Archive for marzo 2013

vacanza

marzo 8, 2013

Questo blog ha un solo senso.
Non riesco a staccarmi del tutto dalla politica.
Il mio mestiere, sissignore: mestiere o professione.
Come volete.
Per una vita.

Nel 2007 colsi l’occasione della nascita mal nata (scusate il refrain) del PD per riflettere sui nuovi tempi. E per restare fedele ad una promessa fatta a me stesso.
Quando iniziai a far politica come professione correva l’anno 1972.
Mi ripromisi di mollare molto prima che qualcuno che me lo chiedesse mentre osservavo taluni “vecchi” , che s’accontentavano di qualsivoglia cadreghina dopo aver ricoperto incarichi più o meno importanti.
Provavo pena per loro.
E anche un certo giovanile disprezzo.
Ingeneroso.
Per quanto solo in alcuni casi.

Adesso ,dopo aver rispettato quella lontana promessa, con questo blog pontifico su ciò che sarebbe giusto fare e su ciò che m’appare drammaticamente sbagliato.

Sono calci al vento.

Per cui mi prendo una lunga vacanza come ho comunicato a chi mi segue essenzialmente su facebook.

Il tentativo egocentrico di stare alle costole, quale spina nel fianco, al Pd è chiaramente fallito.

Ho parlato di troll e qualcuno s’è offeso.

Ma non denunciavo in senso tecnico un tentativo di sabotaggio.

Solo l’assoluta impermeabilità di una forma partito ormai decotta, sorpassata, dagli eventi.
Fuori fase.

Con persone ,che si son fatte vive anche su questo blog, alle quali:  gliela dai cruda , gliela dia cotta va sempre bene.
A prescindere.

S’è fatta tutta la campagna elettorale proponendo un’alleanza per la governabilità con Monti.

Oggi si è costretti a chiedere fiducia a Grillo.

E si rivendica , addirittura, coerenza.
Senza che nessuno s’interroghi.

S’è votato ad occhi chiusi il fiscal compact e oggi in Europa il patto scellerato e imbecille è messo in discussione quasi ovunque.

E lo sarà sempre più.

Non s’è voluto capire cosa bolliva nella pentola di un paese stremato.
Si è condivisa una politica folle proposta da un uomo mediocre.
Folle sul piano strettamente economico e ancor più folle sul piano sociale.

S’è mentito al paese quando si diede la fiducia a Super –Monti avvallando la tesi che non c’erano alternative.
Solo l’abisso.
La Grecia.

Pure e semplici puttanate.

Oggi, in una situazione di massima instabilità politica non pare che lo spread la rifletta granché.

La ragione è semplice.

In Europa anche alla luce della situazione italiana si vanno ripensando a fondo i cardini della politica di austerità.

Non certo grazie al PD.
Ma a Grillo.

Semplicemente pazzesco se si considera l’idea che Grillo (i grillini son bravi ragazzi ma contano niente) ha della democrazia e della politica.

In quest’ambito è per me del tutto inutile proseguire a criticare, pungolare, discettare.

Se Bersani voleva cadere in piedi aveva una sola possibilità.

Su ciò ha ragione l’antipatico Travaglio: avanzare una proposta, articolata in punti tali che il Vate di Genova non poteva rifiutare, pena l’inizio del suo rapido declino.

Compresa quella TAV che è opera inutile e dannosa che comunque non si farà mai.

Per far ciò bisognava però rimettere in discussione il PD e , all’intero, la sua classe dirigente.

Prendo atto che Bersani preferisce , legittimamente, fare il mozzo.

Dunque il peggio deve ancora venire.

Riprenderò a scribacchiare quando questa fase sarà conclusa.
Dopo le prossime elezioni.
Dopo l’inevitabile implosione del PD.
O subito prima.
Se ne avrò ancora voglia.

PS. Non posto, come al solito, questo avviso su facebook dato che è rivolto ai tanti (incredibilmente) che mi hanno letto in questo luogo.
Disapprovando spesso immagino.

Al voto.

marzo 5, 2013

Premesso che il messaggio in bottiglia di ieri non è destinato ad arrivare da nessuna parte.
Sono fazioso ma non sprovveduto.
Solo un pretesto per far circolare opinioni.
Giuste o sbagliate.
E anche l’istintiva propensione a correre in soccorso del “perditore”.

Al di là di ciò, chi è impegnato dalla sua responsabilità e dal voto degli elettori ha ben altro da fare nei prossimi giorni e settimane.

Per questo conviene ,nel prossimo periodo osservare, trepidare magari, senza pretendere (almeno da parte mia) di strologare suggerimenti d’alcun tipo.

Il PD domani deciderà la strada da prendere per ciò che gli compete.

Il senso di quel simbolico messaggio/invettiva era comunque questo: in attesa di una “rivoluzione” congressuale nel PD, che arriverà, conviene non entrare in un pentolone a farsi bollire a fuoco lento.
Non conviene al PD ma neppure all’Italia.
Se dunque Bersani conferma un rilancio fa bene.

Poiché tale è la strada , forse contro intuitiva, per accettare in positivo la sfida di Grillo senza inseguirlo. Peraltro senza alcun reale costrutto.

La mossa non funzionerà?
Probabile.

Ma , a quel punto si saranno poste le condizioni per ,legittimamente, PRETENDERE che un qualsiasi governo tecnico o del Presidente, resti in carica per il tempo strettamente necessario ad assolvere un unico mandato: una nuova legge elettorale che porti gli italiani a rivotare DI CORSA.

Solo dopo si aprirà una nuova fase nella vita della Repubblica e ci si potrà confrontare stabilmente, con apertura e sincerità, con le cause e le ragioni di fondo che hanno portato gli elettori a far divenire il movimento cinque stelle primo partito

Solo dopo, il confronto con questo partito avrà basi solide depurate dalla propaganda.

Se invece dovesse prevalere , magari per opposte ragioni e convenienze (in particolare tra Grillo e tutto il PdL e qualche parte del PD ) l’idea di un altro governo tecnico di durata indefinita , la vedo brutta assai.

Per la politica e in particolare per quanti hanno interesse alla ricostruzione della Sinistra.
Ci risentiamo più avanti.

Messaggio in bottiglia.

marzo 4, 2013

Intervista a Repubblica di Bersani venerdì 1 marzo.

“E’ innegabile che la necessità di non rompere con Monti ci ha condizionato…”

Alla buon’ora.

Ma dove stava questa necessità? Forse nella convinzione che altra strada non fosse possibile rispetto ai patti sciagurati firmati con l’Europa delle destre tecnocratiche?

“La democrazia rappresentativa ha dimostrato di non padroneggiare l’avvitamento in atto tra austerità e recessione”

Alla buon’ora.

Al netto però di quel “rappresentativa”.

Troppa grazia.

Non ne conosco di altre(di democrazie) a meno di non vagheggiare democrazie ateniesi (sulla quali converrebbe leggersi Canfora) o democrazie del web quali quelle preconizzate nell’incubo fantapolitico dell’ormai celebre video su Gaia di Casaleggio.

“L’austerità da sola ci porta al disastro. In sede europea tutti devono mettersi in testa che il rientro dal deficit e dal debito è un tema che va spostato nel medio periodo”.

Alla buon’ ora.

Complimenti.

Ma per quale strana ragione non avete fatto tutta la campagna elettorale contrastando apertamente, senza mezze misure, queste politiche austeritarie?

Sì austeritarie: revoca della democrazia a favore della tecnocrazia, culo e camicia con il capitale finanziario. Il mediocre Monti col quale ci si voleva alleare ad ogni costo non era nient’altro che il rappresentante, mediocre, di queste politiche in Italia.

Invece avete votato l’invotabile a partire da quella riforma delle pensioni che grida vendetta. Sociale . E della quale Grillo, pour cause, non parla granché.

Vabbè sapete come la penso.

Fin dal primo momento.

Vi siete così separati dal comune sentire, dalla “sofferenza sociale “ come ha detto Fassina a caldo e come ha ribadito oggi(sempre dopo la puzza) l’illustrissimo Professorissimo bolognese Carlo Galli neo eletto sulle macerie.

Vi siete limitati a rinchiudervi nel maso chiuso(accuratamente ) delle primarie.
Come sempre farlocche.

Uno doveva vincere e l’altro era contento di perdere(ma bene) per attendere il cadavere sulla riva del fiume.
Il suo turno insomma.

Peccato il turno non arriverà.
Caro Renzi.
Scusa eh , ma sembra che anche tu abbia la “faccia come il culo” a sentir l’uomo mascherato.

Il vaso di Pandora è aperto.

Come mi ha opportunamente fatto notare un elettore di Grillo.

A questo punto non c’è altra strada che quella indicata da Bersani.

Colui che ha trascorso la campagna elettorale a non dire, anzi urlare, ciò che ha detto ex post nell’intervista sopra citata.
Gigioneggiava e basta.

Va dato tuttavia atto a Bersani di aver detto a caldo anche un’altra verità: “la campana suona anche per l’Europa”.

Esatto.

Il contagio è destinato a dilagare.

Fosse per me, lo diffonderei con tutte le mie residue forze.

Mi aprirei senza riserve a quel contagio.

Sfidando Grillo.

Tema per tema.

Problema per problema.

Lo prenderei di petto.

Travaglio ha dettato il decalogo ( o quel che è) che Grillo dovrebbe sottoporre al PD.

Bene.
Io son d’accordo.
Su tutto.
Compreso il ritiro delle truppe dall’Afghanistan che peraltro Obama s’appresta a ritirare l’anno prossimo.

Naturalmente Travaglio conclude che accettando tutti quei punti il PD esploderebbe.

Insomma la linea è far fuori il PD come condizione per togliere di mezzo i partiti.

Son mica convinto.
O meglio non lo auspico.

Potrebbe essere anche possibile, in extremis, che il PD prenda atto del fallimento di un progetto politico (partito riformista senz’altri aggettivi), insomma partito di centro progressista che si richiama a De Gasperi. (vedi documenti fondativi)

Roba da mezzi scemi.
Ciechi che s’appoggiano ad orbi.

Potrebbe anche essere che il PD , dopo l’inevitabile fallimento della proposta Bersani (che appoggio) ripensi sé stesso.

Ma non c’è che un modo.

Mollare le zavorre moderate(sono in effetti solo zombies) e apprestarsi, virilmente, ad una lunga traversata nel deserto. Anche scontando l’opposizione, per arrivare a definire un nuovo progetto politico.

Un partito radicale , di massa e popolare per la Sinistra del terzo millennio.

Conto fino all’ultimo su questa , pur residua possibilità.

Perché, sia chiaro la società che mi è proposta da Casaleggio/ Grillo, non mi sconquinfera….. voce del verbo sconquinferare.

Non mi convince neppure un pochino.

C’era una vecchia canzone del servizio d’ordine dei katanghesi dell’ MS o forse MLS (non ho voglia di verificare) che recitava così: “E non si parlerà di sindacati , ma di socialismo e punizioni…”

Ma va affanculo! Non m’aggrada neanche un po’.

Un “socialismo” comunitario come questo seppur aggiornato telematicamente io lo combatto.

Non voglio caserme.
Punto.

Però.

Però, il PD deve mettere in causa sé stesso.

Le sue tronfie e ottuse convinzioni secondo le quali per andare oltre il novecento bisogna approdare ad un passato ottocentesco: il famoso e a questo punto, famigerato, riformismo.

Riformismo sta’ minchia!

C’è un rivoluzione civile in atto.

Capito?

Pronto?

Siete collegati?

Sì va bene, lo so che Napolitano non condivide la linea radicale (alla buon ‘ora) di Bersani.

E so anche che Bersani su questa linea si gioca collo e carriera.

Lui pensava di produrre una svolta morbida, passo dopo passo, verso la socialdemocrazia europea.
Un pochino di questo e un pochino di quello.

Quasi come Kerenskij.

Solo che la socialdemocrazia europea, nel giro di pochi anni (dal 2007) è divenuta anch’essa anacronistica sotto l’incalzare del finanzcapitalismo. (vedi bel libro di Gallino che ho già “recensito” su queste pagine).

Roba del novecento.
Bisogna immaginare qualcosa di nuovo.
Per questo è dirimente aprirsi senza riserve mentali alle istanze , alle domande radicali del movimento cinque stelle.

Ma senza mai arrendersi sull’IDEA di società.

I socialisti, o come li vorremo chiamare del terzo millennio, non possono accettare l’idea stessa di Stato/ Comunità.

Dopo l’esaurirsi dello Stato dei partiti , va costruito lo Stato dei cittadini che non abolisce i partiti ma li riconcepisce sullo sfondo di un mondo diverso.

C’è qualcuno nel PD che è disposto a mettere in gioco tutto (compreso il proprio personale destino) per ripartire su altri e ben diversi presupposti?

Se non c’è. Facile che s’arriverà ad una guerra civile, più o meno strisciante.

Tale è la situazione.

Fossi animato da rancoroso risentimento (di cui sempre nel PD mi s’accusa, conosco i miei polli come le mie tasche) a questo punto, di non ritorno, ballerei sulle macerie.

Ma sarebbe una danza macabra.

Bersani: al punto in cui sei giunto, dopo tutte le comparsate giaguaresche, meglio cadere in piedi.

Te lo dico sinceramente dopo che ti dissi una volta ,in quel lugubre bar moquettato del parlamento europeo: “cosa aspetti a prendere in mano sto’ partito del c….”

Non dar retta ai Letta 1-2-3. (codice che non voglio svelare).

PS . Per Zoia.
Incaricati in nome dei vecchi tempi , ammesso che tu lo possa ancora fare, di inviare il messaggio in bottiglia.