Osservazioni sparse.

Osservazioni sparse e disordinate sul documento di Barca ,dopo averlo letto in fretta e dunque soggette a precisazioni e più ponderate riflessioni .

Del resto il pregio dell’operazione sottostante al documento è proprio quello di presentarsi aperta a contributi e sviluppi.

Certo la forma del documento sulla forma partito non è agevole a questo scopo.
Lasciando da parte la critica al catoblepismo (ci vuole wikipedia), il pensiero di Barca poteva benissimo esser riassunto in 10-15 cartelle.

La sua idea di fondo può, in prima approssimazione, riassumersi in un nesso stretto tra partito e buon governo.
Quest’ultimo non può aversi se non tramite partiti radicalmente riformati.

Nella fattispecie si parla del PD.

La riforma proposta è piuttosto un metodo più che un progetto in sé compiuto, quello dello “sperimentalismo democratico” (vanno lette le note a piè di pagina per darsi conto dei riferimenti culturali/scientifici/accademici di questo approccio) da attuare tramite una “mobilitazione cognitiva”.
Ciò comunque assume in partenza un primo chiaro significato: quello di rivoltare il partito attuale come un calzino.

Per esemplificare : un PD soggetto e oggetto, di una mobilitazione cognitiva, nel quadro di una democrazia deliberativa(altro punto cardine del documento) non avrebbe potuto, a parer mio, restare a lungo fermo sulle sue granitiche posizioni su di una vicenda  come la TAV.

Nè avrebbe potuto, caro Barca, sostenere e votare senza colpo ferire una nefandezza come la costituzionalizzazione del pareggio di bilancio.

A parte ciò c’è del metodo, a lungo pensato, nell’idea di Barca.

Riassumerei il metodo nel recupero del meglio del vecchio partito di massa ricollocandolo in una forma partito che s’avvale dei più moderni approdi relativi alle best practice, e nello stesso tempo in un sistema d’organizzazione che implementa il processo decisionale(per dirla in modo rozzo) entro uno scambio continuo tra base e vertice e tra partito e società.

Ciò presuppone un confronto interno che non si separa da un conflitto aperto tra le diverse posizioni emergenti in campo sociale. Una diversità e un’articolazione di interessi particolari e anche di visioni del mondo che è ormai insita da tempo nella morfologia e nella dinamica sociale dei nostri tempi.

Ma il conflitto, può assumere anche la forma di una “resistenza” all’azione dello Stato separando nettamente i ruoli elettivi e istituzionali e quelli di partito e recuperando, di quest’ultimo, una sua piena autonomia anche a fronte di un governo (locale o nazionale) da esso stesso espresso.

A me tutto sommato non spiace neppure l’idea di comporre entro un quadro di nuove regole la attuale contrapposizione tra legittima ambizione personale( l’IO prevalente del leaderismo attuale) e il senso di un’ appartenenza collettiva.

La molla dell’egoismo individuale diventa utile , nella visione di Barca, se coerentemente funzionalizzata al raggiungimento di fini collettivi, stabiliti a priori nei suoi aspetti essenziali, ma pur sempre soggetti a mutamenti adattivi nell’evoluzione delle concrete situazioni.

Insomma c’è di che discutere.
Stavolta seriamente.

Naturalmente bisogna aggiungere che mentre avanza la sua riforma Barca non può eludere i nodi di fondo relativi alla nascita del PD.

Tra liberismo e socialdemocrazia Barca preferisce, ovviamente quest’ultimo modello ma ne propone il superamento in avanti.
Una sintesi dinamica e bilateralmente critica  tra due fasi storiche, sembrerebbe.
E qui la faccenda si fa più stringente.
Se ne riparlerà in seguito.

Personalmente avendo proposto a suo tempo un nuovo modello, tramite la teorica ed esemplificativa definizione (campagnola, sorry) di “democraticiesocialisti” (tutt’attaccato come sempre specificavo) non sono favorevole né alla terza via blairiana ,né ad un ritorno puro e semplice al passato socialdemocratico.

Sarebbe urgente, infatti, superare i limiti evidenti dell’esperienza socialdemocratica con la traversata dell’attuale desolante deserto di idee per giungere alfine alla costruzione di una nuova sinistra: rivoluzionaria e riformista,insieme.

Per dirla in modo più semplice ed abbordabile anche dagli stomaci deboli : una forza riformatrice capace di mettere in discussione il paradigma liberista tutt’ora pienamente vigente, nonostante la sua evidente crisi.

A tal fine è utile ribadire che a questo paradigma culturale non si sottrae , nei fatti e nella prassi politica concreta, il socialismo europeo.

Dunque il tentativo di lunga prospettiva di Barca mi appare nella sostanza fondato e giustificato proprio da uno stallo evidente: l’assenza drammatica del “buon governo” entro la globalizzazione economica. Non solo in Italia, Barca.

Forse è un caso o forse no che non si faccia alcun cenno al dibattito che infuria in tutto l’occidente sul dominio assoluto della finanza .
Un difetto non da poco , dato che non si può neppur immaginare un nuovo partito della sinistra senza avanzare a priori l’assoluta necessità di uno scontro frontale, sociale , politico e culturale con il capitalismo di rapina incarnato dalle cupole finanziarie globali.

Senza affrontare di petto il tema strategico delle cosiddette compatibilità.

Senza proporsi di mettere la museruola al mostro finanziario che ci condanna al declino sociale ed umano. Basta leggere le statistiche sull’enorme aumento delle diseguaglianze per rendersi conto della estrema gravita del problema.

In fin dei conti comunque si tratta di un approccio innovativo per davvero.
Nel quale se posso capire la volontà di non infilarsi in vecchie trappole ideologiche, per il tramite di un metodo innovativo (sperimentalismo democratico e mobilitazione cognitiva verso una democrazia deliberativa), non posso tuttavia esimermi dal notare la carenza di qualcosa che assomigli ad un sistema di idee, senza del quale non si dà un partito di sinistra costruito su di una salda base valoriale e ideale.

Certo c’è l’addendum finale dove si stabilisce una coincidenza tra i valori della sinistra e la parte più progressiva della nostra costituzione.

Ma non pare a me bastevole a riempire un vuoto drammatico come quello scavato dal riformismo post comunista e post democristiano prima, e dal PD poi.

Infine Barca avanza una lunga serie di interrogativi aperti in relazione alla concreta forma organizzativa.

Mi scuso per l’immodestia. Credo potrebbe trovare su questo terreno più di una suggestione nella riforma del partito che avanzai , dopo un lavoro lungo più di un anno, nel 1993.

L’asse di quella proposta verteva, all’ingrosso, su di una forma partito di tipo federale e federativa con l’idea di fondo che un grande partito non può essere organizzato nello stesso modo a Palermo e a Trento.

In quest’ambito anche la formazione dei gruppi dirigenti procedeva essenzialmente dagli ambiti locali e dai contesti settoriali di competenza in una selezione resa severa dal confronto con i problemi e dalla capacità di avanzare soluzioni. Avviando nel tempo a morire l’attuale e sempre uguale metodo della cooptazione per conformistico consenso.

Ma queste sono solo prime impressioni molto a caldo.

 

 

 

 

 

 

 

PS. Sono interessato al confronto sulla proposta di Barca. Sono naturalmente ben edotto dell’impatto politico immediato di un tal approccio.
Non mi sfugge, in altri termini, la valenza immediatamente politica della proposta Barca , che di fatto congiura a stabilire una complementarietà tra il giovin rottamatore e il superamento, già avviato (la ruota deve girare) della segreteria Bersani.
E qui la faccenda diventa più complicata e , a mio avviso, mette a repentaglio una seria e necessariamente lunga discussione sul documento Barca.
Caro Barca, sai benissimo, come lo sapeva bene tuo padre, che non si lavora mai in vitro.

La mia riforma fu intercettata e dispersa ai quattro venti dallo scontro tra Occhetto e D’Alema.
La tua può perdere quantomeno di credibilità entro lo scontro , semplicemente mortale, tra Bersani e Renzi. Considero questa possibilità assai probabile.

Del resto caro Barca tu vuoi “una palestra” e non un “pensatoio”.
Ben giusto.
Tieni conto che nella palestra se le danno di santa ragione: botte da Sant’uffizio. Prima o poi sarai chiamato a partecipare alla zuffa.

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27 Risposte to “Osservazioni sparse.”

  1. Fausto Anderlini Says:

    Condivido la disponibilità verso il figlio di barca. Stilemi tratti dall’utilitarismo etico a parte, ci sono due o tre punti che da soli mettono radicalmente in discussione l’idea del partito liquido e maggioritario uscita da Orvieto….basta questo a renderlo meritevole di attenzione (e buon uso)….

  2. Valeria Says:

    Credo sia necessario che il dibattito riguardi anche la base del PD, che il documento arrivi nei circoli, che si trovi il modo di farlo conoscere il più possibile …invece di parlare di “renziani” e “bersaniani”. Passiamo oltre!

  3. Beppe Says:

    Purtroppo su Wikipedia nulla si dice sul catoplebismo……Trattasi di neologismo?

  4. mauro zani Says:

    Beppe , prova con catoblepismo.

  5. mauro zani Says:

    Comunque è un neologismo di Raffaele Mattioli mutuata dal catoblepa animale mitologico africano….ma non è poi così importante.

  6. Roberto Says:

    Perchè Anderlini chiama il Ministro della Coesione Territoriale, nato nel 1954, laureato a Roma, master a Cambridge, diricente al Centro Studi di Balkitalia, Dirigente Generale al Ministero dell’economia e Finanza “il figlio di barca”?
    La spocchia di Fausto è nota come il suo livore e la sua pochezza, nemmeno l’età vi pone rimedio…

  7. claudiopagani Says:

    Sono terrificanti gli insulti che corrono tra Renzi e Bersani!!!!
    Qui non è piu problema di scissione ma di un clima che assomiglia a quello di un saloon; dopo questo c’ è la polverizzazione del PD e la sua definitiva irrilevanza politica ( dalla quale cari compagni non nasce una nuova sinistra ma semplicemente la morte di ogni prospettiva di sinistra per i prossimi 20 o 30 anni.)
    Certamente la comparsa sulla scena di Renzi ha portato un drastico imbarbarimento ma il “mostro” è stato creato dalle inutili primarie volute da Bersani e dal “tortello magico” per ridimensionare Grillo e si sono visti i magnifici risultati…..
    E già ,per aumentare il disastro, Grillo pensa di candidare Prodi e il PDL ( con Lega e Monti) D’Alema in modo da introdurre nuovi elementi di frantumazione..( e poi giocarsela uno contro gli altri in prossime elezioni anticipate con il PD a fare il ruolo ,al più, della lista Monti in queste elezioni…)
    Di Renzi penso tutto il male possibile ma ,a questo punto, Bersani mi pare del tutto indeguato a continuare a fare il segretario e mi auguro che qualcuno dei suoi conservi un minimo di lucidtà e lo convinca a lasciare (Il peggio è sempre possibile)….

  8. Giovanni Says:

    L’idea centrale enunciata da Barca mi pare sia quella che in Italia vi possa essere “un buon governo”,se si mette a frutto la conoscenza e l’intelligenza collettiva
    C’è mai qualcuno in questo paese che ha pensato il contrario?
    Purtroppo si
    Intanto tutti quegli intellettuali isolati dal mondo reale ,che pur animati da buone intenzioni e da una forte tensione morale,non avevano alcuna esperienza sul concreto modo di funzionare dei centri di potere ,che determinano tempo per tempo le condizioni di vita dei ceti e delle classi sociali.attraverso il reticolo della produzione industriale,del commercio,della finanza e del controllo sociale attuatto con la giurisdizione le forze dell’ordine e tutto l’armamentario burocratico
    Tra questi intellettuali,ad eccezione,di Giolitti,credo che possa essere collocata la creme dell’intellettualismo italiano:Gobetti,Gramsci,Togliatti,Berlinguer.
    Ad eccezione,ripeto di Giolitti,nessuno ha attinto alla cognizione collettiva,nessuno e’stato in grado di promuovere la formazione di una classe dirigente in sintonia con i bisogni reali del paese.
    Sbagliano allora quei soliti cattocomunisti che pensano che Barca voglia restaurare il PCI o peggio ancora il partito di Occhetto,D’Alema e Veltroni
    Dice Barca,questi partiti si sono identificati insieme ai burocrati ed ai beati possidenti con lo stato e ,conseguentemente,hanno costruito un paese a loro immagine e somiglianza.
    La conoscenza collettiva non è né nei partiti ne’ nello stato perché nessuno conosce o vuole il buon governo.
    Barca suona le campane contro i burocrati di “Stato” inteso in tutta la sua estensione

  9. Giovanni Says:

    Of topic ma non tanto
    Bersani azzanna il Pupo,
    Il Pupo azzanna(per conto di chi?)la Finocchiaro e Marini. La prima perché ha fatto la spesa con la scorta,il secondo perché non è stato eletto al parlamento
    Dagospia invece dice che la Finocchiaro non è eleggibile al Colle perché il Consorte siciliano e’rinviato a giudizio per turbativa d’asta e truffa ai danni della sanità sicula
    Finocchiaro risponde a Renzi ma tace sui problemucci del marito.Marini astutamente tace perché il supposto mancato suffragio e’estensibile a Prodi
    Travaglio nella disamina dei vizi e delle virtù dei papabili ,giovedì ha dimenticato Prodi.
    Per chi lavora Renzi ormai e’chiaro a tutti.Resta un mistero la ragione che ha indotto D’Alema a inginocchiarsi davanti al Pupo,visto che vengono quotidianamente bombardati dal Pupo

    • claudiopagani Says:

      Forse ,caro Giovanni, D’Alema voleva semplicemente salvare il suo partito che stava ,in malo modo, mettendo fuori Renzi il quale Renzi è un figlio di p,,, neo dc che ,però , in questa fase sta facendo politica + di quel povero rintronato di Bersani e dei suoi tortellini magici; purtroppo ,caro Giovanni, tu ,come tantissimi altri, avete un catechismo che come articolo 1 prevede.
      D’Alema inciucia sempre anche quando non sembra
      Sulle fedi c’è poco da dire ,sul piano razionale, e tuttavia vorrei farvi notare che nelle Quirinalie del 2006 D’Alema fu indicato all’unanimità dai gruppi parlamentari dell’ Ulivo come candidato al Colle ma ,quando , il giorno dopo , Berlusconi disse ,in un pubblico comizio a Milano, che la sua elezione sarebbe stata UN GOLPE, D’Alema si fece immediatamente da parte indicando Napolitano ( chiedere a Fassino please)..
      Questo mi parve e ,tuttora , mi pare come il gesto di un uomo di Stato ( di cui straparla oggi la Sig.ora Finocchiaro che poteva risparmarsi di dare ulteriori contributi alla frantumazione del PD) ( e anche una smentita forte all’idea che Lui sia il miglior amico di Mister Banana) e tuttavia le persone DI FEDE tra realtà e Catechismo preferiscono il Catechismo e ,purtroppo , mi sembra uno dei motivi per cui il NS. paese preferisce continuare la guerra civile a bassa intensità che ci sta portando tutti alla rovina..
      E la maggior parte degli “intellettuali” di sinistra continuano a preferire il Parroco di Bologna A D’Alema ( ma si sa i misteri della fede sono infiniti).
      Amen quindi.

  10. Giovanni Says:

    È se il Pupo venisse radiato dal Pd?la risposta sarebbe tremenda:nascerebbe un nuovo quotidiano on line

  11. Giovanni Says:

    Anzi oggi sul blog di Grillo,il castigamatti Travaglio scrive con la sua lingua puzzolente che “Prodi è il simbolo dell’Italia che entra in Europa e che “profuma di bucato”, lo si può contestare per certe scelte, per certe prudenze, figuriamoci, però non emana fetore di scandali, non emana fetore di… soprattutto è l’unico che ha battuto due volte Berlusconi e è l’unico che non ha mai trattato con Berlusconi e questo naturalmente spiega perché per Berlusconi è l’unico del centro-sinistra “,

  12. Fausto Anderlini Says:

    Caro Roberto da quando ho raggiunto la pace dei sensi anche volendolo non avrei l’energia per esser livoroso. Al documento di Barca ho dedicato vari apprezzamenti. Scritti e orali. L’ho riferito al padre solo perchè conoscevo Luciano ma ignoravo avesse il figlio Fabrizio. Inoltre mi sono compiaciuto di condividere anche l’opinione di Zani. Dunque…mi sembra che tu ce l’abbia con me, e non so perchè…

  13. Gianni Says:

    @ Giovanni Per chi lavora Renzi ormai e’chiaro a tutti! O me no potrei dire Berlusconi ma mi sembra semplicistico.

    Forse mi son perso qualche tuo commento ma me lo spieghi

    Mauro il documento Barca è senz’altro da approfondire peccato che questo è il momento sbagliato, peccato!
    Ti dico la verità se fossi in Vendola mi sbilancerei meno!
    Starei più sulla posizione MUSSI insomma!
    La “guerra interna” al PD, come ben metti in guardia tu, rischia di metterlo all’angolo e destinarlo all’oblio!
    Che “brutto spettacolo” altro che distacco dei partiti dallo stato questo è esempio della peggior partitocrazia!!!

  14. Giovanni Says:

    @Gianni
    Ricordi la storiella dei piccoli dieci indiani di A.C.
    Il Pupo di Firenze ne ammazza 2 al giorno
    Per chi lavora?Ovviamente per il “Parroco”,anche se ogni tanto incontra il Berlusca:un forno di riserva é d’obbligo
    Avrai notato che il Pupo si é incarognito da quando gli hanno negato la possibilità di dirigere sul posto l’orchestra di 50 parlamentari che gli ha regalato Culatello
    Certi lavori non si possono fare via telefono ,bisogna stare nell’emiciclo.Per fortuna qualcuno gli ha sbarrato il passo.
    Grillo si é chiamato fuori lasciando a Casaleggio lo strumento reticolare:il candidato grillino lo nomina praticamente Casaleggio.
    Di Travaglio ho gia detto sopra,mentre sul giornale di De Benedetti non saprei cosa aggiungere
    Non tutto però é perduto c’è verso che i Grandi Elettori considerino che entro 6/7 mesi si andrà alle elezioni.
    Se eleggeranno Prodi devono sapere sin da oggi che le liste dei candidati(nominati)saranno compilati direttamente da Prodi.Lo stesso dicasi per il presidente del consiglio per i ministri e sottosegretari.
    Insomma sorgerà non la terza repubblica ma il Califfato della Tribù dell’alito all’aglio
    .Non ce ne sarà per nessuno,perchè nel frattempo la famiglia di Prodi conta mille parenti che la povera citta di Bologna non riesce più a sfamare
    @Claudio,io nonso se 7 anni fa D’Alema abbia davvero rinunciato al Colle nell’interesse supremo della nazione.Posso solo dirti che prodi non ha mai rinunciato ad un solo tortellino
    Nesuno ma davvero nessun parlamentare che abbia un pò di sale in zucca dovrebbe votare per Prodi,a parte la Zampa.

  15. claudiopagani Says:

    @Giovanni per la scelta all’unanimità di D’Alema nei gruppi dell’ulivo basta leggere i giornali dell’epoca. Quanto al fatto che “l’ambiziosissimo” abbia rinunciato al Quirinale ( avendo in tasca i voti della maggioranza del parlamento perchè allora l’Ulivo ce l’aveva) se non fosse come dico io ( e ho citato Fassino che come sindaco di Torino è facilmente consultabile) allora si tratterebbe di suicidio inclinazione che mi sento di escludere nel nostro.
    Però non voglio suscitare crisi di fede ( sia pure negative) in nessuno……

  16. claudiopagani Says:

    Su Prodi ovviamente concordo e la sua AMBIZIONE SFRENATA è testimoniata da centinaia di episodi ,piccoli e grandi, di cui pochissimi noti ( ma la stampa amica conta molto).

  17. Giovanni Says:

    L Colle ci vuole un vero giurista,indipendente dai centri di potere nazionali e internazionali.Soprattutto estraneo alle ragnatele del potere che soffoca il paese.Tra Amato,Cassese e Rodotà solo quest’ultimo offre garanzie.
    Amato,praticamente,si trova impastoiato in tutto quello che è successo in Italia negli ultimi 25 e può tranquillamente essere definito un’impresentabile.
    Cassese,non ho capito se si tratta dell’amministrativista o del penalista.La conduzione del tribunale penale internazionale non mi é piaciuta:troppo filoamericano.Entrambi i fratelli hanno peò in comune il difetto di aver fatto parte della corte costituzionale,che con una serie di referendum manipolativi hanno aperto la strada all’attuale sistema di nomina dei parlamentari direttamente dai partiti,annichilendo il suffragio.
    Rodotà é l’unico che corrispondeai bisogni espressi dall’intelligenza collettiva dell’italia.Paradossalmente conviene anche a Berlusconi

  18. Giovanni Says:

    @claudio
    Ma secondo te il Parroco,dopo l’esito vittorioso dell’elezioni del 2006,poteva consentire che il tuo amato “Baffino” sedesse sull’alto Colle?
    Peraltro per sedere sul Colle occorre quanto meno uno straccio di laurea in giurisprudenza,requisito di cui é munito l’attuale Presidente “delle vastissime intese”
    Ho un sogno,che difficilmente si avvererà:Rodotà al Colle e Barca presidente del consiglio.
    E’ come vincere una cinquina al lotto sulla ruota di Genova

  19. claudiopagani Says:

    @Giovanni fu proprio Prodi ,allora, a spendersi per D’Alema perchè nell’Ulivo cominciava a farsi strada l’idea che ,essendo il risultato delle elezioni un sostanziale pareggio, fosse necessario un governo istituzionale magari presieduto dalla 2^ carica dello stato e cioè Marini (nel frattempo diventato presidente del Senato); e il Prof Prodi piuttosto che niente sceglie sempre piuttosto….Ma come si sa le vie della provvidenza sono sempre misteriose….
    Quanto alla laurea , la Costituzione non lo prevede, e ,fosse per me abolirei il valore legale del titolo di studio; oltre tutto il 97 % di italiani non laureata non potrebbe fare il PDR?!
    Condivido al 100% il tuo sogno , ma realisticamente, alla fine , si sceglierà tra Prodi E D’Alema e ognuno di noi sarà chamato a scegliere ( dentro di sè) su quale è il male minore ; purtroppo tutti i sogni muoiono all’alba; e infine Grillo è un giocatore molto “spregiudicato” perchè dopo essersi rivolto ieri con serietà a Bersani dicendogli di guardare attentamente a Rodotà oggi gli dice che è un bandito perchè si è già “messo d’accordo con B; anche il lentissimo Bersani di questo periodo ha capito che Grillo lo vuole semplicemente distruggere ; anche perchè Bersani gli ha fatto per 40 giorni la proposta di un governo di cambiamento e Grillo lo ha sempre trattato come un deficiente ; la mia impressione è che Grillo non abbia colto per tempo la sua occasione e oggi ,nel Pd, Bersani è un re travicello sempre + soverchiato da quel giocatore “spregiudicatissimo ” ma assai abile che risponde al nome di Matteo Renzi

  20. Remo Tedeschi Says:

    Comunque a stretto giro, una verifica con il Grillo, la facevo,è chiaro che comincia anche lui ad avere il fiato corto,però ,dimenticando i complimenti, fissavo immediatamente un incontro.
    Dirò di più ,se si ha fiducia nella Boldrini che dice( lei) non ha mai fatto politica diretta,perchè no alla Gabanelli ,(che un pensiero lo stà facendo)?
    Claudio ,il pupo si è scoperto troppo, non passa,Piero Luigi,è quasi in pensione, speriamo nel “palestrato” Barca,che propone un cura che ,pochi accetteranno di fare, purtroppo.

  21. Giovanni Says:

    Bersani ha fatto i compiti che gli aveva assegnato “Bella Napoli”,il suo nemico.
    Perciò é andato agli incontri con il Caimano.
    Bersani é commovente e nutro nei suoi confronti vero affetto.Ma é assolutamente inadeguato.
    Può a questo punto rendera però un grande servizio al Paese.Fare l’opposto di quello che desidera l’inquilino del Colle.
    No a larghe intese,non alla “condivisione”della scelta del nuovo presidente della repubblica con Berlusca e Brunetta e Previti.Si a Rodotà che si puo eleggere senza il concorso di margherita e renziani.Passo indietro e indicazione di Barca come presidente del consiglio.
    Tutto nuovo di zecca.
    Tu credi che tali scelte possano provocare un Golpe o lo sbarco degli americani.
    PS e’ vero che la costituzione non richiede almeno la laurea in giurisprudenza per essere eletti Presidente della repubblica.Ma ,d’altro canto, é anche vero che un presidente che ignora i rudimenti del diritto firmarebbe tutto senza cognizione di causa oppure compiendo giorno per giorno un atto di fede nei confronti dei propri “fedeli” consiglieri.
    Beninteso,questo lo dico non perche Baffino non è laureato in giurisprudenza,ma lo dico perche sono profondamente convinto che la funzione presidenziale in italia,per com’è concepita la costituzione può essere svolta soltanto da un valente giurista.E’ questa la ragione per cui sono rimasto davvero interdetto quando ho sentito la Gabanelli e Strada essere compiaciuti per la scelta di 30.000 grillini.
    Addirittura la Gabanelli,giocando con il Parroco,non ha ancora sciolto “la riserva”
    Tu pensi

  22. claudiopagani Says:

    Vorrei fare ,sommessamente, notare che Stefano Rodotà , al di la del suo eccellente profilo, è la prima scelta di Carlo De Benedetti e del suo potentissimo gruppo editoriale Espresso /repubblica ( e infatti su Repubblica tiene una rubrica fissa); questo gruppo editoriale è il vero POTERE FORTE che da da 20 anni tiene sotto stretto controllo la sinistra ( e i suoi partiti PDS,DS, PD, SEL) ; sue furono le scelte imposte di Prodi ( grande procacciatore d’affari di CDB) , Rutelli, Veltroni,ecc.
    In questo ambito temo che il Prof. Rodotà sia una foglia di fico….

  23. Remo Tedeschi Says:

    Magari ,fosse vero ,la “tutela pupillare”al pd,è da un pò che Ezio Mauro, gli dice “sveglia, fuori 5/6 punti progr. (durante le elezioni),adesso ; fate un nome ditelo al paese! boh.. chissà, è la timidezza?come si diceva nella naja: fuori le……. se ci sono.

    ps
    però noi se ce la danno cotta la prendiamo, se ce la danno cruda la prendiamo(scherzo, Zani, il tormentone è pertinente)

  24. Giovanni Says:

    Vuol dire che questa volta De Benedetti ha scelto il migliore.Per il vero a me é parso che repubblica tenesse botta per il Parroco.
    O Claudio,non dimenticare che or non è molto da quando il De Benedetti ha incassato un assegno di seicentomilioni di euro dal Cavaliere per la vicenda SME
    Ti ricordi quella storia dove il Cavaliere aveva corrotto i giudici per evitare che De Benedetti si prendesse per un piatto di lenticchie l’intera industria alimentare sme che glaveva ceduto il Parroco nella sua qualità di Presidente dell’IRI.Dovresti averne memoria.
    Quella volta il cavaliere scese in campo per le tasche degli italiani.Lo fece a”modo suo”ma per il bene pubblico.
    Il Prof Rodotà è una persona per bene.Potrai rovistare quando vuoi ma non sarai in grado di tirare fuori alcuna evidenza concretamente negativa uscita dal suo senno
    .E poi Rodotà é la chiave di volta per un’alleanza con i grillini che puo durare una intera legislatura.Sti poveri cristi sono i meno esosi alleati che si siano mai visti in giro.Ti ricordi Dini e Mastella ecc.
    Secondo te con d’Alema dove si può finire?
    Non lo so
    Mi viene però in mente la naumachia neroniana,riferita da uno storico poco attendibile:il vogatore inculava l’altro che gli stava davanti e cosi via fino al primo della prima fila.
    Vuoi che succeda questo?

  25. facchinaggio Says:

    Complimenti, questo post ha davvero stimolato il mio interesse.

  26. roberto Says:

    Ottimo, articolo davvero interessante, era proprio quello che cercavo! Grazie per lo spunto!

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