporta i dati di un sondaggio on line che ha coinvolto poco più di 5000 persone: “Il 67/% degli interpellati dopo le elezioni vuole un governo politico voluto dagli elettori.”

(vuole, voluto non è roba mia)

Poi leggo i sondaggi ufficiali interpretati da Ilvo Diamanti il quale così ne riassume il risultato: “ Gli elettori dunque vogliono un governo espresso dalla maggioranza che emergerà dalle prossime elezioni. Basta che a guidarlo sia Monti.”
E, s’interroga Diamanti: “com’è possibile in queste condizioni parlare di democrazia rappresentativa”?

In effetti la ferita inferta dal governo tecnico è profonda .
Non facilmente rimarginabile nei prossimi anni.

Resta che la gente vuole due cose diverse e in contraddizione tra di loro.

La ragione la trovate anche nei post precedenti.
Nella confluenza d’interessi immediata tra i tecnici e la variegata palude populista.

Un tal paradosso illustra molto bene le difficoltà di Bersani.

Non a caso Tonini , uno dei pasdaran del progetto originario del PD, descrive il suo segretario come “una balena spiaggiata”.

A parte il linguaggio di dubbio gusto tra compagni (pardon amici), non c’è dubbio sullo spiazzamento drammatico di Bersani che a Lamezia lo confessa apertamente quando chiarisce che è a lui che ci si rivolge per esprimere disagio e protesta. Mentre Monti – aggiungo io e immagino pensa Bersani- viene incensato dai media e comunque, noblesse obblige, si tiene a distanza di sicurezza dalle folle vocianti e sudaticcie che non parlano inglese.

Ritengo che Bersani sia perfettamente consapevole di questa disagiata condizione.
Per questo cerca di scavallare, (termine presumo a lui caro), la montagna rocciosa di Monti assegnandoli anche per il futuro un ruolo politico: “ Monti non vada in pensione, né torni alla Bocconi”.

Cosa vuol dire?

L’Onorevole Boccia, “giovane” deputato di belle speranze e protagonista di disastrose apparizioni televisive, la spiega così: “ un conto è l’agenda Monti , un altro il Monti bis. Noi lotteremo perché la prima rimanga e diventi il programma di Bersani”.

A parte quel “lotteremo” che fa scompisciar dalle risate , il problema dunque riguarda semplicemente le capacità di applicare la stessa agenda.

Ergo ,Bersani è più bravo di Monti nel mettere in pratica il pensiero di Monti.

Al limite è persino più bravo di lui nel pensare quel che lui pensa.

Forte questo Boccia!

Lasciando da parte il Boccia- pensiero(si fa per dire) alla fin della fiera il dilemma che affligge Bersani è tutto qui.

Se si tratta di applicare l’agenda Monti il miglior interprete non può che essere Monti stesso.

Bersani lo sa talmente bene che , a differenza del giovane Boccia , allude in un crescendo di parole più o meno forti ad un’altra fase, che però non può fuoriuscire (a rischio di smentire le scelte del PD) dallo schema austeritario proposto dalla tecnocrazia.

Non si fuoriesce dallo schema semplicemente con la battaglia ormai solo simbolica sulla Tobin Tax riveduta e corretta e resa innocua in ambito europeo.

Ci vuol altro.

Molto altro.

Bisogna assumere che l’austerity europea è una strada sbagliata.

Anzi disastrosa.
Come ormai anche diversi think tank d’oltreoceano ci spiegano da tempo con doviziose argomentazioni.

Per non spiaggiarsi bisogna avere lungimiranza unita a tenacia, e molta pazienza.
Far crescere una convinzione diffusa , una rete di rapporti, un sistema di forze diverse a livello europeo che rimetta radicalmente in discussione il paradigma liberista che è alla base dello sciagurato combinato disposto del fiscal compact.

Chiamare in campo la tanto citata società civile per intenderci.

Un pensiero lungo insomma.
Proiettato molto oltre le prossime elezioni.

Rompere la gabbia di ferro di compatibilità tanto ottuse quanto irrealistiche.
Ma davvero esiste qualcheduno, che non si sia mangiato il cervello col pane, in grado di difendere la proposta di portare in 20 anni il rapporto deficit /pil entro il 60%?

Certo , si può fare.

Basta far fuori la metà della popolazione riottosa.

Solo che manca Hitler.

Dunque , in democrazia resta solo una possibilità, quella di rimettere in discussione l’attuale austerity europea, dando tra l’altro un contributo importante per rilanciare l’intero progetto europeista in faccia alla tecnocrazia e ai populismi di varie tinte.

Qui è la nassa nella quale si dibatte, pur con un certo valore il segretario del PD.

Fuoriuscirne si potrebbe.

Solo che Bersani non può farlo.

Perché significherebbe cambiare la natura del progetto originario del PD, fortemente sostenuto dei democratici filo-montiani , dato che il “partito nuovo” è nato con il dichiarato proposito di rientrare, seppur riformisticamente, nelle compatibilità del pensiero unico rompendo definitivamente i ponti con la sinistra, passata , presente e futura.

Bersani ha avuto il merito di portare il PD in un limbo identitario dopo che Veltroni ne aveva tracciato un netto profilo da partito democratico all’americana.

Bisognerebbe adesso tagliare il nodo gordiano.

Con tutti i rischi che questo comporta.

Tra cui una possibile scissione.

Parigi val bene una messa.

Prevale invece nel Bersani di Lamezia una ben diversa propensione.
Realistica ancora una volta.
Vincere le elezioni mediando con il montismo, esterno e interno, nell’illusione di ridimensionarne gli aspetti socialmente più aspri.

Questa via “realistica” oltre a non risolvere l’inghippo identitario rischia di aprire, al netto delle primarie, un’autostrada al renzismo.

Molto peggio del veltronismo.

Al confronto, dignitoso assai, quest’ultimo.

Solita morale della solita solfa: si posson vincere le elezioni(forse) e perdere la partita.

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5 Risposte to “Bersani”

  1. Giovanni Says:

    Caro Mauro la tua analisi non fa una grinza. Del resto tu conosci bene l’involuzione dell’albero genealogico dei federati del PD.
    Certo, nel frattempo, nel “Partito”è mutato il tipo di scrittura(narrazione).Sono regrediti dall’alfabeto fonetico al pittogramma e ,perciò, con i tatuaggi nella testa,hanno perso gli strumenti per immaginare e descrivere un futuro diverso. Ma questo non ti impedisce di interpretare i loro movimenti
    Nella capoccia ci hanno soltanto le note poltrone di “governo”purchessia
    Vedi Mauro ,anche una scissione ormai non servirebbe più,perché l’osmosi delle cattive prediche e pratiche si è ormai compiuto
    Ad esempio D’Alema, lo metteresti di qua o di la? Fatta Questa scelta essenziale ne deriverebbe un’ effetto a cascata. Con l’uscita dei dalemiani praticamente avresti l’eclisse del ceto politico del PD,il quale non troverebbe certamente spazio nel mitico centro.Casini ha 600 aspiranti per 60 poltrone. Oggettivamente non c’è spazio
    Insomma se non ci fosse stato la nota fusione a freddo( DS+ Margherita ,a casse separate)forse un graduale ricambio del ceto politico e una nuova riflessione su che fare sarebbe stato possibile. Forse. Ma chi può dirlo?
    Oggi,invece,possiamo dire con un certo grado di sicurezza, che ormai è andata .Indietro non si torna e sul vecchio non si può costruire nulla
    Hanno fatto terra bruciata

  2. roberto Says:

    E’ così, troppi intelligentissimi strateghi.
    Come il generale Westmoreland, sosterrnno di non aver perso, mentre elicotteri (metaforici) provvederanno a metterli in salvo.
    A loro

  3. mauro zani Says:

    Terra bruciata . Già temo sia così.

  4. angelo Says:

    mi sembra che ci sprechiamo in un mucchio di parole.
    secondo la mia opinione si vuole Monti perchè nessuno si fida più dei politici di qualunque partito siano. anche noi abbiamo laciato campo ai Del bono e ai Penati …. ergo ho paura che tornino i politici al governo!!!
    occorre un mix purtroppo ora!!!….
    angelo

  5. mauro zani Says:

    @Angelo. Capisco benissimo la tua posizione. D’altro canto si sta svolgendo in Italia una formidabile operazione mediatica per chiarire che tutti i politici sono uguali. Beh, io non ci credo, nonostante tutto. L’Emilia-Romagna, ad esempio, non ha niente a che vedere con il Lazio. La grande maggioranza dei consiglieri regionali, in Italia, non sono come Batman. Guardare l’albero (Monti) e non la foresta(vecchi poteri) può fuorviare.
    Grazie comunque per essere intervenuto.

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