capolavoro.

1)La cosa che mi ha più colpito dopo l’implosione del PD è che ieri Letta va dal vecchio presidente e non offre a Lui alcuna indicazione per la carica di presidente del consiglio.
Credo non sia mai avvenuto prima nella lunga storia della repubblica parlamentare.
E’ il sintomo più evidente dello stato confusionale nel quale versa il PD.

D’altro canto il giovine turco Orfini chiarisce che “nella direzione abbiamo deciso che il PD non esiste”.

Come effetto collaterale dell’unico suicidio collettivo di un grande partito, che si ricordi, (effettuato con tale straordinaria rapidità) spero che nel PD, iscritti e attivisti, abbiano alfine compreso la stolta inutilità delle elezioni primarie che son sempre essenzialmente servite a coprire l’assenza di politica, di un programma e di un progetto.
Bersani ha vinto le primarie indette per indicare in caso di vittoria elettorale il premier , ma i democratici oggi sceglierebbero Renzi , il perdente.
E , di fatto l’hanno già scelto come curatore fallimentare del partito malnato.
La pratica val più della grammatica.
L’azione politica sembra destinata ad imporsi sulla stessa operazione Barca il cui progetto di riforma del partito, già concepito sui tempi medio-lunghi, è destinato ad andare alle calende greche mentre ha avvio la “rifondazione democratica” di Renzi.

2)Avevo notato che se il PD non avesse votato Rodotà sarebbe semplicemente morto.
Così è avvenuto.
Al di là di ogni ragionevole dubbio.
E il modo in cui è avvenuto ancor offende.

Un giorno si vota Marini per mallevare un governo con Berlusconi.
Il giorno dopo lo si molla repentinamente alla guazza per proporre Prodi che incarna a furor di popolo l’esatto opposto.

Demenziale.

Prima ancora si è condotta una campagna elettorale tutta incentrata sull’improbabile alleanza con l’esangue Monti in funzione anti Berlusconi, poi si va a cercare il consenso di Grillo.
E lo si vuol ottenere a gratis.
Quest’ultimo propone un uomo della sinistra storica italiana a capo dello stato e se ne rifiuta la candidatura senza alcuna motivazione pubblica.

Demenziale.

3) Non so , mentre scrivo chi sarà l’uomo di Napolitano.
Credo di sapere che in questo 25 aprile la repubblica parlamentare nata dalla resistenza ha ormai terminato il suo corso.
La repubblica presidenziale s’è ormai instaurata nel lungo stallo della politica. Anche chi ha manifestato nelle piazze per Rodotà esprime questa convinzione .
Resistere a questo senso comune ormai largamente diffuso risulterà , alla fine , semplicemente vano.
Piaccia o non piaccia , converrebbe muoversi con grande e allarmata urgenza per predisporre gli opportuni contrappesi istituzionali al semi-presidenzialismo che alla fine s’imporrà.
Se si deve a questo punto cambiare la forma repubblicana facendone salvi i principi costitutivi e valoriali , allora lo si dovrebbe fare tramite l’elezione diretta e rigorosamente proporzionale di una sorta di commissione costituente.

E in nessun altro modo.

4) Letta , tradizionale custode dell’ortodossia rigorista, uscendo dall’incontro con Napolitano ha indicato la necessità di cambiare la linea europea sull’austerità.
Meglio tardi che mai , direte voi.
Purtroppo l’eventuale merito (tutto da verificare) di un diverso atteggiamento del prossimo governo sulla linea europea del rigore verrà quasi naturalmente intestato dagli elettori a Berlusconi e non a “Rifondazione Democratica” .
Intanto Grillo s’incaricherà di una forte , comoda ed efficace opposizione popolare a quel governissimo che , Bersani dixit : “ Mai e poi mai”.

Un capolavoro.

PS. Intanto in Italia,molte persone continuano ad ammazzarsi ad un ritmo impressionante. E qualcuno su facebook mi comincia a far notare che senza violenza la situazione non cambia.
C’è un pericolo che s’avvicina a grandi passi. Temo.
Solo una rifondazione della SINISTRA potrebbe sventarlo.
Ci credo poco, ma spero ancora che i trentenni che occupano le sedi dell’ex PD la piantino di sproloquiare su primarie, trasparenza, partecipazione e stronzate varie per accedere alla costruzione di una linea e di un progetto di cambiamento politico e sociale.

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112 Risposte to “capolavoro.”

  1. Andrea Says:

    Continui con la storia della sinistra… e pure scritta con la maiuscola perché si veda bene che non c’è e non potrà mai più esistere neppure nella versione che vorresti tu. Avanti così. Parole al vento… le mie… e anche le tue. Venti diversi però. Cari saluti.

  2. mauro zani Says:

    Vento forte e contrario.
    Annuncia tempesta.
    Il mio elemento ..esistenziale.
    Ciao Andrea.

  3. Andrea Says:

    Anche il mio. Ciao Mauro.

  4. Andrea Says:

    “Ce désordre de signification et de représentation est un caractère inédit et pourtant significatif. Il est la marque de l’exceptionnalité de ces temps où plus aucun contrôle ne peut être exercé sur le flux déchaîné qui les battent et les transforment à chaque instant, à chaque nouvelle crise. Nous ignorons combien de temps il lui faudra encore, à la crise générale d’effondrement du Système, pour mener ses œuvres à bien et à terme, mais nous sommes assurés, d’inconnaissance intuitive pourrait-on dire, qu’elle ne pourra faire autre qu’aller à ce terme, que rien ne l’arrêtera.” (Philippe Grasset, ier l’altro)

  5. Remo Tedeschi Says:

    vero, tanti errori, ma per me la cosa da ammazzare un cavallo
    è il voto dei 101, coltellata alle spalle in un partito che professa la piena libertà di opinione, roba da Starace, Craxi,dorotei vari,
    ma chi sono? vorrei saperlo e se potessi prenderli a scarpate con anfibi.

  6. paolo soglia Says:

    Mauro, condivido in pieno l’analisi. Sulla sintesi e l’idea di rifondazione della sinistra credo che abbiamo idee diverse ma sarà sicuramente il tema dei prossimi mesi e non mancheranno occasioni di confronto.

  7. Giusy Says:

    Ma davvero siete tanto convinti che oggi le persone che hanno votato a sinistra sceglierebbero Renzi? Io non lo credo e non solo perchè non lo farei io, ma perchè conosco un sacco, ma proprio un sacco di persone di sinistra a cui Renzi fa schifo. E sarei proprio stufa di stampa e gente di destra che lo promuove.

  8. Gianni Says:

    Mauro semplicemente giusta e lucida analisi e situazione conseguente, compreso proposta di “commissione costituente”!
    Ha un bel da dire Bersani che la gente e i parlamentari hanno confuso i compiti del governo con quello del Presidente della Repubblica ma forse “inconsapevolmente” lui e quelli attorno a lui hanno fatto scelte DEMENZIALI!Mai parola fu più azzeccata!
    Non solo sul voto x presidente della repubblica ma anche prima, molto prima!
    Veramente io tenderei a dire dalla nascita del PD ma qui non tutti saran d’accordo limitiamoci all’ultima fase primarie comprese!!!
    Mi spiace per Barca ma mi sembra difficile che in periodo congressuale il suo documento possa avere la discussione che merita nel PD!
    @Andrea SINISTRA si, cavolo, il valore dell’uguaglianza è così desueto?
    Proprio ora che la crisi economica mette a nudo il massimo della disuguaglianza tra i “ceti sociali”? (non le chiamo classi, troppo sinistroso!)
    @Remo si và bene i 101 ma il partito che ha consentito di creare gruppo parlamentare così “inaffidabile” non è il PD!
    Un tempo si diceva che “il difetto stà nel manico”, ho paura che questa volta stia in questo Partito indefinito, senza valori fondanti, né leggero né pesante, né carne né pesce, ecc

    Infine lancerei un lancia in favore di Vendola e del percorso per “stati generali della nuova sinistra”, indetti per l’11 maggio!
    E’ troppo pretenzioso o troppo ambizioso in generale?
    Ma perché non provarci invece di “aspettare l’arrivo di Renzi”?

  9. Andrea Says:

    @Gianni. Non hai capito. Pazienza. Il colloquio italo-francese è ormai desueto… per colpa di entrambi… facciamola breve: De Gaulle.

  10. Remo Tedeschi Says:

    Gianni , costruisci con quello che c’è, tutto il contesto politico è fatto di nani,tutti, i leader diventano monarchi,se cambi trovi poi delle mozzarelline, a proposito, la nostra, ci prova a fare un governo,in bocca al lupo.
    insisto, i 101 comunque ,debbono venire allo scoperto,questa maialata,non deve passare indolore,spero mi rispondano da via Rivani.

  11. mauro zani Says:

    Tedeschi te lo dico in amicizia. Il problema non è la carica dei 101 ma chi non ha avuto neppur il lontano sentore che i cagnolini avrebbero morso. Il problema è il PD che non è neppur in grado di garantire quella disciplina di correnti che assicurava , dopo adeguati ed estenuanti compromessi, la DC. Insomma l’ex PD è una DC in sedicesimo. Mi spiace.

  12. claudiopagani Says:

    Perfetto Mauro d’accordo al 100%.
    Solo che Remo NON VUOLE O NON PUO’ capire.;QUESTA e’ infatti la linea di Arroccamento della banda del tortello in Emilia perchè ;SENZA QUESTA LINEA DI ARROCCAMENTO , sarebbero LORO SUL BANCO DEGLI IMPUTATI per avere MANDATO letteralmente ALLO SBARAGLIO Romano Prodi perche non hanno voluto fare accordi con 2 o 3 correnti (realmente esistenti anche in Emilia) non si sono garantiti 1 SOLO voto da Monti nè da Grillo ( ( visto che anche facendo il pieno dei parlamentari del Centro- Sinistra disponevano di 496 cioè 8 (otto ) in meno del quorum.
    Qui ,Mauro ,non si tratta + nenche di dilettanttismo ma di crassa ignoranza perfino delle TABELLINE ( 2 + 2 fa sempre 4 AHILORO!)

  13. Giovanni Says:

    Prodi pensava di dover essere eletto per volontà dello spirito santo,visto che non disponeva di consenso ne’all’interno del PD ne’all’esterno del PD.
    La Zampetta e’li ancora a recriminare contro i 101 su mandato del Parroco ,perché ,a riparazione dell’ingiuria subita ,vorrebbero magnarsi tutta la regione E R ,in tutta la sua estensione geografica,politica ed economica
    Ora,siccomela mala erba di “sinistra”e’ sempre stata importata negli ultimi 25 dall’E R ,bisogna cominciarla ad estirparla proprio qui.
    Aspetto la Zampa al prossimo pubblico incontro.Le darò una paga che le procurerà una gran diarrea
    De Gaulle,non ce l’hanno più neanche più i francesi.Quando il vecchio generale indicava con il bastone la destra tutti marciavano a destra,quando indicava la sinistra,tutti li frazesi andavano a sinistra
    Gli italiani ,almeno la maggioranza ,hanno sempre preferito i “mangiafighisti”, prima Mussolini e poi Berlusconi.Percio non vedo un italico De Gaulle all’orizzonte.
    L’unica storica e reale alternativa ai “mangiafighisti”sono lì omimini al servizio dello straniero.Dal 500 non son mai mancati,sempre supportati dal Segretario de il Principe
    I comunisti del politecnico di Torino,insieme ai contadini combattenti del secondo dopoguerra,una rara e irripetibile eccezione.
    Sproloquiate ,sproloquiate quando volete ,ma non riuscirete mai è poi mai a cambiare sto paese a cui neppure Giolitti riuscì a cucire un vestito

  14. Remo Tedeschi Says:

    Cè una strategia che può funzionare,Claudio stai attento a quello che dico.
    1° chiuso con l’impiccarsi dietro a Berlusconi, che faccia quel che gli pare,se i giudici l’acchiappano bene , non tocca a noi portarlo a s.Vittur (che vada a farsi ……………)
    2° governo con il pdl (per forza)
    3° i ministri pd , assolutamente a testa bassa al lavoro e determinare a tutti i costi mutamenti decisivi per la gente.
    (se i pdl non lavorano bene, peggio per loro)
    4° rapporto dei ministri pd, con il,territorio, incontri nelle città e aprirsi a suggerimenti.
    Salta il governo? la gente avrà visto nettamente chi lavora per il paese e chi nò, elezioni? dovremmo spacc. in due, cosa ne dite?
    in sostanza ,ci saràdue approcci governativi, noi faremo finta di essere in un monocolore.

  15. Andrea Says:

    @Giovanni. Appunto. Continuate così che andate bene. Voi siete vittime parlanti della dissoluzione, alla pari delle vittime che invece tacciono. Volevo solo rendere plasticamente ciò che manca come sintesi di un percorso ricostruttivo nazionale e sociale. Non ho intenzione di distogliervi dalle ultime grida dalla foresta.

  16. Andrea Says:

    @Giovanni …in quanto per il resto, per me, le cose sono andate benissimo… in un colpo solo sono stati fatti fuori, nell’ordine: Monti, Bersani, Rodotà, Prodi, Amato. Non avrei mai potuto sperare di più. Il mondo è una questione di luce, aria e punti di vista.

  17. Giovanni Says:

    Andrea,la mia soddisfazione e’pari alla tua,anche se per una più sublime goduria avrei rivisto Amato all’opera.Per Rodota la penso diversamente.Avrebbe mandato in pensione gli ottuagenari putrefatti che dirigono miserabile sistema finanziario pieno di ladri senza i denti degli squali Anglo.
    Gli ottuagenari sono servì e padroni di coloro che si ritengono rottamati per sempre.Ma vedrai che come i vampiri rigenerato dal sangue continueranno a comandare e fottere soldi

  18. Giovanni Says:

    Il V governo Berlusconi si presenterà martedì per la fiducia .E’formalmente capeggiato dal nipote del maggiordomo di Silvio ,caro al Quirinale al pari di quanto fosse inviso il figlio del benzinaio di Bettola.
    Avanti la servitù e all inferno il figlio del popolo che voleva farsi re.
    La storia si ripete con frequenza sospetta per chi volesse cimentarsi con la “logica del potere”.
    Ovvio poi che in un siffatto governo i ministri della forza e della ingiustizia restino nelle mani dei clerico fascisti,”sensibilità ‘da sempre presenti nella repubblica nata dalla resistenza.
    Sarebbe tuttavia fare un torto alla storia trascurare di riferire che il nipote dello zio del maggiordomo abbia trascurato di metterci un po’ di prezzemolo di sinistra.nientepocodimeno che quel gran sapiente e genio di Fassina ,incaricato di rifornire di foglie di coca ,chi vorrebbe far la spesa al supermercato e non ha soldi
    Diamine il piddini che devono votare la fiducia alla camera son la maggioranza assoluta e la maggioranza relativa al senato,come dimenticare 2/3 degli elettori che hanno votato per giustizia o equità’.?
    Pur in presenza di questi numeri ci saranno rarissimi casi di coscienza perché vi sono ancora 100 “poltrone” per i Vice.Si sa i piddini non sanno far di conto e poi ,in fin dei conti,si accontentano di poco:”chi l’avrebbe potuto dire,che l’avrebbe potuto dire ….io vice ministro”
    Del resto,all’inizio della frequentazione del PCI,D’Alema avrebbe mai potuto pensare di diventare un giorno Presidente del consiglio?
    Un governo centenario,cioè destinato a durare cento anni perché a Re Giorgio succederà Re Giulio.Giulio chi ,vi chiederete.Giulio Napolitano o Giulio Prodi.?
    Il primo ,perché il secondo e’stato lanciato in politica soltanto ieri in un cantuccio della Bolognina,tra i resattatori che si oppongono ai rottamatori
    Anche i resettatori ci informa repubblica indossano tutti però la camicia bianca come il Renzi.
    A guardar bene la foto ci si accorge però che quelle camicie tanto bianche non sonoUna ha ha un logos sulla sinistra,due non sono stirate e lavate come il faut e Colombo non si è’ tolto la cravatta perché il nodo glie lo fa il vicino di casa.
    Si tengono per mano perché temono di perdere il lavoro,di entrare a far parte della massa indistinta della generazione perduta.
    Hanno tutte le ragioni del mondo.Giulio il figlio di Prodi e’tra di loro e almanacca: Comune o Regione?

  19. claudiopagani Says:

    D’accordo con te , Caro Giovanni( anche se non fai mai un pò di autocritica ,,,,) tuttavia oggi il problema è ricostruire la sinistra e non è un problema semplice; a Bologna, per esempio ,ieri Caronna ha fatto un’nteressante intervista pubblicata nelle pagine bolognesi di Repubblica ,in cui parla di costruire una “forza del socialismo europeo” ( non è mai troppo tardi) ; il 30 aprile c’e un’iniziativa a bologna su quel tema con Landini, Cofferati e Caronna ; il tema è interessante ma come si fa a condividere uno spazio “anche solo fisico” con Cofferati e Caronna ?!Veniamo ,infine alle solite dolenti note che ci dividono ( + per insufficiente conoscenza della persona ,al di là degli steorotipi, che dei fatti veri spero e penso io).
    Innanzittutto D’Alema non si è “trovato a frequentare il PCI”, perchè semplicemente nel PCI ci è nato per via del padre parlamentare del partito per 4 legislature e della madre esponente importante del PCI romano ( padre comunista, nonni socialisti); è chiaro che , con quella storia alle spalle, MDA non ha mai avuto serie possibiltà di fare scelte diverse ( se voleva essere minimamente progressista)..
    E poi ,venendo all’oggi , il SUO PARTITO (il PD) ha fatto letteralmente le BARRICATE per non averlo ministro degli Esteri( per puro sprito di vendetta credo) . Sta di fatto che è stata preferita Emma Bonino ,archetipo perfetto di sintesi tra le grandi lobbies finanziarie anglo-americane (trilateral ,bildenberg,ecc.) e la grande lobby sionista che non ha mai perdonato d’Alema per la passeggiata ,”sotto braccio ad un ministro Hezbollah del legittimo governo libanese nella Beirut del 2006 sottoposta a feroci e illegali bombardamenti aerei da parte israeliana . Tornato a Roma dovette incontrare lìambasciatore israeliano letteralmente infuriato al limite dello “sgarbo diplomatico” e gli rispose “ahilui” che “il signor Ambasciatore era ospite gradito ma non autorizzato a villanie”
    Naturalmente gli israeliani che sono ,a loro modo, persone serie, non si sono dimenticati nè, tantomeno , hanno perdonato ,parola ignota nel loro vocabolario

  20. Giovanni Says:

    Claudio,il 30 aprile si va da Rodota’ per l’art 33 .Partiamo da fatti concreti :dare meno soldi possibili ai preti,riaffermare che non è di sinistra chi non è laico per arrivare poi a buttare fuori dal comune Merola ,il pulcinella.
    Il 2 maggio andiamo all’Ambasciatori,c’è’ Gino che presenta il suo ultimo libro reclamizzato oggi su repubblica
    Pare che l’ultimo dei Moicani abbia attinto a piene mani da questo Blog.
    Tuttavia sarà un piacere sentirlo ,leggerlo e pagare il giusto obolo per la sua fatica
    Non andrò da Landini perché mi ha deluso.Prima di invitare qualcuno a tavola e’buona regola conoscere i convitati.Si può sbagliare su Caronna,ma e’impossibile ignorare quel che ha fatto e non fatto il signor Cofferati a Bologna.

  21. claudiopagani Says:

    OK ci sarò( qualcuno mi dia la logistica per Rodotà ,grazie)

  22. Giovanni Says:

    Se un giorno si scoprisse che il pistolero di Roma e’stato prezzolato dalla drangheta qualcuno potrebbe meravigliari?Oggi non servono più le bombe bastano due pistolettate alle forze dell’ordine per tacitare la critica politica.

  23. mauro zani Says:

    Claudio , Giovanni (o viceversa) siam d’accordo il 30 andiamo da Rodotà. Lì c’è qualcosa di concreto da fare e testimoniare.Non possiamo andare da Landini ( e me ne dispiaccio assai) perchè facciamo fatica ad andare da Cofferrati e …quell’altro. Sulla cui sincerità e credibilità stendo un velo pietoso.
    Quanto al signor Gino, son sicuro che avrà fatto un buon lavoro….

  24. mauro zani Says:

    Dettagli.
    Una Beretta cal 7,65. Se è molto vecchia è fornita da un caricatore monofilare da otto colpi: Mod 70 .
    Se è un’antichità(costruita nel 1934) è fornita di un caricatore da 7 colpi.
    Anche nell’improbabile caso ne rimaneva sempre uno per ammazzarsi. Com’era nelle asserite intenzioni dell’attentatore.
    Dunque il disperato che ha sparato a Palazzo Chigi aveva messo nel caricatore solo sei colpi (non 7 , non 8).
    La trovo una stranezza assoluta.
    Specie per un tale che, pur da distanza ravvicinata, mette a segno tre colpi su sei, tenendo ben conto del giubbotto antiproiettile.
    Spara infatti alle gambe e alla testa.
    E centra i bersagli (due) con una pistola le cui caratteristiche ( piccola impugnatura, calcio ridotto ) tendono ad alzare di molto il tiro.
    Comunque una cosa è certa: quel tale ha sparato con molta freddezza e grande precisione .
    Precisione sospetta per uno come me che da giovane ha frequentato i poligoni di tiro.
    Fino a prova contraria. Naturalmente.

    PS. guardando l’arma in TV (che tuttavia può di molto distorcere l’immagine) avrei detto che non era una cal 7,65 ma una cal 9 corto.
    In ogni caso, resta INCOMPRENSIBILE che si vada a compiere un’attentato non caricando completamente l’arma.

  25. Remo Tedeschi Says:

    é inutile girarci attorno, fuori il rospo, lo sò .
    questo governo , non vi dispiace del tutto, ma l’orgoglio vi blocca eh!!, vi conosco , ormai.
    dai, aspettate a sparare,( a proposito di nuovo un pacco di emiliani,)
    ps
    complimenti per la perizia

  26. claudiopagani Says:

    Remo,Remo ma ” come fa a non dispiacermi” il governo più democristiano degli ultimi 20 anni con solo una leggerissima spruzzata di sinistra( Zanonato ,Orlando)?! Credo invece che questo governo segni la fine dell’equivoco PD ( che oggi e chissa’ per quanto tempo ) può esistere solo a fortissima trazione neo -dc.Peraltro la “sinistra Pd” e tutto quello che si muove a sinistra del Pd mi sembra una nebulosa confusa e ricca di personaggi che non mi piacciono ( Vendola,Cofferati, Civati (?!) Orfini (?! ),Caronna,ecc,ecc)…….Tuttavia il travaglio del PD mi sembra ben lontano dalla conclusione e mi chiedo ,solo per fare un esempio, per quanto tempo resteranno nel PD personaggi come Veltroni e D’Alema ,rottamati senza un fiato dalla banda del tortello e oggi invisi da tutti nel PD compresi i dirigenti da loro stessi “imposti”; considerando poi che sono relativamente giovani e che non credo abbiano una gran voglia di giardinetti…..)
    Per quanto mi riguarda mi sento oggi un apolide di Sinistra ma ancora profondamente convinto delle mie ragioni..

  27. Remo Tedeschi Says:

    so solo una cosa, quando si muove Cofferati, il fallimento è sicuro,
    bisognerebbe avvisare F.Barca.
    Da anni mi chiedo, come mai al Sergio , sono sempre garantite posizioni di vertice, perchè? quali meriti?i tre milioni al circo massimo?poi?

  28. Giovanni Says:

    Mauro,Bolzoni aggiunge dettagli storici e psicodinamici che supportano ampiamente la tua intuizione.
    La mansuetudine con cui si é fatto bloccare per me é stata, sin dall’inizio ,la prova regina.
    Escuderesti che in quella piazza vi fosse qualcuno ad attenderlo?

  29. claudiopagani Says:

    Seguo le indicazioni dei 2 post precedenti su Cofferati ed ,in particolare, l’indicazione di Giovanni sul cui prodest, mettendo in fila alcuni fatti di quel 2002/2003 .
    Dunque a MARZO 2002 manifestazione a Circo Massimo di “forte opposizione ” e alternativa ,secondo i principali media, alla linea ufficiale dei DS di Piero Fassino; a maggio/giugno dello stesso anno si svolge un importante turno di elezioni amministrative che vedono un forte successo dei DS con la conquista di importanti comuni da sempre berlusconiani ( ad esempio Monza) ; sondaggi nazionali indicano DS al 23% ( dal 17 delle elezioni politiche del 2001) e contestualmente una forte flessione della Margherita ( dal 14,4 del 2001 verso il 10) ; pare evidente che molti elettori stiano tornando alla “casa madre” dopo il boom seguito all’insuccesso del governo D’Alema ( contestuale ,peraltro, alla nascita che del partito dell’asinello nato esattamente il giorno della formazione di quel governo ( ottobre 1998) sotto impulso di Parisi / Prodi ( nel frattempo diventato presidente della commissione su indicazione proprio di MDA – l’incarico è intergovernativo- che aveva dovuto piegare le dure resistenze di Blair/Schroder).
    A settembre 2002 diventa evidente l’intenzione dei 2 “criminali ” Blair e Bush” di fare guerra all’Iraq che provoca un’imponente mobilitazione di massa in tutta Europa e anche in Italia; è evidente che ,qui, da noi ,c ‘è già un leader delle masse e infatti ,a marzo 2013 si svolge una seconda grande manifestazione( contro la guerra) al circo Massimo, dove vene osannato leader Cofferati.
    A giugno Romano Prodi dichiara che è disponibile a tornare a guidare l’ Ulivo ( progetto evidentemente in crisi per il grande avanzamento dei DS e Michele Salvati fornisce il supporto teorico mediante 2 articoli su “il Corriere” che delineano chiaramente il futuro PD)
    A fine luglio Fassino acconsente al progetto prodiano e poco dopo anche D’Alema dice si ( purchè “Prodi guidi un partito vero”.
    A marzo 2004 Cofferati fa sapere “discretamente ” ( tramite l’amico sindaco di Ferrara G . Sateriale) che vorrebbe / VUOLE fare il sindaco di Bologna( forse perchè città simbolo di Prodi ?!).
    Fassino ,che non ne può + di Cofferati dice subito si ( facendo tramontare sul nascere la splendida candidatura di Mauro Zani ) e il gioco è fatto. Ipotizzo ,a questo punto , che Sergio Cofferati sia stato il VERO CAVALLO DI TROIA di Prodi ( e di tutto quel vasto mondo ostile alla Sinistra, comunque definita, che da sempre ha accompagnato l’ Ulivo fin dal 1996).
    Se questo è vero, tuttavia , c’è una indicazione anche per il futuro:
    Non è che Cofferati che si è smarcato dal PD per unirsi a Vendola, Landini, forse Barca, costituisca l’avanguardia della diaspora dal PD ( colpevole di aver rifiutato Prodi come PDR) del mondo prodiano, magari prima la Bindi poi il parroco in persona che così accreditano ,verso i moderati, quel mondo altrimenti TROPPO RADICALE??!
    Nel frattempo resterebbe il PD ,a guida Renzi, definitivamente neo -democristiano.
    Sarebbe davvero il COMPIMENTO DEFINITIVO di quella operazionedi di PULIZIA ETNICA della SINISTRA da sempre obiettivo vero dell’ulivismo ( nelle versioni soft di Prodi e hard di Arturo Parisi) Ma chi ,come molti di noi/voi viene dalla storia ,non tutta ingloriosa, del PCI cosa ci ” GUADAGNEREBBE”?Per quanto mi riguarda io restero’ sempre e ORGOGLIOSAMENTE persona che è appartenuto al Pci ( chiuso dalla grande storia ma che ,nel particolare contesto italiano, avrebbe ancora avuto molto da dare e dire

  30. mauro zani Says:

    Tedeschi ironizza lievemente sulla “perizia” svolta ieri a caldo. Oggi basta leggere “il mistero della pistola” su vari giornali. In particolare segnalo Fiorenza Sarzanini sul Corriere e Carlo Bonini su Repubblica.
    Il seguito lo vedremo, ma solo in senso tecnico.
    Ricordo intanto agli smemorati che in Italia è sempre valsa la regola aurea e criminale :destabilizzare per stabilizzare.
    Swe ne riparlerà, come sempre tra molti anni, senza giungere a capo di niente.

  31. Giovanni Says:

    Claudio,se tu mi chiedessi chi é stato “più pessimo ” tra Guazzaloca e Cofferati,non saprei rispondere .
    Posso assicurarti però che la continuità “amministrativa”tra i due è impressionante.

  32. Giovanni Says:

    Il nostro specialista in materia é Roberto che potrebbe fare una ricostruzione analitica delle due amministrazioni.Un atto dovuto,cosiderato che da quando fuggi in quel di Genova per farsi eleggere(Nel collegio del nord ovest ignoravano le “prodezze bolognesi)nonabbiamo più avuto il piacere di vederlo.Oalmeno nonci é stato riferito nulla in proposito.

  33. mauro zani Says:

    Non posson sussistere dubbi al proposito. Continuità totale specie in quel campo infrastrutturale/trasportistico scombinato, malconcepito e sommamente dannoso. Cofferati dovrebbe solo avere la decenza di girare alla larga dai bolognesi che gli offrirono la sindacatura su di un piatto d’argento e che lui mollò alla guazza (senza loca) dopo aver ulteriormente incasinato una città che non lo meritava.

  34. Giovanni Says:

    Mauro,come fai a dimenticare il Tribunale ?
    50 milioni all’uomo della datalogic in 12 anni son mica bruscolini.
    Il contratto,in fin dei conti, l’ha siglato il comune amministrato da Cofferati

  35. mauro zani Says:

    Non lo dimentico. Ma conosco all’ingrosso l’intricata sequela degli eventi e dei mancati eventi che ha portato a quella scelta. Tra i quali va annoverato quel patto di stabilità interno che ha impedito, di fatto, qualsiasi altra possibilità di fronte alla pressione di chi (vedi procuratore della repubblica ultra progressista ) voleva addirittura la cittadella giudiziaria. E chi cazzo la pagava? Direbbe mia moglie, all’epoca assessore al bilancio, lo Stato forse?
    Non risulta.

    Resta che la DIRETTIVA era quella di dare risposta alla pressione degli uffici giudiziari che alla fine sottoscrissero quella soluzione.

    Ciò premesso io semplicemente avrei detto: signori ,pazientate. Cerchiamo ancora.

  36. roberto Says:

    Lo stile non è soltanto bolognese.
    Uno dei candidati, a cui era stato chiesto di essere “di rifernmento” per il nordovest era il prof. Giovanni Bignami.
    Un astrofisico di fama mondiale, uomo di sinistra che da Berlusconi era stato cacciato dalla presidenza dellASI (Agenzia Spaziale Italiana) e sostituito da un uomo AN.
    Ebbene Bignami ha fatto qualche incontro a Milano e Torino nelle aziende (in genere Finmeccanica) che lavorano per aeronautica e spazio, invitato dalle rappresentanze interne.
    Il partito non gli ha organizzato un incontro, concesso una sala, favorito contatti, dicendo apertamente che il candidato da spingere, perchè portatore di voti, era Cofferati.
    Per chi non lo conoscesse, Bignami è un conferenziere appassionato e un ottimo divulgatore, certamente in grado di suscitare (ante litteram e per chi ha opportunità di ascoltarlo) “mobilitazione cognitiva”.
    Dopo un po’, Bignami mandò tutti a cagare.
    Perle ai porci :http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Bignami

  37. Giovanni Says:

    Roberto,l ‘attivismo di Carogna a Bologna si potrebbe spiegare con l’idea di turlupinare voti a qualche “grullo”di sinistra alle prossime elezioni europee ,e vabbeh! Ma Cofferati che ci fa a Bologna ?sappiamo che mentre Delbono alla fine qualche ‘cristiano’lo potrebbe compatire per essere finito addosso ad una Dada d’asilo pubblico,Cofferati verrebbe volentieri preso a calci nel c…da tutti,ma proprio da tutti.In federazione e per strada dopo essere stato eletto non salutava nessuno.
    Non si dia il caso che venga a Bologna per far perdere consensi a Landini .Non credo avrà il coraggio di presentarsi al testoni,perché li c’è la Milli Virgilio,da lui bistrattata all’inverosimile quando svogeva impeccabilmente le funzioni di assessore alla scuola del comune di Bologna
    Se non mi dai un argomento convincente dovrò acconciarmi all’ipotesi non benevole di Claudio Anche se non l’ha raccontata fino in fondo.

  38. claudiopagani Says:

    Caro Giovanni ,io su Cofferati e Bologna ho raccontato TUTTO QUELLO POLITICAMENTE RILEVANTE CHE SO,Se c’è dell’altro per “andare fino in fondo”, avrei piacere che lo raccontassi tu !
    Io ,per parte mia , penso che la VERITA’ rende SEMPRE LIBERI e va detta TUTTA ( senza riguardi per niente e nessuno).

  39. Giovanni Says:

    Claudio quello che non mi spinfiffera sono i seguenti punti:
    !) Cofferati avrebbe utilizzato l’ex padrone di Ferrara come tramite per candidarsi a Bologna?Perche?
    2)Fassina avrebbe deciso da solo di paracadutare Cofferati a Bologna
    3)Possibile che D’Alema non sapesse nulla?
    Ecco ,tutto qui.Nessuna dietrologia ai tuoi danni Claudio.E’che io ho sempre bisogno di comprendere bene.Almeno ci provo

  40. claudiopagani Says:

    Rispondo in ordine
    1) Venne utilizzato Sateriale ( già segretario della Cgil a Ferrara) E NON CONTATTO DIRETTO con Fassino perchè Cofferati temeva che Fassino dicesse no e quindi non si voleva “SPUT…..”
    2) Fassino informò D’Alema A Cose Fatte perchè sapeva quanto MDA “detestasse” Coff.. da quando Cofferati ,al congresso del PDS A Firenze del 1997, sferrò un attacco frontale alla segreteria D’Alema ( e D’Alema nella replica finale parlò di discorso di Sergio come “particolarmente sordo e chiuso” – il che tra l’altro confermerebbe la mia ipotesi di Cofferati come “quinta colonna” di Prodi fin da quell’anno)
    3) D’Alema seppe tutto a cose fatte per quanto detto al punto 2).
    Aggiungo che in una intervista ripresa da La Repubblica D’Alema parlò di ” modalità bizzarre della candidatura di Cofferati a Sindaco ( intervista di giugno 2003) ; i DS ufficializzarono la candidatura pochi giorni dopo ; solo a settembre 2003 MDA diede il suo “imprimatur” alla festa del Parco Nord( ormai non c’era + niente da fare..

  41. Andrea Says:

    Preso atto che tutti i salmi finiscono in gloria… cioè si finisce sempre con il parlare di Bologna, potrei sapere che cosa portò il Cinese a disamorarsi così presto della città che si era data a lui con tanto calore? Che cosa cercava? Che cosa non trovò di ciò che desiderava?

  42. mauro zani Says:

    Cerchiamo di ricostruire la vicenda Cofferati per benino. Per filo e per segno. Riunione a Roma. Presenti Fassino, D’Alema, Veltroni, Zani , Caronna , Bersani…forse ne dimentico un paio. Forse Errani. Fassino spiega che Cofferati vuole andare a Bologna. Non accetta nient’altro , compreso il parlamento europeo. La riunione è convocata la massimo livello sol per chiarire A ME che bisogna trangugiare l’eroe dei due mondi , quello del Circo Massimo. E’ del tutto chiaro che lo vogliono sbolognare al più presto in quella che loro considerano la bella patria dei tortellini. Tutti gli emiliani fan finta d’obiettare ,avanzando dubbi sulla bolognesità etc. ma io so bene perchè son lì. Chi ha letto Arthur Koestler sa di cosa parlo. Ergo dico.:beh se l’eroe (testuale) vuole Bologna chi può aver la forza di contrastarlo, contrastando insieme la ragion di partito?
    Tra gli entusiasti di Cofferati a Bologna c’era soprattutto D’Alema che argomentò in tal senso di fronte al finto interrogativo di Fassino che non voleva farmi del tutto cattiva impressione. Piemontesi, con quel che segue. “Mauro , se poi tu…..”
    Sì , certo Piero: un par di palle!

  43. mauro zani Says:

    Andrea, non trovò Bologna “la rossa” , non trovò il trampolino di lancio. Non c’era più da moltissimo tempo come argomentai per il lungo e per il largo in un documento congressuale scritto nel 1999 dopo la sconfitta.Solo che lui non l’aveva letto e manteneva un’idea conformista di Bologna.
    PS. sto scrivendo sul computer di mia moglie. Tu sai perchè.E grazie ancora per la tua assistenza.

  44. mauro zani Says:

    Claudio, credimi, D’Alema era solo arcicontento che Cofferati si togliesse dai coglioni. Per lui Bologna non valeva alcuna messa.E’ però vero che D’Alema dopo una lunga iniziale sponsorizzazione del riformista Cofferati, ebbe a spiegarmi ( e di ciò gli son ancor grato, l’unica cosa per cui gli son grato) chi secondo lui era davvero Cofferati. Il resto e il testo me lo tengo per me. Ma aveva ragione da vendere.

  45. Remo Tedeschi Says:

    ero in piazza ,per la “riconquista” di Bologna, palco con i protagonisti
    poi ,mi sembra prima che parlasse il neo-sindaco, lo stesso si mise una maschera (orientale?)in faccia, non capii il gesto, anche stupido
    si rivelò simbolico, della sua presenza.

  46. Giovanni Says:

    Mauro,tu ci rubi la storia

  47. claudiopagani Says:

    @ mauro .
    Conoscendo D’Alema ,come lo conosci tu Peraltro; come non pensare che davanti A COTANTI DIRIGENTI PRESENTI( non so cosa c’entrasse Veltroni che in quel momento era SOLO sindaco di Roma) non ti venne in mente che recitasse UNA PARTE COME DA REGOLAMENTO AD USO APPUNTO DEI DIGENTI , e che poi ,come dici tu , la vera VERITA’ la dicesse a te ( magari per strumentalizzarti in modo che ti mettessi di traverso -visto anche il “finto interrogativo ” di Fassino) ? Mi piacerebbe poi sapere la data di quella riunione , perchè magari è servita a creare un ALIBI COLLETTIVO ai ROMANI visto che Fassino DISSE SI INCONDIZIONATO E IMMEDIATO di FASSINO A SATERIALE (inviato dI COFFERATI) alla faccia delle decisioni collettiva che di solito vengono prese EX-POST ; basti pensare alla svolta della Bolognina di Occhetto che CHIAMO la sua direzione e il suo comitato centrale a ratificare ex-post una decisione BEN + DRAMMATICA per la vita del partito.

  48. Andrea Says:

    Insomma, un compendio di meschinità… ovvero, il solito compendio di meschinità che dura da una vita. Concentrandomi, riesco a capire perché vi siate innamorati di Rodotà-tà-tà e, in genere, di ogni persona esterna ai circoli dirigenti del vostro partito di riferimento. E’ ovvio che non vi potrà mai essere un’adesione aperta, tranquilla, bensì controdeduttiva, come riportava la civetta del “Carlino” questa mattina. Riporto a memoria: “La base delusa: per questo aderiamo al Pd”. Non capisco. Si aderisce al Pd sia in caso di soddisfazione che di delusione. E’ un destino più che un partito!… si nasce lì, si cresce lì, si muore lì. Malinconico…

  49. Andrea Says:

    Si, credo che l’episodio della maschera sia rivelatore… e vi è pure una foto ritratto fatta nel suo studio di Palazzo d’Accursio, dove si nasconde per metà con la stessa maschera. Cofferati pare uscito dal quadro che Kubrick dipinge della normale, quotidiana, pervasiva e perversa persistenza massonica nel potere americano in “Eyes Wide Shut”: precisamente è Victor Ziegler, interpretato da Sidney Pollack. Cinismo, doppiezza, opzione liberal, superficialità, paternalismo, disprezzo, impunità, ricatto, superomismo… di buone qualità nemmeno una. L’uomo del riscatto della sinistra… l’uomo del sindacato… l’uomo del moralismo dilagante alla Nanni Moretti… l’uomo a cui si inchinò il principe degli intellettuali di sinistra e di regime: Umberto Eco. Può bastare… sono sazio. In fondo, ho parlato anche di Obama: una sola descrizione per due uomini del nostro tempo.

  50. Giovanni Says:

    Andrea,hai ragione troppe parole per un solo pezzo di m….Un ripasso ogni tanto però non guasta o almeno non nocet

  51. Rudi Says:

    Già il fatto che la candidatura di Cofferati sia stata discussa da 7-8 persone, mi sembra positivo. Pensavo meno.
    Comunque è l’ultima fregatura che ho preso.
    La penultima, anzi, se penso a Rivoluzione Civile.
    No, la terzultima, dimenticavo l’Arcobaleno.

    Insomma, ci sono talmente tante macerie, che anche solo sgombrarne qualcuna mi sembrerebbe utile.
    Non può nascere niente di nuovo, a sinistra da chi – oggi non domani – sostiene il Giovane Letta.
    Un Pd che si illude di ricompattarsi con Renzi + Barca (che delusione, le sue ultime dichiarazioni…), mi pare davvero trasformarsi in “casta”, nella peggiore accezione del termine.

    Il Giovane Letta vuole durare, non si accontenterà di galleggiare. Sarà sostenuto dai gruppi parlamentari del suo partito, anche solo per il fatto che due/terzi di questi al prossimo giro staranno a casa.
    L’unica opposizione in campo è il M5stelle. E lo resterà per molti mesi.
    Vendola dieci giorni fa voleva mescolarsi al Pd (cioè entrare nel Pd, ma sembrava brutto dirlo), fatico a immaginare possa essere il coagulo di qualcosa di serio.

    Se molti fra i “quarantenni” del Pd non staccano la spina al governo già in autunno, quando si voterà la Finanziaria, non riesco a immaginare niente di buono.
    Anzi, sento i brividi davanti alla formula di Zani: “destabilizzare per stabilizzare”… C’è Alfano dove c’erano Scajola (Genova 2001) e Cossiga (fine Settanta).

  52. Andrea Says:

    MESSORA: Quindi le Brigate Rosse in realtà avevano avuto un ruolo…

    (Nino) GALLONI: Dobbiamo distinguere le prime Brigate Rosse, per capirci quelle di Curcio, che erano un fenomeno promanante dall’incontro tra l’estremismo, un certo tipo di estremismo marxista-leninista, che bene o male aveva un legame col Partito Comunista, anche se lontano, e forze che tutto sommato, partigiani ed ex partigiani che avevano conservato le armi, anche perché si sapeva che dall’altra parte c’era la minaccia; tutti gli anni ’70, e forse anche prima, sono stati vissuti con l’idea che potesse esserci un golpe di destra, quindi partigiani ed ex partigiani avevano conservato armi, soprattutto nel nord. Quindi una certa continuità col terrorismo si può anche vedere. Le seconde Brigate Rosse, quelle che – per capirci – rapirono Moro, eccetera, invece sono fortemente collegate con i servizi, con deviazioni dei servizi, con i servizi americani, israeliani; ci sono evidenze ormai incontrovertibili su questa lettura.

    Torniamo all’industria. Il problema qual è? Il problema è che in pratica il gioco è: quanto e come ci avviciniamo all’Europa, quanto e come sviluppiamo l’economia italiana, che già appunto era arrivata a livelli, come abbiamo detto, di eccellenza. Allora ci sono due strategie, fondamentalmente. C’è la strategia più moderata che vuole l’Europa e che faceva capo anche a Moro, ma che faceva capo anche a Paolo Baffi, governatore della Banca d’Italia, e ad altri personaggi del mondo economico e finanziario italiano, e poi invece emerge una posizione più estremista, pro Europa, che praticamente fa propria l’idea che si debba combattere la classe politica corrotta e clientelare e tutte le sue espressioni facenti capo fondamentalmente alla Democrazia Cristiana e ai suoi partiti alleati, compreso il Partito Socialista, e che per questo si debbano anche cedere porzioni di sovranità, e si comincia con la sovranità monetaria.

    MESSORA: Ma chi si faceva propugnatore di questa tesi?

    (Nino) GALLONI: Intanto era cambiata la dirigenza della Banca d’Italia ed era passata la linea, diciamo, più estremista sull’Europa, facente capo a Carlo Azeglio Ciampi. Poi la sinistra democristiana era divisa tra la sinistra sociale, che faceva capo a Donat-Cattin, che era su posizioni euromoderate, e la sinistra politica, che faceva capo a De Mita e soprattutto a Beniamino Andreatta, che invece era su posizioni euroestremiste e giustificavano questa rinuncia alla sovranità monetaria, cioè alla possibilità dello Stato di fare investimenti pubblici produttivi, per impedire alla classe politica stessa, corrotta e clientelare, di avere potere. Quindi per sottrarre potere alla classe politica, si cominciò a rinunciare alla sovranità monetaria, quindi agli investimenti pubblici. Quindi la classe politica poi si trovò ad occuparsi solo di nomine, di poltrone, eccetera, perché non c’era più da discutere gli investimenti pubblici che ormai dovevano minimizzarsi. Degli investimenti pubblici la componente più importante era sicuramente quella riguardante le partecipazioni statali, l’energia, i trasporti e via dicendo, dove l’Italia stava primeggiando a livello mondiale.

    MESSORA: Mario Monti era molto vicino a De Mita, quindi potremmo dire che già da allora era un euroestremista.

    (Nino) GALLONI: Di Monti mi ricordo la posizione sulla scala mobile, che era stata considerata interessante da Donat-Cattin, però poi, per il resto, era sicuramente un rappresentante della scuola monetarista, non era un keynesiano. I keynesiani si stavano abbandonando. Anche Andreatta, pur essendo stato un keynesiano, era entrato in quella che noi chiamiamo “la corrente neo-keynesiana”, li chiamiamo anche “keynesiani bastardi”, di cui il maggior rappresentante era il premio Nobel Modigliani, i quali proponevano appunto questo passaggio rispetto alla moneta che impedisse alla classe politica di decidere investimenti in infrastrutture per lo sviluppo industriale, per lo sviluppo del paese. Ecco, questo è stato un errore cruciale che ha determinato poi l’esplosione dei tassi di interesse e quindi del debito pubblico, ma soprattutto l’accorciamento di orizzonte delle imprese industriali che assumevano sempre di meno perché dovevano valutare il profitto immediato e non potevano stare a fare grandi progetti industriali. Quindi quello che accadde per gli investimenti pubblici, accadde anche per gli investimenti privati, a causa degli alti tassi di interesse.

    Io negli anni ’80 feci una ricerca che dimostrava che i 50 gruppi più importanti pubblici e i 50 gruppi più importanti privati facevano la stessa politica, cioè investivano la metà dei loro profitti non in attività produttive ma nell’acquisto di titoli di Stato, per la semplice ragione che i titoli di Stato italiani rendevano tantissimo e quindi si guadagnava di più facendo investimenti finanziari invece che facendo investimenti produttivi. Questo è stato l’inizio della nostra deindustrializzazione.

    Il passaggio successivo però è molto più grave e riguarda appunto il periodo che va dalla fine degli anni ’80 all’inizio delle privatizzazioni.

  53. Andrea Says:

    Massì, per chi è interessato, è qui la grande intervista a Nino Galloni:
    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11789

  54. Andrea Says:

    Nino Galloni mi conferma su quanto, privatamente, dissi a Mauro qualche settimana fa sulla divergenza fra impostazione americana, tesa a non desertificare l’Europa del sud, e pessima e criminale impostazione eurocratica.

    MESSORA: E dove stiamo andando in Europa, in questo momento?

    GALLONI: Io avevo identificato una spaccatura di impostazione, anche al momento in cui Monti era diventato Presidente del Consiglio dei Ministri, tra le posizioni americane e le posizioni europee. In Europa si diceva “lacrime e sangue. Prima il risanamento dei conti pubblici e poi lo sviluppo”. Questa strada si sa che è impossibile, perché tu non puoi fare il pareggio di bilancio o perseguire obiettivi ancora più ambiziosi se non c’è la ripresa. In condizioni di ripresa è facile ridurre la spesa pubblica, ma in condizioni recessive ridurre la spesa pubblica significa far aumentare la recessione con conseguenze sulle entrate e sulle uscite.

    MESSORA: ma è possibile, secondo te, che questi non lo sanno?

    GALLONI: Ma bisogna vedere quali sono i loro obiettivi.

    MESSORA: Quali sono?

    GALLONI: E che ne so quali sono i loro obiettivi?

    MESSORA: Si possono immaginare?

    GALLONI: Sono obiettivi anche di asservimento dei popoli, chiaramente. Mentre la posizione americana era una posizione di sviluppo, cercando di non peggiorare i conti pubblici, che già è una versione possibilista. Ma non è la concezione né di Monti né della Merkel né del polo europeo, chiaramente. Quindi al momento le uniche speranze sono quelle di una politica nuova che reintroduca la Glass-Steagall, che riproponga la sovranità monetaria a livello europeo o se no si torni alle valute nazionali o al limite alla doppia circolazione, che sarebbe assolutamente sostenibile.

  55. Giovanni Says:

    Scusa Andrea,ma sta ricostruzione senza voler essere offensivo nei confronti di nessuno,mi pare un pò campata in aria.
    “Le idee di quelli andavano in quella direzione,poi prevalsero le idee degli altri e le cose sono andate poi a finire cosi”
    A leggere sto Nino Galloni pare che l’Europa sia stata fatta per ingabbiare l’Italia.
    Un Italianocentrismo un pò esasperato,oserei dire,ma anche maledettamente postuma.
    Le idee che si avverano sono confermate dai fatti Su questo non puoi non essere d’accordo.Ma perchè possa affermarsi che un’idea si é concretizzata é necessario che l’idea sia stata enunciata prima che il fatto si sia avverato,altrimenti nessuno può rivendicare neppure la casualità dell’accaduto
    Ora prova a chiedere a Galloni di tirare fuori il materiale a supporto di quello che dice e scoprirai che si tratta solo di una libera narrazione

  56. Andrea Says:

    Giovanni, tutte le narrazioni sono campate in aria, sia quelle che ti sono congeniali sia quelle che non ti sono congeniali. Le narrazioni sono delle sintesi e un’intervista è una sintesi, per quanto ampia. So che ami altre narrazioni più vicine ad una certa tradizione, mentre io ascolto le narrazioni che lasciano supporre una vita sui grafici, le tabelle del Tesoro e dell’impegno tecnico sui tavoli di lavoro, soprattutto sui tavoli centrali di lavoro. Inoltre ho sempre avuto una certa stima della sinistra sociale democristiana (Donat-Cattin) e del suo gruppo allargato e pochissima stima della sinistra politica democristiana (De Mita, Andreatta, Prodi) che ora si trova nel Pd.

  57. Andrea Says:

    …”sto Nino Galloni”, fra le altre cose, è stato direttore generale del Ministero del Lavoro, allievo di Federico Caffè e uomo di Paolo Baffi… sto Nino Galloni.

  58. Andrea Says:

    Pretendi che gli eredi della massoneria settecentesca – Bilderberg, Trilaterale, Aspen, ecc. ecc. – ti vengano a dire: “Guardi, Signor Giovanni, i nostri obiettivi sono questi, e vedrà che faremo il possibile perché si avverino… e ne rivendicheremo poi, a nostro lustro, i risultati grandiosi”. Come nel Don Giovanni: “Madamina, il catalogo è questo!…”

  59. Giovanni Says:

    Andrea,io ho sul tavolo tutto il giorno uno dei computer pieno di grafici, tabelle istogrammi e qualche volta, in caso di insonnia molesta, leggo qualche “considerazione finale” della Banca d’Italia..
    Preferisco di gran lunga il piu sintetico ed efficace beige book,una sorta di candela che ti aiuta a non sbattere contro il muro.
    Ma insomma Andrea vogliamo dirla tutta.L’Italia non è mai stato un paese di economisti e Modigliani era italiano solo di nascita.
    Sono più che sicuro che all’università ti hanno messo tra le mani Silos Labini.Non é colpa tua sia chiaro .E’ che da noi manca in assoluto una tradizione in quella disciplina
    Fai bene ad avere poca stima della c.d sinistra politica democristiana perche so per certo che l’economista Prodi non si destreggia nè con le funzioni né con gli algoritmi.Claro che non é un economista cosi come non lo era il suo maestro Andreatta.
    Saraceno,invece pare che sapesse far di conto.Un requisito minimo questo ma non sufficiente per essere un economista per davvero

  60. Giovanni Says:

    E invece il catalogo esiste.Viene pubblicato e aggiornato quotidianamente,
    Certo é una lettura che richiede un pò di teoria e molta pratica.Ma la direzione che imprime il capitalismo finanziario alla storia la scopri non nei report o nei consensus ma nei grafici per l’appunto

  61. mauro zani Says:

    Ma Claudio, non ci son dubbi sul fatto che quella era una riunione finta. Serviva solo ad avvallare e vincolare i presenti. La decisione Fassino l’aveva già presa. E non credo proprio che D’Alema non ne fosse a conoscenza. D’Alema quando fa eleggere un segretario poi lo segue con molta attenzione. Quanto a Sateriale , certamente (non è un segreto) si fece portatore della proposta presso lo stesso Fassino. La data non la ricordo ma il giorno dopo tutti i giornali scrivevano dell’arrivo di Cofferati a Bologna.

    • claudiopagani Says:

      @Mauro , certamente sarà vero quello che tu dici ,però SIICURAMENTE BERSANI,indubbiamente messo su da D’Alema nel 2009 , E’ SFUGGITO AL CONTROLLO di D’Alema almeno da agosto 2012 quando ( a seguito di incontro del duo Bersani /Errani con Prodi nella casa privata dello “statista” bolognese è stata ROVESCIATA COMPLETAMENTE la STRATEGIA FINO A QUEL PUNTO CONDIVISA con MDA- sistema elettorale proporzionale con sbarramento ( bozza Violante in via di approvazione con il benestare di Casini % Berlusconi, NESSUNA PRIMARIA con BERSANI CANDIDATO PER STATUTO, forte accordo ,PREELETTORALE CON Casini + Vendola( i 2 facevano ammuina pubblica ma in privato erano TOTALMENTE D’ACCORDO, Presidenza della Repubblica a Mario Monti ( prima della sua micidiale (per il PD) discesa in campo di dicembre.
      Dopo agosto Bersani fu illuminato sulla via di Damasco ( prosaicamente penso’ che fosse sponsor + forte per la sua ascesa a Palazzo ghigi Prodi ( possibile PDR) e ,forse pesò anche l’inclinazione sua a fidarsi + di Prodi che di D’Alema ( almeno dal 2000 ,anche perchè ,come dici , MDA è un capo occhiuto e ossessivo e ,last but not least, i 2 tortelli pensavano ,di potersi liberare, dell’ingombrante “tutela” senza rischiare nulla (grazie a Prodi)
      In ogni caso da allora l’idea dominanate fu :
      Primarie & rottamazioni”( il pupo toscano fu uno spavaldo killer):
      Quando MDA capi che Bersani non avrebbe mosso un dito ,naturamente si inc.. ma poi si auto rottamò( per avviare su questo percorso anche Bindi,Finocchiaro ,Marini ma nessuno di loro fu impedita la candidatura.
      Caro Mauro ,scusa la lunghezza della premessa , ma questo per dire che ,in precedenza, anche Fassino si rese protagonista di atti di INSUBORDINAZIONE ( con relativi accenni a Bersani -segretario ( proprio a partire dal 2003).
      La mia personalissima impressione è che ,spesso , MDA ,al di la della TRACONTANZA esibita sia in realta’ un ingenuo ( tanto è vero che spesso è stato fregato) e che ,soprattutto , molto poco COMUNISTICAMENTE , quando perde da immediatamente le dimissioni ( basti pensare alle elezioni regionali del 2000, mentre Bersani che ha subito una catastofica sconfitta il 24/25 febbraio si è pervicacemente interstadito a non ammetterlo fino a quando parti molto consistenti del suo partito ( a partire da molti dei suoi giovani) si sono visti “costretti” a far fuori prima Marini e poi Prodi per farglielo capire

  62. Giovanni Says:

    Claudio,adesso si può dire che é stato chiarito perbenino la pretesa di Cofferati di essere nominato Sindaco di Bologna e la convenienza dei dirigenti di allora aa assecondare la pretesa dell’uomo della notte.
    Mauro chi mai avrebbe osato tanto ai tempi di Longo e Paietta.?
    Diro di più.Ho conosciuto praticamente tutti i segretari nazionali della Cgil dal !972 in poi, ed eccetto Pizzinato,umanamente erano chi più e chi meno tutti un pò gradassi .
    Lama era gentile e affabile ,ma assai presuntuoso e autoreferenziale.A lui si deve il primo inciucio,nel senso corrente della parola,con gli avverari.Mi riferisco al “lodo Scotti”quando inciuciò con Agnelli sulla contingenza.
    Con la pippa in bocca e senza alcun mandato, taglio una bella fetta di polenta e la regalò agli industriali.
    Pizzinato,uomo integgerrimo,per fortuna scampò l’avvelenamento.Di lui conservo un ricordo davvero commovente
    Trentin,si dava arie da gran intellettuale.Mi pare che scrisse anche qualcosa sulla contrattazione. Con il solito “avvoltoio”di giornali e la borsa da viaggio attraversava i corridoi di Corso Italia senza salutare nessuno.Anche lui autoreferenziale ai massimi e anche lui incappò nella sterilizzazione della contingenza,cioè si fece abbindolare da Amato
    E quando Grandi in lizza con l’Uomo della Notte si agitava a telefono per cercare sostegno a destra ed a manca, gli mandai a dire che non aveva capito: il competitor aveva gia da tempo diviso il regno.Grandi peraltro soffriva lo svantaggio di essere un gran vanitoso
    Saltando “chiacchiere e distintivo”,giunse Epifani a burocratizzare ulteriormente la funzione
    Quanto alla Camusso penso che passi ogni mattina dal Nazzareno,visto che non ha proclamato neppure lo sciopero generale in occasione del taglio delle pensioni a milioni di persone.
    Insomma anche nella cgil é rimasto davvero poco.
    Il sindacato pomposamente detto dei diritti,ormai é una protesi dell’imps e del Fisco(assistenza) e quando assiste un lavoratore in una vertenza fa un piccolo sconto all’iscrtto.
    Avrà forse ragione Grillo ?In effetti i sindacati non sono da tempo utili ai lavoratori,Sono dannosi,come i partiti di centro sinistra.
    Non parlo ovviamente dei sindacalisti che si fanno invitare dai padroni nei ristoranti a tre stelle prima di una sigla:sotto l’effetto delle bollicine possono dire semppre:non ricordo

  63. Remo Tedeschi Says:

    qualsiasi punto di vista è più che rispettabile,però,può non essere condivisibile.
    possibile che decenni di attività sindacale della cgil sia da liquidare così? mentre Trentin e altri guidavano le dure lotte dei metelmeccanici ,Grillo faceva il cabaret,(te la dò io l’america)

  64. Remo Tedeschi Says:

    Claudio,se puoi, leggi nell’Unità di oggi l’articolo di A.Reichlin
    (invito esteso a tutti, se volete)

    • claudiopagani Says:

      @Remo
      Remo , ho letto attentamente l’articolo di Reichlin e l’ho trovato fortemente generico e che ” parla del mondo ” per non affrontare il problema del FALLIMENTO DELLA CLASSE DIRIGENTE DEL P.D qui e ora. Reichlin, a mio avviso, e non so se volontariamente o meno, collude con quel gruppo dirigente che ,prima,ha portato tutta la sinistra ad una drammatica sconfitta ( in termini numerici e ,dati alla mano, la + pesante dal 1946) e poi ha sostanzialmente negato il dato elettorale baloccandosi con ipotesi astratte senza mai davvero approfondirle; faccio l’esempio del tentativo con il M5S: premesso che ,secondo me, Grillo/Casaleggio MAI avrebbero fatto l’accordo con il P.D, tuttavia ,presa quella strada si doveva provare a “snidarli” togliendo dal campo l’ipotesi Bersani( cioè il segretario di un partito sconfitto e massimo rappresentante ,agli occhi della maggior parte dei loro militanti, della “CASTA”) e dichiararsi davvero disponibili a individuare insieme un candidato COMUNE; l’esito non sarebbe cambiato , ma ,almeno, avrebbe DISVELATO FINO IN FONDO agli occhi dei militanti P.D. l’impossibilta di quell’operazione oggi ( magari tra 2 anni chissà). Cosi si è continuato a dire , da Bersani, fino a metà aprile con Berlusconi MAI e poi….
      In realta l’esito elettorale comportava solo 2 possibilta reali ( magari da sottoporre all’assemblea del P.D.)
      O un governo di scopo ( non politico ) con il PDL di pochi punti e soprattutto per MODIFICARE LA LEGGE ELETTORALE e poi votare oppure votare subito ,con l’attuale sistema,con il rischio che Berlusconi stravincesse alla Camera e al Senato non ci fosse maggioranza ( ma con predominio di B.) e ,allora , il PD , fosse costretto a fare un governo con Mister B, in posizione totalmente subalterna; non si è scelta nessuna strada e oggi abbiamo un governo POLITICO.
      Vedi, caro Remo, finchè il GRUPPO DIRIGENTE A PARTIRE da BERSANI( sia pure dimissionario) NON SI SARA’ ASSUNTO FIN O IN FONDO la RESPONSABILTA’ POLITICA del DISASTRO , con ciò stesso rendendo + liberi i tanti militanti in buona fede, sarà notte fonda…E Reichlin ,che è scaltro e nei momenti topici non ha mai fatto una scelta chiara e magari minoritaria, con l’articolo di oggi( sia pure scritto bene e suggestivo) pare volere allontanare il MOMENTO DI QUESTA NECESSARIA ASSUNZIONE DI RESPONSABILTA’ e quindi ,secondo me , aumenta le difficoltà del PD.

  65. Giovanni Says:

    Tedeschi,sei passato stamattina da piazza Maggiore?Una qasba indecorosa
    Povero 1 maggio.
    Tedeschi sono stato troppo buono nel post di ieri.
    È poi quali sarebbero le dure lotte condotte da Trentin da segretario generale.
    A Torino nel 1980 calarono le braghe perché 5 mila (non cinquantamila)parteciparono ad una manifestazione padronale(la famosa marcia di Romiti,ingigantita a dismisura dalla stampa padronale.
    È lo fecero dopo aver coinvolto Berlinquer davanti ai cancelli di mirafiori.
    Ma forse a Torino era già all’opera Fassino.uno che sicuramente non ha mai avuto le palle.
    Diversa storia nel 1972,a Reggio Calabria.C’erano i metalmeccanici di Trentin ,i portuali di Genova in testa al corteo, e migliaia di giovani compagni disposti a tutto.
    Andammo in treno,le linee ferroviarie erano piantonate dall’esercito e dai carabinieri.
    I fascisti e la drangheta provocavano il corteo tenendosi a debita distanza.
    Quel giorno vincemmo noi perché dovevamo vincere.L’ordine non diradato era chiaro a tutti
    Ci sono dei momenti in cui non si può mollare,perché altrimenti il nemico dilaga
    A quel tempo ogni militante politico o sindacale conosceva la storia di Stalingrado

  66. Andrea Says:

  67. Andrea Says:

    PD ammette: mai voluto un governo con i 5 Stelle
    Pensava all’inciucio con il PdL fin dall’inizio, o comunque puntava a ottenere un appoggio esterno delle due principali forze rivali. Clamorosa ammissione di Marina Sereni, vicepresidente della Camera
    (Titolo di Wall Street Italia)

  68. giovanni Says:

    ..qual’è la novità??..è sempre stato detto così fin dall’inizio….fiducia del 5 stelle per consentire al governo PD di nascere poi collaborazione esterna, cioè il 5S avrebbero votato solo le iniziative che rientravano nel loro programma…non ho sentito ammettere nel video che si pensava già all’inciucio…almeno non sparate sulla crocerossa.

    • Andrea Says:

      E’ meno banale di così. Lo ammette anche Luca Sappino sull’Espresso: “Sull’offerta fatta dal Pd ai 5 stelle, pare quindi aver ragione Beppe Grillo: «Non c’hanno proposto di fare un governo, ci hanno solo chiesto i nostri voti», spiegava il leader nella sua prima conferenza stampa. Secondo Grillo si proponeva loro un metodo molto diverso da quello messo in piedi per far nascere il governo Letta, che in effetti è un governo vero Pd-Pdl e non un governo Pd fatto nascere con i voti del Pdl.”

      • Ligera Says:

        .non è banale, è andata in maniera molto chiara e almeno questa, fra tutte le cazzate fatte da Bersani, non gliela possiamo attribuire.
        Se abbiamo ancora il cavaliere che detta legge possiamo ringraziare pincipalmente Grillo…ripeto, il PD ha chiesto i voti di fiducia per la nascita di un governo tutto PD/SEL anche perchè Grillo ha ribadito circa un miliardo di volte che loro non governavano con nessuno (il loro statuto etc.etc.), avrebbero accettato solo un’incarico pieno al 5Stelle…Grillo pur tenendo il PD per le palle non ha accettato di concedere la fiducia punto!!..ed è una favola che se votavano Rodotà (e mi sarebbe piaciuto) si aprivano autostrade..se lo statuto era valido prima dopo non lo era più?..o no??
        .Luca sappino può dire ciò che vuole e anche Travaglio ma la realtà è questa.

  69. Remo Tedeschi Says:

    Claudio, non mi sembra affatto generico Reichlin,è realista e non massimalista come la tua visione politica e di altri che non hanno i piedi per terra,purtroppo
    L’aspetto, più grave del pd ,rimane il tradimento,su Bersani e Prodi perchè se non risolto,non ti muovi più.
    é più grave del ris. elettorale,che comunque si è vinto.
    Prima di Monti chi c’era al governo? la destra e oggi chi c’è?
    ci siamo anche noi, qui non bisogna fallire, lavorare con intelligenza e abnegazione.Probabilmente il pdl farà di tutto per impedirtelo.
    Aspettiamo una sinistra nuova(?) ,cambiamo quella che c’è, come mai F:Barca e Rodotà hanno dato forfait a Bologna?
    Giovanni, non so,mi sembri troppo ingiusto con un sindacato come la CGIL, qualche nome “bolognese” è stato come dici tu,ma la storia dice un’altra cosa,(ho capito lasimpatia per Gennadj Zijuganov,altri tempi no?)

  70. claudiopagani Says:

    No ,caro REMO sei tu che continui a RACCONTARTELA alla grande !!! I” IL TRADIMENTO di PRODI E BERSANI ” come dici tu semplicemente non esiste( pensa piuttosto al povero Marini piantato in asso da Bersani dopo che Berl.. lo aveva scelto da una rosa FORNITAGLI da Bersani: ma COME FAI a non capire che DOPO TALE PROVA DI INFFIDABILITA gli Ex -popolari non avrebbero votato nessun del PD nemmeno Prodi ( bastava essere dei politici di serie c per capirlo) :MA DI QUALE VITTORIA STAI PARLANDO !!! RIPETO RIPETO il 29,,5 rappresenta il peggior risultato della sinistra nel dopoguerra e il PD ha tutti quei deputati a causa del Porcellum( dichiarato incostituzionale dalla Corte) che ,con appena 0,3 in + di PDL assegna 200 deputati in+ . NON HO MAI VISTO UNA TALE CECITA’ davanti ai dati di realtà, meno che meno nel vecchio PCI ,in cui il principio di realta’ era accettato da tutti!
    Quanto a me non sono mai stato nè sono oggi un un massimalista, semplicemente mi considero un socialista e democratico e ,in europa, vorrei essere parte organica del PARTITO SOCIALISTA EUROPEO ( e non come ilPD che non è nè carne nè pesce e infatti non conta nulla) .sogno il giorno in cui anche in Italia la sinistra sarà nel PSE.
    Temo che voi ( te e i tanti che continuano a pensarla come te in Emilia ,praticamente solo in Emilia fortunatamente) prima o poi avrete un bruttissimo risveglio e ,se continuerete a contare nel PD, lo porterete definitivamente a SCHIANTARSI ( cosa non utile neanche a chi sta alla vs. sinistra , ma la pervicacia con cui restate abbarbicati a una fasulla rappresentazione dei dati elettorali mi fa temere il peggio !)

  71. maurozani Says:

    Giovanni : “aquila della notte”, il nome navaco….
    Quanto al resto, beh si capisce che li hai conosciuti….
    Quanto agli ultimi tre : solo chiacchiere e distintivo. Vero.

  72. marco da bologna Says:

    Per anni il sindacato è stato la vaselina,diciamo,per oliare gli ingranaggi e di questo Cofferati è stato un ottimo esecutore,nulla a che fare con il Landini di oggi,diciamo.Di Prodi,io inizialmente pensavo che l’entrata nell’euro portasse più benefici,visto che è costata lacrime e sangue,come diceva lui,nel senso che i tassi di interesse più bassi potevano portare più investimenti,da parte di tutti,ma sopratutto da parte di un classe imprenditoriale,che a portato viceversa molti soldi all’estero.Sulle politiche Keynesiane,credo sarebbero utili investimenti pubblici,è chiaro,in mano a una classe dirigente pubblica,pulita e preparata,una pura chimera!!!Boh!!Cosi’il parere dell’uomo della strada.

  73. Giovanni Says:

    Mauro,volevo dire ‘Aquila della notte’,capo navaco,Tex Willer per l’uomo bianco.
    Mi permetti di fare una richiesta potresti invitare ‘Giovanni’ che ha detto di non ‘sparare sulla croce rossa’ad aggiungere che so un ‘2’ al suo nome ,così non ci ‘confondiamo’
    Tedeschi,non l’ha i ancora capito che Barca e Rodota’non son venuti per non essere infettati da Cofferati.Anzi,ti sembrera’stalinista ma sospetto che questo fosse lo scopo di Aquila della notte:danneggiare i movimento per l’abolizione del finanziamento alle scuole confessionali.L’avra’chiamato il suo ex braccio destro.poi c’è verso che dopo la fine del mandato l’uomo riscuota in città qualche credito:un ente?Vedremo la storia e’galantuomo
    A proposito sempre di Tex ,mi e’tornato alla mente la ‘buffonata ‘messa in piedi in occasione del suo rientro alla Pirelli e la stanza che gli aveva apparecchiato Tronchetti.
    Una messa in scena che aveva un solo scopo:mettere in sicurezza l’ultraventennale distacco sindacale.Un eccesso di cautela per evitare che qualche Pierino gli mettesse in discussione la pensione “di impiegato”Pirelli
    Mauro,perché Gino rinuncia a fare Gino.Secondo me è’ davvero sprecato a ‘riesumare’e studiare i vecchi numeri della Politica.Perde tutto il suo smalto.Se i bolognesi lo conoscessero come Gino eclisserebbe molti ma molti uomini di spettacolo. Bergonzoni e Albanesi farebbero a gara a reggergli il microfono e il pitale

  74. Giovanni Says:

    Letta,ha dimenticato di nominare viceministro il figlio del suo maestro,Filippo Andreatta.
    Probabilmente lo metteranno a capo di Fimmeccanica o delle Poste.
    Filippo, ha tutto quello che serve.C’ha il completo con il gilet,la pipa ,il titolo accademico ed e’visitor da qualche parte,ha la barba e molto alto.ma ancora non ha ricevuto la possibilità di volare molto in alto ,anche se Gnudi,il super commercialista di Bologna pare l’avesse infilato all’Enel su richiesta del P…….o

  75. maurozani Says:

    Giovanni. 1.
    condivido , tendenzialmente il senso del forfait di Rodotà e Barca.
    E anche, l’osservazione sul provvisorio teepee graziosamente allestito nella gommosa riserva navacos.

  76. maurozani Says:

    Ah, su Filippo , francamente non so. Di molto apprezzai ,comunque, il suo ritiro dalla politica cittadina.
    Quanto al padre invece , non condividevo. Tuttavia era uomo di sincera (per quanto fredda) passione. A me non spiaceva. Anche se tra noi intercorse solo una telefonata nel 1999. ” Zani glielo dica ai suoi , con quella signora si perde, bisogna fare qualcosa”.

  77. Remo Tedeschi Says:

    si , Barca e Rodotà non ci sono cascati, comunque si muove parecchio il Serginho, ma proprio a Bologna? intanto era coccolato da Travaglio e Santoro, hai ragione ,tutta quella pompa del ritorno al lavoro, Giovanni ,ricordi la frase di capannelle a Gasmann nei soliti ignoti?……..”ma dove vai ?? quelli ti fanno lavorare!!!

  78. Ligera Says:

    @giovanni..chiedo scusa ma la rara frequenza e le scarse occasioni per inserirsi in un blog dove il dibattito si svolge molto in famiglia mi hanno fatto sbagliare..quindi possiamo evitare il giovanni2.

  79. Giovanni Says:

    Stamane un mio interlocutore e critico acerrimo mi ha fatto osservare ,che non avrei ben lumeggiato,nei mio breve excursus sui 6 segretari CGIL i gravi danni politici provocati da Luciano Lama con la firma del lodo Scotti
    Praticamente ,il mio interlocutore ,sedicente socialista”riccardiano’,vuole che “quelli”come me”riconoscano che l’affermazione craxiana sia il risultato prima dell’accordo sulla contingenza firmato da Lama e poi del tentativo del PCI di abrogar lo con referendum nel 1985.
    Insomma non ci sarebbe il definitivo trionfo craxiano se non ci fosse stata la sconfitta referendaria.
    Se,se,se,…Il fatto e’ che Luciano Lama ,sindacalista di lungo corso,si trovo a contrattare con una un mediatore fuori dal comune.
    Scotti,politico,giurista,sindacalista non era inferiore al dottor sottile.
    Un gran figlio …,capace di portare avanti una sorta di discorso binario,uno per chi voleva vedere il dritto e l’altro per chi voleva vedere il rovescio.
    Quando si cercò di risolvere il problema dei “decimali di contingenza”fu sentito appunto Scotti,il quale riuscì senza eludere le domande a dare ragione e torto sia al sindacato che alla Confindustria .
    Un lodo sul lodo,che ingabbiava gli antagonisti per sempre,nella logica della sterilizzazione della contingenza.Fu perciò facile 10 anni dopo per il Dottor Sottile incantare Trentin:il primo aveva firmato contro l’inflazione,il secondo per salvare l’Italia dal baratro.
    Nel l’uno e nell’altro caso “si taglio”il salario.I due segretari di formazione marxista avevano accettato l’idea del salario “come variabile dipendente”
    Luciano Lama un po’ inconsapevolmente,Trentin convintamente.Tutte due firmarono contro i rappresentati.Trentin fu preso anche a sassate e si dovettere anche dimettere.
    Come si era giunti a tanto?Cosa dominava la mente della élite sindacale e politica italiana in quegli anni?
    Semplicemente si voleva far passare l’idea che solo con i sacrifici degli operai si poteva salvare l’Italia Erano i postumi del compromesso storico.E quando si provo’a cambiare strada persino chi viveva di salario,e cioè anche di contingenza ,voto contro se stesso convinto di salvare l’Italia
    Dopo la cocente sconfitta referendaria il PCI abbandonò qualsiasi tentativo di sostituirai al sindacato.Non di più fece il PDS .La questione divenne appannaggio esclusivo dell’autonomia sindacale..
    Quello che è successo dopo può essere omesso in quanto ormai conosciamo il finale di partita:a Bologna ,il primo maggio 2013 trecento operai non più giovani e forti,hanno festeggiato la festa dei lavoratori insieme ai padroni.perche siamo sulla stessa barca.
    Dopo dio anche il primo maggio a bologna e’morto per mano di un ignoto Gruppi,il quale all’evidenza non ha mai palpato una passerina

  80. Remo Tedeschi Says:

    andrà meglio il 1°maggio del 2014.
    la piazza la poteva riempire Grillo, novello difensore degli operai
    ma dov’era?

  81. maurozani Says:

    C’entra nulla il compromesso storico. All’epoca Berlinguer preso atto della sconfitta – dopo l’assassinio di Moro intestatosi dalle BR s’immagina per ragioni inconfessabili e dietro lauto compenso – era già da tempo sulla linea dell’Alternativa democratica che portò appunto al referendum sulla scala mobile.
    Questa precisazione, per nulla togliere alle scelte dei sindacalisti che si credevano più avanti, innovativi, moderni e autenticamente riformisti proprio nel momento in cui voltavano le spalle al loro mestiere.
    Il famoso sindacato generale. La vera fregatura.

  82. Giovanni Says:

    L’alternativa democratica giunse quando il PCI fu ricacciato all’opposizione.Quando non serviva più .La stessa cosa era capitata a Togliatti dopo l’amnistia e la costituzionalizzazione dello stato clericale (art 7 concordato)
    Mauro l’inclinazione all’inciucio viene dalla “scorciatoia ” togliattiana prima o poi bisogna riconoscerlo.Cosi come bisogna riconoscere che la cultura del compromesso (non degli interessi)ma dei principi(ad es.laicita’dello stato)deriva da una scarsa e tardiva assimilazione della pratica democratica(centralismo democratico)
    Sostanzialmente il gruppo dirigente ha sempre imposto al partito il suo punto di vista,fregandosene del sentiment degli iscritti e dell’elettorato.
    Il PCI e’ bello e sotterrato ma quel pezzo del DNA si è trapiantato e sopravvive anche nel Pd

  83. Giovanni Says:

    Ps ho parlato di postumi del compromesso storico.E’difficile risollevarsi dopo una grande sbornia e riacquistare lucidità .Per non parlare della “follia”del comizio di sfida all’università di Roma in pieno “compromesso storico”,quando Lama intravide un pericolo per la democrazia nei vari movimenti extraparlamentare .Il fiuto allora non era inferiore a quello di oggi.
    Onestamente come facciamo a rimproverare soltanto Bersani del “capolavoro”.

  84. Giovanni Says:

    Mauro,non avrai mica per caso dimenticato che nel 1977 il sostegno del PCI alla politica dei sacrifici sarebbe stata premiata con l’ingresso al governo come Cossiga e Andreotti ripetevano quotidianamente .Il tutto ovviamente nell’ampia cornice del compromesso storico?
    Sacrifici dei lavoratori sempre .Da allora non si è più usciti da questo canovaccio,tranne la parentesi referendaria di cui ho parlato

  85. agostino Says:

    Andiamo con ordine.
    1) fine dell’esperienza della solidarietà nazionale. Svolta di salerno. Presa d’atto, dopo l’uccisione di Moro (che non è stato un accidente della storia), che quell’esperienza era da considerarsi esaurita. Domanda: fu scelta saggia? Risposta: SI!. Dopo Moro non vi erano più le condizioni politiche per proseguire su quella strada, Il punto, però, secondo me è un altro. Se abbandoni una strada devi avere preparato o, quantomeno ti devi predisporre, per perseguirne un’altra. L’arroccamento, come i successivi risultati elettorali hanno dimostrato, non è servito. Come si può immaginare vado con l’accetta, posto che sul punto la storiografia è sterminata.
    2) Scala mobile. Io quella campagna elettorale l’ho fatta. Ho parlato con gli operai in carne ed ossa. Mi guardavano come se fossi un ufo. Loro stavano investendo in BOT, altro che scala mobile.
    3) quanto alla scorciatoia togliattiana quale inclinazione all’inciucio mi permetto di obiettare che grazie alla svolta di salerno (1944) l’Italia non ha fatto la fine della Grecia. Le argomentazioni di Giovanni sono vecchie come il cucco e alludono alla presunta rivoluzione mancata per colpa del PCI. Per fortuna che allora a dirigere il partito c’era Togliatti e non Giovanni,

  86. claudiopagani Says:

    D’accordo al 90% con Agostino.
    Aggiungo che ,secondo la mia personale valutazione, il vero DRAMMATICO errore compiuto dal gruppo dirigente PCI, fu quello di non “approfittare” della morte di Berlinguer per portare alla segreteria un giovanissimo saltando 2 generazioni ; questo ci avrebbe risparmiato l’ondivago Occhetto e avrebbe portato inevitabilmente ad una svolta di tipo “socialista europeo” cioè l’unico approdo davvero utile ( si tenga presente che nel 1984 Craxi era ancora molto debole e molto combattuto dalla DC e quindi la svolta ,cui ho accennato, avrebbe fortemente indebolito quel PSI e reso ineludibile il tema dell’unità a sinistra con un PSI minoritario). A supporto di questa tesi aggiungo che Berlinguer ,in alcune conversazioni con Willy Brandt , sosteneva che questo era l’approdo giusto per il PCI anche se lui non se la sentiva personalmente di farlo e ,tuttavia , per favorire questo approdo , probabilmente si sarebbe dimesso al compimento dei 65 anni ( 3 anni dopo). La storia volle diversamente ,il gruppo dirigente PCI ( compreso Napolitano) puntò sostanzialmente alla propria autoconservazione e da quel momento il PCI, e i suoi successori PDS e DS, furono SEMPRE IN RITARDO fino alla nascita del PD ( pallido ed esangue surrogato del compromesso storico con 30 anni di ritardo che ,peraltro, mai Berlinguer e Moro vollero in forma di partito unico) ….e oggi si ha di fronte solo un durissimo e non breve periodo di ricostruzione.

  87. Remo Tedeschi Says:

    Ma come potevi fare una scelta di campo socialista con un psi del genere.
    Il psi contrastava duramente gli approcci del pci al socialismo europeo, erano diffidenti, ricordiamoci che Craxi voleva Forlani al Quirinale non Pertini. In sostanza il psi non era più un partito socialista, ma la premessa di Forza Italia.
    Il testimone passa da Craxi a Berlusconi.
    Poi è meglio stare zitti, i 101 forse cel’hanno loro quel testimone

  88. Giovanni Says:

    @Agostino,precisiamo i fatti e poi facciamo ordine logico-storico e poi passiamo all’interpretazione
    1)Accordo di Yalta:l’italia rientra nella sfera di influenza americana.Non si discute e Togliatti lo sa
    2)Fine della guerra in Italia:non ho mai sostenutto tersi cecchie “come il Cucco”,e cioe che il Pci avrebbe dovuto prendere le armi per impossessarsi del potere in Italia,nè conosco persone sane di mente che lo abbiano mai sostenuto.
    3)Repubblica e costituzione:gli americani dal 1945 al 1948,inizio della cd”guerra fredda”,non hanno preteso che il vecchio regime clerico fascista,con le sue strutture giuridiche e con i suoi uomini trtansitasse uomini e bagagli nel “nuovo stato repubblicano.”
    4)per quanto riguarda il voto per l’art 7 della costituzione “il Migliore” ha Dimostrato di aver un grosso deficit nell’interpretazione di precisi fatti storici:Don Sturzo aveva appoggiato Mussolini in cambio del Concordato e la chiesa per tutto il ventennio era stato un pilastro del regime clerico fascista ,appunto
    5)gli Angloamericani non hanno mai sollecitato l’amnistia per i fascisti
    6)il fatti di cui sopra dimostra che il Migliore pensava di essere un genio e di riuscire a governare nonostante Yalta e la merda clerico-fascista che importava nella repubblica nata dalla resistenza
    7) la verita allora é che si passò dalla monarchia alla repubblica e promulgata una nuova costituzione,ma lo Stato rimase quello clerico -fascista.In altre parole l’organizzazione dello stato resto immutato con le sue articolazioni,con i suoi funzionari con le sue leggi ,con i suoi regolamenti e chi ne ha più ne mette.La costituziuone rimase invece largamente inattuata:La corte costituzionale fu costituita nel 1958 ,e prima di allora nessuna legge fascista fu dichiarata incostituzionale.Le prime elezioni per le regioni si tennero nel 1970.Potrei continuare all’infinito e forse sarebbe utile perchè i comunisti italiani non hanno mai capito bene cosa sia “lo Stato
    8)All’alba del centro sinistra,Nenni -democristiani,nel 1963 lo stato italiano era sostanzialmente sovrapponibile allo stato del 1940.Non era cambiato un granchè
    9)con i socialisti al governo lentamente prima ed in modo dinamico dopo con l’approssimarsi delle lotte degli operai e studenti in tutto il mondo,iniziò la democratizzazione parziale dello stato mediante importanti riforme giuridiche,cioè nuovi diritti.Ma la struttura dello stato allora come prima della guerra rimase lo stesso
    10)le lotte per i nuovi diritti furono sostenute nelle piazze con alterne vicende dal vecchio gruppo dirigente del Pci che aveva fatto la resistenza,Nel parlamento in modo lucido dal PSI(mi vengono in mente Brodolini pe lo statuto dei lavoratori e Fortuna per il divorzio)
    11)nel 1974 si riaffaccia con Berlinquer la vecchia idea Togliattiana del compromesso storico:ineludibile perchè in Cile c’era stato il golpe contro Pinocet.Da precisare per chi non lo sapesse che in Italia i comunisti non erano al potere ma all’opposizione.Per cui non si capiva perchè gli americani avrebbero dovuto far ricorso ad un golpe.Per la verita Berlingue ne trasse il corollario che in italia il pci poteva governare soltanto insieme alla Dc,con il placet dell’America
    Insomma i comunisti stanchi dell’opposizione volevano governare comunque nel bene e ne l male.Questo per me é l’ideologia dell’inciucio
    !2)la manovra di avvicinamento alla Dc comincio con il sostegno alla politica dei sacrifici per i lavoratori varata dal governo Andreotti nel !977 ,che si valeva del braccio armato di Kossiga.Tra febbraio e marzo del 1977 successero cose incredibili:Lama entro nell’università di Roma per sfidare il Movimento,ne fu cacciato e la sera dello stesso giorno arrivarono le autoblindo di Kossiga.A Bologna,a seguito di una serie di provocazioni di Comunione e liberazione,lottra continua reagi,e i carabinieri di Kossiga uccisero deliberatamente Lorusso in zona universitaria.Gli studenti si incazzarono e dopo tre giorni arrivarono a Bologna i Carriarmati
    La sinistra storica extraparlamentare lascio il movimento e rimasero in piazza ,potere operaio,lotta continua e gli indiani metropolitani.Dopo la repressione di massa,gli arresti e gli omicidi sparirono anche questi ultimi gruppi politici e comparvero prima linea e le Brigate Rosse.Rapito Moro,il PCI sostenne il nuovo governo Andreotti,detto di “solidarietà nazionale”,perchè nel frattempo lostato andava difeso dalle “nuove brigate rosse “della democrazia cristiana.
    Con queste idee in testa Lama,sottoscisse il lodo scotti,senza accorsi che nel frattempo Betlinguer aveva adottato la nuova strategia della Alternativa Democratica.
    Mauro ,meno di un Bignamino ,convengo,ma non puoi contestare un solo fatto.Puoi solo continuare a non riconoscere gli errori di Togliatti e Berlinguer
    E senza trascurare che i diritti dei lavoratori sono nel frattempo spariti e non per colpa della globalizzazione,perchè sarebbe un’affermazione anacronistica.In Italia la regressione dei diritti ha avuto inizio con la pesante nanovra di Andreotti sostenuta all’unisono nel !977 dal PCI e dalla CGIL

  89. claudiopagani Says:

    @giovanni , hai costruito una bellissima e suggestiva spy story peraltro del tutto infondata in punto di fatto. Siccome tu consideri “traditori” i principali leader del PCI ( Togliatti e Berlinguer) e che le alternative a loro o erano dei settari ( Secchia e conseguenti rischi di guerra civile) o opportunisti ( lungo elenco ai tempi di Berlinguer) si potrebbe dire con qualche non troppo eccessiva “forzatura” del tuo pensiero che la storia del PCI nel dopoguerra è una storia miserabile.Potrebbe essere “perfino ” vero ; ma ,in questo caso, Berlusconi sarebbe TOTALMENTE d’accordo diciamo……….

  90. Giovanni Says:

    @A scriver cazzate son tutti buoni,a replicare ai fatti della storia ci vuole manico.
    Non ho detto che Togliatti e Berlinquer erano dei traditori ho detto semplicemente che supponevano di saperla più di quanto fosse rinvenibile nel principio di realta.Understand?

  91. Giovanni Says:

    E poi se ho cantato le lodi a Brodolinie Fortuna ciò dovrebbe accenderti la lampadina di destra

    • claudiopagani Says:

      SI ,si ho capito ma senza la grande forza del PCI Brodolini e Fortuna non avrebbero combinato un bel nulla . Il PCI ,infatti, pur stando all’opposizione usava la la sua forza per favorire l’affermazione di leggi ,come quella Brodolini sullo statuto dei lavoratori. E quanto a Fortuna , e alla legge sul divorzio ,è vero che ci furono delle avanguardie come appunto Fortuna e anche Pannella che la promossero, ma senza le masse organizzate del PCI il referendum abrogativo non sarebbe mai stato vinto!( tanto per dire un fatto della storia).
      E i socialisti migliori come Francesco De Martino , se ne resero talmente conto che da allora parlarono di equilibri + avanzati ( che significava mai + un governo senza il PCI). Poi ,con l’avvento di Craxi, tutto fu rimesso in discussione anche perchè il PCI ,secondo me sbagliando, non dedicò la dovuta attenzione alla questione socialista e pensò, semplicemente, di annettersi i socialisti in vista dell’accordo con la DC( puntando stoltamente sulla sinistra di Signorile che “eticamente” era perfino peggio di Craxi). Allora ,forse ( anni 1976/1979) se PCI e PSI avessero siglato un accordo strategico ( che in termini elettorali valeva il 44% di un corpo elettorale che votava per oltre il 90 %) e poi fossero andati ad un accordo con la DC ( di breve periodo ) forse le cose sarebbero cambiate … Ma Craxi non volle e la dirigenza PCI si fidava solo di Moro e quando Moro fu ucciso……..

  92. Remo Tedeschi Says:

    Mi risulta che in piazza nel ’77 c’eravamo anche noi ,del pci
    e a volte, non solo a mani nude, aveva una bella voglia Marco Boato, a sbatterci contro i suoi ma le buscavano, parlo per esperienza diretta, segnava con il ditino Palazzo D’Accursio
    secondo loro il “nemico” era lì.
    alla faccia dei lottatori continui e autonomi, grandi rivoluzionari da galline

  93. Giovanni Says:

    Tedeschi,tu devi essere uno tosto,anche se Marco Boato,visto da lontano, a me pareva una mezza mozzarella
    Ma non mi interessa la goliardia politica ovvero la politica al posto della goliardia

  94. Giovanni Says:

    Aspetto la replica di Mauro

  95. maurozani Says:

    Calma.
    Arriverà.
    “Plus de souplesse camarade Terracini”.

  96. maurozani Says:

    Caro Giovanni,
    solo qualche osservazione sparsa.

    Punto 3.

    Gli USA non hanno preteso? Dove sta scritto, chi te lo dice?
    In verità (storica) gli americani nella logica già preventivata della guerra fredda fecero molto di più e con grande anticipo.
    Vedi un paio di bombe atomiche sul Giappone: Fat man and Little boy.
    Do you remember?

    Sempre in quella logica reclutarono alacremente gli scienziati nazisti a partire da Von Braun che diventò massimo dirigente della NASA e che aveva bestialmente sfruttato fino alla morte molte migliaia di ebrei nel poligono di Peenemunde per fare la V2.

    Beh , in tal acclarato contesto storico , francamente non mi sentirei di dire che gli americani non hanno preteso alcun privilegio per i vecchi fascisti. Anzi è assai verosimile che abbiano suggerito caldamente tale transito a fronte della minaccia incombente costituita dal PCI.

    Punto 5.
    Idem per analogia.
    Dove hai letto, da quali fonti ricavi che gli USA non hanno mai caldeggiato amnistie? Secondo me è assai probabile l’esatto opposto sempre nella logica della cold war.

    Punto 7.
    tutto vero e arcinoto.

    Punto 9/10.

    Vale l’argomento di Claudio.
    I socialisti potevano contare sulla grande e radicata forza del PCI senza di che nulla avrebbero potuto combinare anche perché non avrebbero potuto addurre al loro riformismo il “pericolo” comunista.

    Punto 11.
    Il golpe non era contro Pinochet ma Contro Allende(giusto per chi ci legge).
    Berlinguer capì quel che c’era da capire.
    Esempio, nel 1974 alcuni di noi dormirono in altra sede, a torto o a ragione il tintinnar di sciabole si sentì forte e chiaro.

    Comunque nel compromesso storico , te lo ripeterò alla noia, c’era l’idea – tutt’altro che peregrina e inciucista- che animava anche Moro in base alla quale, solo dopo un periodo di unità nazionale si sarebbe aperta la strada , tramite una reciproca legittimazione, ad una fase politica (e storica) nuova : quella dell’alternanza tra due blocchi contrapposti.

    Trattavasi di una alta sfida reciproca di cui sia Moro che Berlinguer conoscevano tutti i pericoli.

    Moro per questo fu ucciso.
    A meno che non si creda alla puerile versione del delinquente Moretti.

    Punto 12.

    Nel 1977 le BR e Prima Linea esistevano già, erano , operative in campo.
    Ergo non furono mera conseguenza della repressione a Bologna.

    La consapevolezza che animava i comunisti a Bologna e altrove, secondo cui le BR erano un nemico mortale anzitutto del PCI, impedì di comprendere appieno i motivi, le cause, le rivendicazioni del movimento del ’77. E insieme la modernità di quel movimento.
    Il fatto è (e resta) che le BR erano in guerra: essenzialmente con NOI, molto prima che con il SIM (per i giovani: stato imperialista delle multinazionali).

    In conclusione non si tratta , non per me comunque, di assolvere Togliatti o Berlinguer ma di giudicare in un contesto storico determinato le loro scelte politiche. Alcune delle quali anch’io critico. Ma , insomma io resto fedele a vecchie metodologie: l’analisi concreta della situazione storica concreta.

    • Giovanni Says:

      Caro Mauro,nella nostra discussione non hai contestato i i punti sub 1,2,4,6(di assoluta rilevanza) e 78per la prima volta dopo tre anni riconosci che il nostro é uno stato clerico fascista) 8.
      Insomma riconosci la realta oggettiva ma tenti di giustificare Togliatti affacciando per la prima volta,per quanto mi consta la seguente suggestiva tesi:Togliatti fece l’amministia per i fascisti e voto per l’art 7 perchè cosi volevano gli americani.
      Insomma Togliatti era realisticamente sensibile alle istanze americane che traduceva in fatti per accreditarsi(anche lui,come D’Alema e Bersani) come affidabile verso gli US.
      Supporti questa tua suggestione affermando che la guerra fredda sarebbe scoppiata con le bombe atomiche sul Giappone,cioe nell’agosto 1945
      In realtà la guerra fredda in europa inizio co la cacciata dal governo delle sinistre sia in francia che in Italia.Anzi,in italia dove si ammazzano i propri concittadini la guerra fredda inizio a Portella delle ginestre il 1°maggio del 1947,mentre la costituzione italiana fu approvata nel dicembre del 1948,un anno e mezzo dopo
      In nessun altro paese sconfitto,e cioè Germania ,Giappone e Romania fu varato un’amnistia.Non mi pare perciò un argomento il prelievo di cervelli nazisti da parte degli americani per il loro progetti militari futuri.Si trattava come si é sempre trattato di un “bottino di guerra.E poi gli scienziati per portare avanti i loro progetti sono ordinariamente disposti a vendersi al diavolo.
      Dunque l’amnistia del 1946 fu un provvedimento autenticamente togliattiano ,cioè di pacificazione nazionale,che faceva di tutta l’erba un fascio.
      Persino i fascisti condannati a morte per gravi omicidi e stragi commesse insieme ai nazisti,ottennero la revisione del processo e andarono assolti.
      Diversamente i nazisti ancora oggi vengono processati a distanza di circa 70 anni dalla dine della querra e le repliche televisive dell’ispettore Derrik,sono vietate perche nel frattempo si è scoperto che era un nazista.
      Aggiungere altro mi sembra troppo,stante l’evidenza delle castronerie compiute da Togliatti in persona,al quale i buoni dirigenti comunisti italiani chissà perche riconoscevano la primazia.Forse perche era stato a Mosca per molti anni? .Anche allora la sinistra e la resistenza ,come oggi,non ci capì una mazza.Mentre i fascisti si fregavano le mani e sorridevano,cosi come oggi sorride “largamente2 Berlusconi,la sinistra scese in piazza
      Ci furono proteste vere e scioperi, ma Togliatti andò avanti per la sua strada,come hanno sempre fatto poi Berlinguer ,Occhetto,D’Alema ,Veltroni e Bersani
      Per quanto riguarda il tintinnio di sciabole di latta,per giustificare ulteriormente la scelta del compromesso storico ,ormai se ne parlava praticamente dal 1966.E nessuno ha mai pensato che “i nostri cialtroni”fosserro disposti a prendere neppure una bastonata .Figurarsi poi il Cile in Italia nel 1974
      E’ vero si dormiva in federazione da quando negli anni settanta Almirante,cinicamente utilizzato dalla Dc,girava il centro e il sud Italia scortato da 150 cattivi celerini,e più precisamente da quando furono presi d’assalto le federazioni dell’Aquila e Reggio
      Difendevamo le federazioni dai fascisti,sperando che tra i dirigenti non ci fosse un “giornalista”,come accadde a L’aquila
      .Ma niente di più
      .Ogni tanto capitava semplicemente che arrivava un’allarme per verificare che la struttura organizzativa non fosse al mare.
      Prendo atto Mauro,che invece hai glissato del tutto sulla politica dei sacrifici imposti ai lavoratori italiani da Andreotti nel 1977 con la cooperazione di PCI e CGIL in vista dell’ingresso al governo dell PCI.Questo non lo puoi contestare

  97. agostino Says:

    Anche io aspetto la replica di Mauro. Nell’attesa alcune precisazioni.
    1) Rivoluzione mancata. Tesi sostenuta da molti alla fine degli anni sessanta. Che chi sosteneva questa tesi fosse sano di mente non lo so. Per certo so che ho sentito sostenere questa tesi con le mie orecchie e ti assicuro, caro Giovanni, che in quegli anni (68), non erano pochi.
    2) Compromesso storico. In verità se ne iniziò a parlare prima dei fatti del Cile (il dibattito sul Contemporaneo è antecedente ai fatti del Cile). Il compromesso storico, al di la delle suggestioni rodaniane, altro non era che il tentativo di portare il PCI al governo del Paese. Era un reato? Io non credo.
    3) Io sono per una riabilitazione dell’inciucio. Mi riferisco, ovviamente, a ciò che ciò ha voluto dire nella prima repubblica e non a quello ci viene proposto all’alba della terza repubblica. Sulla cosi detta seconda repubblica è meglio stendere un velo pietoso.

    • Giovanni Says:

      Il governo di un popolo,di una nazione si conquista con la buona politica se si riesce a prevalere sulle forze avverse..
      La storia insegna che spesso il nemico ci offre un’opportunita per strangolarci.Un leader,un vero capo,e’tale soltanto se non conduce la sua parte alla rovina ma sperimenta una reale possibilità’ per la conquista del potere.Poi si può vincere o perdere.
      Pretendere di governare in assenza di una possibilità reale e’un misfatto.Significa confondere la realtà’ con un “ragionamento”
      Il compromesso storico era un “ragionamento sballato”,fuori dalla storia,al di la del principio della realtà ,metafisica politica,un groviglio di parole a sostegno di una legittima aspirazione.

  98. Remo Tedeschi Says:

    E, Adenauer? diversi nazisti collaboravano con lui, anche Kesserling, perdonavano i tedeschi, (G.Grass)

    • Giovanni Says:

      Non vorrei che ti fossero sfuggiti l processi di Norimberga e Tokyo
      .Se a Mussolini non ci pensava il “Colonello Valerio”,certamente anche lui sarebbe morto di vecchia a Predappio o in Spagna

  99. Remo Tedeschi Says:

    su Mussolini hai ragione, anche su Romualdi e Almirante, però come ha fatto a sfangarla Speer?

  100. maurozani Says:

    Simpatizzo con Agostino.
    Tu Giovanni riduci tutto all’inciucio, parola inventata credo da Velardi verso la metà degli anni novanta e poi giocata contro il suo stesso leader.
    C’entra nulla con Togliatti e tutto il resto.

    Mi fai dire cose che non ho detto come che il Migliore fece l’amnistia per conto degli USA.
    Insomma semplifichi un pochino troppo.

    Questa idea di giudicare la storia alla luce degli eventi attuali non la condividerò mai. Non è seria, non è rigorosa e alla fine (fatte salve le intenzioni) non è intellettualmente onesta.

    Quanto alla data d’inizio della guerra fredda vari storici la datano diversamente. Ma non ci son dubbi, per me, che era già in corso nell’ultima fase della guerra. Potrei argomentare a lungo.
    Quanto a Mussolini la sentenza di morte, come sai, fu emessa dal comando CLN Alta Italia ed eseguita, con alta probabilità, per ordine di Luigi Longo.

    Quanto al processo di Norimberga, ebbene fu voluto (nell’ambito della incombente guerra fredda) principalmente da Stalin. Gli americani l’accettarono respingendo la tesi avanzata nel corso della guerra da Churchill che pensava e diceva più o meno così: “vanno passati per le armi man mano che li prendiamo senza processi”. La citazione non è testuale, ma rende il senso. Chissà che non avesse un pochino di ragione Churchill anche alla luce dei vari tribunali speciali istituiti(sempre dai vincitori) in seguito? E qui si cammina su di un ghiaccio sottile, tuttavia anche solo ri-pensare criticamente può far del bene alla testa.
    Resta che a Norimberga si fece un’operazione politica di forte e significativo impatto, ma molti caporioni nazisti non erano in quell’aula e non si trattò di un mero caso. Liquidati gli “operativi” più esposti e noti fu stesa una pesante coltre di silenzio sui complici. Sulla grande industria degli armamenti per esempio, alcuni settori della quale si fecero carico di tutto l’apparato “tecnico” necessario allo sterminio. Insomma i grandi nazisti dell’industria e dell’economia del Terzo Reich non sono mai stati chiamati a rispondere della loro volitiva responsabilità, del loro servizievole entusiasmo, della loro partecipazione attiva, del loro totale consenso al regime nazista che era poi anche il loro regime, da loro fortissimamente voluto. Serve a poco adesso prendersela con i trascorsi dell’ispettore Derrik….

    Lo stesso Speer (di cui ho letto l’ottima e furba autobiografia) la sfangò grazie alla sua intelligenza e ai contatti presi in precedenza con gli anglo-americani.
    Insomma, dopo ogni guerra, si salvano intellettuali(non tutti) e padroni del vapore(tutti e sempre).

    Tutto ciò per dire che in Germania non fu varata un’amnistia si fece di peggio , molto peggio.
    Nell’ambito della guerra fredda fu consentita ai tedeschi la congiura del silenzio.
    Per lunghissimi anni e ancora oggi prevale la tesi, contestata da pochi giovani storici, che il popolo tedesco non sapeva.
    Ergo nessuno doveva esser amnistiato nella Germania poi divisa dal muro.
    Non siamo tutti berlinesi?

  101. Giovanni Says:

    Mauro,la mia reductio ad absurdum,serviva semplicemente a dimostrare l’erroneita delle premesse da cui muovevi per dimostrare la bontà delle scelte politiche di Togliatti e Berlinquer
    La storia di ieri vista con le lenti di oggi non è un metodo scorretto.La storia e’soggetta a continue rivisitazioni e aggiornamenti.
    Con il tempo si distacca dalla cronaca e proietta le sue luci e le sue ombre sul presente
    Il contesto ,certo ,e’inprescindibile ma non sottrae i protagonisti dal giudizio dei posteri
    È poi Mauro ,possiamo tu ed io negare che la storia e’maestra di vita?
    No,non possiamo ,così come Togliatti ,tornò a ripetere,non poteva dimenticare le gesta dei popolari di Don Sturzo a braccetto con i fascisti dopo i patti lateranensi .Se l’Italia non è un paese laico una certa parte di responsabilità non possiamo non attribuirla a Togliatti.I socialisti votarono all’art 7 .Perche?

  102. maurozani Says:

    E allora dilla più semplicemente. Vivaddio. Io per esempio son contrario al concordato. E’ ora di abolirlo. Semplicemente. Oggi , a differenza di “ieri” costituisce un intollerabile anacronismo. Ciò non m’impedisce di apprezzare il contesto storico in cui agirono tanto Togliatti che Berlinguer. Essendo più vicino al secondo che al primo.

  103. Giovanni Says:

    Mauro,per abolirlo ci muole una maggioranza di 2/3 del Parlamento e nel Pd c’è più di un depèutato che non avrebbe mai votato per Rodota perchè presiede il comitato per l’art. 33 a Bologna.Una prodiana l’ha detto esplicitamente a servizio pubblico.E anche se miracolosamente fosse eliminato dalla costituzione,il concordato ha fatto danni che definire irreparabili é poco.

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