Tempi interessanti.

“Che tu possa vivere in tempi interessanti”.
A quanto mi risulta è un antico detto cinese. Suona come una sorta di maledizione, per avvertire che è sempre meglio vivere in un tempo noioso.
Fatto sta che viviamo tempi interessanti.

1) Il Papa.

Dice che c’è guerra ma che non è guerra di religione bensì lotta per il potere “ per gli interessi, per i soldi, per le risorse naturali”.
E’ per questo accusato di marxismo da un foglio della destra cristiana xenofoba e integralista.
Forse ha ragione la destra. In effetti, non sempre, ma è accaduto, accade e accadrà che la religione assuma la funzione di oppio dei popoli.
In questa febbrile transizione post-capitalistica verso non si sa dove, la religione è impugnata come un’arma affilata per sgozzare preti ultraottantenni in Francia e per stabilizzare svolte autoritarie in Turchia.
La verità storica, non negabile in buona fede, è che il vaso di Pandora è stato aperto dall’occidente nel suo infingardo proposito di esportare democrazia volendo incamerare potere , risorse , dominio globale e suffragi elettorali in patria.
S’è fatto bollire a lungo e poi s’è di colpo scoperchiato il calderone in Afghanistan, Irak , Libia , Siria e in molte parti dell’Africa.
I risultati erano scontati in partenza. Schizzi bollenti ci arrivano in casa.
E sarà lunga.

2) Erdogan.

Il sultano democraticamente eletto fa piazza pulita.
Qualche considerazione sarebbe da svolgere intorno alla democrazia al tempo del potere assoluto della finanza. Mi limito a dire, postdatando, che , purtroppo Berlinguer aveva torto quando affermava che “la democrazia è un valore storico universale”.
Mica vero. Mai stato vero e meno che mai in questo terzo millennio.La democrazia non pare compatibile col capitalismo mutante del terzo millennio e con il caos geopolitico conseguente alla caduta di quel muro a Berlino.

Adesso ricordo la notte del “golpe” in Turchia.
Carri per le strade e gente che applaude. I media dicono che la gente sembra gioire. In effetti così sembrava anche a me.
Intanto il portavoce della NATO chiarisce che non è prevista alcuna riunione dell’alleanza atlantica.
E’ in atto un colpo di stato in un paese NATO e voi neppure prevedete di riunirvi?
Gatta ci cova.
Kerry e Lavrov sono a colloquio proprio in quelle ore a Mosca.
La gatta continua imperterrita a covare.
Nel mentre Putin s’affretta a chiarire che “non siamo stati informati”.
La gatta cova e fa le fusa.

Ad un certo punto c’è un netto cambio d’immagine.
Su uno dei ponti del bosforo si spara , qualcuno cade, e arriva Erdogan sul telefonino a chiamare i turchi a scendere in piazza. Non scorgo nelle immagini tanta gente.
Ma domani è un altro giorno.

Infatti.
Velocità della luce.
Il sultano arresta migliaia di persone e li esibisce nudi e crudi ai media mondiali.
Il silenzio speranzoso dell’occidente durato lunghe ore viene interrotto a denti stretti da manifestazioni di soddisfazione per il fallito golpe.
Mustafa Kemal Ataturk è lontano alcuni parsec mentre l’Europa s’affretta a garantire al sultano i sei miliardi di euro promessi a suo tempo per contenere alla turca, of course, l’immigrazione dalla Siria.
Putin se la ride sotto i baffi che non ha, perché dopo che Erdogan gli ha porto formali scuse e adeguati indennizzi per il provocatorio abbattimento del MIG ed ha fatto mancare la corrente elettrica alla base di Incirlik s’allenta momentaneamente il cerchio di ferro che gli USA gli stringono al collo portandogli la Nato sotto al culo.

Come dargli torto. E’ la geopolitica bellezza!
Resta che il presidente turco , democraticamente eletto, è una carogna della peggior specie. Per conto mio preferivo, pardon , consideravo meno peggio tanto Saddam , quanto Gheddafi. Ma è la democrazia bellezza!

 

3) Hillary.

 

Ha vinto le primarie la moglie di Bill che le aveva perdute contro Obama.
La Hillary.
Uno dei peggiori , incompetenti, segretari di stato che gli USA abbiano mai avuto.
Una dei maggiori rappresentanti dell’establishment e della finanza di Wall Street , una che incarna una sorta di democrazia dinastica.
La prima donna americana presidente che rischia di non diventarlo di fronte al peggiore Trump.
“Bernie o nessuno”. Ha detto un sostenitore di Sanders.
Ha ragione.

Scheda bianca.
Anch’io voterei in tal modo, tanto più che Sanders avrebbe avuto migliori possibilità di battere il cialtrone miliardario.
Anzi lo avrebbe battuto senza tema.

Ma in USA le cose vanno così.
Ci si prenota per la presidenza.
Prima Bush padre, poi il figlio cretino.
Poi pausa d’immagine imposta dai disastri del suddetto Bush junior teleguidato dalla banda neocon.
Adesso si torna alla normalità, Trump permettendo, con la moglie del grande Bill.

Ma già s’avverte che, magari dopo il giro della signora Clinton, spetterà alla signora Obama che ha fatto un così bel discorso.
E teniamo conto che ci son vari figlioletti/e che intanto cresceranno.

Mah.

E’ una democrazia non più inclusiva da tempo. Nella quale, in un presente arduo sul piano sociale in tutto l’occidente e con la grande Unione in Europa ormai a pezzi in virtù di uno sconsiderato allargamento e di politiche funzionali solo alla finanza globale, s’accrescono reazioni violente  e irrazionali sotto la falsa bandiera dell’Islam. E non mancano i rigurgiti nazionalisti e anche qualcosa di più. Non a caso il povero bastardo che ha sparato con quella Glock in Germania s’ispirava al neo nazista che fece strage dei giovani socialdemocratici ad Utoya.

 

Tempi interessanti.

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2 Risposte to “Tempi interessanti.”

  1. dbuzzetti Says:

    Grazie, come al solito, per la lucida analisi. D’accordo su tutto, ma permettimi di aggiungere qualche chiosa. Il mio argomento generale è che i fatti analizzati e il ruolo delle religioni pongono, come tu osservi, un problema radicale sulle forme della democrazia.
    Ma vado per ordine.
    (1) il Papa. Da laico impenitente, osservo che il Papa ha fatto un po’ la mossa del cavallo. Che la sua sia un’analisi marxista o no, mi sembra poco rilevante, rispetto al fatto che ha chiamato fuori il ruolo che stanno giocando le religioni. Che voglia evitare di considerare il conflitto come “guerra di religione” mi sembra encomiabile, certo per motivi religiosi, ma non solo. Il punto però è che di fatto le religioni un ruolo in questo conflitto lo giocano. Ed è questo il punto in questione. Recentemente su Repubblica Giancarlo Bosetti ha recensito un saggio di Michael Walzer, professore a Princeton, “The Paradox of Liberation: Secular Revolutions and Religious Counterrevolutions” (Yale University Press). Ecco il link:
    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/06/06/il-grande-errore-laico-dei-padri-fondatori35.html .
    In breve, Walzer esamina la fondazione dello stato laico in tre casi esemplari (Israele, India, Algeria) e, scrive Bosetti, « è tentato da una teoria generale — gli errori di quelle élite e il distacco giacobino dalla cultura del loro popolo sono tra le cause del fanatismo religioso oggi avanzante », ma, al contrario di Bosetti, si guarda bene dal sostenerla. Il che ci porta direttamente al secondo punto:
    (2) Erdogan. L’autoritarismo assolutista di Erdogan ha, paradossalmente, anche qualcosa di “democratico”. Erdogan ha i baffi, espressione cultural-antropologica (come il velo di sua moglie) del suo ceto di provenienza, il ceto popolare avverso alle élites laiche kemaliste degli immigrati (interni) delle zone rurali della Turchia, che si sono riversate nella megalopoli dell’attuale Istanbul (18 milioni di abitanti) e che lo hanno sostenuto nella sua iniziale ascesa politica come sindaco della città. Erdogan, che viene dai Fratelli Misulmani, esprime la cultura tradizionale religiosa della maggioranza popolare turca e proprio per questo, a modo suo, parla di “democrazia”. Ma da qui a dire che la colpa è di Kemal Atatürk ce ne passa: sarebbe come dire che la colpa dell’ascesa di Hitler, che vinse democraticamente le elezioni, è da attribuire alle istituzioni democratiche tedesche di quel tempo.
    (3) Hillary. È solo il volto “presentabile” del neo-liberismo monetaristico. La sua politica estera in Medio Oriente e in Libia non era diversa da quella di Bush—e suo marito è quello che ha smantellato il welfare (quel poco che c’era) e le regole sulle attività finanziarie introdotte da Roosevelt dopo il 1929. Esportare la “democrazia” in quei paesi significava solo, a mio modo di vedere, togliere il controllo economico delle risorse alle classi politiche, lì, di volta in volta dominanti. Anche la vicenda di tangentopoli e la privatizzazione delle grandi industrie di stato in Italia si può leggere in questa chiave.
    Tutto questo a me fa nascere il bisogno di un ripensamento radicale delle forme stesse, ormai palesemente usurate di fronte ai fenomeni della globalizzazione, della democrazia.
    Tempi molto, molto “interessanti” davvero…

  2. maurozani Says:

    Sì Dino , io ho solo fatto accenni più umorali che altro.
    Lascio intuire e non svolgo temi. Non compiutamente.
    Le tue osservazione sono del tutto condivisibili.
    Specie quella, illuminante, su Erdogan
    e la sua “genesi”. D’altro canto anche in Egitto i fratelli musulmani andarono al potere con la democrazia.
    Purtroppo gli intellettuali europei mancano sempre agli appuntamenti.

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