No, non è la DC.

Adesso le cose sono in chiaro.
Qualcuno , più d’uno per la verità, fa notare che è rinata la Dc dalle macerie del “partito nuovo”.
Certo il nucleo dirigente del governo è senz’altro a denominazione d’origine democristiana, garantita e controllata, a partire da Letta e Alfano.

In verità a me appare più ambizioso il piano che ha portato Letta il giovane alla presidenza del consiglio dopo il suicidio del PD di Bersani e proprio nel momento in cui in Europa comincia a farsi timidamente strada l’idea di una correzione delle politiche d’austerità , in attesa delle elezioni tedesche.

Al PD è toccata la pars destruens nel sostegno acritico al governo Monti.
La solita carne da cannone.

Al bilderberghiano Letta spetta di riaprire ,in Italia, sulle macerie del PD e della sinistra una via diversa.

Le lobbies che contano dopo aver attaccato i pilastri del modello sociale europeo , erodendone le fondamenta, puntano adesso a creare le condizioni per il completamento di un nuovo sistema di relazioni sociali cui deve,necessariamente, corrispondere una riforma del sistema politico.

E così, sul piano sociale si dovrà procedere a togliere di mezzo ciò che resta di un complesso di diritti e conquiste risalenti al secolo scorso per aprire la strada ad un originale sistema di welfare.
Non si tratta più di dare forma giuridica e forza di legge a diritti ottenuti di volta in volta entro il conflitto sociale e la normale dialettica sindacale, quanto piuttosto di far calare dall’alto misure volte a scongiurare il pericolo (paventato da Draghi) di forme estreme di protesta sociale.

Ciò comporta, almeno a parole, un limitato contenimento della voracità distruttiva insita nel capitalismo finanziario (Capitalesimo , secondo Paolo Gila o Finazcapitalismo secondo Luciano Gallino) e di mettere in campo un insieme di politiche assistenziali spacciate, di volta in volta, per premialità al merito, infingarde politiche di pari opportunità, e pura e semplice carità verso le ormai vaste zone di emarginazione sociale.

In questo ambito va intesa la foga con la quale Letta il giovane, giura sulla priorità della lotta alla disoccupazione giovanile.

Nel frattempo si dirà che questo strano Welfare è tutto ciò che ci possiamo consentire in virtù dei nostri vizi passati e in attesa di una ripresa economica che viene regolarmente spostata all’anno successivo da ormai più di un lustro.

No, non è la DC . E’ sempre e ancora il governo dei tecnici.

Letta ha il vantaggio , a differenza di Bersani d’esser credibile , per nascita, a condurre in porto un progetto tecnocratico di livello europeo.

A completare il quale deve corrispondere una riforma del sistema politico che rechi stabilità e governabilità.

Per questo abbiamo un ministro alle riforme Costituzionali.
Una vera e propria aberrazione dato che tali riforme riguardano la prerogativa costituzionale del parlamento e non dei governi.

A ciò s’aggiunge l’idea del tutto strampalata di una Convenzione da eleggere nel parlamento e non tramite il libero voto dei cittadini.
Dunque non una Convenzione ma semplicemente l’ennesima bicamerale il cui dominus , ancora una volta risponde al nome di Berlusconi.

Tanto è vero che il ministro Quagliariello s’affretta a chiarire che la riforma elettorale non potrà precedere bensì seguire il completamento della riforma costituzionale.

Il tutto col beneplacito di un PD che voleva aprire un confronto con le istanze rappresentate dal M5S e che è approdato, dalla sera alla mattina, al governo con Berlusconi che pure aveva esorcizzato in mille modi durante tutta la campagna elettorale.

A questo punto si nota un evidente paradosso: a contrastare per ragioni personali(incombono processi) un tal disegno tecnocratico potrebbe essere proprio il Berlusca che passando dal terzo al primo posto nei sondaggi elettorali tiene il coltello dalla parte del manico, ben al di là dell’IMU, e può decidere d’andare a votare quando più gli aggrada. E con il porcellum.

Insomma o stai nella padella del progetto tecnocratico o cadi sul braciere del populismo berlusconiano dopo aver rifiutato un serio confronto (vedi vicenda Rodotà) col populismo grillino.

Tale è il destino del partito mal nato.
Al quale non si vuol sottrarre, a quanto pare neppure in extremis e marginalmente.

La vicenda delle commissioni parlamentari di garanzia grida vendetta a tal proposito.

Ma come, volete dare il comitato di controllo sui servizi ad una minoranza (La Russa) che vanta un 2% e anche meno e la negate alla “minoranza” del M5S che ha ottenuto il suffragio di un terzo dell’elettorato?

Vi sentite più garantiti da La Russa?

Bah, così stanno le cose.
Ciò che resta del PD si rinchiude nel palazzo (del governo) in una posizione assolutamente marginale.

Fuori s’agitano attivisti, militanti, minacciando fuoco e fiamme.

Con particolare generosità e inaudita ingenuità (al netto del figlio di Prodi) i “nativi”, a partir dalla Bolognina, salgono sulle barricate a difendere un partito che non c’è più, mentre sulle sue povere spoglie intrecciano manovre sul futuro a partire dalla complementarietà rivendicata da Barca con Renzi.

E così mentre il vero confronto si gioca tra Letta e Berlusconi nel post partito si continua cianciare di nulla, tra primarie e congressi.

E in ciò che resta della sinistra dopo la rottura dell’alleanza col PD s’aprono i soliti laboratori/officine/ateliers, nei quali fanno capolino figure nuove…. per tutte le stagioni.

Cofferati, yes!

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102 Risposte to “No, non è la DC.”

  1. NoBigBanks.it Says:

    lettura interessante, che torna con la nostra analisi sul governo Letta che pare un Monti bis.

    http://nobigbanks.it/2013/05/02/il-governo-monti-ii/

  2. ugo Says:

    Lettura interessante e condivisibile (specie su Cofferati), ma come sempre accade a sinistra e non solo, non esiste traccia di una proposta alternativa capace di guarire questa società malata.
    Che i partiti siano in una situazione di crisi e mancanza di credibilità è cosa certa, come certa è la mancanza di valori che riempie la nostra società, piena di buoni a niente, sfaticati criticoni incapaci di sudare e assumere responsabilità.
    Purtroppo credo che per l’occidente accadrà come accadde all’impero romano nel 476 dc. crisi sociale più crisi economica, uguale disfatta assicurata. Allora non c’era il PD!

    Credo che sarebbe bene che ognuno di noi cercasse di capire i propri errori ed egoismi, cercando di quantificare quanto abbiamo dato e quanto abbiamo preso da questa società (e da questi partiti), poi se rimane tempo (e ne dubito), impegnarsi nella critica che a quel punto sarebbe sicuramente costruttiva e credibile, e non lascierebbe più lo spazio a questa politica patume

  3. Doriano Says:

    Caro Zani sono un sessantenne come lei. Condivido la sua analisi. Nel nostro circolo cerchiamo di fare qualcosa per evitare che vada tutto a ramengo ,a dire il vero con molte perplessita’. Quello che le vorrei chiedere, cosi’, a livello personale,la sua intelligenza politica, lucidita’, la sua esperienza sopratutto, perche’ lasciarla solo in un blog seppure molto interessante? In questo caos perche’ non tornare nella mischia? Perche’ non lasciarsi andare alla pazzia.
    DO:

  4. maurozani Says:

    Caro Doriano son ammaestrato dall’esperienza. Fui pazzo quando scrissi una mozione contrapposta a quella di Fassino per cercar d’influire sul corso degli eventi. Credevo seriamente che ci fosse bisogno di un nuovo partito. Compresi presto che se ne faceva uno vecchio per mere ragioni di potere e di personale convenienza: la permanenza delle vecchie classi dirigenti.
    So che si diceva una cosa e se ne pensava un’altra. Tanti , insospettabili mi dicevano: “ma che fai , vieni nel PD e ti ritagli il tuo spazio, la tua rendita, anzi c’è bisogno di te per presidiare il confine a sinistra, ragiona politicamente”.
    Il mio modo di ragionare politicamente era però assai diverso da quei miei compagni.
    Il risultato a pochi anni di distanza è sotto gli occhi di chiunque abbia occhi per vedere.
    Insomma : ho già dato.
    Fino all’estenuazione.
    Altri magari hanno più forza di me.

  5. Gianni Says:

    Cavolo siam pessimisti forte, certo come sinistra non siam messi per niente bene, ma proprio una tabula rasa come dici tu è difficile da digerire!
    Non lasci via di scampo!

    Almeno diamo una tenue, labile speranza agli Stati Generali della sinistra dell’11 maggio con Rodotà e Vendola (speriamo non piena di ex nelle prime file), consapevoli che ci vorra’ tempo e una buona dose di coraggio!
    Comprendo che il riaffacciarsi di Cofferati per voi Bolognesi sia un duro colpo ma…………
    @Doriano concordo con Mauro: spendere energie per il cambiamento dall’interno del PD è come vuotare il mare con un secchiello, semplicemente impossibile!
    Ormai siamo alla guerra per bande!
    Come se nulla fosse accaduto, continuano a convocare “CAMINETTI allargati” ai segretari Regionali, Bersani dimissionario incontra Renzi, Barca si dice complementare a Renzi (che delusione anche questo e non solo per colpa sua) ecc.
    Ma non ti, vi sembra assurdo tutto questo.
    E’ Chiaro che se escono in modo più o meno “unitario” Sabato, vuol solo dire che han trovato l’ennesimo accordicchio provvisorio tra i soliti noti, per pararsi il loro deretano, sperando di trovare in futuro l’ennesima sedia su cui appoggiarlo!
    Mauro e altri: ma secondo voi Civati è anche sostanza o solo un ottimo comunicatore?

  6. Remo Tedeschi Says:

    Tranquilli, il pd si tira fuori dai guai, calma, faremo una sana scazzottata, e poi via….. più belli e più forti di pria.
    macchè funerali,scherziamo! (e poi non c’è più belzebù)

  7. Roberto Says:

    La riemersione di Cofferati (uomo che non chiede mai, a cui tutto è offerto) è inquietante.
    Se solo Demaria facesse un po’ di chiarezza renderebbe un servizio di verità agli elettori, lui che è stato trattato dal Coffy peggio di come la grillina ha trattato Bersani.
    E senza lo streaming.

  8. claudio bragaglio Says:

    Mauro, oltre a dirci ciò che non va, al punto in cui siamo hai pure un’idea su ciò che si fa?

  9. Giovanni Says:

    Il PD è semplicemente imploso.Tutti corrono a raccogliere membra e brandelli di carne ed ossa per i futuri pasti.
    Li dentro quasi tutti si erano iscritti per soddisfare i loro appetiti e perciò non é da escludere che un qualche compromesso tra i convitati sia raggiunto nell’interesse comune
    Gli interessi sono tanti.Riguardano il piccolo assessore del comunello fino all l’aspirante alla presidenza del consiglio del prossimo governo
    .Perciò c’é da star certi che proveranno a ricucire il cadavere riepiendolo con la paglia

  10. roberto Says:

    Da Repubblica di oggi apprendo che il sig. Gino si è dato al teatro.
    Elitario ed evocativo come “I transiti di Venere” in cui l’anno scorso recitò un altro Fausto (Bertinotti).
    A Roma lo spettacolo era gratuito, e tra le citazioni artistiche vi era l’Origine del mondo di Courbet.

    Aspettiamo le recensioni

    • Giovanni Says:

      Ricordi,lo avevo previsto.Gino é nato per far teatro.Davvero sprecato invece a redigere tabbelline elettorali
      Vedrai ,il successo sarà planetario

  11. maurozani Says:

    E vai Tedeschi!
    Sempre allegri bisogna stare , il nostro piangere fare male ai Re….e ai principi e ai cardinali…

  12. maurozani Says:

    Ugo e Claudio(Bragaglio)

    Alternative?
    Le ho puntualmente e anticipatamente indicate e descritte , sia per ciò che riguarda gli schieramenti politici (alleanze, quelle da fare e quelle da non fare) che per ciò che riguarda i contenuti.

    Nell’archivio del blog le trovate tutte.
    Mese per mese, stagione per stagione, dalla mala nascita del PD ad oggi.

    Ebbene tutte queste alternative sono state rifiutate dal PD.

    S’è fatto l’esatto contrario.

    Il risultato l’avete sotto gli occhi.

    E adesso si viene a chiedere a me cosa fare?

  13. Remo Tedeschi Says:

    Mi aspettavo da Giovanni,( assieme all’appetito dei dirigenti pd) un
    pensierino sugli amici grillini,che votati a grandi battaglie morali, stanno litigando per tenersi il bottino(Grillo è sceso a Roma per quello).
    ps
    non è allegria, è ottimismo nella base pd che è meno cogliona di quello che si pensa.

  14. maurozani Says:

    Già la famosa base . Stiamo parlando di quella stessa base che s’è recata in massa alle urne per votare Bersani e ritrovarsi Letta, il giovane. Sempre quella famosa base cui fu detto che con Berlusconi mai e che oggi è pure ottimista? Tanti auguri.

  15. Giovanni Says:

    Tedeschi,un giorno a Roma costa 400-500 euro,perciò hanno ragione gli eletti.Non puoi passare la giornata a far di conto anziché espletare la funzione E poi Grillo non si e’ancora accorto che la campagna elettorale e’ finita.Personalmente ho sempre pensato che i parlamentari devono essere retribuiti dignitosamente Poi saranno troppi ma questo e’un’altra storia
    Insomma,Tedeschi,non mi occupo di caccole

  16. claudio bragaglio Says:

    …e a chi si deve chiedere, Mauro, sì proprio “adesso”, se non alle persone che si stimano? Ti leggo e so quel che hai pensato (peraltro, da me in gran parte condiviso) in questi anni. Il problema stringente non sono però le validissime ragioni del passato, per quanto prossimo, ma – hic et nunc – un’idea su ciò che si fa (si potrebbe fare) dopo i recenti disastri del PD ed in presenza del governo Letta. Insisto: qui ed ora, per una diversa prospettiva od un diverso progetto. Intendiamoci, non è obbligatorio rispondere, ma se vi sono idee nuove sul futuro della sinistra in Italia, sulla “ri-articolazione” del centro sinistra e dello stesso PD, il tempo dell’emergenza e del congresso è quello buono. Dici d’aver già dato, fino all’estenuazione. Ok, e ti capisco. Ma io mi son limitato (sempre per via della stima…) a chiederti una “idea” tua sul da farsi, qui ed ora, nelle condizioni date. Nulla di più, ma – permetti anche a me un filino del tuo stesso risentimento – pure nulla di meno o di diverso.

  17. Remo Tedeschi Says:

    Sono d’accordo con Andrea.

    • claudiopagani Says:

      Non so se si tratta di “latente disprezzo” ma io ,che pure sono ancora iscritto al PD come male minore e l’ho anche votato alle politiche, ho la stessa identica ” considerazione” che ha Mauro della mitica “base.
      Parliamo ,in particolare ,della base emiliana che ,ovviamente, conosco meglio.
      Si tratta ,in gran parte, di gente che pratica una miscela di “stalinismo” ( il/i capi hanno sempre ragione e anche se così non pare c’è di mezzo sicuramente un “orribile complotto”) e grande pragmatismo ( che molto spesso degenera nell’opportunismo) che li porta a intuire il “business” ( mi pare il vero motivo per cui sono prodiani in quanto dopo l’avvento di Prodi -nel 1995- lui ha condiviso con loro la gestione della “roba” che è ancora tanta ma che ,forse , potrebbe calare in fretta se ,davvero come mi auguro, davvero fossero sbalzati via dai posti di comando nel partito nazionale – comunque si chiamerà).
      Spesso è gente che ,dopo aver praticato la “liturgia” comunista, fino all’inizio degli anni 70 sono diventati ,per poco, socialdemocratici per poi diventare cinici e “increduli” se non nel potere che esercitano ” naturalmente meglio di tutti e a fin di bene”. Già alla nascita del PDS erano molto di “destra” ( con qualche lodevole eccezione) e pensavano che la fine del PCI non li riguardasse perchè erano già da molto tempo oltre. E cosi non aiutarono per niente la necessaria autocritica verso una forza della Sinistra europea ( roba per “romani”) .Poi arrivò Prodi e fecero bingo…L’eminente statista ,infatti , non gli chiese affatto di rinunciare alle “feste dell’Unità ” ma anzi li invitò ad esaltare quel momento di autentico “volontariato” mentre la linea politica la dettavano lui e i suoi Professori spingendo verso un grande partito democratico ( a loro non costò nulla perchè dopo l’abbandono della liturgia “comunista ” non credevano davvero + a nulla se non ad una generica giustizia sociale condivisibile anche da molti parroci di campagna)..
      Ora .però, tra le tante cose negative del risultato di febbraio c’è anche ,un elemento positivo, e cioè il crollo del gruppo di comando emiliano e quindi ,se mi è consentito uno slogan, “il muro di Berlino è caduto anche qui.
      Anche in Emilia ,se proprio vorranno contare, dovranno tornare a fare davvero politica ( ma sarà necessaria una lunga fase di apprendistato vista la loro “inesperienza” sul tema).
      A occhio e croce quelli veramente di sinistra ,in Emilia, voteranno M5S( non io tuttavia) ,in attesa che nasca davvero un “nuovo partito democratico” ; penso che già nelle elezioni amministrative del 2014( 5 capoluoghi emiliani) ci sarà il collasso delle cosiddette amministrazioni “rosse”….
      Amen

  18. Andrea Says:

    Ho avuto un attimo di smarrimento, ma ora sto meglio. Andrea non sono io.

  19. Gianni Says:

    Ma contro il “collasso delle cosiddette amministrazioni rosse” (per meglio dire roseee) i dirigenti emiliani e anche nazionali hanno già una strategia sopraffina:
    non fare liste PD, ma liste civiche……….. mi immagino il terrore degli avversari! Non sò se cambieranno anche nome o aspetto……..quando si dice l’orgoglio dell’appartenenza!!!
    Che menti eccelse, vero Remo?

    • Giovanni Says:

      A imola ,dove il Pd rischia di perdere il comune,ci sono due liste del Sel:una Ufficiale,ispirata dagli uomini di potere del Sel che sostiene il sindaco uscente e l’altra del Sel imolese,con i candidati scelti dagli iscritti e militanti
      Vedi un pò tu che ti vanno a combinare le combriccole che siedono a Palazzo
      Gente perbene per carita,ex sindacalisti ,ex comunisti ecc.In effetti la partita e sommamente importante e nella città di Imola si aggira un “grosso franco tiratore”,trombato in malo modo alle scorse elezioni nazionali

  20. Giovanni Says:

    Mauro,i brandelli del Pd pare vogliano eleggere segretario-reggente il giovane Speranza,il quale però ha dichiarato di non accettare,perché ama il suo lavoro di capogruppo
    Siamo arrivati dunque a questo:l’ambita carica viene offerta ad un giovane di buone speranze proveniente da una delle regioni più piccole e arretrate d’Italia e dove recentemente il Presidente della giunta regionale,un ex democristiano del Pd,si é dovuto dimettere con l’accusa di aver fatto la cresta sui francobolli
    Non ti pare di cogliere in questa vicenda l’eco della nomina dell’ultimo imperatore romano d’occidente,l’adolescente Romolo Augusto,

  21. Remo Tedeschi Says:

    Gianni ,mi sai dire dove sono le menti eccelse a sinistra del pd?
    Ingroia,Ferrero Diliberto,le varie falcemartello nelle schede elettorali?
    anche il buon e stimabile Rodotà, ha accettato una candidatura da chi lo ha offeso per mesi(per la sua o sue pensioni),se, così candido
    non doveva accettare, o esigere scuse. si è dimenticato?………….
    Comunque , siamo i primi a essere inc………. con i dirigenti, non assistiamo passivi, e ne sono informati, gli aspettiamo.

  22. Giovanni Says:

    Dopo il gran rifiuto di Speranza,i piddini hanno pensato di somministrare un pò di camomilla a tutti.Epifani sarà reggente

  23. maurozani Says:

    Caro Andrea gran parte di quella mitica base è stata “la mia gente”. Non la disprezzo , semplicemente la conosco.
    E per questo ne prendo, ormai da tempo, e dolorosamente le opportune distanze. Se non ci si distanzia non si aiuta.

    PS. In ogni caso sappi (semmai informati) che mai , neppure una volta ho accarezzato la mitica base per il verso del pelo.
    Anzi.
    Perciò ritengo di aver assolto il ruolo dirigente ch’essa m’aveva per lungo tempo affidato.
    E sempre con voti rigorosamente segreti espressi in ampie platee.

  24. maurozani Says:

    Altro che primarie!

  25. maurozani Says:

    Caro Claudio Bragaglio, il problema è che trovo sempre un mucchio di persone che mi dicono: hai ragione. Poi quando si tratta di decidere seguono regolarmente la strada sbagliata. E’ accaduto nel novembre del 2011, quando pensavo e scrivevo che bisognava mettersi di traverso (anche a Napolitano) per andare a votare. S’aveva il vento in poppa. Ebbene si fece l’esatto opposto sostenendo le aberrazioni (bilancio in pareggio in Costituzione, riforma delle pensioni, fiscal compact etc..) del mediocrissimo Monti.
    Non paghi s’è fatta una campagna elettorale proponendo l’alleanza con Monti (il proprio carnefice) . Io dicevo e scrivevo ch’era un errore, che , com’è noto è peggio di un crimine. Mi si diceva : hai ragione. Poi si seguiva la corrente. Fino ai fatti e misfatti attuali. Mai con Berlusconi e poi governo con Berlusconi. E la sua peggior feccia (lo dico in senso politico) a presiedere le commissioni parlamentari. Prima ancora s’era svolta l’indegna sceneggiata con Grillo senza fare l’unica cosa che l’avrebbe messo sotto peso: votare subito Rodotà ed eleggerlo.

    Comunque per me la polemica è finita con quest’ultimo atto. Per me il PD è semplicemente morto e sepolto. Non lo voterò più, neppure per il tramite di SEL come ho fatto alle ultime elezioni.
    Basta.
    La festa è finita.

    L’ho scritto e lo riscrivo.
    L’unica alternativa è mettersi all’opera per ricostruire le ragioni di una sinistra dei nostri tempi. Una sorta di traversata del deserto.

    PS. Se poi dovessi dare un consiglio puramente tecnico a chi sta nel PD e vuole provare (inutilmente ) a cambiarlo, direi che il governo Letta andrebbe trasformato in un governo di scopo: riforma elettorale subito assieme ad un provvedimento straordinario per rilanciare l’economia cosiddetta reale, e un pugno di soldini in vista della scadenza della cassa integrazione in deroga.
    Basta così.
    Poi al voto.

    Otto mesi non diciotto.

  26. maurozani Says:

    Otto mesi: un imperativo per non lasciare il coltello dalla parte del manico in mano a Berlusconi. Chiaro?

  27. maurozani Says:

    Ah , Andrea, adesso che ci ripenso trovo francamente abbietto che tu mi ritenga senza onore.
    Non me l’aspettavo.
    Resto ferito.
    Amaramente.
    Anche perché nella mia visione , etica della politica, contrapporsi alla base, a volte (come questa volta) è la condizione imperativa per assumere una posizione molto onorevole.

    PS. Vale anche per te Tedeschi che unisci la tua manina alla stiletto di Andrea.

    • AndreaG Says:

      Grazie per l’abbietto. Ma non ho scritto che ti ritengo senza onore, al contrario sei stato e rimani per me un importante punto di riferimento, infatti seguo regolarmente questo tuo blog, ho scritto che non ti fa onore parlare in quel modo della base, non perchè sia sacra, ma proprio perchè è più o meno la stessa che hai guidato per tanti anni.

  28. Remo Tedeschi Says:

    Zani, dobbiamo essere tutti dei buoni incassatori, a volte picchi duro
    dobbiamo solo prenderle,? guarda che la base pd ,è tosta prendine atto, se tu facessi riunioni oggi, eh… non le beviamo più ,le lezioncine.

  29. maurozani Says:

    Da quando non bevete? Fino ad ora vi han detto che con Berlusconi mai e dopo ben vent’anni di dure lezioni siete finalmente al governo con lui. La verità è che dal 2007 vi bevete di tutto e di più….Se va bene a voi va bene anche a me.

  30. Remo Tedeschi Says:

    Questa storia “……con Berlusconi mai, poi c’è un governo così, da un politico esperto come Zani, proprio no eh, come sono venute le vicende? chi si aspettava 101 str……. che tradiscono?se passava Prodi, questa menata (con il pdl mai ecc,ecc,)non c’era, non si può
    lasciare un paese sempre in ballo a tiramenti, è un governo d’emergenza, lo sanno tutti anche i gatti.
    Poi se si vuole speculare .
    Dov’è la credibilità di Grillo? ma non vedete che diventa sempre più fascista? e ripeto, chi a sx può dare lezioni ,a un pd anche sinistrato?ogni capetto si fà un mini partitino.

    • claudiopagani Says:

      @Remo ,guarda che anche se i 101 non avessero “tradito” come dite voi in cerca di alibi , a Prodi sarebbero sempre mancati 8 OTTO ( voti) perchè il Centro- Sinistra non ha MAI avuto la maggioranza in parlamento per eleggere da soli Prodi ( o forse qualcuno sperava in 8 “traditori ” di Monti o M5S ?!) Grillo tu oggi lo chiami “fascista ” ma quando 12 dei suoi hanno votato per Grasso pensavate che fossero autentici democratici e speravate che ce ne fossero molti di + a sostenere gratuitamente Bersani presidente del consiglio ( questi non sarebbero stati “traditori della volontà di chi li ha votati non certo per sostenere un governo Bersani- altrimenti avrebbero votato direttamente PD?!
      Sinceramente ,caro Remo , vi vedo molto molto presentuosi e del tutto incapaci di quell’autocritica che prepari un onesto riconoscimento della realtà e della sconfitta .
      Nel grande PCI questo drammatico disconoscimento della realtà non avrebbe coinvolto neanche un modesto segretario di una sezione di montagna…

  31. Giovanni Says:

    Il vostro Parroco anche con i famosi 101 non sarebbe mai stato eletto perché non aveva i voti neppure a tavolino E poi i piddini anche se hanno un quoziente medio basso non sono del tutto fessi.Prodi li avrebbe portati subito alle elezioni anticipate e gli onorevoli perdevano le prebende
    Tedeschi ,poi come ti permetti di dare del fascista a Grillo.Forse perché non è’ un ipocrita parrocchiano?
    Per esempio io condivido la sua opposizione ad una legge sullo jus soli.
    La verità e’che il vostro propagandismo con i ministeri per l’integrazione sono tutte fregacce..
    Intanto cominciate a dare case dignitose ai lavoratori immigrati,eliminate il lavoro nero,così anche i figli degli immigrati cominciano a pagare la retta come gli operai italiani
    Cazzo,gli ospedali italiani sono frequentati soltanto dagli extracomunitari senza reddito ufficiale perché non pagano il ticket,mentre gli operai italianini non possono fare neppure gli esami del sangue perché dopo aver pagato tasse e contributi per l’assistenza sanitarie non hanno più una lira per il ticket
    Non ho mai sentito parlare di azione contro il lavoro nero dei rumeni
    Ad esempio le domestiche incassano fino a 2500 euro al mese senza pagare un gel lo di tasse contributi e rette per l’asilo.

  32. Remo Tedeschi Says:

    tutte le questioni riguardanti evasione fiscali, lavoro nero, tangenti , corruzione perchè non chiedi riscontro a G.Tremonti? quando c’era
    Visco la dx, voleva le sue dimissioni, perchè? questo paese da chi è stato governato, in 20anni, solo c.s?
    Grillo ha litigato con la comunità ebraica, è contro alla povera gente
    immigrata, riceve plausi da LaRussa, casa pound, Cristine LePen, ti basta?

  33. maurozani Says:

    Precisazione perché non si sa mai. L’Andrea era inteso come Gruppioni non come Ventura.

  34. Andrea Says:

    Grazie, Mauro. Ti avevo anticipato poco più sopra, appena me ne sono accorto. L’ho fatto non tanto per entrare nel merito, che, purtroppo o per fortuna, non mi appartiene, ma perché ero sconcertato e confuso dall’avere avuto l’apprezzamento di Remo Tedeschi, che è la prima cosa che ho scorto. Io non ho nulla contro Remo, ma non credo di poter godere del suo apprezzamento in nessun modo. Soprattutto, credo che la drôle de guerre in atto non porti da nessuna parte, in quanto, per un osservatore distaccato, è abbastanza normale quello che sta capitando. E’ un esito prevedibile di quanto è stato seminato a piene mani: luogocomunismo politicamente corretto e relative convulsioni per eccesso di ingurgitamento, con menzogne colossali al seguito, piccole bugie e smarrimento di ogni pensiero critico. Dall’alambicco che partorì il tipo umano dello stalinista integrale, fra cui mio padre, curiosamente si è giunti all’occhiuto inquisitore che assume le prese di posizioni della più forsennatamente filosionista (nel senso della destra sionista, quella del Likud) comunità ebraica italiana – quella romana – a metro di misura per giudicare l’ammissibilità o meno di Grillo nel perimetro della liceità democratica. La fine del senso di nazione, di patria, di appartenenza, segue il carrozzone. Avevo, quelche mese fa, scritto del nuovo spartiacque che segnerà gli anni futuri: a favore o contro questa Europa, che avrebbe soppiantato la più tradizionale divisione destra/sinistra. Penso che la vecchia divisione destra/sinistra si ricomporrà in nuove aggregazioni sulla base del più aggiornato clivage.

  35. Remo Tedeschi Says:

    Se per caso, vi capita L’Unità di oggi, cercate le dichiarazioni di Rodotà su Grillo (………. roba da ventennio. dice il pres. di art.33)
    AndreaV, una fantasia, che non sarebbe sfuggita aW.Disney

  36. Andrea Says:

    Remo, non ho capito. Cortesemente, vorresti essere più chiaro?

  37. Remo Tedeschi Says:

    eccomi, quando dico che Grillo ,ha ricevuto critiche pesanti dalla comunità ebraica, tu inserisci tutta una storia del Likud ,destra sionista,ecc, io resto alla polemica fra i due,aggiungo che prende una piega pericolosa ,il Grillo,( per le categorie,storiche ).si può dire?
    Certo, che tu dettagli in modo più accademico,e fantasioso, senza offesa.

  38. Giovanni Says:

    Perché la comunità ebraica di Roma e’depositaria della verità ?
    Ha ragione Andrea siete dei poveretti.A voi si può dar da bere di tutto:il likud,la socialdemocrazia ,Obama ,il Che ,Marx,Lenin ,Berlinguer ,Occhetto e il craxiano Epifani
    Vi manca la capacità di discernimento,siete gli ultimi credenti.
    La base Mauro,non merita un’accidente,perché in fin dei conti hanno i “dirigenti”che si meritano
    Altra cosa e’la tua gente,non in grado di emanciparsi da un partito ormai degenerato.
    Tu sai che e’difficile separarsi dagli affetti dell’infanzia e della gioventù .Molti pensano che le idee sono indissolubilmente legate al partito.Pensano che perciò possano morire anche le idee e la possibilità pratica di realizzarle
    Avrebbero bisogno di salvare la propria identità
    Per questo ,forse,non basta la testimonianza,la tua testimonianza o peggio ancora annunciare che il partito e ‘morto ormai da tempo.
    Per me e’morto nel 1976 ma ciò non signiifica che abbia elaborato il lutto fino in fondo
    Da allora ho peccato almeno cento volte perché anche per me è difficile separarsi dai compagni,dagli amici e dalla propria gente
    Addirittura non sono riuscito neppure a sfanculare i dirigenti che a me si sono rivolti nel corso degli anni.
    Parlo dei vecchi .
    Questi di adesso li prendo a pedate

  39. Remo Tedeschi Says:

    seguito lo streaming? guarda che la tua amica Zampa s’è incazzata di brutto, chiedeva notizie di Parisi(Capittto mi haii),e votava contro
    l’ottimo EpicoEpifani, dai Giovanni non possiamo morire di ulcere,
    siamo compagni, poco ci divide,nemmeno Grillo.
    Hai ragione beviamo di tutto(anche del Pignoletto)

  40. Andrea Says:

    Molti anni fa, in Tv… (a memoria)
    Epifani a Buttiglione: “Professore, si ricorda di me? Ho fatto l’esame di filosofia morale con lei!”
    Buttiglione a Epifani: “L’avessi saputo, l’avrei bocciata”.
    Epifani non è antipatico, è solo una nullità. Credo non fosse propriamente craxiano, in quanto i propriamente craxiani non stavano nella Cgil, bensì nella Uil e nella Cisl (a proposito: Carniti fu nel cuore di Bettino Craxi, ma in quanto cattolico democratico legato agli ambienti cattolico-chic della Sinistra indipendente, ne uscì immacolato): appartenne bensì a quel magma umano che si addensò attorno a Craxi senza essere né craxiano né anti-craxiano.

  41. Remo Tedeschi Says:

    battuta andreottiana del fratacchione Buttiglione, piano ragazzi eh!!!!
    non mi bruciate il Guglielmo subito, e dove lo troviamo un’altro?

  42. Giovanni Says:

    Andrea,ti ricordi di un tale socialista,in quota alla CGIL con la carica di vice segretario generale,poi diventato diessino ed asceso alla carica di presidente della giunta regionale,poi finito ingiustamente in gattabuia?
    Beh,al tempo di tangentopoli si disse ,non so con quanto fondamento,che avesse ricevuto 200 milioni di limette per destabilizzare la CGIL
    Epifani in quanto socialista non sarebbe mai potuto diventare segretario della CGIL ma lo poté diventare grazie alla sua rapida conversione al PDS dopo il casino di tangentopoli..Con questo non voglio dire che Epifani sia classificabile socialista craxiano in senso politico antropologico,voglio semplicemente dire che nel PSI di Craxi ci stava comodamente finché non è venuto giù .Tutto qua

  43. Andrea Says:

    Si tratta di Ottaviano Del Turco. L’ho incontrato, a volte, ad ArteFiera.
    Si, certo, è quello che ho scritto, e questo succedeva in tutti i partiti: profilo basso e adesione alla linea che vince. E’ successo nel Pd con Bersani: tutti bersaniani di ferro e qualche renziano in sala scommesse… poi è venuto giù tutto, appunto. Il nostro sindaco è un caso da manuale in questo senso.
    Ma ho visitato ora il blog perché mi sono ricordato di un discorso di Ugo La Malfa negli anni Cinquanta, in cui disse: “Noi (repubblicani) non siamo contro la classe operaia ma contro il Partito comunista”.
    Ora, i poteri che contano in seno all’eurocrazia e oltreatlantico la pensano esattamente all’opposto: “Noi non siamo contro gli eredi del Partito comunista ma contro la classe operaia”.

  44. Giovanni Says:

    Beh,non soltanto contro la classe operaia ma anche contro chi rompe i c…..Per intenderci ,contro quelli che usano la “violenza verbale”,cioè contro chi esprime idee diverse.
    Tu Andrea che parli di nazione ,lingua ,cultura italiana anziché europea sei un violento rompicoglioni.
    Vedrai che troveranno il modo di sanzionare penalmente chi si esprime contro l’eurocrazia.Che so’ vilipendio all’Europa,da uno a tre anni di reclusione.
    Insomma più o meno quello che ti può capitare se continui a criticare Re Giorgio,l’ultimo a regnante.assoluto Un Re che risponde soltanto di alto tradimento contro se stesso

  45. Giovanni Says:

    Non c’e dubbio ,siamo il paese del realismo magico:volevamoamo il semipresidenzialismo ed è tornata la Monarchia.

  46. Remo Tedeschi Says:

    Finchè gira a piede libero Borghezio, possiamo sparare caz….. e
    a pacchi, tranquilli.

  47. Remo Tedeschi Says:

    Claudio ,certo che ammetto la sconfitta, quando c’è esponenti,(che stanno nascosti), che dicono bianco ,poi votano nero, è la premessa seria della fine, morti nò .
    Non è stalinismo pretendere che poi, si riconduca tutto a unità.
    Dico che Grillo ha posizioni sovrapponibili a forza nuova, non i grillini,che pure qualche simpatizzante nero c’è(Lombardi).
    Qualche sondaggio danno il pd ancora al 25%, se così, più che macerie, si tratta di un pò di intonaco,(speriamo)

  48. Andrea Says:

    ” L’Unione monetaria e il controllo della Comunità sui bilanci impedirà ad ogni singolo stato membro di perseguire autonome politiche di piena occupazione.” (Nicholas Kaldor nel 1971 sul periodico laburista New Statesman).

    L’Economista Kaldor nel 1971 spiegava con precisione millimetrica il perche’ l’Euro avrebbe fatto collassare il sistema.

    http://www.scenarieconomici.it/leconomista-kaldor-nel-1971-spiegava-con-precisione-millimetrica-il-perche-leuro-avrebbe-fatto-collassare-il-sistema/

    Provate a chiedere al conformista eurista filotedesco Epifani che cosa pensa del maggior economista post-keynesiano: vedrete che il neo segretario del nocciolo duro del più vasto Pude (partito unico dell’euro) non saprà che cosa rispondervi.

  49. Andrea Says:

    Chiedere a Epifani e ai patetici sognatori della sinistra europea e della vittoria SPD/Verdi:
    La scorsa settimana anche il giornalista francese Luc Rosenzweig si è espresso in maniera simile. Già negli anni ’90 i governi di Bonn si erano preoccupati affinché “l’unione monetaria (…)nascesse nel dogma della stabilità monetaria e fosse governata da regole draconiane”, che “impedissero alla BCE di svolgere un ruolo simile a quello svolto dalle banche centrali delle principali potenze economiche”, scrive Rosenzweig. Pertanto la BCE non puo’, all’occorrenza, “realizzare un trasferimento dai paesi piu’ ricchi a quelli piu’ poveri”, come sarebbe necessario all’interno di zone valutarie con grandi differenze interne.

  50. Andrea Says:

    (Recupero l’errore di invio, incompleto)

    Rosenzweig sottolinea che la vera rottura che ha portato all’egemonia tedesca nella EU è arrivata con il governo Schröder/Fischer del 1998. Il cancelliere SPD insieme al ministro degli esteri dei Verdi non avrebbe solo rotto il tabu’ “del non interventismo militare”, piuttosto ha aiutato l’industria tedesca ad imporsi nella competizione internazionale grazie ad una politica di austerità (“Hartz IV”). “Gli interessi economici e geopolitici di Berlino” sotto Schröder “sono stati difesi e promossi in maniera molto efficace”, scrive Rosenzweig.

    La cancelliera Merkel ha poi proseguito con la difesa degli interessi tedeschi durante la crisi Euro attraverso l’imposizione dei diktat di risparmio, continua Rosenzweig. Anche un poco probabile avvicendamento al governo in autunno “non cambierebbe la nuova Germania, che vuole punire e controllare gli altri europei”.

    (“Am deutschen Wesen soll die Welt genesen” – http://www.german-foreign-policy.com/de/fulltext/58593)

    (“Il mondo guarirà per virtù dell’essenziale natura tedesca” – http://vocidallagermania.blogspot.it/)

  51. claudiopagani Says:

    @rRemo,tu che leggi l’Unita , cosa ne pensi di questo pubblicato oggi?

    “In un momento di crisi drammatica come questo, un grande partito deve sapere accantonare l’interesse di parte per fare l’interesse del Paese, si è detto, a sinistra, in ogni momento di crisi degli ultimi vent’anni. Un’affermazione che ieri è risuonata più volte anche all’Assemblea nazionale del Pd e che suscita, innanzi tutto, una domanda: e perché mai solo nei momenti di crisi? Ma soprattutto, se sono gli stessi dirigenti a dire che il perseguimento del proprio interesse di partito contrasta con l’interesse generale, tanto che per fare il secondo bisogna necessariamente abbandonare il primo, viene da chiedersi per quale ragione bisognerebbe tenerlo aperto, un simile partito.
    Questo mantra dell’interesse del Paese lo abbiamo sentito ripetere con frequenza crescente negli ultimi tre anni, a mano a mano che la crisi si faceva più pesante, insieme con le difficoltà della sinistra nell’affrontarla. A partire dalla caduta del governo Berlusconi e dalla nascita del governo Monti.
    Al nuovo segretario del Pd spetta dunque il compito di uscire da questa retorica e affrontare la realtà. Sta di fatto che a dispetto di tante parole sui grandi sacrifici compiuti nell’interesse del Paese, o forse anche a causa loro, buona parte delle sue ultime scelte il Pd le ha compiute nel supremo disinteresse del Paese.
    Si ricorda spesso come un tempo anche il Pci di Togliatti sapesse farsi carico dell’interesse nazionale, superando la logica di fazione. Ma proprio qui è il punto. Il reciproco riconoscimento tra le forze politiche di cui si lamenta la mancanza, quando c’era, in cosa consisteva se non nel reciproco riconoscimento di una diversa, naturalmente parziale, ma ugualmente legittima funzione di rappresentanza? Di qui la vera questione morale che investe oggi la politica italiana: perché, se il partito non ha più un blocco sociale sulla base del quale misurare le sue scelte, in che modo identifica bene e male, con che metro stabilisce se un compromesso è accettabile o non lo è? Volendo rappresentare tutti, si finisce per non rappresentare nessuno, e alla fine nemmeno se stessi. E così i centouno che non hanno votato Prodi sono dei traditori, i duecento che prima non avevano votato Marini sono degli eroi e quelli che al posto di Prodi hanno votato Rodotà sono, probabilmente, una via di mezzo. E che dire di quelli che «sul territorio», come è stato detto ieri dal palco, per vincere sono stati «costretti» a fare campagna elettorale contro il loro partito? Eroici traditori? Eroi traditi? Traditori omeopatici? Chissà.
    La verità è che se in un partito viene meno ogni principio di rappresentanza, magari per imitare la società civile che si auto-organizza e si auto-rappresenta, allora davvero tutto è lecito, tutto è permesso. E il partito si riduce a un comitato elettorale, come tale anche sovradimensionato e confusionario. Una testa senza corpo, che per sapere cosa voglia il suo (presunto) elettorato deve chiamare un sondaggista perché lo vada a cercare e glielo chieda lui.
    Di sicuro nei prossimi giorni non mancherà chi ricordi al nuovo segretario, Guglielmo Epifani, che il Pd deve cercare di rappresentare un numero di italiani ben più largo dei soli iscritti alla Cgil. È sacrosanto, purché non insista nel volerli rappresentare tutti.
    Abbandonata, giustamente, una concezione classista della politica, negli ultimi venti anni la sinistra ha finito per abbandonare l’idea stessa del conflitto sociale, approdando a una visione che nega ogni contraddizione, perché una sola è la ricetta, una sola è la strada delle riforme necessarie, quelle che tutti sanno e che pertanto nei talk show non c’è più nemmeno bisogno di specificare. Riforme impopolari, naturalmente, perché pensate non già nell’interesse di questa o quella parte della società – non sia mai detto! – ma nel superiore interesse del Paese.
    Eppure proprio il governo Letta si trova oggi dinanzi a una questione che in questi termini sarebbe indecidibile, e cioè l’alternativa tra abolizione dell’Imu (che pagano solo, e in proporzione, i proprietari di case sopra un certo valore) e riduzione dell’Iva (che pagano tutti allo stesso modo) o magari della tassazione sul lavoro, come chiede, con grande scandalo del centrodestra, il presidente di Confindustria. A dimostrazione che riconoscere il conflitto tra diversi interessi non significa tornare alla contrapposizione tra borghesia e proletariato. Al contrario, significa sforzarsi di guardare alla società di oggi, con le sue enormi contraddizioni.”

  52. Andrea Says:

    Se poi tu, Claudio, avessi pure scritto chi è l’autore dell’articolo, saresti stato troppo accademico, e Remo non ti potrebbe più trattare da vero compagno di base. Comunque… è Francesco Cundari. Una persona simpatica.

    “Nato a Roma nel 1978, bocciato due volte al liceo, non ho dato miglior prova all’università. Ho lavorato nel carcere di Regina Coeli, nella federazione romana dei Ds, nella migliore gelateria di Roma e in vari altri posti, specie come giornalista: dal Riformista di Antonio Polito al Foglio di Giuliano Ferrara, e adesso all’Unità. Ho creato il sito Left Wing, sono stato direttore di Red Tv e ho scritto Comunisti immaginari. Credo nella distinzione di Sartre tra essere un cameriere e fare il cameriere. Pertanto non mi considero un giornalista di sinistra, ma una persona di sinistra che fa il giornalista.” (dal sito dell’Unità)

  53. claudiopagani Says:

    E bravo Andrea; mi sbaglio o sei della ” digos” ( è solo una battuta…)?

  54. Andrea Says:

    “Digos de noantri. Ufficio decenza minima.”
    Io, comunque, sono in attesa che Mauro mi sblocchi, perché ho un intervento che, per errore di invio, è a metà, e non presenta le fonti, che ho riportato nel successivo, che completa e ripara. Ma, almeno, è un errore, seppure doppio e consecutivo, in quanto la presenza in esso di due collegamenti ipertestuali, che, per correttezza, ho messo, ne impedisce la pubblicazione automatica… non mi ricordavo. La tua posizione invece è orgogliosamente da pirata, come se la proprietà intellettuale fosse sostanza fecale da usare come arma da lancio… rivela molto della personalità di chi ne fa uso, sappilo… e non è la prima volta… anzi, una costante, anche quando rapini dai tuoi.

    • claudiopagani Says:

      @Andrea non so chi ti abbia dato la “patente di grande inquisitore e di ferma tutela della proprietà intellettuale” : Presumo ( cosa che non faccio volentieri ma visto che tu ti fai giudice della mia personalità,,,) che tu abbia un forte sentimento di superiorità intellettuale morale ( non so se certificata da autorità indipendenti o autocertificata ) ; certamente hai molte conoscenze ma la vera cultura ,temo per te , è caratterizzata da minore pedanteria. Comunque dei tuoi giudizi personali francamente me ne frego ,visto che a me interessa discutere di politica in maniera libera e con persone possibilmente di sinistra ( e questo non ti riguarda) e indipendenti e questo questo blog è molto utile al riguardo. Mi compiaccio ,in ogni caso , che tu segua cosi attentamente i miei interventi sul blog e ne conservi memoria; potresti ,perfino , trarne qualche utilità .Con amicizia

      • Andrea Says:

        Ti leggo sempre volentieri. Questo che hai scritto ora non solo non mi offende, ma accresce la mia conoscenza del mondo della sinistra, che mi incuriosisce sempre, essendovi nato, cresciuto, maturato. Ora, effettivamente, sto invecchiando da un’altra parte.

  55. Andrea Says:

    Bisogna rivolgersi ai grandi banchieri internazionali per capire: vi dice nulla questo “dettaglio”, voi che continuate a seguire ogni battito di ciglia del piddino di turno?

    Il CEO della grande banca d’affari danese Saxo Bank, Lars Seier Christensen, dice quello che dovrebbe dire qualsiasi uomo di sinistra. E’ successo anche a Luttwak, lo scorso 4 maggio, in dissidio con Cofferati. Indovinate chi era “di sinistra”? Luttwak!

    Cosa sta andando male nell’Eurozona? si interroga poi Christensen:

    “Credo che ognuno di noi conosca ormai la risposta. L’euro è un costrutto politico che non ha alcun tipo di fondamento economico o fiscale. Finché non verrà risolto questo, l’Euro sarà spacciato.”

    Il capitale politico investito nell’Euro è gigantesco, sottolinea Christensen per questo verrà mantenuto in vita per il tempo umanamente possibile e, per farlo, sarà utilizzato OGNI strumento di quelli a disposizione. Almeno fino a quando “i non eletti e non affidabili personaggi di Bruxelles si arrenderanno alla realtà. Ma che l’euro sia spacciato, non vi sono dubbi”.
    L’Euro, un progetto fallito prima di nascere

    L’euro è un progetto destinato al fallimento, sin dalla sua introduzione, argomenta poi Christensen, ma la pressione politica dell’UE a portare avanti il disegno è stata così forte che si è creduto nella possibilità di porre le fondamenta necessarie, anche dopo aver costruito l’unione monetaria.

    “Ma non è stato così. Perché durante il primo decennio dell’Euro è stato chiaro a tutti che i benefici promessi non si sarebbero mai materializzati.”

    Era chiaro sin dall’inizio che non ci sarebbe stato modo di controllare l’economia senza avere il controllo sui tassi di interesse, nessun modo di svalutare la valuta per ritrovare equilibrio e competitività.

    (forexinfo.it)

    Godetevi ora un grande uomo di destra, autentico ospite di sinistra a La7!

  56. Giovanni Says:

    Oh le feci,le feci e ancora feci.Puzzolenti assai quelle umane ma pur sempre le più diffuse
    Mi chiedo se come fertilizzante siano inferiori a quelli degli altri animali.Meglio in ogni caso profumarle con “l’alito all’aglio”della nota tribù che si batte contro i 101 “traditori”

  57. maurozani Says:

    Ecco fatto , Andrea. Chiedo scusa per il ritardo. In questo periodo son impegnato con lo sfalcio dell’erba e non tutti i giorni apro il computer. Comunque leggo sempre e con la dovuta attenzione(lo dico a tutti), poi magari scribacchio qualcosina. Sto pensando al prossimo post. Penso di titolarlo: “Che figata !”. E dedicarlo, idealmente a Tedeschi, alla “base” e in particolare ai “nativi” del PD.

  58. Andrea Says:

    Grazie. Ero un poco ansioso, immotivatamente, ovvio… non perché temessi alcunché. Semplicemente, sono un ossessivo.

  59. Remo Tedeschi Says:

    Claudio ,in effetti l’articolo di Cundari (bravo Andrea), è quasi inattaccabile,specie nel passaggio ; nel voler rappresentare tutti si finisce per non essere nulla,sono però tematiche ormai congressuali
    non si può giustificare l’inganno sul seg. e sul candidato,sul voto a Marini ci sono state dichiarazioni aperte di dissenso, mi pare.
    Questo fatto è centrale nelle dichiarazioni periferiche del pd, e purtroppo assenti o quasi nell’assemblea naz.
    Per me ,senza una dichiarazione pubblica dei 101, non si và, se passa in cavalleria, diventa un’altro partito, non credo di iscrivermi più, se non sai chi hai di fronte, arrivederci .

  60. Remo Tedeschi Says:

    Andrea, sei d’accordo con Luttwak? ma è un pazzo o uno smemorato.
    Viene a dire che L’Europa impazzisce ogni 30/40anni, con guerre e altro, può essere ma L’America è in guerra dal 43 ad oggi!
    In Europa ,Giappone Corea Viet-nam Panama,Filippine,Iraq,ecc,ecc.
    Sulla finanza poi , L’America è la madre dei bluff, fondi fantasma bolle finanziarie ,truffe (G,S e soci)

  61. maurozani Says:

    Remo, ragioniamo . Se tu, saltando a piedi pari Rodotà, passi da Marini a Prodi, dalla sera alla mattina – e non è un modo di dire poiché in dodici ore s’è cambiata linea- beh allora è evidente che provochi un corto circuito e quelli che volevano Marini si ribellano…..

    PS. La dichiarazione pubblica che tu richiedi è già passato remoto.

  62. Giovanni Says:

    Mauro,nel tuo prossimo post ricorda alla base che può tornare a contare un pochino mettendo le mani nel portafoglio ,ora che il dimezzamento de finanziamento pubblico rende più difficile il “partito leggero”,utile soltanto per le primarie farlocche.
    L’alternativa ovviamente c’è :continuare a prendere più soldi dagli imprenditori pubblici e cioè da chi è interessato al privato arricchimento ai danni del pubblico debito.
    Si da’per scontato che i nominati deputati Pd non scucino un solo ghello e che le coop se ne fottano dei compagni piddini che non hanno un cazzo da dare

  63. Giovanni Says:

    Insomma,i 470 e passa onorevoli del Pd non sono disposti a fare contratti di solidarietà con gli amici delle federazioni.
    Chi lo paga Donini ?E’finito il tempo in cui con la carta di credito del Pd poteva offrire un pranzo ad Enzo Raisi,noto antifascista ed ex mazziere

  64. Remo Tedeschi Says:

    guarda che Rodotà era una mossa trabocchetto del Grillo,non ci credeva nemmeno lui,oggi, litigano Rodotà e i 5st(elez. romane), saltava tutto per aria, era meglio? forse. Anche la proposta Casson era strumentale, imbalzati lo siamo, ma farci prendere per il ……nò
    ps
    Raisi, avete presente il suo manifesto elettorale?
    Raisi C’è difatti non è partito

  65. maurozani Says:

    Il manifesto di Raisi: una cinica porcata concepito da una mente malata.

  66. Giovanni Says:

    E’ giusto parlare di femminicidio,ma quanti “rapinatori disarmati” sono stati uccisi dai gioiellieri d’Italia dall’inizio dell’anno?
    Certo,la tutela del patrimonio di sifatti contribuenti viene prima della vita di un individuo.

  67. Giovanni Says:

    @Andrea,il premio nobel Krugman ha dichiarato bancarotta in un procedimento davanti ad un Tribunal del distretto di New York,con un passivo di 7,3 milioni di $ a fronte di un’attivo di soli 33.000 $
    Il Nobel aveva speso 9 milioni per un’appartamento a NYC,oltre ad aver scialacquato 621.000 $ con la carta di “credito”
    Qualcuno ora dovra pagare al posto suo .Indovina chi?

  68. Giovanni Says:

    Domani ,forse scriverò qualcosa sul paradigma credito/debito,cosi la riflessione sull’euro moneta/non moneta potrà considerare il problema di ultima istanza

  69. Andrea Says:

    Giovanni, è una bufala, ma non è grave.

  70. Giovanni Says:

    Andrea,bufala o non bufala conta il sistema.In America c’è anche il fallimento personale di fatto abrogato in italia per la maggioranza delle società per sgravare “la giustizia”
    E’ la ragione ulteriore,che si aggiunge alla crisi, che porterà alla distruzione del tessuto produttivo in Italia,il quale in questo momento subisce un insolvenza pianificata dai bottegai per arricchirsi ulteriormente
    .Insomma prima i bottegaii si arricchivano con gli incass elevati,oggi si arricchiscono non pagando la merce ai produttori,con la conseguenza che le aziende non possono rimborsare le banche e quindi devono chiudere per assenza di creditop mandando a casa i lavoratori che diventano disoccupati

  71. agostino Says:

    A proposito di base del Partito. Io ne faccio parte, l’ho frequentata in occasioni recenti e passate. Non la mitizzo, ne la denigro. La base è la base con i suoi pregi e suoi difetti. Se c’è una “base” hanno da esservi anche dei “dirigenti” (o meglio persone che sono chiamate a svolgere una funzione dirigente). Non vi può essere la base senza altri che non sono la base ma dirigenti. Non esiste base senza qualcuno che è indicato ad essere dirigente. Un dirigente, per definizione, è una persona che ha il DOVERE di dirigere. E dirigere vuole dire non limitarsi ad ASCOLTARE, ma interloquire, confrontarsi e, se del caso, scontrarsi. Tutto questo bla, bla, bla, che sento dire, in questi giorni, sull’ascolto della base come fosse la panacea di tutti i mali a me sembra una grande presa per i fondelli, sopratutto se a dirlo sono dei dirigenti.

  72. Giovanni Says:

    Dicono che ascolteranno,ma alla fine faranno quello che gli conviene.I dirigenti non esistono piu.Ci sono i caminetti cittadini,quelli regionali e quello nazionanale.Sitratta piu o meno di consorterie che si riuniscono segretamente e senza ordine del giorno.
    Alla fine di tali caminetti manca un documento o l’approvazione di una linenea coerente con il mandato congressuale
    Insomma i cd dirigenti ormai agiscono come una sorta di associazione segreta
    Altro che articolo 49 della costituzione.Ma del resto per chi viola la costituzione paradossalmente non é prevista alcuna sanzione:si possono fare impunemente le guerre,si possono dare i soldi alle scuole confessionali ecc,ma non si puo violare il divieto di sosta

  73. roberto Says:

    Agostino pare un po’ trinariciuto.
    Averne di dirigenti come dice lui!
    E se i dirigenti producono, la base li cacci, o meglio si ritirino loro stessi.
    Vi dice niente il francede Jospin?

  74. roberto Says:

    La frase è:
    “e se i dirigenti producono danni”…

  75. maurozani Says:

    Agostino, condivido.
    Il problema, da qualche tempo, è che i “dirigenti” la base la prendono regolarmente per il culo.
    E la base, in maggioranza, lo sa.
    Non si ribella essenzialmente per mantenere la sua prerogativa/ rendita…. di base.

    All’assemblea nazionale del PD meno di 60 giovanotti (i nativi , I suppose) esibivano uno striscione con su scritto siamo più dei 101.

    Errore: erano meno della metà.

  76. Andrea Says:

    Il concetto di “base” è un concetto geometrico che esiste in quanto c’è un “vertice” e un “perimetro” (sempre più ristretto) per l’azione: si possono entrambe mettere accanto al concetto spaziale di “destra” e “sinistra”, rispetto a colui che guarda rivolto all’aula. In questo periodo storico che ha visto sparire i concetti politici legati a pensieri epocali, abbiamo visto subentrare i concetti legati alla geometria degli spazi. Alcuni decenni fa c’erano le “masse”, i “mondi” (operaio, cattolico, socialista, ecc.), i “militanti” politici e nessuno pensava che base e vertice di un partito entrassero in conflitto. Ora che vi è, apparentemente, la più ampia libertà di scelta non solo del partito a cui appartenere, ma alla corrente o al personaggio a cui accostarsi, non la si trova pari. Il motivo è che non vi sono pensieri politici alternativi e scelte alternative da compiere. Si è giunti addirittura a proporre l’affiliazione all’Internazionale socialista da parte di una novella associazione interna al Pd, ovviamente da costruire. In altri tempi, semplicemente, si sarebbe usciti dal partito e si sarebbe aderito ad un’altra formazione già affiliata a quell’organismo internazionale: in questo caso il Psi di Nencini. Lo spazio contrassegna il tempo della mancanza del pensiero e della semplificazione necessaria al funzionamento del sistema. La base, senza il suo alveare, sciamerà e si disperderà. L’apicoltore non c’è più. Sta subentrando lo stato di natura. In fondo, il populismo servirebbe anche alla sinistra, ma non lo può più praticare per divieto ideologico e per per caduta verticale dell’ideologia socialista, inservibile in ogni versione se non in quella, attualissima (e nord e sud americana in senso lato), anti-oligarchica, poi anti-europeista (per quello che ha voluto dire fino ad oggi essere europeisti), anticapitalista, se avesse studiato realmente almeno l’origine e la dinamica di questa catastrofe che stiamo vivendo. Ma la sinistra, finché servirà al sistema, è diventata un’altra cosa, e non è più pertanto ricevibile la critica mossa al Psi di Bettino Craxi di avere cambiato natura. Craxi, almeno, aveva un’idea geopolitica ben precisa e un’idea di nazione altrettanto precisa. Poi, ognuno – nel senso di Craxi, in questo caso – fa la guerra con i soldati che ha e con gli avversari che trova, con i mezzi che può e che vorrebbe avere. Vorrei ma non posso, appunto… il motto della sinistra.

  77. maurozani Says:

    Molto a malincuore, c’è del vero Andrea….

  78. agostino Says:

    @ Andrea. Più il tempo passa più mi convinco che il PCI avrebbe dovuto stanare Craxi quando propose la grande riforma senza mai, tuttavia, all’epoca averne precisato i contorni. Se il PCI avesse accettato quelle sfida, stanando Craxi, forse la condizione della sinistra in Italia oggi sarebbe diversa.Per quanto riguarda il PSI di Nencini ritengo Nencini una brava persona. Dice cose assolutamente condivisibili e bene ha fatto Bersani, a differenza di Veltroni, a coinvolgerlo nella operazione BENE COMUNE.

    • Andrea Says:

      Del senno di poi son piene le fosse, caro Agostino. Lo dico per me. Craxi aveva, ripeto, due idee importanti, che non esplicò compiutamente, a cui ho accennato sopra. Forse non le aveva neppure elaborate compiutamente: dove è collocata l’Italia e con chi doveva avere rapporti internazionali amichevoli oltre i tradizionali alleati. Probabilmente l’11 settembre avrebbe azzerato anche Craxi, con la chiamata generale alla guerra contro il mondo arabo non allineato. Penso che il Pci avrebbe potuto sondare l’unità socialista, ma temeva l’nganno. Il Pci è morto di diffidenza, avendo campato in gran parte di menzogne: prima declamate, poi occultate, poi rimosse. Morte meritata, ma non una bella morte, in guerra o nel proprio letto, dopo la buona battaglia per la vita della famiglia… e si vede ora. In ogni caso è l’eredità di Enrico Mattei che, in qualche modo, Craxi attualizzò.

      • claudiopagani Says:

        E’ vero che il PCI avrebbe potuto fare di + per attuare l’Unità Socialista ma resta altrettanto vero che quando a Craxi fu proposto , da 2 altissimi dirigenti, di mettersi “LUI a capo della Sinistra di alternativa” Craxi ,rispose , con brutale franchezza, che ” anche se volessi abbandonare la DC per fare con voi un periodo di opposizione e poi tornare al governo i miei me lo impedirebbero con tutte le loro forze perchè loro esistono solo se stanno al governo”.
        E così chiuso il PCI per la caduta del Muro di Berlino al PSI fu fatto pagare un conto salatissimo per le sue grandi ruberie ( e questo fu giusto) e anche per le ruberie di tutto il Sistema compreso il sistema fradicio della imprenditoria italiana( e questo fu meno giusto).E’ anche vero che Craxi pagò un prezzo molto elevato per essere stato amico di Arafat ( a cui girò parte delle tangenti raccolte in Italia ) e per questo divenne inviso alla potentissima lobby ebraica ( e nel ruolo di nemico di Israele e amico degli arabi gli subentrò Massimo D’Alema che anche recentemente ha dovuto lasciare il possibile ruolo di ministro degli Esteri perchè quella Lobby ( molto considerata da Enrico Letta) si considera ,giustamente, + garantita da Emma Bonino).
        Resta tuttavia che il PSI di Craxi , nel 1989, era “troppo compromesso ” ( ad esempio con la loggia P2 che era in pratica un alias della CIA) perchè potesse essere speso per una politica di alternativa…e questo rese “oggettivamente ” + debole il PDS appena nato e ,sostanziamente, costretto ad allearsi con la sinistra democristiana ( reduce dal disastro Martinazzoli) e poi ,addirittura, a fare con loro (sinistra dc) un “partito unico.
        Ma questo è un altro discorso….

  79. Giovanni Says:

    Nemici ,Nencini,non ricordo bene:quante divisioni aveva a sua disposizione?

  80. Remo Tedeschi Says:

    poi Craxi attuò l’eredità di Mario Chiesa

    • Andrea Says:

      Apprezzo molto l’originalità e l’eleganza dell’intreccio teorico, oltre alla sontuosità nell’uso della lingua italiana.

    • claudiopagani Says:

      Considero ,ancora oggi, inutile e ,in qualche modo anche ingiusto, infierire su Bettino Craxi che ormai ha perso “rovinosamente” la sua guerra ,soprattutto ,da parte della cosiddetta base ex -comunista che ancora oggi ,chissa perche, si considera “superiore” eticamente ,mentre sarebbe molto +utile che la base riflettesse sui drammatici limiti della loro classe dirigente , limiti politici ( mostrati in tutta evidenza nella battaglia del Quirinale) e limiti Etici dispiegati in tutta evidenza in Emilia-Romagna e che non vede solo chi non vuole vedere…

  81. Ivan Grossi Says:

    Forse può sembrare semplicistico, ma provo a dirlo ugualmente. Nel mondo che meglio conosco, quello degli elaboratori elettronici – come si chiamavano negli anni ’60 i computer quando iniziai ad occuparmene- esistono delle condizioni da cui se ne esce solo azzerando tutto e ripartendo da capo. Perché non riscrivere un nuovo Manifesto della sinistra che abbia come fondamento la dignità della persona, la sua istruzione, il suo lavoro (non il profitto), il suo poter disporre della propria vita e dei propri affetti? È che sia veramente laico (niente concordati lateranensi).
    Ed anche altro ovviamente.
    Francamente sono spaesato nel sentire definire Grillo fascista, populista e poi ho visto un PD votare la riforma Fornero.

  82. Remo Tedeschi Says:

    non vedo errori, tu avrai capito certamente , che si tratta di eredità”morale” del “mariuolo, Davigo docet
    spiace ma Craxi non ha meriti, nessuno, l’accostamento con Mattei
    non è una cosa seria, il cane a sei zampe scapperebbe.

  83. maurozani Says:

    Già la Fornero…
    Tutto passato, tutto dimenticato. La memoria corta, democrat.

  84. maurozani Says:

    Quanto a Craxi vale come al solito molto più il contesto del testo. Trattavasi di dare una mazzata mortale al PCI.
    In sostanza l’appello di Craxi era : arrendetevi, sciogliete il vostro grande partito e sottoponetevi alla mia illuminata dittatura riformista. Quanto alle due idee di Craxi non so di che si parli.
    Forse che senza la fortezza comunista italiana Craxi poteva far circondare i marines dai carabinieri a Sigonella?
    Ma neppure per sogno!
    il fatto (storico) è che tutti inzuppavano il proprio pane nella ciotola del PCI entro una situazione bloccata dalla guerra fredda. E che ad un certo punto Berlinguer decise di forzare il blocco. Non ce la fece e ripeto ,fino alla noia, Moro morì per questo. E dopo venne in chiaro l’obiettivo craxiano. Il pentapartito con relativo preambolo forlaniano. Ghino di tacco, appunto. Nessuna visione, niente di niente, solo rendita.

    • Giovanni Says:

      In certe situazioni Mauro,paga più il pragmatismo politico,che una visione politica mistica
      Tutti gli italiani ricordano con affetto Enrico Berlinquer,uomo onesto,moralmente più che integerrimo,ma il fallimento del suo progetto (compromesso storico)non si discute Era un progetto fuori e aldilà della storia.Il preambolo era alle porte.il compromesso storico non è saltato con il rapimento e l’omicidio di Moro.Aldo Moro e’stato ucciso per partorire l’ennesimo governo Andreotti

  85. maurozani Says:

    Ancor più in chiaro : l’unità socialista era solo un passo di danza utile a Craxi per governare da posizioni di forza relativa con la DC. Esattamente ciò che i miglioristi fecero finta di non capire.

  86. maurozani Says:

    Aggiungo che se qualcuno ha avuto la ventura di governare coi socialisti nel corso degli anni ’80 (ed io la ebbi) sa di che si parla.
    In concreto.

    PS. poi certo ,posso concedere che non erano tutti uguali….

  87. agostino Says:

    Io ho vissuto gli anni 80. So che in base al principio della “determinanza” allora il PSI bolognese fece la scelta di non entrare in giunta nei comuni nei quali il PCI avesse ottenuto oltre il 50 per cento dei consensi. Io mi ricordo il culo che mi feci all’epoca (dato che nel mio comune, a differenza di altri della provincia di Bologna, il PCI veleggiava stentatamente attorno a quella soglia), per conquistare ogni singolo voto. La cosa che mi fa ancora girare le scatole è che vi siano stati dirigenti del mio stesso partito che amavano apparire come anti socialisti, (il populismo è storia vecchia), salvo poi governare insieme nelle ASL ( ASL 28 ricorda qualcosa?). Ma sul piano politico più generale io ritengo oggi, e l’ho ritenuto allora, che il PCI, a livello provinciale, abbia sbagliato nell’accettare il principio della “determinanza” senza dire beo. Capisco che sull’altare della città capoluogo gli sfigati del “contado” potevano essere abbandonati al proprio destino.

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