Lavori in corso.

Guardo ai lavori in corso in campo nazionale per una alternativa da sinistra al PD con molto interesse.

Del resto l’ho auspicata da molto tempo a questa parte.
Tanto tempo.
Appunto.
Forse troppo.

Nel tempo trascorso , da quando è nato il partito malnato, la disaffezione nei confronti dei partiti e della politica ha raggiunto una soglia critica.

Per molti, addirittura un punto di non ritorno.

Conviene riflettere con attenzione su questo inedito stato di fatto.

Inedito. Anche alla luce dell’enorme astensione elettorale che si è verificata in Emilia-Romagna.
Da nessuno prevista in quelle dimensioni.

Conviene misurarsi con uno stato d’animo assai diffuso e con convinzioni profonde , sedimentate in un tempo lungo,  intorno all’irriformabilità della politica che vanno a costituire un humus psicologico, tutt’altro che passeggero.

Troppe e ripetute le delusioni del passato.
Grande lo scetticismo , quando non l’aperta sfiducia anche nei confronti di tutta la sinistra che residua. Dopo la subalternità culturale e politica al cosiddetto pensiero unico che ha dominato almeno gli ultimi vent’anni.

Una sfiducia che in molti si traduce in aperto, amaro dileggio, se non disprezzo, di fronte all’attuale pessima prova dell’intero socialismo europeo sulla questione greca.

S’ è fatto tardi. Molto tardi.

Il rischio che qualsiasi nuova operazione nazionale a sinistra sia considerata come parte di un vecchio mondo è elevatissimo.

Bisogna per questo rinunciare?
Penso di no.

Ma c’è modo e modo.

Il modo sbagliato è dare l’impressione di voler unire quel poco che è rimasto al quell’ancora poco che risulta dalla diaspora nel PD.
Non ci son pezzi da appiccicare in un affrettato puzzle.

C’è da ricostruire.
Con un lavoro di lunga lena le ragioni attuali, la cultura politica, gli ideali e gli imperativi etici(sissignore) di una sinistra del XXI secolo.

E se certo vanno riscoperte e in parte curate e ripiantate alcune radici troppo in fretta divelte nella furia iconoclasta di un nuovismo tanto ipocrita , quanto imbelle alla prova dei fatti e dei misfatti.

E’ utile sapere che non basta.

Va immaginato, progettato e infine realizzato nel tempo, ciò che ancora , in Italia, non è mai stato immaginato, progettato e tantomeno realizzato.

E’ affar nostro.
Ne Greco , né spagnolo.

La peculiarità della nostra vicenda nazionale, sotto il profilo storico e politico , si erge tutta intera davanti a quanti intendono costruire un nuovo soggetto politico: un partito della sinistra, insomma.

Qui e ora non c’è da gettare il cuore oltre l’ostacolo.
Si sbatterebbe la testa contro l’alto muro di una diffidenza aspra.
Del tutto giustificata.

A vincere la quale son necessarie prove concrete.
Atti politici dirimenti e radicali.
E, prima di tutto comportamenti coerenti e rigorosi che dovranno essere progressivamente e personalmente incarnati dal primo nucleo di un nuovo ceto politico.

Se diamo ancora una volta l’impressione che c’è un passato che non passa nella sinistra, beh allora la festa finisce prima ancora di cominciare.

Forse una tale consapevolezza ( ma mica lo so per certo) spinge Landini a perorare la “coalizione sociale”.

Ciò che so per certo e che qui, a Bologna, ci è venuta in testa l’idea di ripartire da un’altra parte.
In un altro modo.
Con altro approccio.
Con altre modalità.

 

La gente – mi scuso per questo spregevole termine populista così alieno dall’esprit de finesse che ha caratterizzato tanti leader della sinistra – la gente normale che fatica a sbarcare il lunario non ne vuole mezza di operazioni salvifiche che appaiano cadute dall’alto.
Dall’empireo della politica.

Il disincanto che comincia a dilagare nei confronti del bullo fiorentino lo dimostra appieno.

Da qui l’idea di riconsegnare nelle mani dei cittadini , politica e amministrazione del bene comune.
Condizione oggi imprescindibile per risalire alla politica.
La politica : pre-condizione per una cosa che si chiama sinistra.

Scelta demagogica, proposta populista, propensione grillesca, la nostra?

No.
Non credo proprio.

Consapevolezza piena piuttosto di un contesto ormai profondamente cambiato. Segnato  da una sfiducia dura.
Col conseguente e coerente tentativo di far appello alle tante energie vitali di una città che fece della partecipazione alla politica e alla amministrazione un modello di governo (non di governance) da imitare.

Passatismo, nostalgia?
Ancora una volta no.
Semmai rinascita.
Da cercare per vie nuove.

Una coalizione civica è questo essenzialmente.
L’ho già detto. Ma ripetere forse può giovare.

Una lista di coalizione civica è oggi un  mezzo per forzare il nostro passaggio a nord- ovest.
Per risalire la corrente impetuosa della antipolitica a partire dai territori.

Dal loro carico di storia. Dalla loro esperienza sociale ed umana. Dalle attuali condizioni di sofferenza. Dalle recenti disillusioni. Dalla fatica della vita quotidiana che riguarda la stragrande maggioranza delle persone.
Dai più giovani, alla popolazione anziana, alle famiglie.

A me sembra un passaggio , quello dell’alleanza tra cittadini, indispensabile per poter anche solo immaginare una sinistra degna di questo nome negli anni a venire.

 

Par quasi che a Bologna , noi della coalizione civica, facciamo un passo indietro.
Già.
E se in un futuro non lontano ne facessimo due avanti?

 

Chi vuol capire , a sinistra, capisca.
Sarebbe d’uopo.
Anche al fine di non ripetere gli errori del più recente passato.

 

 

 

PS. Mi piacerebbe che a Bologna dove è in atto questo nostro progetto, volto a riscattare la politica dalla miseria in cui versa da tanto tempo, coloro che lavorano per ricostruire la sinistra in Italia ne comprendessero tutte le potenzialità. Ai loro stessi fini. E interagissero , positivamente con esso. Del resto (mi scuso per la sommaria e ineducata conclusione) a Bologna , altra strada non c’è.

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14 Risposte to “Lavori in corso.”

  1. Giovanni Says:

    Mauro,Roberto Alfonso,il procuratore capo della repubblica di Bologna “in partenza”ha accusato i palazzi del potere della ciità di essere omertosi rispetto alle inchieste sulle ipotesi di corruzione
    Non ha detto a quali inchieste si riferiva,ma io suppongo che si riferisse a Civis e al Tribunale
    Piccole cose tutto sommato rispetto ad un mondo dove sono attive consorterie di potere tutte coperte da un Grande Ombrello
    Secondo te l’aggettivo omertoso a quale sostanza rinvia?

    Omertà s. f. [variante napol. di umiltà, dalla «società dell’umiltà», nome con cui fu anche indicata la camorra per il fatto che i suoi affiliati dovevano sottostare a un capo e a determinate leggi]. – In origine, la consuetudine vigente nella malavita meridionale (mafia, camorra), detta anche legge del silenzio, per cui si doveva mantenere il silenzio sul nome dell’autore di un delitto affinché questi non fosse colpito dalle leggi dello stato, ma soltanto dalla vendetta dell’offeso. Più genericam., nell’uso odierno, la solidarietà diretta a celare l’identità dell’autore di un reato e, con senso ancora più estens., quella solidarietà che, dettata da interessi pratici o di consorteria (oppure imposta da timore di rappresaglie), consiste nell’astenersi volutamente da accuse, denunce, testimonianze, o anche da qualsiasi giudizio nei confronti di una determinata persona o situazione: tutti sapevano, ma nessuno osò infrangere il muro dell’omertà.(dizionario Treccani)

  2. Giovanni Says:

    Isabella Conti ,raccoglie l’accusa di Alfonso e dice, secondo il Corriere di Bologna,”sulla corruzione c’è ancora molto da fare,la politica deve avere più coraggio”
    E’ possibile che la giovane Pulzella non si sia ancora accorta che il suo partito è parte del sistema,considetato che occupa i palazzi del “Potere”

  3. Giovanni Says:

    Per chi non lo sapesse,Isabella Conti è il sindaco di San Lazzaro,che avrebbe opposto il gran rifiuto a candidarsi,come sindaco di Bologna,alle elezioni dell’anno prossimo
    Fanno parlare una del PD che ha opposto il gran rifiuto alla lottizzazione urbanistica dei pochi terreni agricoli rimasti a San Lazzaro
    Il sindaco,tutto preso dalle esequie al cardinale Biffi.,tace E la Regione cosa dice ? E’ l’ex Presidente della Provincia sarà mai intervistata dalla Repubblica di Bologna?

  4. remo tedeschi Says:

    Quindi, per contrastare la corruzione, il Procuratore-capo ha bisogno della collaborazione dei corrotti? allora sono degli inquirenti da galline, o peggio…. non vedo, non sento…..

  5. roberto Says:

    Remo, è sempre successo e direi che è indispensabile.
    Per alcune fattispecie “minori” è anche codificato.
    Ad esempio nella Legge 10 ottobre 1990, n. 287 – Norme per la tutela della concorrenza e del mercato, è previsto (ed è stato applicato ripetutamente) il comma 2/bis dell’art. 15: “L’Autorità, in conformità all’ordinamento comunitario, definisce con proprio provvedimento generale i casi in cui, in virtù della qualificata collaborazione prestata dalle imprese nell’accertamento di infrazioni alle regole di concorrenza, la sanzione amministrativa pecuniaria può essere non applicata ovvero ridotta nelle fattispecie previste dal diritto comunitario”.

    Succede così pressochè dappertutto in europa e US. Vedi la lista Falciani.

    Mi pare che siano in travagliata discussione parlamentare misure volte a incoraggiare la collaborazione degli imputati.
    Ho però l’impressione che l’Italia non sia posto per gole profonde.

    Sul silenzio di sindaco, draghetti e regione Giovanni ha ragioni da vendere, che nessuno però raccoglie.
    Se ne ricorderanno i cittadini?

  6. roberto Says:

    Ecco cosa scrive nel maggio 2015 John Phillips, ambasciatore degli Stati Uniti in Italia

    Incentivare chi denuncia. In America si fa così
    http://www.whistleblowing.it/john%20phillips.pdf

  7. remo tedeschi Says:

    ai cittadini, sazi e disperati,… ricordatevi che il fascismo ,è stato la continuità del risorgimento. ( card. Biffi. )
    andrà pur detto chi era… ( non che Caraffa, sia meglio)
    ps
    Roberto, sarebbe di una ingenuità disarmante dire ai nostri governanti
    copiate ,le cose che funzionano in altri paesi,
    come risponderebbero?

  8. Rudi Says:

    Stiamo assistendo alla “depoliticizzazione della democrazia”, come l’ha definita, col consueto cinismo, Giuliano Ferrara.

    Che la “gente” voti o no, interessa pochissimo.

    Del resto, se vota “male” (Egitto, la stessa Grecia col referendum), ci penserà qualcuno a farle capire di non alzare la testa.

    E il sindaco che vuole restare tale, quel Merola che dice di essere la prospettiva più di sinistra che sia in campo a Bologna, è pur sempre quello che se ne fregò del referendum sulla scuola.

    Se non è testimonianza, ma punta davvero a vincere, la coalizione civica ha solo una speranza: riportare al voto 50.000 bolognesi che altrimenti non voterebbero. Difficile, molto difficile. Non impossibile.

  9. remo tedeschi Says:

    mi raccomando, una sala “capiente” per il 21 settembre
    ps
    da un po’, fatta l’adesione ma il portatile in montagna mi dà problemi
    rifarò a Bologna, con altri compagni. buone vacanze a tutti e in forma per september.

  10. maurozani Says:

    Remo l’hai fatta ma non confermata. Se vuoi la confermo io. Solo se mi autorizzi..

  11. remo tedeschi Says:

    Certo, procedi e grazie

  12. maurozani Says:

    ok.

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