Illuminati e populisti.

Nel pieno di un’estate torrida e all’indomani della Brexit rispunta Mario Monti a rinnovare lo scontro fuorviante tra Illuminati e populisti.

 

Gli Illuminati (qualsiasi riferimento alla setta fondata in Baviera nella seconda metà del settecento è da ritenersi puramente casuale) sono quelli che sanno.

Tutto.

Dunque spetta a loro ogni decisione, accuratamente posta al riparo da interferenze irrazionali del popolo bue .
Ombrosi summit di competenti , ricchi , tecnocrati , in rappresentanza del capitalismo finanziario dirigono (o credono fermamente di farlo) le sorti dell’intero orbe terraqueo.

 

 

I populisti, d’altro canto non son più quelli contro cui polemizzava aspramente, nel particolare contesto russo dell’inizio del secolo scorso , il Lenin del “Cosa sono gli amici del popolo”.

I populisti del terzo millennio, per dirla nel loro gergo , son piuttosto quelli che vanno a filmare un poveraccio che caga dove può, nei pressi della stazione di Milano.

 

Così va il mondo.
In fin dei conti illuminati e populisti son due facce della stessa medaglia.

 

In quest’ambito sento Monti dire che non se ne può più di questo “abuso di democrazia”.
E mi confermo nell’idea, a suo tempo molto contestata su queste pagine, che erano molto meglio le elezioni di quel Monti, fatto senatore a vita in un battito di ciglia e poi insediato alla presidenza del Consiglio dei ministri con monocratica decisione.

Ma Mario Monti, con tutto il rispetto, fu ed è soltanto un esecutore.
Uno che dalla sera alla mattina ha liquidato del tutto ciò che un tempo in Italia era solito definirsi come il sistema pubblico della previdenza sociale.

Fu il battistrada di Renzi, subentrato anch’esso , col solito metodo “democratico” all’esangue Letta e coi voti raccolti dal PD di Bersani.
Insomma, un colpo di mano servito in bianco, (gli italiani ma anche gli europei hanno stomaci deboli) composto di un paio di fasi ben studiate e imposte dal più alto colle.

Tutto secondo le regole , naturalmente.
E tra applausi e lodi smisurate di media totalmente asserviti.
Quegli stessi che adesso dopo la batosta elettorale subita dal partito della nazione avanzano suggerimenti in forma di critica al fiorentino.

 

A quest’ultimo è ora affidato un arduo compito.

Dopo aver scardinato le residue regole del mercato del lavoro e aver impinguato le tasche dei “datori” di lavoro, i quali da sempre in Italia più che dare prendono quel che c’è , (di soldi pubblici) poco o tanto che sia, si pone infatti a Renzi il problema di come accreditare una sorta di terza via tra illuminati e populisti.

Cosa può fare il giovane premier se non proseguire ed anzi intensificare, superandosi, la sua straordinaria abilità di prestigiatore?

Non basta più apparire un giorno illuminato, “noi non violiamo le regole europee” e il giorno dopo populista “non può essere solo l’Europa dell’economia”.

Ci vorrebbe qualche cosina di più per superare la percezione che i cittadini comuni hanno rispetto al loro incertissimo futuro a partire da un presente reale che fa schifo.
Lo zero virgola uno in più non serve a cambiare una tale , ben fondata, percezione.

Da qui l’idea che si sta rivelando rischiosa di indire il plebiscito.
Infatti , il Fiorentino cerca di correggere la rotta verso il suo personale spiaggiamento.
Aveva detto: se perdo vado a casa , cambio mestiere.

Bravo.
Così si parla populisticamente alla pancia del popolo , ex classe media compresa che essendo nella cacca non può che aggrapparsi , tanto non costa niente, ad una qualche speranza di cambiamento se non altro nello stile dei governanti.

Adesso però  dice che resterà comunque segretario del PD e in ogni caso non vuole più parlare del suo personale destino.
E men che mai rinunciare a quell’Alfano con tutto il suo immenso corteo di parentele.

 

A tal proposito mi consento una piccola digressione.
Ricordo gente che si è dimessa per ragioni di mera opportunità politica per molto, molto meno, in Italia come altrove.
La lista è lunghissima.

Ma Angelino è prezioso per Renzi, anche perché il suo sodale toscano non è uno che si accontenta di un tozzo di pane. Verdini è un tipo tosto.
Assai.
E Formigoni non è da meno.

 

Situazione difficile, dunque.

 

Ci vorrebbe un ulteriore colpo di genio o di …culo.
Ad occhio e croce non basterà un margine di flessibilità, magari a margine del bail- in.
Ci vorrebbe (ancora) una terza via.

Già.

Solo che non è contemplata nell’agenda del capitalismo finanziario ( a Giddens piacendo) e per ciò stesso non può esser inserita – quand’anche se ne avesse la visione e la capacità di sintesi- nell’agenda politica di governanti, tutti , nessuno escluso, diventati ormai da tempo pallidi od abili (non importa) “comitati d’affari della borghesia”.

 

E’ il terzo millennio , bellezza! Corre il tempo del “liberismo liberato” come dice Alain Badiou.

 

Il vaso di Pandora è stato aperto da ormai 30 anni, con la sinistra riformista a rigirarsi i mollicci pollici insieme ai sindacati, di fronte alla straordinaria opportunità geopolitica servita su di un piatto d’argento ai rapinatori della finanza dopo l’inevitabile crollo del campo del socialismo reale.

A rinchiuderlo serviranno , l’impegno , i sacrifici le lacrime e forse il sangue di almeno un paio di generazioni.

Intanto i “politici” navigano sotto costa , a vista. Senza alcun strumento atto a captare, non tanto la possibilità di invertire la rotta, quanto piuttosto di cambiarla a viva forza verso altri possibili lidi, prima che la spietata guerra di classe della finanza globale riduca in schiavitù ciò che ancora è rimasto libero.

 

Morale riassuntiva.

 

Per me il NO al referendum /plebiscito di Novembre è obiettivamente carico di valenze che vanno molto oltre la sorte del Fiorentino .

E’ una prova di forza residua di ciò che resta della democrazia contro  il combinato disposto della riforma del Senato e dell’Italicum.

Se vince il NO rimane aperta qualche sia pur ridotta possibilità di risalire la china e affermare che c’è democrazia solo se c’è rappresentanza politica.
E c’è forza politica vera , solo se quest’ultima torna a rappresentare bisogni, domande, diritti dei cittadini.

A partire, sissignore, dall’enorme crescente massa di poveri e “semi poveri” che popolano ormai trasversalmente non solo il sud del pianeta ma l’intero occidente.

E senza forza politica vera, in grado di cominciare ad opporsi agli illuminati quanto ai populisti, comincio a pensare che coloro che verranno dopo di noi si troveranno a rimpiangere i tempi della relativa sicurezza dell’ormai lontana epoca della guerra fredda.

 

 

PS. Avevo avanzato un dubbio rispetto alla posizione del M5S sull’Italicum. Mi sa che , almeno stavolta, non ho sbagliato.

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9 Risposte to “Illuminati e populisti.”

  1. claudiopagani Says:

    Condivido tutto , tranne il P.S. e cerco di spegare.
    Cosa dovrebbero fare i 5ST sulla legge elettorale OGGI ( e sottolineo oggi) ? Accodarsi alla cosiddetta “sinistradem” ( di Bersani e Cuperlo) o all’NCD di Alfano che , per evidenti motivi di bassa bottega, invocano il premio per la coalizione per conservare qualche deputato e un MINIMO potere di coalizione verso Renzi ? Proclamare SEMPLICEMENTE che l’Italicum è una porcata , poco diversa dal “porcellum” ( cosa sicuramente vera)? Io credo che i 5ST non si limitino (piu ) alla propaganda , ma cerchino ANCHE di fare politica e quindi… Innanzitutto chi potrebbe DAVVERO l’Italicum è la Suprema Corte che si riunirà ai primi di ottobre e allora si apriranno davvero le danze. Se , come dovrebbe essere e la CORTE avesse un sussulto di dignità,, la Corte stessa dichiarera incostituzionali alcuni punti ALLORA sara il momento di aprire i giochi per buttare ( del tutto ) l’Italicum e approvare altra legge sapendo che , probabilmente, ci sarà da scegliere tra un Mattarellum ( + probabile ) e un doppio turno ( meno probabile) Certo io preferirei un proporzionale “alla tedesca” , ma temo, non ce lo daranno , anche se la proposta ellettorale dei 5ST ( che non ho letto) mi si dice sostanzialmente proporzionale…Vi è poi , a mio avviso , un punto POLITICO essenziale sui 5ST :; essi sono gli UNICI , piacciano o meno e a me non piaccion omolto, che possono Davvero BATTERE RENZI e IL PDR , con qualunque legge elettorale e questo è per me essenziale . OGGI il PD è il principale INTRALCIO alla costruzione di un nuovo schieramento progressista e , inoltre , è un partito STRUTTURALMENTE di governo , esattamente come lo era il PSI di Craxi e proprio come capitò al partito craxiano, senza il governo è destinato a liquefarsi come neve al sole. Quindi questo è il motivo per cui il taxi a 5ST può servire..

  2. Alessio Says:

    Spero che il M5S si impegni per il NO al referendum. Francamente ci credo poco, per ovvi motivi. Il combinato di riforme costituzionali e legge elettorale è l’ unico modo con cui possano sperare di vincere le elezioni, il modo con cui si sono accordati col Pd per l’ elezione di Augusto Barbera alla Corte Costituzionale dopo mesi di fumate nere spiega più di tante chiacchiere. Bisogna votare NO e sforzarsi di convincere più persone che si può a votare NO. Fa quel che devi, accada ciò che può. Due parole bisogna spenderle non tanto su Alfano, uomo mediocre ma col dono della modestia e del realismo: sa di non essere Napoleone e non si sforza di esserlo o sembrarlo. Più che fare il ministro dell’ Interno cosa deve chiedere? Appunto. Un discorso a parte meritano le miserabili minoranze dem, ormai arrivate ad un tale punto di bassezza da far sembrare Antonio Razzi o Scilipoti dei giganti al loro confronto. Dicono che si potrà votare SI’ in cambio di una modifica della legge elettorale: la Costituzione al mercato delle vacche. Bersani e soci spiegavano il pericolo derivante dal combinato di riforma Boschi e legge elettorale.Naturalmente, secondo loro, il pericolo non c’ era in caso di vittoria del Pd. Ma se se avessero vinto altri….Qualcuno dovrebbe spiegargli che la legge elettorale è una legge ordinaria e in futuro qualunque maggioranza parlamentare semplice potrà metterci mano, con quei rischi per la democrazia che fanno finta di denunciare. Basterebbe questo per spiegare di chi parliamo. Ma forse sono in buona fede, il che è, o meglio sarebbe, anche peggio perché dimostra che proprio non ci arrivano. Dice una delle menti più brillanti del bersanismo, tal Zoggia da Venezia: cambiare legge elettorale e votiamo sì. Ma persino uno stupido capisce che bisogna votare no e poi la legge elettorale sarà modificata per forza. No, questi sono personaggi indegni, bugiardi, incapaci che cercano solo di sopravvivere e si aggrappano a Renzi. Andando dietro ad una persona, spiace dirlo, con evidenti problemi neurologici, uno che parla da anni di giaguari, tacchini e da ultimo di mucche, di sì è no cosmici (???). Cuperlo? Non pervenuto.

  3. maurozani Says:

    Beh c’è poco da aggiungere sul mercato delle vacche che cerca di aprire la minoranza PD.
    Pura dabbenaggine peraltro.
    Quanto al M5S , Claudio staremo a vedere.
    Ma se, come credo, occhieggiano all’Italicum s’impegneranno solo pro-forma- populi nel referendum costituzionale.
    E sarà un’altra dabbenaggine.
    I sondaggi fan presto a cambiare.
    Quanto alla Corte, adesso c’è Barbera con l’accordo del M5S come giustamente nota Alessio.
    Barbera è una vera e propria cartina di tornasole!
    Ci sarà strenua opposizione ad una qualsiasi resipiscenza sulla costituzionalità dell’Italicum.

  4. claudiopagani Says:

    NO credo che i 5ST si impegneranno per il no e poi subito dopo chiederanno le elezioni anticipate con qualunque legge elettorale perche sanno che devono andare al governo in FRETTA se ci vogliono andare e lo vogliono DAVVERO , anche perchè entro 6 9 mesi si mostrera che Roma è ingovernabile e non possono permettersi quel flop; d’altra parte anche Renzi , presuntuoso come è , si accodera per regolare i conti con l “mionoranza dem” e PERDERA’ .. Dopo solo dopo si tornera a ragionare seriamente di politica , se resterà qualcosa dell’Italia. Di questo sono abbastanza convinto…A meno che i “poteri forti ” spaventati dall’avvento di 5ST non si inventino Monti 2 ; questa è l’unica possibile variante…

  5. maurozani Says:

    Claudio io penso invece che in un confronto elettorale anticipato che avverrà solo quando e se ci saranno le condizioni migliori (o meno peggiori) per Renzi, quest’ultimo ha maggiori possibilità di vincerlo.
    Gli italiani che ancora votano, in un modo o nell’altro, in una sfida nazionale considereranno sempre che il fiorentino è meno peggio dei grillini. Tra i quali si stanno aprendo sotterrane linee di faglia che ne danneggeranno l’immagine, inevitabilmente.
    Insomma il M5S non è ancora un’alternativa nazionale per quelli che vanno a votare.
    Naturalmente una vittoria del NO potrebbe incidere seriamente come sappiamo , ma non garantisce automaticamnte una sconfitta di Renzi in elezioni politiche. Subentreranno altri fattori anche esterni che faranno pendere la bilancia dalla parte della conservazione di uno status quo che verra , probabilmente, e paradossalmnete considerato dinamico…
    Resto pessimista.

  6. claudiopagani Says:

    Ma no , purtroppo , lo dico con affetto, hai conservato uno dei parametri fondamentali della “sinistra storica ” del novecento italiano ; il PESSIMISMO che speso ha fatto rima con sconfittismo , anche perchè , appartenendo al PCI , il pessimismo era inevitabile , essendoci Yalta… Oggi pero siamo in un’altra fase e quindi conviene ragionare con parametri diversi … Lo scontro per il governo non è + tra centrosinistra e centrodestra ( o meglio le loro leadership moderate) , ma tra governi che possono TUTTI , a seconda delle fasi , essere utili all’establishment e un GOVERNO DEI 5ST rientra tra questi perchè , al di la della loro retorica propagandistica, essi sono solidamente a favore del mercato e , in particolare della piccola-media impresa che sono il nerbo ( e non è un vantaggio strategico) dell’industria italiana ; in + con il loro richiamo alla “moralita ” e il loro non essere “compromessi ” ALMENO PER ORA e PER UN po (poco) tempo , possono PERFINO aiutare quell’imprenditoria , non maggioritaria ma pari a circa 1/3 del complesso , che vorrebbe davvero competere in un paese , almeno parzialmente bonificato dalla Corruzione , obiettivo in cui PURTROPPO il centrosinistra di governo ha fallito negli ultimi 20 anni , concorrendo ad aprire la strada alla situazione attuale. Tanto è vero quello che dico che ci sono parti consistenti dell’establishment italiano che timidamente , ma in modo chiaro , si stanno dislocando nel campo dei supporters ad un governo Di Maio ( basta leggere Il Corriere , soprattutto adesso che il proprietario è l’outsider Cairo , mentre anche perfino Repubblica ogni tanto critica il bomba..) Certo la partita del NO è decisiva , sia per il merito , sia anche per la costruzione degli equilibri politici successivi. Se Renzi perde, cosa oggi possibile , ci sara CERTAMENTE ( altro che rinuncia alla politica!) un arroccamento e un tentativo di resister fino al 2018 , ma ina una situazione sempre + precaria , con una pressione delle opposizioni sempre piu forte e in una quadro economico , che non accenna a migliorare e questo è il problema + GRAVE per Renzi , perchè senza la ripresa( che lui si è gia “venduto ” da un pezzo) non ha prospettive : per cui la vittoria del NO è FONDAMENTALE ma oggi ci sono le condizioni per ottenerla e dopo il film , al di la delle resistenze obbligate , è tutto da scrivere , soprattutto per noi “indipendenti di “sinistra ” che , in questa fase possiamo solo batterci con tutte le forze per il NO, sia perchè è giusto, sia perchè è la precondizione per il collasso di Renzi

  7. maurozani Says:

    Adesso che il Presidente Emerito, vista la mala parata propone di cambiare l’Italicum, divento ancor più pessimista. Cerca di sfilare l’argomento più forte per il NO : il combinato disposto che cambia, sotto traccia, la Costituzione ben più della riforma del senato
    E che dire del Bersanellum?
    In sostanza arrivano tutti in soccorso di Renzi.
    Sanno che quella soglia del 40% se la sognano e sanno anche che in un qualsiasi ballottaggio il M5S vince.
    Anche col mio voto.
    Ergo corrono precipitosamente ai ripari.
    E tante ancora ne vedremo.
    Già la Santa Madonna seduta alla destra di Renzi comincia ad invocare l’emergenza terrorismo per chiedere un sì.
    Gente senza vergogna.
    Ma ne vedremo anche di peggiori.
    Posto che sia possibile.

    PS. Certo la situazione economica inciderà.
    Tutto però sta nei tempi.
    Stretti.
    Un altro coniglio dal cappello c’è da aspettarselo.

  8. maurozani Says:

    Ah, quanto al M5S.
    Tra Renzi e Di Maio alla lunga non si vedranno troppe differenze.
    Meglio saperlo.

  9. claudiopagani Says:

    Sono d’accodo su Di Maio ; ma la sua vittoria provocherà il collasso del PDR e , quindi , è condizione NECESSARIA , ma largamente insufficiente per iniziare la ricostruzione…

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