Post primarie.

L’enfasi sulla straordinaria partecipazione alle primarie non la condivido.
Hanno votato qualche migliaia di elettori in più di quelli che già elessero Bersani segretario del PD.
Stavolta tutti i media , grandi e piccoli hanno coperto l’evento come mai era avvenuto.
Lo hanno fatto accreditando la ridicola tesi che per la prima volta la posta in palio era contendibile.

Niente di più falso e fuorviante.

Il combinato disposto messo a punto da Bersani non lasciava aperta neppure la più piccola breccia alla vittoria del “bambolotto” di Firenze.
A parte D’Alema nessuno davvero crede(ma non ci crede neanche lui) che per Renzi si siano schierati compattamente giornali e televisioni.

E’ vero esattamente il contrario a partire da Repubblica.
Direttore e proprietario in prima fila.

Anche gli ambienti economici che contano sono sempre stati con Bersani (per la verità lo sono da molto tempo) occhieggiando a Renzi solo per condizionare , il leader designato.

Insomma la partita non c’è mai stata.

Il ballottaggio, tanto temuto dai volenterosi partecipanti, era previsto e auspicato al fine di rendere più interessante e indiscutibile l’ovvio risultato.

“Sarei un pollo se perdessi il ballottaggio”.

Appunto.
Bersani pollo non lo è.
Non lo è mai stato.
La vittoria, alla fin della fiera, va ascritta a suo esclusivo merito.

Il fatto è che Bersani è un uomo fortunato.
Fattore indispensabile la sorte.

Quando Berthier illustrava a Napoleone le capacità di questo o quel generale , magari in vista di una promozione a Maresciallo, Bonaparte tagliava subito corto, con un certo fastidio. “Sì , ma è anche fortunato?”.

Naturalmente la fortuna aiuta ma non basta.

Detta all’ingrosso, secondo Machiavelli, l’occasione fortunata bisogna anche saperla sfruttare.
E qui subentrano le doti individuali.
Se mancano, l’occasione sfuma e può tradursi in un rovescio.

E ,d’altro canto, l’occasione fortunata bisogna saperla preparare attirandola verso di sé.

Bersani lo ha fatto, ancora una volta, proprio con il capolavoro politico delle primarie.

Ha atteso il momento giusto.

Prima Monti ha fatto la più gran parte del lavoro sporco cucendo la camicia di forza entro cui la politica dovrà dibattersi in futuro.

Bersani ha lasciato fare ,tra il malumore crescente dei suoi.

E da un certo punto in poi ha cominciato a prendere le distanze, in modo sempre più accentuato da tutto ciò che Grillo ha felicemente bollato come il Rigor Montis rimettendosi così in sintonia con il popolo delle primarie.
E non solo quello, a giudicare dai sondaggi.

Renzi ha dato una mano assicurando a Bersani quel profumo di sinistra invocato da Vendola, il quale pure ha aiutato facendo mostra di voler condizionare il futuro governo di centrosinistra e puntando più prosaicamente ad assicurarsi una piccola rendita. Garantita in partenza da Bersani con la clausola, tuttavia, delle decisioni prese a maggioranza quando si dovrà aprire a Casini and company.

In realtà non è difficile scorgere ben altre forze in grado di pressare seriamente il vincitore delle primarie e delle imminenti secondarie.

A partire dal Direttore di Repubblica che s’affretta a chiarire : Sbaglia (Bersani) se pensa di aver sconfitto la voglia di cambiare,confinandola al 40%. Quella domanda deborda e contagia , attende risposte.”
In sostanza l’invito pare essere quello a portare a compimento il progetto originario del PD e in questo Renzi ha assunto la funzione di “apriscatole”.

E’ chiaro ormai “che quel partito è forte solo se è aperto e scalabile”.

Ebbene adesso, grazie anche alle primarie, la partita è aperta.
Chi scalerà il PD?
M ala domanda migliore è : da chi si lascerà scalare?

L’interrogativo non sembra preoccupare troppo Bersani.

Una prima risposta è già venuta nel discorso della vittoria.
Rassicurante per l’establishment europeo.

“Guardiamo al lavoro”!
Ottimo proposito.

“Ma ,non si può vincere dicendo favole”.

Tradotto dal bersanese, ciò non può significare altro che non s’aprono brecce nella politica austeritaria.

Quel che è fatto è fatto.
Si tiene duro.
Realismo.

Tutt’al più si potranno attenuare, gli aspetti più aspri della devastante politica economica e sociale imposta dal patto fiscale.
A partire, e a finire, dagli esodati.
Si lavora a rimediare ai danni collaterali della riforma Fornero.
Riforma che ci mette in sicurezza, con pensioni da fame, da qui a sempre.
Primi in Europa . Mica favole.

Non mi pare basti per un programma di governo in grado di raccogliere la domanda che si è espressa anche con le primarie.

Non basta a chi come me ritiene che col debito si deve e si può convivere in molti e diversi modi come condizione per avviare una fase di crescita, essa stessa condizione necessaria per l’abbattimento progressivo della soglia del debito pubblico.

Mentre in Italia , grazie anche allo sfascio della destra, vince il centrosinistra, c’è un circolo virtuoso da mettere in movimento. Per rompere la cortina di ferro con cui la grande Germania ha voluto circondare l’Europa intera sulla esclusiva base dei propri interessi nazionali.

Di ricette alternative, possibili, praticabili e ragionevoli, “progressive” sono ormai piene le biblioteche.

Se ne potrebbe discutere con molti in Europa, persino in Germania, senza paraculeggiare sull’ avvento miracoloso degli Stati Uniti d’Europa: ormai una sorta di Lourdes per un socialismo europeo da troppo tempo fermo sulle gambe come un pugile suonato.

Si potrebbe andare a cercar fortuna in un altrove progettuale, da tanti ormai delineato, con ricchezza di dettagli tecnici, prendendosi per intero il rischio di mettersi di traverso al modello neoliberista tutt’ora imperante.

In futuro forse la fortuna passa da qui.
Fortuna per sé… e per tutti.

Si andrà a cercarla?

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37 Risposte to “Post primarie.”

  1. marco da bologna Says:

    Scalfari ha scritto nell’articolo di domenica scorsa,che i bersaniani sono rappresentativi di quelle correnti di socialdemocrazia e socialismo presenti nel partito,quindi un partito con correnti in evanescenza,destinato a trasformarsi,presumo io??!!

  2. Giovanni Says:

    Caro Mauro,a volte più che la fortuna gioca il caso.A me pare tutto banalmente casuale la storia politica dell’uomo e filosofo Bersani .Non dissimile da quella di Vitali,del tardo Esarco o da Stupo Nicola,prossimo deputato e ingegnere mancato.Semplicemente nessuno di costoro ha dovuto contentere cosa ad avversari degni e tenaci

  3. Anna Grattarola Romano Says:

    Grazie, mi è piaciuto molto
    Anna

  4. Remo Tedeschi Says:

    sicuro che la tua analisi del voto sia giusta?

  5. mauro zani Says:

    Beh , difficile sia sbagliata , dato che non ho “analizzato” il voto.

  6. Andrea Says:

    “Insomma la partita non c’è mai stata.”… è un bell’articolo, Mauro. Credo che si sia voluto sperimentare quanto si è padroni della situazione rispetto a ciò che resta di questo Paese; è una sinistra delle rovine che non ha nessuna idea rispetto a nulla, che rappresenta socialmente ciò che rappresenta la destra, con l’aggiunta delle oligarchie che l’appoggiano da lungo tempo, che parteggiano per essa, e sottratte le partite iva, che ovviamente non ci stanno: la sinistra rappresenta la polvere sollevata dalla grande trasformazione epocale… quindi, l’aspira… to hoover. La partita ci sarebbe stata se la destra non fosse stata così lealista come effettivamente è stata, e fosse andata ai seggi allestiti dal Pd con la giusta motivazione di scegliere, fra due piddini, quello meno sgradito da mandare a Palazzo Chigi… ma la destra non è militante e ha avuto precise disposizioni, salvo pochi casi di intrusi.

  7. Andrea Says:

    …si, si, proprio un bell’articolo!

    «E’ chiaro ormai “che quel partito è forte solo se è aperto e scalabile”. Ebbene adesso, grazie anche alle primarie, la partita è aperta. Chi scalerà il PD? Ma la domanda migliore è : da chi si lascerà scalare?»

    Molto divertente!… anche se non ho capito l’uso delle virgolette “caporali”… citazione da Scalfari? (non credo… in caso contrario, significherebbe che ha fatto testamento! 😆
    Per quanto riguarda la fortuna – dea bendata -, credo che nella sinistra l’abbia introdotta Prodi, garante della sua probità (della dea bendata) verso chi la riteneva un’incapace puttana di destra.

  8. Remo Tedeschi Says:

    é proprio nel voto che c’è la smentita del “combinato disposto” mi spiego: migliaia di elettori di renzi nel 2°t. ha votato bersani come mai? i soliti ordini superiori o autonoma riflessione? possibile che si faccia così fatica ad ammettere l’evidenza?
    Il pd anni fa era sceso al 16% ora sembra stare sul 34% nessuno oggi ti regala il consenso e la gente dopo vergognosi scandali è”scafata” . la fortuna? quando si vince 6 a 3 (circa) bisogna ammettere che ha giocato bene. su andiamo quell’aplomb inglese dove è andato?

  9. mauro zani Says:

    Andrea , le virgolette racchiudono aprole di Ezio Mauro.

  10. mauro zani Says:

    Tedeschi. Bisogna essere davvero prevenuti per dire che non ammetto l’evidenza. Anzi. personalmente ero convinto di un risultato molto superiore al ballottaggio. Per Bersani.

    Ammettere che ha giocato bene?
    Ma se non ho fatto altro che illustrare, per filo e per segno come ,in effetti, Bersani abbia giocato benissimo le sue carte?
    Ma insomma tu hai letto sto post o no?
    O fai il furbo senza pagare il dazio al confronto di idee diverse dalle tue?
    Altra e diversa cosa è discutere intorno all’impiego di questa vittoria e soprattutto della prossima.
    Su ciò mi permetterò di discutere anche in seguito, anche quando il
    PD sarà già al 40%.

  11. mauro zani Says:

    Andrea sai come la penso tra destra e sinistra. Poi il dominio incontrastato dell’economia della finanza ,comporta che, fino ad ora, il PD al pari di tutta la politica sia confinato sorvegliato, controllato e almeno in parte eterodiretto. Quando sarà al governo molti nodi verranno al pettine.Si aprirà un periodo interessante. Il compagno Landini (persona che stimo molto) sta già chiedendo che s’azzeri la riforma della signora Fornero. Altri s’aggiungeranno a chiedere che si tolga dalla costituzione della Repubblica quell’inaudito sfregio costituito dall’obbligo del pareggio di bilancio. Altri già chiedono, non solo in Italia , che si riveda radicalmente il patto scellerato (fiscal compact) che butta alle oritiche l’intero progetto europeo e riduce in miseria moltitudini di persone , ceti medi compresi a scadenza ventennale.
    Qualcosa succederà.
    Passata la sbornia delle primarie.Gli slogan partecipativi non saranno più sufficienti a contenere una ribellione crescente.
    Allora si vedrà , per davvero, la vera natura delle forze in campo. PD compreso.

  12. AndreaAndrea Says:

    Grazie della risposta. Le virgolette “caporali” le ho messe io perché ho riportato un tuo brano, mentre le “alte doppie” riportano Ezio Mauro, che di discorso indiretto se ne intende. Spesso rinnovi, nel rispondere a me, che ti è noto il clivage destra/sinistra e come la pensi: l’ho ben compreso! Trattasi della nota narrazione riadattata (non si butta via nulla!), e tributaria, con qualche rapida in più, del “Grande fiume”…ma io non sono di destra nel senso di “centro-destra”! 😎

  13. mauro zani Says:

    Già il Grande Fiume.
    Che vuoi farci?
    In quelle limpide, amniotiche acque, vorrei riparare.
    So , o almeno credo di sapere di che destra sei.
    Nè mai ti recherei offesa volgare ponendoti nel secolare centro-destra.
    Ciao Andrea.

  14. claudiopagani Says:

    Cari amici e compagni ma perchè il PD non lo scaliamo noi( visto che ai vecchi elefanti del PD non frega niente e in + andranno tutti al governo )??; basterebbe un ( o una) front-man giovane e beneducato e attorno un manipolo ( non solo noi ovviamente ma neanche troppo numeroso di bravi compagni presenti in tutto il territorio nazionale) : si trasforma il PD in un vero partito e demo/socialista ,si mettono in formazione on the job un gruppo di ragazzi/ragazze per un tempo di 6/9mesi mettendo da parte nel contempo i giovani sfessati allevati da Fassino/Bersani ( un esempio per tutti l’Orfini di D’Alema che è arrogante come lui senza neanche un briciolo di intelligenza politica e adesso per mondarsi dal suo peccato originale vuole rottamare il suo ex sponsor dal ministero degli esteri dove , secondo me, ha fatto bene senza occuparsi di nessun affaruccio); in circa 1 anno si seleziona un nuovo ( radicalmente nuovo per età e mentalità ) gruppo dirigente ,lo si affianca per un tempo minimo e poi arrivederci e grazie verso una meritata e serena pensione..
    Una boutade la mia ? Un pò si naturalmente ma i ragazzi attorno a Bersani sono così fragili e inutili…..

  15. mauro zani Says:

    Mica tanto inutili. Son lì per far immagine e difendere il terreno dal rottamatore di Firenze.Non a caso cominciano ad essere esibiti nei talk: “come ha detto Bersani etc…”
    In effetti sono ridicoli. fatti con lo stampino. Cooptati all’uopo.
    Per far quello che tu indichi occorrrebbe un partito federativo.
    A quel punto potrei persino decidermi a ridar vita all’associazione (da federare al PD) dei “democraticiesocialisti.
    Non si combinerebbe nulla lo stesso , probabilmente.
    In ogni caso questa mia richiesta fu respinta senza alcuna motivazione.
    Dunque non resta che prenderne atto.
    Trattasi di un partito che ha una sua particolarissima concezione della democrazia: come ginnastica.

  16. Remo Tedeschi Says:

    ma posso riscontrare contraddizioni nell’editorialista? si? allora si fanno “complimenti” a Bersani, da un lato , poi si definiscono ridicoli e fatti con lo stampino i suoi collaboratori! la Moretti e altri non sono in grado di ragionare?
    poi, un’associazione da federare al pd (che non è nemmeno democratico)? e poi siamo Saragattiani!

    ps
    aiuto, arriva il cazziatone

  17. Giovanni Says:

    Tra un mese ci saranno nel PD le consultazioni per individuare una quota di candidati alle elezioni secondarie.La partecipazione forse supererà quella delle primarie.Nel sud Italia ci saranno milioni di votanti,Parteciperanno anche quelli che alle secondarie voteranno per l’estrema destra.
    Tutto fa brodo In assenza di una visione ed un progetto torna utile fare tanta,tanta ginnastica

  18. Andrea Says:

    È lo stesso Bersani del resto a insistere: l’obiettivo è «diventare l’amico numero uno della Libia liberata».

    Bravo! Complimenti vivissimi!

    http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/8973/

  19. Andrea Says:

    Lettera patente dei noti poteri o Riva degli Schiavoni?
    Neppure la comicità è assicurata… si paga e non si ride.

    http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=1OIUMZ

  20. Remo Tedeschi Says:

    ah, la quasi vecchiaia non alle porte, ma già in zona mi impediva di mettere a fuoco ,l’iconcina simbolo si quella li a dx in bicromia ??!

    a proposito di Libia , era meglio come colonia?(x andrea)

  21. Andrea Says:

    @Remo.

    Mi prendi per il culo?… L’iconcina te la cambio se riuscirai a collegare con sinapsi i pochi neuroni rimasti in attività e a formulare una domanda che non sia un raglio.

  22. Remo Tedeschi Says:

    l’asino è un animale meraviglioso per me l’icona precedente la puoi lasciare, il blog non è mio e si può parlare senza offendere

    ciao

  23. Andrea Says:

    Sei tu che mi hai offeso, occhiuto ipocrita che deduce l’indeducibile; buonista un tanto al chilogrammo.

  24. Remo Tedeschi Says:

    un buon natale a tutti buon anno grazie a Mauro Zani per l’ospitalità e…………. arrivederci

    ps dai che poi ci si vede in piazza ,tutti, a festeggiare la vittoria alle vicinissime elezioni (t u t t i)

  25. Giovanni Says:

    Andrea,capisco,e’difficile,ma vale ancora ancora la regola di non sparare sulla croce rossa.Ti chiedo un po’ di rispetto per i diversi abili.

  26. Remo Tedeschi Says:

    Milano. mostra di Picasso completa e bella poi con tram elettrico un giretto sino a piazzale Loreto, un risottin e via con il freccia rossa:59 minuti a casa. milano vicino all’europa dice dalla Pisapia Boeri e marxisti per Tabacci

  27. Giovanni Says:

    Come si manifesta il “il sentimento”dei mercati operanti sulla borsa di Milano? Ad esempio immettendo ordini di vendita sui portafogli in gestione.Non servono grandi volumi, basta poco.E così i Mercati di Pulcinella (la nota maschera napoletana) manifesta la sua contrarietà all’esercizio del suffragio,con due mesi di anticipo sulla scadenza naturale
    E c’e ancora chi parla di democrazia

  28. Gianni Says:

    @Remo guarda che cè da pedalare (hai voluto la bicicletta………)! E poi ora dopo le discesce in campo di berlusca e “quasi” di monti la strda si fà in salita………….
    Quanto alla democrazia direi proprio che stà ridotta male anzi molto male: qui i mercati vogliono preordinare il risultato del voto o farci fare delle elezioni burletta!
    Ho sentito una strana dichiarazione di Bersani che se ho capito bene, dice più o meno così: “se il risultano elettorale non sarà chiaro non si fanno accordi, ma si torna a votare”.
    Sembra una dichiarazione tagliente, “cattiva” ma a me ricorda tanto la fine del doppio voto greco…………..un governo di “ammucchiata democratica” presieduto da un banchiere ben conosciuto nel mondo della finanza!!!

  29. Gianni Says:

    Scusate ma leggo dal corriere.it Bersani: “Monti resti fuori dalla contesa. Nel futuro servirà un rapporto con l’attuale premier nel nome del paese”! Del Paese? (quale Paese?) o dei mercati finanziari?
    Remo vedi come è complicata la storia: bisogna rassicurare anche i mercati, chiedere in ginocchio a Monti che per favore non si candidi, a Renzi che lavori x la ditta. e i centristi cosa vorranno?
    E dire che con le primarie sembrava tutta una discesa verso la vittoria ……. stiam parlando di una settimana fà invece sembra un secolo fà!

  30. Remo Tedeschi Says:

    gianni, però si può dare al ber. la botta definitiva, anche ,con la lista (?) montez. monti ecc. credo che la neoplasia maligna è il pdl ,poi la strada è in discesa.

    un’altra cosetta da temere ,è , una Cappellata nel campo c.s , ne abbiamo un repertorio da vendere.

  31. Andrea Says:

    «All’origine dell’impennata dello spread ci fu Deutsche Bank, che nel luglio 2011 vendette una quantità ingente di Btp. Si parla anche di 7 miliardi. Un rilascio sul mercato di queste dimensioni avrebbe fatto innalzare perfino la temperatura delle calotte polari. Ora sappiamo anche perché: il 20 ottobre 2011 Deutsche Bank presenta un lungo lavoro al Governo tedesco e alla Troika (Fmi, Bce e Ue), intitolato “Guadagni, concorrenza e crescita”, nel quale chiede esplicitamente che vengano privatizzati i sistemi welfare e i beni pubblici di Francia, Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda. Prima mettono nel mirino i Paesi da invadere, poi li mettono in crisi, aumentando artificialmente gli interessi sul debito pubblico, poi mandano la cura, presentandola come la sola possibilità. La terza guerra mondiale è servita, senza spargimento di sangue: un bottino facile facile, ottenuto con la complicità dei servi schiocchi e mediante l’introduzione di un cavallo di Troia.

    Il Governo dei nani e delle ballerine non fu certo un esempio nella storia di questa travagliata Repubblica, ma ciò non toglie che Berlusconi dica il vero quando indica nella Germania il braccio armato e l’utilizzatore finale di una crisi creata ad arte per rimpiazzare i vertici istituzionali con altri più compiacenti, chiamati a liquidare il nostro patrimonio. Di fronte a questi dati, chiunque difenda ancora la Germania come esempio di virtù e di buon governo non solo dice il falso, ma è contro gli interessi del suo Paese e deve assumersene la responsabilità.»

    Claudio Messora (byoblu.com)

  32. Andrea Says:

    Se si cita il “Financial Times” come bibbia, bisognerebbe citarlo sempre, non solo quando attacca l’arcinemico Berlusconi.

    Ieri il “Financial Times” ha fatto comparire un articolo in cui stronca l’operato del governo e in cui si possono leggono frasi come: l’Italia deve “invertire subito le politiche di austerità essenzialmente per annullare il lavoro del Commissario Monti. Gli aumenti delle tasse e i tagli alla spesa hanno un effetto controproducente. Riducendo sia il debito che crescita, il rapporto debito-PIL è aumentato nel breve periodo e ci sono dubbi che si ridurrà di molto e a lungo. Il peggioramento della sostenibilità del debito in Italia diventerà molto più chiaro il prossimo anno, come provano più statistiche sugli effetti calamitosi dell’austerità”, ecc. Inoltre, scrive che Berlusconi è l’unico ad aver fatto le analisi giuste. Cercasi notizie sulla nostra stampa…

    Traggo da WSI e assemblo:

    Inoltre, l’opinione di Ambrose Evans-Pritchard, del “Telegraph”, è che il nostro Paese è «la nazione piu’ ricca della Germania in termini pro capite. Ha il surplus di bilancio primario migliore del blocco G7. Il debito pubblico e privato e’ piu’ basso di Francia, Olanda, Regno Unito, Usa e Giappone. Nell’indice della sostenibilita’ a lungo termine del debito, l’Italia si piazza tra le prime nazioni industrializzate, principalmente perche’ ha rifomato la struttura del sistema pensionistico.»

    «”Hanno un settore export molto vivo, e un surplus primario. Se c’è un paese dell’Eurozona che dovrebbe trarre beneficio dall’abbandono della moneta unica, questo e’ ovviamente l’Italia”, dice al Telegraph Andrew Roberts di RBS. (è una delle principali banche internazionali: The Royal Bank of Scotland – ndr)

    “La storia del 2013 non sara’ se i paesi saranno costretti a lasciare l’area della moneta unica, ma se loro sceglieranno di farlo”.

    Una ricerca del team di analisti di Bank of America conclude che tagliando il cordone ombelicale di Eurolandia e riassumendo il controllo sovrano delle sue politiche monetarie, l’Italia ne gioverebbe piu’ di qualsiasi altro stato membro.

    Per saldo primario si intende la differnza tra le entrate statali e le spese pubbliche al netto degli interessi corrisposti sul debito.»

    Quindi, mi dirigo da Alberto Bagnai:

    «l’uscita dall’euro, di per sé, non risolverebbe tutti i problemi. Ma questo nessuno potrebbe pensarlo, nessuno l’ha mai né creduto né detto né in Italia né altrove. Le analisi dei possibili percorsi di uscita dall’euro abbondano e sono facilmente consultabili su Internet. Da inventare c’è veramente poco, e nessuna fra le analisi proposte, che esamineremo in dettaglio, considera l’uscita dall’euro come risolutiva. Chi sostiene il contrario è disinformato o in cattiva fede.

    Se abbiamo unito bene i puntini, l’agenda mi sembra sia evidente: bisogna smontare pezzo per pezzo le istituzioni partorite dai paradigmi fallimentari che hanno messo in crisi la nostra economia e soprattutto la nostra democrazia, seguendo quattro linee guida:

    1) Uscire dall’euro, come affermazione di sovranità e di democrazia, riprendendo il controllo della politica valutaria.

    2) Ristabilire il principio che la Banca centrale è uno strumento del potere esecutivo, e non un potere indipendente all’interno dello Stato.

    3) Riprendere il pieno controllo della politica fiscale, non più costretta ad agire in funzione prociclica (cioè a rispondere alle crisi con tagli).

    4) Adottare, nella misura consentita dagli atteggiamenti dei partner commerciali, e propugnare nelle sedi istituzionali, una politica di scambi con l’estero basata sul principio che squilibri persistenti della bilancia dei pagamenti, quale ne sia il segno, cioè siano essi surplus o deficit, devono essere simmetricamente combattuti.»

  33. Giovanni Says:

    I fatti sono veri,ma non si può imputare al popolo tedesco gli appetiti del capitalismo tedesco,cosi come non si può imputare agli italiani l’infedeltà dei politici e dei pubblici funzionari che si occupano del loro benessere
    Poi nella sostanza Berlusconi ha ragione:da quanto c’é il governo dei burocrati é aumentata la miseria, la disoccupazione, la recessione e il debito pubblico

  34. Andrea Says:

    Ho forse parlato del popolo tedesco, Giovanni? Non apriamo nuovi fronti semantici, che non è il caso.

  35. Giovanni Says:

    Andrea,tu dici Germania ed io penso a Tacito

  36. Andrea Says:

    🙂

  37. silver price Says:

    Vendola parla delle primarie del Pdl spiegando che potrebbero ”essere una riappropriazione della politica dal basso. La deflagrazione del Pdl ha reso surreale questa discussione al cui centro c’e’ l’incertezza anche un po’ angosciata del leader Berlusconi rispetto al suo destino personale oltre che politico, subisce le primarie piu’ che promuoverle. Tuttavia e’ un bene che il centrosinistra si riorganizzi con le primarie e che lo faccia anche il centrodestra. Non mi piaceva che tutti dovessero riorganizzarsi condizionando la partita del centrosinistra. E’ bene che i due schieramenti ridefiniscano il proprio recinto e il proprio leader”.

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