Emozioni.

Non volevo aggiungere il mio sproloquio analitico al cumulo di più o meno sofisticati esami geopolitici compiuti in questi giorni dopo la mattanza di Parigi.

Non voglio farlo neppure adesso.

Però.

Mi son commosso guardano le immagini delle persone che uscivano dallo stadio cantando la marsigliese.

Però.

Prima, nel corso della notte di venerdì, mi son ritrovato a immaginarmi un linciaggio, lungo e doloroso, dei fanatici maiali che hanno fatto il tiro al bersaglio contro una folla inerme.

Però.

Son poi rimasto deluso perché i maiali si son fatti saltare privandomi della possibilità di farli fuori seppur per interposta testa di cuoio.

Dopodiché “l’attacco al nostro modo di vivere” (Renzi ma non solo) , l’attacco alla nostra civiltà (Mattarella ma non solo) mi portano a ricordare.

Come cominciò e perché cominciò la mattanza.

Storia lunga.

L’epoca dei neoliberisti.

Quando.

Uno dei principali guru dei think tank repubblicani made in USA spiegava che: “siamo in grado di condurre due guerre contemporaneamente a distanza di duemila chilometri”.

Quando.

“ E’ nostra responsabilità tener in ordine il mondo” .

Quando.

Prima ancora, i missili stinger abbattevano gli elicotteri sovietici facendo la differenza e portando al potere i talebani. Quelli che, dopo vent’anni, son destinati a ritornarci, in un modo e nell’altro. E se non loro, di certo gli antichi signori della guerra trafficanti di droga e di armi.

Quando.

Dopo l’11 settembre, Colin Powell dal podio dell’ONU agitava una fialetta contenente una polverina di borotalco spacciandola in diretta mondiale per antrace.

Quando.

Due capi di stato e criminali di guerra , facevano impiccare in differita planetaria il dittatore Saddam Hussein dopo aver esposto i corpi dei suoi due figli su di un banco di macellaio previa accurata cosmesi post mortem . Su quest’ultima macabra rappresentazione scrissi pure un articolo per l’Unità.

Quando.

Ad Abu Ghraib soldatesse americane si facevano fotografare mentre tenevano al guinzaglio arabi nudi come vermi.

Quando.

Obama annunciò : “abbiamo ucciso Osama bin Laden, adesso il mondo è un posto migliore”.
Già. Solo che prima la CIA, lo aveva foraggiato e sostenuto con ogni mezzo.

Quando.

Più di recente il mondo esultò di fronte ad un altro dittatore ucciso e poi sodomizzato con un manico di scopa. In Libia.

 

 

Ma questa è solo una breve , sommaria sintesi.

Dicevo allora, assieme a tanti altri e se ne trova più di una traccia nell’archivio di questo blog , che tutto questo avrebbe dato fuoco ad una prateria d’odio.

Un odio che, nel mondo globale, ci sarebbe tornato in casa , con violenza inaudita.

Scrissi anche, dopo averci pensato, che il giorno in cui saremmo stati “noi” contro “loro”, non restava che combatterli e ucciderli fino all’ultimo uomo. Anche perché i fondamentalisti non fanno differenza tra fini analisti, progressisti e di sinistra, e cittadini comuni.
Se possono, ti tagliano la gola a prescindere.

 

 

Solo che.

M’ostino a pensare che quel giorno non è ancora arrivato.

 

 

Solo che.

Nella trappola allestita, con evidente concorso di colpa, (chi più chi meno) nella geopolitica afferente al medio oriente non è obbligatorio cadere.

Non ancora.

 

 

Dopo il massacro di Parigi mi pareva si fosse compreso che il nodo siriano deve esser sciolto e non tagliato.
Da Obama e da Putin.

Oggi però Obama appoggia i bombardamenti di rappresaglia dei francesi su Raqqa.

Pessima idea .

Tutto rischia di tornare in alto mare dopo che Assad ha fatto chiaramente capire(mi sa su consiglio di Putin) di potersi , morbidamente, togliersi di mezzo previo accordo.

 

 

Solo che.

C’è poco da fare , udite, udite, la democrazia è sempre stata affare esclusivamente occidentale.
Fino ad ora. Nella storia.
Bisogna farsene una ragione.

Chi vinse le elezioni in Egitto , monitorate da tutte le istituzioni sovranazionali e dichiarate legittime?
Un tale che oggi è in galera e che ci morirà. E al potere c’è una dittatura militare, con piena soddisfazione di tutte le cancellerie occidentali.

 

E , udite, udite, c’è anche il caso che tra Irak e Siria uno stato islamico sia destinato a sopravvivere e consolidarsi e magari ad aprire ambasciate in giro per l’Europa.

E questo sarà il risultato delle guerre “occidentali” volte a rendere permanente l’intollerabile asimmetria di un mondo plasmato dagli interessi delle signorie del mondo globale.

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6 Risposte to “Emozioni.”

  1. Raffaella Costi Says:

    Oppure le guerriere e i guerrieri del PKK seguiteranno a vincere e a liberare dai daesh una città dopo l’altra. E la democrazia non sarà più una faccenda solo occidentale. In ogni caso, viva Putin.

  2. Gabriele Giovannini Says:

    Mi pare che anche in Algeria successe la stessa cosa che accadde in Egitto: uno vince le elezioni poi l’esercito (e mi domando quanti eserciti prendano gli ordini dalla NATO) sovvertì ciò che il popolo aveva voluto. Siamo in un periodo di grande confusione e, in mezzo a questo guazzabuglio, i mostri creati dall’occidente si ribellano a chi li ha creati nel modo che conoscono e così affidano al volere di dio i crimini più feroci. La domanda rimane la stessa: “Come venirne fuori?”. Francamente non ho risposte.

  3. Remo Tedeschi Says:

    C’è anche un po’ di roba che è piena esclusiva dei “politici” medio-orientali.
    chi ha sterminato gli armeni? i turchi, chi ha usato i gas contro la popolazione curda? Hussein, chi arma i nazi dell’isi? i sauditi
    Chi fece fuori Sadat ? i fratelli musulmani , cosa voleva fare Morsi
    con la costituzione egiziana? un golpe e oggi sarebbe un alleato dell’isi , non si salva nessuno, da nessuna parte, e meno che mai
    il Putin.

  4. Gilda Massari Says:

    riprendendo l’ammirabile chiusa di quest’articolo io dirrei :<Signori miei,udite,udite ecco la totalità delle nostre società plasmata dagli interessi delle signorie del mondo globale…

  5. L'aretino Says:

    Caro Zani, fai ancora, come ti ricordo ai tempi del PCI, lucide e intriganti analisi.
    Solo da te ho sentito tempo fa un commento corretto sui fatti bolognesi del’77.
    Ma i commenti e le analisi restano solo a futura memoria di un patrimonio disperso.
    Anche nel delirio multiculturale.
    Che fare oggi?

  6. maurozani Says:

    @ Aretino. Oggi ci si appresta alla lunga traversata del deserto. Data la mia età ormai avanzata posso arrivare la massimo alla prima oasi. Conviene comunque (alla nostra coscienza) indicare la strada. Io ci provo. Da Bologna.

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