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Divagazione… 1914.

giugno 27, 2014

Compro , qui sull’appennino un coltello da trincea austriaco insieme ad una vanghetta , in ottimo stato entrambi risalenti alla prima guerra mondiale.

La grande guerra.
Il primo mi servirà ottimamente per disossare il prosciutto, l’altra per piantare rose.

Penso alle mani che li hanno impugnati e usati. Anche nel corpo a corpo , nel fango delle trincee, giovani di vent’anni , terrorizzati a scannarsi a vicenda.

Poi m’imbatto per puro caso in lungo articolo di Saviano dal titolo : “Sarajevo, i ragazzi che scatenarono la carneficina in Europa”.
Saviano ricorda bene la sequenza degli eventi che portarono all’uccisione di Francesco Ferdinando e dell’arciduchessa Sofia, mettendo in risalto l’imperizia e l’improvvisazione tragicomica degli attentatori.

Sarebbe però utile interrogarsi, ai fini storici, sulla scarsa se non nulla vigilanza predisposta dagli organi di polizia.
Serbi e austroungarici.

Forse agli Asburgo non dispiacque l’evento ferale.
Tanto più che Francesco Ferdinando blaterava di autonomia per la Serbia.

Ancor meno dispiacque al Kaiser che infatti diede carta bianca all’Austria –Ungheria (il famoso assegno in bianco) garantendo che in caso di allargamento del conflitto avrebbe potuto contare sulla forza della Germania.
Il Reich era pronto alla guerra europea per stabilire la sua egemonia continentale e incoraggiò, di fatto, gli Asburgo a dettare alla Serbia l’ultimatum, irricevibile dato che metteva in causa in modo radicale la sovranità nazionale.
Viene in mente, pour cause, che molti decenni più tardi un ultimatum somigliante come una goccia d’acqua a quello del 1914 fu ridettato alla Serbia dalla Nato.

E fu guerra .

Ricorda lo storico inglese Max Hastings , seppur a volo d’uccello che : “la crisi europea si sovrappose a una turbolenza interna. I problemi del mondo del lavoro, che si manifestavano in diversi scioperi, mettevano in allarme il governo di Berlino così come problemi simili altrove spingevano francesi , inglesi e russi a temere per la stabilità sociale”.

Già .

Qui sta una delle cause, tutt’altro che secondaria, del grande macello della gioventù europea.

L’appello al nazionalismo ebbe rapidamente la meglio ovunque sul conflitto sociale.

Sigmund Freud: “ Forse per la prima volta in trent’anni mi sento davvero austriaco, vorrei dare un’altra possibilità a questo impero, nel quale avevo così poca speranza. L’umore è eccellente ovunque. Una scelta coraggiosa ha avuto un effetto liberatorio.”

Wittgenstein era addirittura entusiasta del come lo avevano cortesemente accolto da volontario gli arruolatori austriaci salvo poi trovare la compagnia dei marinai non solo sgradevole ma addirittura repellente: “miserabili porci”.
Gente del popolo insomma.

Dal canto loro Le industrie tessili Courtaulds ,tanto per mettersi avanti coi lavori , pubblicizzarono un tipo di crespo nero impermeabile “adatto ad un lutto elegante”.

In Francia dominava ovunque l’union sacrèe mentre già nel Belgio neutrale le truppe degli imperi centrali si abbandonavano al saccheggio e allo stermino indiscriminato dei civili.
Circa , vado a memoria, 7000 civili massacrati nelle prime due settimane di guerra.
Vizietto che si ripropose all’ennesima potenza genocida nella seconda guerra mondiale.
Qualcosa di più di un effetto collaterale.

Una voce contraria, tra le non molte, quella di Bernard Shaw che invitava i soldati di entrambi gli schieramenti a sparare ai propri ufficiali e tornarsene a casa.

Comunque dopo milioni di morti venne la pace.
Il conflitto sociale riprese.
Trionfarono in Europa fascismo e nazismo che al conflitto risposero con il welfare di guerra che ottenne un vasto consenso.
E non sempre passivo.

Adesso le guerre col sangue, si combattono altrove, per interposte persone mentre il conflitto sociale sembra soffocare sotto la coltre sempre più pesante e ingannevole della guerra di religione.

In Europa, regna la pace.

Unica fortuna.
Peraltro costruita dalla politica d’antan.
Insomma quando la politica godeva ancora di relativi margini di autonomia.

E’ pur vero che dopo la rottura dello storico asse franco – tedesco, il progetto dell’Unione europea appare come un cadavere insepolto.

Ma la pace resta garantita.
Fiumi di sangue hanno immunizzato gli europei.

Domina , nella post democrazia, un pacifico quarto Reich economico nell’ambito di un Unione Europea che nessuno saprebbe definire ,sotto il profilo istituzionale, anche solo con accettabile approssimazione.

A dimostrazione che gli ottimisti teorici del superamento dello stato-nazione nell’epoca della globalizzazione hanno venduto anzitempo la pelle dell’orso.

E così bisogna andare dalla Cancelliera a mendicare un pochino di flessibilità.

Ci sarebbe anche un’altra possibilità.

L’organizzazione del conflitto sociale.
Una sua ripresa in grande stile nel cuore dell’Europa.

Cosa faticosa e resa difficile assai, non solo per l’enorme cambiamento della morfologia sociale , ma anche per l’intervento di poteri forti, retroscenici ,(come s’è scritto) capaci di manipolare abilmente l’opinione pubblica e di dar forma continua a un senso comune avverso ad ogni azione collettiva.

Non a caso prestigiose banche d’affari hanno avvertito da tempo che Costituzioni come quelle  dell’Italia, fanno ostacolo al libero dispiegarsi del libero mercato.

Pazientate.

Presto anche questo ostacolo sarà del tutto rimosso.

E in seguito sarà perfettamente inutile recarsi alle urne.

Per quanto mi riguarda.

PS. Spiegherò in dettaglio il perché presto sarà inutile  votare, non appena cioè  arriverà al suo “naturale” punto d’approdo la china, intrapresa nel 2011.

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