il nido del cuculo.

Da Wikipedia.

“Il cuculo è noto per la sua peculiare caratteristica del parassitismo di cova. Esso consiste nel deporre le uova all’interno del nido di altri uccelli. Le uova somigliano molto a quelle della specie ospite. Alla schiusa il piccolo del cuculo si sbarazza delle altre uova presenti nel nido rimanendo quindi come unico ospite del nido.”

La descrizione non si discosta molto da ciò che è avvenuto nel nido di Coalizione Civica.

Avevo già messo ripetutamente in guardia (vedi due precedenti post) da questo possibile sviluppo.

Domenica scorsa infatti non si è votato solo su due candidati.
Quanto piuttosto su due progetti diversi.

Ha vinto , legittimamente entro il contenitore civico, una traduzione bolognese del progetto nazionale di Sinistra Italiana.
Con una variante del tutto originale e per certi aspetti sorprendente.
Trattasi dell’alleanza tra partiti nascenti, Sinistra Italiana e Possibile, con l’apporto di un partito morente come Sel e la partecipazione straordinaria di aggregazioni locali di lunga data, fortemente disciplinate e coese, come il TPO di De Pieri cui s’è unita pro-tempore una tempestiva associazione di nuovo conio come la Boa dell’ex assessore Ronchi.

Non appena s’è intuito che questo poteva essere l’esito dell’originario progetto civico molti si sono ritratti lasciando libero il campo (e il nido) ai cuculi.

Gli stessi volatili che hanno sottoscritto l’appello (da me prevalentemente di pugno redatto) del 1°luglio del 2015.

Inutile adesso recriminare.
La tesi civica ha perduto di fronte alla vecchia e sperimentata “abilità” partitica.

Io stesso ho commesso l’imperdonabile errore (peggio di un crimine) della ormai solita ingenuità. E , purtroppo perseverare nell’errore, specie in età avanzata, è davvero diabolico.

Non mendico scusanti.

Salvo forse per le ultime tre settimane (alquanto cruciali) nelle quali ero impedito ad agire non per mia volontà.

A questo punto (ancora Wikipedia) bisogna decidere (per me) se conviene fare come “i genitori adottivi del cuculo che ingannati da questo comportamento continuano a covare i piccoli come fossero propri nidiacei” o se invece – non essendo afflitto dalla sindrome di Stoccolma – denunciare almeno il difetto insito nella vittoria del progetto partitico.

Un difetto elettorale che tante volte ho richiamato dando calci al vento.

Eh sì.

Perché l’aggregazione cripto partitica che ha prevalso, al di là della consapevolezza dei ragazzi di Labàs e di qualcuno di Possibile , ben difficilmente potrà rompere il muro di cemento armato dell’astensionismo e del disincanto dei bolognesi.

S’è rotto il nido per troppo impeto.
S’è alquanto lesionata quell’originale e , ammetto un po’ barocca costruzione, che volle presentarsi come Coalizione Civica per Bologna.

Adesso resta in campo un’aggregazione di sinistra che è cosa altra e diversa da una coalizione civica.

Tuttavia si tratta di una sinistra tendenzialmente e potenzialmente unitaria.
Non la sottovaluto.
Anzi la voterò senz’altro per portare in consiglio comunale (speriamo) due o tre consiglieri d’opposizione.

A patto che d’opposizione si tratti.

A patto che non si facciano patti, né a priori né a posteriori, col partito della nazione.
Vorrei che almeno questo fosse messo in chiaro.
Si sa mai.
La civetta, com’è noto, è un uccello notturno.

E ulteriore ingenuità sarebbe francamente dolosa nei confronti dei tanti che fino al 21 settembre scorso hanno creduto nel progetto civico.

Di tal progetto resta comunque un seme, seppur protetto da un sottile strato di terra.
E ci sarà chi s’incaricherà di custodirlo per farlo divenire germe in futuro.
Anche molto oltre le prossime elezioni.
Di questo son abbastanza convinto.

A questo scopo diversi tra noi restano in campo.
Vigili e attivi.

PS. A tutte le persone che si son ritratte di fronte all’involuzione del progetto civico vorrei rivolgere un caldo e non ipocrita invito.

Cari compagni e amici , le cose hanno preso una piega diversa da quello che ci attendevamo, ma questa non è affatto una buona ragione per non sostenere un’alleanza politica largamente unitaria nella sinistra bolognese anche in vista della battaglia, davvero finale, insita nel referendum costituzionale. Volevamo di più , molto di più e di qualitativamente diverso. Tuttavia questo risultato unitario è anche e in gran parte frutto del nostro impegno.
Non è ancor tempo di gettare il manico dietro la zappa. (Detto civico bolognese).

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31 Risposte to “il nido del cuculo.”

  1. faustotomei Says:

    Caro Mauro, se ho creduto e seguito questo progetto sin dal primo giorno è perché non ci ho visto il solito sconfittismo di sinistra, ma la volontà di batterlo nelle urne, il partito della nazione. Ricostruire una casa del popolo accogliente e vincente, dove discutere con tutti i cittadini di come amministratore Bologna. Questo ho letto nel tuo appello.
    Non fare testimonianza.
    Se ho creduto in Federico dal primo giorno è perché lo conosco e so che lui può guidarlo, farlo crescere e sognare, questo percorso di contaminazione che tu auspicavi e che ora sta avvenendo.
    Qui non vi sono, lo sai bene, gli apparati o le strutture calate dall’alto tipiche dei fallimentari progetti arcobaleno a cui non ho mai aderito: siamo impiegati, commercianti, professori, studenti, precari, pensionati bolognesi. Di cui quasi nessuno campa di politica ma tutti la facevano, la fanno, la vogliono fare con forza in tante comunità politiche diverse che ora si sono fuse nel bellissimo contenitore che tu e tutti noi abbiamo creato.
    Essere civici vuol dire essere cittadini che creano politica per la propria città, a prescindere dalla propria storia, molte burrascose. E intendono governarla, progettarla, lasciarla migliore di oggi alle generazioni future. Io e te veniamo dal PCI, non possiamo credere nel civismo per questo?
    Poi se questo dovesse essere un seme per un progetto anche nazionale ben venga. Non ti nego che penso che Federico abbia un respiro e una potenzialità che trascende Bologna. Sono da tempo certo che il partito della nazione sia destinato a implodere, alla fine della sua lunga marcia verso destra, per mano del segretario-killer finale, come avvenne per il PSI post Craxi. Della sua storia secolare cenere, ma qualcosa nasce sempre dalle ceneri.
    E se avremo dato un primo battito d’ali ne potremo essere solo che orgogliosi.
    I numeri, io e te siamo pragmatici: quasi mille votanti sotto il diluvio in due soli seggi del centro storico, senza alcuna copertura mediatica, vuol dire che in questa zona della città siamo già la seconda forza, il ballottaggio è nei fatti, lo sanno anche loro.
    Per renderlo reale dobbiamo conquistare periferie e chi da tempo ha mollato la politica per disgusto. Al lavoro e alla lotta. Nell’animo, sai che il tuo progetto è un successo.

  2. maurozani Says:

    Caro Fausto, ti ringrazio per i toni cortesi col quale commenti il mio post. E’ cosa importante dato che un tale ha detto che sono i toni che fanno la musica. Quanto al contenuto io ho detto la mia. Senza infingimenti. Per la serie : “ho visto cose che voi umani…”
    Cioè ho visto all’opera la vecchia , decrepita, pratica del prendere la testa del corteo. Roba degli anni settanta del secolo scorso.
    E’ vero , nel centro storico siamo già la seconda forza (forse) ma lo siamo stati anche in un recente passato. E’ proprio qui che risiede una debolezza evidente rispetto alla possibilità di far avanzare un progetto civico.
    Per il resto le idee corrono per l’aere. Quindi chi vuole , se vuole, può rendersene interprete e protagonista.
    Quello che potevo fare l’ho fatto en attendant molto a lungo che altri si rendessero protagonisti.
    Quando lo hanno fatto avevano un punto molto fermo: il candidato, già scelto in quel di Roma.
    E giustamente, dato che io stesso avevo detto: “prima il candidato”: Però non l’avevo. Quando “l’ho avuto” esclusivamente grazie al coraggio di Paola Ziccone era già molto , troppo tardi.
    D’altro canto Federico Martelloni è un candidato giusto per dar corpo al progetto nazionale di una più larga sinistra.
    Io continuo a credere che quel progetto, avanzato nella tre giorni romana, sia nato morto per via della sola unione di gruppi dirigenti ristretti in un ristretto vertici. I partiti non s’inventano.
    Solo vivendo sapremo chi aveva ragione.
    Intanto proviamo a conseguire un buon risultato.
    Come si dice a Bologna : piuttosto che niente è meglio piuttosto.

    • faustotomei Says:

      Caro Mauro, da ‘Roma’ arrivano le idee più disparate, spesso contraddittorie o bislacche, immagino tu lo sappia bene.
      Se non avessimo creduto nella necessità vitale di uscire dal sarcofago del csx, nelle potenzialità di Federico, nelle potenzialità di Coalizione Civica, ora staremmo a girarci i pollici alla finestra, non c’è Roma che tenga.
      Lo immagini un nazionale che telefona e dice: sventrate il partito, lasciate quelle misere poltrone e correte da Mauro Zani? Questo percorso l’abbiamo fatto perché ci credavamo dal primo giorno, quella sera di settembre.
      Federico questo ruolo se l’è conquistato sul campo, giorno per giorno, da settembre. Ha stupito me per primo. Intessendo realtà diverse come a volte solo lui sa fare. Quei novecento e passa bolognesi che lo hanno votato ieri non li ha certo portati ‘Roma’, li ha portati al seggio lui. Smettiamola di parlare di partiti che non esistono se non sulla carta, questi sono bolognesi che ci credono sin nel midollo.
      Il ‘disegno nazionale’ è verissimo che è nato male, lo penso anch’io. Le fusioni a freddo non funzionano mai. Ma è anche colpa nostra, la determinazione dei bolognesi ha fatto pensare a Roma che fosse facile. Invece è terribilmente faricoso, perché è un processo a caldo che si fa dal basso, che si fa giorno per giorno, persona per persona, ascoltando e valorizzando le competenze di tutti. Conoscendoci e credendoci.

  3. Massimo di mascio Says:

    Quello che potevo fare nel mio quartiere l’ho fatto. Mi sento a posto. Che in un quartiere di 40.000 abitanti sono andati a votare in 160, la dice lunga sul tasso di civicita’.
    Cionondimeno, il corteo deve proseguire il percorso.
    Staro’ tranquillamente nel gruppo a fare massa, ci mancherebbe.
    La testa del corteo ora è in mani salde, li vedrò festeggiare non tanto il 3 per cento, quanto aver portato a casa il compitino affidatogli, quello di costruire da bologna il solito partitino per, magari in tempi migliori, da affiancare ad un pd più presentabile.
    Ti ringrazio Mauro per quello che hai fatto. Io aspetto ora la testa del corteo al capolinea del 20, per salvare una scuola media che non ha bisogno di educazione sentimentale, ha bisogno di restare aperta.

  4. milli.v Says:

    Inviato da Samsung Mobile

  5. Claudio Berardi Says:

    Condivido e l’ho fatto anche nei luoghi fino ad ora deputati nella discussione. Come lascia intendere Massimo il progetto civico (e siamo a marzo quindi in grande affanno) non ha avuto gambe per radicarsi nei quartieri, laddove la sofferenza e la disuguaglianza sociale e’ più manifesta.
    In questo siamo mancati, tutti!
    Siamo mancati nel non sapere esprimere un’idea di governo della città che parta da li.
    Credo di sapere che non è facile, che non basti dirlo, perche’ presuppone sacrifici, tempo, energie e voglia di misurarsi con disagio e bisogni sociali a cui, spesso, fatichiamo ad esprimere proposte.
    Infine perché la politica non è più quella che abbiano vissuto nei decenni precedenti. Ora i muri sono più impervi, più ripidi e complicati. Ma bisogna pur cimentarsi, iniziando ad occuparsi di chi sta peggio, non ha risposte e rappresentanza

  6. dbuzzetti Says:

    Caro Zani, grazie per aver gettato quel seme che spero di veder crescere ancora, e proprio, come tu dici, anche molto oltre le prossime elezioni. L’obiettivo, quello vero, resta rompere «il muro dell’astensionismo» e occorrerà lavorare per questo. Ma ci sarà molto da fare. Infatti il successo nel centro storico ne mette a nudo in realtà l’insuccesso, perché restando chiusi qui, in questo perimetro oramai usurato, non si è riusciti, come tutti riconoscono, a coinvolgere i quartieri. O si passa lì o non si va da nessuna parte. Mentre si faceva il ballo dello sgombero a Corticella ho avuto l’impressione che di sotto nessuno sapesse quello che succedeva di sopra. Bisognerebbe riuscire a ballare insieme a loro.

  7. Alessio Parisi Says:

    Caro Zani, da un non bolognese grazie per tutto quello che hai fatto e l’ impegno che hai profuso fin’ ora. Spero che tu possa recuperare dai tuoi problemi degli ultimi giorni perché ci sarà ancora bisogno di te. Le amministrative sono solo il primo tempo della partita che si concluderà, in un modo o in un altro, col referendum costituzionale di ottobre.

  8. claudiopagani Says:

    Caro Mauro ( bentornato di cuore) forse la lista civica Nazionale c’è già , ci piaccia o no, e a Bologna , purtroppo è rappresentata dal poco “amichevole” Bugani. Se poi , la guida di una coalizione locale viene assunta da esponenti ( sia pure di secondo piano ) della ex sinistra “radicale” allora si rischia davvero la frittata. Ci sono moltissimi cittadini contrari al progetto di egemonia moderata guidato da Renzi ( molti anche si sono “fidati” , ahimè, del cosiddetto riformismo del PD , ante Renzi); ma l’idea di essere guidati da qualcuno che ha sempre rappresentato un’idea minoritaria ( oggettivamente) ,dentro il fu centrosinistra, questo è davvero stravagante . La Sinistra TUTTA deve elaborare il lutto e poi ripartire da zero ( non so se in una formazione apposita o come parte di altre formazioni): Solo al termine di un lungo percorso davvero civico , si potra FORSE riparlare di un partito della sinistra. Caro Mauro, non ti colpevolizzare troppo , perchè temo che la coalizione civica di Bologna sia stata “troppo ” oggettivamente ” per una parte sia pure minoritaria della fu sinistra. E noi , Mauro( che veniamo da una lunga e onoratissima storia) , tutto possiamo fare meno che fare a pugni con la realtà effettuale. Auguri

    • Remo Tedeschi Says:

      Ma direi, … non colpevolizzarti per niente Zani, nessun medico ha obbligato l’adesione a Coalizione Civica, c’è stato unanime consenso al programma del 21 settembre (Battindarno) , se poi per tutta la vita qualcuno crede di essere “furbo” si accomodi e porti a casa 30/40 mila voti ,vediamo i professorini come scarpineranno per Bologna, con i soliti interventi da trombone in erba.

  9. maurozani Says:

    Cara Milli, non so cosa hai commentato dato che non c’è nulla. So però che hai inviato da Samsung Mobile, ma non è molto…

  10. maurozani Says:

    Dino. Proprio vero. Mentre noi ballavamo sopra , sotto neppure lo sapevano. E temo non verranno a saperlo neppure nel prossimo futuro. Lo sforzo di volontà non è bastato. Il bello (si fa per dire) è che, in fondo, lo sapevo.

  11. dbuzzetti Says:

    Mauro, hai scritto: «Penso che molto abbia inciso uno straniante anticomunismo fuori della storia» e «ideologico». Sì, è verissimo. Gratta, gratta, in fondo lo trovi. Io non riesco a sopportarlo. Mi iscrissi al PCI alla fine degli anni sessanta perché ne condividevo il programma politico, non per adesione ideologica — Anderlini ricordava scherzando la mia precedente militanza lamalfiana 🙂 — e non rinnovai la tessera solo perché quelli che dopo l’ 89 si affrettavano a buttare Marx dalla finestra mi chiedevano di sottoscriverla per tre anni… avevano già la coda di paglia? ma l’anticomunismo no, quello proprio non lo sopporto. Fabrizio Cicchitto, accesissimo lombardiano e militante CGIL negli anni ’60, ha apertamente dichiarato in una recente intervista: “Mi chiede di Renzi? È riuscito dove Craxi e Berlusconi non riuscirono: ** ha ucciso i comunisti ** [sic ! ]. Per questo va costruito un nuovo centro alleato con lui” (Huffington Post, 19/10/2015). Ma purtroppo anche per tutta la sinistra cosiddetta radicale l’anticomunismo è ancora una delle principali ragioni d’esistenza. E tra i primi firmatari dell’appello che hanno creduto nell’originario progetto civico ce n’erano troppi di (ex) comunisti…

  12. IL SESSO SUI GIORNALI, IL SEGGIO NELL’OMBRA. La Coalizione Civica di Bologna tirata per la giacchetta dal nuovo partito Sinistra Italiana (SI) – lavandaia Says:

    […] Federico Martelloni di Sel ha vinto le primarie il 28 febbraio. Il giorno dopo la ‘civica’ Paola Ziccone ha rifiutato le ipotesi di posti in lista che le erano stati offerti. L’1 marzo il Prc si è riunito e ha deciso di uscire da Coalizione Civica. Il 3 marzo si è venuto a sapere che il co-fondatore e quasi ‘padre’ della Coalizione, Mauro Zani, si è dimesso dal direttivo e che si profilano altre dimissioni di ‘civici’, già decimati per diversi altri motivi. Restano nel direttivo gli esponenti di Sel-Sinistra Italiana, di Possibile, dei centri sociali Tpo e Labàs e dell’ex assessore comunale alla cultura Alberto Ronchi, ovvero i ‘cuculi’ descritti giorni fa dallo stesso Zani nel suo blog (https://maurozani.wordpress.com/2016/02/28/il-nido-del-cuculo/). […]

  13. Remo Tedeschi Says:

    Mi auguro che continui il progetto civico Originario, finalmente sfrondato dai cuculi, se l’obiettivo elettorale non è più centrale, deve ( a mio modesto parere) trovarsi e mantenere una elaborazione politica , intanto chiederei all’ex presidente e al nucleo di amici fondatori di organizzare un ‘incontro, primo atto un grande applauso
    in piedi a Mauro Zani.

  14. stefanop1962 (@stefanop1962BO) Says:

    io detesto dover dare piu importanza al candidato che al programma e alla linea, nonostante questo penso che se non si candida mauro, non si va nemmeno al ballottaggio.Saremmo ancora in tempo?

  15. aurelio.donati@libero.it Says:

    Accidenti ! A scrivere alla tua mail mi sono ritornati: Avanti a tutta forza.. 1069 Il nido del cuculo..

    Vedo, interpreto che non sei stato bene.. mi spiace ma la verve leggo che e’ al solito livello e quindi spero tu stia meglio…. Ho smesso di fumare ormai da due anni ed a parte la decina di chili acquistati sto bene.. Non so se posso, non so se puoi, ma nel caso salutami Paola.. Non rompo piu’ e scusa se ti ho rotto… Aurelio Donati

  16. maurozani Says:

    LO STILE DEI VINCITORI.

    Leggo che finalmente ci si è liberati (è l’eroe disubbidiente padovano che scrive) di un “vecchio marxista ortodosso e baffuto che non ha mai fatto tre giorni di galera”. Magari sono io ? Credo di sì. Io che ,quando l’eroico disubbidiente non era ancor nato venivo processato ed assolto (per insufficienza di prove) dall’accusa di violenza privata aggravata dal numero e dalle armi (sic) sol perché contrastavo i fascisti (armati) del Fronte della gioventù davanti alle scuole di Bologna.

    Leggo anche che Martelloni dichiara che la fibrillazione finirà e il cuore tornerà a battere normalmente. Il mio, di cuore s’intende. Spiritoso? No. Solo maramaldesca presa per il culo.
    Comunque mi tocco le palle.

    Intanto questi due, splendidi quarantenni, senza Coalizione Civica Bologna da me inventata sarebbero ancora a bere prosecco al Roxi bar.

  17. Remo Tedeschi Says:

    Perché gli arresti domiciliari è galera? forse… a ripensarci… sì, se si è rivoluzionari da galline. tromboncini di tutta Italia venite a Bologna, tra sardi, pugliesi, nord-estivi alma mater rifugiorum

  18. Paolo Says:

    Abbiamo avuto a che fare coi cosiddetti disubbidienti del triveneto trapiantati a Bologna e con vari sedicenti no global che per qualche anno si sono impadroniti dei Verdi di Bologna lasciando poi macerie.La loro strumentalità e’ stata impressionante.Con questi non berrei nemmeno un caffè . Mi dispiace che come locuste abbiano invaso il vostro progetto . Che dire poi dei piccoli padroncini arroganti di Sel? Al governo in Regione con Bonaccini e Gualmini, oppositori anche a se stessi a Bologna dove hanno governato fino a ieri?Ciao Mauro. Paolo.

  19. maurozani Says:

    I “padovani” hanno avuto culo Paolo. Vedi alla voce “cuore mio”. Ma tant’è. L’impresa era comunque ardua assai. E tra le truppe che volevo imbastardire (vedi mio post precedente) c’erano davvero troppi che bastardi erano già. Per conto loro. Colpa anche della passività sostanziale di chi è rimasto al davanzale ad osservare, comunque. Vabbè è andata. Male. Almeno ci abbiam provato. Adesso si vedrà, alla prova dei fatti , la leadership dei disubbidienti e degli avanzi di SEL cosa saprà fare. E magari anche alla proba dei misfatti . Vedi alla voce: ballottaggio. Dove porteranno il loro gruzzolo? Li aspetto a quella prova.

  20. Paolo Says:

    Caro Mauro,molti di costoro hanno munto la mucca pubblica regionale e comunale finché hanno potuto per i loro centri.
    Adesso che la mammella si è esaurita si scoprono alternativi.
    Stammi bene.

  21. Sebastiano Curci Says:

    Gentile Mauro Zani,

    mi chiamo Sebastiano Curci sono uno studente in Storia dei diritti, istituzioni e culture politiche, e le scrivo perché mi piacerebbe “intervistarla” per raccogliere delle testimonianze relative al progetto a cui sto lavorano insieme al fotografo Giancarlo Barzagli.

    Si tratta di una ricerca che parte dal momento in cui il PCI supera la DC e l’Emilia Romagna per noi diventa un luogo simbolo per raccontare la grande storia. Vorremmo incontrare i protagonisti di quel momento e visitare i luoghi dove si sono svolti momenti cruciali della storia del partito. Tutto questo partendo da una ricerca di materiale di archivio che entri a far parte del lavoro stesso.

    Per questo abbiamo necessità di iniziare a incontrare storici o appartenenti al partito che possano raccontarci aneddoti, che ci aiutino a capire meglio e che ci aiutino a costruire una rete di contatti.

    Sperando di ricevere la sua disponibilità, attendo sue indicazioni per un eventuale incontro.

    Cordiali saluti.


    Sebastiano Curci

    Tel. 3202588017

  22. maurozani Says:

    Già.

  23. claudiopagani Says:

    Chiedo scusa ,innanzitutto al proprietario del blog, per introdurre un argomento non in linea con la discussione. Vorrei suggerire ad amici e compagni la lettura del bellissimo editoriale di Aldo Tortorella sull’ultimo numero di Critica Marxista. In esso sono contenuti i capisaldi ideali e culturali di una “nuova sinistra di governo” del 21^ secolo ( che magari non conterrà neanche nel nome la parola sinistra che ci potremo permettere + in la nel tempo). Non sembri snobistica questa affermazione perchè ,quando la Sinistra tutta ( compresi i “radicali” e i “disubbedientI) è definitivamente morta bisogna ripartire dai fondamentali cioè dalla definizione degli ideali i e dell’orizzonte culturale ( che non puo essere la riproposizione pura e semplice del passato). l’editoriale testimonia che la lucidità politica non è banalmente funzione dell’età , come sembra credere una nuova classe dirigente sostanzialmente giovanilistica e con una mentalità sottilmente sansepolcrista ( i sansepolcristi cioè i i primi duri e puri del fascio). Mi piacerebbe discuterne insieme

  24. Remo Tedeschi Says:

    Intanto, Claudio, in Europa trionfa la destra del 21 secolo, che assomiglia a quella del “21, dove sono i socialismi europei? li vedi tu? io no.
    Poi nel nostro “piccolo” si deteriora ,causa, miserie corporative, un progetto civico più che interessante, non si và da nessuna parte , serriamo le chiappe e auguri.

  25. Milli Says:

    Il mio cellulare fa scherzi anche se a me di scherzare in questo momento non va proprio. Abbiamo fatto quello che era possibile per Paola Ziccone ma non è servito. Sapevamo a cosa andavamo incontro ma non potevamo tirarci indietro. Ora però di votare per la Non Civica – perchè di questo si tratta – non me la sento. Andrò al mio seggio e annullerò la scheda. Ritengo un errore l’astensione. Le percentuali le fanno sui votanti e non su gli aventi diritto. Non accetterò consigli in merito. Per quale motivo dovrei avere ancora fiducia? Se qualcuno ha fatto il furbo prima, poi ha ingannato , mistificato e ricattato, perchè non dovrebbe farlo anche dopo? Dovevo capirlo quando hanno turato il naso al Nettuno. Un segnale così era Un bel po’ inquietante
    . Hai fatto bene a lasciare fb. Non puoi neanche immaginare la volgarità dei vincitori. Si sono abbandonati al ludibrio e all’insulto ed ora anche alla sorveglianza speciale. Comunque hanno trovato pane per i loro denti. Le truppe in trincea pur senza autorevole guida continuano a fare il loro dovere che consiste più o meno nel ricordare che dopo Borodino viene la Beresina. Ma qui non abbiamo un Kutuzov. In realtà non abbiamo più una sinistra in Italia e questa specie di Arca di Noè, messa insieme alla meglio a Bologna, fa solo ridere. Forse tra 20 anni e più una sinistra molto diversa nascerà. Ma io sarò morta.

  26. maurozani Says:

    Cara Milli, leggo solo ora, dato che sono stato impegnato in due crociere ospedaliere a distanza di due mesi. Due maroni. Cmq hai ragione. Finché ho potuto ci ho provato. Purtroppo, come diceva quel tale: nei tempi lunghi saremo tutti morti.
    Un abbraccio.
    Con molto affetto e stima.

    PS. Unica consolazione gli zombies della sinistra bolognese in salsa padovana in compenso camminano. Ma sono morti e non lo sanno.

  27. Alessio Says:

    Caro Zani, spero che tu riesca a superare i tuoi problemi di salute. Per il resto, da non votante a Bologna, credo comunque che qualche parola bisognerà spenderla. E’ sfumata l’ idea di Coalizione Civica, l’ idea di un progetto alternativo al Pd che potesse realmente essere tale. E’ prevalsa la logica settaria di una sinistra radicale che di radicale ha solo il minoritarismo, ansiosa di rifarsi il trucco per potersi rendere presentabile e raccogliere la solita manciata di voti, mai abbastanza per governare ma forse sufficienti per andare a mediare qualche strapuntino al Pd. Eppure dovrebbero avere capito. Ricordo che alle precedenti elezioni regionali, un anno e mezzo fa mica un secolo, la sera stessa il neo presidente Bonaccini esultava perché, parole sue, “non c’ è stata la svolta a sinistra”, riferendosi al risultato de L’ Altra Emilia Romagna, lista regionale nata sulla falsariga de L’ Altra Europa con Tsipras. Quella lista si fermò ad un 4%, buono per portare in consiglio comunale l’ ottimo professor Alleva, ma purtroppo nulla più. Evidentemente repetita non iuvant, o più probabilmente non interessa….Però, pur senza entrare nella logica disgustosa del voto utile, credo che una scelta vada fatta. E la scelta prioritaria deve essere la sconfitta del Pd. Il che esclude per ovvie ragioni matematiche l’ astensione, lo stare a casa, perché comunque si voti un maggior numero di elettori abbassa le percentuali e aumenta le possibilità per altro non così remote di portare Merola al ballottaggio. E lì i giochi sarebbero tutti da vedere. Con buona pace del Disobbediente padovano e dei suoi reggicoda bolognesi. Non ti crucciare troppo Zani, come diceva il vecchio Pietro Nenni fa quel che devi, accada ciò che può. E tu l’ hai fatto

  28. maurozani Says:

    Caro Alessio , a votare si va. Sempre. ma vorrei poter fare di più. E avrei voluto , magari, fare meglio. Grazie comunque per le tue parole. Grazie davvero.

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