Letture.

Come promesso torno dalla vacanza lasciando da parte l’attualità politica/politica.
Durante la vacanza ho letto il nuovo libro di Giulietto Chiesa.
Come sempre leggo in fretta e poi mi riprometto di rileggere.
Cosa che non faccio regolarmente mai, dato che c’è sempre un nuovo libro da aprire .
Per dire, adesso c’è il “solito” Stiglitz con il suo “Il prezzo della disuguaglianza”.

Musica per le mie orecchie.

Comunque Chiesa sostiene una tesi che m’appare improbabile , eppure il suo libro è un buon libro.

Che mi permetto di consigliare a chi ha tempo e voglia.

Il taglio è, come sempre attivistico/ divulgativo.

Contiene una messe di citazioni e dati che è sempre utile conoscere o riconoscere. Tanto per farsi un’idea di come siamo messi nel mondo globale.

La tesi che non condivido riguarda la cosiddetta “singolarità” cui stiamo rapidamente arrivando.
Un complesso di fattori che riuniti insieme rompono d’incanto e di colpo la continuità (anche quella del ciclo naturale del rapporto tra attività umane e natura) e c’impongono di combattere per la nostra sopravvivenza contro la dittatura di una cupola (coloro che producono il denaro dal nulla) che giunta ormai a fine corsa dopo la grande crisi del 2008 è pronta a reagire con la più dura repressione (guerra compresa) nei confronti delle loro medesime creature : tutti noi, plasmati e indotti ad accumulare debito pur di conservare il nostro status di consumatori .

Noi abitanti di Matrix.

La tesi è suggestiva e tutt’altro che priva di elementi di fatto.

In effetti per molti decenni ci hanno indotti a credere nel progresso continuo e lineare, nella possibilità di soddisfare comunque bisogni largamente artificiosi e indotti da ciò che Chiesa, sulla scorta di Guy Debord, chiama “la società dello spettacolo”.

Matrix appunto.

Società nella quale la vecchia distinzione tra struttura e sovrastruttura risulta oltremodo deviante .
Altre sono le contraddizioni , altrove è il nemico.
Quantunque in un altrove indefinito.

Il tempo è poco per organizzare una reazione collettiva che tuttavia resta possibile nel quadro di un completo e radicale ripensamento del modello sociale.

Ma si badi non sulla scorta di uno sviluppo compatibile o sostenibile ma all’opposto nell’ambito di una presa d’atto definitiva dei limiti “naturali” allo sviluppo.

Presa d’atto che m’appare tributaria di quella teorizzata “decrescita felice” di cui molto si parla e spesso a vanvera.

Roba che continuo a prendere con le pinze pur avendo io concordato con l’idea di austerità come leva per cambiare la direzione dello sviluppo avanzata a suo tempo da Enrico Berlinguer.

Comunque Chiesa introduce, al fine di dimostrare l’urgenza di un cambiamento del modello sociale, il concetto di “finitezza”.

E cita ripetutamente i moniti inascoltati del Club di Roma in ordine al punto di non ritorno, oltre il quale ci s’affaccia sull’orlo dell’abisso.

Stessero così le cose , almeno potremmo assistere ad una magnifica catastrofe .
E forse (dipende dal carattere di ognuno), reagire dando finalmente un senso forte al nostro impegno civile ed umano.

Penso invece ,come ho notato altre volte,che la transizione dal capitalismo morente, nella sua classica formazione economico- sociale, altro non sarà che un progressivo scivolamento nella più cupa rassegnazione dentro una crisi permanente e anemica.

Agnelli non portati al macello, ma salassati fino all’estenuazione.

S’agisce con destrezza.
Mentre si ciancia di startup s’offre il tempo necessario per un adattamento progressivo a condizioni di vita molto vicine alla povertà e per molti all’indigenza assoluta, con nessuna vera speranza ma con buone parole di conforto.

“Prima o poi arriverà la ripresa. Non sarà per la vostra generazione ma per coloro che verranno dopo di voi”.

E le persone , dato che si deve pur vivere, non usciranno da Matrix.

 

Ma qui viene in soccorso Chiesa (e per ciò m’è sempre stato simpatico con quella sua aria da uno che penetra le segrete cose) che criticando implicitamente il grillismo dei nostri tempi spiega che va tutto bene: tipo democrazia partecipata mentre la democrazia rappresentativa, che pur andrebbe restaurata, è attualmente ridotta al ruolo di maggiordomo della cupola finanziaria.

 

Ma resta pur sempre necessaria un’avanguardia.

Quella degli evasi da Matrix.

Per risalire ad un partito di tipo nuovo e per darsi un’organizzazione.
Poiché sono solo le avanguardie fortemente motivate e organizzate che decidono le sorti dello scontro.

Simpatizzo.

Non a caso non mi son mai unito al coro dei detrattori di Lenin.

 

Con l’avvertenza Giulietto, che viviamo in tempi nuovi, dentro la complessità degli impulsi emotivi e della differenziata materialità della attuale condizione umana.

In più, come ho scritto, credo poco alla “singolarità”.

Trovo le cose più complicate.
Non potremo combattere.
E magari combattendo perire sul campo dell’onore.

Viviamo in un tempo presente, infinito e sospeso, nel quale le persone s’adattano allo “spaesamento”. (sarebbe Gramsci).

Giocoforza.
Si piegano per sopravvivere procedendo a tentoni.

Non si capirebbe altrimenti il consenso che è stato lungamente registrato sulla persona del mediocre Monti.

 

Per altro verso vi potranno anche essere minoritari moti popolari, magari d’opposto segno, ma si troverà sempre un generale Pelloux pronto a disperderli a cannonate.

Vabbè.

A parte la tesi che comprende una possibile alternativa(ottimistica) c’è un aspetto molto politico , concreto e documentato che Chiesa mette in luce.

Il debito.

Qui , solo qui, effettivamente anch’io vedo un’alternativa al macello sociale in atto. Forse possibile.
Comunque praticabile come extrema ratio.

Un audit europeo sul debito imposto in qualche modo dal basso.

Chiesa cita Aleksander Sack . “ Il debito contratto da un regime dispotico per degli obiettivi estranei agli interessi della nazione è illegale”.

Già, proprio così.

Vale per le dittature come per le democrazie.

Si tratta dunque di dichiarare illegittimo il debito o parte di esso ,più precisamente.
Beninteso va prima dimostrato che il regime dispotico è esistito ed esiste tutt’ora.
Chiesa la fa e io son del tutto d’accordo con lui.

Però, nella prassi, può dimostrarlo davvero solo un movimento di popolo, tramite un conflitto aspro, magari innescato da quella “mobilitazione cognitiva” che Barca , nel suo documento sul Partito assume come condizione necessaria per la nuova forma partito della sinistra.*
Solo a questo punto , dentro un conflitto ampio ,molto articolato e diffuso, l’audit potrebbe concludersi con proposte di riorganizzazione del sistema finanziario globale.

 

“Occorre regolamentare la finanza mondiale, chiudere i paradisi fiscali, impedire la speculazione sui titoli di stato, rompere il monopolio delle agenzie di rating, tassare significativamente le transazioni finanziarie,nazionalizzare tutte le banche d’investimento e le assicurazioni, dichiarare illegali i derivati tossici, disinnescare congelandoli quelli esistenti, porre termine all’indipendenza delle banche centrali a cominciare dalla BCE, che deve essere trasformata in prestatore diretto degli stati,ristrutturare i debiti pubblici nazionali e interrompere il pagamento degli interessi.”

 

Son d’accordo Giulietto.
Siam già in due.
Se arriva Grillo siam in tre.
Ma non credo si farà vivo.
Lui è occupato a promuovere il suo format.

 

*Naturalmente ho letto il documento di Barca che commenterò tra breve.

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3 Risposte to “Letture.”

  1. Giovanni Says:

    Caro Mauro,troppa carne al fuoco.
    Vediamo un po’ di ancorare il discorso ad alcuni fatti certi ed inconfutabili
    1)I flussi finanziari mondiali dal 2008 sono diminuiti del 40%
    2)la globalizzazione si è’ arrestata,sia in termini di commercio mondiale,sia in termini di flussi finanziari che di mobilità umana
    In conclusione il sistema capitalistico-finanziario e’ in stallo. Tanto è’ vero che e’in corso un gigantesco salvataggio in tutte le latitudini:EU,USA,Giappone.
    La Cina sta costruendo una cintura di sicurezza per non essere infettata dalla “crisi capitalistica occidentale”,anche munendosi di i una rete web autonoma da quella americana.
    Chi riuscirà a salvare cosa lo vedremo tra 5-10 anni.Oggi sappiamo soltanto che c’è una enorme liquidità finanzia privata che non trova allocazione
    La produzione di carta moneta sovrana non potrà che produrre altre turbolenze e sussulti finanziari.
    Forse soltanto l’abbandono del monetarismo finanziario potrà salvarci.Forse,,ma potrebbe essere troppo tardi

  2. mauro zani Says:

    Appunto abbandoniamolo sto’ monetarismo finanziario ,Giovanni.
    I flussi finanziari globali saran pur diminuiti ma sono sempre quasi una ventina di volte maggiori del Pil planetario.C’è chi dice molto, molto di più.Nessuno lo sa con certezza da quando il denaro produce il denaro. Insomma il mostro è ancora vivo, più che mai, e non lotta insieme a noi ma contro di noi.

  3. Giovanni Says:

    Come uscire Mauro.Sul piano teorico nessuno ci ha indicato una strada.
    Sul piano pratico non può essere che un bagno di sangue.Io è te sappiamo che il profitto e’in furto ma che la ricchezza finanziaria e ‘una bestia più mostruosa

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