Avanti a tutta forza.

Cari amici, naviganti, compagni di un tempo e compagni di strada;

dopo un forzato silenzio dovuto al solito incidente di percorso ( più serio del solito) che mi occorre ogni qualvolta dimentico gli stravizi del passato dovuti ad una vita politica intensa, più o meno come quella di Steve Mcqueen,  torno a voi con questa mia.

Non potrò partecipare all’assemblea di domenica prossima.
Meglio risparmiare forze.
Dato che non ho nessuna intenzione di darmi per vinto fino alla data delle elezioni.

A maggior ragione avverto l’esigenza (pur senza poter fumarmi le solite 10 sigarette a post) di stabilire il punto barca (ho tutt’ora una patente nautica) del nostro naviglio : Coalizione Civica per Bologna.

Ho seguito la coda di un dibattito alquanto surreale e molto confuso sulle cosiddette regole in base al quale verranno proposte modifiche allo statuto dell’associazione costituitasi dopo l’appello apparso il 1° Luglio dell’anno scorso.

Personalmente non avvertivo una particolare necessità di cambiare lo statuto dell’Associazione, liberamente e consapevolmente sottoscritto da tutti membri di quel Direttivo che adesso ne propongono la modifica essendosi accorti di non esser d’accordo con sé stessi.

Salvo su di un punto: la possibilità di sottoscrivere l’appello per una coalizione Civica e l’iscrizione all’associazione fino all’ultimo giorno previsto per la votazione del candidato/ a sindaco.
Qui una modifica statutaria è opportuna ai fini di dare la possibilità più ampia a molti di partecipare alla votazione sui candidati il giorno 28 febbraio.

Per il resto la cosa non m’intriga più di tanto.

M’interessa invece capire a che punto siamo.

M’interessa che dal 14 al 28 e in seguito si agisca in piena coerenza con l’idea di offrire alla città un progetto civico e non la solita sbobba arcobalenista.

E qui qualche problema lo vedo anch’io.

L’idea civica è nata dalla volontà di aprire una breccia nel muro del disincanto e dell’abbandono di ogni impegno civile così ben rappresentato dalla clamorosa defezione degli elettori alle ultime elezioni regionali.

Si trattava e ancor si tratta di offrire un’alternativa di progetto ai bolognesi.
Di costruire le condizioni per una risalita alla politica di donne e uomini tra loro diversi per condizione sociale e per esperienza umana ma duramente e giustamente critici nei confronti di una politica e di un’amministrazione ostaggio delle altalenanti vicende e degli interessi del partito della nazione.

Un’alleanza tra cittadini, che muove certo da persone della sinistra ma che , proprio per questo suo voler esser un civico sodalizio, rifiuta le vecchie logiche di alleanze tra partiti morenti e partiti nascenti.

Su questa via nuova si è formato abbastanza rapidamente un primo nucleo di un’alleanza tra cittadini.

Il 21 settembre 2015 dopo una sola estate ci riunimmo e penso di poter dire concordammo un asse progettuale, se non ancora un programma definito.

Da lì partimmo.
Insieme. Speranzosi. Combattivi, ma non incupiti dalla rilevanza della sfida.
Euforici anzi. Allegri persino.
Consapevoli della difficoltà ma felici di poter lavorare tutti insieme e diversi ad un progetto di governo radicalmente alternativo alle principali scelte del PD bolognese che si riassumono nel portar acqua ai soliti vecchi mulini.

Poi venne il tempo (si veda a tal proposito quanto scrissi il 1° novembre su questo blog) del confronto con formazioni (o pezzi di esse) della sinistra residuale per quanto ancora organizzata e con realtà sociali e politiche consolidate in città.

So che questo è stato, per molti, un passaggio critico.
Criticabile.

Tuttavia mi domando.

Doveva esser rifiutato quel confronto cui pure eravamo ripetutamente invitati proprio sulla base del nostro progetto?

Non lo credo.

Si doveva poter contare su di una nuova maturità critica dopo i clamorosi insuccessi del passato anche recente.

E si deve ancora adesso mettere alla prova la volontà di ripartire da un’altra parte con un progetto civico, considerando che ben prima di ogni altro disegno politico nazionale deve venire in primo piano la costruzione, faticosa, processuale di una nuova idea e pratica di cittadinanza attiva.

E’ ciò che altre volte ho chiamato il nostro passaggio a Nord Ovest.

Peraltro in questa prolungata estate di San Martino ognuno vede che il passaggio è ormai libero dai ghiacci del passato. E chi non lo vede, perché guarda solo al proprio ombelico , è senz’altro un imbecille.

A Bologna come altrove dunque , non si tratta di gettare il cuore oltre l’ostacolo, per dar vita ad un qualche nuovo partito bensì di dotarsi di un progetto civico capace di calarsi nella realtà cittadina, interpretando una domanda di riscatto di un’intera comunità.

A Bologna si tratta di vedere se sia davvero possibile liberarsi felicemente da un passato che non passa recuperandone però, accuratamente, i valori ancora attuali. Anzi oggi ancor più attuali mentre aumentano disuguaglianze, e si abiurano diritti faticosamente conquistati.

Lo si fa con una nuova stagione. Che verrà.
Che verrà , dopo e se il progetto civico sarà capace d’innescare una sorta di rivoluzione democratica e civile.

Se questo è l’obiettivo comune, tutto il resto passa in secondo piano.

Se ciò non dovesse avvenire, decidendo ognuno di far valere le proprie microscopiche identità di gruppo o i propri desiderata personali, la coalizione civica si scioglierebbe all’istante.

Io stesso, come ho detto a coloro che mi hanno scritto per denunciare una deriva partitista entro la Coalizione, toglierei il disturbo, tanto per dare l’esempio.

Ma non siamo a questo punto.
Bisogna sapere che i problemi che s’incontrano sono in parte fisiologici , scontati. Connaturati allo sforzo di tener insieme persone, esperienze, persino generazioni diverse.

Ma ce la possiamo fare.

Nessuno faccia scherzi da prete.
Nessuno molli proprio adesso.
Adesso è il momento del massimo impegno.
E tutte le volte che ci sarà da raddrizzare il timone , lo si farà.
Insieme.

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5 Risposte to “Avanti a tutta forza.”

  1. Roberto Says:

    Caro Mauro, ti auguro di rimetterti presto.
    Non ti immaginavo “acquatico” anche se in metafora ti riconosco “O Captain! My Captain!”

  2. Paolo Says:

    Auguri Mauro, avrei piacere di sentirti.

  3. Nicola Verdicchio Says:

    Tanti auguri Mauro, scrivimi alla mail verdicchio.n@gmail.com

  4. marco da bologna Says:

    Credo che noi Bolognesi,io sono di S.lazzaro,ma mi considero Bolognese,saremo sempre riconoscenti ad una classe politica dirigente,che nei periodi più duri della Repubblica è sempre stata fedele al proprio mandato e alle proprie idee,la nostra città,rossa per tradizione avrebbe potuto insegnare molto alla classe politica nazionale,Zani faceva parte di quella classe dirigente felsinea,questo si nota a pelle,tutto quello che potrà trasmettere alle generazioni future,credo dovrebbe essere ben accetto,spero lo capisca qualche personaggio più influente di me!!!

  5. maurozani Says:

    Appena mi rimetto in careggiata risponderò a tutti. grazie per il momento.

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