Il Sindaco.

1)Il sindaco a volte m’invitava a colazione. Difficile rifiutare.
Più che un invito , una convocazione.
Bisognava andare preparati all’evento.
Erano colazioni di lavoro. Ma l’ordine del giorno spuntava, rapido e sornione, solo al momento del caffè.
Prima di alzarsi dal tavolo.
Zangheri (non mi è mai venuto di chiamarlo Renato) era una buona forchetta. A volte spazzolava tra una chiacchiera e l’altra anche il mio piatto.

Mauro ….cominciava . Mmh, se ti chiamava confidenzialmente per nome vuol dire che ti proponeva qualcosa che non ti sarebbe del tutto piaciuto. Ma che avresti comunque fatto.

Noi ragazzi del ’49 facenti parte del Comitato cittadino del PCI rivendicavamo sull’esempio di Aroldo Tolomelli – cui indegnamente subentrai per ragioni che non ho mai capito del tutto – una certa autonomia del Partito nei confronti dell’amministrazione .

Eravamo spesso in rotta di collisione anche con i membri della giunta comunale. Quasi sempre sollecitati da questo o quel problema sorto in questo o quel quartiere, che ci veniva proposto da militanti, elettori, e sezioni di partito.
Ditelo a Zangheri.
See, facile…

Ci si poteva anche provare, ma il Sindaco dirottava con autorevole abilità il discorso su altri lidi.
O magari ti avanzava lui la proposta di fare una riunione sul tema chiarendo, con breve ,conciso giro parole quale doveva essere il risultato.

2) Le riunioni di segreteria federale , quando raramente arrivava Zangheri.

Dovevano sempre concludersi con un comunicato ufficiale da diffondere alla stampa.
Zangheri non amava perdere tempo.
Si discuteva per il lungo e per il largo e poi il Sindaco tirava fuori la penna.
“Potremmo dire così” e cominciava a scrivere lentamente ,con quella scrittura ordinata ed essenziale. Un piccolo foglietto con l’intestazione del Comune di Bologna sul quale vergava, rigorosamente fronte e retro, il pensiero del Partito.
Mica il suo.

Annunciava ciò che scriveva in modo che alla fine potevamo esser tutti soddisfatti di quel lavoro collegiale.
Poi , immancabilmente aveva un altro impegno, pubblico, e s’alzava lasciando con studiata nonchalance il foglietto su quel tavolo rotondo , attorno al quale imparammo i farci il culo quadro fin da giovani.

3) Una lunga notte del 1974 la passammo in casa del partigiano Leo.
Doveva, poteva esserci il “golpe democratico” di Edgardo Sogno?
Forse.
O forse no.
Ma all’epoca non si trascuravano le indicazioni di Botteghe Oscure.

Non ricordo in quanti eravamo , forse dieci o dodici.
Non descriverò quella graziosa villetta fuori Ozzano all’uopo organizzata in piccola fortezza. Taluni dettagli vanno consegnati ormai, se non alla storia patria, alla memoria dei sopravvissuti.
Né è necessario ricordare tutti i nomi e le cariche dei convenuti.
Cenammo a base di un’enorme varietà di cacciagione nella tavernetta di Leo.
Tolomelli sereno pronto alla battaglia, Zangheri ironico e sorridente a gustare la libagione.
Io giovane sovraeccitato e sconsiderato: finalmente si esce dalla routine.
Poi c’era un altro che s’aggirò nervosamente tutta la notte spiando porte e finestre.
Il sindaco fu il primo a mettersi a letto.
Svegliatemi se è proprio indispensabile.
Due minuti dopo russava beato.

Annunci

5 Risposte to “Il Sindaco.”

  1. Romana Bianchi Says:

    Mauro,r

  2. maurozani Says:

    ???

  3. Romana Bianchi Says:

    Chissà dove è finito il mio commento! È rimasto quel”Mauro,r” insensato. Mi piace quello che hai scritto. Potrei continuare il tuo racconto con” il parlamentare”o,meglio, “il capogruppo dei deputati PCI” ritrovando lo stesso stile, ironico e tagliente, dolce,almeno con me,capace di stroncature politiche memorabili su questioni molto,ma molto serie. Furono anni importanti e difficili,con vicende personali che segnarono drammaticamente la sua vita. Con Claudia e Renatino poi,la vita riprende.
    In quegli anni.che sfociarono nel cambio di nome e di politiche del 1989,con Occhetto,Zangheri fu un sostenitore severo della svolta. Un maestro. Sono stata con lui in presidenza del gruppo e,per me,fu maestro attento che sapeva decidere,con lo stile che tu ricordi,curioso del nuovo e,sulle politiche delle donne, rispettoso della nostra ricerca di libertà. Non so quanto convinto,ma certo sostenitore del nostro agire e proporre,. La libertà ritrovata con proposte di legge.per allora eper oggi, del tutto innovative. Anni importanti poco esplorati,come poco esplorato un compagno come Zangheri che,fuori da ogni scontata immaginetta,fu un riformista straordinario,come lo si ritrova nella sua storia del socialismo. Una ricchezza enorme aver conosciuto e frequentato Zangheri. Una grande opportunità avergli voluto bene,averlo tanto rispettato,mai temuto. Con quello sguardo così sempre sospeso tra il divertito e ,talora,il sarcastico. Con quello sguardo anche sprezzante,rispettoso e,spesso,vicino-lontano.
    E si,Mauro,anche una gran buona forchetta.

  4. Lorenzo Says:

    Grazie per avere scritto questi ricordi. Sarebbe bello proseguire scrivendo un piccolo libro di Storia.

  5. claudiocaprara Says:

    Che bel ricordo leggero, ma profondo. Solo chi ha vissuto quegli anni può apprezzarlo fino in fondo… ma certe storie andrebbero raccontate senza lasciarle solo alla memoria di chi c’era. Magari sono solo materia di commozione e nostalgica euforia per alcuni, ma forse, tra qualche generazione potrebbero servire. Grazie Zani.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: