Leave.

Come qualche lettore sa (pochi per la verità) , stanotte avevo scritto un pezzo con l’idea che il remaine alla fine avrebbe vinto.
Con la cautela : “se i sondaggi sono giusti”.
Tocca rifare l’articolo dice un commento.
Non proprio.
Appena possibile lo recupero e lo ripubblico.
(Se sono capace di manovrare il mezzo informatico per recuperarlo ).
Concludevo comunque chiarendo che un eventuale shock relativo ad una vittoria del leave avrebbe potuto essere anche positivo per rimettere in carreggiata l’Europa politica.

Ma , resta che è meglio adesso cercar di capire cosa può accadere, per cui l’articolo di stanotte è superato.

Il fatto è davvero compiuto.
E per impulso della destra, come ha giustamente notato Massimo Di Mascio.

E qui sta il vero problema.
E’ stata sconfitta l’Europa concepita dopo l’allargamento e le politiche di austerità.
In verità un’Europa ostinatamente conservatrice come quella che è uscita dopo la riforma di Lisbona.

Romano Prodi coglie a caldo un punto: “hanno votato leave i poveri”.
Penso sia vero.
Chissà perché lo hanno fatto?

E il Presidente della Repubblica dice che il problema è politico.
Vero anche questo.
Non è una frase fatta , di maniera.
Manca l’Europa politica , quell’ Europa che può rappresentare non solo gli Stati ma i popoli.

E son mancati all’appuntamento con l’Europa politica proprio i socialisti e i socialdemocratici.

Adesso bisognerà vedere se , finalmente, invece di attendere il quasi inevitabile effetto domino, si sarà capaci di fare un passo avanti.

Nell’unico modo possibile. Con una svolta politica radicale anche rimettendo in discussione , in prospettiva, il trattato di Lisbona.

Ma anzitutto procedendo allo smantellamento delle politiche austeritarie, inviando presto un messaggio controcorrente ai cittadini europei.
Un messaggio che preveda una cosa che si chiama giustizia sociale.

Usare la difficoltà come un’occasione positiva in sostanza.

Lo si farà?

Non son certo io in grado di dirlo.

Resto alquanto pessimista.
Adesso s’imbocca la lunga strada per attuare la procedura di uscita del Regno Unito dall’Unione.
E magari ci si attarderà in una negoziazione più o meno punitiva.
E sarebbe un grave errore.

Dovesse prevalere un riflesso conservatore allora davvero l’esperienza dell’Europa sarà definitivamente archiviata dalla storia.

Bisognerà avere il coraggio di ammettere una sconfitta se non il fallimento dell’Europa concepita a Lisbona.

Difficile perché son in gioco poteri finanziari globali e classi dirigenti nazionali.

Difficile ma non impossibile.

E se alla fine prevalesse anche solo un barlume di consapevolezza nella direzione di un cambiamento netto, lo dovremo proprio a quei poveri che hanno votato leave.

Un paradosso.
Dato che i britannici in verità si son dati la zappa sui piedi potendo godere da sempre delle possibilità offerte dall’appartenenza europea senza dare in cambio alcunché, tramite la clausola dell’opting out inventata proprio per loro.

Ma un felice paradosso. Forse si comincerà a capire che l’Europa del futuro non può più essere percepita come una camicia di forza per costringere popoli e governi a cedere sovranità, non ad un’entità democratica sovraordinata legittimata dal consenso dei cittadini elettori, ma a poteri senza volto, sempre più rapaci e capaci d’imporre unilateralmente i propri esclusivi interessi.

A questo punto, grazie al “voto dei poveri” devasi cominciare a smantellare il baraccone di Lisbona e usare le macerie ,come spesso s’è fatto nella storia umana, per erigere un’altra costruzione: l’Europa degli europei.
Magari ripensando a quell’antico documento scritto a Ventotene.
O si rilancia o si muore.

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14 Risposte to “Leave.”

  1. Massimo di mascio Says:

    Rileggevo un tuo post del 2012. “Bentornata” ( sinistra). Tanta acqua è passata sotto i ponti. Gli eletti di allora sono ancora tutti li, qualcuno come tsipras ha voluto strafare e dal 16,7 è arrivato al 36. Il pasok di converso è intorno al 4. Ma non è questo il punto, quanto il fatto è che per via elettiva non si va da nessuna parte.
    Per stare sul pezzo: o si riparte da forti movimenti ( che in realtà in spagna e portogallo sono riusciti a crescere e strutturarsi) come genova 2001, spingendo da pazzi per referendum per l’uscita dall’euro in tutti i paesi dell’europa, spiegando che è una gabbia economica-finanziaria. Oppure lo faranno le destre spingendo sul tasto dell’immigrazione. Gli sbocchi, a seconda del motivo per cui si esce, sarebbero molto diversi, almeno per salvare la democrazia.

    • Milli Violante Says:

      Se l’Europa vuol dare unsegnale politico in positivo deve azzerare ogni richiesta capestro alla Grecia e possibilmente annullarne il debito. Da sola non lo farà. Occorre sollecitarla alquanto con movimenti di massa. Mi limito a sognare un risveglio. Succederà? Ne dubito

  2. Milli Violante Says:

    Se l’Europa vuol dare un segnale politico degno di questo nome azzeri ogni richiesta capestro alla Grecia stremata e ne azzeri il debito. In attesa di ulteriori svolte radicali diamoci una mossa.

  3. Roberto Says:

    Se è di aiuto, ecco il precedente post smarrito:

    Stando ai sondaggi.
    Ha vinto il remaine.
    E che dubbio c’era?
    Non a caso il referendum l’ha voluto Cameron per contrattare le condizioni per restare in Europa.
    Si è trattato di un vero e proprio ricatto , come ha detto Casini.
    Sissignore proprio Casini!
    Altro che sinistra.
    Non pervenuta.
    Il Regno Unito nell’UE gode di privilegi assolutamente impensabili per ogni altro paese europeo.
    Li ha enormemente aumentati con il remaine.
    Poco alla volta sapremo quanto abbiamo sborsato per far rimanere la talpa degli USA nel cuore dell’Europa
    Intanto la Regina potrà continuare ad usufruire dei contributi europei per le sue tenute (pagati anche da noi italiani che siamo contribuenti netti (diamo di più di ciò che riceviamo) senza colpo ferire.
    Già perché il Regno Unito, al contrario di noi italiani riceve molto più di ciò che dà all’UE.
    Da sempre.
    In più gode della clausola di esenzione ( Opting out) in base alla quale se ne fotte di Schengen, dell’unione economica e monetaria, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione, e dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia.
    Cioè , per capirci, l’UK da sempre tiene un piede dentro e uno fuori dall’Europa.
    E lo fa per conto proprio e per conto terzi/americani.
    E’ la geopolitica ragazzi.
    Per questo quando stava per vincere il leave s’ammazza la deputata laburista Jo Cox.
    Sissignore.
    Qui lo dico e lo confermo.
    E non mi frega nulla di quelli (poveracci) che m’accuseranno di complottismo.
    Non esistono pazzi così tempestivi, capaci di rovesciare gli esiti di un referendum alla vigilia di un voto.
    O non s’impara mai nulla dall’esperienza?
    Pazzi.
    Già.
    Non lo fu Lee. H. Oswald.
    Non lo fu Sirhan. B. Sirhan.
    Non lo furono le BR con Moro.
    E non fu suicida (se non di stato) quel David Kelly che contestava, in quanto osservatore dell’ONU, l’esistenza delle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein che avrebbero potuto colpire l’UK in soli 45 minuti ,come affermò il gran bugiardo : Tony Blair.
    Il leave, al netto delle nostre personali preferenze, non doveva vincere.
    Quindi non poteva.
    Ad ogni costo.
    Il giorno successivo all’assassinio di Jo Cox , non a caso le borse europee e americane sguazzavano nel suo sangue.
    E’ il capitalismo globale , il mercato, bellezza.
    Ed è feroce.
    PS. Considero una non riscattabile vergogna nazionale (ed europea) il fatto che nessuno tra i media abbia posto un minimo accento sul “pazzo” che ha cambiato da un giorno all’altro le sorti del referendum britannico.

  4. claudiopagani Says:

    Va tutto bene , Mauro , però certi commmentatori che oggi pontificano, dovrebbero , fare profonda autocritica per azioni passate in ruolo preminenti .. E mi riferisco al Prof Sen. Mario Monti che , ieri sera , da Mentana “sapeva tutto luI “e , tuttavia , sembrava propenso ad “abolire elezioni e referendum ” fino a che il popolo non si sara accornto “che sbaglia ” e quindi si potrà tornare a dargli voce ( e su questa strada si è avviato , oggi , anche il Presidente Emerito , ma del suo “elitarismo” , siamo tutti ormai e purtroppo profondamente consapevoli). Ma bisognerebbe che , prima di parlare , facesse PROFONDA AUTOCRITICA anche il Prof Romano Prodi che ha avvuto , non per merito proprio, la carica di Presidente della Commissione per gli anni 1999-2004: quelli sono stati gli ANNI CHIAVE e le scelte SBAGLIATE di allora hanno posto le premesse per il disastro di oggi ; cosa intendo? Intendo che in quegli anni si è favorito l’ENORME allargamento della UE ( un raddoppio da 15 a 28) trasformando cosi l’Europa in una zona di “libero scambio” ( come quella a cui partecipava la GB negli anni 70) , anziche favorire il consolidamento di un’area , magari + ristretta ( i paesi fondatori?) che si ponessero il traguardo , a tempi non biblici , di un ‘area politicacente coesa , magari come NOCCCIOLO di una zona di libero scambio..Ma questo non è avvenuto a caso , ma perchè COSI VOLEVA la GERMANIA , in quegli anni in profonda crisi e che voleva attrarre comunque, nella sua orbita molti paesi dell’Est , come base “low cost” della propria industria che si è potuta cosi rinnovare ed espandere , mentre da noi si è avuto un processo inverso di deindustrializzazione e terziarizzazione , con un lavoro svalutato e condannato a essere ” a basso costo e flessibile.. In realtà gli unici posti di lavoro SOLIDI sono solo quelli che derivano da un qualche progetto industriale , mentre la terziarizzazione è sempre roba ( quando non sia finanziaria come scelse la GB) a basso valore aggiunto : la Presidenza dell’unione scelse quindi di assecondare il progetto TEDESCO , con grave danno dei paesi perferici . Ora , guardare a quello che è accaduto , non è per fare facile e/o superficiale polemica, ma perchè molto di quello che accade oggi è frutto di quell’ ieri sbagliato avvenuto non a caso , ma per SCELTA PRECISA . E di questo è stato , in primis , vittima in Italia il CENTROSINISTRA che , soprattutto per il residuo di partito organizzato , ha costretto le masse a “smusarsi” con continue scelte austeritarie e senza alcun “dividendo sociale” , per cui , alla fine le masse hanno preso atto e si sono incamminate verso altre strade, sempre piu in polemica con le elites dei propri antichi partiti.ma chi , in quegli anni , era alla guida economica , per credibilità e/o perchè di economia “ne capiva ” , mentre gli altri erano solo “dirigenti politici” , con visione economica “approssimativa , non poteva che seguire , piuttosto passivamente. Io , e non pretendo di parlare per altri , mi sono sentito profondamente ingannato e , oggi , viste le conseguenze sono anche molto incazzato perchè , evidentemente, altri , e non il popolo, erano i veri referenti della leadership ECONOMICA del Centrosinistra, mentre sui dirigenti politici ( che , in fondo , poteva solo fare chiacchiere) veniva convogliata la giusta rabbia dei ceti popolari : LA drammatica conseguenza è che oggi l’exit da quella roba e guidato dalle bandiere e dalle ideologie della destra , con la mia parte costretta a recitare il ruolo infelicissimo dei “mazziati e cornuti” . Almeno pero non si continui a prendere per “oro colato ” le parole di taluno che, mentre oggi mostra grande sensibilita per la questione sociale , ieri , quando aveva potere decisionale vero , curava in pra<tica gli ilteressi delle elites globali ,arricchite a dismisura in questi anni. Purtroppo chi ha ricevuto il Battesimo di "buono e socialmente sensibile nei secoli dei secoli" tale resta anche davanti all'evidenza di gravi errori. Io , tuttavia , no vorrei sentirlo pontificare , con aria grave , per un bel pò..

  5. maurozani Says:

    No Roberto quella è una prima versione del post in questione. L’ultima (la seconda) stava invece sul filo dei primi dati reali ed era assai più prudente.
    Resta che si è fatto davvero di tutto per il remaine, ma stavolta il ricatto non ha funzionato.

  6. maurozani Says:

    Claudio, non posso che concordare . basta vedere la estrema cautela con la quale intervenni alla camera dei deputati sull’allargamento chiarendo che senza un deciso approfondimento delle politiche comunitarie avremmo avuto un effetto boomerang.
    Ma adesso Prodi dice una cosa in sé giusta…

  7. maurozani Says:

    Quanto a Monti ho notato anch’io l’estrema arroganza, l’aggressività gratuita , e il fiero , tecnocratico disprezzo per le procedure democratiche.

  8. maurozani Says:

    Ecco , qui sotto trovate il post che ho recuperato.
    non sia mai che mi autocensuri, per quanto non son proprio esperto smanettone….

  9. dbuzzetti Says:

    Però quel post non lo vedo… 🙂 Ad ogni modo, sì, è dal voto dei poveri che bisogna partire. Perché non pensare alla rivendicazione di un WELFARE europeo, gestito con fondi europei ? solo così i cittadini si sentirebbero tutelati dall’Europa e sparirebbero anche certe sperequazioni, che hanno provocato la reazione degli inglesi non tanto contro gli extra-comunitari, ma contro i cittadini europei (dell’est soprattutto) che andavano a usufruire del loro WELFARE. D’accordo, ci sono questioni istituzionali e politiche da risolvere a monte, ma affrontarle per dare risposta a una questione sociale concreta e impellente sarebbe diverso. Inoltre, credo, sarebbe muoversi in una prospettiva realmente di sinistra.

    • Massimo di mascio Says:

      Giusto! Sono d’accordo

    • Roberto Says:

      Qui si respira aria buona, senza gli ammorbamenti provenienti dalla lettera del Presidente Emerito al direttore di La Stampa sul Brexit, che finisce così: “E in Italia, riflettano bene tutte le forze sociali e politiche e tutte le persone che abbiano senso di responsabilità, per arginare e superare rischi di destabilizzazione del nostro paese e della nostra democrazia”.

      Il vile sta facendo una subdola propaganda per il Sì e il giornale ha deferentemente bloccato i commenti.

  10. Remo Tedeschi Says:

    Il voto “povero” ? ma secondo tanti giovani inglesi, ( oltre il 70% per rimanere) sono i “garantiti” che hanno deciso per uscire, o no?
    e in Spagna? a forza di stare a “cinquantare” (podemos, e sx varie) rivincono i democristiani, era scontato, la gente poi di slogan non vive, o raggiungi “compromessi” decenti o ti mandano a ………. (sottolineo decenti, come dovrebbe avvenire tra 5st e pd, (revisionato e spurgato) se restiamo puri e duri poi il duro ti raggiunge) .

  11. claudiopagani Says:

    Intanto Remo , per 3 giorni la stampa internazionale ha raccontato delle grandi palle a proposito di giovani e vecchi… Si è scoperto che , in realtà , i giovani hanno votato molto poco ( circa il 50%) , mentre i vecchi hanno votato molto ( circa l’80) : questo vuol dire , in buona sostanza , che i giovani ormai , e per motivi comprensibili, credono POCO alla democrazia ( a questa democrazia) , mentre il SIstema si regge sui vecchi. Questa è inoltre la DIMOSTRAZIONE piu evidente, dei grandi continui imbrogli dei media ( manovrati dalle loro proprietà in combutta con l’establishment economico-finanziario). Quanto alla tua riflessione su M5ST e pd , vedo , e me ne compiaccio, un tuo progresso e la rinuncia alla demonizzazione dei 5ST. Io , tuttavia , andrei molto oltre…Penso che se si riuscisse a modificare l’Italicum e , quindi 5ST , volenti o nolenti, dovessero pensare a qualche alleanza , sarebbe MOLTO POSITIVO nascesse un PDS ( chiaro?) ovviamente dopo avere sbaraccato Renzi al Referendum, che si alleasse con 5ST , per un governo di cambiamento ( non quella sciocchezza immaginata da Bersani , of course)…Comunque la priorità resta ASSOLUTAMENTE sbaragliare Renzi in ottobre e poi da cosa nasce cosa….

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