Debolezza maggioritaria.

Premetto (ah le premesse!) che non mi sono mai particolarmente appassionato alle discussioni tecniche sulle leggi elettorali. Né lo farò in futuro essendo convinto che, entro certi accettabili confini, importa anzitutto il sistema d’alleanze basato su un programma di governo tale da rendere almeno probabile una vittoria.

In sostanza il sistema elettorale, salvo non sia apertamente truffaldino, raramente può supplire alla mancanza di una proposta (oggi si direbbe offerta) politica convincente.

Un sistema truffaldino è senza ombra di dubbio il porcellum in vigore, in base al quale, a parte altre considerazioni, il premio di maggioranza viene attribuito alla coalizione che ottiene la maggioranza relativa dei voti, quale che sia tale maggioranza.
La quale potrebbe benissimo essere minoranza tra tutti gli elettori.
Dunque difficile fare peggio.

Ciò stabilito, mi resta da capire la posizione del PD .

Infatti il PD grida al golpe perché ci si rifiuta di dare il 55% dei seggi parlamentari a chi ottiene il 30% dei voti.

Ora secondo il mio modesto e profano parere, una buona legge elettorale deve saper registrare e interpretare con un’adeguata rappresentanza proporzionale l’espressione dell’elettorato e , in più deve giustamente assicurare governabilità correggendo in modo non impudico la logica strettamente proporzionale.

Per far ciò deve , necessariamente emanciparsi dai sondaggi e dal clima elettorale in vigore in un determinato e contingente momento storico.
A meno che non si voglia cambiare legge elettorale ogni due per tre, gettando ulteriore discredito su di una politica che fa leggi tagliate su misura di questo o quel partito.

Ora pretendere di ottenere il 55 % dei seggi con il 30 % dei voti appare obiettivamente del tutto e smaccatamente strumentale.

Una legge per il PD.
Di oggi.

Domani le cose potrebbero cambiare.

Ma i democratici guardano solo alle prossime, comunque non decisive elezioni.

Non mi pare una cosa seria anche al netto del gioco tattico volto ad ottenere la soglia più bassa possibile nella contrattazione ancora in corso.

Lo dico a malincuore ma Casini ha buon gioco , questa volta, quando avanza il sospetto che il PD preferisca andare alle elezioni di primavera con il porcellum.
Col quale vincerebbe comunque , a mani basse.
Voti chi voti non si scappa.
Anche dimezzando i voti assoluti si vince uguale.
Come in Sicilia.

Non si guarda al di là del proprio naso.
Non si può fare una legge elettorale in questo modo.

Rendo chiaro il concetto : non si può fare una legge truffa sol perché attualmente conviene.

A parere mio, una legge seria(che rappresenti il paese reale) e maggioritaria per assicurare governabilità sarebbe solo quella che offre il premio di maggioranza a chi almeno s’avvicina sostanzialmente al 50 % dei voti espressi seppur non raggiunti.

Arrivi con una coalizione oltre il 40%?

E’ chiaro che hai diritto a governare e perciò ti assicuro la maggioranza dei seggi in parlamento anche se non l’hai raggiunta.

Fino a qui ci sto.

Oltre sì che diventa un golpe.

Contro gli elettori.

Ma non si ragiona così.
Anzi.
Lo strumentale tatticismo di un ceto politico scadente quant’altri mai, impone di ragionare in altro modo.
Si dice che la soglia del 42,5% non assicurerebbe la governabilità dato che per via del fattore Grillo si dovrebbero coalizzare forze opposte.
Ergo bisogna adattarsi alla contingenza e poi la prossima volta si cambierà ancora.

Mi sembra una boiata pazzesca.

Perché nel breve (molto breve) puoi prescindere dal consenso della maggioranza degli elettori ma rimarrai risicata minoranza relativa e ti troverai di fronte a difficoltà insormontabili alla prova del governo.
E fallirai.

Governi stabili, dunque credibili in Italia si possono dare solo se insediati grazie ad un premio di maggioranza basso.
Non alto.

L’esatto opposto di ciò che vuole il PD.

Infatti il duro e rigoroso lavoro per la costruzione di alleanza e programma va fatto prima, non dopo le elezioni.
Bisogna prima e non dopo convincere gli elettori a esprimere la propria preferenza.
Prosciugare con una proposta forte e necessariamente alternativa l’area vasta dell’astensione.
Solo così chi vince potrà contare sul consenso SOCIALE necessario ad attuare il proprio programma.

Viceversa si introietta la propria debolezza in relazione a quella , maggiore , degli altri.

Una pigra, comoda e furba debolezza maggioritaria.

In continuità con la “vocazione maggioritaria” di veltroniana memoria.

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8 Risposte to “Debolezza maggioritaria.”

  1. Giovanni Says:

    Tutto detto molto bene e chiaramente.
    Ma sono davvero furbi?Si son messi nelle mani di Napolitano.
    Il resto Segue

  2. angelo Says:

    oh condivido pienamente. occorre un programma di governo. tre o quattro cose da fare e URLALE!!! oggi non sappiamo cosa vuole il pd mentre sappiamo cosa vogliono gli altri.!!!

  3. mauro zani Says:

    E’ vero non sappiamo cosa davvero vuole il PD. E’ anche vero (per equità) che non sappiamo nulla di quello che vogliono gli altri.

  4. roberto Says:

    Resto sempre di sasso quando vedo l’improntitudine con cui si avvallano comportamenti e posizioni scopertamente antitetiche rispetto alle finalità dichiarate.
    Per dire, Casini e l’UDC che non possono permettere che un partito col 30% abbia il 55%, quando con Berlusconi hanno votato l’attuale legge elettorale che lo consente.
    Ma anche i “nostri” non sono da meno, l’idea che mi son fatto è che al PD il porcellum piaccia davvero: d’altra parte anche l’elegante Finocchiaro è stata eletta in Emilia, terra del maiale.

  5. Giovanni Says:

    Roberto,tranquillo la Finocchiaro non mangerà più l’amato suino.Anzi con i casini siculi si spuò scordare anche il CSM

  6. Giovanni Says:

    Prendera però due pensioni.La prima come parlamentare di lunghissimo corso.La seconda come magistrato in aspettativa da oltre 25 anni.Oltre una liquidazione d mezzo milione lordi dal ministero della giustizia.
    Per non aver fatto nulla mi pare che sia tutto molto abbondante

  7. marco da bologna Says:

    Si vince con i programmi,si vince con la credibilità,si può vincere creando una speranza su valori condivisibili,bisogna produrre un’idea di un paese migliore,in cui tutti hanno le stesse opportunità,in cui i privilegi non si trasformino in privilegi al quadrato,e cosi’ via,si vince con la salvaguardia di chi contribuisce veramente allo sviluppo del paese non solo in termini economici,ma anche in termini etici e culturali,si vince non essendo sudditi ma rivoluzionari pacifici,perchè un rivoluzionario non si dimette mai!!!Si vince ricercando il 51%,se si cercano ampi premi di maggioranza,la faccenda puzza sempre di più!!!!

  8. Giovanni Says:

    Dopo aver letto l’ultimo Blog di Grillo mi son convinto che da un ‘anno a questa parte e’in atto un golpe costituzionale strisciante.
    Altro che il generale De Lorenzo e Lucio Gelli Quelli erano due spaventapasseri

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