Pagine

Anche ai lettori onnivori, compulsivi e necessariamente frettolosi capita a volte di trovare una pagina sulla quale soffermarsi a lungo.

Pagine pesanti come macigni.

Tale è per me, la pagina 136 de “Il presente come storia” di Luciano Canfora.

Laddove l’autore discetta da par suo sulla sofferta e amara intenzione di Gramsci, contemplando l’eventualità di una sua liberazione dal carcere, di “rifugiarsi nel puro dominio dell’intelletto astratto, facendo del mio isolamento la esclusiva forma della mia esistenza”

Scrive Canfora.
– Sarebbe un puerile autoinganno non leggere in termini politici la frase “ non saprei più inserirmi in nessuna corrente sentimentale”. (Libero beninteso, chi lo vuole, di pensare che con quelle parole Gramsci si dichiarasse incerto se aderire , una volta fuori dal carcere, al romanticismo alla Berchet o allo stilnovismo o alla scuola siciliana di Cielo d’Alcamo). La politica intesa come culmine dell’azione morale (non come mestiere più o meno estemporaneo o , peggio, lucrativo) è esperienza totalizzante, coinvolge tutti gli aspetti dell’esistenza. Ciò si verifica tanto più quando si tratti di una politica sorretta da idee e concezioni grandi e impegnative: quelle che taluni da ultimo chiamano, con sussiegosa ignoranza, le “ideologie”. In tali scelte specie se attuate in momenti storici quali quelli vissuti da Gramsci (prima del carcere) e da Cantimori (dopo la liberazione) si investono e si bruciano tutte le energie di un individuo, intellettuali e pratiche. E’ quasi immancabile la delusione soggettiva; e merita rispetto. Essa nasce dalla constatazione di non aver potuto comprendere appieno le ragioni profonde delle vicende pur così intensamente vissute e la vera natura delle forze agenti nei conflitti, nei quali ci si è tuffati a capofitto, seguendo un archetipo che fu già alla base del primo proselitismo cristiano (“Lascia tutto e seguimi ! ”). Sono soprattutto i militanti dotati di grandi risorse intellettuali che alla fine non reggono; e solo alcuni di essi serbano in sé la convinzione che, pur non potendo andare le cose diversamente da come sono andate, ne valeva la pena.

Annunci

9 Risposte to “Pagine”

  1. Andrea Garofani Says:

    Fantastico Mauro sei sempre il migliore

  2. renata mazzanti Says:

    Sì caro Mauro, ne valeva la pena. Renata

  3. paolo Says:

    giusto ieri sera a Bologna abbiamo ripercorso la vita di Alexander Langer. il tuo post mi ricorda anche il suo dramma. Anche se nelle sue ultime parole ha scritto:continuate in ciò che era giusto.Paolo

  4. Remo Tedeschi Says:

    Mi sembra che si è vivi e vegeti, creare uno spazio dialettico rientra nella iniziativa politico-culturale attiva, che coinvolge anche persone
    di altre città .
    Impegno ma anche “no” giustamente, forse non vale la pena andare troppo in là, come ha fatto il citato Langer, l”uomo non merita il suicidio, lo dico con rispetto dell’intellettuale di Bolzano.
    Basta pensare che ancora oggi si fanno stragi nel nome di un dio che esiste solo nella testa di furbi speculatori della ingenuità popolare (e non).

  5. Giovanni Says:

    Non si può vincere una partita a scacchi abbandonando il tavolo,a meno che la partita non sia irrimediabilmente persa
    Tu Mauro hai giocato la tua partita fino alla fine,io ho abbandonato il tavolo quando ho compreso che non era più la mia partita
    La sconfitta però non ci ha privato della nostra “anima”
    Oggi ci volgiamo indietro a osservare il passato per capire il futuro
    Possiamo pero’ continuare soltanto a parlare di ciò che era giusto o sarebbe giusto
    Non siamo più parte del gioco
    Per fortuna non abbiamo giocato la partita di Antonius Block

  6. maurozani Says:

    Mi rendo perfettamente e costantemente conto che la nostra generazione , pur con tutti i drammi che ha vissuto, ha potuto non giocare a scacchi con la morte. Siamo dei privilegiati in senso assoluto. A volte avverto persino un assurdo, stralunante, surreale senso di colpa…

  7. paolo Says:

    Alexander Langer ,oltre che intellettuale, era parlamentare europeo dei Verdi e in particolare il suo impegno per la pace e per operazioni di polizia internazionale durante la guerra in Bosnia fu uno dei pesi poi rivelatisi insostenibili per le sue fragili spalle di essere umano.

  8. claudiopagani Says:

    OK . Ottimo Canfora , anche perchè ,oltre al resto, è anche elegante , cosa che in questi tempi sciamannati non guasta,Dopo di che il mio modo di pensare è questo : nella vita ci si ingaggia e se ci si sbaglia , in buona fede, si cercano i motivi razionali , attraverso una autocritica la + spietata, e poi , senza star li tanto a rimuginare, ci si ingaggia di nuovo evitando di ripetere gli stessi errori ( come suggeriva il compagno Lenin) ; e poi ,quando il tempo sarà scaduto, , amen.

  9. Rudi Says:

    Le ultime due righe mi regalano una densità di significati di cui avevo bisogno. Pensavo e temevo di aver smesso solo perché non ce la facevo più. E ricominciato per lo stesso motivo, ma senza riuscire a “inserirmi in nessuna corrente sentimentale”.

    La rabbia per quel che vedo dominare è un movente intermittente.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: