Archive for febbraio 2016

il nido del cuculo.

febbraio 28, 2016

Da Wikipedia.

“Il cuculo è noto per la sua peculiare caratteristica del parassitismo di cova. Esso consiste nel deporre le uova all’interno del nido di altri uccelli. Le uova somigliano molto a quelle della specie ospite. Alla schiusa il piccolo del cuculo si sbarazza delle altre uova presenti nel nido rimanendo quindi come unico ospite del nido.”

La descrizione non si discosta molto da ciò che è avvenuto nel nido di Coalizione Civica.

Avevo già messo ripetutamente in guardia (vedi due precedenti post) da questo possibile sviluppo.

Domenica scorsa infatti non si è votato solo su due candidati.
Quanto piuttosto su due progetti diversi.

Ha vinto , legittimamente entro il contenitore civico, una traduzione bolognese del progetto nazionale di Sinistra Italiana.
Con una variante del tutto originale e per certi aspetti sorprendente.
Trattasi dell’alleanza tra partiti nascenti, Sinistra Italiana e Possibile, con l’apporto di un partito morente come Sel e la partecipazione straordinaria di aggregazioni locali di lunga data, fortemente disciplinate e coese, come il TPO di De Pieri cui s’è unita pro-tempore una tempestiva associazione di nuovo conio come la Boa dell’ex assessore Ronchi.

Non appena s’è intuito che questo poteva essere l’esito dell’originario progetto civico molti si sono ritratti lasciando libero il campo (e il nido) ai cuculi.

Gli stessi volatili che hanno sottoscritto l’appello (da me prevalentemente di pugno redatto) del 1°luglio del 2015.

Inutile adesso recriminare.
La tesi civica ha perduto di fronte alla vecchia e sperimentata “abilità” partitica.

Io stesso ho commesso l’imperdonabile errore (peggio di un crimine) della ormai solita ingenuità. E , purtroppo perseverare nell’errore, specie in età avanzata, è davvero diabolico.

Non mendico scusanti.

Salvo forse per le ultime tre settimane (alquanto cruciali) nelle quali ero impedito ad agire non per mia volontà.

A questo punto (ancora Wikipedia) bisogna decidere (per me) se conviene fare come “i genitori adottivi del cuculo che ingannati da questo comportamento continuano a covare i piccoli come fossero propri nidiacei” o se invece – non essendo afflitto dalla sindrome di Stoccolma – denunciare almeno il difetto insito nella vittoria del progetto partitico.

Un difetto elettorale che tante volte ho richiamato dando calci al vento.

Eh sì.

Perché l’aggregazione cripto partitica che ha prevalso, al di là della consapevolezza dei ragazzi di Labàs e di qualcuno di Possibile , ben difficilmente potrà rompere il muro di cemento armato dell’astensionismo e del disincanto dei bolognesi.

S’è rotto il nido per troppo impeto.
S’è alquanto lesionata quell’originale e , ammetto un po’ barocca costruzione, che volle presentarsi come Coalizione Civica per Bologna.

Adesso resta in campo un’aggregazione di sinistra che è cosa altra e diversa da una coalizione civica.

Tuttavia si tratta di una sinistra tendenzialmente e potenzialmente unitaria.
Non la sottovaluto.
Anzi la voterò senz’altro per portare in consiglio comunale (speriamo) due o tre consiglieri d’opposizione.

A patto che d’opposizione si tratti.

A patto che non si facciano patti, né a priori né a posteriori, col partito della nazione.
Vorrei che almeno questo fosse messo in chiaro.
Si sa mai.
La civetta, com’è noto, è un uccello notturno.

E ulteriore ingenuità sarebbe francamente dolosa nei confronti dei tanti che fino al 21 settembre scorso hanno creduto nel progetto civico.

Di tal progetto resta comunque un seme, seppur protetto da un sottile strato di terra.
E ci sarà chi s’incaricherà di custodirlo per farlo divenire germe in futuro.
Anche molto oltre le prossime elezioni.
Di questo son abbastanza convinto.

A questo scopo diversi tra noi restano in campo.
Vigili e attivi.

PS. A tutte le persone che si son ritratte di fronte all’involuzione del progetto civico vorrei rivolgere un caldo e non ipocrita invito.

Cari compagni e amici , le cose hanno preso una piega diversa da quello che ci attendevamo, ma questa non è affatto una buona ragione per non sostenere un’alleanza politica largamente unitaria nella sinistra bolognese anche in vista della battaglia, davvero finale, insita nel referendum costituzionale. Volevamo di più , molto di più e di qualitativamente diverso. Tuttavia questo risultato unitario è anche e in gran parte frutto del nostro impegno.
Non è ancor tempo di gettare il manico dietro la zappa. (Detto civico bolognese).

L’ora è adesso.

febbraio 26, 2016

Adesso tocca ai cittadini assumere responsabilità sul futuro di Bologna.

Cittadine e cittadini, che avete seguito con interesse il percorso della Coalizione Civica Bologna, è giunta l’ora di rompere gli indugi!
Al di là di ogni giustificata critica nei confronti di un processo difficile, faticoso, adesso voi potete fare la differenza, anche rimettendo in carreggiata un percorso non sempre lineare.
Il 28 febbraio la Coalizione Civica Bologna sceglierà il proprio candidato sindaco con una votazione democratica aperta a tutti i sottoscrittori dell’appello del 1° luglio (si potrà sottoscrivere anche al momento del voto) residenti nel territorio della Città Metropolitana.
Senza nulla togliere alle qualità personali di altri , Paola Ziccone è per noi la persona più adatta a rappresentare il progetto civico della Coalizione, che vede nella lista civica un passaggio indispensabile per una futura risalita alla politica; ad una politica degna di questo nome, capace di riscattarsi dalla sua attuale miseria; strumento per il perseguimento di ideali e valori nei quali la libertà, per esser davvero tale, non si separa mai dalla giustizia sociale e dalla solidarietà.
A Bologna di questo c’è bisogno per aprire una nuova prospettiva di governo radicalmente alternativa all’attuale deprimente andazzo nel quale la politica e l’amministrazione , seguono, come intendenza subalterna, a capo chino ciò che viene deciso da altri e diversi poteri non elettivi.
Della Coalizione Civica Paola incarna l’autonomia, la lontananza dagli schemi esausti della politica politicante, la vicinanza alle persone in carne ed ossa, al fardello spesso pesante della loro vita quotidiana, assieme alla volontà di cambiare in profondità l’attuale sistema di governo della città, senza strizzare l’occhio al PD , oggi e in futuro.
Non a caso una candidata che ha già detto no ad ogni accordo col partito che governa la città.
Una persona , capace di andare oltre l’ormai ristretto orizzonte di una sinistra chiusa in sé stessa , gelosa fino al settarismo della propria piccola e ormai inutile identità.
Non è più il tempo di testimoniare ma di battersi per vincere.
Non è più il tempo di raccogliere un gruzzolo di voti da far pesare a futuri tavoli di contrattazione.
Solo un’alternativa davvero civica, che noi vediamo come una sorta dei rivoluzione democratica, potrà riportare Bologna all’altezza delle sue migliori tradizioni.
Senza nostalgie ma anche senza rinunce a pensare in grande. Per una rinascita di Bologna.
A tal fine serve l’aiuto concreto e deciso di tutti. Serve uno sforzo comune perchè Paola possa risultare vincitrice nella votazione del 28 febbraio e, quindi, per farne la candidata sindaco per la Coalizione Civica Bologna alle prossime elezioni.
Aspettiamo ciascuno di voi ai seggi, il prossimo 28 febbraio in sei seggi in città (uno in ogni quartiere), nonché nei seggi di Casalecchio e San Lazzaro. L’ubicazione esatta dei seggi si può reperire sul sito http://www.coalizionecivica.it.

Mauro Zani
Mario Bovina.

Avanti a tutta forza.

febbraio 11, 2016

Cari amici, naviganti, compagni di un tempo e compagni di strada;

dopo un forzato silenzio dovuto al solito incidente di percorso ( più serio del solito) che mi occorre ogni qualvolta dimentico gli stravizi del passato dovuti ad una vita politica intensa, più o meno come quella di Steve Mcqueen,  torno a voi con questa mia.

Non potrò partecipare all’assemblea di domenica prossima.
Meglio risparmiare forze.
Dato che non ho nessuna intenzione di darmi per vinto fino alla data delle elezioni.

A maggior ragione avverto l’esigenza (pur senza poter fumarmi le solite 10 sigarette a post) di stabilire il punto barca (ho tutt’ora una patente nautica) del nostro naviglio : Coalizione Civica per Bologna.

Ho seguito la coda di un dibattito alquanto surreale e molto confuso sulle cosiddette regole in base al quale verranno proposte modifiche allo statuto dell’associazione costituitasi dopo l’appello apparso il 1° Luglio dell’anno scorso.

Personalmente non avvertivo una particolare necessità di cambiare lo statuto dell’Associazione, liberamente e consapevolmente sottoscritto da tutti membri di quel Direttivo che adesso ne propongono la modifica essendosi accorti di non esser d’accordo con sé stessi.

Salvo su di un punto: la possibilità di sottoscrivere l’appello per una coalizione Civica e l’iscrizione all’associazione fino all’ultimo giorno previsto per la votazione del candidato/ a sindaco.
Qui una modifica statutaria è opportuna ai fini di dare la possibilità più ampia a molti di partecipare alla votazione sui candidati il giorno 28 febbraio.

Per il resto la cosa non m’intriga più di tanto.

M’interessa invece capire a che punto siamo.

M’interessa che dal 14 al 28 e in seguito si agisca in piena coerenza con l’idea di offrire alla città un progetto civico e non la solita sbobba arcobalenista.

E qui qualche problema lo vedo anch’io.

L’idea civica è nata dalla volontà di aprire una breccia nel muro del disincanto e dell’abbandono di ogni impegno civile così ben rappresentato dalla clamorosa defezione degli elettori alle ultime elezioni regionali.

Si trattava e ancor si tratta di offrire un’alternativa di progetto ai bolognesi.
Di costruire le condizioni per una risalita alla politica di donne e uomini tra loro diversi per condizione sociale e per esperienza umana ma duramente e giustamente critici nei confronti di una politica e di un’amministrazione ostaggio delle altalenanti vicende e degli interessi del partito della nazione.

Un’alleanza tra cittadini, che muove certo da persone della sinistra ma che , proprio per questo suo voler esser un civico sodalizio, rifiuta le vecchie logiche di alleanze tra partiti morenti e partiti nascenti.

Su questa via nuova si è formato abbastanza rapidamente un primo nucleo di un’alleanza tra cittadini.

Il 21 settembre 2015 dopo una sola estate ci riunimmo e penso di poter dire concordammo un asse progettuale, se non ancora un programma definito.

Da lì partimmo.
Insieme. Speranzosi. Combattivi, ma non incupiti dalla rilevanza della sfida.
Euforici anzi. Allegri persino.
Consapevoli della difficoltà ma felici di poter lavorare tutti insieme e diversi ad un progetto di governo radicalmente alternativo alle principali scelte del PD bolognese che si riassumono nel portar acqua ai soliti vecchi mulini.

Poi venne il tempo (si veda a tal proposito quanto scrissi il 1° novembre su questo blog) del confronto con formazioni (o pezzi di esse) della sinistra residuale per quanto ancora organizzata e con realtà sociali e politiche consolidate in città.

So che questo è stato, per molti, un passaggio critico.
Criticabile.

Tuttavia mi domando.

Doveva esser rifiutato quel confronto cui pure eravamo ripetutamente invitati proprio sulla base del nostro progetto?

Non lo credo.

Si doveva poter contare su di una nuova maturità critica dopo i clamorosi insuccessi del passato anche recente.

E si deve ancora adesso mettere alla prova la volontà di ripartire da un’altra parte con un progetto civico, considerando che ben prima di ogni altro disegno politico nazionale deve venire in primo piano la costruzione, faticosa, processuale di una nuova idea e pratica di cittadinanza attiva.

E’ ciò che altre volte ho chiamato il nostro passaggio a Nord Ovest.

Peraltro in questa prolungata estate di San Martino ognuno vede che il passaggio è ormai libero dai ghiacci del passato. E chi non lo vede, perché guarda solo al proprio ombelico , è senz’altro un imbecille.

A Bologna come altrove dunque , non si tratta di gettare il cuore oltre l’ostacolo, per dar vita ad un qualche nuovo partito bensì di dotarsi di un progetto civico capace di calarsi nella realtà cittadina, interpretando una domanda di riscatto di un’intera comunità.

A Bologna si tratta di vedere se sia davvero possibile liberarsi felicemente da un passato che non passa recuperandone però, accuratamente, i valori ancora attuali. Anzi oggi ancor più attuali mentre aumentano disuguaglianze, e si abiurano diritti faticosamente conquistati.

Lo si fa con una nuova stagione. Che verrà.
Che verrà , dopo e se il progetto civico sarà capace d’innescare una sorta di rivoluzione democratica e civile.

Se questo è l’obiettivo comune, tutto il resto passa in secondo piano.

Se ciò non dovesse avvenire, decidendo ognuno di far valere le proprie microscopiche identità di gruppo o i propri desiderata personali, la coalizione civica si scioglierebbe all’istante.

Io stesso, come ho detto a coloro che mi hanno scritto per denunciare una deriva partitista entro la Coalizione, toglierei il disturbo, tanto per dare l’esempio.

Ma non siamo a questo punto.
Bisogna sapere che i problemi che s’incontrano sono in parte fisiologici , scontati. Connaturati allo sforzo di tener insieme persone, esperienze, persino generazioni diverse.

Ma ce la possiamo fare.

Nessuno faccia scherzi da prete.
Nessuno molli proprio adesso.
Adesso è il momento del massimo impegno.
E tutte le volte che ci sarà da raddrizzare il timone , lo si farà.
Insieme.