Taccuino(fine).

Il tecnico ha gettato infine la maschera.
Lui è pronto.
La Sua volontà è chiara.
C’ha pure la Sua famosa agenda.
Oltre la destra e la sinistra e avanti coi carri.
Una volta appurato che il caravanserraglio degli oltristi dovesse , effettivamente, formarsi dietro la sua illuminata guida.

Prima però bisogna ancora appurare.

Ma cosa bisogna appurare?
Semplice : lo smottamento del vecchio e morente bipolarismo verso la sua augusta persona.
Agenda alla mano, su cui giurare.
Nuova bibbia laica. Ma non poi tanto.

In sostanza Monti si candida senza però potersi personalmente sottoporre al giudizio degli elettori.

E si candida se, oltre all’affidabile UDC di Casini (colui che da Fazio, mise tutt’e due le mani sul fuoco per Cuffaro) altri saranno della partita , nel PD e nel PdL.

Si candida a formare quella nuova destra liberale e democratica dalla faccia pulita , tanto invocata di fronte alla destra sporcacciona e populista di Berlusconi.
Passo oltre sulla faccia di tecnici che comprano casa ai Parioli ad un prezzo inferiore a quel che ho pagato io alla Bolognina. E anche su qualche altro nepotismo non proprio commendevole.

Per arrivare al punto.

In un commento in coda ad un post recente avevo pontificato che Monti avrebbe dimostrato poca intelligenza se fosse entrato direttamente nell’agone elettorale capeggiando una propria lista e -aggiungevo- che se lo avesse fatto , “allora l’Italia è messa peggio di quel che pensiamo”.

Confermo ambedue le cose.

1)Monti non capeggerà direttamente una sua lista elettorale. Non può.
Vorrebbe tanto. Ma che ci volete fare è senatore a vita.
Sollecita, invoca , vuole con tutte le sue forze un sostegno da usare nel parlamento che verrà.
Lui mostra l’agenda e si tiene pronto a candidarsi, “in Parlamento”.
Dopo.
Non prima, nel paese: “non ho collegio elettorale”.
E beninteso lo potrà fare qualora la sua bibbia liberal /liberista raduni una sufficiente potenza di fuoco atta a creare uno stallo ,con il PD che non raggiunge la maggioranza al Senato grazie al porcellum che invece lo avvantaggia alla Camera.

In sostanza il nostro tecnico dimostra doti di politicante assai spiccate.
Punta al premierato senza rappresentare la prima forza elettorale del paese.
Si tratterà di vedere se Napolitano manterrà il suo proposito: quello dare l’incarico di formare il nuovo governo a chi vincerà le elezioni.

Ma qui la cosa si complica.

Metti che il PD non ce la faccia per via dei numeri al Senato.
Che si fa?

Si dirà che indire immediate nuove elezioni, comporta un alto rischio greco, l’instabilità, i mercati, lo spread etc…..

E allora?

Di nuovo Monti, non più tecnico ma spregiudicato politicante a spiegare, dall’Annunziata, che ci sono momenti in cui bisogna unire le forze per affrontare difficili situazioni.
Unirle intorno a Lui , naturalmente.

In altre parole , a quel punto la parola passerebbe ad un PD, sotto chiaro ricatto.

Sostanzialmente il disegno montiano appare in tutta la sua chiarezza e soave violenza: un’alleanza di governo forzosa di centro-sinistra, depurata da Vendola ed egemonizzata dai moderati di centrodestra depurati da Berlusconi.
Tale è il premio vinto dal PD per aver sostenuto a spada tratta il Monti-governo.

Mirabilmente infido poi il cenno a Napolitano col quale si lascia evincere un’intesa in caso di “ingovernabilità”.
Ecco , se mi son sbagliato su quest’ultimo punto, nel ritenere che il Presidente della Repubblica non avesse ben accolto la “brusca” (parola sua) decisione di Monti, beh, allora proprio non c’è più religione.
Pur di avere una destra “pulita” si è disposti a farsi comandare a bacchetta da una minoranza ?

2)L’Italia è messa peggio di quanto si pensi.
E non per via dello spread.
Bensì per via di una tenace volontà “europea” / transazionale che punta a renderci perenni ostaggi della politica austeritaria conferendo un mandato ad hoc a Monti, il quale peraltro è ben lieto d’assumersi un tale onere.
Finanza e poi ancora finanza questo è il credo liberista ancora imperante mentre l’Europa agonizza.

Di fronte ad una tal evidenza spetta al PD prendere atto della nuova situazione.

In Primo luogo , non lasciando il campo aperto alla scorreria già in atto del redivivo Berlusconi.

In secondo luogo non ricommettendo l’errore fatale di non chiedere nuove elezioni immediate in caso il risultato sia quello perseguito da Monti.

Poiché anche se alla fine si giungesse ad un governo Bersani , fortemente ricattato da Monti, il nuovo bipolarismo che verrà (prima o poi) passerà sulle spoglie del PD.

In quel caso.
Amen.

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62 Risposte to “Taccuino(fine).”

  1. Andrea Says:

    Gianfranco Pasquino, uomo, come Giuliano Amato, dei noti poteri euro-americani, filo-israeliano oltranzista (con “Piombo Fuso” – 1450 morti, 4500 feriti – disse che, a differenza di Prodi, per lui Israele doveva assolutamente difendersi… e con Prodi continua ad essere, come potete vedere, in pessimi rapporti, forse perché il nostro parroco non si è mostrato mai troppo assetato di sangue palestinese, e questo va a suo merito!), parla con la solita franchezza e dice che Napolitano è della partita… qualcuno poteva dubitare? Poi Bersani, quasi certamente, non parla inglese, aggiunge, perfido, il demo-socialista, squadracompassato, “In God We Trust”, Gianfranco Pasquino. A voi il piacere (è una lunga intervista di tre pagine):

    http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2012/12/24/DISCORSO-MONTI-Pasquino-l-ex-premier-sara-il-futuro-super-ministro-di-Bersani/2/349841/

  2. Andrea Says:

    “Prodi in confronto a Monti ha zero credibilità europea”, dice Pasquino… bisogna tradurre: Prodi, in confronto a Monti ha zero credibilità nei confronti dei desiderata espressi dall’oligarchia finanziaria euro-americana, che, giustamente, vuole il nostro sangue e lo vuole garantito, senza compromessi con “più qualcosa” (©Bersani), o pericolose derive populiste cattoliche o di altro segno (e qui la Chiesa ha già garantito che starà con le sanguisughe, ma non ci fidiamo moltissimo…); ve lo dice uno che se ne intende perché sono della partita come politologo di regime.

  3. Iames Forni Says:

    Se la destra piange,la sinistra non ride. Proviamo a metterla così: Meglio un Bersani “ricattato” da Monti o un Monti “ricattato da Berlusconi? Nonostante le prospettive, perlomeno difficili, ritengo comunque meglio la prima ipotesi. Poi non è escluso il ritorno a breve alle urne, che,detto per inciso ,per la sinistra non è mai stato un cavallo di battaglia……come non ricordarsi del 1998!

  4. Giovanni Says:

    Caro Mauro,prendo atto che finalmente hai preso in seria considerazione l’ipotesi da me prospettata la settimana scorsa.
    Devo constatare però che contuini a trascurare un’attore fondamentale della manfrina montiana,anche sei fai cenno al venir meno di ogni religione(suppongo regole istituzionali).
    Caro Mauro finché non prenderai in seria cosiderazione l’azione politica-dico politica e non istituzionale-la tua analisi sulla crisi del sistema politico sarà incompleta .Monti é figlio politico di Napolitano,é inutile continuarselo a nascondere.
    Chi l’ha fatto senatore su due piedi?
    Chi l’ha nominato premier senza legittimazione politica.?
    Chi ha consentito,infine una crisi extraparlamentare?
    Sarebbe stato meglio che Monti si fosse candidato ,perché si sarebbe potuto commisurare quanto é inviso agli italiani.
    Senonché da un lato,secondo Baffino,accreditato come consigliere politico di Napolitano,la candidatura di Monti sarebbe stato politicamente immorale.e, dall’altro ,Monti non sarebbe candidabile perché senatore a vita .
    A me sembra tutto preparato a tavolino.Bersani é stato Beffato
    Il madornale errore di aver dato sostegno ad un governo antipopolare del resto non ha prezzo

    • Andrea Says:

      Giovanni, Monti aveva accettato di candidarsi perché invitato dalla Markel e da Hollande, che paventavano una nuova discesa di Berlusconi… tutto qui! Napolitano, poi, lo ha confortato, sondaggi alla mano, e così ha potuto rispondere ai suoi committenti europei che un uomo di assoluta fiducia, un uomo d’onore, un europeista, uno dei nostri, un socialista democratico europeo Presidente della Repubblica, garantiva sul risultato elettorale adeguato allo scopo.

  5. Giovanni Says:

    Andrea,le carte sono state date un’ anno fa .Hollande era la da venire.
    Che poi Monti non dispiaccia alla “saccoccia” del socialista Hollande é più che ovvio,considerato che gli italiani,durante ul governo Monti ,per il tramite delle banche italiane, hanno riacquistato oltralpe, con soldi buoni ,150 miliardi di debito pubblico italiano

    • Andrea Says:

      Si, si, d’accordo… mi stavo riferendo alla pagliacciata, alla finzione purissima dell’invito da parte del PPE, tanto per salvare la faccia; sarebbe stato grandioso se Monti avesse partecipato ad un incontro congiunto fra PSE , PPE, ELD… ma non si può avere tutto dalla vita, direbbe Mauro, e non perché il PSE sia ostile a Monti… ha semplicemente delegato Hollande per non sputtanarsi ufficialmente.

  6. claudiopagani Says:

    Condivido molto di quello che dite..
    Bersani ,ora che la sfida è stata lanciata, dovrebbe non ,come pare intenzionato, candidare Renzi e i renziani per arginare Monti sapendo benissimo che dopo le elezioni passeranno nel partito di Monti, ma virare nettamente a sinistra sposando in toto la linea Fassina che mi sembra ,nettamente e molto + di Vendola, razionalmente strutturato per battere Monti/Tacther;tuttavia temo che non lo farà perchè Bersani rifugge dalla vera mentalità competitiva e alternativa essendo un vero “sinistro “emiliano da sempre per la cogestione ( compresa l’opposizione vera o finta come da sempre in emilia) ; purtroppo in cuor loro soffrono ancora il complesso degli ex-comunisti che devono essere legittimati ; era così ,forse, nel 1994 ; oggi il loro problema è legittimarsi verso le masse popolari e dar luogo così a una vera democrazia dell’alternanza..
    Quanto a Pasquino hai ragione da vendere Andrea; vorrei solo ,se posso permettermi, di aggiungere a Prodi nella lista dei dirigenti non asserviti alla Lobby ebraica anche Massimo Dalema che da Ministro degli esteri in carica fu apertamente minacciato dall’ambasciatore israeliano a Roma in quanto “amico dei terroristi” replicandogli gelidamente .” lei caro Ambasciatore è ospite nel mio paese gradito finchè è gradito al governo italiano..”
    Certamente l’uomo è pieno di difetti, ha commesso molti errori ma ,insomma, tenere botta cosi ad un ebreo dimostra una certa tempra ( anche perchè gli israeliani contro i loro avversari non si dispiacciono di usare la tecnica degli omicidi mirati….

    • Andrea Says:

      Assolutamente d’accordo quasi su tutto.

    • Andrea Says:

      Non ci sono più i complessi, Claudio: le carte sono state distribuite da un pezzo… e sono carte segnate… ma a differenza di una partita vera, che non c’è, i giocatori hanno accettato di procedere così, perché fu stabilito che nessuno avrebbe chiesto un mazzo di carte nuovo.

    • Andrea Says:

      Inoltre, ti voglio dare un esempio altissimo di reticenza. Un mio insegnante scomparso prematuramente, Pier Cesare Bori, decise di affidare ad una specie di curriculum le sue memorie, scritte in un mese, prima della fine, e ora pubblicate dal “Mulino” nella collana a cura dell’Istituto di Scienze Religiose. Bori avrebbe potuto dire cose straordinarie sia sugli Stati Uniti, dove studiò, sia su Israele, dove fu ospite una sola volta, con la famiglia, per alcuni mesi, e che non lo vide più perché, cito quasi testualmente, “il clima era incandescente e venivo strattonato da troppe parti”. Cioè voleva sottrarsi a qualsiasi presa di posizione, come successe con la sua adesione al Pds, per cinque anni, dove creò un gruppo di studio intitolato a Simone Weil. Nel suo libro, ad un certo punto, scrive che nel Pds prevalse – sempre quasi testualmente – una concezione “procedurale della politica e delle istituzioni”… cioè legittimante agli occhi dei poteri costituiti, ovvero depotenziata dal punto di vista dell’innovazione. A chi si ispirava Bori? Al libro che la Weil scrisse, nientemeno, che per il Generale De Gaulle… “Lo sradicamento”, che in italiano, chissà perché, Franco Fortini rese con “La pima radice”… Può essere letto, in filigrana, come il contrario esatto della “Leggenda del Grande Inquisitore”, che compare nei Fratelli Karamazov. La Weil desiderava una politica così radicalmente nuova, che neppure De Gaulle, pur con la forza che gli proveniva dall’essere in modo indiscusso, nel 1945, l’incarnazione della Francia vincitrice assieme agli Alleati, se la sentì di assumere. Ecco, Bori, visionario, credeva che il Pci, tramutatosi in Pds, potesse avere un manifesto politico fondativo del tutto occidentale, radicato nel pensiero di una grande eretica ebrea francese, che rappresenta la vetta del nuovo intedere la democrazia. Il Pds non se ne fece nulla, figurarsi il Pd, che, per stare dalla parte dei bottoni, rinunciò a qualsiasi aggancio anche con la tradizione socialdemocratica, assecondando, evidentemente, un piano preciso di ulteriore depotenziamento dei resti della Seconda Internazionale, che in fatto di anticomunismo erano affidabilissimi, ma non bastava… ai soliti noti. Quindi, parlavo di reticenza anche vicinissimi alla morte: Bori avrebbe potuto vuotare il sacco, in molti sensi, ma non l’ha fatto… perché, evidentemente, la famiglia carnale rimane, si ha paura che il potere si vendichi sui figli, sugli amici. Figurati un po’ se, nel mondo dell’ufficialità politica qualcuno farà il minimo cenno a partite importanti truccate fin dall’inizio! Parleranno e ti daranno da bere presunte timidezze, complessi emiliani, patologie inesistenti, “socialdemocratici nel PD” come Fassina che non riescono a sfondare… ecc. ecc. Le partite truccate hanno un certo aroma fin dall’inizio, ma occorre un certo allenamento per comprenderle bene, che solo la frequentazione di certi filoni culturali e di certi periodi storici può darti.

  7. Andrea Says:

    Rifacciamo, per cortesia, il punto su “chi” è Monti?

    Tutta una vita di cooptazioni ripetute. Laureatosi nel 1965, dopo solo 4 anni è già professore a Trento: non ricercatore o portaborse, ma proprio cattedratico, impresa «che non è riuscita nemmeno a Enrico Fermi», commenta un blogger. Niente gavetta, per il giovin signore. Prima, era stato un anno in USA, a Yale: senza però prendere né laurea né dottorato (chissà a fare cosa? Forse a farsi iniziare dalla Madre di tutte le cooptazioni future…). Nel 1981 è chiamato dalla DC a fare il presidente della Commissione credito e finanza; ha 37 anni, un miracolo di precocità in questa repubblica da gerontocomio. Poi le cooptazioni note: Rettore della Bocconi senza quasi pubblicazioni scientifiche, presidente della Commissione Trilaterale in Europa, uomo del Bilderberg, e nel frattempo consulente di Goldman Sachs; consigliere d’amministrazione di Fiat Auto e della Banca Commerciale (un ritorno in famiglia, in qualche modo). Poi Commissario europeo alla concorrenza: ma qui designato da Berlusconi, sempre desideroso di ingraziarsi i salotti buoni che mai l’hanno invitato a prendere il tè da loro (e col senno di poi, s’è visto che avevano pure ragione). (M.Blondet)

    C’è dell’altro, più interessante ancora, che vi risparmio, e che lo rendono una “risorsa della Repubblica”…

  8. claudiopagani Says:

    Andrea non condivido fino in fondo il tuo rigido determinismo sul fatto che le carte siano “segnate” e il gioco “tuccato” pechè tutti i protagonisti si sono rassegnati …; io penso che alcuni protagonisti siano poco determinati soprattutto perchè ,come te, pensano ,un pò cinicamente, che i giochi siano già fatti e quindi non valga la pena fare un gioco nuovo e ,proprio per questo, rischioso..; resta però ,e non è poco credimi, l’OTTIMISMO della VOLONTA’ di Gramsci ( a cui gli ex -comunisti dovrebbero riferirsi molto di+..)
    Oppure ,se vuoi , al fondatore del pensiero razionale moderrno e cioè Tommaso D’Acquino con il suo stupendo
    ” Natura inclinat sed non determinat” ,o ,in altre parole, il libero arbitrio contrapposto alla islamica rassegnazione che è sempre strutturalmente di destra….
    ,

  9. Giovanni Says:

    L’ottimismo della volontà oggi é meno di uno slogan.Le pulsioni vitali per il cambiamento storicamente prendono forza e dunque volonta soltanto in presenza di nuove prospettive.Qui parliamo di cadaveri,di idee soppresse, di una rappresentazione non più reale

  10. claudiopagani Says:

    Ma le “nuove prospettive” non cadono dal cielo ma sempre da un lavoro di “lunga lena ” degli umani come fu ad esempio ,all’alba dell’800″, il passaggio dal generico ribellismo al socialismo scientifico e poi alla lotta di classe che è stato il + grande fenomeno di emancipazione delle masse popolari da Adamo ed Eva in poi….

  11. Giovanni Says:

    Il socialismo scientifico é una esperienza intellettuale.Il socialismo reale,invece. é stata una esperienza umana.La lotta di classe in Europa ha dato frutti importanti ,insieme alla contestazione globale ed ai movimenti femministi.Ma da tempo,come dice giustamente Andrea é iniziata la grande restaurazione
    Non c’é una verità per sempre ,come credeva San Tommaso nel medioevo.Bisogna rimettere tutto in discussione per pensare una nuova prospettiva

  12. mauro zani Says:

    Una visione in toto complottista non mi convince. Tuttavia c’è del vero, almeno nel senso , Giovanni, che l’operazione Monti appare oggi, tecnicamente, come una sorta di colpo di palazzo.Perchè oggi? Perchè come appunto tu noti e nessun giornalista/analista ha voluto notare criticamente che si è tollerata una crisi extraparlamentare. Lo si è fatto per realismo politico, Nonostante l’irritazione per esser stati messi di fronte al fatto compiuto.Secondo me Napolitano e D’Alema hanno sottovalutato Monti , come Scalfari del resto.
    Comunque vedremo la mia guardia(peraltro solo mentale) resta alta.

    Quanto a Bersani , tanto per non essere reticente , “sulla carne della mia carne” , Claudio arriva molto vicino nella descrizione delle sue caratteristiche inclinazioni a lungo incubate da quando iniziò il declino dell’esperienza emiliana e Andrea(mi scuso per la rapidità) coglie nel segno quando indica la radice di tutti i mali(mia interpretazione) nella spasmodica voglia di legittimazione.

    Quanto alla reticenza beh qui si va su di un piano storico, sul quale non m’avventuro, per il momento.Adesso mi limito a ribadire a Iames che il cavallo di Troia è già nel PD poichè il partito nuovo nacque proprio per aprirsi all’incursione , che si dimostrerà fatale nel momento in cui Monti potesse attuare il suo ricatto.

    Se poi Monti si fosse davvero candidato io sarei il primo ad esserne felice. E’ ormai ora di separare il grano dal loglio con un nuovo bipolarismo: quello vigente in Europa.
    Oppure forse è già tardi data la condiscendenza socialdemocratica che presto diverrà correità/complicità.
    C’è un mondo nuovo là fuori e non mi piace.
    Se proprio dobbiamo citare Gramsci , allora lo citerei per intero. Il pessimismo dell’intelligenza e l’ottimismo della volontà. Trattasi di un concetto/visione/ metodo “totalitario” . Non si può isolare l’intelligenza, come capacità di analisi della situazione, dalla volontà di interagire con essa.Per modificarla/cambiarla.
    Resta l’amarezza di dover constatare che l’Italia è ostaggio di un politicante da strapazzo, messo a disposizione dai poteri richiamati da Andrea. (Ah Monti è stato anche nel board della Coca Cola, tanto per completare il quadro dell’uomo della concorrenza). Non capirò mai perchè richiamare la “formazione” di Monti debba esser considerato come complottarda mania.
    In realtà oltre a Berlusconi ,il suo “pregresso” rappresenta un vivente e gigantesco confllitto d’interessi.

    Il prezzo che si paga appunto, Giovanni, per aver sostenuto un governo di estrema destra liberista . Emanciparsi da questa tragica scelta è forse impossibile. Tuttavia , restando nella sfera politica, il PD va incalzato.
    Almeno fino a che non apparirà all’orizzonte un’alternativa. Magari non arancione.

  13. mauro zani Says:

    c’è un “che” in più…

  14. claudiopagani Says:

    Scusami ma la nuova prospettiva non basta pensarla bisogna “metterla in atto e poi aggiustarla finchè non funziona al meglio” ; il pensiero italiano è stato troppo subalterno a Croce/Gentile per avere la necessaria concretezza; se posso essere grossolano il problema oggi non è pensare ( basta Krugmann per questo) e nemmeno dire cose di sinistra individualmente ma mettere in atto un grande processo colletivo di liberazione come è stata la lotta di classe( la contestazione globale certamente ha avuto degli aspetti positivi ma, soprattutto negli Usa , ha troppo messo l’accento sul singolo individuo per essere davvero un fenomeno che cambia la storia) ; per dirla con Marx bisogna porsi l’obiettivo di cambiare la STRUTTURA ,; la sovrastuttura seguirà…

    • Valentino Says:

      Augusto Del Noce lo aveva profetizzato negli anni del dopo-Muro di Berlino e di Tangentopoli: il vecchio PCI lo stavano trasformando in un partito radicale di massa (testuale). Ai tempi, ventenne, mi sembravano ubbìe di un reazionario (peraltro geniale). Ora, quarantenne, capisco che aveva ragione. Perfettamente ragione. Anche se a dire il vero la sinistra è riuscita nel capolavoro di diventare un partito radical-borghese (atlantico, liberale, laico: niente più giustizia sociale, ma pari opportunità e meritocrazia – sic!) imbarcando al contempo un buon numero di guastatori cattolici (sicché persino quel simulacro anglosassone della lotta di classe che sono i cosiddetti diritti civili deve superare gli agguati dei vecchi e nuovi democristi e dei loro famigerati valori non negoziabili. Ne avesse la sinistra, qualche valore non negoziabile…

  15. mauro zani Says:

    Già non basta pensare.
    E’ talmente vero che sto’ blog lo tengo in piedi sol perchè m’aiuta a ri-pensare.
    Tornare a pensare.
    Tengo ferme convinzioni e idealità del mio passato, alle quali mai volterei le spalle, nello stesso tempo so , vedo e credo fermamente che prima o poi sarà in campo anche un pensiero nuovo.
    In concreto, a proposito di “struttura” già adesso non mancano certo suggestioni, visioni, proposte e progetti . Manca quel pensiero unificante che possa ricomprenderle e infondergli linfa vitale nel conflitto globale/locale.

  16. Giovanni Says:

    Caro Mauro,ogni verità può essere rovesciata come un guanto. Ammesso e non concesso che Baffino sia stato fregato(e sarebbe l’ennesima volta,un pò troppo anche per il più sprovveduto) tutte le iniziative di politica interna ed internazionale assunte dall’uomo del Colle convergono in una sola direzione.
    Mi sono ovviamente applicato con tutte le mie modeste energie a scoprire dove fosse l’errore nella mia ipotesi.Sarei stato molto felice se l’avessi scoperto,ma non ci sono riuscitoTroppi fatti e indizi univoci,precisi e concordanti
    Convengo:c’é un mondo nuovo là fuori.

  17. mauro zani Says:

    Al punto in cui siamo tutto può essere.
    Tuttavia procedo passo dopo passo.
    Quando si è fuori dal circuito informativo delle cerchie interne interne o comunque di prossimità, si posson facilmente prender lucciole per lanterne.

  18. Andrea Says:

    Per divagare: “Mondo Nuovo” era il settimanale del Psiup!
    Per divagare ancora: Bologna ha ora quattro T.

    Per dire cose abbastanza serie (dedicato a Claudio): Luigi Firpo scrisse l’introduzione al Primo libro del Capitale, che apparve nel 1945 nella Collana di Economia della Utet, tradotto dall’edizione francese, e riconobbe, già allora, lui, non marxista ma laico (poi repubblicano) che la teoria del valore-lavoro non reggeva, ma riconosceva, ammirandola, la costruzione dell’Urss su basi sostanzialmente estranee al Capitale, ma non nel senso di Gramsci (la rivoluzione contro il “Capitale”)… Georges Sorel intrattenne con Mario Missiroli un incredibile carteggio che fu pubblicato dalle edizioni di “Storia e Leteratura”, casa editrice voluta da Don Giuseppe De Luca, il prete più amato da Togliatti: Sorel fu un ammiratore di Lenin e del genio leniniano (per dirla con un altro insospettabile: Spadolini)… con il Pds, poi Ds, poi Pd, la secolarizzazione è completa: hanno fatto secco il mito, lasciato, depotenziato (è poco dire depotenziato, lo so…), agli altermondialisti e noglobal. La straordinaria forza che muoveva generazioni intere di militanti politici è finita nel realismo spicciolo, nel micragnoso computo degli spostamenti elettorali: il sistema si è fatto mito di sé stesso e ha chiamato la sinistra alla festa per lo scampato pericolo… la sinistra ha detto “si”. Potrei dire cose molto più consistenti ma non è il luogo per fare troppi tuffi doppi carpiati… ma potrei dirvi come si fanno!

  19. claudiopagani Says:

    Il MALE degli emiliani ,che tu hai così nitidamente indicato, si è aggravato e diventato metastasi incurabile quando hanno sommato alla loro inclinazione l’arroganza del potere di Prodi e dei prodiani e i 2 insieme hanno immaginato di mantenere insieme per sempre ( che nelle cose della politica vuole dire 20-30 anni) il potere nel luogo che + gli interessa e cioè L’emilia; il secondo Prodi ,quello dell’unione impotente e pareggiante , nasce proprio in questo mileu , contro qualcuno che a livello nazionale aveva capito già allora che Prodi era troppo “il vecchio” per essere alternativo al vecchio Berlusconi e poteva perfino ipotizzare ,superando le proprie idiosincrasie, che Veltroni potesse allora (2005 non 2007) cambiare il gioco….; da quel tragico errore da attribuire in toto al 2 Prodi/Errani ( con Bersani nel ruolo della pallida ombra ) nascono i drammi successivi e cioè l’ultimo sciagurato Berlusconi e il primo (almeno per ora) reganiano Monti; tuttavia oggi La presidenza della repubblica a Monti potrebbe mortifaicare per sempre e la rottamazione “ad personam ” del duo di cui sopra , per mano del killer renzi, potrebbe ,dopo elezioni non trionfali, dare luogo a vendette che potrebbero anche azzerare rendite di posizione che stanno mortificando l’emilia e bloccando anche (o yes) la sinistra italiana

  20. Andrea Says:

    Cette attitude est un aspect de la façon dont la majorité de la gauche a réagi à la « chute du communisme », en soutenant l’exact contrepied des politiques suivies par les communistes, en particulier dans les affaires internationales, où toute opposition à l’impérialisme et toute défense de la souveraineté nationale est vue à gauche comme une forme d’archéo-stalinisme.

    La politique d’ingérence, comme d’ailleurs la construction européenne, autre attaque majeure contre la souveraineté nationale, sont deux politiques de droite, l’une appuyant les tentatives états-uniennes d’hégémonie, l’autre le néo-libéralisme et la destruction des droits sociaux, qui ont été justifiées en grande partie par des discours « de gauche » : les droits de l’homme, l’internationalisme, l’antiracisme et l’antinationalisme. Dans les deux cas, une gauche désorientée par la fin du communisme a cherché une bouée de secours dans un discours « humanitaire » et « généreux », auquel manquait totalement une analyse réaliste des rapports de force dans le monde. Avec une gauche pareille, la droite n’a presque plus besoin d’idéologie, celle des droits de l’homme lui suffit.

    (Jean Bricmont per Voltairenet.org)

  21. claudiopagani Says:

    Rispondo ,modestamente, in italiano.
    Sinceramente il testo mi lascia molto perplesso anchè perchè sento un forte “profumo” di destra estrema anche se mondialista internazionalista e fortemente anticapitalista;del resto molto fascismo ha sempre sostenuto che il comunismo è una variante soft del capitalismo. Il professor Bricmont insegna filosofia all’università cattolica di Lovanio e ,chissà perchè , mi fa venire in mente il domenicano belga padre Morlion famigerato fondatore della organizzazione PRO DEO che ha svolto attività coperta contro il comunismo durante la guerra fredda e nella sede della quale ,Pro Deo intendo, si sospetta sia stato detenuto Aldo Moro all’inizio del rapimento ( la sede è infatti a pochi passi da via Fani…)
    Inoltre Thierry Meyssan. fondatore della rete Voltaire ,di famiglia cattolico -tradizionalista, ha molti legami in Francia con il Front National. Troppo per uno come me con troppi e saldi “pregiudizi” di sinistra.

    • Andrea Says:

      (Le dîner de cons 2). Francis Veber mi prega di ringraziarti: il provino sarà per gennaio. Un po’ di pazienza e sarai sugli schermi, doppiato in francese. Per il contratto non preoccuparti: non applicheremo la Legge Fornero e sarai soggetto al diritto del lavoro vigente oltralpe.

  22. Andrea Says:

    Rispondendo a una domanda di Marino Badiale, che mi chiedeva: “Alberto, ma se la Germania è nostra concorrente, perché ci chiede di fare riforme che aumentino la nostra competitività? Non va così contro i propri interessi?”. Ottima domanda, e la risposta credo la sappiate: il problema è nel manico. Una volta intrappolati in una unione monetaria, i paesi periferici hanno due strade: o rassegnarsi all’annessione, o uscire. Normalmente l’esito è il secondo.

    Ma le politiche di “riforma strutturale” e di “austerità” non hanno certo lo scopo di renderci più competitivi. Hanno quello di sbriciolare la nostra industria, la nostra economia, perché sia poi più facile per la Germania acquisirla e soprattutto gestirla (secondo un modello già sperimentato con l’annessione della Germania Est), e hanno lo scopo di restituire soldi ai creditori tedeschi – magari via Spagna, come MES vuole. Quella che ci aspetta è una nuova guerra di indipendenza, dove chi ci governa sarà dalla parte dello straniero. La strada dell’euro porterà fatalmente a questo esito.

    Per garantire che la crescita dei paesi europei possa avvenire senza generare squilibri esterni, l’unica strada è il ripristino della flessibilità del cambio, da ristabilire come misura difensiva, mentre si intraprende la necessaria sincronizzazione delle economie reali, e si accerta la reale volontà di cooperazione dei partner europei.

    (Alberto Bagnai, oggi su http://goofynomics.blogspot.it)

  23. claudiopagani Says:

    Scusa ma non ho capito niente.
    scrivi in modo oscuro come se fossi parte di una setta segreta….
    Se posso permettermi.
    Luce e Trasparenza ,please!

  24. claudiopagani Says:

    Ho capito trattarsi della regista della piece ” la cena dei cretini”.
    Io sono un semplice ,ma penso trattarsi ,da parte tua, di scherno irrisorio e ,anche ,se permetti un pò offensivo; tuttavia non mi offendo ma faccio questa serena valutazione ; ma perchè ti senti autorizzato a questo pesante sfottò così personale per altro ( anche se,purtroppo, questo è lo stile reso di moda oggi dal Grillo e seguaci) a fronte di semplici valutazioni di ordine generale del contesto in cui si muove la rete Voltaire? Tra l’altro questa pratica di “omicidi mirati” ( fortunatamente solo come gioco intellettuale) ti vede in linea coi metodi israeliani che tu ,giustamente, critichi.
    Io penso che si possa tranquillamente discutere , anche su basi irriducibilmente contrapposte, senza necessità di delegittimare l’interlocutore cosa che ,a mio avviso , evidenzia una certa difficoltà a difendere le proprie posizioni.

  25. Giovanni Says:

    Ben detto Claudio,confronto,confronto e ancora confronto,possibilmente riducibile,ai minimi termini,in modo che ci si possa capire.Na roba tipo”pane al pane vino al vino”

  26. Andrea Says:

    Per uno sguardo sulla fine.

    Sull’ultimo numero della prestigiosissima rivista liberal-conservatrice francese “Commentaire” (rivista di alta riflessione politica dell’ebraismo francese) compare una lunga intervista al politologo Gérard Grunberg (ebreo francese) dal titolo: “Le clivage gauche-droite sera éclipsé par celui sur l’Europe”.
    Il titolo prende di peso la chiusa alla prima domanda, dove Grunberg dice: “Le clivage sur l’Europe l’emportera pendant une longue période sur le clivage gauche-droite.”

    “Pane al pane, vino al vino”, a proposito di spoglie del Pd (con cui chiude Mauro).

    Ri-addio.

  27. Andrea Says:

    Il titolo prende di peso la chiusa alla prima domanda… alla prima risposta, naturalmente.

  28. Giovanni Says:

    Andrea,quello che si dice per il resto dell’Europa non vale per l’Italia
    Nella penisola la distinzione tra destra e sinistra nei fatti ,e ribadiscono nei fatti,non esiste ormai da 35 anni
    Il nominalismo e’altra cosa come tu ben sai,Continua a chiamarsi sinistra un’ammasso indistinto di sinistrati,arruffapopolo,arrivisti ,senza mestiere,gente che deve sbarcare il lunario.Cambiando cio’ che c’e da cambiare ciò’ che ho detto per la sinistra vale “paro paro ” per la destra.
    Ci sei poi tu ,Claudio,Mauro ,io e mille e mille altri illusi che nonostante quello che vediamo continuano a pensare che…….
    Va la per una volta ignoriamo la vecchia distinzione,votiamo Grillo!

  29. Giovanni Says:

    Mo’ ci sono anche gli arancioni.Almeno un 3% in meno per Bersani Se il PD non si libera della zavorra dei politici e dei poteri deviati finisce per fare il portaacqua
    Io voto Grillo

  30. Andrea Says:

    Il mio manifesto politico.

  31. Andrea Says:

    Più a destra dell’agenda Monti. Ecco l’intervista che prova che Bersani ci ha venduto alla Germania.

    La vera campagna elettorale, quella per accreditarsi dove si prendono decisioni, la si fa sul Financial Times. Che ha dedicato molto spazio alle elezioni italiane. Segnaliamo questa intervista del Financial Times a Pierluigi Bersani in versione maresciallo Pètain. Quello dei giorni che precedettero la formazione della repubblica collaborazionista di Vichy.

    Cosa dice di grave Bersani? La prima è che è favorevole ad un irrigidimento del fiscal compact, il patto sul bilancio che impegna a tagli di spesa pubblica di decine di miliardi l’anno per un ventennio. La seconda è che impegna l’Italia ad ulteriori politiche di austerità. Fin qui siamo a Monti forse con qualche parola più cruda sull’irrigidimento del fiscal compact. Ma dove Bersani, nel tentativo di accreditarsi in Europa, riesce a superare a destra Mario Monti è sulla questione del commissario unico europeo. Si tratta di una figura, già oggetto di trattativa nei precedenti round europei, che avrebbe potere di veto sulla stesura dei singoli bilanci nazionali. Per cui se un paese decidesse di finanziare scuola, sanità, servizi sociali, in autonomia nazionale, questa figura avrebbe potere di bloccare una decisione sovrana. Il più convinto artefice di questa proposta, che ha incontrato il favore di Barroso, è il superministro tedesco dell’economia Schauble. Monti, diplomaticamente, nelle settimane scorse aveva fatto scivolar via questa proposta (assieme ad altri paesi). Monti è un uomo di destra, convinto di svendere il paese, ma sa che la cessione di sovranità va sempre saputa trattare con accortezza.

    E cosa ti fa Bersani? Per accreditarsi in Europa si dice pronto ad accettare la proposta Schauble. Al Financial Times Bersani si dice pronto ad accettare la cessione di sovranità. Ovviamente si bada bene dal dirlo all’elettorato italiano. Qui è da considerare una cosa. Esistono due tipi di cessione di sovranità: una, quella con contropartite, fa parte di un processo di integrazione continentale. L’altra, senza contropartite, spiace dirlo ma si chiama resa ad una potenza straniera. Nessun dubbio che Bersani voglia incarnare i panni del nuovo Pétain che, a suo tempo, decise che la resa praticamente senza contropartite alla Germania fosse l’unica strada razionalmente praticabile.

    (Fonte: senzasoste.it)

    Last updated: December 26, 2012 5:12 pm
    Bersani wants growth-oriented Europe

    By James Fontanella-Khan in Brussels
    ©Bloomberg

    The leader of Italy’s centre-left, and the frontrunner to be the country’s next prime minister, says he would be ready to cede more sovereign powers to Brussels over government spending – in exchange for greater freedom to boost key economic sectors.

    Pier Luigi Bersani, whose Democratic party has a strong lead in opinion polls ahead of elections next February, says he is open to supporting an ambitious German plan for EU control over national budgets, while stressing that it is essential for Europe to take more aggressive steps to revive economic growth.

    “The first thing that we should and can do is tighten budget constraints, but allow more gradual investments,” Mr Bersani, 61, told the Financial Times during a day of meetings with top EU officials in Brussels last week.

    “I am ready to discuss – if it will be my turn to run the country – how to strengthen the mechanism of fiscal discipline to monitor national budgets in exchange for new policies aimed at stimulating the economy,” he added.

    Mr Bersani said a “currency commissioner” wielding power over member states’ budgets – as proposed by Wolfgang Schäuble, German finance minister – would not be his favourite option. But he agreed with the principle illustrated by Mr Schäuble and was ready to work with Germany to create a new body with powers to intervene if a country broke fiscal rules.

    “I am ready to reason over such a plan. It doesn’t scare me as long as the intention is to build confidence and allow us, in a controlled and selective manner, more expansionary policies,” he said.

    The former communist, who was one of the most pragmatic and cautiously reformist ministers in Italy’s last centre-left government from 2006 to 2008, said he was not worried about loss of sovereignty, tacitly acknowledging that Brussels played a more important role than national governments over economic policy.

    However, Mr Bersani – whose party supported Mario Monti’s technocrat government for 13 months until the prime minister’s resignation last Friday – made it clear that he wanted to play a leading role at the EU level, and asserted his intention to respect and give continuity to decisions taken by Mr Monti to tackle the eurozone crisis.

    “I do not want to renegotiate the fiscal compact or any of the agreements reached over the last year. However, we need to look forward,” said Mr Bersani. “On the back of greater fiscal discipline among all members I’m in favour of gradually loosening austerity measures in a selective manner.”

    “Now I’d like Europe to focus on growth and fighting the recession with the same tenacity that it defended the monetary union. Otherwise austerity, which is needed, on its own could become risky in the long run.”

    Mr Bersani was in Brussels in an attempt to boost his international standing, and his meetings with senior officials appeared to allay concerns over Italy’s elections and the attempted comeback by Silvio Berlusconi, former prime minister and leader of the centre-right People of Liberty.

    Jean-Claude Juncker, chairman of the Eurogroup of finance ministers, was quoted by Italian media as saying that Mr Bersani “appears to have the best intentions for Italy”.

    Nonetheless, in Italy questions remain over Mr Bersani’s freedom of manoeuvre in a party comprising diverse factions and influenced by the main leftwing trade union federation – which blocked Mr Monti’s labour reforms – as well as its electoral alliance with the smaller Left Ecology Freedom party.

    Mr Bersani counters by stressing his European credentials over the years.

    “I have helped Italy join the euro, I am the secretary-general of the most pro-European party of Italy, and I have supported all the policies and reforms that Europe has asked us to do over the years,” he says, smoking his trademark Toscano cigar.

    “We want to accelerate the integration process as a remedy to fight the recession that is hurting the whole of Europe. So far we have taken some important steps forwards but more has to be done.”

    Mr Bersani rejects the populist, anti-German stance adopted by Mr Berlusconi.

    “I am not going to quarrel with Germany. I want Italy to have a serious, frank and friendly relationship with Germany based on rational and realistic arguments,” Mr Bersani said. “In fact I agree with many of the criticisms Germany makes to countries like Italy because I made the same criticism to Mr Berlusconi.”

    Mr Bersani says tough fiscal discipline is non-negotiable, but he wants to reach agreement with Germany to find a way to increase spending for infrastructure and innovation-centred projects.

    He wants more equity and attention to social cohesion, and intends to continue Mr Monti’s drive for a deeper mutualisation of European debt through the issuance of Eurobonds, a development opposed by Angela Merkel, the Germany chancellor.

    But unless more was done to harmonise the economic discrepancies that emerged during the debt crisis, then there was a risk that anti-European movements would gain traction and threaten the EU project altogether, Mr Bersani warned.

  32. Andrea Says:

    Bersani, in un’intervista al Financial Times dichiara di essere pronto a lavorare con la Germania per creare un nuovo organismo con poteri d’intervento nel caso in cui un paese non rispettasse le regole di bilancio: «Sono pronto a ragionare su un piano del genere – dice Bersani – non mi spaventa finché l’intenzione è quella di costruire la fiducia e ciò permetta, in modo controllato e selettivo, politiche più espansive». Inoltre, aggiunge: «Non voglio rinegoziare il fiscal compact né nessuno degli accordi raggiunti nell’ultimo anno, ma è necessario guardare avanti».

    In un altro passaggo dell’intervista: «Non ho intenzione di litigare con la Germania – ha chiarito – Voglio che l’Italia abbia un rapporto serio, franco ed amichevole con la Germania sulla base di argomenti razionali e realistici» precisando: «Sono d’accordo con molte delle critiche Germania fa a paesi come l’Italia, perché sono le stesse critiche che muovo a Berlusconi».

    Queste le parole del leader della coalizione Pd-Sel. Nessuna novità, ma tante conferme una dopo l’altra che Bersani vuole continuare a seguire l’agenda imposta a livello europeo, dal pareggio di bilancio al fiscal compact. Vendola ha ricevuto l’ennesimo avviso su quella che sarà la linea del suo governo. Mancano ancora pochi giorni, ma sarebbe saggio utilizzarli per scappare da questa trappola infernale chiamata “centro-sinistra” per non essere responsabili di anni di recessione e disoccupazione di massa.

    (Fonte: nocensura.com)

    “I do not want to renegotiate the fiscal compact or any of the agreements reached over the last year.”

    Grande Bersani! Bisognerebbe segnalarlo al Signor Fausto Gino Acume Tattico Anderlini…

  33. Andrea Says:

    Non c’è vergogna, non c’è pudore, non c’è nulla. Non c’è neppure il tradimento o la svendita: tutto quello che si poteva tradire è stato tradito, tutto quello che si poteva mettere in svendita è stato svenduto. E’ stato svenduto anche il buon senso. Neppure Monti avrebbe osato tanto… ma la sinistra può, perché ha uno sterminato parco buoi.

  34. mauro zani Says:

    Andrea, non stai parlando della sinistra.
    Solo di uno dei suoi pallidi fantasmi.
    I buoi son fuggiti.
    La sinistra è morta.
    Viva la SINISTRA.

    • Andrea Says:

      Si… spero che tu abbia ragione; stavo giusto scrivendo un seguito e postandolo quando sei comparso.

    • Valentino Says:

      Vabbè, la sinistra è morta e ce lo siamo detti in tutti i modi. Ma non è certo l’intervista di Bersani al FT a dimostrarlo. Intervista dove, peraltro, il buon Bersani si barcamena abbastanza bene. Cosa doveva dire? Ovvio che all’elettore italiano dice altre cose. Il punto è cosa vuole fare, cosa può fare, e cosa effettivamente farà. Insomma, siamo alle solite: quanto bisogna cedere/cambiare/accettare per conquistare il potere (materia prima senza la quale la parola politica è un non-senso)? Perché, miseriaccia, sembra che la sinistra debba perire in ogni caso, o perché è troppo di sinistra (può Bersani – elettoralmente parlando -permettersi un discorso antieuropeista, oggi?) o perché è troppo di destra, e allora la tentazione di ritirarsi nel proprio orticello si fa davvero irresistibile…

  35. Andrea Says:

    …sterminato parco buoi a cui appartiene anche il suo ceto intellettuale colto e semi-colto, come si può evincere da molti profili Facebook di persone a tutti note, dove il silenzio è d’oro su ogni tema degno di controversia. Esiste, ora, un conformismo tenace e ottuso, cieco, che non esisteva neppure nel fascismo, e la sinistra è la grande fabbrica del conformismo odierno: paradossale esito della sua pluridecennale egemonia culturale. Augusto Del Noce fu un veggente a capirlo oltre trent’anni or sono.

  36. Giovanni Says:

    Abbiamo elaborato finalmente il lutto della sinistra
    Definitivamente?Difficile da credere
    Forse siamo soltanto giunti all’idea di una riscrittura dei miti e della storia della sinistra.
    La riscrittura non può certo riguardare il tempo lontano della egemonia culturale,delle idee forti che hanno fatto la storia dell’uomo.
    Più modestamente deve riguardare l’intrigante romanzo degli amori e inganni vissuti dalla nostra generazione ad opera di uomini privi di idee,mezzi,principi e onore
    Un romanzo minore,dove agiscono uomini avidi,loschi e privi di virtù.
    Insomma, nessuna favola e nessuna storia,una semplice commistione di merda

  37. mauro zani Says:

    Valentino. ma perchè mai Bersani dovrebbe fare un discorso antieuropeista? Basterebbe fare un discorso sull’Europa che vogliamo. A meno che per europeisti non s’intedano i banchieri, i tecnocrati, i finanzieri e i ..tedeschi.

  38. claudiopagani Says:

    Oggi editoriale sul Corriere del Prof. Panebianco in cui il Prof dice vigorosamente no al possibile Ministro degli Esteri D’Alema in quanto non equidistante in medio oriente e amico (sic!) di Hezbollah e Hamas ( che ha vinto libere elezioni in Palestina)!.
    Vedremo se anche stavolta( come nella vicenda rottamazione) Bersani si “piegherà” ai voleri dei poteri giornalistici forti ( Corriere e Repubblica); mi chiedo , e vi chiedo, perchè però il baffetto sia visto con tanta ostilità da lor signori? ( non essendo il suddetto mai stato un estremista nè nel pci nè tantomeno quando è stato al governo). Azzardo un’ipotesi . forse i signori della stampa cosiddetta indipendente semplicemente vogliono ministri a loro asserviti; e comunque ,ribadisco, anche questo sarà un test per misurare la capacità di Bersani di essere ,almeno un pò, capace di autonomia dai veri poteri….

  39. Giovanni Says:

    Cribbio Mauro,hai dimenticato che secondo l’opinione di qualche milione e passa di pronipoti di Macchiavelli per conquistare il potere bisogna sporcarsi le mani.?
    Hai dimenticato che tutti sti pronipoti non sanno che gli stessi mezzi possono condurre al potere o alla servitu?
    So ragazzi o finti ingenui.?
    A saperlo

  40. claudiopagani Says:

    “It’s like Jesus Christ and the apostles,” said Roberto Casaleggio. “His message, too, became a virus.”
    Questa è una delle frasi dell’intervista di Casaleggio al Guardian in cui il guru definisce Grillo e il suo movimento.
    Veramente io avevo capito che Grillo ,più modestamente, volesse rifondare la politica in Italia…
    Invece il suo principale esegeta (e sponsor) lo definisce addirittura un movimento di palingenesi totale ( metanoia dicono i greci) e ci “promette” che durerà almeno 2000 anni ( visto il riferimento a Cristo) . Mi pare troppo e troppo poco allo stesso tempo.
    Troppo ( per noi appassionati di politica) che vorremmo semplicemente una politica migliore e che osservando i FATTI della storia diiffidano dei profeti; troppo poco per rifondare la politica su basi reali.
    Forse questo basterà per portare in parlamento una robusta pattuglia di seguagi i quali ,temo ,davanti alle durezze della praticata e non sognata anzichè praticare una robusta e compatta opposizione pretenderanno ,ciascuno , di essere l’interprete autentico del profeta aggiungendo confusione a confusione; a meno che non ci siano dei nuovi Pietro e Paolo a fondare la Chiesa del novello Cristo

  41. Andrea Says:

    “If Italy’s real exchange rates had evolved in a similar way to Germany’s since the beginning of 1999, Italy’s export growth would have almost matched that of Germany’s, while in reality it was less then one third its size.”

    Letto bene? Ve lo traduco? Ma sì, dai, altrimenti mi dite che sono elitario: “se il tasso di cambio reale italiano avesse avuto la stessa evoluzione di quello tedesco fin dall’inizio del 1999, il tasso di crescita delle esportazioni italiane sarebbe stato quasi identico a quello delle esportazioni tedesche, mentre in realtà è stato meno di un terzo”.

    Cosa significa?

    Significa che nella spiegazione degli squilibri dell’Eurozona, in particolare per la parte che riguarda noi, la competitività “non di prezzo” (cioè il fatto che i tedeschi sono affidabili e biondi) non c’entra una beneamata fava. Quindi basta, per favore, con questa solfa. La differenza negli andamenti delle esportazioni è spiegata dal tasso di cambio reale, e quindi, in buona sostanza, dalla deflazione competitiva tedesca, placidamente ammessa dagli stessi tedeschi nonostante sia strenuamente negata dai nostrani collaborazionisti.

    La fonte?

    Ah, sì, scusate: quei bolscevichi della Commissione Europea!

    Ragazzacci… Perché non è vero che le cose le fanno e non le dicono: le fanno, e ve le dicono pure.

    (Alberto Bagnai, oggi)

    Tanto vincerà Bersani, che amichevolmente, con il ditino alzato e il sorriso bonario da zdora emiliana, dirà alla massaiona Merkel: “cattivona, cattivona… non si fa così!”

  42. claudiopagani Says:

    Perfetto!
    Il problema è come si esce da questa situazione derivante dall’egemonia politica della germania sull’UE? ; la politica dovrebbe servire proprio a questo e cioè a creare un campo di forze che la sconfigga( visto che Hollande per esempio da solo non ci prova neanche tanto che sponsorizza addirittura Monti in Italia in barba al fatto che l’erba del vicino progressista è sempre + verde…..) ; questo naturalmente se si pensa che la politica possa cambiare i rapporti di forza; altrimenti si può anche ipotizzare l’uscita dall’euro cosa che danneggerebbe profondamente la Germania che ha solo da guadagnare dall’attuale stato delle cose ma che getterebbe l’Italia dentro un’inflazione al 30/ 40 % con gli immaginabili “vantaggi” per i redditi fissi…; ma ,si sa, può sempre prevalere la logica della vendetta e cioè tagliarsi i c.. per fare dispetto alla moglie ( in questo caso interpretata splendidamente da frau Merkel).
    Naturalmente è del tutto chiaro che la politica per sconfiggere la Merkel è molto complicata e in Europa può contare pochi alleati anche nel campo progressista ( la SPD tedesca è molto affezionata al fiscal compact che indubbiamente favorisce i lavoratori tedeschi…)
    Tanto per buttare là un’idea concreta si potrebbe tentare di creare un campo dei paesi mediterranei (compresa la Francia) che tratta duramente con Germania e i suoi accoliti del nord e giocando di sponda con l’America di Obama ( profondamente interessata a che la Germania rilanci i suoi consumi interni con un pò + di inflazione) riconfigurare la UE in maniera meno squilibrata.; sarebbe comunque una lotta durissima e ci vorrebbe in Italia una guida forte e coraggiosa di cui Bersani pare una pallida ombra ( preso come è insieme agli “eroici” emiliani guidati da Errani a spartirsi tutto il sottogoverno possibile perchè questo e il vero obiettivo per cui merita di riffe o di raffe di vincere le elezioni..); qui però si apre il delicato problema di come sconfiggere il grumo di potere emiliano che impedisce la nascita in Italia di un vero soggetto progressista che se la voglia giocare davvero in Europa; ma su questo “alza le mani” anche il compagno Zani e allora purtroppo le ns. sono tutte chiacchiere senza seguito. Hic Rodhus, hic salta!

    • Andrea Says:

      Ti chiedo scusa per le mie intemperanze passate, ma l’inflazione calcolata dagli economisti non allineati sarebbe dal 12 al 16%. La Francia non sta trattando e basta… non duramente e neppure non duramente: attende! Gli Stati Uniti spingono per l’euro così come è ora, perché implicati nella causa della salvaguardia dei loro investimenti (falcidiati dalla svalutazione eventuale), altrimenti i tedeschi ubbidirebbero immediatamente. L’Emilia è nulla e la forza progressista è parte della fallace narrazione. Siamo su un ring con le mani legate, in attesa di eventi.
      P.S. – Mi incazzo con te, che sei intelligente a corrente alternata, perché, come quasi tutti, non leggi e non ascolti, ma, narcisisticamenti, parli e scrivi a piacere… malattia dell’oggi.

      • claudiopagani Says:

        Anche io ,come te , sono incazzato ma cosa vuole dire in attesa di eventi ?! la discesa in terra dello Sprito Santo?!
        Se posso permettermi , liquidando tutto e tutti ( e, per molti versi ha anche ragione) ti precludi l’azione politica, la quale consiste ,a mio avviso, nei passi seguenti (molto rozzamente):
        Analisi della realtà e cioè : io e te vogliamo ( sia pure da punti di vista molto diversi) cambiare le cose che vuole dire rompere l’egemonia della Germania sull’Europa (Euro) e tuttavia siamo estremamente minoritari anche solo in Italia;
        a questo punto serve qualche Alleanza ” di scopo” ( battere i tedeschi) con soggetti che possano avere anche obiettivi strategici diversi ; questi possono essere ,ad esempio, gli USA di Obama( non i repubblicani che vorrebbero abbattere il debito abbassando le tasse ai ricchi e distruggere quel poco di welfare che hanno) hanno ASSOLUTO bisogno per crescere a ritmi seri ( tali da creare lavoro e ridurre il debito ) della collaborazione di Cina E Germania che devono abbattere l’enorme surplus commerciale e consumare di + con + inflazione ; quindi a Obama serve l’Euro ma non cosi come è oggi enormente sopravvalutato ma magari in un rapporto 1/1 con il dollaro così come servirebbe anche a noi; in questa prospettiva anche la Francia di Hollande ( che ha enormi problemi per finanziare il costo del suo welfare molto molto + costoso del ns) anzichè chiedere misericordia alla Merkel potrebbe essere interessata ad una alleanza diversa: con un Euro cosi ristrutturato poi ognuno seguirebbe la sua strada-
        spero di essermi spiegato.
        Non è poi vero che l’Emilia non conta nulla tanto + oggi che esprime il candidato del C.S. e infarcisce le sue liste con tanti soggetti che fanno riferimenti a poteri forti ( tipo
        confindustria ed esponenti del mondo cattolico “obbediente”
        Quanto all’Italia non conta nulla da sola ma è pur sempre la seconda manifattura d ‘ Europa e in una alleanza a scala continentale dei “produttori” potrebbe contendere l’egemonia della Finanza che ,in Europa, è imperniata su
        Merkel ( che gioca di sponda con la City di Londra) ; è
        anche per questo che la signora Merkel ha deciso che in Italia bisognava fondare un suo partito che non poteva non essere guidato dall’esimio Prof. Monti

  43. Giovanni Says:

    Andrea,dovresti porti questa domanda:come mai in italia la deflazione riguarda soltanto il mercato immobiliare?
    Eppure la domanda aggregata interna e’fortemente falcidiata dalla riduzione del reddito disponibile,ulteriormente ridotta dall’aumento della pressione fiscale e dall’inflazione.
    Se questo é vero come puoi ipotizzare la sopravvivenza economica dell’Italia fuori dall’euro?.Pensi forse che il nostro paese possa vivere di svalutazione competitiva nel settore dell’export ?
    Meglio sarebbe una politica deflattiva settorializzata(ad esempio nel settore delle tariffe)per restituire potere d’acquisto alle famiglie ed una drastica riduzione dell’imposte,bilanciata da un taglio allo” stato malandrino”(vedi l’ultimo scandalo a Napoli,dove sbirri e prefetti stavano per spendere inutilmente 60 milioni)
    Ma non è neppure immaginabile che Bersani vada a toccare i dipendenti della Cancellieri

  44. Andrea Says:

    Giovanni… e Claudio, vi rimando alla lettura – impegnativa – del blog del Prof. Alberto Bagnai e ai molti filmati che ho postato nel corso del tempo.

  45. Giovanni Says:

    Scusami Andrea,ma sto Bagnai dope 15 minuti non ha detto assolutamente niente.Ti pare Che Si poses perdere il proprio tempo ad ascoltsre Bagnai?

  46. claudiopagani Says:

    D’accordo con Giovanni ; solo slogans e aria fritta.
    Si vede che per insegnare alla “gloriosa ” Università di Pescara è sufficiente.

  47. claudiopagani Says:

    Ma siete tutti morti?!

  48. maurozani Says:

    Non ancora. Per quanto mi riguarda attendo che finisca la campagna elettorale. Ciò che doveva esser detto è stato detto.
    Per il lungo e per il largo.
    Per chi non partecipa direttamente ,resterebbe sol da commentare la campagna televisiva.
    Particolarmente deprimente.

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