Presidente.

Chi segue anche solo distrattamente questo blog – in realtà un lungo e solipsistico sproloquio che prosegue ormai dal 2009 – avrà certamente notato una mia certa cautelosa ritrosia nell’esprimere apertamente giudizi trancianti sulla figura di Giorgio Napolitano.

Ora non ci vuol molto a capire che, tra la mia modesta biografia politica da topolino di campagna e quella grondante storia patria dell’ex Presidente della Repubblica,  è da sempre aperto un abisso incolmabile.

Insomma a me , Napolitano non è mai stato simpatico.

In genere non son mai andato d’accordo con i miglioristi e prima ancora con la destra PCI, salvo la stima istintiva per un uomo di ferrea dirittura morale come Giorgio Amendola.

E non sto parlando di sensazioni ricevute da letture più o meno ponderose.
Piuttosto da fortunose conoscenze dirette.

Napolitano invece, per usare un gergo anglo, da sempre : is not my cup of tea.

Però uno come me ha, e sempre avrà, un rispetto formale e sostanziale per le massime cariche istituzionali , anche e soprattutto in questi tempi di sputtanamento populistico della politica.

Lo dico nonostante io mi senta a tratti un populista e anzi un grezzo popolano rispetto alla maestà istituzionale di Napolitano.

Lo dico in chiaro.

Io non mi sono mai emancipato dalla mia classe di appartenenza.
E me ne vanto.
Dato che non si tratta di soli limiti culturali, che pure riconosco.

Nell’originale, straordinario melting pot costruito con grande lungimiranza dal PCI togliattiano, la mia classe restava pur sempre “oggettivamente” opposta a quella di Giorgio Napolitano.

Dunque ho sempre diffidato, razionalmente e istintivamente di uomini come lui.

Calma e gesso.
Lo so che il razionale non s’associa con l’istintuale.
Trattasi di contraddizione.
Feconda tuttavia.
Va mo’ là.

Dopodiché parliamo di politica.

Napolitano , nel 2011, invece di mandare Berlusconi di fronte alle camere a ricevere la meritata e formale sfiducia, e poi sciogliere – per logica e costituzionale conseguenza – il parlamento decise , in accordo con ben noti circoli europei, di installare a viva forza Monti nel governo dell’Italia.

Il risultato si è dimostrato semplicemente disastroso.
Tanto sul piano economico e finanziario che su quello sociale.

Se saremo obbligati a votare il referendum di Salvini contro la legge Fornero/Monti sulle pensioni, lo dobbiamo a quella scelta.

Sciagurata.
Politicamente avventurosa e irresponsabile.

Scelta peraltro costituzionalmente dubbia, anche se legittimata pienamente da un parlamento imbelle tenuto per le palle.

Tutta l’attuale merda, nasce da quella scelta.

Renzi compreso.

Anche se , nella fattispecie la colpa non può esser attribuita unicamente alla spregiudicata scaltrezza di Napolitano che per la prima volta si chiamò (apparentemente) fuori : “decida il PD”.

Il PD nella sua supposta e supponente autonomia decise di : Letta stai sereno.

E insieme a lui e prima di lui fu serenizzato anche il suo sodale di sempre , Bersani.

In quel caso il capolavoro non fu né di Renzi , né di Napolitano , ma piuttosto di Bersani stesso che pur di raggiungere Palazzo Chigi… non lo raggiunse.

Andò in streaming da Grillo per chiedere tutto e offrire niente.

E rimase alla guazza.

Con Napolitano fermo nella sua richiesta di avere certezza di voti in parlamento.

Ineccepibile , in quel caso.

Caro Bersani , mica mi posso sputtanare mandandoti in parlamento allo sbaraglio.
O cerchi i voti da Grillo o li cerchi da Berlusconi.

Già.

Renzi li prese da Berlusconi.

Al Nazareno.

Potenza di Gesù Cristo.

E li prenderà anche per l’elezione del nuovo presidente della repubblica.

Tutto si può dire di Renzi.
Ed io lo dissi e lo dirò.
Non però che sia cretino.

Tutt’altro.

Con l’elezione del presidente della repubblica il cerchio renzista si chiude.

“Sarà uno dei nostri”.

Cioè uno che decido io.

Lo può fare.

Berlusconi, ancora ristretto (si fa per dire) a Cesano Boscone, non può che acconsentire.

Quella proporzionalità inversa del 3% di franchigia sul penale in relazione all’evasione fiscale ,inventata e rivendicata da Renzi con il 19 bis gli potrebbe medicare il culo dolente e reinserirlo addirittura in parlamento.
Dato che si puniscono severamente col penale i piccoli evasori ma si premiano alla grande i grandi.

E’ una legge a favore della grande criminalità.

Sfido chiunque a dimostrare il contrario.

Solo che la legge a favore della grande criminalità Renzi l’ha sospesa fino a dopo l’elezione del Presidente.

Rinviata.
Non cambiata.

Il concetto è chiaro.
Tenere il coltello dalla parte del manico.

Com’è altrettanto chiaro che prima si fa una scelta, con voti in parlamento (con buona pace di SEL) sulla riforma elettorale e dopo, solo dopo opportuna prova di “lealtà” si elegge il nuovo presidente.

E chi sarà sto’ presidente?

Giocoforza un uomo di Renzi.

Un arbitro che vede solo i fuori gioco che vede Renzi.

Comunque : “uno dei nostri”.

Cioè un democristiano.

O magari un comunista pentito.

Veltroni l’africano?

Comunque un presidente che anche simbolicamente metta fine alla lunga stagione post comunista.

E che aiuti a mettere una pietra tombale su ciò che resta della sinistra italiana.

Molto poco peraltro.

E così un presidente del consiglio mai eletto in parlamento e che non parteciperà all’elezione della presidenza della repubblica deciderà le sorti del paese per un bel pezzo a venire.

PS. Se poi Renzi potesse eleggere Romano Prodi, quel cerchio che comunque si chiude sarebbe di ferro temprato.

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40 Risposte to “Presidente.”

  1. claudiopagani Says:

    Perfetto Mauro, in una sintesi assolutamente esaustiva. Detto questo il ragazzo puo sbagliare per eccesso di presunzione oppure eleggere uno “scendiletto” e trovarsi un Cossiga nella fase finale o il moralista/conservatore Scalfaro che , piaccia o no, avvalla il primo post-comunista a GHIGI. Infine moltissimi in questo parlamento non hanno nulla da sperare da Renzi ( compresi Casini e i suoi che sono comunque 100) e poi….Grillo potrebbe decidersi a gocare la partita. En passant , grazie per avere FINALMENTE detto, molto garbatamente, quale è sempre stato e quale potrebbe essere il ruolo di Prodi. Ma il popolo di sinistra continua ad amarlo e , quindi , giustamente , quel popolo è caduto nel pieno e incontrollato dominio di Renzi. Mauro , convinciti: il combinato disposto della fine del comunismo e dell’azione di Prodi ( e dei suoi sodali in primis Veltroni) non poteva che portare qui. Al di la degli errori , anche gravi , di alcuno : errori , forse , anche indotti dalla drammatica consapevolezza della trappola mortale, che si è cercato di forzare con qualche “escamotage” , da subito bloccato dagli amici democristiani di lunghissimo corso, con la complicita attiva di quasi tutto il gruppo dirigente. Ma il peggiore è stato Bersani , prima “irretito dal Presidente e poi indotto a primarie , per lui politicamente disastrose, dai consigli “furbissimi” dell’amico Prodi sussurrati all’orecchio sensibilissimo dell'”amico esarca”: nonostante ciò Perluigi continua a sostenere Prodi : che dire di uno così? Alla fine almeno , la fine certificata della sinistra italiana potrebbe , perfino, consentire la nascita di una sinistra progressista di stampo europeo.

  2. Remo Tedeschi Says:

    Sono di diverso avviso sull ‘operato di Napolitano.
    Aveva capito nel primo “giro” che non si poteva lasciare ai partiti il paese, sono una manica di parassiti opportunisti e politicamente incapaci, TUTTI, quindi ha inaugurato il “presidenzialismo” all’italiana.
    Ritornare al voto come dice Zani? e chi vinceva ? nessuno, anzi alla lunga restava Berlusconi.
    E’ andata così, purtroppo, poteva anche andare peggio , di sicuro.
    concordo con Maltese che Napolitano in mezzo a stà roba politica è un gigante, pensatela come volete ma da vecchietto ha retto in un mondo di pescicani.
    Il prossimo? vedrei bene il Zagreb….. ma non si può ,allora tra quella galleria di faccette spero vada … chi? lo dico? davvero?
    Romano Prodi.

  3. marchettogianni2014 Says:

    Magistrale..

  4. maurozani Says:

    Tedeschi.

    Leggi i sondaggi dell’epoca e vedrai che il PD avrebbe vinto.

    Berlusconi era in caduta libera e Grillo non era ancora competitivo.

    Non che a me sarebbe di molto piaciuto dato che al partito neo- demo-liberal- cristiano-paraculo non ho mai aderito.

    PS. Lasciare il paese ai partiti?

    Tipico del populismo renzista.
    Dico renzista e non renziano.
    Ma siam fuori di testa?
    Lo vuoi lasciare a chi?
    Ai militari?
    Ai tecnici?
    Alle logge?
    All’opus dei?

    A chi esattamente, se non alla legittima rappresentanza politica dei cittadini che nelle democrazie continuano a chiamarsi partiti.

    Siamo davvero un bel pezzo in là.
    Oltre ogni idea di democrazia rappresentativa.

    E temo non vi sia rimedio.

  5. ALESSIO Says:

    Forse verrà il giorno che anche a sinistra si apriranno gli occhi sulla vera natura di Romano Prodi. Oggi ne hanno fatto un moderno Garibaldi, cioè un santino, una qualcosa di assoluta e indiscutibile, roba degna del dogma dell’ infallibilità papale che pensavamo di aver archiviato da un secolo. Ma tant’ è. 2 anni fa fu bruciato dalla sua dabbenaggine e dalla sua totale idiozia politica, col sigillo di Bersani che scavò la fossa e ci si buttò dentro. E’ un problema più grande in realtà, riguarda il modo in cui è stata condotta la lotta politica dentro il centrosinistra (???) negli ultimi 20 anni. Una lotta a colpi di menzogne e falsi miti, che hanno prodotto una storia falsa e bugiarda. Così Prodi cadde per il complotto de “i partiti” nel 1998 e non per la guerra nel Kosovo che fece esplodere i problemi politici della sua maggioranza. E ancora a gennaio 2008 andò a casa per colpa di Ferrero e Diliberto, non di Dini e Mastella che gli tolsero la fiducia. Mentre nel 2013 la colpa fu tutta dei maledetti 101.Nessuno dice mai che il prof. bolognese prese 395 voti e che il quorum era 504. Quindi i 101 non furono determinanti ma nell’ immaginario del popolo della sinistra sono condannati fino alla fine dei tempi. Fortuna che i nomi non sono pubblici altrimenti li colpirebbero con una fatwa modello quella lanciata da Khomeini contro Rushdie, l’ autore di “Versetti satanici”. Naturalmente il suo entourage, professori universitari da sempre con gravi problemi in matematica o per lo meno fin dal 1998, mesi dopo ha sostenuto che in realtà furono molti di più di 101 perché, parole loro, anche parlamentari del M5S e di Scelta Civica gli avrebbe confessato in non si sa quale camera caritatis di averlo votato. Ci hanno messo alcuni mesi a capire che i 101 non bastavano e perciò hanno dovuto aggiungere l’ ennesima menzogna di questi 20 anni. Sarà lui il futuro Presidente? Chissà…Speriamo di no, anche perché avrebbe ragione Berlusconi a lamentare che col 25% il Pd si prende tutto e non va bene. E a proposito dell’ ex Cavaliere: se fossero onesti il Pd dovrebbe farlo Presidente della Repubblica, senza dimenticare di chiedergli prima pubblicamente scusa. Sì, perché il Governo del Pd sta portando avanti il programma politico, economico e istituzionale che Berlusconi ha cercato di attuare fin dal 1994. Onestà vorrebbe che gli si chiedesse scusa, che si ammettesse che ha sempre avuto ragione lui e che per riparare lo si manda al Quirinale con l’ aura del Padre di tutti gli Italiani. No, non succederà in realtà. Ma probabilmente non sarebbe peggio che eleggere gente come Amato o qualche scagnozzo del premier

  6. claudiopagani Says:

    Intervento di Remo davvero sconfortante ! Siamo davvero messi malissimo in una regressione democratica senza prospettive. E comunque , senza partiti , non c’è democrazia , checchè.

  7. Remo Tedeschi Says:

    La situazione , allora, era molto “delicata” , non si governa sulle macerie, disse il segretario pd, e una fase di decantazione della politica (governo dei tecnici, ) poteva rimettere su binari decenti ,il paese. Scarsi risultati? d’accordo, però si è smontato il potere da Berlusconi, p3 e p4 (Bisignani Brancher, e soci).
    I sondaggi favorivano il Pd (33/34 %) insufficienti per governare, tornavi al voto, in breve tempo, e cosa si creava nel paese?
    Parlo ,quindi di quella fase, dove Napolitano, ha indubbiamente retto da solo le istituzioni, piaccia o no.
    Poi, nessuno mette in discussione il ruolo dei partiti, sperando in maggiore onestà e dignità degli stessi.

  8. lucagrasselli Says:

    Perché con Prodi il cerchio sarebbe “di ferro temprato”?

  9. claudiopagani Says:

    Caro Remo se il PD avesse preso il 33/34 ( come dici tu) e non il 25 ( come ha preso) stante il porcellum avrebbe STARAVINTO le elezioni: Napolitano , in quella circostanza, ha fatto un grande favore a Berlusconi e , soprattutto, ha eseguito alla lettera le indicazioni di Merkel e Draghi: Ma lui , avrebbe dovuto mandare a casa B. quando Fini , nel 2010, usci da Il Popolo della Liberta , mettendo , praticamente, in minoranza il governo Berlusconi: invece gli diede 1 mese , prima del voto di sfiducia, e B. potè comprarsi Scilipoti ,Razzi ,ecc e durò ancora 1 anno il drammatico 2011. Furono azioni davvero pessime , dal mio punto di vista. Quanto a Prodi e il “cerchio di ferro” Prodi si è SEMPRE mosso , da quando entro in politica nel 1994, CONTRO l i partiti esistenti della sinistra , nella linea di quell'”anticomunismo democratico” che prevedeva di prendere il voto dagli ex-comunisti , senza dargli alcuna vera agibilità politica; cosi ha sempre fatto eco all’anticomunismo nudo e crudo di Belusconi e il combinato disposto ha annientato quei partiti. Questa è la verità nuda e cruda e solo chi non vuole vedere non vede. Ma come si dice a Napoli , molti sono contenti di essere “mazziati e cornuti” e buon pro gli faccia .

  10. Remo Tedeschi Says:

    Se non erro, fu Bertinotti a mettere in crisi il primo governo Prodi
    per motivi ancora da capire,,(i libri?) Prodi da anticomunista ,non ebbe nulla in contrario alla elezione del compagno Bertinotti come terza carica dello stato. Poi, se c’è gente che si fa comprare non è colpa di Napolitano,( in quel caso tutta roba di Di Pietro.)

  11. claudiopagani Says:

    Si ai tempi di Bertinotti Prodi respinse l’idea di indicare le 35 ore come obiettivo perchè “con i comunisti non tratto” . Sarebbe bastato per salvare il suo governo e non avrebbe provocato nessun dramma visto che in Francia il governo socialista di Jospin lo fece. Ma Prodi ( o meglio PARISI) pensarono di avere maggioranza anche senza Bertinotti stante la disponibilità di Cossiga. Salvo che poi Cossiga li fregò aprendo il “forno” D’Alema : furono loro ad aprire a Cossiga ( che voto il DPEF 6 mesi prima) , ma Cossiga si dimostrò democristiano + abile . Quanto ai deputati di Di Pietro io non faccio vuoti discorsi moralistici: fu UN GRAVE ERRORE concedere 1 mese a Berlu che ha grandi disponibilità : Di Pietro non c’entra nulla.

  12. Giovanni Says:

    Dopo Napolitano per me va bene qiunque,eccetto Prodi

  13. Giovanni Says:

    Mauro,benedirò,il tempo è il luogo in cui ti deciderai a riconoscere che le istituzioni italiane sono “SIMULACRI”

  14. claudiopagani Says:

    Vista la tenacia con cui qualcuno , anche in questo blog, scrive non sapendo ( o facendo finta) è arrivato il momento di rendere pubbliche sgradevoli verità;
    1) BERSANI;
    Io mi scandalizzo spesso per il suo “autolesionismo politico” ( cosa verissima per altro) ma la spiegazione c’è ed è molto semplice: Bersani , nel Sistema di potere emiliano , è sempre stato l’uomo del vasto mondo cooperativo che , ad un certo punto vistosi in pericolo con l’avvento di Berlusconi, ha deciso di unirsi al vasto potere prodiano , in un alleanza ,inizialmente , paritaria e poi, ovviamente sempre + squilibrata . Ora , però , le cooperative si sono fatte direttamente partito e hanno nominato un MINISTRO e quindi Bersani non serve +: bisognerebbe che se ne facesse una ragione ( e magari l’amico romagnolo glielo spiegasse)
    2) PRODI;
    Prodi è una cosa molto + seria ; fu ministro dell’INDUSTRIA nel governo Andreotti del 1978 ( e in quei mesi partecipava a “sedute spiritiche” per trovare il. covo dove le BR tenevano Moro!!).
    Poi , a partire dal 1982 , fu mandato da De Mita a fare il presidente dell’IRI ( per contobilanciare l’ENI presieduta da un socialista craxiano) . Naturalmente , in quegli anni, il top management delle massime aziende pubbliche doveva, innanzitutto , drenare risorse a favore dei partiti di riferimento …A dire il vero De Mita non fu particolarmente soddisfatto dell’operato del suo Presidente. Comunque ,venendo + vicino nel tempo, ad un certo punto , dopo l’avvento di Berlusconi , venne fuori il suo nome e il segretario del PDS si recò a Bologna a conoscere Prodi e i “suoi”. Appena tornato a Roma , il segretario del PDS commentò: “…sono andato a Bologna a conoscere questi amici e ho scoperto che ci stiamo consegnando ad una banda di pericolosi anticomunisti…” Allora sembrò una perfida battuta e , invece , il comportamento successivo , rese quella battuta assolutamente aderente alla realtà. Ma la cosa peggiore è che , molto rapidamente, alla “banda” si unirono molti ( quasi tutti ) i dirigenti massimi di quel partito che , giustamente, vedevano nel bolognese la garanzia migliore di lunga durata nel tempo, ma che , a mio avviso, si comportarono da avidi collaborazionisti ( e la ratio politica non c’entrava + nulla). E cosi una impresa già difficile di per se, dare una prospettiva politica autonoma al post-comunismo, diventò IMPOSSIBILE. : questo rende , ai miei occhi, impossibile ogni pacificazione con quella gente.Berlusconi, se non altro, ha sempre cercato di svolgere la mission che si era prefisso; invece questi hanno continuamente fatto insider trading, dimostrandosi , nel contempo, abili comunicatori tanto da “convertire” una grande massa di allocchi.Fortunatamente loro oggi , non hanno + bisogno di noi e possiamo, quelli come me intendo, raccogliere i nostri 4 stracci e rimetterci in marcia per tentare la costruzione di un partito demosocialista, che in Italia , non è mai stata possibile.

  15. claudiopagani Says:

    Aggiungo , per completare il ragionamento, che nei 20 anni della seconda Repubblica , non ci sono mai stati veri governi di centro-sinistra basati su un programma riformatore, ma , al + , alcuni governi di “emergenza democratica” messi insieme per contrastare l’esorbitante potere berlusconiano , ma con una base sociale cosi eterogenea da rendere impossibile ogni cambiamento . Il secondo governo Prodi ,che si insedio’ senza una vera maggioranza al Senato , provo inizialmente, a fare alcune scelte coraggiose come sulla lotta all’evasione ( con il supporto dell’ottimo Visco) e in politica estera ( contrastata dall’ineffabile Trsozkista compagno Turigliatto) ma poi la base sociale di “destra” ( non parlo di partiti ) minoritaria ma essenziale per quel governo, , fece saltare tutto… E quindi se è minimamente vero quanto affermo, bisognera ricostruire, dalle fondamenta, un blocco sociale di centro-sinistra, veramente interessato ad un vasto programma di riforme che , prevedano “in primis , una riallocazione forte di risorse in senso favorevole ai ceti popolari ( non la inutile mancia degli 80 euro) e che ricostuiscano cosi un po’ di fiducia tra la gente , anche quella che , oggi, per disperazione, si affida a M5ST o Lega: in ogni caso il PD è oggi il PARTITO UNICO dei poteri forti e quindi il garante supremo degli attuali ingiustissimi equilibri e quindi ogni ragionamento deve prescindere da loro : se è vero,come è vero, che perfino in Grecia , 3 anni fa Syriza era al 6% ( con il PASOK al 44) allora si puo aspirare ad avere , nel medio periodo, un vero e primo governo di centro_sinistra

  16. Remo Tedeschi Says:

    Condivido, Claudio c’è assolutamente bisogno di un nuovo soggetto politico , potrebbe saltare fuori tra sx pd, un 5stelle svincolato dai due barbagianni, sel, e spiccioli vari, tra i quali quelli che ho votato (l’altra e.r).
    A partire proprio da un programma che veda in primis una valorizzazione diversa del lavoro (redis. del reddito).
    Tagliare drasticamente situazioni di privilegio ovunque, e mettere in tasca a milioni di persone 4/500 euro ,(in più).
    Non ci sarebbe bisogno nemmeno di strolgare vie nuove produttive
    a parte green econ, ricerca salute.
    Un rilancio dei consumi anche tradizionali ma aggiornati, case salubri, auto elettriche, ecc.
    In verità è una crisi falsa, solo utile per ridimensionare ceti medi/bassi, spegnere velleità giovanili e controllarle , vanificare studi ,cultura, insomma un neo-schiavismo.
    Se è così, chi si muove?

  17. maurozani Says:

    Luca. Sarebbe di ferro temprato poiché solo con un accordo di ferro Renzi potrebbe acconsentire a Prodi di salire alfine l’alto colle. Se ciò dovesse avvenire, Prodi dovrebbe accettare le condizioni di Renzi e di sottoporsi al monocolore di fatto del suo partito unico.

    A differenza di altri (Claudio compreso) io tendo a dare di Prodi sul piano “storico” un giudizio più articolato.
    Conoscendolo credo di sapere (ma non si sa mai davvero) che in lui il versante sociale della politica non è ignorato.

    Di questi tempi trattasi di questione non secondaria.

    Ma credo di sapere anche che non è certo estraneo al fascino del potere tout court.

    Metto solo le mani avanti perché in politica e per i veri uomini politici, tra cui non mi annovero, ( e non ho mai saputo se purtroppo o per fortuna) Parigi val sempre e comunque una messa.

    Immagino che non possa essere che così.

    • Giovanni Says:

      Se Renzi non è uno stupido non farà un patto con Prodi,per la semplice ragione che Prodi non ha mai rispettato un patto
      Prodi vuole comandare e basta
      Non c’è una poltrona per due

  18. maurozani Says:

    Giovanni.
    Credi forse che io non veda?
    Che non veda che la stessa democrazia (regime politico storicamente determinato) appare sempre più una forma vaga , umbratile, a volte puro ectoplasma cui richiamarsi per dare senso e legittimità a un ceto politico imbelle?
    Mi rifiuto di prenderne atto formalmente.
    E’ questo rifiuto corrisponde ad un atto politico essenziale a delineare una possibile rinascita civile.
    Anche se il futuro non è nostro.

    • Giovanni Says:

      L’importante è che tu riconosca la realtà
      Epperò devi convincerti che ogni discorso politico “onesto”non tollera termini fittizi
      Diversamente rischiamo di non comprenderci e,peggio ancora,di non far comprendere agli altri quali siano i termini reali “dello stato delle cose presenti”
      E’ l’unica cosa che possiamo fare proprio perchè il futuro non è nostro

  19. claudiopagani Says:

    Cofferati “se ne è ghiuto e soli li ha lasciati”!
    Ma non lo poteva capire, prima di “perdere” le primarie cosa era diventato il “suo” PD ?!
    In ogni caso motivo ulteriore per stare lontani mille miglia da quel partito , anzi per dirla con Mauro Zani, per essere “frontalmente contro”.

  20. Giovanni Says:

    Concordo
    Tuttavia bisogna prendere atto che vi è stato un salto di qualità
    Oggi quel partito e’diventato molto più pericoloso di forza Italia:ha rapporti alla luce del sole con i mafiosi
    E’diventato il Pd il nemico pubblico numero Uno

  21. Ettore Coppo Says:

    Per chi non è emiliano,dicci delle elezioni regionali

  22. remo tedeschi Says:

    Il pericolo numero uno? lo diceva anche Gino Latilla
    ps
    due , recenti NO ,da cittadini genovesi,…….. no al pd di Cofferati
    e NO al badile ( Grillo.)

  23. Giovanni Says:

    Secondo voi ci sarà la scissione
    E semmai chi guiderà gli scissionisti?

  24. maurozani Says:

    Secondo me non ci sarà.
    Ma nel caso farò autocritica oltre a comprarmi una bottiglia di champagne .
    Di quello buono.

  25. maurozani Says:

    Un conto è una scissione.
    Un conto è Civati.
    tanto per dire.

  26. claudiopagani Says:

    Ennesima e definitiva delusione da Bersani!
    E’ proprio un coniglio ( non nel senso del Papa) senza testa. Amen

  27. claudiopagani Says:

    Caro Mauro , una domanda a cui , spero, avrai la cortesia di rispondere: perchè solo oggi Fassina rende esplicito chi guidava i famosi 101 contro Prodi ? O , meglio , perchè Fassina, e il suo segretario Bersani, non fecero allora outing dichiarando questo che certamente avrebbe messo in cattiva luce presso la “mitica” base i metodi del giovane e rampantissimo fiorentino e avrebbero , certamente, reso + difficile la “resistibile” scalata ; naturalmente sono interessato ad valutazione politica e non al gossip.

  28. Giovanni Says:

    Ma a Culatello andava bene Napolitano
    Ingenuamente pensava di essere lui il predestinato alle larghe intese
    Si è fatto fregare tre volte di seguito

  29. Giovanni Says:

    Diveramente avrebbe atteso il quarto scrutinio

  30. maurozani Says:

    Fassina non l’ha detto prima perché aveva interesse a tenere una qualche posizione dentro il PD. Adesso non ha più nulla da perdere. dato che sia lui che Bersani son ridotti alla canna del gas. Renzi tira diritto…

  31. claudiopagani Says:

    Perfetto Mauro , condivido. L’unica chiamiamola speranza è che non avendo + niente da perdere ( o da contrattare) si decidano a fare quello che ritengono giusto ; i numeri ci sarebbero perchè tra loro e i malpancisti di Forza Italia sono circa 200 + che sufficienti per battere il famigerato patto ; se non lo faranno diventeranno materia per Psichiatri …La certificazione della loro incapacità politica la abbiamo già

  32. Giovanni Says:

    Claudio,hai presente la solidarietà ottenuta da Cofferati nella vicenda Liguria,a seguito della pregressa esperienza Bolognese?
    Bene,Culatello ne ha combinate tante ma tante che una sua eventuale uscita da Pdr per una nuova sinistra,produrrebbe il parto di un topolino
    Non vedi che insieme a Cuperlo a furia di prendere schiaffoni continua a ripetere” il Pdr è il mio partito”
    Sono alla canna del gas
    E la sentenza di Mauro mi pare irrevocabile

  33. claudiopagani Says:

    Quando ero del PD , sembra un secolo ma lo fui fino al 2013 o meglio fino a dicembre di quell’anno all’avvento di Renzi, ci fu un periodo in cui avendo +tempo e dovendo girare meno l’Italia , per il mio lavoro, frequentavo assiduamente il mio circolo e partecipavo attivamente alle discussioni ricavandone ,invariabilmente una impressione negativa :
    1) i vecchi ( + o meno miei coetanei ) erano i piu conservatori e i i + obsoleti sotto ogni punto di vista e diventavano vivaci solo in occasione della preparazione di qualche pranzo/cena ( cosa in se positiva) ; prevalentemente si allineavano rapidamente al segretario pro-tempore, ma sempre in modo notarile , senza alcuna vera passione: il dialogo con loro era praticamente ostruito perchè appena sentivano esprimere qualche, anche velata, critica ai dirigenti ( soprattutto se emiliano-romagnoli) si chiudevano a riccio e buona notte ai suonatori
    2) i giovani ( e le giovani) erano + vivaci ( data l’età) ma se appena cercavi di parlare di politica o , peggio, di cultura politica , ti guardavano stralunati e , probabilmente, pensavano: ma dove è uscito questo “visionario”? Naturalmente , non potendo esprimere questo pensiero si dicevano interessati ad approfondire la loro “cultura politica” ; subito ,in tempo reale, gli proposi una serie di incontri che partissero dalla discussione di un libro. Il primo incontro avvenne su un libro di un bravo economista Salvatore Biasco e.. fu subito notte perchè parteciparono in 6 o 7 , pure svogliatamente.
    Mi resi quindi conto che la partita era persa , soprattutto perchè gli unici momenti di autentica “passione” era quando si parlava di qualche primaria, anche solo per l’elezione di un ,inutile, rappresentante di quartiere. Però , e qui sta un mio grandissimo limite , continuavo a pensare che , in fondo , era il mio partito nonostante vedessi tutti i limiti, del “partito malnato” come dice giustamente Mauro Zani e immaginassi un impossibile ritorno ai Ds o meglio ancora al PDS o chissà…Ma ,come afferma un detto inglese: ” quando hai spremuto il dentifricio è impossibile rimetterlo nel tubetto. In realta quel partito , di giovani e vecchi reali, era pronto per l’avvento di…Matteo Renzi che ,infatti fu osannato , fin dai primi passi…soprattutto se quello ti porta al 40% ( oggi molto meno) e , soprattutto “fa tutto lui” esentandoti dalla “pericolosa tentazione ” di pensare in proprio. Per me , tuttavia, fu necessario quell’avvento per aprirmi gli occhi fino in fondo. E per me fu molto amaro riconoscerlo perchè , da illuminista incallito, e da cultore di quel grande romanzo che è Il Gattopardo mi riconoscevo nell’espressione del principe di Salina all’inviato del governo piemontese che gli propone l’incarico (rifiutato ) di Senatore del Regno: “..non ho + l’età per illudermi , caratteristica essenziale per illudere gli altri e quindi essere un capo o rappresentante di qualcuno…” E invece mi illudevo, come tendono a fare tutti quelli che stanno in una organizzazione , magari fingendosi che sia diversa da quella che è fattualmente.
    Oggi , veramente, mi godo fino in fondo i frutti della “ritrovata libertà”, pur dentro un misto di amarezza/rabbia per come evolvono le cose.
    Tuttavia, come chi si è separato dopo molti anni di un travagliato matrimonio, non ho nessuna voglia di risposarmi con nessuno , fosse anche il partito dei miei sogni.

  34. Carlo Says:

    “Scelta peraltro costituzionalmente dubbia, anche se legittimata pienamente da un parlamento imbelle tenuto per le palle.”
    Tradotto: paura di perdere benefici immeritati

  35. remo tedeschi Says:

    Seguiremo (se possibile…) il percorso dei miliardi di Draghi, faranno
    voli a spirali, parabolici viaggi, sino a dissolversi come neve?
    Ricordo la gran pompa dei Pavarotti&friends, ai villaggi africani non arrivò nemmeno una vanga.
    Ma da noi c’è Renzi, anche Grillo aspetta sue notizie per il quirinale.

    Intanto ad Atene si canta Bella ciao…

  36. Giovanni Says:

    Io ci vedo infatti della grana per i ricchi
    Ma bisogna essere svelti
    Gli americani gia si lamentano per l’eccessivo apprezzamento del dollaro

  37. claudiopagani Says:

    JE SUIS ALEXIS TSIPRAS . CHAMPAGNE!

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