Sinistra post – socialdemocratica.

Sarà lunga, difficile e controversa, con avanzamenti e arretramenti, ma la partita che la vittoria di Tsipras ha aperto in Europa si può finalmente giocare.

Lo slogan di Syriza cita non a caso la speranza.

Allude ad una nuova possibilità avversa alle politiche ottuse e corruttive dell’austerità.

Tutti dovranno giocoforza confrontarsi con questo dato di fatto.
Non per caso alle elezioni per il parlamento europeo in non pochi votammo per la lista Tsipras.
Sembrava un atteggiamento velleitario, una pura testimonianza.

No.
Per quanto mi riguarda vedevo allora la possibilità di aprire una strada nuova e diversa in Europa.

Oggi lo si può fare a partire dalla Grecia.

In Grecia è nata una sinistra di governo di tipo nuovo.
Voglio sottolinearlo : una sinistra post socialista e post centrosinistra.

Una sinistra che non ha intenzioni di perdersi nei meandri e nei miasmi di un riformismo parolaio e imbelle capace solo di amministrare una rendita di posizione sempre più erosa in logiche del passato, ai margini di un’asse politico neoliberista che impronta di sé le larghe intese europee.

L’idea è chiaramente espressa dal suo leader e dal suo gruppo dirigente.

Lo scontro con il neoliberismo degli ultimi cinque lustri si deve fare e deve essere frontale .

Solo a partire da questa irrinunciabile necessità, direttamente politica, si potranno stabilire in corso d’opera compromessi e punti di caduta relativi ai reali rapporti di forza.

Sulla base di questa consapevolezza è nata in Grecia la nuova sinistra europea.

Una visione strategica, comprensibile e condivisa da larghi settori sociali (classi medie comprese) che indica una via d’uscita da un intollerabile stato di cose.

Nessuno si scandalizzi a sinistra se per perseguirla Tsipras ricorrerà alle armi della diplomazia tra stati e a quelle della politica tra governi. E se in Grecia , come sembra, si allea con forze di centro-destra avversarie della Troika, che saranno peraltro assai poco influenti dati i rapporti di forza.

Si tratta della possibilità, finalmente concreta , di costruire in Europa un campo d’alleanze , sociali, politiche e statali.

Sarà dura.
E’ in gioco nientemeno che la democrazia in Europa.

A riprova basti ponderare quanto detto dal responsabile della politica estera della CDU.

Dice il crucco : “ i greci hanno votato senza ragionevolezza economica, nasce il problema di come varare riforme in democrazia”.

Come a dire che la democrazia forse non è il regime politico più adatto alle “riforme” all’insegna del liberismo economico.

E’ vero.

Il liberismo economico quando assume il potere di decidere ogni sorta di massacro sociale per il proprio sempre più esclusivo profitto – cosa che fa parte della sua intima natura – diventa inevitabilmente nemico della democrazia.

Vecchio problema.

A me sembra  chiaro da molto tempo a questa parte che il capitalismo finanziario di rapina postula una società post-democratica.

Ha bisogno di democrature più che democrazie.
E nella storia recente, non ha certo disdegnato anche le dittature.

Per questo la vittoria della sinistra europea in Grecia, volenti o nolenti, mette il dito in una piaga aperta, consistente nella tensione insita da sempre nel rapporto tra democrazia e capitalismo.

Una tensione divenuta via via drammatica dopo i (tanto rievocati in questo periodo) trenta gloriosi anni che caratterizzarono il secondo dopoguerra del novecento.

In conclusione con l’avvento del governo di sinistra in Grecia tutta l’Europa è costretta a interrogarsi criticamente a partire dalle forze che costituiscono il campo socialista e democratico.

E stavolta non basteranno le parole, i documenti, le vaghe promesse di crescita.

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22 Risposte to “Sinistra post – socialdemocratica.”

  1. Giovanni Says:

    Staremo a vedere cosa potrà in concreto Tsipras in Grecia
    Parte certamente da una situazione di vantaggio sociale unica:la Troika peggio non poteva fare
    Se metti insieme un “crucco”un burocrate della Bce e un tagliagola della FMI,il risultato è garantito:disgregazione sociale e morti per fame per arricchire l’1%
    Epperò,soccorsi i bisognosi,riprese le forniture dell’acqua e dell’elettricità,bloccati gli sfratti e ,magari,ottenuta la parziale moratoria sui debiti cosa potrà fare Tsipras se i greci non si rimboccano le maniche e non cambiano il paese dalle fondamenta?

  2. claudiopagani Says:

    Analisi politica che condivido totalmente ; in Italia dovremo breve per non dire a brevissimo, chi si vuole ingaggiare realmente o chi è solo un “parolaio rosso “.

  3. claudiopagani Says:

    Si intenda ” dovremo breve” con ” dovremo vedere a breve” ; chiedo scusa

  4. Diego Says:

    Analisi politica giusta.
    La questione di fondo infatti, il rapporto tra democrazia e capitalismo, e’ emersa in modo nitido dai risultati della Grecia.
    Nel provare a rispondere anche a Giovanni dico che, affinché tutto non si risolva nel lento riassorbimento di questa novità’ greca nella logica del capitale, occorre utilizzare questo “gancio” greco per minare alle fondamenta le logiche economicistiche e contabili, diventate da tempo l’unica unità di misura per interpretare il mondo.
    A mio avviso dalla storica Polis greca deve ripartire un nuovo concetto di Ecclesia, declinato in chiave moderna (non certo l’oligarchia del M5S!) che elevi il valore della Cittadinanza al di sopra di quello di Nazione, oramai obsoleto e divenuto il pasto preferito di tutte le Troike.
    Superare l’Unione politica dell’Europa – mai realizzata – in favore di uno Statuto della Cittadinanza globale che abbia alla base l’antidoto alla contabilita’ capitalistica e che, portandosi al livello in cui “orbita” il Capitale, abbia quantomeno la possibilità di contrastarlo ad armi pari.

  5. claudiopagani Says:

    L’Unione Sovietica ha avuto 23.000.000 (ventitremilioni) di morti nella seconda guerra mondiale.
    Non aver invitato Putin alla giornata della memoria, non soltanto è vergognoso, ma è pure disgustoso, vile e oltraggioso.

  6. maurozani Says:

    Condivido.
    La guerra fredda non è finita.
    E nessuno ormai sa che mentre si aspettava l’apertura del fronte occidentale i sovietici/popolo russo s’immolavano.
    E nessuno fa mostra di sapere che la seconda guerra mondiale si è cominciata a vincere a Stalingrado e a Kursk.
    Nel solo saliente di Kursk (1943) i nazisti impegnarono in una sola battaglia qualcosa come tre milioni di uomini.
    Non come in Normandia quando erano già sconfitti.
    Eppure si celebra il D-Day. (giugno 1944).
    Una passeggiata al confronto.
    Verità storica del tutto negata, assieme ai tre milioni di soldati russi morti nei campi di sterminio.
    Ma erano russi, anzi sovietici.
    E qualcuno persino comunista.
    Morti leggeri come piume.

  7. Giovanni Says:

    La giornata della memoria di oggi è stata organizzata da fascisti-revanscisti
    Hanno esordito dicendo che auchiwiz è stata liberata dagli ucraini Un modo come un’altro per seminare zizzania e negare il sacrificio di tutti i popoli che hanno combattuto nell’armata rossa
    Non credo che Putin avrebbe partecipato al l’ennesima provocazione dei seguaci di Bandera e dei loro padroni
    E tuttavia Putin va criticato per aver fermato a settembre l’eliminazione totale della legione della NATO nel Dombass
    Stalin non avrebbe mai commesso un tale errore

  8. remo tedeschi Says:

    Esatto, Katyn insegna.

  9. maurozani Says:

    Katyn c’entra molto poco con ciò di cui si sta parlando.

    Stiamo parlando , controcorrente , della verità storica.

    Inutile svicolare.
    E anche un pochino paraculo.

    Il tributo di sangue del popolo russo alla lotta contro i nazifascisti vale circa 20 volte quello di tutti gli altri messi insieme , ebrei compresi.

    Togliersi sempre il cappello di fronte alla Shoah.
    E non dimenticare .
    Mai.

    Nello stesso tempo ricordare sempre ( e non si fa mai) che Hitler aveva coniato il termine sub-umani (leggere in un dizionario di tedesco l’esatto significato) per definire tutti i popoli slavi e quello russo in particolare.

    Persino il Benigni della “vita è bella” , pessimo film, ignora , volutamente il contributo del popolo russo alla sconfitta dei nazisti.

    Ma , come ricordò Mario Monicelli, senza la bandiera a stelle e strisce della scena finale , non s’accattava l’Oscar.

    PS.

    Sarebbe utile riprendere in mano qualche libro di storia del novecento.
    O di storia tout court.

  10. Giovanni Says:

    Mauro il punto è che la storia è stata sostituita dalla comunicazione americana
    Cosi capita che una malavitosa come la Tymoshenko passa per una democratica perchè è una bella figa, mentre il povero minatore del Dombass è sporco e cattivo.Un sub -umano, appunto,che insiste a non volerrinunciare alla sua terra alla sua lingua,alle sue tradizioni
    Cosa vuoi da Remo.Anche lui è subbissato dalla propaganda dei media filoccidentale a cui in fin dei conti non ha mezzi per resistere
    Può darsi però che se la partita si fa dura te lo trovi ad invocare la pace
    In fin dei conti le sanzioni sono un’atto di guerra

  11. remo tedeschi Says:

    Nel ripasso di storia del novecento, aggiungerei il patto Molotov-Ribbentrop e il xx congresso,del pcus

  12. claudiopagani Says:

    ‘Ndrangheta in Emilia, procuratore Roberti: “Molte elezioni locali condizionate da clan”
    Caro Mauro , e non sono contento a scriverlo, ma l’Emilia del buongoverno è cosi “lontana ” dalle pratiche della liguria , illustrate del Dott. Cofferati?!

  13. remo tedeschi Says:

    Allora Amato o Mattarella, se non c’è altro, passi Mattarella, meglio
    un’onesto silente che uno troppo,… troppo furbo.

    Parlando d’altro, mi sembra interessante, l’ipotesi della abolizione dei servizi segreti da parte della Pres. della Argentina.
    Una cosa del genere, fatta in Italia, non sarebbero morte almeno un migliaio di persone.
    Poi, oltre a eliminare un’ambiente che è sempre stato fascistoide, e golpista( a proposito quei siti in sardegna?)
    si metterebbe in cassa un po’ di miliardi di euro.

  14. maurozani Says:

    1) Quella con le trecce. Gran ladrona.
    Seguita da un codazzo di arancioni italiani. Teste deboli e paraculi.

    2) Molotov-Ribbentrop e XX congresso PCUS.
    Continua a lasciarmi alquanto basito la vulgata semplificatrice che resiste anche a distanza storica.

    3) Il fenomeno cutrese era noto da sempre.
    Così com’è nota , si vede ad occhio nudo, la penetrazione capillare e discreta ndranghetista in vari luoghi della regione.
    Strano che una teoria di candidati sindaci di Reggio si sia recata a Cutro per omaggiare il santo patrono. Tra cui , se non sbaglio, anche l’attuale sottosegretario alla presidenza del consiglio.

  15. maurozani Says:

    Sui servizi segreti siam rimasti indietro come il cucco.
    Giudizi ormai stereotipati.
    Meglio aggiornarsi all’epoca attuale.

  16. claudiopagani Says:

    Mauro , come spesso per non dire sempre, hai colto il segno su tutto ,in particolare, sui “moderni servizi. Per quanto riguarda Reggio Emilia , a Reggio anche a prescidere dal SottoSegretario attuale, sono successe cose INCREDIBILI , ignorate dalla stampa e volutamente trascurate da molti “compagni” che riguardano rapporti tra banche locali e bresciane : naturalmente, quando si arriva a quel punto la penetrazione criminale è molto facilitata ma ,naturalmente pecunia non olet. Quanto al Sottosegretario emana santità da tutti i pori , con quegli 8 figli poi, e quindi anche se ( e sottolineo se) incontra certi figuri è solo per “convertirli” come il Cardinal Borromeo con l’!nnominato. Comunque se dovessi dare un consiglio ai “sinistrati” consiglierei : “studiate , studiate , studiate” , perchè altrimenti fate la figura dei propagandisti obsoleti. Ma ,temo, dopo l’esperienza illuminante di “educatore ” nel PD, cosi non avverrà

  17. remo tedeschi Says:

    La bionda con la treccia………, se avete voglia di conoscere da vicino un altro ucraino eccellente, digitate:
    Nella villa di Victor Yanukovic………( design by Putin)

  18. maurozani Says:

    Eh agli uomini piacciono le bionde…

    Yanukovic rispetto alla biondina, grande criminale per vocazione, è solo un ladro di polli.

    Comunque non c’è nulla da fare e opporre.
    Il mainstream della esangue sinistra democratica, riformista, progressista, umanitaria a senso unico e sommamente paracula s’è imposto.
    E tutti ciacolano come un libretto stampato.
    Anzi un fumetto di quart’ordine.

  19. remo tedeschi Says:

    esiste soltanto autonomia di valutazioni, non necessariamente quello che distingue da Zani è paraculaggine, al limite ,anchio potrei definire così .

  20. claudiopagani Says:

    Mauro, ma non possiamo accorgerci oggi quale è il “pensiero mainstream” della ” esangue sinistra democratica…” Insomma da quando cadde “in adorazione ” di Romano Prodi, si capì che , nella migliore delle ipotesi, voleva essere “sinistra democristiana “. E buon pro gli faccia.

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