Monti forever?

Debbo ammettere che più la situazione si complica più diventa interessante.
Almeno per chi (fascia assai ristretta ormai) non riesce ancora a staccar la spina dalla politica.

Da qui alle elezioni di primavera tutto può accadere poiché le interazioni tra i soggetti in campo sono molte e non tutte prevedibili. Anche al netto dell’esito delle primarie del PD.

Per queste ultime il risultato è scontato fin dall’inizio e di fatto ,più o meno tacitamente perfezionato in corso d’opera tra i due principali contendenti.

Lo si è visto durante il noioso confronto tra i magnifici cinque e nei giorni seguenti.
C’è forse ancora la possibilità di un ballottaggio.
Su questo l’accordo non c’è.
Dipenderà dall’affluenza alle urne di Domenica.

In ogni caso non conviene a nessuno una vittoria di Renzi.
Neanche al medesimo Renzi che non saprebbe che pesci prendere per governare un partito, a quel punto, sull’orlo della scissione.

Ci vuol poco a capire che un partito il cui segretario perdesse la sfida entrerebbe in una crisi immediata, profonda e dirompente.
Molti votano per Renzi proprio per questo: distruzione creativa.

Non avverrà.

Solo che Bersani dopo aver fatto campagna prendendo le distanze dal montismo si troverà di fronte a un bivio.

O prosegue su questa linea buttando nel cesso l’agenda Monti, dato che non basterà a fronte della irresistibile crescita elettorale di Grillo, segnalata con continuità da tutti i sondaggi, cercar d’attenuarne gli aspetti più smaccatamente antisociali.

Oppure, getta alle ortiche come velleitaria la linea di condotta della campagna primariesca per addivenire a più miti consigli.

Se si vota in una certa data Napolitano darà le carte e il Presidente ha già chiarito a iosa che non si può in alcun modo deflettere dal cammino tracciato dal Governo Monti-Fornero. (Passera ormai non c’è più se n’è andato con l’elicottero insieme alle politiche di crescita e sviluppo).

A ciò deve aggiungersi la variabile relativa alla costituzione di un nuovo centro.

Ovvio che la coppia Montezemolo-Riccardi da sola non riuscirebbe neppure ad eguagliare i voti di Casini. Ma può contare sul sempre più rapido disfacimento del PDL.

Mettiamo che Angelino si risolvesse a mollare gli ormeggi emancipandosi da quel comandante Schettino già clamorosamente abbandonato anche dalla pasionaria emiliana.
Beh allora le cose s’ingarbugliano per Bersani e il PD.

Dando per scontata la buona fede di Bersani(cioè che la linea sostenuta nelle primarie non sia stata mera propaganda al solo scopo d’ottenere il risultato) e la fine ingloriosa dell’IDV dopo il pietoso colpo di grazia inferto dalla Gabanelli (suppongo per ragioni umanitarie)  ci si troverebbe, infatti, di fronte alla costituzione di un polo di centro alquanto competitivo con la coalizione PD-Sel. Complice l’ovvio endorsement montiano.

Un centro che , non va dimenticato, sarebbe fortemente sostenuto dal partito popolare europeo, oltre che dai poteri forti che spadroneggiano a Bruxelles.

A quell’ipotetico punto solo una legge elettorale smaccatamente truffaldina potrebbe trarre d’impaccio e solo parzialmente il PD di Bersani. Ma non si vede la ragione per la quale l’attuale residuo centrodestra che conserva una maggioranza in parlamento insieme a Casini dovrebbe accedervi.

Tutto ciò considerato, e non ritenendo realistico un approccio minimamente costruttivo col movimento di Grillo, a Bersani resterebbe solo da giocare di sponda con la Lega,( ragionevole 2.0), di Maroni e Tosi .Resterebbe da capire come fare il paio con Vendola.
Ma non è ipotesi da scartare a priori , nel caso in cui Bersani, seppur da una posizione difensiva, non volesse abbandonare del tutto la ricerca di uno spiraglio per forzare la cortina di ferro dell’austeritarismo europeo.

In quest’ambito penso ben pochi vorrebbero trovarsi nei panni del vincitore assoluto delle primarie e, relativo, delle secondarie.

Forse per questo Bersani ha già annunciato che al prossimo congresso intende passare la mano, lasciandosi così aperta una uscita di sicurezza (benché stretta) dal vicolo cieco cui s’è cacciato il PD fin da quando decise di non sfruttare la regola del vantaggio, che pur aveva un anno addietro quando i lavori in corso per la costituzione di un nuovo centro moderato erano ancora  di là da venire.

In politica, come in amore e in guerra, “prima del momento non è mai il momento e dopo il momento non è più il momento” recita un vecchio adagio francese.

Pur lasciando da parte i contenuti – il PD ha fatto passare le riforme /contro nelle più rilevanti politiche sociali, dalle pensioni al mercato del lavoro, al pareggio di bilancio in Costituzione – la scelta dei tempi, in politica, si conferma come un fattore decisivo.

Per questo uno scenario da non scartare , al momento, appare proprio quello di un governo di larghe intese più o meno mascherato, con all’opposizione il solo Grillo. Assieme alla scissione permanente dalla politica di quasi metà del corpo elettorale.

Resta un’altra variabile “esterna” .

Le potenzialità di cambiamento “rivoluzionario”, rispetto all’austerità autoritaria, antipopolare e disastrosa sul piano economico, insite in un’opposizione sociale crescente i cui percorsi di aggregazione, la cui incisività, ed efficacia non andrebbe sottovalutata da ciò che ancor resta nella sinistra italiana. Dentro e fuori il PD e Sel.

Ma questo è un altro discorso.

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81 Risposte to “Monti forever?”

  1. Giovanni Says:

    Caro Mauro,lo scenario da te prospettato,a mio avviso,trascura un fattore essenziale nella evoluzione della situazione politica:il Generale inverno.
    La crisi finanziaria ha innescato una crisi della economia reale la cui estensione non é percepibile/to dal gruppo dirigente Pd.
    Nelle pagine dei giornali si leggono statistiche che mostrano un’Italia leggermente al di sotto del 1992.Insomma l’italia sarebbe arretrata di 20 anni in un ‘anno.Se le cose stessero cosi potremmo essere quasi contententi e felici.
    Il quaio e che il peggio deve arrivare e arriverà a breve.Presto tutta l’industria manufatturiera che non lavora per l’export sarà azzannata dalla crisi.
    Mi spiego:gli italiani hanno dovuto per forza ridurre la spesa,sia perchè le disponibilità sono ridotte,sia perchè c’é un’aspettativa negativa sul futuro.
    I minor incassi della distribuzione unitamente alla sfiducia per il futuro,fa si che i distributori hanno iniziato a non pagare l’industria.C’è ina montagna di insoluti.Perciò le banche pur garantite al 50% dai consorzi di garanzia sull’anticipazioni dal mese di settembre hanno alzato la posta delle garanzie al 75%,mediante accantonamenti,cessione di crediti e strumenti vari.In altri termini le banche si preparano a fronteggiare un’insolvenza generalizzata del settore manifatturiero PMI.
    Dopo gennaio molte PMI porteranno i libri in tribunale.Ora quanti lavoratori occupa questo grande comparto.Quanti consulenti ,professionisti ruotano in Italia attorno a questo comparto.
    Non so dare una risposta precisa.Ma l’insieme,tutto l’indotto é sicuramente superiore a 2,5 milioni
    L’italia,non é la Grecia Ha un’economia molto più complessa.La depressione innescata dalle politiche “Montiane”fanno pensare che stiamo entrando nel lavacro del 1929
    Questa situazione non può essere fronteggiata dagli attori politici in campo.Male a faffto Bersani ad abdicare alle sue responsabilita quando sali al Quirinale perche non poteva non sapere quale purga sarebbe stata somministrata al Paese

  2. mauro zani Says:

    E ti pare Giovanni che io sottovaluti la gravità della crisi e il suo rapidissimo avvitamento? Ne ho parlato a lungo. tu che mi segui sai che ho profetizzato una crisi lunga dieci anni. Non per caso. Solo che nel post mi son concentrato sulla sovrastruttura politico-partitica in vista delle primarie di domenica.
    Il ’29 impallidisce, come crisi passeggera, di fronte ad una previsione Ocse (se non sbaglio) di una crescita di poco superiore allo zero in tutta Europa per un numero imprecisato di anni.
    Si tratta di vedere se s’intende reagire oppure adottare la solita strategia della riduzione del danno che , nella fattispecie, allungherà solo le file alle mense della Caritas.

  3. Renzo Says:

    …noi non siamo in crisi, noi siamo arrivati semplicemente alla fine del nostro modello di sviluppo. Prima lo capiamo e meglio è. Non esistono movimenti rivoluzionari che possano invertire la tendenza. Semplicemente 7 miliardi di persone sul pianeta son troppe. In tutto questo scenario apocalittico comunque Pierluigi Bersani è l’unico che può guidarci con perizia tra i marosi. Sarà durissima.

  4. mauro zani Says:

    In bocca al lupo allora, a te e al grande timoniere.

  5. Giovanni Says:

    Credo che Renzo abbia ragione….sono arrivati alla fine ,o come si dice a Bologna ,alla frutta
    Nelle sezioni di periferia una volta si diceva che non si poteva affrontare un problema senza considerare il quadro internazionale.Oggi raccontano ai lavoratori italiani che bisogna purtroppo dividere la scodella con altre 7 miliardi di individui.
    C’e’sempre una scusa per rinviare a tempi migliori il progresso sociale ripetono i lacche’i.Parlo dei molti senza mestiere e senza arte che si aspettano di raccogliere qualche briciola dal futuro sperato banchetto che s’apparecchia con l’approssimarsi dell’elezioni generali.
    Poveri miserabili.Nient’altro che miserabili pappagalli

  6. marco da bologna Says:

    Ci sono 7miliardi che devono mangiare,i menù cosi ad occhio mi sembrano un po’ diversi,anche qua da noi!!!!!Scusate la semplicità!!!

  7. Remo Tedeschi Says:

    giovanni, qualsiasi ipotesi di governo democratico e di contenuti positivi per gli italiani non può fare a meno del pd.girala come vuoi ma è così. i problemi li risolverà grillo? ma a sinistra del pd chi cè?attenzione forse tutti siamo pappagalli di qualcuno. saluti

  8. Giovanni Says:

    Remo,quale democrazia?Quella dei prefetti magna magna che fanno picchiare i liceali che manifestano in piazzacon il proposito di identificarli alla stregua di delinquenti abituali e poi andarli ad arrestare nelle case dei genitori.La Cancellieri é ministro dell’interno del governo di coalizione PD+PDL+UDC Il tuo ministro degli interni in base all’elementare regola transitiva.
    Quali contenuti? Le liberalizzazioni per caso?Abbiamo gia visto Bersani all’opera.Ha cominciato nel 1996 con la libelizzazione delle tariffe RC auto,quelle obbligatorie.Tali tariffe sono aumentate dell’800%(ottocento) Certo le assicurazioni hanno molte spese tra cui carissimi dirigenti.Infatti il figlio della ministra Cancellieri ha preso di trattamento di fine rapporto 3,2 milioni di euro dai Ligresto$.per un breve rapporto di lavoro.
    Ma forse ti riferisci alle privatizazioni del gas dell’acqua e della luce luce Gli italiani sanno bene di cosa si tratta.Non riecono più a pagare le bollette
    Il tuo campione va sul liscio ad avere Grillo come competitor Le cose potrebbero essere spiegate e raccontate più semplicemente.
    Tutti vi prenderebbero a calci nel culo
    Il tuo governo, certo,é riuscito molto bene dove Berrlusconi ha fallito.Ha lasciato i lavoratori a casa senza lavoro e senza pensione.Ha modificato in peggio l’articolo 18 ed ha fimato un ‘accordo separato con Bonanni e Angelini.Cosa rispondi a questi rilievi?
    Sono sicuro che non hai risposte ma pensi….positivo

  9. Remo Tedeschi Says:

    no,non è il mio governo e gli agenti che picchiano gratuitamente li metterei in galera , sulla “necessità” del governo monti era palese a tutti , andare subito al voto era un trappola capito? pensaci bene! andiamo a votare a marzo con una coalizione unita e seria non è più tempo di cervellotiche analisi bizantine o frantumazioni inconcludenti critichiamo anche ferocemente ma compatti contro la destra economica e anche fascistoide saluti e grazie

  10. mauro zani Says:

    Sì Giovanni, si pensa positivo(pessima canzone e pessimo cantante, paraculo quant’altri mai) per non pensare affatto.
    Troppo faticoso.
    E doloroso , anche.

  11. Remo Tedeschi Says:

    però, è consolante sapere che cè qualcuno che fà la fatica di pensare, pensare……….

  12. Giovanni Says:

    Vedi Mauro,Remo argomenta come Fassina .Ci e’ o ci fa .Secondo me ci fa. Altrimenti dovremo concludere che nel normotipo Ds di “sinistra”prevale la materia bianca su quella grigia.

  13. Remo Tedeschi Says:

    giovanni direi di chiudere qui, io ti ho fatto piccole domande ti rifugi in ironie lombrosiane buon divertimento ciao

  14. Gianni Says:

    Abbiamo di fronte scelte “fondamentali” con il ballottaggio votare

    – Renzi sperando che la sua vittoria spacchi PD e così possa nascere un partito socialista e democratico decente, seppellendo questo Ibrido malriuscito ……….garantendoci un governo liberal democristiano, di sinistra ma democristiano!

    – votare Bersani costringendolo a dire “qualcosina” di sinistra, ben sapendo che forse in questo modo il PD rimane “unito” e ci garantirà un governo “realista”.
    Governo a guida Bersani se Monti và al Quirinale, o a guida Monti! Ma un Monti dal “volto umano”………sostenuto dal Centro centro centro sinistrina (come la minestrina nel brodino allungato che danno ai malati).

    Dobbiamo votare al ballottaggio, ben consapevoli che comunque un governo politico avrà vita breve (1 anno, 1 anno e mezzo? 2 anni al massimo) per lasciar posto al tecnocrate di turno………….
    Dopodiché alle vere elezioni votare Grillo per garantire un’opposizione dura e intransigente……………..
    Mi sembra che queste primarie più che risolvere la situazione la complichino ulteriormente!
    Scusa Mauro, scusate ma scrivo, forse inutilmente, tanto per sdrammatizzare la situazione.
    Sono d’accordo con te Mauro quando dici: “……….che più la situazione si complica più diventa interessante. Almeno per chi (fascia assai ristretta ormai) non riesce ancora a staccar la spina dalla politica.”
    Sperando in un tuo nuovo post che mi indichi a breve “la diritta via” visto che la mia è smarrita”.

    @ Remo per favore “tutti compatti” ma dove? Ognuno per conto suo alla ricerca del “bottino elettorale per ben piazzarsi sugli scranni” (sanno che al prossimo giro saranno molti meno) altro che balle………….Non vedi come cercano di mandare a picco la ignobile “riforma” delle provincie (per paura di perdere alcuni paracadute) invece di abolirle!!!

    Ciao Gianni

    P.S.: non ho seguito chiedo oppinioni: il progetto di unire i comuni della valle del samoggia come vi sembra a proposito di abolire le provincie e rafforzare il ruolo dei comuni???

  15. Valentino Says:

    Buongiorno. Per conto mio l’analisi, compresa l’ipotesi di un blocco sociale incazzato e di fatto extra-parlamentare, non fa una piega. Sarebbe interessante capire se oltre alla diagnosi Zani immagina anche una terapia (ma per fare questo bisognerebbe mettersi d’accordo su qual è il decorso ideale – e qui mi pare che tra tattiche a breve e strategie fumose a lungo termine non si capisca una mazza). Bisognerà pur prendere posizione. Questo distanziarsi da Monti è cosa buona e giusta, al di là degli esiti in termini elettorali e di allenaze future, o no? Io credo di sì.

    Quel che è certo, credo, è che non si va da nessuna parte illudendosi di avere poteri cui si è abdicato (si veda il pareggio di bilancio in costituzione e il MES, che sono vincoli formali e cogenti, ma anche la sottomissione simbolica, che da un certo punto di vista è anche peggio, ai “mercati”). Se Merkel o Draghi contano mille volte di più del presidente del consiglio italiano o greco, poco cambia avere Papademos, Monti, Bersani o Vendola. Ma se è così, cambierebbe poco anche con Alfano, Berlusconi o Briatore. E’ anche vero che non si può nemmeno alzare troppo il tiro per finire ad altezze siderali, dove si fanno bei discorsi senza alcuna presa sul reale: sarà anche vero che è finito il nostro modello di sviluppo, e quindi? Non c’è dubbio che sette miliardi di persone siano tanti, ma dubito che la crisi nasca dal fatto che è aumentato il prezzo del grano.

    Comunque, anche la crisi del ’29 durò esattamente dieci anni, più (dettaglio non trascurabile) cinque di guerra mondiale. Che rimisero in moto l’economia. E’ questo quello che ci aspetta? Di fronte a scenari così apocalittici, conta poco se governa Casini o Bersani. Se proprio dobbiamo fare esercizi di analisi, cerchiamo di capire qual è il margine di manovra che un governo italiano può avere nel contesto europeo e internazionale e soprattutto per fare cosa. L’unica è gestire a livello nazionale i contraccolpi della crisi, cercando di addolcire la purga, o c’è ipoteticamente spazio per qualcosa di più radicale? Non ho opinioni sull’uscita dall’Euro, anche se ho la certezza che l’attuale sistema ci releghi a fornitore di servizi a basso costo per i controllori nordeuropei dei flussi di capitale. Ma potrebbe un governo italiano giocarsi questa carta, o minacciare di farlo, o anticiperemmo la terza guerra mondiale, come nemmeno troppo velatamente ha dichiarato la Merkel?

    Insomma: l’alternativa tra i governi possibili (Monti-Bersani, PD-SElL, PD-Lega, Super Centro, Grillo) è un’alternativa tra varianti superficiali (qualche diritto in più o in meno ai gay, qualche concussione in più o in meno, qualche parlamentare in più o in meno) o no? Forse la sola, vera alternativa è tra un futuro alla Francisco Franco (un’Italia in lunghissima stagnazione sociale ed economica, ma fuori dai giochi al massacro della speculazione globale) e uno alla Carlos Menem (un’Italia svenduta ai capitali stranieri, con una generazione intera in fuga all’estero e tutto il resto ridotto a un serbatoio di mano d’opera qualificata ma a buon mercato).

  16. mauro zani Says:

    Caro Gianni, da un punto di vista generale e disincantato (stavo per scrivere disincarnato) con queste primarie non cambia granchè. Non credo che la scontata vittoria di Bersani – il quale pure dovrebbe riflettere sullo stesso risultato emiliano e romagnolo e forse anche su alcuni dei risultati del Sud- cambieranno granchè nella dinamica che ho cercato di delineare da ultimo col post qui sopra.Ho la sensazione che una qualche forma di obbligata intesa, seppur ancora accennata, sia in vigore da tempo nel PD. Immagino che Renzi attenda il suo momento che non è certo quello del ballottaggio , Semmai quello in cui si aprirà la fase due del dopo Monti. Dato che prevedo le prossime elezioni come non risolutive.

    Quanto al resto t’invito a considerare la possibilità che l’abolizione delle province a prescindere(dalle puttanate come le artificiose province che si sono moltiplicate come funghi) costituisca nella testa dei tecnici il grimaldello per provare a ridimensionare seccamente le Regioni(complice il generale discredito) e con esse quella repubblica delle regioni e delle autonomie prevista dalla costituzione. Tecnocentralismo insomma e democrazia accuratamente “protetta” entro i confini delle compatibilità europee.
    Ad esempio se fai una provincia grande come la romagna a che serve esattamente la regione? insomma c’è un neo centralismo che avanza ed è l’altra faccia della tecnocrazia che ha bisogno di efficienza separata da partecipazione e autonomie.

  17. Remo Tedeschi Says:

    gianni, sono un irriducibile ottimista, un governo bersani migliorerebbe non di poco lo stato attuale di ampi strati sociali,io non mi arrendo non voglio diventare una zitella politica ho visto ai seggi domenica anche 93enni con stampelle e ancora con l’occhietto vispo . temo renzi (per me è una polpetta avvelenata) .p.s grazie al titolare del blog per lo spazio dialettico saluti

  18. mauro zani Says:

    Il titolare del blog non può che esser contento che la “dialettica” vi sia.
    Qui e altrove . Poichè quando venisse del tutto a mancare dovrebbe chiudere con il suo zitellaggio.Ovvero, ancor meglio, intestare il blog: “Zitella politica”.
    Bello.
    Buona idea.
    Siam talmente tanti!

    PS. Posso usufruire del copyright?

  19. Valentino Says:

    Una considerazione a proposito di Regioni e Provincie. Posto che a mio modestissimo parere le mille identità italiane sono molto più rappresentate da un ambito territoriale come la Provincia (nessuno si dice lombardo, ma milanese, brianzolo, valtellinese, bresciano), è più che certo che nella mente dei tecnocrati montiani ci sia una sorta di centralismo di ritorno, che però è funzionale non a una ripresa di potere dello Stato, ma a una devoluzione di poteri verso l’Europa. Tutto ovviamente in termini di controllo stringente della spesa pubblica e di rispetto dei dogmi neoliberisti di Francoforte e Bruxelles. Gli scandali laziali e lombardi, oltre a quelli ormai incancreniti e routinari di regioni come Calabria e Sicilia, non fanno altro che servire su un piatto d’argento, nel consenso pieno dell’opinione pubblica, la soluzione ai tecnocrati della finanza. Da questo punto di vista il talebanismo qualunquista di Grillo sulla questione morale sbaglia mira ma, paradossalmente, centra comunque l’obiettivo: perché è ovvio che la corruzione e l’inefficienza della “casta”, per quanto odiose, sono irrilevanti in termini di sprechi, ma è rilevantissima proprio perché non è in grado di essere un argine da un alto all’indebitamento del paese sui mercati esteri, dall’altro all’arrivo dei curatori fallimentari nominati dalle banche tedesche.

  20. mauro zani Says:

    Valentino. Sulle possibili terapie ho discettato a lungo su questo blog. N epuoi trovare ben più di una traccia. Ma per farla corta(quasi) e chiedendo scusa per la forzata rozzezza penso questo.

    1) Come dice Monti va cambiata la cultura del paese. Ma nel senso opposto a ciò che lui e i suoi sodali internazionali pensano e vogliono. Non lo si fa da un giorno all’altro. L’ideologia mercatista s’è profondamente incistata nel senso comune. Ciò non toglie che va data battaglia su questo principale terreno proprio nel momento in cui tanti cittadini di ogni ceto sembrano risvegliarsi dal torpore in cui ernano rimasti per un ventennio.

    2)Solo entro questo quadro si può ragionevolmente pensare a concretizzare una riduzione del danno. Cosa che chi governerà dovrà comunque cercar di fare nei lunghi anni di recessione che c’attendono ancora.Sapendo che la cortina di ferro del fiscal compact, l’accettazione di astratte priorità finanziarie dettate dai “mercati” costituiscono già oggi un danno non rimediabile a breve.E sapendo anche che tutto il campo del socialismo europeo ha perso senza combattere in virtù di una fascinazione per la cosidetta globalizzazione.

    3)Più nel merito io (e non solo io) ritengo che l’enfasi sul debito resti in molta parte strumentale. Ci sono margini effettivi per ripensare con atti di governo , nazionali e sovranazionali, a politiche innovative in questo campo volte a cambiare progressivamente l’approccio attuale? Secondo me sì. E comunque rinunciarvi significa inviare un devastante messaggio di rassegnazione. Pericolosissimo anche sotto il profilo civile e democrativo. Tagliando corto si può e si deve convivere con il debito (entro certi limiti , da stabilire) come unica condizione per rilanciare crescita e sviluppo.Nel rapporto debito PIL agire solo sul numeratore è una pura e semplice e pericolosa cazzata.Checchè ne dica Monti.

    4) A tal fine non sarebbe irrealistico in partenza cominciare a pensare a come tener insieme, in un ‘alleanza d’interessi “vitali”, tutta l’area del sud europa. A partire da un contrasto netto con la Germania sulla questione greca.Non solo i privati (banche) ma anche gli stati devono contribuire a rendere gestibile socialmente il debito greco.Del resto anche il FMI, seppur mosso da preoccupazioni americane, comincia ad obiettare proprio su questo punto.

    In estrema sintesi se non si contrappone un’altra strategia di uscita dalla crisi e la si rende con tenacia sempre più credibile non resta che rassegnarsi . La politica , primarie o non primarie, sarà sotto scacco a tempo indefinito e i cittadini s’incazzerranno vieppiù.
    Per questa ragione è sempre più urgente aprire almeno una breccia nel muro di compatibilità finanziarie del tutto autoreferenti. Si potrebbe fare. E comunque è necessario tentare.

    PS. dopodichè resta del tutto aperta la questione dell’Europa che si vuole.Discorso più lungo sul quale mi sono soffermato spesso in passato.

  21. mauro zani Says:

    Valentino. Sulle tue considerazioni in ordine a Province e regioni sono perfettamente d’accordo.Hai detto meglio ciò che avevo scritto qui sopra rispondendo a Gianni.

  22. Valentino Says:

    Mauro, grazie delle risposte. In effetti non dubitavo che nel blog si fosse già parlato di terapie, io mi riferivo solo al presente post (la mia ricerca ritroso è stata un po’ sbrigativa…) e forse avevo in testa la preoccupante assenza, a sinistra, di una visione chiara sul “che fare”? (e mi si perdoni la citazione).

    Quanto all’atteggiamento verso l’Europa, intuisco che ora come ora esso è il tema dei temi. Anche in un’ottica di riduzione del danno, è un nodo imprescindibile. Lo dico con un po’ d’angoscia e di tristezza, visto l’entusiasmo europeista che mi animava a fine anni Novanta…

  23. Giovanni Says:

    Valentino ,é davvero un piacere leggerti
    .Vorrei però riproporti un punto su cui hai gia risposto.
    Sei sicuro che la corruzione ed i privilegi della casta siano un fattori secondari della crisi del sistema italia.?
    Ovviamente dovresti precisare l’estensione dei due termini.
    In proposito ti propongo di riflettere su due vicende industriali che riempiono i giornali oggi.Parlo dell’epilogo della storia Fiat e dell’Ilva
    In queste due vicende l’intreccio tra politica economia casta ed “istituzioni” é macroscopica
    Alla Fiat i vari governi che si sono succeduti nel tempo hanno consegnato gratis l’intera industria italiana per preservarla dalla concorrenza.Il che per esempio ha impedito alla Ford di investire e fare automobili italiane in italia.Parlo della vicenda dell’Alfa Romeo.Sempre alla Fiat lo stato ha garantito finanziamenti a fondo perduto per gli stabilimenti al sud (Melfi)Ancora lo stato ha sempre assicurato alla Fia il massimo del lavoro flessibile mediante miliardi di ore di cassa integrazione.La casta finanziaria ha pagato il famoso convertendo Fiat(debito) con le tasche dei risparmiatori italiani h cui ha venduto azioni fiat a 19 caricate a 12 e che valevano 5 euro.Oggi industria Fiat in Italia ha praticamente cessato di esistere e con essa l’industria automobilistica e ,udite udite dal 1° gennaio 2013 la Fiat non pagherà più tasse in italia allineandosi così a Marchionne..
    Alla fine della fiera Monti a ratifica e suggello dell’operato di tutto il sistema , ha detto che la Fiat puo andare a costruire ed investire dove vuole.Ed infatti l’Entità Fiat,che della casta italiana é una componente essenziale ha fatto sempre quello che ha voluto.
    L’ilva ha rilevato il centro siderurgico di Taranto per pochi spiccioli.Ha funzionato a “pieno gas”procurando profitti più che ragguardevoli.Che tale azienda oltre all’acciaio producesse veleni lo sapevano in tanti.Ma cribbio ci sono i posti di lavoro da salvaguardare:inculo alla salute degli operai dei cittadini.Quando scoppia il caso i Riva pensano di coprirsi nominando a capo delle ferriere un prefetto.Il Prefetto Ferrante gia candidato PD a Milano.Il resto é cronaca anche perchè la pratica era seguita da Clini quando era burocrate del governo Berlusconi.
    La corruzione di cui si deve parlare non é quella prevista dal codice penale,ma è l’ntreccio perverso e deviato tra politica economia e funzionari dello stato.La Casta di cui si deve parlare noné quella di cui parla Rizzo,ma dell’intero apparato dello statodi cui i politici sono soltanto la intura di trasmissione.
    Corruzione e Casta,a mio modesto avviso ,sono il problema.
    Generano la distruzione della ricchezza sociale e quindi la miseria.

  24. Valentino Says:

    @Giovanni: be’, se la casta è quel 10% di italiani che detiene più del 50% della ricchezza, allora siamo d’accordo. Per intenderci: Monti è espressione della casta come e più di Fiorito o Formigoni.

    Che esista un intreccio perverso tra politica ed economia è ovvio ed evidente. Ma i pranzi a scrocco der Batman della Ciociaria sono significativi non tanto per gli sprechi denaro pubblico, bensì per quel che rivelano di disinteresse verso il bene pubblico e di incapacità di garantire un futuro al Paese: nessuna politica industriale, nessuna visione a lungo termine, nessun argine agli appetiti privati, eccetera. In questo senso il rinnovamento (non generazionale, ma morale) della classe dirigente è un pre-requisito essenziale, e ben venga Grillo a urlarlo ai quattro venti.

    Il punto è che il divorzio tra politica e potere si è ormai quasi del tutto consumato, quindi non si vede quale dovrebbe essere la chiave con cui affrontare la crisi. Ma è anche vero quello che dici tu: Fiat, Impregilo, Ilva, Telecom, banche varie, hanno tutte bisogno di una sponda statale, quindi nonostante tutto l’unica carta che ci resta da giocare è quella della politica (cioè del controllo democratico e sociale di quel che resta del potere statale). A meno che la soluzione sia quella, suggestiva quanto pericolosa, di una dissoluzione totale dello Stato (una soluzione alla Ron Paul, per intenderci) e quindi anche delle consorterie di casta tra alta finanza e politica (sorvolando sull’industria militare). Ma questa, purtroppo o per fortuna, è ancora fantapolitica.

    Ad ogni modo le questioni morali non sono mai solo morali (non lo era nemmeno la riforma protestante): ci sono interessi materiali, vincoli strutturali, ed è un atto di fede pensare che tutto dipenda da una sommatoria di comportamenti personali (buoni o cattivi) e che non esistano cause strutturali della corruzione. Socialismo o barbarie, mi verrebbe da dire… 🙂

  25. mauro zani Says:

    Cause strutturali. Già . Da troppo tempo non se ne parla. E tornando a parlarne non si sottovaluta affatto l’insopportabile livello di corruzione materiale morale che affligge l’Italia.

  26. Remo Tedeschi Says:

    qualche interrogativo a partire dal preciso intervento di valentino: cosa deve fare il ministero dell’industria? la cgil e altri da anni chiedono un piano industriale e la confindustria che con la marcegaglia ci tirava le orecchie tutti i giorni che m….. fà vale ancora il luogo comune : privatizzare guadagni e socializzare le perdite? siamo sicuri che lo stato deve stare fuori da logiche imprenditoriali? che sia attuale berlinguer con quel discorso “governo mondiale della economia e cooperazione internazionale” ma forse parliamo di un altro mondo

  27. mauro zani Says:

    Governo mondiale dell’economia.
    Parliamo di questo mondo.
    In questo mondo si tratta di un’utopia.
    Ma di un utopia positiva della quale s’avverte un gran bisogno. E che dovrebbe nutrire la politica della sinistra mondiale, frammentata e dispersa in mille e più rivoli.
    Viceversa resta in campo solo l’utopia (leggi ideologia) di un capitalismo finanziario rapace e gansteristico che fa prevalere i propri giganteschi interessi di rapina.
    Un’utopia cretina che tuttavia inganna ancora tanta gente che s’illude sulle nuove opportunità insite nei “valori” del libero mercato. Cioè di una cosa che non esiste.

  28. mauro zani Says:

    Cosa dicono i francesi sulla propria Ilva?
    Intanto nazionalizziamo un asset strategico poi vedremo a chi eventualmente venderlo…. alle nostre condizioni.

  29. claudiopagani Says:

    Caro Mauro mi puoi dire in 2 parole la differenza tra te e Bersani; la stessa storia politica , quasi lo stesso accento, quasi la stessa età in molte cose lo stesso pragmatismo emiliano eppure…..
    Sono davvero interessato perchè condivido moltissimo il tuo approccio severamente critico e ,nello stesso tempo, fortemente ancorato all’orizzone di una vera sinistra europea eppure come si fa a non tenere conto che negli ultimi sondaggi il PD è ben oltre il 30%; in fondo + o meno con gli stessi numeri Berlinguer appoggiò un governo Andreotti; dove è che la ns. storia ha deragliato ?

  30. Giovanni Says:

    Forse é meglio che rivolgi la tua domanda a Stumpo NIcola detto “Nico”

  31. mauro zani Says:

    Vedi Claudio, per quanto io e nessun altro abbia proposto alla coppia D’Alema-Veltroni di risolvere il loro conflitto sui ministri emiliani dopo la vittoria del ’96, proponendo Bersani e vincendo la partita sotto minaccia di dimissioni dalla segretaria dell’allora PDS….. per quanto molte altre cose ancora. Io e Bersani siamo alquanto diversi.
    Io sono sempre stato un outsider, lui un insider nel modello di potere emiliano.
    Lui sempre affidabile e conforme ,secondo i canoni della tradizione, io sempre , larvatamente, inaffidabile. Vedi vicenda del sindaco nel ’99 quando i tre grandi ex sindaci (Z.F.I) preferirono la malleabile signora al sottoscitto pur scontando il rischio di perdere.
    Insomma Giovanni ha ragione , bisogna forse chiedere allo Stump-truppen calabrese.
    Quanto al PD, è oltre il 30% del 50% che va a votare. Ed è ancora totalmente in balìa di eventi al momento non del tutto perscrutabili.
    Quanto alla nostra storia è storia lunga e meno intelleggibile di quanto appare ed è apparso in passato.
    La nostra storia è FINITA da molto tempo.
    Si trattava di dare luogo ad una nuova storia , senza abiure e pentimenti.
    Ma NUOVA.
    Non lo si è voluto fare per pigrizia intellettuale (per qualcuno) per opportunismo (per altri) per poltronismo (per i più). Il risultato è il format americano andato in onda stasera.

  32. Remo Tedeschi Says:

    “il 50% non va a votare” ok,ma vogliamo cominciare a dire che è una grossa coglionata? non risolve nulla chi si astiene ,d’accordo”rubano tutti ecc.ecc.”ma almeno stabilire nella mentalità di tutti un sano “turn-over” :chi era al governo? ha fallito? allora via ,proviamo l’altra coalizione no?? gia fatto? ma le lezioni a volte fanno breccia nella coscienza di politici maturi e nuovi,dai ditemi che è vero

  33. mauro zani Says:

    La speranza è sempre l’ultima a morire.

  34. Giovanni Says:

    @Remo ,qui siamo tutti vaccinati.Non crediamo alle buone intenzioni,figurati ai malintenzionati.
    Una cosa vera l’ha detto persino Renzi .Il tuo Campioni Bersani ha già governato per 2500 giorni.Basta e avanza:peggio non poteva fare,perché oggi dovrebbe far meglio.
    Certo che Mauro ne ha combinato di tutti i colori . Ma era in buona fede, perché da vero professionista pensava soltanto a fare bene il suo lavoro.Pensava di lavorare per il sole dell’avvenire,ma i suoi compagni volevano soltanto “governare”comunque e con chiunque.
    Bersani nato per governare:povera Italia

  35. Remo Tedeschi Says:

    giovanni, capisco l’antipatia che hai per il pd ma mi vuoi dire quale governo vorresti? io mi accontento da chi ha fatto delle regioni come l’emilia marche umbria toscana una macro zona tra le più avanzate del mondo ripeto: mondo! controlla il livello del nostro welfare nonostante la situazione attuale. sii pragmatico come lo è stato il burbero ma buon ragazzo zani

  36. Remo Tedeschi Says:

    giovanni,dimenticavo una cosa: 2500 giorni sono quasi 7anni ,quando mai bersani è stato ministro per tanto tempo? ammetto di essere giù a far di conto ciao

  37. mauro zani Says:

    Grazie per il “buon ragazzo” che ne ha “fatte di tutti i colori”.
    Un “ragazzo” sul quale nessuno al mondo, in oltre 30 anni, ha mai potuto avanzare anche solo l’ombra di un sospetto per ciò che riguarda correttezza, e onestà. (non solo intellettuale).
    Chiaro il concetto?
    In più un “ragazzo” che s’è tolto dai coglioni molto prima che qualcuno avanzasse sulla scena per rottamarlo.E lo ha fatto non per ragioni anagrafiche ma per l’intollerabile e insopportabile conformismo che ha portato alla nascita del PD.

  38. Remo Tedeschi Says:

    è vero ,però guarda le cose con gli occhi di ex compagni di base , noi portatori di borracce consideriamo il pd ancora il nostro pci gli vogliamo bene e non abbiamo orecchie per conflitti di vertice ci facevano male allora e oggi pure .

  39. mauro zani Says:

    Spiacente non ho nessuna concessione da fare alla demagogia a buon mercato tra base (sempre buona) e vertice (sempre malfido). La base, nel terzo millennio, ha il vertice che si merita , che vota , e che vuole. Dunque la base non può esser sempre assolta in virtù della sua perenne innocenza. Se poi qualcuno ritiene che tra PCI-PDS-DS-PD non c’è alcuna differenza, beh questo lo ha sempre detto anche Berlusconi.
    In verità il PD è nato per fare terra bruciata di ogni sinistra possibile.
    Leggere tutti i documenti e gli atti fondativi, nessuno escluso.
    E la base(residua) lo sa benissimo.
    A meno che non la si voglia offendere fino al punto da ritenerla del tutto incapace di intendere e di volere.
    Io che gli porto rispetto (alla base) prendo invece atto che la pensa in modo diverso da me. E ,in democrazia , non significa necessariamente che ho torto , solo che sono in netta minoranza.
    O meglio lo sono stato… finchè ci sono stato.

    PS. Che poi la base non abbia orecchi per conflitti di vertice è francamente affermazione contrastante con la realtà dei fatti in essere. Vedi l’imperversare della tifoseria primariesca.

  40. Remo Tedeschi Says:

    posso assicurarti che cè preoccupazione nel circolo dove sono iscritto ,fatte così le primarie sono l’anticamera di scissioni, sarò sincero, gli atti fondativi non li ho letti, ma che il pd faccia guerra alla sinistra be! è un po grossa ! 10 milioni di elettori non se ne sono accorti. nessuna demagogia ti assicuro come mai nelle assemblee di sezione non c’erano mai rotture? in federazione si?

  41. mauro zani Says:

    Circolo!
    Mi ricorda la FGCI.

    Non si tratta, Remo, di una guerra alla sinistra. Quanto di una fuga dalla sinistra.

    Si è trattato di bruciarsi i vascelli alle spalle rispetto alla sinistra, passata ,(e qui sarei d’accordo, seppur senza dire “non sono mai stato comunista”); presente, (e qui son ancora d’accordo se parliamo di taluni esponenti tipo Diliberto, Rizzo and company); futura, e qui (non sono affatto d’accordo).

    La sinistra che verrà – e verrà ne son certo – resta la speranza del mondo.

    L’idea , FORTE, forte sotto il profilo, politico, teorico, filosofico persino, che al centro non ci sono mai astratte compatibilità(debito, mercati, profitto etc) ma la Giustizia sociale per gli umani/cittadini.
    Senza la quale non c’è vera libertà per tutti gli uomini e tutte le donne.

    Il fatto che dieci milioni di elettori non se ne siano accorti non è esattamente vero.

    Tutte quelle persone hanno pensato (dal loro punto di vista giustamente) che piuttosto che niente è meglio piuttosto.
    Vecchio detto bolognese.

    Del resto anch’io, fino alle ultime elezioni ho ragionato così.

    Adesso però son stanco di turarmi il naso.. Insieme a quasi la metà degli ex elettori del PD.

    Poichè, Remo , i nostri vecchi ci spiegavano sempre( a porte chiuse) la differenza tra realtà e propaganda.

    La differenza tra percentuali e voti assoluti.

    E ai voti assoluti bisogna riferirsi per capire quanto è vasto il consenso sociale.

    Se poi non hai letto le motivazioni poste a base della nascita del PD.Puoi sempre rimediare.

  42. Giovanni Says:

    Remo,Bersani ha fatto il ministro per 7 anni.Prova a moltiplicare 7 X 365 giorni e scoprirai che ha governato più di 2500 giorni

  43. Giovanni Says:

    E si Mauro ne hai fatto di tutti i colori.Hai fatto vincere le elezioni a Prodi nel 1996 Hai praticamente nominato ministro Bersani.Hai ripulito la stalle dopo la sconfitta del 1999 per consegnare Palazzo D ‘Accursio a Coffee Break
    Se ti fossi impegnato un po’di meno ,forse oggi la situazione a sinistra sarebbe migliore.
    Ps:non sapevo che anche Fanti avesse optato per la “Rossa Signora”

  44. mauro zani Says:

    Vabbè. Touchè.

  45. Gianni Says:

    Mauro sei impagabile e non per sviolinare ma perché mi ritrovo nelle motivazioni della mia non adesione al PD e non solo!

    Ma che cavolo Remo fedele alla linea come sei, non hai mai letto “gli atti fondativi del PD”?
    Vuol dire che fino ad ora hai aderito a un partito che non conosci?
    Ti sei fidato della gente che ti stà attorno? ecc
    Ma ti rendi conto? spero che il commento ti sia sfuggito……..o non ti sei spiegato bene!
    Remo ZITELLE della Politica? mi sembra veramente azzeccato (un complimento visto i tempi) e anche come nome del Blog!
    Ma tu cosa mi rappresenti?
    Un individuo che aderisce a un partito come se aderisse a una Bocciofila? (es citato da Bersani, prima della ditta)
    Remo dammi valide ragioni x andare a votare Bersani Domenica 2 che non sia solo contrapposizione a Renzi che non voterei mai….
    anzi son proprio tentato di stare a casa!!!

    Giovanni non infierire se è arrivatto il Coffee è anche perché Bersani non ha voluto correte…………o no?
    Chiedo conferma a Mauro!!!
    Ciao Gianni
    P.S.: Non ho visto commenti al referendum sui comuni del Samoggia peccato!
    Riprenderò poi l’argomento provincie! Grazie comunque Valentino1 Ora dico solo Monti sta affamando le autonomie e ha scelto l’anello debole! Vero!
    Ma quanto tempo hanno avuto i partiti x iniziare a fare un pezzo, uno straccio di riforma dello stato invece di raccontarci sempre che non ci sono le maggioranze per fare una riforma complessiva??? Non è vero che con la nascita delle regioni circa 40 anni fà si doveva modificare l’assetto istituzionale o no?

  46. Remo Tedeschi Says:

    gianni, mi fai domande e rispondo;io ritiro la tessera del pd negli stessi locali dove prendevo la tessera del pci pds ds ,dire che il pd è il pci di oggi non mi sembra assurdo è una constatazione ,gli atti fondativi per me gli ha scritti GRAMSCI e l’evoluzione da partito necessariamente settario (vedi 1921-1945) a partito che ,senza perdere la bussola ,affronta il terzo millennio ( cfr.Zani) in una nuova e problematica realtà è il modo più adeguato per tentare di risolvere le difficoltà sociali. anchio come Mauro uso un detto bolognese: solo i paracarri stanno fermi . gianni domenica non vai a votare per me sai benisssimo che è molto molto importante che vinca bersani dillo a giovanni che è un osso duro ciao a tutti

  47. mauro zani Says:

    Caro Gianni ho già spiegato molte volte , anche in questo ormai anziano blog, che Coferrati è venuto a Bologna per sua precisa volontà. Nessuno lo aveva chiamato. Solo che essendo all’epoca una sorta di Garibaldi (dopo il comizio al Circo massimo) si è dovuta imbadire la tavola bolognese, apposta per lui. Gli furono offerte varie possibilità a partire dal parlamento europeo che lui stesso , più tardi ebbe a definire come “cimitero per gli elefanti”.Quanto a Bersani non credo puntasse a fare il sindaco di Bologna.

    Giovanni. Fanti si limitò ad un silenzio assenso alla candidatura della signora. Altri lavorarono intensamente e furono senza dubbio determinanti.

  48. mauro zani Says:

    Remo.
    Se posso opzionare tra le offese, preferisco zitella a paracarro.
    Comunque in effetti sulla continuità ai ragione: la deligittimazione persino sul piano umano di chi non condivide un progetto fa parte esattamente di quella tradizione comunista che volevamo cancellare per sempre con la svolta dell’89.
    Per il resto ti dò atto che con i tuoi interventi in questa sede, rompi la pesante cappa di silenzio/cancellazione che s’è gettata sul sottoscritto come su altri. Della quale peraltro non mi lamento. Un tempo capitava di molto peggio.
    Fai solo attenzione.
    Magari qualcuno ti richiamerà ad un diverso comportamento: “che cazzo stai a discutere con quel traditore?”

  49. Giovanni Says:

    Gianni,sarà vero che non si sta in chiesa a dispetto dei Santi.Ma a Bologna non doveva correre Bersani ma Mauro.
    La verità e che Mauro non ha reso partecipe il partito nel 1999 delle trame contro di lui.Se poi avesse partecipato alle primarie provocatoriamente proposte,la Rossa avrebbe preso i voti di Delbono e dei suoi grandi sponsor.Pochi voti.
    Più che sulla loro reale forza hanno fatto leva sull’orgoglio di Mauro.Io sapevo della cosa ed ebbi un’accesa discussione con un mio antico compagno,un tempo segretario organizzativo dei giovani pulcini.Capace ed integerrimo doveva essere il nuovo Sindaco dopo la gestione a dir poco caotica del cooptato Vitali

  50. mauro zani Says:

    Già. Ed ero pronto a riscattarmi dal ’99, quando li mandai a cagare.Prontissimo chiunque mi avessero scagliato contro. Ma non Cofferati. Era ovvio a quel punto come sarebbe stata accolta una mia candidatura contro Aquila della notte. Ma c’è poco da fare quando sei percepito come “inaffidabile”, non malleabile, non influenzabile, semplicemente non ti vogliono.Forse che avrei premiato qualcuno dei miei? Certo che no. Per ragioni di decenza e correttezza. E quindi anche i “miei”, che mi conoscevano bene, si misero in fila per ottener prebende dal capo bianco dei Navajos. La politica a volte è così.Specie a Bologna e in Emilia-Romagna. Presi dunque atto d’esser inadatto…

  51. claudiopagani Says:

    Grande Mauro e saresti stato un grande sindaco!
    Se però posso permettermi un fraterno invito da compagno torna in pista e smetti di riposarti cazzeggiando sul blog.
    Vedi in Emilia ,come dici tu , è il cuore vero di quel partito di dirigenti opportunisti e pronti sempre al salto della quaglia che si risconosce nell’ineffabile Vasco Errani che oggi , e ne ho molti riscontri , ha amplificato quel reazionario di Renzi ( via Matteo Richetti presidente del consiglio regionale) per poi ” gestirlo” come ha suggerito a quello sprovveduto politico di Bersani in combutta con il suo vero capo Romano Prodi ( via Arturo Parisi) ; la vera posta che interessa Errani é mantenere un ferreo controllo sui consigli di amministrazione delle galline dalle uova d’ora come Hera ( d’altra parte la politica ,ohibo, costa) mentre del PD con i suoi tanti generosi miltanti non gliene può fregare di meno.
    Ora però e sorto ….. un problema; lo scaltro Renzi gli è scoppiato in mano e non vuole saperne di dare una mano a Pierluigi ma vuole comandare davvero lui o dentro o (+ probabile ) fuori dal PD.
    Quindi in queste ore Errani è assai preoccupato perchè Bersani potrebbe non essere contento . Inoltre dopo che Errani ha dato il suo OK alla rottamazione di D’Alema ritenendolo un prezzo giusto da pagare per accreditarsi come nuovo ( cambiare tutto per non cambiare niente) questo non è sfuggito al suo antico Maestro che ,temo per Errani , aspetta il momemto giusto per infliggergli una dura punizione.
    Quindi questo sarebbe il momento migliore per costrure un aggregazione di persone perbene ma anche decise e non ingenue, che ,finalmente , affrontino il sistema di potere di Errani per scardinarlo e così fare ripartire la sinistra anche in Emilia; a mio avviso a coordinare questa ” sporca dozzina ” non vedo niente di meglio e di+ affidabile di Mauro Zani ; certo bisogna costruire un sistema di alleanze con molti dei “delusi” di Errani anche nel PD per vincere e poi costruire una nuova classe dirigente ma si tratterebbe di una alleanza tattica a tempo e poi chi avrà + filo tesserà + tela…..Certo questo turberebbe non poco la quiete di un sereno pensionato ma senza una persona del tuo livello temo che Errani avrebbe il tempo di rinpannucciarsi richiudendo le porte del suo sistema di potere per chissà ancora quanti anni e purtroppo se la riforma della sinistra non parte dall’Emilia temo che in Italia non partirà mai!

  52. Giovanni Says:

    Claudio,Mauro e’in pensione.Ha vissuto momenti di gloria e di delusione irripetibili.Un vero professionista sa quando e’il momento di lasciare.Se Mauro avesse raccolto la sfida provocatoria dei maggiorenti nel 1999,avrebbe battuto in breccia lo squilibrato sistema doroteo che si stava radicando in Emilia Romagna
    .Ecco perché io ho sempre sospettato che qualcuno puntasse a perdere o stravincere con il vice-sindaco Delbono e la Rossa come paravento.
    Con Quazzaloca del resto si e’fatto più o meno quello che si poteva fare con la Rossa e Delbono .Aquila della notte ha continuità l’opera.
    Credo che dietro gli ex sindaci agivano i soliti due

  53. Remo Tedeschi Says:

    spero ricordiate il Guzzanti aliasVeltroni che a un congresso diceva: comunico alla mozione Nazzari che Amedeo Nazzari è morto! anche steve mc guinn è morto! si può a volte scherzare vero? ps. però da quello che dice giovanni la corte di luigi16 era più innocua.

  54. Giovanni Says:

    Claudio,a Richetti e’stato dato ciò che spettava di diritto al primo degli eletti.Chi ha imposto Richetti come Presidente del consiglio?

  55. mauro zani Says:

    Se ben ricordo il capo di quella sporca dozzina era Lee Marvin non Steve Mac Quinn. Cmq. Son morti tutt’e due.
    Lasciamo dunque a Remo la sua petrosa serenità democratica e a Errani i meritati e pigri fasti bizantini dovuti all’enorme, sovrumana tenacia di chi riesce a stare seduto per vent’anni sulla stessa seggiola. Quanto al rapporto Parisi e Prodi avrei da obiettare.
    Le cose cambiano….
    Altri s’incaricheranno di ripulire la stalla , stavolta.E saranno assai meno pietosi del sottoscritto.

  56. Valentino Says:

    Uhm. Sono capitato per caso su questo sito qualche giorno fa. La discussione era molto interessante. Non dubito che lo sia anche ora, ma mi pare abbia virato su questioni (i giochi di potere interni al partito, specie sul versante tosco-emiliano) su cui non sono molto ferrato.

    Mettiamola così: quanto di ciò che raccontate può essere interessante per uno come me, che conosce né contesto né dettagli delle varie situazioni, che vuole trovare, da elettore qualunque – sempre meno convinto – del PD, un metro di giudizio per il presente?

    Ancora in altri termini: al netto delle questioni personali (delle quali, ribadisco, non so nulla), quanto i giochini di potere cui alludete sono puri giochi, per l’appunto, di potere (gli stessi che, con le stesse identiche dinamiche, avvengono in un altro partito o in una grande azienda) e quanto incidono sulle scelte che farà il centrosinistra nel prossimo futuro su Europa, debito pubblico, mercato del lavoro?

  57. mauro zani Says:

    Valentino. Questo è un luogo assai angusto.A volte si discute abbastanza seriamente sui temi che tu richiami. Altre volte, nel bene e nel male, ritornano vicende bolognesi e emiliane che mi hanno coinvolto in passato, quand’ero in SPE (servizio permanente effettivo) e capisco che respingono /annoiano.
    Sorry.

    PS. Comunque , pur essendo un blog personalizzato, (come ho detto più volte) chiunque può postare direttamente proprie riflessioni/analisi/proposte.
    Non si può solo commentare . Anche direttamente scrivere.
    Basta inviarmi il pezzo al seguente indirizzo: zanimauro@yahoo.it. Provvederò a metterlo in pagina.O come diavolo si dice.

  58. mauro zani Says:

    Quanto sopra ,naturalmente , vale per tutti.

  59. Valentino Says:

    Grazie della risposta. La mia non è una critica, sia ben chiaro, anzi da un certo punto mi affascina intravedere come scorrono, sotto la superficie, i fiumi carsici delle ambizioni personali, degli interessi materiali, degli equilibri di potere.

    Non sono così sprovveduto da immaginarmi una politica disincarnata da tutte queste cose (giustamente qualcuno ha auspicato una aggregazione di persone “perbene ma anche decise e non ingenue”), ma me ne interesso solo nei termini in cui queste si traducono in differenze politiche (di governo o di programma) rilevanti.

    Un esempio stupido: da elettore mediamente ignorante, se dovessi scegliere uno tra Cofferati e Ichino come ministro del lavoro, non avrei molti dubbi nella scelta del primo. Ciò che mi farebbe cambiare idea non sarebbe tanto scoprire chissà quali retroscena sull’uno o sull’altro (sempreché non si tratti di reati, ça va sans dire), ma che l’uno o l’altro rappresentano una linea politica che non corrisponde a quella dichiarata (perché rappresentano gruppi di potere che oggettivamente -uso l’avverbio di proposito- non posson che andare in altre direzione, o perché i compromessi cui sono scesi sono troppo vincolanti ecc.). Non so se rendo l’idea.

  60. Remo Tedeschi Says:

    non si può maramaldeggiare, aspetto che qualcuno si rialzi, si dia giù la polvere e si ricominci ! anche la boxe è uno sport nobile .

    lasciatemi ,oggi, godere di una zuppa calda
    ps. pessima memoria nel cinema

  61. mauro zani Says:

    Davvero pessima memoria.Buona zuppa!

  62. mauro zani Says:

    Valentino : rendi l’idea, of course.Siamo d’accordo.

  63. claudiopagani Says:

    Sarò franco.
    Tutte le volte che su questo blog sollevo il tema dell’ ENORME incidenza negativa che ha sulla sinistra emiliana ( e dall’avvento di Bersani anche italiana ) il blocco di potere che da15 anni regge l’emilia ( ma proprio tutta e non solo la politica compresa la finta opposizione e sul boom di Renzi e la sua nascita nelle cucine locali ci sarebbero cose assai sfiziose da dire) e che è imperniato su Errani o meglio su Errani/Prodi e che sembra prendere nuova linfa dalle recenti primarie; a questo proposito leggo oggi che alcuni autorevoli opininionisti fintamente indipendenti auspicano che la prossima probabile maggioranza di C. S. elegga Prodi ( e cioè il capo di una delle 2 fazioni che hanno ingaggiato una furibonda lotta di potere senza alcun reale vantaggio per gli italiani nella cosiddetta 2° repubblica) capo dello stato consegnandoci così a nuova e inutile conflittualità mentre sottto sotto lor signori continuano nella loro vittoriosa lotta di classe contro i ceti popolari.
    E Errani che c’azzecca si dirà ? C’azzecca e come ! E qui verrò a dire e Mauro potrebbe ,se solo ne avesse voglia , aggiungere molto visto il suo status di di osservatore/decisore…
    Bene all’inizio c’è l’avvento della segreteria D’Alema con conseguente ruolo di capo dell’organizzazione del grande Mauro ( e dio solo sa quanto sia stato positivo il suo ruolo fino a che glielo hanno consentito).
    Il primo atto fu farsi dare dal duo ( di vera grandissima qualità) Andreatta /Bazoli il nome di qualcuno da mettere a candidato premer in attesa che il PDS si legittimasse definitivamente e potesse esprimere un suo uomo ; e qui nasce Romano Prodi ( neanche troppo stimato dai 2 e comunque dicevano “facilmente gestibile”).
    Atto secondo Prodi vince e capendo che rischia di essere un re travicello si fa confezionare dall’amico Parisi il progetto Ulivo strategico ( non un semplice rassemblent elettorale come era nei patti o no Mauro ?) ; il seguito a livello nazionale è putroppo noto.
    Atto terzo siccome Mauro invia a Roma Bersani , Errani ,giovane molto scaltro ma assai infido visto che nella sua citta non è mai riuscito a fare il sindaco, decide che deve diventare il capo e poiché i prodiani tutti non lo vogliono va da quello che fu il suo capo nella fgci per farsi sponsorizzare e l’uomo bialetti ( che lo stima non molto ) lo spinge assai pensando che , avendo un profilo modesto, gli possa essere utile e possa essere accantonato con facilità.
    Male gliene incolse; infatti Vasco appena può , diventa un fedelissimo dei prodiani soprattutto in quello che hanno di + caro e cioe i posti nei cda delle utilities “(emiliane per ora). ; è così scaltro da mantenere formalmente e nei rapporti con i media la status di dalemiano.
    Tuttavia ,oramai potente di suo, nel 2004/2005 “ convince il suo (ex?) referente a candidare di nuovo Prodi mentre molti e giustamente pensano che sia ormai logoro e che convenga andare sul nuovo …; niente da fare Prodi si candida e nonostante 12 ( dodici ) punti di vantaggio all’inizio alla fine riesce nell’impresa di quasi pareggiare rimettendo in gioco l’esausto Berlusconi e dopo 24 mesi di governo rissosissimo gli riconsegna ( purtroppo) il potere con le conseguenze drammaticissime che vediamo. Nel frattempo su scala locale Errani in Emilia diventa capo di tutto e cioè della istituzione Regione e capo reale ( non direttamente ma tramite dei poveri quisling ne sai qualcosa vero Mauro?) del gran partito ; naturalmente così la politica nel silenzio muore e figurati se i giovanotti di Errani hanno tempo da perdere con i veri problemi dei ceti popolari e ,peggio, con la ricostruzione di una sinistra seria operazione che ,come minimo, comporta molta fatica e molta ,scusate la volgarità , rottura di coglioni.
    Maturamente manca la cigliegina sulla torta ed ecco che si presenta l’occasione Bersani da sfruttare al meglio per la ditta Errani & associati ; ormai siamo ad agosto 2012 ; bene il popolo è contro la casta e vuole il nuovo ; ci sarebbe quell’omino di Firenze così simpatico..; ok lo si invita alle feste del PD e gli si garantisce bagni di folla alla presenza dei fedelissimi Matteucci( Ravenna) E Manca di Imola e il successo è garantito ; a questo punto però bisogna rendere libero Bersani dai vecchi elefanti ( in primis D’Alema e la sua perfida moral suasion) e quindi + sensibili ai “consigli” erranesco-prodiani ; idea geniale rottamiamo D’Alema ( Veltroni non è un pericolo perchè ha orrore della battaglia) e nel contempo facciamo le primarie ( inutili perchè ope legis Bersani è già candidato del PD) ; e così grande vetrina mediatica per il fiorentino e i suoi sponsors illustri che poi tratteranno meglio Pierluigi ; e oggi siamo qui e manca solo la grande furbata finale e cioè ROMANO PRODI presidente della repubblica a cementare for ever l’erranian -prodismo ; se così fosse la poltica in emilia continuerebbe a essere morta per i prossimi 10 anni e con lei ogni vera idea si nuova e seria sinistra ; il piano è perfetto ma QUALCOSA DEVE PUR ACCADERE!

  64. Valentino Says:

    Claudio: mi è venuto il mal di testa. Ciò che mi sfugge, come già ho avuto modo di dire, è la distinzione tra le dinamiche per la conquista del potere e l’uso (in termini politici) che di questo potere si fa, si potrebbe o si dovrebbe fare. Che Prodi fosse un osso durissimo e niente affatto innocuo me lo ero immaginato da tempo; ma nessuno, potendo evitarlo, si ridurebbe a recitare il ruolo di re travicello. E nessuno, quindi, può rimproverarlo per aver giocato le sue carte. Stesso dicasi di Errani, Renzi, o Pinco Pallino. O no?

    L’unica cosa che riesco a intuire è che il sistema Errani-Prodi sarebbe un sistema di occupazione delle municipalizzate (aut similia) che non si occupa dei problemi dei ceti popolari. Ora, io credo che tra le due cose il nesso sia debole o quantomeno che vada spiegato.

    La prendo alla larga: Berlusconi io l’ho sempre considerato più come un effetto che una causa del declino della politica e dei partiti (che infatti, pagliacciate dello psiconano a parte, ha avuto lo stesso decorso da molte altre parti). Dopo la caduta del muro (quel muro che, nonostante tutto, spaventava un po’ i padroni del vapore), i partiti sono sembrati sempre più inutili alle classi dominanti, che hanno pensato bene di gestire i propri affari senza più la intermediazione dei partiti. Berlusconi e Monti da questo punto di vista sono solo espressione di due elites in competizione, ma entrambi effetti della stessa causa.

    A ciò si aggiunge lo strapotere montante dei mercati (spread ecc.) che esautora progressivamente il ruolo dei Parlamenti e degli stessi Governi. (Da questo punto di vista un Draghi mi assomiglia pericolosamente a un esattore del pizzo, che mentre ti minaccia ti garantisce protezione – alle sue condizioni). Per questo parlavo di divorzio tra politica e potere.

    A fronte di queste condizioni, forse per fare politica è necessario avere anche un forte potere economico. Non parlo solo di finanziamento ai partiti, ma di potere economico reale, da tradurre in potere politico. E’ in questi termini che io, pur con una certa vergogna, interpretai il famoso “abbiamo una banca!” di Fassino. Allo stesso modo io lessi, qui potrò essere smentito da una fonte primaria, l’operazione Telecom di Colaninno con endorsment dalemiano. Idem per le manovre di Tosi, Chiamparino e altri con le fondazioni bancarie. Sono di cui non capisco molto, dico solo la mia impressione rispetto a quello che vedo (anche se leggendo questi post, vedo solo la punta dell’iceberg).

    Ammesso e non concesso che sia come dico io, allora il binomio Prodi-Errani va giudicato per l’uso che ha fatto del potere economico. E in ogni caso la domanda è: per fare gli interessi delle classi popolari, un politico odierno può prescindere dall’occupazione dei centri di potere economico-finanziari? O può pensare di governare la sua provincia/regione/paese col solo appoggio della funzione legislativa? (Mi vengono in mente i maneggi di Tremonti con la Cassa Depositi e Prestiti, rivelati da Geronzi, per ottenere fondi per un piano di edilizia popolare…).

    Tutto ciò detto, qualcuno mosso a pietà del mio mal di testa vuole spiegarmi in tre parole quali sarebbero questi due schieramenti in lotta nel centrosinistra e soprattutto cosa comporta, come progetto politico e di governo, la prevalenza dell’uno rispetto all’altro?
    Mi rendo conto che forse chiedo cose che per voi sono scontate…

  65. Remo Tedeschi Says:

    per fortuna ci sono anche altri fatti che rendono la politica ancora capace suscitare un’interesse sano; vedi la partecipazione alle primarie del c.s. probabilmente i frequentatori del blog (di livello culturale alto) sono più attratti a un dialogo a distanza e virtuale con
    il “potere” ,fonte anche di frustrazioni.
    A mio parere tanta gente si stà muovendo e bene ;tre mila volontari a gestire queste elezioni interne solo a bologna , tirate un occhio anche a queste cose minimo migliorerà la gastrite

    ps quando hai deluso la gente non ti vota;se errani è alle torri di tange……………

  66. mauro zani Says:

    Claudio la tua analisi delgi arcana imperii emiliani è quasi del tutto esatta. Ho scritto quasi. E figurati se non ti seguirei volentieri aggiungendo ogni sorta di dettagli, alquanto maleodoranti. Alcuni di questi mi hanno direttamente riguardato quando ancora pensavo che la parola compagno fosse se non prossima almeno in amicizia con la lealtà sul piano personale.
    Tuttavia resta da rispondere a Valentino: si può prescindere? No non si può. In verità non s’è mai potuto.
    Ma caro valentino c’è modo e modo.
    E i modi furon dei peggiori e anche per ciò non diedero frutti.

    Bersani in tal senso è assai più accorto.
    Chiunque, persino in Italia avrebbe chiuso la sua carriera politica dopo l’episodio incorso al suo braccio destro.Il chè comporta un rapporto forse sbilanciato tra potere poltico e altri e forti poteri, i quali posson ancora decidere se vivi o muori. E da vivo ti presentano il conto.
    Resta il tema che in altro modo pone Tedeschi. Errani lo votano..dunque? Già, però la struttura del potere e dei rapporti tra poteri inizia a scricchiolare. Lo si vede persino nelle primarie e lo si vede nella crescita di Grillo in regione.E lo si sente, lo scricchiolìo quando s’ascolta molta gente che non partecipa ma vota.

  67. Giovanni Says:

    Valentino,lo schieramento é uno solo.Il progetto politico é quello di governare comunque e con chiunque.Il programma seguira le esigenze del patto di stabilita e fondamentalmente il grumo di interessi dei banchieri,dei gestori dei servizi di pubblica necessità,dei preti ,dei cooperatori ecc.che della sponda dello “stato allargato” però non può fare a meno
    Il potere reale non sara esercitato dagli uomini di centro-sinistra,perchè costoro sono gregari intellettualmente e psicologicamente
    Continueranno a governare Prodi,Bazoli,Bassanini ,Amato,ecc.non per il popolo ma per se stessi

  68. claudiopagani Says:

    Bene secondo voi non c’è niente da fare perchè così vanno le cose del mondo..
    Non sono d’accordo e non capisco.
    Ma scusate allora a cosa servono tutte le analisi critiche che in queste pagine vengono fatte sul PD e sulla necessità di una vera sinistra democratica e socialista? forse a riempire le giornate di noi tutti poveri pensionati o quasi ?! Peccato che quando eravamo + giovani non pensavamo di fare i filosofi ma una onesta politica.
    E poi ,scusate la trombonaggine, ma l’ottimismo della volontà di Gramsci ??!( pensata da lui quando languiva in un carcere fascista e non c’era nessun ragionevole motivo di sognare il sol d’avvenire).
    No, c’è sempre un’altra strada ( mi viene da sorridere a pensare oppure Nichi) che metta insieme qualche avanguardia non rassegnata e molta molta gente che ha bisogno di essere incoraggiata e di essere fatta riflettere sul fatto che in fondo il re è nudo..
    Io penso che il ns radioso governatore potrebbe fare la fine del Formigone che prima dell’estate si illudeva stafottentemente di essere inaffondabile e oggi dopo 6 mesi giace nella polvere e nell’oblio generale ..( i 2 si stimano moltissimo sapete e il Formiga ha svolto un ruolo fondamentale nel farlo presidente della conferenza delle regioni senza nessuna necessità perchè quelle di destra erano molto + numerose…)
    Pensate che smacco sarebbe per tutti noi se il sistema di potere emiliano venisse smantellato dalla magistratura.. come sempre quando la politica ( e anche la società civile) sono sorde e cieche e mute.
    Io comunque resto rigorosamente ateo e non fatalisticamente musulmano e rassegnato per cui continuerò a… sbattere la testa contro il muro
    Però Mauro pensa che bella e nobile battaglia!

  69. mauro zani Says:

    Ma , caro Claudio, già molto la sbattemmo la testa. Ce la rompemmo anche.
    Poi vedi fin da giovane osservando vecchi (ben più anziani di me ora) ho promesso a me stesso di mollare prima di diventare come loro, spasmodicamente aggrappati anche all’ultimo posticino . Penso d’esserci riuscito. E non m’importa se nessuno mi è grato per questo.

  70. Valentino Says:

    Giovanni: terrificante. Ma è quello che sospetto anch’io. Solo, mi piacerebbe capire se dentro la schiera dei poteri forti ci sono delle linee di faglia che distinguono gruppi di potere in conflitto. E, se questo conflitto interno esiste (come io credo: non può non esistere per come è configurato il sistema), se assume forme politiche o se si gioca su campi dove non è ammesso alcuno spettatore. Ma, soprattutto: se la sponda o il filtro della politica sono ancora necessari ai poteri forti, il discrimine diventa tra chi li combatte apertamente (nessuno, mi pare), chi li cavalca (Amato, Prodi?), e chi ci viene a patti sperando di mediare di controllarli o addirittura di fregarli (Bersani, D’Alema?). E’ così (semplicismi a parte) o sono totalmente fuori strada?
    Certo che se è così la principale preoccupazione di noi comuni mortali sarà soprattutto capire se chi ci rappresenta ci è o ci fa (il problema che ho avuto costantemente io con D’Alema), dato che il crinale che separa la tattica dal tradimento a volte è piuttosto sottile…

  71. Giovanni Says:

    Valentino,l’esercizio intellettuale in assoluto più difficile e’distinguere l’uomo ignorante da quello in malafede
    In realtà i nostri ci sono e ci fanno.Secondo te,ad esempio,il fatto che per oltre 9 mesi il Governo dei tecnici non sia riuscito a scrivere la disciplina per far pagare l’Imu alla chiesa e’dovuto all’incapacita dei burocrati od al patto assolutamente unanime di tutti i politici(Vendola ,compreso)di non far pagare i preti?
    Domanda retorica.Per blindare la tenuinita’dell’imposta sono passati da un decreto attuativo del governo ad una legge votata in parlamento.Così hanno fottuto la vecchietta con il minimo pensionistico che deve pagare l’Imu e l’Europa che aveva sanzionato l’Italia che aveva accordato l’esenzione alla chiesa.
    In questo caso sono tutti in malafede:Pannella non ha digiunato
    E,ancora,quando in un sol giorno,hanno sostanzialmente dimezzato il monte pensionistico,secondo te il Pd sapeva o no del problema degli esodati?Almeno Damiani o Fassina.Sicuramente la Camusso che pero’non ha dichiarato neppure lo sciopero generale.
    Insomma prendono i voti a sinistra e crescono il porco di destra.
    Ma c’e chi non vuol vedere perché non saprebbe a che santo votarsi

  72. Giovanni Says:

    Dimenticavo la “faglia”.C’è Eccome! Quando governava Berlusconi ,Prodi si rifugiava nel feudo di Bologna e parlava dalla Cina e gli amici della finanza scappavano verso Tremonti:Ponzellini,ad esempio.
    Ma la madre di tutte le battaglie delle fazioni in lotta per lo stesso potere economico resta ,aldilà di ogni dubbio ,il caso SME che ha coinvolto la informale tripartizione del potere …..liberale che tanto piace a Eugenio Scalfari.Per il vero ce ne sono stati altri dove a far da paciere intervenne un sagace uomo di mondo:Ciarrapico.Allora ben accetto

  73. Valentino Says:

    “Bersani in tal senso è assai più accorto.
    Chiunque, persino in Italia avrebbe chiuso la sua carriera politica dopo l’episodio incorso al suo braccio destro.Il chè comporta un rapporto forse sbilanciato tra potere poltico e altri e forti poteri, i quali posson ancora decidere se vivi o muori. E da vivo ti presentano il conto.”

    Sarò franco anch’io. Qui sono in casa d’altri, e per di più da ultimo arrivato. Però: questo è un blog aperto a tutti, compresi gli scemi come me, o è un mezzo per mandare messaggi trasversali? Perché gli scemi come me non possiedono tanti livelli di lettura e non sono esegeti. Stiamo dicendo che i poteri forti hanno fatto fuori Penati per colpire Bersani? I poteri forti non hanno mai nome e cognome, ma direi che qui Prodi non è considerato tra gli esponenti dei poteri deboli. E quello che successe al suo portavoce, Sircana, cosa fu? Un episodio nella guerra intestina tra poteri forti? Tra cordate avversarie interne al centrosinistra? Siamo sempre daccapo: distinguere i buoni dai cattivi, gli ingenui dai venduti, i realisti dai furbi, i traditori dai traditi è esercizio estenuante e quasi impossibile.

  74. mauro zani Says:

    Boh , Valentino io non ho messaggi da inviare a nessuno, nè , tampoco, trasversali.
    Questo è il blog di un pensionato (volontario e privilegiato) che semplicemente non riesce ancora a staccar la spina dalla politica.

    Bersani/ Penati.
    Stiamo solo dicendo la verità.
    Penati è stato colto dalla magistratura.
    Bersani avrebbe dovuto esser (per usar un gentile eufemismo) più attento.
    Registro che non è accaduto a lui ciò che è successo A Rutelli e Di Pietro(due tipi che non mi son mai andati a genio, a differenza di Bersani).
    Semplicemente a lui è stato riservato altro trattamento dai media/poteri. Viceversa si sarebbe azzoppato l’ultimo cavallo a disposizione, dopo il disastro berlusconiano : il PD.
    Che poi il PD si lasci cavalcare, o meno, questo è esattamente l’oggetto del mio ultimo post.

    Quanto a Sircana non c’entra nulla.
    Il poveretto non è neppur stato preso con le braghe in mano. Fatti che posson accadere.E che francamente li considero politicamente e persino umanamente irrilevanti.

    A dimostrazione.

    Episodietto.

    Un giorno venne da me in gran segreto un transfuga dell’allora Forza Italia. Mi spiegò che un deputato della destra era stato colto sul fatto mentre s’intratteneva in auto con un trans.
    Per la serie “atti osceni in luogo pubblico”.
    Fu accompagnato in Questura.
    Mi s’offrì nome , cognome , luogo, circostanze(sospette) della svelta “liberazione” . Compresi i nomi dei servizievoli “liberatori”.
    Tra l’altro si sapeva , (per ragioni che non dirò per non svelare l’identità della persona), che io avevo particolari ragioni anche personali per non volergli troppo bene.
    Ebbene mandai a fanculo il delatore.
    Dato che ci son limiti alla lotta politica.

    Tutto ciò per dire che non bisogna mischiare il grano col loglio.
    C’entra niente Sircana con Penati.

    Infine , hai ragione a insinuare in me ed altri l’idea che distinguere i buoni dai cattivi e i realisti dai furbi è cosa ardua assai.
    Non mi sfugge che lo fai per dire che è ingenuo e scemo o forse velenosamente strumentale chi anche solo cerca di provarci.
    E forse hai ragione.
    Lo so da sempre.
    Ma da sempre mi son applicato a cercar di discernere il proverbiale loglio dal proverbiale grano.
    E’ più forte di me.
    Son scemo.
    Non a caso son pensionato!

  75. Giovanni Says:

    Mauro,ma quante volte ti sei dovuto ricredere su Tizio,Caio o Sempronio.
    Magari a distanza di 20 rileggi un fatto e il giudizio sull’uomo cambia.
    La verità?E’difficile scambiare un elefante con un tricheco,anche se le due bestie hanno entrambe le zanne,così come il tapiro ha la proboscide similmente all’elefante

  76. roberto Says:

    I giornali (Repubblica) seguono con una certa inadeguatezza la vicenda CUP, imputando a spending review o ad altre ragioni esterne lo sbriciolamento della società animata da Moruzzi.
    Che è evidentemente un incantatore di serpenti, se trova seguito alle sue argomentazioni in gente che non dovrebbe essere sprovveduta.
    L’architettura di CUP non ha la minima parvenza industriale, si tratta di un centro di potere che ha usato una pletora di dipendenti (dicono 600) come scudi umani per perpetuare sè stessa.
    I cittadini pagano poi carissimo un servizio (che c’è, ma che potrebbe essere ottenuto presumibilmente al 20% del costo di CUP).
    Sono anni che dico e scrivo queste cose, come la storia della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo.
    Di questa ci siamo liberati obtorto collo, credo che la presenza della Finanza in Regione, per altre questioni, abbia esercitato una certa moral suasion.
    Dovremo aspettare il processo Delbono/Moruzzi/Divani?
    E quelli che mettono il lavoro prima di dutto in questo paese qui come si daranno carico dei 300 dipendenti non impegnati nel front offices dal destino periclitante?
    Il cinismo di chi ha portato avanti allo stremo una iniziativa che ha divorato risorse e senza futuro è stomachevole. In questa regione qui.

    @ VALENTINO
    Più che il povero Sircana, direi di Prodi e del suo “consigliere economico” alla Presidenza del Consiglio (non pagato) Angelo Rovati!

  77. Valentino Says:

    E no caro Mauro (ci si dà del tu come tra compagni, va bene?). Quello che ha un’enorme difficoltà a distinguere il grano dal loglio, qui, sono io.

    E’ una difficoltà frustrante e che fa soffrire. E sottolineo qui, perché invece di uscirne con le idee più chiare, ne esco con le idee più confuse. Colpa mia, probabilmente, che non ci arrivo. Ma era appunto quello che chiedevo, fatemi capire.

    Visto che alla fine certi argomenti (e giuro che non c’è nulla per cui possa dubitarne) sono pericolosamente simili a quelli del Foglio o del Giornale (http://www.ilgiornale.it/news/penati-bersani-ecco-tangentopoli-ipocrita-dei-leader.html), diventa difficile capire chi sono i nemici di sempre, chi gli avversari del momento, i finti amici, gli alleati per tattica e quelli per amore.

  78. Valentino Says:

    Sul povero Sircana, messo alla gogna in modo vergognoso, il mio grossolano ragionamento era il seguente: come la magistratura (espressione dei poteri forti, così mi par di capire) colpisce Penati per colpire o avvertire Bersani, così Sircana viene colpito per colpire o avvertire Prodi. Se il primo è un attacco scientifico e il secondo un fortutito colpo di sfiga, ne prendo atto. Non posso che prenderne atto perché io da solo non ci arrivo: dovete spiegarmelo voi.

    Bisognerebbe essere in grado di distinguere quando si tratta di sgambetti reciproci, piccole vendette e operazioni di piccolo cabotaggio e quando dietro c’è la Spectre con le sue Grandi Strategie e le sue Grandi Manipolazioni.

    Perché ciò che alla fine di tutto questo groviglio di intrighi rimane sullo sfondo, troppo sullo sfondo, è l’ideologia. E l’ideologia, checché ne dica Giuliano Ferrara apologeta del pragmatismo e delle mani in pasta, resta imprescindibile se non vogliamo ridurre la politica ad amministrazione del quotidiano. Qual è l’ideologia, cioè la visione e il progetto di società di Penati, Bersani, D’Alema, Cofferati, Zani, Prodi, Errani? Chi di questi ha a cuore le sorti dei lavoratori e delle classi meno agiate? E chi sono i loro veri avversari? Boh, forse mi mancano troppi pezzi del puzzle…

  79. Giovanni Says:

    L’ideologia ?questi vogliono comandare e fottere,davanti ad un gran piatto di polenta circondati e ossequiati dai famigli.
    Scusa Valentino ma come puoi pensare che i suddetti nominati abbiano in testa un progetto di società?
    Agiscono pragmaticamente,secondo la bisogna e le opportunità che trovano nel mercato “mestatorio e ricattatorio “Ricordi come la sanità privata romana ha cucinato l’ex presidente della giunta del Lazio?
    Mauro e’fuori da tutto perché non ha mai avuto le mani in pasta.Tutti ricordano con affetto e tremore il tempo in cui amministrava la Provincia di Bologna.E poi pur non essendo un omofono pare che ancora pensi alla passera.
    Mauro birichino ,non mi censurare per questa modesta intemperanza

  80. Valentino Says:

    Santo cielo, devo essermi proprio spiegato male se mi rispondi così. Posto che sono perfettamente convinto (detto sinceramente e senza alcuna ironia) che Mauro sia un politico esemplare,avrai notato tra i suddetti nominati c’è anche lui. (A proposito, so che è un refuso, ma “omofono” è fantastico!). Dunque? Tutti uguali, meritevoli delo stesso identico giudizio? Non credo.

    E soprattutto, qual è il metro di giudizio? Per me, è la capacità di agire pragmaticamente senza perdere di vista gli obiettivi ideali (o ideologici, ché è lo stesso).Insomma, di adeguare i mezzi ai fini. Se tutti indistintamente volessero comandare e fottere davanti a un gran piatto di polenta (questa è vera poesia, come ti è venuta?), ci sarebbe da chiedersi perché perdiamo tempo a discutere.

    Se il problema è morale, cioè che sono tutti ladri, ebbene tralsochiamo armi e bagagli nel M5S e finiamola qui. Ma forse invece c’è ancora spazio per riflettere sia su quali siano gli obiettivi ideali (a breve e a lungo termine) sia su quali siano i mezzi per raggiungerli.

    Le “mani in pasta” è un’espressione che usa Ferrara nell’articolo che ho segnalato: la usa in senso buono, per criticare la magistratura che ha colpito Penati (e con lui Bersani: in questo la tesi di Mauro non è molto differente) e per dire che chi fa politica non può che sporcarsi le mani (“chi ha le mai pulite non ha le mani”).

    Io sono sostanzialmente d’accordo: non sono ingenuo né moralista, capisco che bisogni muoversi nel mondo reale. (E, oso aggiungere, da elettore me ne infischio anche dei colpi bassi che all’interno del partito gli uni tirano agli altri). Mi importa solo che non vengano oltrepassati i limiti della decenza (il ladrocinio è intollerabile, se lo devo tollerare che non superi un livello minimo fisiologico) e, soprattutto, dell’intelligenza politica.

    E’ difficilissimo dire dove stiano questi confini, in che punto le ambizioni personali contribuiscano a raggiungere obiettivi comuni e dove comincino a divergere; cosa distingua il realismo dalla arrendevolezza, l’arrendevolezza dalla connivenza e la connivenza dal tradimento. Dovunque stano questi confini, il metro, ancorché approssimativo, è dato dall’ideale politico. Quanto le scelte che facciamo ci avvicinano o ci allontanano da lui.

    Dove si collochi Bersani in tutto questo non so. Per ora mi pare che possa solo rivendicare, come in effetti ha fatto, un ruolo di addolcitore della pillola e di smussatore degli angoli. Ci sarà chi lo vuole morto e chi lo vuole cavalcare, no so. Lui cercherà di venire a patti dove non può farne a meno. Sono le dinamiche della poltica, tutto sta nel vedere i risultati che porterà a casa. Certo è più facile misurare la sconfitta della Lega sul mancato federalismo che quella del Pd sul… non si sa cosa, visto che ha un programma vaghissimo.

    Di questo posso e voglio discutere. Però qui siamo all’ottantesimo post e ancora non ho capito nulla. Mi sembra di stare dentro una trama di un giallo, un blob indistinto in cui c’è un po’ di tutto, un gioco di ruolo con Prodi, Bazoli, finanza, magistratura, Repubblica, De Benedetti, Errani, in cui niente e nessuno è come appare. Impossibile tentare giudizi razionali se i termin della questione sono questi.

  81. Giovanni Says:

    Valentino,in realtà volevo dirti che l’ideale politico e’morto.A sinistra come a destra.E non solo in Italia .
    Pensa alla Cina,un paese nominalmente comunista governata con perfetto dirigismo capitalista orwelliano
    E’evidente allora che tutto ha perso di significato.Tutto e’altro dai vecchi luoghi
    Cosicche’persino il nostro “discorso”non e ‘in grado di riconoscere e descrivere ciò che accade nel mondo reale,perché tutto e’orribilmente decaduto e ridotto a mero materialismo.
    La caduta di un impero e della sua ideologia importa notoriamente anche una caduta culturale e una trasformazione antropologica.
    Tutto si riduce prosaicamente all’osso.
    Dietro i meri fatti non c’e alcun discorso,visione o ideologia che dir si voglia,C”è soltanto l’arcaica e invincibile ambizione per il potere
    Altri direbbero che manca una nuova narrazione,con le sue promesse ,miti e mete.Ma poveri noi questo non e’ neppure il tempo dei Giganti
    Valentino,se in quel che ho detto c’e un briciolo di verità ,come puoi pretendere una risposta da questo blog:ibis redibis

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