Il libro.

Mi dicono in tanti che dovrei scrivere un libro.
Una sorta di testimonianza politica.
L’hanno fatto in molti.
Quanto a me .
Capisco.
Un prete spretato potrebbe rivelare gli arcana imperii.
Di Botteghe Oscure. Per quel che può.
Non posso farlo.
Non voglio.
Certo se scrivessi come parlo e penso, il libro andrebbe a ruba.
Cose che voi umani…
C’è però un dovere di lealtà. Da non confondersi con l’omertà.
Meglio che tutti quei ricordi si perdano come lacrime nella pioggia.
Ma dato che s’insiste.
Messaggi. Telefonate…

Vabbè v’accontento .
Come pare a me.

Per mio puro divertimento.

A pezzi e bocconi.
Deludendovi.

1970.

Aspetto da tempo la cartolina gialla. Leva militare. Ormai siamo a marzo .
L’ho scampata. Evidentemente sono tra quelli in soprannumero.
Invece no.

Torno dalla SIFTA. (cosa diavolo volesse dire questa sigla non l’ho mai saputo) Lavoro a turni di otto ore per h24 (come direbbe Maroni/Crozza). Natale e capodanno compresi. I forni non si possono spegnere.
E’ una fabbrica di trattamenti termici dei metalli.

Agreable. Temperatura costante. Cinquanta gradi sia d’estate che d’inverno.
Mia madre dice che è arrivato un carabiniere. Con la cartolina. Gialla.
Vabbè. Buona occasione per accomiatarsi dal girone infernale.
Leggo. Destinazione Avellino. Specialità . Bersaglieri. Brigata Folgore.

Boh. Mi vien in mente La Marmora e la guerra di Crimea.
Son quelli con le piume sul cappello.
Ah, era bersagliere anche Mussolini. Cazzo. Però anche Longo. E con grado da ufficiale.

 

Andiamo.

Ad occhio e croce , per uno che al massimo era andato a Rimini, Avellino e Salerno sono al sud .

Mooolto a sud .Fa caldo.

Quindi camicia e giacchetta. L’unica. In finta pelle.
Arrivo. Nevica fitto. Freddo boia.
Fanculo al sud.

Entro all’indirizzo.
Sbagliato. C’è un sacco di gente in piazza d’armi con in testa un cappuccetto cremisi cui è appesa una treccina che finisce in un fiocco blù.
Ridicolo pon pon.
Saprò poi a mie spese che i turchi regalarono il fez ai bersaglieri inviati da Cavour in Crimea per il valore dimostrato sul campo. Infatti caddero come mosche.

Riguardo l’indirizzo.
Esatto.
Mah.

Arriva un tale. Alto, tuta mimetica. Sono in un film. Non faccio in tempo a dirgli che ho sbagliato indirizzo che mi prende la cartolina e mi fa cenno di andare a registrarmi.

Esito. Mi sferra un calcio in culo. Leggero. Non cattivo. Solo per accompagnamento.
Capisco che l’indirizzo è giusto.
Son ragazzo di campagna , ma intelligente.

Capisco, sempre perché son intelligente , che sono in transito.
Dormicchio in piedi. Vicino al cesso.
La mattina parto. Da solo per Salerno.
L’esercito si fida.
E mi paga pure il biglietto del treno.

 

Caserma tal dei tali. Controllo . E’ quella. Bene.

Ai lati del monumentale ingresso son situate due statue con cappello piumato.

Son perfette. Sembrano vive.
Passo e scattano sull’attenti.

Madonna. Professionisti che neanche in Piazza Rossa.

 

E così inizia il mio CAR.

Trentacinque giorni. Calo di peso. 17 chili. Ottima dieta. La bistecca è targata argentina fornita da manzi trapassati da una ventina d’anni , forse più.
La frutta. Mele. Ammonticchiate ai quattro angoli della mensa. Marce perlopiù.

Mi rifiuto di mangiare. Piango invariabilmente quando la mattina la musichetta per la corsa di battaglione è perfettamente, inequivocabilmente, intonata ad “Allarmi siam fascisti”.
Per la serie . “allarmi/allarmi bersaglieri/ tremendi e fieri/.

 

Mi nota un ragazzo di Rieti col quale mi confido.

 

-Ma qui son tutti fascisti , dico.

-Macchè fascisti, io son fascista. Loro son stronzi. Ci vogliono spezzare, ma tu che sei comunista e io che son fascista non ci faremo mettere sotto da questi burocrati.

-E adesso mangia.
-Non posso proprio ma la senti la puzza di merda?

E così , m’imboccò, letteralmente. Con la sua forchetta mi faceva mangiare ben 12 maccheroni al giorno.
La bistecca era fuori discussione. Inattaccabile anche con la baionetta.

-Mangia che poi se passiamo la rivista per la libera uscita ti porto a puttane.
Obiettai che comunque non avevo soldi.
Al che: – non ti preoccupare , ci penso io.

Ma passai la rivista solo una volta.
Mi fregavano sempre con la lunghezza del pezzo regolamentare di carta igienica.
Una volta era troppo corto. L’altra troppo lungo.
Di puttane neanche l’ombra.

 

E , finalmente, tradotta militare per Sacile del Friuli. Destinazione reggimentale.
Ventisette ore di viaggio.
Si piscia in corridoio.
Cessi intasati dopo poche ore. Durante le soste proibito scendere dal treno.
Si caga in cartocci che poi si lanciano dai finestrini.

Tutti contenti comunque perché si va alla caserma Garibaldi e non al leggendario /famigerato Quarto di Pordenone. Da tutti temuto.

 

Arrivo.

Compagnia riunita. Compresa di vecchi congedanti e reclute. Di fronte al capitano Quitadamo. Tutt’e due le braccia ingessate. Un incidente di ginnastica.

 

Andiamo bene.

 

Il discorso lo fa il vice. Un tenente a due stelle. Raimondo Fanara che imparerò a conoscere fin troppo bene.

 

Dice : difendere la patria dovere sacro e tutto il seguito di retorica patriottarda.
Poi esemplifica, interrogativo: – se le vostre donne, le vostre sorelle venissero violentate dai marocchini voi cosa fareste?

Risposta di un congedante pisano: – beh , bisogna vedere signore … se son contente loro ….

S’ebbe cinque giorni di cella di rigore che gli allungavano la ferma di altri cinque.
Quando si dice il gusto della battuta.

 

Grazie al toscanaccio la mia depressione era superata.
Era possibile resistere come diceva il fascista.

 

E così quando fui convocato dall’UI (ufficiale informatore) perché m’avevano trovato nel corso della rivista zaino una copia (la prima) della rivista Il Manifesto, superai brillantemente l’interrogatorio.

Discutemmo dell’articolo di Lucio Magri che verteva sul ruolo delle sezioni nell’organizzazione del PCI.

Voleva sapere (era un intellettuale) perché avevo sottolineato questo o quel passo.

Mi congedò adombrando un possibile trasferimento al carcere militare di Peschiera del Garda.
Trascorsi solo ventiquattrore in cella di rigore.

Mi liberò il tenente Fanara portandomi a fare una “corsetta” in pista carri.
Nell’entusiasmo di farmi fuori la milza il tenente cadde sul brecciolino.
Si rialzò con scatto felino, il viso sanguinante e gli occhiali rotti.

Continuò a correre con me al fianco: – bersagliere come va con i gialli? .
C’era allora la sindrome cinese.
-frega niente a me dei gialli.
-Sei rosso.
– signorsì, signor tenente .
– Continua a correre, più veloce bersagliere o debbo pensare che ti è rimasto un pezzo di cazzo nel culo?

Favoloso Fanara.

 

 

Fine del primo capitolo.

Annunci

9 Risposte to “Il libro.”

  1. Rudi Says:

    Disponibile a farti da ghost writer, se cambi idea sul libro.
    Purché le vicende autobiografiche siano almeno altrettanto presenti di quelle di alta politica.

  2. Giovanni Says:

    Rudi,ma non comprendi che quello fu il primo viaggio di Mauro in terra “straniera”

  3. maurozani Says:

    Esatto. Il primo viaggio all’estero praticamente.

  4. maurozani Says:

    Grazie Rudi, ma di libri, gli ex politici ne hanno già scritti a pacchi.
    Solo per nobilitarli dirò che son stati presto abbandonati “alla critica roditrice dei topi”. PS. Chissà poi perché m’è venuto in mente di buttar giù quel pezzo…

  5. gianni guagliumi Says:

    Come narratore non sei male: un tantino crudo, ma verosilmilmente fedele ai fatti narrati. Attendiamo con impazienza il prosieguo.

  6. Giovanni Says:

    Chissà se Mauro dispone di uno più diari…..

  7. Giovanni Says:

    Potremmo chiedergli lumi su certi fatti specifici di Alta politica
    Ma mi pare di aver capito che non voglia condividere materiale sensibile
    Neppure per arricchire la conoscenza collettiva

  8. maurozani Says:

    Pezzi di diario presto abbandonato. Non saprei dove cercarli esattamente. Di materiale veramente sensibile, in senso tecnico non ce n’è. Solo mie rapide ricostruzioni a caldo e pessimi ritratti di gente nota.

  9. maurozani Says:

    Niente , a mio giudizio, che possa arricchire la conoscenza di alcuno.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: