TRE.

Uno, magari anche una, può pensare, ma perché ti ostini.

Cazzo frega a noi delle tue vicende casermesche?

Dicci piuttosto cosa vuoi fare da grande.

Questa è semi – criptica.

Vabbè.

La svelo.

Gli è che c’è gente strana. E buona.

Pensa che io possa rientrare in SPE. Leggasi : servizio permanente effettivo.

Non ce la posso fare. Piuttosto il PAO . Leggasi: picchetto armato ordinario.

A proposito avete letto PAO , PAO di Pier Vittorio Tondelli ?

Il passato ormai remoto. M’appartiene. Assai più del futuro prossimo.

Perciò lo coccolo. Il passato.

No. Coccolo no .

Mi fa cagare.

Meglio, lo accudisco.

E ve lo propongo.

Avendo perso ormai ogni ritegno. Per ragion di partito son stato ritegnoso tutta una vita.

Adesso scribacchio ste’ cazzate.

Antidoto.

Serve a farmi edotto di un “limite invalicabile”. Vedi scritte sui cartelli delle caserme.

Ci siamo capiti? Spero di sì.

Me ne sto qui. Seminudo. In pubblico.

Che non mi vengano strane idee. Istigato da strana e buona gente.

Idee che rischiano di frullarmi nel/il cervello.

Dunque , dopo aver disinfettato, con  modiche dosi di Pignoletto frizzante, la profonda ferita egoica conseguenza del clamoroso errore geografico del secondo capitolo, proseguo. Imperterrito.

-Qui non si parla di politica.

Tale è il modesto succo che si spreme dal breve discorsetto del nuovo comandante di compagnia.

Un tipo inquartato. Faccia losca. Pancetta sporgente sotto l’uniforme stazzonata.

Non lo si vedrà mai correre in piazza d’armi. In genere lo si vedrà assai di rado. Giusto quando si fa riempire la AR 70 (in questo caso è una jeep non il fucile dei usato dai fratelli Savi) di buoni tagli di carne e cassette di frutta e verdura .

Vettovaglie in trasferimento rapido . Senza foglio di marcia. Dalla mensa ufficiali a casa sua.

Si capisce subito che a Fanara non piace.

Lo si capisce dal saluto impeccabile.

Troppo.

Porta la mano a taglio sulla fronte con scatto rabbioso , quasi volesse vibrare un micidiale colpo di karate.

Molti mesi dopo si lascerà sfuggire un giudizio critico. Prima e unica volta.

Allarme notturno.

Rottura di maroni.

Ressa, caos. Occhi cisposi. Non c’è tempo per lavarsi la faccia. Equipaggiarsi al volo. Mimetica, anfibi , due zaini, elmetto.

Elmetto.

Non faccio in tempo calcarmelo in zucca che passa il capitano:

-bersagliere dammi l’elmetto.

Il coglione veniva da casa . Mezzo addormentato. Sprovveduto. Ed io a malincuore provvidi.

Passa Fanara:

– Sei senza elmeetto ? Stai punito e vai a prenderlo.

– Signornò. Non posso signor tenente. Me l’ha preso il signor capitano.

-Anche questa. Va bene. Vai dietro il carro. E restaci. Non farti vedere.

Poi a voce bassa. Parlando a sé stesso affinché io potessi sentire .

– Burocrati di merda. Promossi senza aver fatto la scuola di guerra… passacarte, manica di raccomandati … povera Patria.

Il giorno seguente trovò il modo di avvertirmi con un sorriso accattivante:

-La notte scorsa non è successo nulla bersagliere.

-Non so di cosa parli Signor tenente.

Cominciai a pensare che non mi spiaceva del tutto quel figlio di puttana.

Dopo l’allarme ( altri ce ne saranno , più motivati , dei quali narrerò, forse. ) partimmo per il poligono di Cellina- Meduna.

Una scampagnata.

Finalmente fuori dalla caserma.

Carri M113 da trasporto truppe.

Carri M114. Carri comando. Riadattati con piattaforma per mortaio da 120.

Pilota il carro che ci ospita un tale di Torino.

Ama il suo carro . Carnalmente. Lo comprendo.

A Sacile e dintorni  c’è poca o nulla trippa per gatti di caserma.

Servono surrogati. A coadiuvare le pugnette notturne.

Ad ogni rientro porta il suo M113 sul ponte . Lo libera dal fango con potenti getti d’acqua. Gli fa lo shampoo come farebbe un impiegato con la sua utilitaria Fiat la domenica mattina.

Sul suo carro comunque ce la spassiamo.

E’ un pilota d’eccezione. Attraversiamo ai sessanta all’ora il Cellina e anche il Meduna.

Se non si è capito. Son fiumi. Oddio. Fiumi.

Più che altro torrentelli.

Adesso son inquinati dal Torio 232. Elemento radioattivo che mostra la sua alta velenosità dopo circa 20- 30 anni dal suo impiego.

Sia chiaro.

Io e il 182° Garibaldi non c’entriamo nulla.

L’Arpa regionale nel 2013 ha chiarito, seppur all’ingrosso che : “ si tratta probabilmente dell’eredità lasciata , tra gli anni ‘ 80 e ’90 dall’uso di missili spalleggiabili del tipo “Milan”.

Giuro . Non ne so un cazzo.

Io ero su quel carro. Quando correva l’anno 1970.

Poi scesi.

Insieme ai bersaglieri mortaisti. Vil razza dannata costretti a portare un carico notevole.

Il mortaio da 120 consta di tre pezzi.

Un tubo di stufa. Peso 34 chili.

Una piastra. Peso 34 chili.

Un treppiede.Peso 23,5 chili.

Tre mortaisti ne portano un pezzo per uno. Di corsa. Se han la sfiga d’esser bersaglieri.

E ce l’hanno.

Ma chissenefrega.

Io son incarico 42 . Specialista al tiro.

Porto una cartella con dentro due squadrette, un lapis e un goniometro.

Son uno che ne sa.

A pacchi. Di trigonometria. Secondo loro.

Ho fatto l’istituto tecnico.

Rigiuro. Non ne so mezza.

Tremo al sol pensiero di dover fornire l’angolo di tiro al puntatore.

Considerata la gittata notevole della granata da 120, e la sua potenza esplodente di sicuro mi rendo responsabile di un devastante collateral damage.

Fortunatamente per gli inermi abitanti dei dintorni, non s’arriva a tanto. Solo si tempra la resistenza dei mortaisti.

Di corsa. Verso “il centro giallo”.

Così viene in gergo  definito l’obiettivo.

Mi sento un pochino depresso per via di quella definizione.

Giallo. In vece di rosso.

Eccheccazzo !

Siam qui a difendere il sacro suolo dall’invasione dell’armata rossa .

O no?

E io simpatizzo alquanto.

Per l’armata rossa. Of course.

Ma, l’ho già detto. Preferivano la sindrome cinese.

Musi gialli. Con libretto rosso. Ma gialli.

Sapevano(chi più chi meno) che da Yalta in poi, la spartizione delle sfere d’influenza era avvenuta consensualmente. E presumibilmente sapevano anche che la Jugoslavia a ridosso dei nostri confini  non faceva parte del blocco sovietico.

Dunque .

Dunque meglio i gialli.

Per una ragione simbolica, ideologica, razziale, o semplice contingenza storica.

Che ne so?

Per loro il centro di fuoco nemico era yellow.

Una roba da fuori di testa. Geopoliticamente straniante. Strategicamente stellare. Militarmente surreale.

Ma così è stabilito. La Cina è vicina.

La si scorge già dopo meno di un chilometro di corsa leggera su e giù per le ondulate asperità del terreno cespuglioso tra il Cellina e il Meduna, in provincia di Pordenone, quando un mortaista che porta legato alla schiena con cinghie di cuoio il tubo di stufa, incespica rovinosamente sotto il peso.

Fanara accorre.

Con fare teatralmente stizzoso si carica il fardello sulla schiena. Pur tutt’altro che ampia.

Corre avanti.

-Bersaglieri di corsa veloce!

Fanara.

Matto come un cavallo. Rimbalza sui dossi. Elastico.

Una palla di gomma legata ad un tubo di stufa.

Gli andiamo dietro come un sol uomo. Ci ha fregati.

Il bastardo.

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14 Risposte to “TRE.”

  1. Giovanni Says:

    Eppure in qualche libro ho letto che con i mortai da 120 catturati all’esercito italiano i greci nella seconda guerra fecero miracoli
    Ma forse non erano i tubi da stufa di cui tu parli

  2. maurozani Says:

    I 120 erano micidiali. Tubo da stufa per la forma e per la semplicità meccanica…

  3. Giovanni Says:

    No mi sbagliavo
    Il mortaio italiano della seconda guerra era il classico 81 mm

  4. maurozani Says:

    C’erano e ci son tutt’ora mortai leggeri 40/60 mm. Da commando credo li chiamino. li porta un solo uomo.

  5. um Says:

    SPE, PAO, oggi siamo tutti RAM

  6. maurozani Says:

    Frega nulla a me se siete tutti a memoria ad accesso casuale. Volatile.

  7. um Says:

    Per gli altri: RAM , ridotte attitudini militari. Valutazione dopo i tre giorni. Non sempre, ma spesso, aiutava a stare a casa.
    Rapportato all’ oggi e al passato potrei essere nella categoria RAP, ridotte attitudini politiche.

  8. Giovanni Says:

    Il primo mortaio da !20 mm fu progettato e costruito per l’esercito sovietico
    Nella battaglia alle porte di Mosca la fanteria della Armata Rossa ne fece largo uso a spese dei tedeschi

  9. maurozani Says:

    Vero. Giovanni

  10. maurozani Says:

    UM. Non avevo capito si trattasse di Umberto Mazzone , altrimenti non sarei cascato nella trappola acronica. RAM. Deliziosa.

  11. maurozani Says:

    Comunque UM, anch’io ho tentato la RAM accusando un cardiogramma anomalo. Tra l’altro , oggi sono tecnicamente cardiopatico. Ma a loro non gliene fregava nulla. Anzi un tenente colonello medico dell’Abbadia mi esaminò poi mi disse: hai delle belle gambe. E non era gay. La mia RAM contribuì a farmi correre per 15 mesi.
    PS. Ho a lungo augurato un indolore ma risolutivo infarto a quell’ufficiale.

    • Giovanni Says:

      Ma tu dal tenente colonello medico ci sei andato senza portagli neppure un prosciutto
      Perciò non potevi chiedere alcunchè

  12. Giovanni Says:

    Un infarto senza dolore?
    Esiste?
    Ne parlerò con un “Luminare”

  13. Giovanni Says:

    Responso del “Luminare”:l’infarto è’ indolore soltanto per il biabetico

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