Archive for settembre 2014

Cronaca definitiva. Amen.

settembre 29, 2014

La cosiddetta Direzione è conclusa.
Tutto come da copione.
E come da mia (modesta ) previsione.
Renzi stravince.
E poi potrà mediare concedendo un contentino durante il voto più pericoloso al senato.

Renzi , già.
Un tale che parla di sinistra e si definisce in premessa come cattolico liberale.
Aggiungerei liberista.
Un tipo sveglio comunque.
Ma adesso inutile ripetere l’analisi .
Si sa come la penso.

Meglio per me, per il mio divertimento, indulgere sui ritratti.

1) Poletti.
La mucca buona.
Insuperabile.
Il ministro del lavoro chiarisce che la sua preoccupazione fondamentale è “l’essenza dell’impresa”.
Secondo lui il problema è di adattare “l’ambiente sociale e culturale all’impresa”.
Regan e la Thacher gli fanno una pippa all’imolese.
Uno che ad Imola, dove vige tutt’ora un sistema di potere alquanto coeso, l’avevano mandato alle cooperative solo per toglierselo dalle palle.
Insomma un coglione , secondo gli imolesi, da relegare in un posticino di seconda fila.
Eterogenesi dei fini.

2)Cuperlo.

Per la prima volta alquanto incisivo.
Peccato non abbia rivendicato il suo slogan del congresso del PDS di Roma citato furbescamente da Renzi.
Rilke: il futuro entra in te etc…
Lo ideò per tirare la volata a D’Alema contro Cofferati e la CGIL.
Io difesi Cofferati.
Oggi non lo rifarei. E non sto a spiegarvi perché.
Diciamo che , avendolo ben conosciuto, anche sul piano meramente umano, non stimo l’eroe dei due mondi.
Cuperlo però ha ecceduto nel fair play quando, esordendo, ha riconosciuto la legittimità del leader.
Il giovanotto di Firenze in verità non è mai stato eletto e si regge solo grazie a Berlusconi e Alfano con la colpevole complicità di Napolitano.

Trattasi del Partito Unico della Nazione creato con il patto del Nazareno.

Per la verità.

E sempre per la verità, col suo 40,8% alle europee ha il consenso del 22, 7% degli italiani.
Una netta minoranza.

3)D’Alema.

Meglio. Ha spiegato quel che ho scritto qualche ora fa.
1,5 Mld offrono al massimo 350 euro al mese.

Già.

Secondo me, ad occhio e croce anche meno.

La fregatura di Renzi sta proprio nei numeri.

Ossa della polenta.

Questo è l’inghippo.

Ripeto: pezze al culo per tutti.

E’ il blairismo in salsa renziana che sfocia in un socialismo reale fuori tempo.

Ripeto, con 1,5% Mld si toglie di mezzo la cassa integrazione e si spalma il nulla ( o quasi) su tutti gli altri , dato che ovviamente si tratta di risorse sostitutive non aggiuntive.

E’ solo un modo per liquidare qualsiasi ipotesi di rete di protezione sociale.
L’esatto opposto di quel che falsamente s’afferma.

Chiamasi riforma del Welfare ai tempi del renzismo/socialismo liberale/reale.

Solo che , caro D’Alema, “s’è fatto tardi ormai”,come direbbe Veltroni citando Verdone.

Infatti tu non ti mettesti di traverso quando nacque il mal partito.
Anzi, ti mettesti in scia al solo fine di durare.

Ricordi?

Ma come : il partito democratico americano, il partito del congresso indiano, il partito dei lavoratori del Brasile (PT)?

Quante puttanate avvallasti!

E adesso viene il dubbio che il tuo affondo riguardi la mancata nomina europea.
Per quanto , conoscendoti, hai finalmente detto quel che davvero pensi.
Alla buon’ora.

4)Bersani.
Questioni di metodo. Ha ragione.
Ma s’è fatto tardi ormai. Anche per lui.
E’ vero contro di lui Renzi usa il metodo Boffo.
Lo sputtanamento.
Inevitabile.
La politica è come la guerra.
Tutto è lecito per alcuni. In particolare per il giovane di Firenze.

5) Orfini.

Giovane turco, spregevole assai. Punto.

E adesso Renzi viaggia veloce sull’autostrada che la vecchia guardia gli ha spianato con l’illusione di poterlo imbrigliare.

E da par suo spiega che è un’ingiustizia lo statuto dei diritti dei lavoratori dato che non garantisce con l’articolo 18 chi lavora in un’azienda sotto i 15 dipendenti.
Nel contempo si dimentica che la Fornero , oltre ad aver messo col culo per terra (grazie al PD) una moltitudine di pensionandi e pensionati, ha anche sterilizzato in gran parte proprio l’articolo 18.
Con il bel risultato di impedire , almeno in parte, l’accesso al mercato del lavoro delle giovani generazioni.
Ergo adesso si tratta solo di abbattere l’ultimo simbolo.
Per liquidare la sinistra in nome del riformismo della sinistra.

Del resto il PD è nato per questo.
Solo per questo.

Conclusione.
La Direzione del PDR ha sancito l’impotenza dell’ opposizione interna che Renzi definisce come “polvere e muffa”.

Tale è infatti se non vota contro in parlamento.

Tale è se non mette allo scoperto, nell’unico modo possibile, il patto scellerato tra Renzi e Berlusconi.

Polvere e muffa.
Già.

La sinistra è altrove.
Dispersa certo, con poche possibilità, certo.
Ma comunque fuori e frontalmente contro il PD.

Annunci

Prima cronaca sulla svolta definitiva.

settembre 29, 2014

Bisogna rendere omogenee le tutele.
Per questo è logico abolire l’art 18.
Chi pensa questo è un cretino in perfetta malafede.
O uno scemo inconsapevole.
Dunque è meglio non prosegua nella lettura di queste mie considerazioni.

Per me , rendere omogenee le tutele significa estendere a tutti l’art 18 , cioè la semplice , civile possibilità, che sia un giudice terzo a decidere per un’eventuale reintegro nel posto di lavoro qualora si stabilisca che un licenziamento è stato attuato per ragioni discriminatorie.

Invece no.

Renzi e la mucca con la faccia buona e un’anima grigiolina (Poletti) introducono il contratto a “tutele crescenti”, cioè la possibilità entro tre anni (o forse di più) di licenziare chiunque unilateralmente.

Si tratta di una scelta ideologica quant’altre mai che affida il destino di chi lavora interamente al suo datore di lavoro. E che denega in radice la libertà del lavoratore/cittadino di potersi avvalere dei diritti civili e sociali anche entro il luogo di lavoro essendo protetto dalla possibilità di un licenziamento illegittimo.
D’ora in poi , zitti e mosca.
Tale è la ratio.

Per arrivare a giustificare questa radicale negazione di diritti civili, ci s’avvale furbescamente e cinicamente dell’esercito di riserva dei lavoratori senza nessuna tutela che vengono scagliati contro i “garantiti”.

La logica è semplice e altrettanto chiara: nessuna garanzia per nessuno.
E buonanotte ai suonatori.

Il resto è solo propaganda renzista.
Per la serie noi estendiamo a tutti le garanzie tramite un sistema universale di tutele consistenti in una riforma degli attuali ammortizzatori sociali .

Ci sarà poco, anzi pochissimo.
Anzi quasi niente, ma sarà per tutti.
Si chiama equità sociale.
Non giustizia.
Equità.

Spalmiamo il quasi nulla che rimane dopo l’abolizione totale dell’art. 18 e la riforma della CIG, però equamente.

Insomma qualcosa che curiosamente assomiglia molto al socialismo , detto “reale”.
Pezze al culo, ma per tutti.

Che sia una scelta puramente ideologica è reso evidente dal fatto che i reintegri effettuati per decisione della terza parte giudicante sono un’infima parte dei contenziosi portati in giudizio.

Ma si tratta come sta dicendo adesso Renzi di abbattere il tabù.

Scrivo come si dice adesso in tempo reale. Mentre inizia la direzione del PD.

Faccio una previsione.

Alla fine prevarrà una mediazione al ribasso.

Ma la farà Renzi , quando e come gli parrà.
E non certo nella direzione del PD.
Dopo aver annichilito la cosiddetta sinistra del PD.

Avverrà ad horas.
Tra breve.

PS. Tornerò a scrivere appena finita la cosiddetta direzione.
Adesso annoto solo che nelle sue prime parole Renzi scambia, come nel classico gioco delle tre carte, Hobsbawm, con Fukujama. Secondo lui il secolo breve voleva alludere alla fine della storia.
O sei furbo o sei ignorante.
Tutt’e due.