Machete.

Vi avevo detto che avrei scritto diffusamente , argomentando per il lungo e per il largo, sulla necessità di sbarrare il passo con il referendum di ottobre alla resistibile ascesa del giovane duce fiorentino e delle loggie/lobbies interne ed esterne che lo appoggiano.

Ma non ne ho mica voglia.

Dopo la sciagurata esperienza di Coalizione Civica opto decisamente per il politicamente scorretto.

Se c’è qualcuno che non ha capito ancora dove va a parare il combinato disposto riforma del Senato e Italicum, beh è un cretino.

Punto.

Alla mia semiveneranda età non ho intenzione di perdere tempo a lavar la testa ad una moltitudine di asini.

Basta.

L’ho già fin troppo generosamente fatto illo tempore (vedi sempre alla voce Coalizione Civica), adesso , per me è definitivamente trascorso il tempo delle mezze misure.

Frega nulla a me della sinistra da apericena, discendente diretta degli happi hour degli sciagurati anni ottanta del secolo scorso.

Mi facevano cagare i padri.
Figuriamoci i figli di sinistra.

Se volete comprendere l’enorme vaccata della riforma del Senato informatevi. Leggetevi Settis, ascoltate Rodotà, etc.

Ma ci vuol poco a capire che il Capo del governo mai eletto vuole un plebiscito per costruire il Partito della Nazione bypassando persino il suo stesso , attuale partito/non partito e tutti i residui militonti ex comunisti che ancora credono in una continuità PCI/PDS/DS/PD.

Non vi sto a raccontare per filo e per segno quanti nella storia italiana , europea ed extra europea vollero il plebiscito. Farei torto alla vostra intelligenza.

Adesso il ragazzone dice che no, in fondo non vuole personalizzare , dopo che ha detto in chiaro “ se perdo il referendum me ne vado dalla politica”.

Balle per poveri gonzi.

Attenzione però naviganti socialnetworkizzati.

Il ragazzone è sveglio.

Molto sveglio.

Ergo conviene stare in campana.

Lo dico anche alla sinistra sovrastrutturale e dematerializzata.

Quelli che spaccano il capello in quattro.
Quelli che si fanno seghe mentali senza  raggiungere l’orgasmo.
Quelli il cui ego impedisce di vedere al di là del proprio centro.
Magari storico.
Quelli che… fa schifo dar via un volantino stampato su vile cartaccia nel terzo millennio, manco fosse una pergamena.

Li conosco.
Li ho conosciuti di recente.

Al netto degli schizzati ci son quelli che in perfetta buona fede rischiano di cadere nel gioco del ragazzone.

Ma non c’è solo la Sinistra ad egemonia sellina, (caro Fassina) ci son tanti altri ai quali bisogna parlare.

Ai quali va fatta una proposta.

Non basta dire no.

Altrimenti il giovin fiorentino post democristiano , avrà buon gioco a intitolare la Festa nazionale della ex Unità all’Italia che dice sì.

Va avanzata una proposta.

Semplice .
Chiara.

Non è tempo di fioretto.

Meglio il machete.

Il popolo peraltro ne sente giustamente, (dal suo punto di vista l’unico che gli é dato avere), l’assoluta necessità.

Dunque è tutto molto semplice.

I comitati per il no dicano all’unanimità: noi vogliamo una riforma costituzionale del titolo quinto.
La vogliamo eccome.

Via il Senato.

Monocameralismo.

Una camera dei deputati di 400 membri.

E una legge elettorale rigorosamente proporzionale.

Dato che non esiste la democrazia maggioritaria.
E’ un ossimoro.
Anticamera della democratura.

Non esiste. Semplicemente cessa di esistere la democrazia senza rappresentanza.

Ecco , è una proposta semplice, ragionevolissima, razionale , fattibile, risparmiosa assai.

Votiamo NO per dire un sì a questa proposta.

Se facciamo così.

Beh ragazzi si vince.

Se invece stiamo al gioco di Renzi ,  si sappia almeno che tutti i plebisciti una volta indetti son stati vinti.

E si sappia anche che dopo la festa è finita.

Del tutto e a tempo (storico) indeterminato.

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125 Risposte to “Machete.”

  1. Mario Bovina Says:

    Caro Mauro, su questa tua proposta, come sai, a prescindere dal merito su cui non ho riflettuto abbastanza, ho due dubbi a priori:
    1 il primo è che una proposta alternativa in positivo – per non essere etichettati come “quelli che dicono sempre no” – richiederebbe, per avere una qualche credibilità, l’accordo di tutti gli oppositori della riforma renziana; e non mi pare cosa facile;
    2 il secondo è che la legge elettorale è una legge ordinaria e, pertanto, un delicato equilibrio istituzionale non può fondarsi su una legge ordinaria, modificabile a piacimento da qualsiasi governo sufficientemente spregiudicato (e si è visto che gli spregiudicati abbondano); sarebbe quindi necessario che la legge elettorale o, quantomeno, i suoi principi cardine, fossero costituzionalizzati (il che introdurrebbe però un meccanismo di una certa rigidità).
    Dal mio punto di vista le cose possono tranquillamente rimanere come stanno; in Italia ci sono troppe leggi; non si può quindi sostenere che il bicameralismo perfetto sia di un qualche serio ostacolo alla produzione normativa (il problema è, semmai, come detto, il contrario; infatti l’attuale produzione normativa è sovrabbondante e, soprattutto, tecnicamente inadeguata).
    Volendo concedere qualcosa al dilagante populismo anticasta mi sembrerebbe molto più semplice ridurre di un terzo il numero dei parlamentari, lasciando le cose come stanno.

  2. Laura Veronesi Says:

    In merito alla proposta (monocameralismo a 400 retto dal proporzionale con sbarramento), articolo la domanda (blitz) fatta sotto ad “Autocritica”. Posto che anche a me convincerebbe rilanciare il “no” referendario con un “si'” popolare (a maggior ragione se interfacciato dalla battaglia sul proporzionale) , mi chiedo quanto cio’ sia concretamente perseguibile. A mio avviso i presupposti politici ci sono: il bicameralismo viene a tutti gli effetti percepito come un problema prima di pletoricita’e costi ed in subordine di lentezza del procedimento legislativo. Su entrambe queste percezioni si potrebbe discutere molto (e soprattutto concludere che sono questioni relativamente fondate), la mia perplessita’ pero’ e’ un’altra e risiede in questa riflessione: il fronte del “no” e’ spacchettato tra il filonazionalismo delle destre ed il garantismo democratico degli ambienti progressisti (e quindi anche dei comitati). In una fase in cui e’ chiara questa frammentazione, come e’ possibile costruire in tempi rapidissimi un fronte del “no”/”si” sulla proposta monocamerale a 400 e proporzionale? Ancora: poiche’ l’esito del plebiscito renziano rischia di essere positivo (condivido), non sarebbe piu’prudente consegnarsi (ndr mi rendo conto, per l’ennesima volta) ad una fase di resistenza attestandosi sulla difesa dell’originario dettato costituzionale, appoggiandosi magari alla battaglia di associazioni quali l’ANPI che almeno un po’ di massa sono ancora? E non sarebbe (finisco) nel mentre opportuno agire i comitati come luoghi della politica (perimetrati dall’antifascismo) in cui elaborare culturalmente non solo una proposta unitaria di riforma, ma anche di democrazia, affrontando la crisi della politica nei suoi molteplici aspetti (fallimento della forma partito, riorganizzazione e ridefinizione dei corpi intermedi, ecc…) ?
    Ps/nb Se penso a chi anima certi comitati cittadini, mi vien freddo purtuttavia…

  3. claudiopagani Says:

    Al di là del merito della proposta e dello stlle “zaniano” di Zani io sto tutta la vita con Zani che , da ottimo professionista, ha individuato tutto l’essenziale: con Renzi nessun dialogo di fioretto , ma dura battaglia per abbatterlo ( o almeno provarci) e questa è la PRIORITA’ ASSOlUTA . Presentarsi al Referendum con proposta unificante che facendo un po di “sano populismo” proponga misure simboliche per abbattere i “costi della casta” e la riproposizione del proporzionale mi sembra utile , visti i guasti del maggioritario e visto , anche che non mi sembra cosi difficile avere il consenso di Lega e 5ST su questa base . Ci vorrebbe , anche se è molto difficile, una qualche personalita istituzionale e unificante non invisa a nessuno del no, che si facesse carico di far approvare una proposta unificante e impegnativa per il prossimo Parlamento. Capisco che ci sono in giro troppi “fighetti” , soprattutto tra chi ha un capitale elettorale dello 0, , ma a volte la paura puo fare miracoli , e Renzi DEVE fare paura; io spero , che ci possa essere una unita’ “badogliana” cioè come quella che resse per alcuni mesi dopo la caduta del DUCE; vinto il Referendum e approvata una legge elettorale decente , liberi tutti e…vinca il migliore

  4. Milli Says:

    APPUNTAMENTI ED EVENTI
    Bologna per la Costituzione
    21 Maggio 2016 / Bologna

    Bologna per la Costituzione
    Sabato 21 Maggio 2016 dalle ore 18.00
    Piazza Santo Stefano

    Le ragioni del NO alla modifica del Senato, di quarantasette articoli della Costituzione e alla legge elettorale Italicum.

    Intervengono
    Francesco Di Matteo, Comitato Alessandro Baldini;
    Maurizio Landini, FIOM;
    Luigi Ferrajoli, Comitati Dossetti;
    Nadia Urbinati, Libertà e Giustizia;
    Carlo Smuraglia, Presidente Nazionale ANPI.

    Coordina Katia Zanotti

    Nel corso dell’evento:
    musiche, prosa e versi per la Costituzione con Moni Ovadia (video) Stefano Bonaga, quartetto d’archi, i Mulini a vento, testimonianze.

    In piazza stands e banchetti per la raccolta di firme di tutti i referendum.
    Per adesioni e informazioni: comitatobaldini@gmail.com

    Zani, la tua idea è come sempre molto buona. Se riesci a convincere costoro sarebbe, diciamo così, cosa ottima. Ma la vedo difficile. Questo è il mio parere. Per quel che conta…

  5. marco capponi Says:

    Il contenuto lo condivido appieno, compresa la camera eletta in modo proporzionale (finalmente, era una bestemmia).
    In quanto alla forma mi ricorda quella di un mio idolo della mia età matura, rimasto a me sconosciuto. il commendator Carlo Salami di Cuore, qualcuno lo ricorda?)

  6. cristina Says:

    Con il combinato disposto della riforma del senato ( riforma della Costituzione ) e l’italicum ( legge elettorale) , l’attuale governo ha gettato la maschera definitivamente.
    Il partito della nazione vorrebbe che gli italiani rinunciassero definitivamente all’idea di democrazia indicata dalla nostra Carta Costituzionale. Vorrebbe addirittura che gli italiani ne sancissero il fallimento con un plebiscito.
    La posta in gioco è alta .
    Avere una proposta alternativa oggi è importante . Zani propone una vera abolizione del senato e una legge elettorale rigorosamente proporzionale. E’ una replica perfetta all’obbiettivo esplicitamente perseguito dalla controriforma renziana .
    I “ Comitati del no “ e/o altri soggetti politici sarebbero disponibili a dibattere questa proposta ? O si limiteranno a spiegare ,come già in passato, le ragioni del no ad un pubblico che è già in larga maggioranza d’accordo con loro?
    Vedo in particolare la difficoltà di spiegare agli italiani l’importanza e il valore del sistema elettorale proporzionale dopo il movimento referendario del 1990 che optò per il bipolarismo . Il sistema elettorale proporzionale è in realtà quello che meglio risponde alle condizioni di una società democratica e alle esigenze di rappresentanza espresse nella Carta Costituzionale . Tuttavia ,poiché la nostra democrazia nel sistema dei blocchi USA- URSS era di fatto bloccata dal “partito unico della nazione” targato DC , anche il sistema di rappresentanza elettorale proporzionale risultava taroccato .
    Il sistema delle preferenze e delle clientele divenne così inviso e odiato dagli italiani che il referendum del 1990 fu salutato come una liberazione dalla degenerazione del sistema proporzionale. Dopo essere stato affossato a larga maggioranza dagli italiani ,rivalutare il sistema proporzionale mi sembra cosa non facile , se si prescinde da una seria informazione e da un dibattito autentico.
    Personalmente credo che occorrerebbe fare un passo in più e per garantire davvero la rappresentanza democratica in un sistema proporzionale occorrerebbe introdurre per gli eletti un una qualche forma di vincolo di mandato .

  7. milli Says:

  8. maurozani Says:

    Mario, se uno indice un plebiscito, di solito sa quel che fa. Gli umori del popolo sono noti.

    Non a caso a Bologna ( e forse altrove) si dice : piuttosto che niente è meglio piuttosto.

    E Renzi modifica qualcosa.
    Basta e avanza coi tempi che corrono per cercar d’incontrare il favore del pubblico.

    Dunque lasciare le cose come stanno è la peggior strategia possibile: SI PERDE.

    Per questo tanto vale dire una cosa netta e anche seria: via il Senato.
    E importa poco se non è certo il Senato l’inciampo, così come non lo erano (e sono) le Province.

    Conviene mettersi in sintonia con un umore diffuso e cercare di volgerlo dalla parte giusta.

    Chi può contestare l’dea di una sola Camera con 400 membri?

    Proposta ben più radicale di quella del fiorentino.

    Dopodiché, è ovvio che sarebbe utile la massima unità del fronte del no.

    Non ci sarà , d’accordo, ma è comunque utile che almeno la sinistra del fronte del NO avanzi una proposta. Dato che , insisto , non sono convinto che Berlusconi e i suoi e anche Grillo saranno compatti sul no.

    E , in ogni caso conviene mettere le mani avanti già in questa campagna anche sull’Italicum, che (secondo me) a Grillo può piacere.

    Dipende anche dal risultato delle amministrative.

  9. maurozani Says:

    Poi c’è la riforma elettorale. certo (Cristina) un ritorno al proporzionale non è proposta semplice.
    Per le ragioni che sappiamo.

    Piccola nota biografica .
    Io fui eletto in collegio col mattarellum, e fui anche l’insonne pazzoide che, con una trattativa continua di trenta giorni e dieci notti a Roma, in quel di Botteghe oscure assegnò nel 1996 i collegi a tutto il Centro sinistra. In combine col democristiano Marini. Duro, ma non abbastanza, quest’ultimo.
    Dalla mia avevo la relativa gioventù.
    A nessuno viene mai in mente che la tenuta fisica , puramente fisica, in circostanze del passato è stata decisiva.
    Anche allora però finìì al pronto soccorso con la PA a 220 su 110.
    Però contento.
    Alla fine vincemmo per soli 7 seggi alla Camera.
    Insomma, forse non fui più intelligente o furbo.
    Solo più giovane.
    Digressioni egoiche a parte, adesso nessuno ricorda più il Mattarellum, col quale s’assegnavano collegi a tavolino (in realtà storica) e neppure il bipolarismo taroccato d’allora.

    La famosa/famigerata seconda Repubblica non c’è mai stata.

    Semmai sta per arrivare con la breccia del plebiscito.

    Anche per questo conviene cercar di tradurre un ritorno al passato come un passaggio verso un futuro possibile, comunque auspicabile.

    In breve.

    A favore del proporzionale ci sono ragioni di fondo che non riguardano ormai più solo l’Italia .
    C’è da mettere a tema la democrazia nell’epoca del turbo capitalismo.
    Il nodo è venuto al pettine: riguarda il rapporto tra Capitalismo e democrazia che non è MAI stato scontato, ma che oggi diviene cruciale.

    Ergo non siamo conservatori se propugniamo il ritorno al proporzionale. Siamo gente che guarda alla rottura , già da tempo avvenuta, tra il capitalismo finanziario e la democrazia come l’abbiamo conosciuta.

    PS. Sul vincolo di mandato mi riservo (in realtà ci penso da anni) di continuare a pensare. Una cosa la so, tuttavia. Può esser periglioso assai togliere quella disposizione costituzionale. Così come , a mio parere , può essere ugualmente pericoloso decidere per legge come (con quali regole interne) devono organizzarsi i partiti.

  10. maurozani Says:

    Laura, tutto (quel che dici) sarebbe auspicabile. Ma la va a pochi mesi. Perciò bisogna sfrondare .
    Col machete. Appunto.
    So che data la “sofisticazione” (articolazione) interna ai comitati sarà complicato passare all’azione.
    Lo sa anche Renzi. Che non ci risparmierà nulla in quanto ad estrema semplificazione.
    Lui organizza alacremente comitati omogenei per sé stesso.
    E’ una sorta di Armageddon.
    Per la serie ci vorrebbe un partito.
    Contro il capo/duce.
    Sfortunatamente non l’abbiamo sotto mano.
    Ergo andiamo alla boia d’un giuda.
    Come possiamo.

    PS. Io posso al massimo ormai scrivere. Per suggerire.
    Vaste programme.

  11. maurozani Says:

    Milli , dopo Coalizione Civica io non convinco proprio nessuno.
    Già.

  12. maurozani Says:

    Claudio, hai ben compreso. Of course. W Badoglio.

  13. maurozani Says:

    Marco, lacuna culturale. Sto’ Salami non lo ricordo. Solo Franti e la piccola vedetta lombarda.

  14. cristina Says:

    Alcune considerazioni in merito al piglio argomentativo ultimamente assunto da Zani : 1) Temo sia un errore psicologico fissarsi su Renzi . Nessuno ha notato che nel corso della cd. Prima Repubblica le individualità politiche presenti sula scena erano come “velate” dall’ideologia politica del partito di elezione , mentre da Berlusconi in avanti vige l’ideologia della personalità del premier? Il culto mediatico della personalità del premier? Questo brusco cambio di tecnica mediatica di manipolazione di massa non è avvenuto solo per merito delle televisioni e dei media di proprietà dell’ex premier.
    Se così fosse oggi avremo ancora Enrico Letta , non Renzi , come presidente del consiglio .
    All’induzione al culto ( per quanto fasullo)della personalità corrisponde la mimesi diffusa del gregarismo di massa.
    Temo che il personaggio Renzi con le sue qualità affabulatorie ,la sua prontezza di riflessi e la sua “ astuzia “ sia in realtà solo lo strumento di una operazione geopolitica complessa che prevede una involuzione autoritaria del nostro paese , destinata a travolgere lo stesso Renzi e il Pd .
    I segnali ci sono tutti , vedere http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/23/marco-carrai-il-suo-amico-e-una-spia-del-mossad-linchiesta-della-cia-che-imbarazza-litalia/2665774/
    Persino Dalema ha compreso il rischio che l’Italia ( e l’Europa) corre con il combinato disposto renziano .
    L’Italia è ancora oggi una sorta di ventre molle dell’Europa e poco è stato fatto per cambiare la situazione.
    2) Per quel che riguarda Coalizione Civica , non è la forza di convinzione che è mancata , come prova il successo dell’Appello , semmai è mancata la capacità di persuasione . Ma per poter persuadere una platea di soggetti così eterogenea erano necessarie due condizioni : una strategia ( quindi un lavoro preliminare ben studiato) , e avere a che fare con individui aperti mentalmente e in buona fede.
    3) Per finire una o due domande : oltre a scriverla sul blog ,come pensa di trasmettere e articolare la proposta di riforma costituzionale ( abolizione del senato) in combinato disposto con la riforma elettorale ( ritorno ragionato e argomentato al sistema proporzionale)? In quali luoghi pensa sia possibile elaborare questo progetto?

  15. Laura Veronesi Says:

    Bene. Linea “machete”. Sorvolando pertanto sul “ci vorrebbe un partito” (ndr Mauro Zani pero’ sa come emozionarmi), occorre essere operativi. Poiche’ questa proposta e’ stata condivisa oltre al blog di Zani da molti: scrivere una lettera/appello ai comitati cercando di dare gambe (nazionali) alla stessa, potrebbe essere un’idea?

  16. Milli Says:

    Copio e incollo

    La storia di Berlinguer e il monocameralismo un po’ di chiarezza.
    ANTONIO CORMANO·SABATO 21 MAGGIO 2016
    Gira in rete la “storiella” e non la storia che il compianto E. Berlinguer era per monocameralismo.
    La verità è questa (noi c’eravamo) e al contrario dei “moderni” i quali dimenticano quello che hanno detto un’ora prima, noi abbiamo memoria elefantiaca.
    Berlinguer era per il monocameralismo con il sistema elettorale proporzionale, vale a dire erano rappresentati tutti. Esemplificando con quel sistema erano presenti i radicali (tanto di moda in codesti giorni per la moorte di Pannella, i quali senza il proporzionale non sarebbero mai stati in parlamento) e DP. E ancor prima grazie a quel sistema fu eletto. P. Calamandrei all’Assemblea costituente per il P. d’Azione. Capite la differenza?
    Il sistema proporzionale garantisce il massimo della rappresentatività e impedisce che un partito faccia sia da padrone sia da sottoposto (una volta nell’Italia meridionale si giocava a padrone e sotto il “sotto” sembrava che avesse voce in capitolo in realtà decideva solo il “padrone” memorabili sbornie si prendevano con codesto gioco) [chiediamo venia per la lunga parentesi], con il sistema proporzionale è sufficiente anche una Camera sola, dove trovano voce e pesano in proporzione al loro consenso tutti gli elementi della società.
    Con il “porcellum” già non è più cosi con l’Italicum è ancora peggio: una minoranza s’impadronisce di tutto il potere grazie al premio di maggioranza (altro che la legge truffa del 53). E poi questa riforma non prevede nemmeno il monocameralismo, ma un pastrocchio (infatti, la controriforma non supera il bicameralismo vedasi art. 71 comma 1 della carta novellata e anche e anche l’art. 70 per non parlare dell’art. 117 sempre novellato), per questa ragione in alcuni ambiti la maggioranza legifera senza contrappesi e in altri non si capisce (quasi) nulla.
    E’ così difficile da concepire? Le ipotesi sono tre (sono così moderni che hanno persino risolto l’antico adagio: tertium non datur [una tenza ipotesi non è data]), poiché o si è (sono coloro che estrapolano il pensiero di Berlinguer) scemi o invece in malafede, ciò non di meno siccome nel caso “de quo”, “tertium datur” (è possibile anche la terza ipotesi), la quale racchiude entrambe le ipotesi prima elencate.

  17. maurozani Says:

    Sì, Laura potrebbe essere un’idea.
    Ma io (Cristina) scrivo solo qui.
    Non ho intenzione di ridiventare operativo. Anche perché ho imparato , recentemente a mie spese, che ” quando pungoli il passato, lui sa come rispondere”.

    PS. Questo virgolettato, criptico (ma non poi tanto) non riuscirete mai e poi mai a divinare da dove viene. Un indizio : letteratura minore.

  18. Andrea Says:

    Da quando esistono i motori di ricerca è difficile che non si trovi quello che serve: Stephen King.

  19. cristina Says:

    Sulle conseguenze di modifiche pilotate della Costituzione , segnalo questo articolo http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=11&pg=15778

  20. maurozani Says:

    Fantastico(Andrea) son proprio vecchio.
    Mai e poi mai avrei immaginato che con un motore di ricerca si trovassero due righe di un libro, noisetto, come quello.
    Ma, d’altro canto l’impiegata delle poste mi voleva fare lo sconto considerando , ad occhio , che avessi superato i settanta anni.
    Se la strozzavo non mi avrebbero dato l’omicidio colposo e dunque ho soprasseduto.
    Ho fatto bene .
    A quanto pare.

    • milli Says:

      Attenzione Zani: Se pungoli il presente, quello risponde sempre. Il piu delle volte per far distogliere l’attenzione. Ps. Non è Stephen King, inutile quindi utilizzare motori di ricerca

  21. maurozani Says:

    @. Cristina.
    Resto incerto. Nel merito della vicenda greca, dico.
    Continuo a pensare al di là delle inferenze istituzionali, di cui parla Theodorakis che Tsipras non sia un cialtrone o un politicante paraculo.
    Vedremo.
    Obiettivamente vedremo.

  22. Andrea Says:

    Anch’io credo che Tsipras non sia un traditore, più semplicemente è stato minacciato: lui, la sua famiglia, il suo Paese. Lui, peraltro, non appartiene a Sparta e non è Yukio Mishima.

  23. cristina Says:

    L’importanza( per noi ) dell’articolo di Teodorakis non risiede nel giudizio di Teodorakis su Tsipras ma nell’evidenziare le modalità con cui un certo progetto geopolitico autoritario può essere condotto nel tempo e compromettere le Costituzioni nazionali per favorire , impedire o bloccare la sovranità popolare . La mia riflessione non verte sul ruolo di Tsipras ma sul raffronto con quanto sta accadendo in Italia con il referendum sulla Costituzione.
    Quanto a Tsipras , date le difficoltà di autentica informazione ,è difficile valutare.
    Se un musicista ( non un politico) come Teodorakis si esprime su Tsipras , occorre ascoltare le sue ragioni.
    Tuttavia mi pare chiaro che in questa partita “geopolitica ” l’importanza dei leader politici nazionali è inversamente proporzionale al ruolo che la personalizzazione della politica deve giocare sui media e sulla ” pubblica opinione”.

  24. Andrea Says:

    L’autentica informazione bisogna guadagnarsela duramente in lingue diverse dall’italiano e usando in modo adeguato le infinite possibilità della rete.

  25. Andrea Says:

    Stamattina, per esempio, apprendo questo (te lo traduco dal francese): “Un calcolo realistico mostra che il 54% degli aiuti finanziari per la Grecia è stata utilizzata per ripagare il debito (estero), e il 21% per ricapitalizzare le banche greche (alcuni di proprietà di banche estere)”…

  26. cristina Says:

    @Andrea . Le informazioni ( autentiche)sono la condizione necessaria ma non sufficiente del giudizio sulla realtà – che a sua volta è una condizione indispensabile per agire politicamente in modo efficace.
    Come ha insegnato Kant la facoltà del giudizio appartiene all’individuo , se non ce l’hai , nessuna massa di informazioni ( per quanto autentiche) te la può dare…

  27. cristina Says:

    @ Andrea. Le informazioni , per quanto autentiche ,sono solo la condizione necessaria ma non sufficiente per il giudizio sulla realtà – a sua volta indispensabile per una efficace azione politica .
    Come ha insegnato Kant la facoltà del giudizio appartiene all’individuo . Se non non ce l’hai , nessuna erudizione , ovvero nessuna massa di informazioni autentiche te la può dare….

  28. Andrea Says:

    Oppure questo, dell’ottimo Romaric Godin, sul secondo grande giornale economico di Francia (“La Tribune” del 3 maggio scorso): “La richiesta dell’Eurogruppo va molto lontano, nella misura in cui (…) i ministri delle Finanze della zona euro sanno perfettamente che delle “misure contingenti” sono incostituzionali in Grecia. Non è possibile votare delle decisioni di budget “prima”. Il presidente dell’Eurogruppo, come il commissario europeo Pierre Moscovici, hanno dunque invitato i Greci a proporre un meccanismo che permetta di aggirare la legge fondamentale. (…) Le discussioni non vertono solo su questo problema delle misure in vista del 2018, ma anche le misure per raggiungere gli obbiettivi del 2016 e 2017. La riforma delle pensioni resta in discussione, così come il livello di esenzione fiscale sui redditi. I creditori (della Grecia-ndt) vogliono abbassare i redditi esenti al limite di 8.182 euro annui contro i 9.550 euro attuali. Il governo (anvvedi quant’è riformista Tsipras… ndt) propone 9.091 euro).”

  29. Andrea Says:

    @Cristina. Concordo con te, ma il discorso sarebbe troppo lungo e, in parte, l’ho già svolto in anni ormai lontani, proprio su questo blog. Ritorno al mio letargo.

  30. cristina Says:

    @Se mi dai qualche riferimento in merito agli” anni ormai lontani” in cui su questo blog avresti in parte svolto il discorso , provo a cercarlo. Però non credo che, se si hanno le idee chiare, il discorso per esplicitarle possa essere troppo lungo. Forse c’è qualcosa d’altro che lo impedisce . Potrebbe essere pigrizia ? Ciao, buon letargo, fino al prossimo risveglio.

  31. Andrea Says:

    Non è necessario che tu ti prenda questo incomodo di cercare, perché, avendo le idee chiare sarò breve: questi sono tempi ultimi.
    Comprendere quello che rimane della politica è artigianato; comprendere la geopolitica è alto artigianato; comprendere l’escatologia dei tempi è altissimo artigianato. Il mondo dell’opinione appartiene al sistema: io non ho opinioni, io sono un costruttore di me stesso. Potrei indicarti delle scie, delle tracce, dei sintomi. La fine dell’Europa, la fine dell’uomo bianco europeo, la fine dell’economia politica, la fine della politica economica, la follia euro-atlantista, la resistenza del cuore euro-asiatico del mondo all’avanzata angloamericana… ecc. La politica italiana non mi interessa, tanto meno quella locale. Il grande consigliere di “Dubya” Bush, Karl Rove, lo disse molti anni fa: “Noi siamo un impero e quando agiamo creiamo la nostra realtà; così, mentre voi studiate quella realtà – con tutto l’equilibrio di cui siete capaci – noi agiamo di nuovo, creando altre nuove realtà che voi potete anche studiare, ed è così che le cose si gestiscono: noi siamo i protagonisti della storia… e a voi, a tutti voi, sarà solamente consentito di studiare ciò che noi facciamo.”
    Di fronte a questo, io studio, medito, pratico il silenzio: tutto quello che di importante accade è invisibile ai più. Non credo all’agire politico, perché dovrei agire soprattutto contro i miei coetanei, i miei vicini, il mio prossimo, Non siamo uguali e mai lo saremo, perché abbiamo differenze incolmabili di intelligenza, cultura, moralità, fedeltà, onore, coerenza con sé stessi. Quando si tratta di aiutare, in base a circostanze del tutto diverse fra loro, ognuno deve scegliere come e perché: ora, il mio modo di “dare una mano” è di risponderti qui e ora. Mi sembra già molto.

  32. Roberto Says:

    Probabilmente Marco Capponi pensava alla rubrica “Insulti” che il commendator Carlo Salami teneva su Cuore, settimanale di resistenza umana diretto da Michele Serra, e pubblicato originariamente come inserto dell’Unità.

    Al prof. Capponi sconsiglio la lettura di quanto scrive ora la stesso Serra, e di conservarne il ricordo.

  33. Remo Tedeschi Says:

    ma, in quella sarabanda infernale, Nasrallah, è ancora …(tre) intero? saluti

  34. cristina Says:

    @Andrea. La tua risposta è come una ventata d’aria fresca dopo una sassata alla finestra di una stanza densa di fumo .
    Una risposta “esistenzialista “ che personalmente apprezzo. Lo spirito di contraddizione ti contraddice continuamente. E’ vero c’è nell’aria una sensazione diffusa e tristmente incombente di ” fine dei tempi” , ma quante “ fini dei tempi “ ci sono state nella storia ? Artigianato, alto artigianato, altissimo artigianato sono diverse espressioni dell’abilità umana nel trasformare la natura e imprimere una qualità politica particolare al proprio prodotto.
    L’artigianato ,anche in tempi di computing di massa e di big data, rimane l’unica forma possibile di relazione umana con la materia , con le materialità immateriali o virtuali e l’altro da sé .
    La citazione di Karl Rove si trova non a caso anche nel libro “ Il Minotauro Globale “ di Janis Varoufakis ( di cui consiglio la lettura perché è scritto come un romanzo di storia economica contemporanea) . Non c’è dubbio sia d’effetto . Ma è anche una sparata pubblicitaria. Una americanata , si diceva un tempo. Ciò che davvero non capisco è come tu la prenda così sul serio da ridurti al silenzio e alla meditazione letargica . Che non siamo uguali è una banalità di base .
    Sulla questione dell’uguaglianza dai uno sguardo al vecchio J.J. Rousseau “ Sull’origine della disuguaglianza tra gli uomini”. In fine ti ringrazio per la tua risposta : hai “ dato una mano” ,a me sicuramente -perché rompere la crosta conformistica della discussione è sempre benefico per l’intelligenza ( anche se esiste un anticonformismo controriformistico ben collaudato nella pubblicistica dei monoteismi)– e , forse anche ai partecipanti del blog.

    • Milli Says:

      Per fortuna il sasso ha rotto solo un vetro alla finestra. Gli specchi sono salvi!
      Uno specchio rotto porta sfiga e poi come ci si rimira?

  35. cristina Says:

    @ Andrea . Credo che il problema più difficile , il punto critico di maggiore difficoltà oggi sia la fatica e la difficoltà intellettuale e relazionale di forgiare strumenti di alto artigianato critico per affrontare i problemi nuovi che si stratificano sopra quelli mai risolti in precedenza , perché affrontati solo intellettualisticamente e narcisisticamente ( senza una autentica volontà di risolverli).

  36. Andrea Says:

    Cristina, mi sei molto simpatica e ho timore di risponderti con toni diversi dal dimesso, perché non ho mai amato ferire nessuno, meno che mai Mauro, anche se abbiamo duellato a lungo… ma era un’altra stagione. Oggi il cielo di Bologna è coperto di scie chimiche, cioè dalla manipolazione chimica dell’atmosfera, che in Europa si svolte sempre più intensamente da quindici anni a questa parte, mentre negli Stati Uniti è in atto dalla prima metà degli Novanta. Perché nessuno guarda il cielo al mattino, quando esce di casa? Perché nessuno lo guarda al rientro, la sera? Perché tolleriamo il più disgustoso delitto contro gli uomini e la natura? Nessuno ne parla, tutto è celato accuratamente. Le varie ARPA regionali sanno tutto, non fanno più blocchi al traffico, perché assurdi, quando il veleno – e che veleno! – ce lo irrorano dal cielo 24/24 h 7/7 giorni 365 giorni all’anno! E’ un working in progress degli americani, fatto sottoscrivere a tutti i loro alleati, che prevede l’avvicinamento delle capacità conduttive della ionosfera a pochi chilometri dal suolo, per avere immagini 3D del terreno e conducibilità assoluta ai messaggi, ai comandi impartiti ai droni, ai radar militari. Il corso naturale del Jet Stream è stato modificato di alcune migliaia di chilometri al largo della California, provocando orribili siccità a sud e uragani al nord. L’alluminio è presente nelle chemtrails per circa il 70%, il resto è bario (circa 20%, poi stronzio, uranio, componenti biologiche e chimiche in grado di addensare le particelle d’acqua e circoscrivere le piogge, torrenziali, in piccole e circoscritte zone, far grandinare a temperature di molto superiori allo zero termico in altre – perché è l’alternativa alle piogge torrenziali – dove si scaricano in due ore quanto verrebbe al suolo in sei mesi…). Dunque, alluminio e bario sono cause accertate di cancro, Parkinson, Alzheimer; il Ministero della Sanità non fornisce più, da anni, i dati delle morti per tumore; nel giro di un anno, dal 2014 al 2015, ci sono stati 45 mila decessi in più in Italia e 40 mila in più in Francia. Il dominio dell’atmosfera come arma totale fu un’idea sviluppata in modo dettagliato da uno dei padri del riarmo atomico americano, il fisico ebreo-ungherese naturalizzato americano Edward Teller, che già nell’ultimo convegno di Erice organizzato da Zichichi a metà dei ’90, fornì il costo al litro di questi composti: circa 30 centesimi di dollaro. Ovviamente il tutto fu fatto passare come lotta al riscaldamento globale, quando il riscaldamento globale è dovuto alla geoingegneria clandestina, che riduce la Terra ad una serra. I Verdi, ovviamente, zitti… le Procure, zitte… i Carabinieri, zitti… il Ministero della Difesa, zitto… i mass-media, cucitissimi… tutti a spalare merda sui “complottisti”…
    Negli Stati Uniti se ne parla apertamente, qui nulla. Io ho comprato tutto quello che è stato pubblicato in italiano, francese, inglese e in gran parte l’ho regalato alla mia biblioteca, ed è disponibile; penso che nessuno l’abbia mai richiesto. Io ho dovuto chiudere, di fatto, il mio profilo Fb e introdurre doppie misure di sicurezza su twitter, perché sono stato invaso dai virus e i due social erano stati doppiati con un mio profilo fake che spediva automaticamente porno, il giorno dopo che scrivevo ad uno dei partecipanti al Festival della scienza medica, dicendo di smetterla di fare killeraggio ad personam contro i medici che accolgono favorevolmente la richiesta di non vaccinare i figli, e lo sfidavo a fare killeraggio contro Luc Montagnier, che difese la teoria della memoria dell’acqua.

    Perché ti racconto questo? Perché sono molto stanco.

  37. Andrea Says:

    Sappi che nel punto uno delle Georgia Guidestones c’è scritto lo scopo finale…

  38. Alessio Says:

    il più bell’ articolo degli ultim anni. Sono cambiate alcune cose ma la straordinarietà è la stessa http://ilmanifesto.info/il-sopruso-della-minoranza/

  39. cristina Says:

    @Alessio . Non trovi seccante che per leggere qualsiasi articolo del Manifesto on line ci i debba registrare?

  40. cristina Says:

    @Andrea. In quale biblioteca è disponibile il materiale di cui parli?

  41. Andrea Says:

    Trovi molte cose alla voce “chemtrails” del “Catalogo del Polo Bolognese” on-line e in Youtube il documentario italiano digitando “scie chimiche: la guerra segreta”.

  42. Milli Says:

    Mi sa che anche qui sono arrivate le cavallette. Lo deduco dal mio irrefrenabile desiderio di lingua madre: ” So’ trasute ‘e spighetto e si so’ miss ‘e chiatto ” . Sono sicura che sulla Giorgia Guidestones non troverete una massima del genere. Anche perché il napoletano non vi è contemplato.

  43. Roberto Says:

    Mill, invece sì: “cioè vuol dire che una persona prima si è comportata educatamente senza invadere gli spazi altrui e poi alla fine vuole decidere, fare muoversi come vuole lei invadendo anche gli spazi degli altri”

    Anche se la traslitterazione proposta è un po’ diversa: “Sì trasuto e’ sicc’, e t’ sì mis’ e’ chiatt'”

    • Milli Says:

      Hai visto Roberto come aiuta la lingua madre? La tua versione è di gran lunga migliore della mia per non parlare della traduzione. Perfetta! Quindi sarebbe il caso di tornare al testo base: quello di Zani e ascoltare Alessio e donne e uomini di buona volontà.

  44. Andrea Says:

    Roberto, messaggio ricevuto. “Stai sereno”, ho finito.

  45. Andrea Says:

    Scusa Milli, non volevo disturbare la tua concentrazione… Anche Lenin a Capri fece proprio il bellissimo detto che hai citato, e quando rientrò in Russia su un vagone tedesco si propose proprio così. Sono certo che per voi Leonida avrebbe dovuto fare il parlamentare. Non è rimasta nemmeno l’aria per respirare, ma gli occhi (irritati) per piangere sì. Saluti e buon lavoro.

    • Milli Says:

      Tu parli del Leonida e dei 300 delle Termopili? Io invece penso alle migliaia dei cittadini campani che sono morti e moriranno di tumori nelle Terre dei fuochi. Non hanno aria per respirare e gli occhi irritati non servono più per piangere. Non sono mica arrabbiata con te. Mi sembrava fosse chiaro. Un po’ di ironia sì, tanto per dire a nuora parlando a suocera. Io non sono un’artigiana nè di bassa nè di media e tanto meno di altissimo livello. Non ho aspirazioni del genere. Avrei voluto essere una contadina. Un po’ di terra, quattro alberi e un bell’orto per piantarci patate e pomodori. Un sogno. Ieri ho visto un video della Nasa. Mostrava un angolo di galassia lontana 40000 anni luce. Grappoli di stelle e milioni di mondi sprofondati negli abissi dell’Universo. Sono stata felice per un attimo e grata. Ciao. Un saluto a tutti. Prima o poi ci si rivede.

  46. cristina Says:

    @Milli .Le scaramucce verbali , condite di allusioni inespresse,sono diffuse tanto nelle relazioni quotidiane quanto nei blog.
    Nei blog sono ancora più fastidiose perché qui , dovendo pensare almeno un attimo prima di scrivere , non c’è la scusa dell’impulsività reattiva che può esserci in un confronto verbale diretto. Credo che un blog sia un luogo di libera espressione a condizione di praticare la libertà di pensiero senza cadere nell’insignificanza delle idee o nella smorfia mimetica della battuta d’occasione. Sopratutto la smorfia mimetica contiene un potenziale repressivo della libertà di pensiero tale da indurre quasi sempre ” l’avversario” a rispondere in modo errato rispetto alle sue vere intenzioni . Non mi sembra che l’intervento di Andrea sia così fuori tema , considerando le documentate e numerose interrogazioni parlamentari in Europa e nel mondo che riguardano la questione delle scie chimiche. Perché non intervieni nel merito di quanto ha scritto Andrea ,dicendo esplicitamente quello che pensi ?( tra l’altro io non capisco -come molti altri credo-il dialetto napoletano) .

  47. Andrea Says:

    @Cristina Grazie. (A conferma della pericolosità dell’argomento posso dirti che poco fa, appeno ho ritwittato notizie nuove su questo tema, sono stato di nuovo invaso da film porno che vengono spediti al mondo intero come fossi io a farlo. E’ chiaro che è la Polizia postale, che ha accesso ai profili, e non c’è password complicata che tenga, neppura la doppia password, ovvero con conferma tramite sms. Grazie di nuovo.)

  48. Remo Tedeschi Says:

    mah, è proprio un grave disturbo un po’ di porno? più consolatorio del bario e dell’alluminio… e delle scie chimiche , ( del doman non c’è certezza… poi a dirla tutta il grande satana con Kepler ci troverà una nuova Terra!!!! su di morale . ( ma questa storia di Teller e soci è vera? ) meglio tornare a casa, si è partiti con il referendum di ottobre.

  49. Andrea Says:

    La storia di Teller è riportata da giornali scientifici di lingua inglese e per il porno, aprendolo, si apre un diluvio di virus. Questa presa di possesso, per non essere individuati, dura circa due giorni, in modo che i webmaster di twitter non abbiano il tempo di entrare in azione. e individuarli, oltre al fatto che, i furboni, riescono a disattivare l’opzione “cancella” per rimuovere il tweet. Grazie dell’attenzione anche a te, Remo. Io, ora, ritorno dove vi ho detto.

  50. maurozani Says:

    Arrivo sempre tardino. Chiedo scusa. Se uno tiene aperto una sorta di blog dovrebbe darci un’occhiata almeno una volta al giorno. Solo che adesso approfitto della buona stagione per stare all’aperto nel luogo che Andrea conosce. E nel quale può tornare quando vuole. Lavoro con le mani e resto però sempre incazzato all’eccesso.
    Non riesco a spegnere (come tutti noi) il cervello. Solo a mitigare un pochino una presa troppo diretta che negli ultimi tempi non mi fa bene alla pompa del sangue.

    @Cristina/Milli , Andrea è una persona che se lo conosci devi stare in campana. Mica vero che torna in letargo. Francamente io gli voglio bene, e lo temo al tempo stesso. Capace che ci invia in pochi secondi qualche decina di articoli in varie lingue a sostenere le sue convinzioni /tesi. Sempre in netta contrapposizione con le mie. Le mie convinzioni ,dico. Remo sa di che parlo.

    @Roberto.
    grazie per la precisazione . A volte vengo colto dalla sindrome di Forrest Gump .Pensavo a Sangue Romagnolo.

    PS. Ciao , Andrea. Credimi, o almeno sforzati di farlo, fatti venire un dubbio una buona volta : la polizia postale ha altro da fare.

  51. Andrea Says:

    No, Mauro, sbagli. Il mio amico Rosario Marcianò, pioniere italiano del tema, ha dovuto subire di tutto, oltre a svariati processi per “procurato allarme”, “oltraggio”, un tentativo di assassinio. C’è ancora dentro, e deve pagare molte migliaia di euro agli avvocati difensori. La Polizia postale si avvale di numerosi collaboratori esterni, pagati, chiamati “debunkers”, e lo fa, probabilmente, con denaro della UE.

  52. Andrea Says:

    Approfitto, Mauro, per ricambiare le belle parole e augurarti ogni bene. Approfitto anche per fare una prima ricognizione dell’esperienza di “Coalizione civica”.

    1) Aveva perfettamente ragione la persona che ti fece notare che il nome non era semanticamente adeguato: si coalizzano forze già in essere, e “civica” era addirittura fuorviante. Se si coalizzano forze già viventi, si coalizzano oltre la città, essendo la città un retaggio solo italiano e rinascimentale, che, non a caso, era usata da forze del centro-destra classico per designare la ribellione della storia contro l’ideologia. In America Latina (aveva ragione…) la parola “civico” designa le forze della borghesia radical-massonica (p.e. – Union Civica Radical in Argentina, dopo il peronismo ormai sfilacciato degli anni ’90).

    2) Non è corretto dire – come hai fatto alla fine – che avresti voluto parlare ed avere eventualmente il voto del leghista felsineo… Avresti dovuto dirlo subito, sarebbe stato, appunto, “civico”.

    3) Occorreva una rigorosa delimitazione a sinistra, una cortina di ferro che nemmeno il Churchill di Fulton… Basta con la teppaglia e la feccia dei Centri sociali: se ne facciano una ragione e, soprattutto, si facciano curare.

    4) Sel è una corrente esterna del Pd, come il “Manifesto” lo fu del Pci: la memoria di una vita a che serve?

    5) Doveva essere mostrata una dichiarazione di non appartenenza a partiti nel corso dell’anno 2015 o dichiarazione di “notorietà” che non si era rinnovata l’adesione.

    6) Non puoi fare un copia/incolla dai pentastellati come manifesto per raccogliere adesioni: è stato troppo facile farlo e troppo facile firmarlo.

    7) Sembrava tutto raffazzonato, con un “ballo dello sgombero” che pareva rivolto a voi stessi: gli anni Sessanta non ritorneranno nemmeno musicalmente.

    8) Se si va al Colosseo da gladiatore, non si deve poi uscirne da cristiano sbranato: le foto del tuo volto alle prime assemblee la dicono lunga sulla depressione malcelata.

    9) La politica è fatta oggi (da molto tempo…) da categorie economiche e gruppi di pressione, non da club giacobini che hanno in mente il cittadino girondino che diventa poi, se convinto da fuori, montagnardo.

    10) L’Ecclesiaste (Qohelét) nella versione di Ceronetti (Adelphi) sarebbe un ottimo lenimento e un buon viatico.

    Per ora non mi viene in mente null’altro… grazie molte dell’affetto, che ricambio sinceramente, e dell’ospitalità.

    • Milli Says:

      Sì peró, non hai citato Lanfranco Turci che plaude al concertone della Coalizione non più civica a Piazza Carducci. Dopo il video dello spogliarello di Martelloni sembra che si aspettassero una lap dance. Niente da fare. Un sussulto di sobrietà. Pare.

      Comunque a questo punto un po’ di Qohèlet non guasterebbe.

      ” ..E tutte le figlie del canto si fanno fioche. E l’altezza mette paura
      Ti agguantano spaventi per la via
      E il mandorlo biancheggia
      La cavalletta s’intorpidisce
      Il cappero pende inerte
      E l’uomo se ne va
      Alla sua casa indefinita
      Tra i piagnistei rituali delle donne del suk
      Prima che il cavo d’argento si spezzi
      E l’auro globo si fenda
      E la brocca s’infranga sulla fonte
      E la ruota si sgretoli nel pozzo
      E tornerà la polvere a essere terra
      E tornerà il respiro
      Al Dio che l’ha prestato
      Fumo di fumi
      dice il Qohèlet
      Fumo di fumi
      Tutto non è che fumo ”

      capitolo 12, 1-8

  53. Andrea Says:

    Post scriptum – il Pd bolognese è alla frutta: lo slogan “Bologna sempre meglio” su tutti gli autobus implica un referendum sulla malvagità… Si o no alla menzogna? La “A” cerchiata dell’Amelia è in linea con El Papa distruttore della dottrina cattolica dall’interno; povero retaggio di una ex “cristiana per socialismo” spregiatrice, da “cattolica adulta” prodiana, sia della tradizione storica del movimento operaio anarchico che del cattolicesimo rettamente inteso: io mi recherò al seggio per una beffa… non traccerò la “croce” sul suo simbolo ma scriverò nelle righe corrispondenti ad esso per le preferenze, “Pinelli” e “Valpreda”. Saranno problemi degli scrutatori.

  54. claudiopagani Says:

    Ciao Andrea , anche ricordando le antiche ferocissime , ma leali polemiche. Nelle critiche che tu esponi a come si è costituita la Lista Civica ci sono MOLTI ELEMENTI di verità … Al di là del voto a Bologna è NECESSARIO ASSOLUTAMENTE costruire una specie di LISTA CIVICA NAZIONALE per avere una qualche chance di vincere il referendum /plebiscito di ottobre. Oggi tutte le forze politiche, a destra come a sinistra, necessitano di una profondissima ricostruzione dopo i tanti errori /orrori degli ultimi 20 anni : Se Renzi vince a ottobre mette una pietra tombale per chissa quanti anni; se si riesce a batterlo , si puo aprire una breve davvero costituente , già in questo Parlamento ( ci sono 18 mesi) e poi al voto , con una buona legge elettorale e ciascuno potrà spendersi per i suoi ideali.. Ciao

  55. Andrea Says:

    Ciao Claudio, grazie del ricordo. E’ ovvio che sono d’accordo, ma in una “Europa” che fa brogli grossolani per eleggere chi le da meno fastidio, è puro idealismo pensare al proporzionale puro, o a qualsiasi altra scelta per “ridare lo scettro al popolo”, come suona il titolo di un famoso libro di Pasquino. Non è più nemmeno questione di ingegneria elettorale e istituzionale, ma di un regime che segue passo a passo le indicazioni della famosa “Europa”, come in Francia, peraltro. Se voi di sinistra autentica e in buona fede non vi farete rinchiudere di nuovo fra le staccionate “antifasciste” preparate per voi dai manovratori occulti che usano la lingua di legno del “politicamente corretto”, uno spiraglio può comparire. Vorrei, francamente, che ritornaste togliattiani, con tutta l’intelligenza del “Migliore”.

  56. Andrea Says:

    Aspetto il “brexit”, il possibile insediamento di MLP all’Eliseo, Trump o Sanders alla Casa Bianca… Dopo saremo più liberi anche noi e i partiti “nostri” saranno più liberi anche loro, senza più “compiti a casa”, “suggerimenti” provenienti da Bruxelles, Berlino, Francoforte, ecc. Rimarranno i “suggerimenti” di Tel Aviv… ma anche quelli saranno più opinioni e meno “suggerimenti”.

    • milli Says:

      Temo che Andrea abbia ragione. E dopo aver ascoltato o letto per mesi le idiozie di Marina D’Altri, Soglia, Pieralisi, Ronchi e dei ragazzotti dei Centri Sociali provo uno strano senso di liberazione. Deve essere la vecchiaia e l’influenza

    • claudiopagani Says:

      I “suggerimenti ” di Tel Aviv sono , purtroppo quelli ascoltati di piu dal “bomba” di Rignano sull’Arno: ma , prima o poi faremo i conti anche con loro…

  57. cristina Says:

    @Andrea.

    C’è un mix strano nelle tue considerazioni .
    Mi sembra di capire che per Zani “Fare fiducia “alla Coalizione fosse una condizione della sua azione politica e che questa “fiducia “ fosse riposta sulla ipotetica assonanza tra i suoi intenti e quelli degli aderenti . Alla prova dei fatti così non è stato.
    Né forse poteva essere diversamente . Personalmente credo che solo una vera rottura con il conformismo e il tatticismo della politica possa restituire un ruolo alla politica . Ma queste parole sono vuote se manca la determinazione del punto di partenza, o di rottura , e i contenuti correlati.
    Riguardo al punto 1 , non credo che il tuo giudizio tranchant sulle città sia esatto. Anche quando ciò che accadeva nella periferia dell’impero romano diveniva militarmente importante per Roma , la città era fondamentale per le scelte politiche
    . Qualsiasi forma di rinascimento ,di umanesimo o di lotta rivoluzionaria ( La Comune di Parigi , La Repubblica dei Consigli di Baviera ecc) è sorta dalla e nella città.
    Non so cosa intendi quando scrivi che la città “era usata dalle forze del centro destra classico per designare la ribellione della storia contro l’ideologia .
    Sul punto 2 e 3 , 5 ,8 si è già detto.
    Sul punto 6 il problema non è che fosse troppo facile firmare l’Appello ma che trattavasi di un’operazione “ fiduciaria “ ,carente di adeguata elaborazione e strategia.
    Sul punto 9 non sono affatto d’accordo . Dai tempi del “Discours sur la servitude volontaire” di Etienne de la Boétie il punto critico è sempre dato dalle modalità con cui forze di natura economico-sociale intersecano ( uso questa espressione per brevità) la psicologia e le psicologie umane .
    La teoria dei quanti dimostra scientificamente che l’osservatore( il soggetto) è intrinsecamente connesso all’osservato( l’oggettività) . La materia conferma sia l’idealismo che l’empirismo in filosofia.
    L’indeterminazione ,che è una caratteristica della materia , vale anche per la politica e suoi possibili esiti . Per ora mi fermo qui.

  58. Andrea Says:

    Oggi Philippe Grasset, su dedefensa.org, sottolineando la simpatia reciproca che lega Trump a Sanders, scrive: ” Gli Usa sono oggi veramente il laboratorio dove si può esaminare in quale misura l’essenziale (la postura anti-Sistema) potrebbe infine aver ragione delle opposizioni politiche e ideologiche per realizzare infine la sola alleanza politica capace di rendere operazionale la potente ondata anti-Sistema che tocca la più parte dei popoli (…) Sta accadendo come se Trump e Sanders evolvessero prendendosi cura di gestire la possibilità di lavorare insieme, di profittare di un’apertura, di non vietersi alcuna possibilità di accordo (…) Oggi i due intrusi sono là, in piena forma, più vicini di quello che non si creda, di fronte a un Sistema che sperimente l’iper-impotenza dove il suo (cieco) attivismo superpotente l’ha condotta… Fronte caldo (in arrivo)!”.

  59. Andrea Says:

    Cerco di risponderti, Cristina: le città sono il centro della modernità e della nascita dell’opinione pubblica, che è già un concetto ideologico, nato con la Rivoluzione francese (per me, un mostro…), Chi vuole “piazzare” un movimento politico, ovviamente ideologico – perché sono sinonimi nel moderno – scende in città. Mussolini andò a Milano, Nenni, dopo la guerra, preferì avere un suo uomo a Palazzo Marino che a Palazzo d’Accursio… Bologna serviva come sonda gastrica per valutare la capacità di ingestione ideologica che un popolo (nel senso largo del termine) poteva sciropparsi senza vomitare. Questa è stata Bologna: una cavia trattata benissimo, ma una cavia. Lo è tuttora, anche se trattata molto meno bene, perché i soldi mancano ovunque, ma lo slogan del Pd odierno conferma questo: “Bologna sempre meglio”, poi, la variante… i milioni di turisti, i milioni di visitatori dei musei, con la scitta “questa è la città che ci piace”. Non è più ideologia, siamo al di la del falso e della menzogna, siamo ad una prova ulteriore sulla cavia bolognese: saprà la cavia ubbidire al post-conformismo, all’era post-ideologica, negando la sua stessa vita di cavia e aderenzo al nichilismo contro la sua stessa sopravvivenza? Civico, quindi, rimanda alla ribellione della vita vera contro l’ideologia e la costrizione della vita dentro questa. Sul punto nove dovevo essere più circostanziato: la politica locale e quello che ho scritto al punto nove medesimo, mentre la politica “grande” è quello che dici tu, ma oltre ancora… è l’impero della comunicazione, che non ha nessun rapporto con criteri di veridicità, obiettività, ma solo di psicologia delle masse, manipolazione generalizzata e sempre più onnipresente.

  60. Andrea Says:

    Un noto libro di Fausto Anderlini – “Terra rossa. Comunismo ideale, socialdemocrazia reale. Il Pci in Emilia-Romagna” -, dedicato a suo padre e a tutti i costruttori del “partito nuovo”, testimonia quello che dico nel sottotitolo: “abbiate pazienza, facciamo casino con le nostre balle, ma stiamo lavorando per voi”… sembra un cartello della società Autostrade. Il “partito nuovo” non fu altro che il partito turatiano, che comprendeva tutti – massimalisti, riformisti, comunisti, ex anarco-sindacalisti – ricostituito con la cattiveria lenino-stalinista, perché si imponeva, in un mondo diviso in due e con il mito della vittoria finale dell’Urss. Togliatti, però, queste cose le sapeva benissimo, e semplicemente aspettava l’evolversi dei tempi, anche se disprezzava i critici di Stalin. In fondo, fu uno dei pochi a portare a casa la pelle.

  61. Roberto Says:

    Andrea, il mio intervento era per Milli che si diceva sicura che su Google non si sarebbe trovata la massima napoletana da lei citata. Non era così, perchè quello che ho scritto viene pari pari dal motore di ricerca, non avendo io dimestichezza col napoletano. Quindi sto sereno e continuo a leggere i tuoi interventi con il solito interesse.

    • Milli Says:

      Leggi bene Roberto. Non parlavo di motori di ricerca dove ormai si trova di tutto. Dicevo invece che non si sarebbe trovato nessun detto napoletano sulla Giorgia Guidestones. Comunque non importa. Ormai ho raggiunto un tale livello di scetticismo e di noia da infischiarmene allegramente( si fa per dire) di tutto. Non ho più nessuna speranza. Mi limito a tirare il fiato con i denti e a sognare la mia città lontana. A voi il compito di pensare alla vostra. Buonasera Zani. Non ti arrabbiare troppo. Non ne vale la pena. Però lo avevo detto che con SEL e i centri sociali si sarebbe perso alla grande. Non avevo immaginato che ci avrebbero ucciso. Ma nessuno ascolta chi è nessuno.

  62. Andrea Says:

    Di nulla, Roberto: mi rendo conto di essere invasivo.

  63. maurozani Says:

    Ti sbagli Milli . La mia idea (pazzesca) era dare voce (mi scuso per il patetismo) a chi non ne aveva più. E a chi non ne voleva più avere. Vi fu una notte decisiva nella quale diramai l’ordine di servizio di rompere con tutta quella gente/ucola. Per questo fui appellato come il grande vecchio da una manica di giovani stronzi. Compresi quelli che tu citi. Ma era tardi. Non fui ascoltato. Comunque , tutta intera, la responsabilità della “meravigliosa catastrofe” (Andrea può trovare la citazione) è mia.

    PS. Non pentito di averci provato , con totale disinteresse. Per l’ultima volta.

  64. maurozani Says:

    Per il resto, temo (a mio parziale danno) d’esser d’accordo con Cristina.

    PS. Mi piacerebbe peraltro sapere chi è. Sol perché s’appassiona con precisione chirurgica a questo dibattito.

  65. maurozani Says:

    Ah , Andrea. NO. Non ricomincio a discutere su Lenin/Stalin/Togliatti. Abbiamo già dato entrambi.
    Dico solo: contesto storico.

  66. Andrea Says:

    Che dire? Sono contento. Mi sento tranquillo. Ho argomentato con molta efficacia. Viva gli orti e i giardini all’aria aperta respirando a pieni polmoni in questo contesto storico. Sono confortato dal fatto che mi sono sposato, è stato un bel matrimonio, ho fatto due figli, mi sono costruito con le mie mani, ho letto ottimi libri. Grazie e arrivederci.

  67. maurozani Says:

    Tutto normale . Come al solito. Son contento per te.

    PS. A me, tuttavia questo “contesto storico” fa schifo.
    Ma è un problema mio. Dato che non vedo reazioni da parte di quelli che stanno molto, molto, peggio di me.
    PPS. Come sai, Andrea io” resto fedele agli ideali della mia gioventù”.
    PPPS. Per questa citazione non c’è bisogno di motori di ricerca, voglio sperare.

  68. cristina Says:

    Fare riferimento al contesto significa solo avere coscienza e considerazione delle diverse forze in campo ma nulla garantisce che queste forze siano effettivamente comprese veramente per quello che sono o che possono divenire al di là delle intenzioni dei vari soggetti che le incarnano.
    Non so se qualcuno di voi conosce il libro ” Lo stalinismo e la sinistra italiana ” di Viktor Zavslavsky, scritto nel 2004 . E’ una grande analisi critica dei rapporti del PCI con il mondo sovietico.
    Ma anche questa analisi è parziale perché” il contesto ” della guerra fredda conteneva implicazioni e possibilità che sfuggono alla critica storica e sociale . Peter Tompkins, nel suo libro di memorie sulla realtà della resistenza italiana -” L’altra resistenza ” – ha aperto un vero squarcio su verità ignorate o sconosciute agli italiani ( e ovviamente alla retorica resistenziale ).
    “Il contesto” non è mai statico , non è mai dato una volta per tutte e sopratutto non riguarda mai solo il passato ma innerva sempre anche il presente e il futuro . Credo sia anche per questo che Andrea ritorna periodicamente su Lenin/Stalin/Togliatti .
    Ci sarebbero molte altre cose da aggiungere ma ora ho poco tempo.

  69. Andrea Says:

    Facevo solo dell’ironia… fa nulla.

  70. Andrea Says:

    Invece, caro Mauro, ho provato a fare la ricerca, e la prima risposta di Google, ironia della sorte, è stato Giuliano Ferrara, che cita, appunto, quella che chiama “l’infausta frase di Berlinguer”: te la riporto perché, per una volta, concordo con Ferrara del 25 marzo 2012.

    “quando sento Bersani da Vespa che ripete l’infausta frase di Berlinguer (“Nell’incertezza, resto legato agli ideali della mia giovinezza”) m’incazzo di brutto, perché gli ideali della mia giovinezza erano quelli di Amendola e Di Vittorio, gente che sapeva che cosa fossero la produzione e il lavoro, non quelli di certe mezzecalze di sociologi che straparlano di cose che non sanno e fanno la pantomima della lotta di classe su Stampa e Repubblica.”

  71. cristina Says:

    @Andrea . L’osservazione sul ” contesto ” non era rivolta a te ma a Zani. Vale come considerazione di metodo sulla pretesa di verità dei rimandi contestuali senza che questi vengano mai indagati nel merito . Ferrara è solo un istrione- spesso ben informato- , cosciente di esserlo e ben pagato per fare i suoi numeri e sventolare le sue contraddizioni attribuendole ai malcapitati ( quelli che lui ritiene privi di potere)di turno. Persino Bersani di fronte a lui è più onesto.
    La fedeltà ai propri ideali è un diritto insidacabile di ciascuno di noi (che lo esercitiamo nelle forme e nei modi che riteniamo possibili), come l’opposto del resto ( l’infedeltà ai propri ideali) , solo che comporta conseguenze precise di natura intellettuale e psichica e anche , qualche volta , economica…..Ho visto il blog di Philippe Grasset e mi sembra strano che tu possa considerarlo anche solo leggibile ( nel senso che si possa perdere il tempo a leggere le insulsaggini storico -misteriosofiche contenute) .
    Sai come si fa a riconoscere se una teoria complottistica è una baggianata da disinformazia della rete o se possibili crimini e veri complotti? Il criterio principale , oltre alla capacità di “iudicium ” Kantiana, è dato dalla presenza o assenza di dati verificabili direttamente o indirettamente . La guerra climatica , come la lotta per il controllo della ionosfera sono realtà militari ben note ,ancorché non discusse ( come la questione dell’opportunità dell’Italia di uscire dalla Nato) , ma c’è modo e modo di trattare i problemi e il modo peggiore consiste nel fare affermazioni visionarie , apocalittiche e sganciate da ogni riferimento concreto e verificabile. Anche l’impegno a combattere l’ignoranza o il conformismo intellettuale deve appellarsi ai fatti e far lavorare l’intelligenza razionale di cui ciascuno , chi più chi meno ( come sai non siamo uguali), dispone, per non consentire che che le cosiddette ragioni di stato ( che sono le ragioni dei blocchi militari) abbiano a prevalere su quelle dell’umanità e della natura .

  72. Andrea Says:

    Grazie, Cristina. Ci tenevo al tuo endorsement sulla guerra climatica in atto, sempre più intensa e senza fine. Il resto ha ormai pochissima importanza.

  73. cristina Says:

    Sono fatti noti e dichiarati anche da alti militari , anche se c’è la congiura del silenzio da parte dei media http://www.universo7p.it/fabio-miniclima-impazzito-no-e-in-atto-una-guerra-climatica-ma-nessuno-ne-parla/

  74. cristina Says:

    Un breve riepilogo di noti fatti ( metodo copia e incolla). 1) Negli anni Ottanta Bernard J. Eastlund, fisico texano del MIT di Boston, ispirandosi alle scoperte di Nikola Tesla, registrò negli Stati Uniti il brevetto n° 4.686.605 denominato “Metodo ed attrezzatura per modificare una regione dell’atmosfera, magnetosfera e ionosfera terrestre”, a cui ne fece seguire altri undici. In uno di questi era descritta la proprietà riflessiva della ionosfera per utilizzi come “sistemi di raggi energetici”, “esplosioni nucleari graduali senza radiazioni”, “sistemi di rilevamento e distruzione di missili nucleari” e “sistemi radar spaziali”.
    Alcune di queste invenzioni furono acquisite dalla ARCO, proprietaria di ampie riserve di gas naturale in Alaska, le quali potevano in questo modo essere riconvertite in energia elettrica redistribuibile tramite la ionosfera ai propri clienti in tutto il mondo: la visione di Tesla di distribuire energia senza fili e gratis nelle case di tutto il mondo stava in parte per realizzarsi, seppur concettualmente distorta da forti interessi economici. (Su Nikola Tesla, un genio tanto ignoto alla storia quanto è grande il debito dell’umanità nei suoi confronti, è in preparazione una apposita scheda).
    Queste invenzioni rendevano possibile manipolare il clima, quindi creare pioggia quando necessario per favorire l’agricoltura o neutralizzare fenomeni distruttivi quali tornado ed uragani.
    A questo punto entrò in scena il governo, e la storia si fece più complicata e oscura.
    Tutti i brevetti di Eastlund vennero dapprima sigillati sotto un ordine di massima segretezza, per poi passare alla E-Systems, una delle maggiori fornitrici di tecnologie avanzate ai servizi segreti di molte potenze mondiali, assorbita poi dalla Raytheon, una delle quattro maggiori fornitrici della difesa Usa, produttrice dei missili Tomahawk, Stinger (questi spesso finiti nelle mani di paesi “canaglia” e gruppi terroristici”),
    2)Eastlund, fisico del MIT ha attinto ai lavori del grande genio Nikola Tesla (1856-1943), lo scienziato jugoslavo emigrato in America nel 1884. A Tesla dobbiamo molti ritrovati che resero possibile la diffusione dell’elettricità, soprattutto la corrente alternata trifase (mentre Edison era rimasto arroccato sulla corrente continua).
    Tesla aveva tentato di sviluppare un sistema di trasmissione dell’energia via etere, il che avrebbe reso inutili i cavi, nonché un apparecchio per ottenere elettricità gratuita per tutti ricavandola dalle oscillazioni naturali del campo elettrico terrestre.
    Quando Tesla morì, l’8 gennaio 1943, gli agenti dell’FBI diedero la caccia a tutti i suoi progetti, su cui si favoleggiò a lungo. D’altra parte lo stesso Tesla aveva parlato persino di raggi della morte, efficaci fino a 320 km di distanza.
    Non sappiamo esattamente quanto vi sia di Tesla nei progetti del dott. Eastlund e nell’HAARP.
    3)Brzezinsky, consigliere della Sicurezza ai tempi di Carter, già nel 1970 scriveva nel suo libro “Tra due Età’”: ” La tecnologia renderà disponibile, ai leader delle principali nazioni, tecniche per condurre operazioni di guerra segrete, che richiederanno l’impiego di un esiguo numero di forze di sicurezza […] Tecniche di modificazione climatica potranno essere impiegate per produrre prolungati periodi di siccità o tempesta”.Risalgono infatti a quei tempi, seppur in forma rudimentale, i primi studi relativi alla guerra climatica, come il Progetto Popeye per estendere la stagione dei monsoni in Vietnam.
    3)Sette ufficiali dell’esercito Usa nell’Agosto del 1996, intitolato: ” Il clima come moltiplicatore di potenza: averne il controllo nel 2025″, nato da una direttiva del Comandante delle forze aeree statunitensi, tesa a stimolare un dibattito intellettuale tra i membri dell’esercito, in cui si afferma: “Nel 2025 le forze aereospaziali Usa potranno avere il controllo del clima se avranno capitalizzato le nuove tecnologie sviluppandole nella chiave delle applicazioni di guerra. […] Dal miglioramento delle operazioni degli alleati e dall’annullamento di quelle del nemico tramite scenari climatici “su misura”, alla completa dominazione globale delle comunicazioni e dello spazio, la modificazione climatica offre al chi combatte una guerra un’ampia gamma di possibili modi per sconfiggere o sottomettere l’avversario”.
    Questi propositi sono confermati da un successivo studio del 2003, intitolato “Padroneggiare l’ultimo campo di battaglia: i prossimi avanzamenti nell’uso militare dello spazio” ad opera del Project Air Force della Rand Corporation, un think-thank legato alle lobbies del petrolio e delle armi che ha avuto come amministratore Donald Rumsfeld, e nel cui consiglio di amministrazione figura Lewis Libbey, socio fondatore del PNAC , direttore del personale di Dick Cheney.
    Il concetto alla base di questo rapporto è la “Full Spectrum Dominance”, vale a dire una politica di eccezionali investimenti militari mirati alla conquista ed al mantenimento di una posizione di superiorità nello spazio, se non addirittura di un suo controllo assoluto.
    Al riguardo, sono particolarmente significative le parole del Comandante in Capo del comando spaziale Usa, Joseph W. Ashy: “Alcune persone non vogliono sentirne parlare. ma assolutamente siamo prossimi a combattere nello spazio. Combatteremo dallo spazio e nello spazio. Un giorno o l’altro colpiremo obiettivi terrestri – navi, aeroplani e obiettivi sulla terraferma – dallo spazio.”
    4) Il 2006 è anche l’anno in cui HAARP verrà dotato dei restanti trasmettitori, portandolo alla massima potenza.
    La scienziata di fama mondiale Rosalie Bertell denuncia che “gli scienziati militari degli Stati Uniti stanno lavorando sui sistemi climatici come potenziale arma. I metodi includono l’accrescimento delle tempeste e la deviazione dei fiumi di vapore dell’atmosfera terrestre per produrre siccità o inondazioni mirate”. Richard Williams, fisico e consulente dell’Università di Princeton, dice che “i test di surriscaldamento della ionosfera sono un atto irresponsabile di vandalismo globale […] HAARP potrebbe essere un serio pericolo per l’atmosfera terrestre. Con esperimenti di questo tipo, potrebbero essere fatti danni irreparabili in poco tempo”.

  75. Andrea Says:

    Ottimo, Cristina. Se l’avessi fatto io questo utilissimo riassunto molto stringato, sarei stato subito preso per il solito eccentrico dai “marxisti immaginari” del blog, che non si sono mai data pena, sono certo, di indagare sulla fine delle grandi compagnie di bandiera europee a favore delle misteriosissime compagnie che si sono accaparrate i voli interni e le tratte europea a prezzi stracciati e sottocosto. Questi “marxisti”, ben lieti di passare il fine settimana a Londra con un biglietto Ryanair che costa poco più di una corsa in taxi da Piazza Maggiore all’aeroporto. Mia moglie, due anni fa, è stata molto male sul volo Palermo-Bologna ed è quasi svenuta all’arrivo. Le compagnie a basso costo hanno in mano il nostro Marconi e moltissimi altri aerodromi e nessuno può avvicinarsi, fare fotografie o altro. Due anni fa denunciai alla Procura della Repubblica l’evidente utilizzo di carburanti del tutto particolari e di strumentazioni apposite che sono collocate in stiva, ma non ebbi nessuna risposta. Vi siete mai chiesti il perché del bagaglio così caro e, inversamente, perché è gratuito quello a mano? Non è più possibile avere un volo Alitalia Bologna-Palermo diretto, ad un’ora decente, neppure pagandolo il doppio o il triplo, credo nemmeno ora che se la sono comprata gli Emirati, che, d’altronde, fumigano alla grande. La verità è che i tre ministeri interessati, le procure, le forze dell’ordine, qui e in Europa, coprono, naturalmente, la Nato e il suo progetto di dominare il clima.

  76. cristina Says:

    Questo articolo e video chiarisce ancora di più .http://www.nogeoingegneria.com/tecnologie/areosol/generale-fabio-mini-le-scie-chimiche-in-cielo-ci-devono-spiegazioni-scientifiche/

  77. Andrea Says:

    Conosco bene Mini, ma l’hanno convinto a mollare l’osso. Visto che leggi il francese (per l’inglese ti ho già segnalato, credo) ti invito molto a comprare il libro di Claire Séverac, uscito da poco.
    https://www.amazon.fr/dp/2954012633/sr=1-1/qid=1464479767/ref=olp_product_details?_encoding=UTF8&me=&qid=1464479767&sr=1-1

  78. Andrea Says:

    Stanno cambiando i libri per bambini, stanno facendo francobolli con nomi fantasiosi per le nuove “nuvole”…

    http://chemtrailforecast.com/blog/chemtrail-stamps-from-2003-show-geoengineering/

  79. Andrea Says:

    Mi dimenticavo la cosa migliore: i messaggi subliminali.

  80. Andrea Says:

    @Remo Ecco il documento originale firmato da Teller:

    http://www.osti.gov/accomplishments/documents/fullText/ACC0229.pdf

  81. Andrea Says:

    Questo è il Teller cinque anni dopo (2002), sempre più convinto:

    http://www.geoengineeringwatch.org/library/research%201970-2009/16%20Geoengineering%20Active%20Climate%20Stabilization%20-%20Teller%202002.pdf

  82. Andrea Says:

    “Finally, deployment of one or more metallic scattering screens so diaphanous as to be literally invisible to the human eye just inside of the interior Lagrange point of the Earth-Sun system and on the Earth-Sun axis represents the absolute optimum of all means known to us for insuring long-term climate stability, and is rather novel (bontà sua!)” (Teller, Hyde e Wood – 2002)

  83. Andrea Says:

    @Mauro Te la dedico, poi vado veramente perché qui c’è il vuoto pneumatico (in francese, perché rende meglio dell’italiano):

    “Muorez en pensée chaque matin, et vous ne craindrez plus de mourir”.

    (Hagakure, ovvero “all’ombra delle foglie”, il codice dei samurai, che traggo dal saggio della Yourcenar su Mishima “ou la vision du vide”… Avevo cominciato con Tsipras che non può essere Mishima – peggio per lui e per il popolo greco – e finisco con Mishima).

  84. maurozani Says:

    Grazie per la dedica Andrea.
    Ma vedi io ero interessato ad un confronto su ciò che incombe in Italia da qui ad ottobre.
    Per il resto il video (più che l’articolo) proposto da Cristina è molto interessante per chi , come me , è un estimatore del Generale Mini.

    PS. comunque qui , da sempre ciascuno scrive quel che vuole. Salvo che non ci son mai stati “marxisti immaginari”. Per quanto non dovrebbe sfuggire a menti raffinate la rivalutazione di Marx in pieno corso ormai da anni. E in particolare la recente riscoperta dei Grundrisse.
    Ma capisco che son fuori tema.
    A nessuno ormai più interessa la critica dell’economia politica , ciò che esattamente servirebbe a capire l’evoluzione di un capitalismo finanziario globale del tutto fuori controllo. E magari a capire anche la sua inevitabile , organica alleanza, con il moderno complesso militare-industriale.

  85. maurozani Says:

    Aggiungo per completezza e per non apparire elusivo snob che sulle scie chimiche, resto scettico ma anche cauteloso.
    Vi fu un tempo in cui fior di tecnici e scienziati esclusero categoricamente qualsiasi nesso di causa / effetto tra l’uso dell’uranio impoverito nella guerra contro la Serbia (meglio nota come guerra del Kosovo) e le leucemie fulminanti che colpirono molti giovani militari italiani.
    Sull’argomento ho scritto proprio su questo blog (vedi archivio) spiegando che rinunciai ad avviare una campagna di denuncia dopo aver incontrato un gruppo di ricercatori dell’Università di Bologna.
    Mi rassicurarono.
    Sbagliarono loro , sbagliai io.
    Adesso il ministero della difesa è condannato proprio a risarcire la vita (se così si può dire) di uno di quei giovani.

    PS. Non credo , alla luce della mia esperienza, che tutto ciò che hanno in testa le lobbies militari col contorno dei vari dottor Stranamore, si concretizzi secondo i loro desiderata. Basterà e avanzerà la ormai molto avanzata miniaturizzazione dei droni per dominare l’intero orbe terraqueo. Unico antidoto, un mondo multipolare. Ma qui entriamo in un altro campo a me caro.

    • claudiopagani Says:

      Sono d’accordo con “l’unico rimedio ” politico costituito da un Sistema Multipolare…Purtroppo l’Europa , democratica e federalista, immaginata da molti di noi, sta naufragando nell’inpotenza e si sta avviando , sempre, + a diventare un ‘appendice economica degli USA ,con conseguente drammatico impoverimento del ns Welfare cosi come richiesto dall’accordo TTIPP , visto con grande favore dal neo ministro dello Sviluppo del governo “italiano ” Carlo Calenda… Oltre tutto i paesi del Sud Europa saranno sempre + , in tema di security internazionale, un protettorato del governo Israeliano , con battistrada , of couse, il governo di Renzi che ha , in quel governo, uno dei suoi massimi sponsors , nell’indifferenza generale ad eccezione di un ex ministro degli Esteri e bastonato , per questo , dai media di regime evidentemente subalterni a quel potere…In questo contesto di drammatico downgradind del ns paese è del tutto possibile , se non probabile, l’avvento di un governo autoritario senza alcuna protesta internazionale. Ai confini dell’impero la democrazia puo essere un optional..Naturalmente , resta sempre l’ottimismo della volontà….

  86. Andrea Says:

    E’ proprio per guidare i droni da migliaia di chilometri di distanza che occorre un’immagine 3D del terreno, una conduttività estrema per non perdere il segnale, il dissolvimento dei sistemi nuvolosi naturali che ostacolano gli impulsi elettromagnetici, quindi l’abbassamento delle proprietà ideali della ionosfera, situata fra i 60 e i 400 chilomtri dal terreno, a 10/20 chilometri dal terreno, tramite l’immissione di nanoparticolato metallico.

  87. cristina Says:

    Il vero punto critico non è solo la debolezza e vacuità della politica ma il fatto che questo stato di cose è esso stesso un fatto politico che si manifesta nella doppia valenza di fenomeno mediatico di massa e di disgregazione psicologica individuale.
    A questo punto io proporrei un esercizio che è anche un test . Chiederei a tutti i frequentatori di questo blog di leggere il lungo programma di Coalizione Civica e dire quali sono i punti di forza ( se vi sono) e quelli di debolezza dei contenuti politici e della forma politica ivi espressi.
    Questa prassi potrebbe essere utile per capire come ciascuno ragiona in concreto e non con giudizi generici ( anche se fondamentalmente negativi, mi pare di capire) su una formazione che ha la pretesa di rappresentare una novità politica importante per Bologna.
    La disgregazione del sistema dei partiti in Italia -ma non solo- è all’origine della crisi dell’autonomia della politica tanto di sinistra quanto di destra . Premetto che non sono mai stata iscritta ad un partito pur essendomi sempre sentita vicina alla sinistra . La mia analisi vuole dar conto dell’estrema diffidenza che ho sempre provato per tutti i partiti politici di sinistra ( quelli di destra erano esclusi dal mio orizzonte) .
    Il P.C.I. è stato essenzialmente un grande collettore di speranze e di illusioni ma anche di concrete possibilità per per la classe operaia italiana e non solo , nel dopoguerra .
    Ma le radici di questo partito ,ben più degli altri partiti sorti alla fine del fascismo , affondavano nei conflitti e nei contrasti della guerra e della lotta clandestina antifascista legata all’Unione Sovietica . La follia politica omicidiaria espressa , ad esempio, nella messa al bando dei Trozkisti da parte di Stalin è solo il caso più noto degli incredibili drammi umani che si sono consumati tra gli aderenti al partito comunista .
    L’avvento del fascismo ha segnato una discontinuità totale con il precedente sistema politico. La genialità di Gramsci , come quella di Gobetti, appartiene al mondo di prima del fascismo. A partire dalla deposizione di Mussolini da parte del gran consiglio del fascismo e , successivamente con la liberazione da parte degli alleati , il vecchio sistema dei partiti, la cui incapacità di gestire e risolvere i problemi italiani aveva già prodotto il fascismo , viene rimessa in piedi , quasi con gli stessi protagonisti della precedente disfatta. Solo, il contesto internazionale è totalmente diverso. L’esercito italiano è distrutto ,gli anglo-americani hanno vinto la guerra e fin da subito prendono il controllo dei centri nevralgici del potere. I servizi segreti fascisti vengono cooptati dagli alleati ,apparentemente in funzione antisovetica in realtà sopratutto in funzione di controllo nel nuovo sistema di divisione di aree di influenza politico-militare e “gestione direzionale” della ricostruzione post-bellica. Tutta la storia italiana con le stragi ,i depistaggi , gli omicidi politici va letta attraverso questa griglia interpretativa . Bologna era la capitale del fascismo , dopo la fine del fascismo diventa la capitale del social-comunismo sovietizzante. In realtà il fascismo stesso aveva al suo interno una forte componente giovanile socialista la cui epopea è raccontata in modo splendido da Ruggero Zangrandi.
    Ciò che voglio dire è che il sistema dei partiti italiano era minato fin dalle sue fondamenta e tutta la sua evoluzione, prima e dopo il crollo del muro di Berlino ,è segnata da gravissime forme di corruzione individuale , distorsione civile ed economica .
    Non si tratta tanto di stigmatizzare la dipendenza economica della sinistra italiana dai finanziamenti di Mosca ( la DC dipendeva dai finanziamenti americani) quanto di evidenziare come le due chiese , quella democristiana cattolica e quella comunista abbiano pesantemente contribuito a perpetuare una diffusa mentalità conformista ,codina e gregaria ,che secondo Ermanno Rea ( vedere il suo libro “Il lato oscuro degli italiani”)deriva dalle “purghe “ della controriforma vaticana contro il movimento emancipatore e liberale sorto dal combinato disposto del rinascimento economico , della scienza rinascimentale e dell’umanesimo. Io credo che , andando a ritroso nel tempo , oltre al movimento della controriforma , le cause di questa soffocante assenza di libertà di pensiero e conformismo di massa si trovino nel dominio del territorio italiano da parte degli Asburgo , Borbone ecc.. Il risorgimento italiano è stato una realtà incompiuta.
    Le vacuità e inanità della politica dei partiti di oggi sono almeno in parte il risultato di vecchie aporie e antichi problemi insoluti , risalenti alle forti differenze culturali , sociali ed economiche, del territorio nazionale e alle modalità con cui tali problemi sono stati gestiti dalle autorità politiche del nostro paese.
    Lo spirito della nostra Carta Costituzionale è il medesimo del Risorgimento più autentico , quello che si esprimeva , per intenderci ,nella Repubblica Romana . Per questo ritengo importante non lasciar cadere nel vuoto la proposta di Zani .
    Occorre trovare il modo di discuterla seriamente perché potrebbe essere l’avvio di un processo che ci conduce fuori dal vecchio sistema dei partiti ,costringendoci a ripensare davvero la politica e a trovare per essa nuovi contenuti che non siano solo vuote parole , finalizzate a meschini interessi,carriere o potere .
    Purtroppo la società italiana è ridotta talmente male che un sistema di rappresentanza proporzionale , senza nuovi contenuti , finirebbe per dare rappresentanza solo alla proporzionalità delle miserie morali , economiche , criminali che ci affliggono già adesso.
    E’ quasi una scommessa capire se questa volta ,spingere per un cambiamento di forma del sistema elettorale, possa mai divenire l’innesco di un cambiamento in direzione di una vera presenza sociale degli italiani negli affari del nostro paese , dell’Europa e del mondo.

  88. cristina Says:

    Scusate, nel precedente commento mancava il pezzo iniziale

    Provo brevemente a tirare le fila . Le considerazioni del generale Mini ( sopratutto il secondo video da me proposto in cui Mini parla della definizione di minaccia ) costringono a riflettere sulla inanità e vuotezza della politica riguardo a temi veramente importanti per il mondo attuale. Ci sarebbero molte cose da dire riprendendo le dichiarazioni e le riflessioni di Mini , fatte nel “lontano” 2013. Sono riflessioni importanti anche dal punto di vista teorico. Il silenzio pneumatico che Andrea rileva è probabilmente causato dall’inevitabile senso di impotenza e “vuoto” mentale che molti provano al cospetto di problemi ritenuti troppo al di fuori della propria portata , di fronte ai quali non sappiamo come porci e cosa fare . Il vero punto critico non è solo la debolezza e vacuità della politica ma il fatto che questo stato di cose è esso stesso un fatto politico che si manifesta nella doppia valenza di fenomeno mediatico di massa e di disgregazione psicologica individuale.
    A questo punto io proporrei un esercizio che è anche un test . Chiederei a tutti i frequentatori di questo blog di leggere il lungo programma di Coalizione Civica e dire quali sono i punti di forza ( se vi sono) e quelli di debolezza dei contenuti politici e della forma politica ivi espressi.
    Questa prassi potrebbe essere utile per capire come ciascuno ragiona in concreto e non con giudizi generici ( anche se fondamentalmente negativi, mi pare di capire) su una formazione che ha la pretesa di rappresentare una novità politica importante per Bologna.
    La disgregazione del sistema dei partiti in Italia -ma non solo- è all’origine della crisi dell’autonomia della politica tanto di sinistra quanto di destra . Premetto che non sono mai stata iscritta ad un partito pur essendomi sempre sentita vicina alla sinistra . La mia analisi vuole dar conto dell’estrema diffidenza che ho sempre provato per tutti i partiti politici di sinistra ( quelli di destra erano esclusi dal mio orizzonte) .
    Il P.C.I. è stato essenzialmente un grande collettore di speranze e di illusioni ma anche di concrete possibilità per per la classe operaia italiana e non solo , nel dopoguerra .
    Ma le radici di questo partito ,ben più degli altri partiti sorti alla fine del fascismo , affondavano nei conflitti e nei contrasti della guerra e della lotta clandestina antifascista legata all’Unione Sovietica . La follia politica omicidiaria espressa , ad esempio, nella messa al bando dei Trozkisti da parte di Stalin è solo il caso più noto degli incredibili drammi umani che si sono consumati tra gli aderenti al partito comunista .
    L’avvento del fascismo ha segnato una discontinuità totale con il precedente sistema politico. La genialità di Gramsci , come quella di Gobetti, appartiene al mondo di prima del fascismo. A partire dalla deposizione di Mussolini da parte del gran consiglio del fascismo e , successivamente con la liberazione da parte degli alleati , il vecchio sistema dei partiti, la cui incapacità di gestire e risolvere i problemi italiani aveva già prodotto il fascismo , viene rimessa in piedi , quasi con gli stessi protagonisti della precedente disfatta. Solo, il contesto internazionale è totalmente diverso. L’esercito italiano è distrutto ,gli anglo-americani hanno vinto la guerra e fin da subito prendono il controllo dei centri nevralgici del potere. I servizi segreti fascisti vengono cooptati dagli alleati ,apparentemente in funzione antisovetica in realtà sopratutto in funzione di controllo nel nuovo sistema di divisione di aree di influenza politico-militare e “gestione direzionale” della ricostruzione post-bellica. Tutta la storia italiana con le stragi ,i depistaggi , gli omicidi politici va letta attraverso questa griglia interpretativa . Bologna era la capitale del fascismo , dopo la fine del fascismo diventa la capitale del social-comunismo sovietizzante. In realtà il fascismo stesso aveva al suo interno una forte componente giovanile socialista la cui epopea è raccontata in modo splendido da Ruggero Zangrandi.
    Ciò che voglio dire è che il sistema dei partiti italiano era minato fin dalle sue fondamenta e tutta la sua evoluzione, prima e dopo il crollo del muro di Berlino ,è segnata da gravissime forme di corruzione individuale , distorsione civile ed economica .
    Non si tratta tanto di stigmatizzare la dipendenza economica della sinistra italiana dai finanziamenti di Mosca ( la DC dipendeva dai finanziamenti americani) quanto di evidenziare come le due chiese , quella democristiana cattolica e quella comunista abbiano pesantemente contribuito a perpetuare una diffusa mentalità conformista ,codina e gregaria ,che secondo Ermanno Rea ( vedere il suo libro “Il lato oscuro degli italiani”)deriva dalle “purghe “ della controriforma vaticana contro il movimento emancipatore e liberale sorto dal combinato disposto del rinascimento economico , della scienza rinascimentale e dell’umanesimo. Io credo che , andando a ritroso nel tempo , oltre al movimento della controriforma , le cause di questa soffocante assenza di libertà di pensiero e conformismo di massa si trovino nel dominio del territorio italiano da parte degli Asburgo , Borbone ecc.. Il risorgimento italiano è stato una realtà incompiuta.
    Le vacuità e inanità della politica dei partiti di oggi sono almeno in parte il risultato di vecchie aporie e antichi problemi insoluti , risalenti alle forti differenze culturali , sociali ed economiche, del territorio nazionale e alle modalità con cui tali problemi sono stati gestiti dalle autorità politiche del nostro paese.
    Lo spirito della nostra Carta Costituzionale è il medesimo del Risorgimento più autentico , quello che si esprimeva , per intenderci ,nella Repubblica Romana . Per questo ritengo importante non lasciar cadere nel vuoto la proposta di Zani .
    Occorre trovare il modo di discuterla seriamente perché potrebbe essere l’avvio di un processo che ci conduce fuori dal vecchio sistema dei partiti ,costringendoci a ripensare davvero la politica e a trovare per essa nuovi contenuti che non siano solo vuote parole , finalizzate a meschini interessi,carriere o potere .
    Purtroppo la società italiana è ridotta talmente male che un sistema di rappresentanza proporzionale , senza nuovi contenuti , finirebbe per dare rappresentanza solo alla proporzionalità delle miserie morali , economiche , criminali che ci affliggono già adesso. E’ quasi una scommessa capire se questa volta ,spingere per un cambiamento di forma del sistema elettorale, possa mai divenire l’innesco di un cambiamento in direzione di una vera presenza sociale degli italiani negli affari del nostro paese , dell’Europa e del mondo.

  89. Andrea Says:

    Ieri in Germania… notevole. Avanti con il “programma”!

  90. Andrea Says:

    Oggi a Bologna non ci sono chemtrails: non si vedono proprio aerei. Avete notizia di scioperi dei piloti? Di cambio repentino di rotte commerciali e militari? Ahahahahah…

  91. maurozani Says:

    Cristina.
    1) Non mi nascondo dietro il classico dito. Io il programma, quel programma non l’ho letto. Troppa la delusione, ormai serena delusione, verso quanti hanno preso la testa del corteo con metodi che mi rifiutavo di considerare attuali. Non vedevo il pericolo che da più parti pure era stato annunciato. Non potevo far torto all’intelligenza dei vari soggetti coinvolti fino a tal punto.
    La mia ideuzza era ripartire da un’altra parte rispetto al passato remoto e prossimo della solita sinistra. Pensavo, pur senza averlo illustrato con la necessaria dovizia (il tempo stringeva) ad un civismo di tipo nuovo. Ad una risalita alla politica per cominciare a colmare un vuoto straniante, pericoloso. Sarebbe lunga…troppo.

    2) L’idea del proporzionale rimane più o meno nello stesso solco , puramente intuitivo.
    Non un modo per tornare sui propri passi a ripercorrere lo stesso cammino.
    Ma una sorta di ripartenza per rimettere in sella la politica.
    Nel mutato ambito geopolitico e entro l’enorme cambiamento della morfologia sociale la proposta di un sistema elettorale proporzionale potrebbe essere l’unica, ma non certo semplice e scontata possibilità, di dare rappresentanza ad un progetto di ampio respiro.
    E’ una proposta positiva proprio perché s’oppone frontalmente alla deriva di una democrazia che fu definita da un amico di Renzi “maggioritaria”, e anche alla definizione di un tal Violante secondo cui la democrazia deve essere “democrazia decidente”. Una puttanata lessicale quest’ultima che serve a coprire e giustificare l’assenza di politica a lungo termine. Un getto della spugna.
    In sostanza dire proporzionale significa mostrare la realtà di un Re nudo.
    E da tale constatazione ripartire.

  92. cristina Says:

    C’è una nota di Giovanni Sartori su cui credo valga la pena fare qualche riflessione .http://www.libertaegiustizia.it/2016/02/12/giovanni-sartori-le-riforme-alla-renzi-errori-e-incompetenza/

  93. maurozani Says:

    Non fa una grinza Sartori. Sembra di capire che lui veda un ritorno al proporzionale e l’introduzione del monocameralismo come una proposta troppa radicale ,poco realistica per i tempi che corrono.
    Certo. Ma per me non c’è altra strada se non quella maestra.

  94. Andrea Says:

    http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=805557

  95. cristina Says:

    Le difficoltà per poter seguire la ” strada maestra ” sta tutta nell’attuale contesto , oltre al fatto che “Per fare una riforma del sistema così radicale bisogna studiare, avere competenze..”

  96. Andrea Says:

    http://www.condividilo.org/analizzano-lacqua-piovana-aumento-800-alluminio-aumento-100-bario/

  97. maurozani Says:

    Già. Lo studio. Le competenze.
    Roba faticosa.
    Come nota Sartori abbiamo a che fare con gente che deve prepararsi per le comparsate televisive più che altro.
    Gentaglia.
    Guitti.
    Furbi ignoranti.
    Figli di puttana.

    PS. Sorry per il politicamente scorretto.
    Io li prenderei sotto con la macchina , quando penso alla fatica che ho fatto fin da giovane per studiare dossiers per cercare di essere all’altezza di un pochino di fiducia.

  98. Andrea Says:

  99. Andrea Says:

  100. Andrea Says:

    http://www.tankerenemy.com/2016/06/onde-scalari-allorigine-del-diluvio.html#.V1KZXKvO-lE

  101. Andrea Says:

  102. Andrea Says:

  103. Andrea Says:

  104. Andrea Says:

  105. Andrea Says:

  106. Andrea Says:

    https://ia801703.us.archive.org/27/items/weatificat00unit/weatificat00unit.pdf

  107. Andrea Says:

  108. Andrea Says:

  109. Andrea Says:

  110. Andrea Says:

  111. Andrea Says:

  112. Andrea Says:

    https://www.facebook.com/severeweatherEU/

  113. Andrea Says:

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