Considerazioni agostane.

Claudio Pagani mi ha fatto un “regalo” di ferragosto inviandomi la recente intervista di D’Alema. La trovate in un commento in calce al mio Body Count.

Il senso del “regalo” è : la pensate allo stesso modo.

Colgo l’occasione per chiarire il mio, sempre modesto, pensiero ad uso ( ed eventualmente consumo) di quei quattro gatti che ancora seguono questo pseudo blog.

In verità non la pensiamo allo stesso modo da molto tempo.

Adesso non avrei molto da obiettare nel merito al ragionamento di D’Alema sulla “porcheria” della riforma costituzionale.
In effetti trattasi di una boiata pazzesca volta a prendere per il culo gli elettori.

Si tratta come al solito solo di un volar di stracci per far contenti ambienti finanziari globali che da tempo hanno dettato la linea.
Basta con queste costituzioni democratiche.
Basta con questo eccesso di democrazia.

Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere , dato che il tempo storico della democrazia è ormai agli sgoccioli. Più che altro un pallido simulacro ideologico volto a consolidare un dominio “pieno e incontrollato”. Uso quest’ultima definizione non a caso. Quella che usò Aldo Moro dalla sua prigione brigatista.

Oggi siamo tutti sotto il dominio assoluto di un “liberismo liberato” da ogni vincolo democratico.

Ho da obiettare invece sul fatto che la cialtronata “riformista” s’inscriverebbe, tutta intera -secondo D’Alema – in una degenerazione del PD renzista dove è in vigore la personalizzazione che ha sostituito il dibattito.

In sostanza nel PDR si colpiscono le persone e non le idee.
E’ vero, ma anche no, come direbbe quello che ha ideato il progetto politico del PD.
Va tenuto conto che le idee non si separano dalle persone. E anche in passato chi dissentiva veniva colpito.
O con la classica promozione(fuori dalle palle) o con la emarginazione silenziosa (sempre fuori dalle palle).

Un metodo meno cruento della rottamazione pura e semplice.
Anche più civile dato che in qualche caso dopo un periodo di decantazione dello scontro si poteva tornare sulla scena in altri ruoli.

Tuttavia ciò che non s’avverte in questa denuncia della rottamazione ad personam è l’origine , la fonte primaria dell’attuale stato di cose.

Si ha ben ragione nel dire che Renzi ha bisogno di far fuori i vecchi protagonisti della sinistra italiana dato che fanno ostacolo. Ma, attenzione , non fanno ostacolo ad una persona ma di fatto costituiscono intralcio ad un progetto: quello del PD.

Il PD, infatti, nasce per andare via per sempre da tutto ciò che concerne la sinistra, del passato, del presente, e anzitutto da un sempre (forse) possibile futuro.
Al PD in quanto tale fu, costitutivamente, affidato questo compito.
E tanti della sinistra trapassata aderirono sulla scorta di una subalternità al pensiero unico e con la presunzione , infondata, di poter in qualche modo continuare ad influire nel processo politico che s’apriva.

Pura illusione.

Il PD di Veltroni aspettava Renzi.
Non altri.

Perciò, l’ho già detto e lo ripeto, nei documenti fondativi del PD la parola “sinistra” non ricorre mai. Per la semplice ragione che nel PD la sinistra comunque connotata non può essere evocata , pena il fallimento del progetto.

Che poi venga strumentalmente richiamata , alla bisogna, per tener a bada i pochi militanti rimasti a cuocere salcicce è tutt’altro paio di maniche.
Così come ai media di regime serve accreditare il PD come centrosinistra.

Dunque per venire ai minimi, sostanziali, cogenti termini, chi attacca Renzi è mio amico, ma se pensa di salvare il PD con la folle illusione di prenderne il comando ,prima o poi, è un mio avversario.

E’ uno che fa finta di non aver capito l’errore originario: l’adesione ad un partito nato per far fuori qualsiasi idea , vecchia o nuova, di sinistra.

E se è nato un partito così vi saranno pure delle cause non contingenti.
Nei DS in molti pensavano che la sinistra fosse ormai un ferrovecchio nella nuova epoca aperta dopo il 1989.

Un’idea incubata da molto tempo.

Da quando si tessevano le lodi al gran bugiardo Tony Blair e si voleva fare l’Ulivo mondiale con il principale rappresentante delle lobbies finanziarie , Bill Clinton.

Un’idea maturata nel disarmo unilaterale , quando negli anni novanta del secolo scorso si cominciò a mutuare il linguaggio perverso del Grande Mercato Globale contro lo statalismo, contro le rendite , contro quei vecchi maiali di operai che andavano in pensione dopo soli 35 anni, quando s’accreditava la tesi idiota di arcigni vecchietti che toglievano il pane di bocca ai giovani.
Quando la flessibilità era un valore pienamente accettato, quando ci si spiegava che fare un lavoro per tutta la vita non era certo gradito ai giovani che si volevano fare imprenditori di sé stessi.

Quando nella giungla della new economy s’accettava l’idea che un giovane dovesse esporsi senza paura al dolce vento liberista , col coltello tra i denti, a combattere solo contro tutti.
E vinca il migliore.
Ai peggiori una residua carità.
E peccato se i “peggiori” sono maggioranza in qualsiasi angolo del mondo.
Sfiga per loro.
Da qui ,il famoso Merito, le Pari opportunità,l’Equità.
Astuzia ingannevole delle parole.
Altro che giustizia sociale.

E’ qui, esattamente qui, che la Politica ha perso progressivamente terreno e consenso mentre s’acconciava a combattere il famigerato statalismo.
Ed è sempre in quest’ambito ( maleodorante fogna) che i democratici hanno votato ogni sorta di nequizia : dal Jobs act , al pareggio di bilancio in Costituzione, alla liquidazione del sistema previdenziale pubblico.

Oggi tutta quella merda ideologica vi si rivolta contro cari democratici di sinistra.
Contro tutti voi che pensavate d’orientare il corso delle cose, al margine, molto al margine, dei processi reali prodotti dal neocapitalismo di rapina.

Era davvero possibile opporsi con qualche speranza di successo?
Debbo dire onestamente che forse non era possibile.
Altrettanto francamente devo dire che bisognava provarci .
In ogni caso.

Costituirsi come opposizione ideale, politica, programmatica con un lungo e faticoso lavoro di analisi nel tentativo di elaborare adeguate categorie concettuali per comprendere e far comprendere le nuove coordinate per condurre una vecchia lotta.
Quella della maggioranza dei “peggiori” contro il potere assoluto dei “migliori”.
Tanti di voi (tanti?) erano provvisti dell’intelligenza e della cultura politica per farlo.
Ma avete messo a tacere l’intelligenza in favore di un poco di potere. Qui ed ora.
Avete fallito anche in questo miserevole obiettivo.

Adesso è tardi come dimostra la disastrosa esperienza di Sinistra Italiana e la totale inconsistenza, persino ridicola dell’opposizione interna. Inutile aggrapparsi a Speranza caro D’Alema, persino un pochino puerile. Renzi se lo mangia in un sol boccone.

Quanto ai tre punti di riforma proposti in quell’intervista nella mia idea di contrapposizione radicale sarei ancora più incisivo in sole tre righe.
1) Via il Senato.
2) 400 deputati alla Camera.
3) Legge elettorale proporzionale con sbarramento al 5%.

Ma per fare questo bisogna essere fuori e contro senza mezze misure, senza inseguire altro che un obiettivo: educare (mi scuso per il termine desueto) una nuova generazione alla lotta. E non lo si fa (lo dico per inciso) concedendo un qualche sussidio per i “peggiori”.

Per il resto D’Alema usa parole calibrate al millimetro per quanto riguarda la situazione in Siria.
Del tutto condivisibili.

E’ ben per questo, e D’Alema doveva saperlo, che Renzi doveva mandare uno scartino , tecnicamente parlando, a fare l’Alto commissario per la politica estera nell’UE.
Andava bene a Renzi che certo non affiderebbe a nessun altro che a sé medesimo la politica estera e andava strabene ai governi dell’UE che, del pari non delegano a nessun altro se non a loro stessi un tale ruolo.
Dato che l’Europa è ormai una pura e semplice espressione geografica.

PS. Estrinsecamente. Il caos geopolitico attuale con epicentro nel medio oriente può essere, almeno in parte, fronteggiato solo da un accordo tra USA e Russia.
La storia che doveva finire con la fine dell’URSS e il conseguente unilateralismo americano si prende la sua rivincita. Ma questo, appunto è altro discorso, molto interessante, sul quale magari cercherò di sproloquiare in seguito.

PPS. E tu dov’eri? Sento già l’obiezione dei renzidi. Beh io nel 2007 non ho aderito al PD contro ogni previsione. E nel 2009 ho terminato volontariamente a 59 anni la mia carriera politica. Ne soffro ancora adesso. Ma posso mandare in culo tutta questa manica di bulimici politicanti da strapazzo della loggia toscana e dintorni.
Come dissi una volta ad un giornalista che mi chiedeva perché mantenevo le distanze da D’Alema pur essendone il principale collaboratore: “non son aduso ad infoltir codazzi”.
Non lo ero allora e non lo son adesso.
La sola parola leader mi fa venir l’orticaria.

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16 Risposte to “Considerazioni agostane.”

  1. aurelio.donati@libero.it Says:

    Ma dio cane ti puoi  manifestare in modo diretto oltre al blog ?

  2. remo tedeschi Says:

    Condivido l’editoriale, e sono “impressionato” dal fatto, che l’attacco alla costituzione nata dalla resistenza, venga da un partito che dovrebbe essere in qualche “parte”,erede del Pci. Quello che il buon P.P.Pasolini descriveva come un paese pulito in un paese sporco, un paese colto in un paese ignorante.
    Siamo, senza via d’uscita? chi esce dal Pd non serve a nulla?(forse) , chi resta ,come opposizione interna non ha rilievo? forse,e allora? liste civiche?( a proposito coalizione civica è stato una uscita dal blog) .
    Sto pensando a una cosina (giusto per non stare alla finestra) se mi chiedono di riprendere la tessera del pd,(e lo faranno …) dirò di sì , vedo nel rompere i coglioni ai renziani l’unico sfogo che mi rimane,dopo 2 mesi mi parcheggeranno fuori, tipo saloon, ma ne avrò dette di cosine, ( lo so, sono ridotto così…

  3. Alessio Says:

    Caro Remo Tedeschi, col tuo “riprendo la tessera” dimostri, scusa se te lo dico, di non aver capito nulla di quello che è il Pd, del progetto che c’ era dietro. Cosa che invece Mauro Zani aveva capito già allora, contrariamente a me ad esempio. Vedi, nello statuto del Pd c’ è scritto che il Pd è un partito di iscritti ed elettori. Chiaro? Quindi il passo successivo sono le primarie aperte a tutti a 2 euri (sarà per la rivalutazione Istat, nel 2005 per Prodi ne bastava 1 di euri) per la nomina degli organi dirigenti, dei candidati, di tutto. Gli iscritti, le sezioni, i circoli, tutta roba che non esiste di fatto più, superata in onore al modello di partito liquido. O meglio LIQUIDATO, come voleva Veltroni già al Lingotto. Chiaro? In fondo se guardi il simbolo del Pd c’ era e c’ è già esattamente tutto. Viene rimossa la “S”, cioè la sinistra. Una volta c’ era il Pds, poi i Ds. Dopo, col Pd, la “S” viene volontariamente rimossa. Poi, e questo è molto importante da capire, c’ è il simbolo dell’ Ulivo. E un partito che affonda le proprie radici nella malapianta dell’ Ulivo che cosa vuoi mai che sia? Ma l’ Ulivo è un po’ un’ icona a sinistra, e non si parla male dei santi. Peccato. Una volta a sinistra si aveva anche l’ ambizione di vedere il mondo in modo critico. Ma vediamo un po’ meglio. Cos’ era l’ Ulivo (e poi il Pd)? Dice Bersani (e pure altri meno famosi), “l’ incontro dei migliori riformismi, quello socialista, quella cattolico democratico, laico, ambientalista”. Balle. L’ Ulivo è stata un’ alleanza elettorale nel 1996 ed era un progetto politico ben preciso. L’ idea che la sinistra deve esistere solo come mulo da campagna elettorale, come un branco di coglioni che danno in giro volantini, attaccano manifesti, rompono i coglioni ad amici, parenti, conoscenti e passanti per portare voti, per montare palchi e stand. Punto, finito, niente più di questo. La sinistra deve essere deportata in un contenitore da cui non si deve uscire, altrimenti “c’ è Berlusconi” o qualche altro nemico che si inventa di volta in volta a seconda della convenienza “i populisti” di Bersani, “i grillofascisti” per i renziani e così via. La sinistra, gli elettori di sinistra devono tirare il carro, ma sopra ci devono andare tutti e solo quelli che di sinistra non sono. Della sinistra si vogliono i voti, ma nessuna idea, niente di quella cultura e i loro uomini solo se sono finti, se cioè indossano la camicia rossa ma sotto hanno il cuore che batte più verso destra. Capiamo meglio: come si forma un Governo? Quali sono i ministeri più importanti? Certo, tutti i ministeri sono importanti, ma non tutti allo stesso modo. A parte il presidente del Consiglio che ovviamente è la carica principale quali vengono? Gli Esteri, l’ Interno, la Difesa, la Giustizia, l’ Economia (Tesoro, Bilancio e Finanze) e così via. Guardiamo la composizione del Governo dell’ Ulivo, quella che Veltroni ha definito “il miglior Governo riformista di sempre”. Presidente il democristiano Prodi, ministro di Andreotti nel 1979, esperto di mai chiarite sedute spiritiche, liquidatore del carrozzone pubblico chiamato Iri, carrozzone liquidato con 20 miliardi di euro di attivo (averne di carrozzoni così!!!). Ministro degli Esteri il tecnico, banchiere del Fondo Monetario Internazionale, della Banca d’ Italia, liberale e massone Lamberto Dini. Ministro dell’ Interno il finto comunista Napolitano, uno che arrivato al Viminale si prende le lodi sperticate del noto quotidiano progressista “Il Resto del Carlino”. E perché? Perché dopo 50 anni ininterrotti di democristiani al Viminale arriva un “comunista” e non tocca nulla, non rimuove alcun funzionario, non apre alcun dossier custodito negli archivi. Era il 1996, negli anni a venire avremmo anche capito il perché. Ma andiamo avanti. La Difesa andò al democristiano Andreatta. La Giustizia all’ altrettanto democristiano Giovanni Maria Flick. L’ Economia al banchiere, ex azionista, massone, Carlo Azeglio Ciampi già governatore della Banca d’ Italia. Ci sarebbe da dire su come da governatore gestì la crisi della lire nel 1992 su come bruciò miliardi di riserve auree senza successo. Craxi da Hammamet disse che sarebbe stato interessante controllare i tabulati telefonici di quei giorni, che la Telecom aveva l’ obbligo di custodire 10 anni (oggi invece è stato ridotto a 2 anni, per qualunque caso, anche quelli di strage, mafia e terrorismo. Ma questo è un altro discorso e non è questa la sede). Il Lavoro al democristiano Tiziano Treu, l’ uomo a cui si devono i famigerati co.co.co.co da cui poi i co.co.co.pro. fino ai voucher di oggi. Il Commercio Estero al democristiano Fantozzi, insegnante alla Pontificia Univerisità Vaticana. L’ Agricoltura al democristiano Pinto. Alla Poste e Comunicazioni (leggi tv) il repubblicano e massone Maccanico. Ai Lavori Pubblici il “tecnico” Di Pietro e poi il democristiano Paolo Costa. Alla Sanità la “compagna” Rosy Bindi, democristiana ma almeno lei sì di sinistra. sinistra. Alla Pubblica Istruzione e Università il finto comunista e massone doc Luigi Berlinguer, uomo vicino ai toscani e in specie a Siena. E alla sinistra? Il ministero dell’ Industria per Bersani, quello dei Trasporti per Burlando, le Finanze per il “tecnico” Pds Vincenzo Visco e i Beni Culturali per il finto compagno Veltroni. Insomma, in un Governo dove il Pds era di gran lunga il primo partito e il maggior portatore di voti, ai pidiessini venivano date le briciole. E che fece “il più bel Governo riformista di sempre”? Fece pagare il risanamento dei conti pubblici non a chi ne aveva provocato il dissesto ma ai lavoratori e pensionati tramite l’ eurotassa, che si calcolava sui redditi. Lasciando stare i patrimoni, su cui si misura la ricchezza reale, e soprattutto quelli grandi, quelli costruiti su evasione, riciclaggio, tangenti, etc.Poi il grande Governo dell’ Ulivo proseguì nella politica dei redditi avviata dal Governo Ciampi, cioè una politica di moderazione salariale, leggasi taglio dei salari reali, col meccanismo dei rinnovi basati sull’ inflazione comunicata dall’ Istat. Avete presente il raddoppio dei prezzi seguito all’ ingresso dell’ euro? Ecco l’ Istat comunicava che l’ inflazione era a meno del 2%, quando in realtà stava al 25% (da cui la crisi della “quarta settimana”, 25% è appunto un quarto). Ricordiamo con piacere l’ ingresso nell’ euro fissato a 1936,27 lire per 1 euro. I danni di quel cambio estremamente penalizzante li paghiamo ancora oggi. Lo trattarono Prodi e Ciampi, nessuno dei 2 aveva un curriculum da economista. E lo si è visto bene. Probabilmente prevalse il loro senso di vanità, di agganciare il loro nome ad un evento storico, l’ ingresso al primo giro nei Paesi dell’ euro. Fu un errore terribile, lo paghiamo tutt’ ora. Quel Governo riformò l’ università, la famosa riforma Berlinguer, quella del 3+2. Il “compagno” Luigi Berlinguer non fece altro che fotocopiare il progetto università di Confindustria. Risultato: tempi di laurea più lunghi (si passò da 4 a 5 anni), aggravio dei costi per famiglie e studenti, calo dei laureati per quantità e qualità, lauree triennali inutili ed inutilizzabili, senza decreti attuativi per anni. Poi il “compagno” Berlinguer attuò la “parità” scolastica, cioè soldi alle scuole private. Roba che la Dc e il Vaticano per 50 anni avevano solo potuto sognare. Delle privatizzazione si è detto prima con la liquidazione dell’ Iri: svendute ai privati grandi aziende o trasformati monopoli pubblici in monopoli privati, tipo le autostrade. Oggi le uniche aziende italiane di livello mondiale sono Finmeccanica (ora Leonardo), Eni ed Enel. Cioè tutto ciò che non è stato privatizzato. Una parola la merita Veltroni. Il ministero dei Beni Culturali fu una battaglia del grande storico e poi politico Giovanni Spadolini, battaglia che si realizzò nel 1972 con la costituzione del ministero dei Beni Culturali da lui stesso presieduto. Spadolini disse che voleva quel nome, Beni Culturali, perché lo scopo doveva essere quello di custodire e valorizzare l’ immenso patrimonio artistico italiano ma che mai e poi mai doveva diventare il Ministero della Cultura, che era un’ altra cosa, ben precisa, degna dei regimi fascisti e comunisti. Il futuro segretario del Pd invece pensò bene di trasformarlo in Ministero della Cultura, dispensatore di finanziamenti pubblici a produzioni cinematografiche, teatrali, associazioni culturali, etc..Ovviamente contributi decisi da lui e a chi voleva lui. Sono stato un po’ troppo lungo ma tutto questo per dire che l’ Ulivo che tanto rimpiange Bersani e altri a sinistra non è stata affatto l’ età dell’ oro. Bensì una pagina di Governo negativa, l’ embrione di quello che vediamo oggi, di ciò che è il Pd, al di là di Renzi che di quell’ idea ne è solo l’ interprete migliore. Capisco anch’ io che la sinistra da sola non avrebbe mai vinto e non vincerà mai. Ma un conto è un rapporto dialettico e con un proprio partito col centro, coi cattolici, i moderati, etc..Un conto è il partito unico dove alla sinistra non resta altro che fare il mulo da soma per altri

  4. remo tedeschi Says:

    Alessio, condivido ampiamente, mi chiedo solo se e come (modestamente) uscire da una situazione frustrante, cosa ci “offre” l’alternativa a Renzi? chi? Grillo, ? vedi Roma e prebende a ex pd, alemanni e buzziani. Chi? Fassina e Civati? Landini,D’attorre? sono già “insediati”, forse quello che picchia maggiormente oggi è l’Anpi e D’Alema. Rientrare nel pd? è una provocazione e no… intanto resto in coalizione, che ancora non si capisce cosa è, comunque ,dire in faccia ai “compagni” quello che pensi del renzi ti farebbe evitare la gastrite.

  5. claudiopagani Says:

    Temo che per liquidare Renzi sarà INEVITABILE , passare per una fase ( mi auguro breve ) di governo dei 5ST . Solo davanti alla catastrofe conclamata , molti apriranno gli occhi..

  6. maurozani Says:

    Resti chiaro tra noi.
    Io sono per il tanto peggio tanto meglio.
    O non se ne esce.

  7. Alessio Says:

    Remo, anch’ io come Claudio non vedo alternative diverse dal M5S. Niente paura, non faranno più danni di quanti non ne faccia Renzi. Il Pd costituisce oggi la più grave minaccia per l’ ordinamento democratico in Italia. Nessuno, nemmeno la Lega o Berlusconi sono pericolosi come il Pd. Ho detto Pd, non solo Renzi. Questa è una questione fondamentale perché il problema è proprio quel partito. Deve essere distrutto, deve spaccarsi. Renzi non è un incidente di passaggio ma passerà, il Pd invece resta. Come ha ben detto Zani chi pensa di prendere la guida del Pd al posto di Renzi presto o tardi (ma più presto che tardi) diverrà un avversario. A gente come Bersani, che io ho votato per anni, non resta più neanche la dignità. Loro non puntano a eliminare politicamente Renzi, capendone la natura autoritaria. No, loro puntano solo a conviverci, perché sanno che uno da presentare alle elezioni che prenda più voti di lui non ce l’ hanno. La loro idea è “a noi il partito, a Renzi il Governo”, così da garantirsi un certo numero di posti e una quota nel Governo. Sciocca illusione. Renzi non gli cederà mai il controllo del partito, né loro avranno mai i voti per riprenderselo, certamente non con i polli da batteria tipo Speranza. Loro si mettono sempre d’ accordo, perché hanno bisogno di stare al Governo, a qualunque costo, come un Berlusconi qualsiasi. Non verrà più niente di buono da questi. Intanto inpegnamoci per il NO. Qualche giorno fa ho assistito ad un comizio di Di Battista, di quelli del suo coast to coast per la Costituzione. A parte che non ho una gran stima di Di Battista ma ha fatto esattamente quello che dovrebbe fare la sinistra e che non si fa più da anni. Non abbiamo le tv e i giornali? Pazienza, si vada in piazza, città per città. Ha fatto un comizio bellissimo, al netto di qualche fregnaccia e un po’ di populismo, dove ha spiegato in maniera semplice ai cittadini perché votare NO, quali forze e quali progetti ci sono dietro il Governo Renzi. Cose che dovrebbe dire la sinistra e che invece non dice più da anni. Ha concluso dicendo al pubblico “fatevi venire un’ idea e magari ditecela per la campagna referendaria”. Intanto dite a tutti di votare NO, invitate amici e conoscenti a casa vostra, a prendere un caffè, ditelo la mattina in treno quando andate a lavorare con quelli che incontrate, etc..E’ indispensabile che vinca il NO, fermare il progetto autoritario del Pd. Se vince il NO sarà possibile distruggere il Pd e cacciare Renzi.

  8. maurozani Says:

    Concordo. Il problema è il PD.
    Ergo ciò che serve a batterlo va bene.
    Poi vedremo.
    Sapendo che peggio non può andare.

  9. remo tedeschi Says:

    Alessio, a mio parere votare Grillo, è come darsi una botta sulle palle , sono falsi, demagoghi, parassiti(sfruttano le coglionate altrui) senza avere capacità di governo, sia locale che oltre, vedi la guerra di potere tra Raggi e Lombardi a Roma, vero scontro clientelare con personaggi in campo presi da giunte comunali precedenti. Salvini e Berlusconi? votare lega è come votare l’MSI. Grillo è un estimatore del capo fascista della Ungheria, sono d’accordo al 100% con D’Alema, quando dice che è iscritto al pd non per Renzi ma per quel che resta del popolo di sx. Probabilmente, la strada giusta è combattere il renzismo da dentro, non credo sia tutto marcio o perlomeno fuori c’è altrettanto marcio, quindi meglio guardare in faccia la Tua gente. in questo momento non vedo altro da fare, visto il teatro politico , votare Grillo? mi sego una mano piuttosto.

  10. claudiopagani Says:

    Mi spiace dirlo, Remo , sei una brava persona ma di POLITICA non capisci nulla come , peraltro , da antica e non lodevole tradizione Emiliano-romagnola, di cui Bersani ( o forse Errani) sono i mentori attuali di maggior rilievo. Purtroppo , da queste parti , si è sempre confuso sempre buona e corretta amministrazione con buona politica; niente di + FALSO . Senza la POLITICA , che assicura l’orizzonte di riferimento , anche la buona amministrazione perde di significato…Perchè è la politica che sceglie; quale politica economica; quali classi ( o yes ) favorire e quali “sacificare; quali consumi sociali favorire a scapito di quali individuali , ecc Senza la TENUTA della classe dirigente nazionale del PCI ( almeno fino all’inizio degli ’80) non ci sarebbe MAI stato il modello Emilia , o sarebbe decaduto , in fretta , in una variante della DC , come poi accadde..La buona amministrazione non è NEUTRA, come oggi pensa il PD e la sua classe dirigente, ma è FAVORIRE quelli che il mercato NATURALMENTE danneggia…In questo senso io sono convinto che OGGI il governo di Renzi o di Parisi o di Di Maio sarebbero la stessa NEGATIVA cosa , con l’eccezione che avendi i 5ST promesso molto ed essendo davvero NUOVI e , per ora , non sotto ricatto STRINGENTE dei poteri forti , LEGALI e NO, potrebbero , almeno all’inizio praticare una certa autonomia della politica ; temo che questa sarebbe di breve durata , perchè i POTERI di cui dicevo hanno mille strade per riaffermare il loro ” dominio pieno e incontrollato sulla politica, di cui ad oggi Renzi è l’interprete “migliore”. Vedi Remo bisogna uscire dalla trappola ,mentale della cosiddetta “governabilità che vuole dire farsi dettare il compito da “lor signori ” e tornare a pensare come se DAVVERO si potesse praticare una politica autonoma che parta dalle grandi e crescenti ingiustizie che l’attuale fase produce , anche in Italia. Su questa strada ci vuole lunga e DETRMINATA PAZIENZA , senza l’assillo , appunto , della finta governabilita e convincendo , poco alla volta , che un’altra strada e realmente possibile; lavoro difficile , innanzitutto culturale , di lungo periodo. La precondizione è colpire CON DUREZZA E SENZA REMORE il principale sostenitore dell’attuale andazzo e cioè Renzi e il suo partito che bloccano ogni possibile evoluzione nel ns campo. Questa è la precondizione UNICA e quindi NO con tutte le forze nel REFERENDUM, perchè , una parte del meno , del processo di liberazione , inizia di li. E poi Remo , parliamoci chiaro,anche D’Alema la PENSA COSI ed è solo per motivi puramente tattici che FA FINTA di essere del Pd , perchè , a suo avviso, cosi fa maggiori danni a Renzi , sottraendogli un pochino , almeno , di consenso. Siccome l’uomo non è stupido E DEL TUTTO CONVINTO che il PD non sia +RICONQUISTABILE, tantomeno da gente come Speranza e quindi bisogna spingere il PD sempre + a destra , e lasciare scoperto uno spazio sempre + vasto in cui si creino le condizioni oggettive per una nuova forza progressista che , magari e in una prima fase , contratti con forza una nuova coalizione di centro_sinistra uin cui il PD e il suo Renzi , siano il centro o, meglio la nuova MArgherita ( piu moderata di quella storica) . E comunque io non sono personalmente convinto di questo progetto e lo ritengo poco probabile tuttavia…Tuttavia nessuno dotato di un minimo di buon senso e fiuto politico puo pensare che il PD possa MAI RIDIVENTARE qualcosa di diverso da quello attuale IDENTICATO con il suo Leader e quindi quel partito vivrà e morirà con lui. E noi , lasciamo che “i morti seppeliscano i morti”.

  11. remo tedeschi Says:

    Caro Claudio, vero, non capisco nulla di politica, e meno male che ogni tanto mi illumini, grazie, solo una cosa : hai mai conosciuto almeno un dirigente o come cavolo si definiscono i capetti dei 5stelle? forse no, io invece sì, e ti assicuro (parlo di Bologna) che definire il loro più (risibile) rappresentante, una emerita t.d.c, è fargli un complimento. Nella ultima campagna elettorale, che ho scarpinato per un mese e mezzo ,per il Navile, ( ho parlato con un bel po’ di gente e nessuno mi ha detto dell’incapace),nonsi è visto nessuno dei grandi intellettuali grilleschi, fregandosene della gente e tu ,che capisci tanto vorresti metterli al governo? credi che siano diversi da Bologna,? marcio per marcio(tu sai chi è la Casaleggio spa) preferisco i salcicciai dallle fighette fredde dei 5st.

  12. claudiopagani Says:

    Il tuo commento di taglio “moralistico” è emblematico della decadenza anche culturale dei rappresentanti anche piu onesti che oggi militano nell’area limitrofa al PD e che , un tempo, in gran parte , almeno quelli piu anziani, militarono nel PCI , sia pure in salsa “emiliano-romagnola , e cerco di spiegarmi. La vera moralità della POLITICA la SCIENZA fondata da Machiavelli circa 5 secoli orsono , è data almeno da un paio di parametri;
    1) la “moralità ” stategica degli obiettivi e cioe qualli ceti sociali ( classi si direbbe , o yes) si vogliono promuovere e quali no ; la politica e SEMPRE scelta e non cìè nessuna “neutralità ” in merito; in genere quelli che dicono o fanno credere di essere OBIETTIVI , semplicemente scelgono di favorire quelli che già il mercato;
    2) Chi ti assicura i REALI finanziamenti , perchè quelli volontari sono SEMPRE LARGAMENTE inferiori alle necessita per dare un minimo di concretezza e di seguito alle proprie politiche; tanto per fare un esempio il PCI contò ( fortunatamente) nella politica italiana perchè aggiunse alle decine di MLD di lire delle tessere e delle Feste , larghi finanziamenti indiretti ( non necessariamente monetari) dalle Cooperative e dall’URSS ( cosi come la CIA finanzio abbondantemente i partiti di governo) ; ebbene se tu raccogli come organizzazione pochi milioni di Euro dai tuoi volontari e DEL TUTTO EVIDENTE che DIVERSE CENTINAIA di MILIONI di EURO vengono ricavati ( in forme quasi mai monetaria ) dai tuoi veri grandi padroni e cioè la grande Finanza , le Multinazionali , legrandi Lobbies intenazionali , perfino qualche Stato estero , interessato ad averti dalla sua parte nello scacchiere internazionale ; questo , a meno che , tu non sia una forza in uno stato nascente che per meriti propri o demeriti altrui gode di un vero consenso nel voto di opinione che , nei paesi avanzati , e sempre piu diffuso; questo è valso per qualche anno per La Lega Nord di lotta di Bossi e , oggi ( non so ancora per quanto) per il M5ST.
    Ebbene secondo i due semplici criteri enunciati il PD ( e limitrofi ) è la vera FORZA GARANTE degli interessi Forti e fa ESATTAMENTE quello che gli chiedono perchè loro lo ricambiano con tantissima propaganda sui loro media (oltre il 90 % del totale) e con tante tantissime azioni sul cosiddetto “libero mercato finanziario” in cui mai COME OGGI la grande FINANZA soprattutto nordamericana si è trovato un governo cosi Amico . Naturalmente questo vale anche per le forze tradizionali di Centrodestra solo che essendo , per ora , ricevono meno interesse. Comunque , per loro , la sola idea che una forza nominalmente di Sinistra , abbia messo in un angolo il Sindacato e lasciato mano libera nella contrattazione , vale GRATITUDINE ETERNA e una linea di credito molto forte. Non HA ALCUNA IMPORTANZA , credi a me caro Remo, che tu sia onesto e morale , magari sia preparato e scarpini per un 1,5 mesi nelle campagne elettorali e non è per niente decisivo al piu ti fa bene all”anima” e ti da una buona coscienza ma , purtroppo , è una “falsa coscienza ” secondo l’insuperabile definizione di Marx che cosi defini la “coscienza ” della borghesia tedesca del suo tempo che credeva di essere morale e di fare gli interessi della VERITA’ mentre era ETERODIRETTA dai capitalisti che avevano incatenato la coscienza di quella borghesia ai PROPRI interessi e spesso non se ne accorgevano: anche per te puo essere arrivato il tempo della liberazione da quella catene , magari invisibili , che ti hanno legato ai “loro interessi ” attraverso decenni di propaganda dei media di regime e anche la SUBALTERNITA imbelle dei partiti postcomunisti . In questo contesto , almeno , il M5ST è OGGI la forza meno ORGANICA agli interessi di cui scrivevo sopra e quindi l’unica in grado di sbalzare il Pd di Renzi …. poi si vedrà Quindi nulla serve agitare del “moralismo ” o rinfacciargli la pochezza , spesso reale; se oggi sono la prima forza del Paese e perche le ALTRE FORZE ( al di la del comportamento dei singoli che vi aderiscono) sono ORMAI COMPLETAMENTE ASSERVITE agli INTERSSI PREVALENTI e il libero cittadino non sa piu dove sbattere la testa ed è disposto a battere qualsiasi strada. Ma la “colpa” di questo stato di cose NON è dei 5ST , ma degli altri , in particolare delle forze di centro -sinistra che hanno completamente tradito la loro missione originaria e sono diventate l’UFFICO MARKETING E RELAZIONI ESTERNE di quei poteri.

  13. remo tedeschi Says:

    Su alcuni aspetti sovrastrutturali (finanza internaz, politica estera ecc) siamo d’accordo, però Claudio, esiste anche una dimensione più ridotta, anche l’idea civica di M.Zani và in questa direzione,stiamo con i piedi per terra. Un esempio… come sono governati i comuni della cintura bolognese? mi sembra ,discretamente bene, S.Pietro in Casale, S.Giorgio, Castelmaggiore, San Lazzaro, qui lavora un ceto politico quasi tutto del PD, che và distinto da Renzi e soci, anche in quasi tutti i quartieri di Bologna c’è gente che non c’entra nulla con i giochetti nazionali, è qui che sbagli, viaggi troppo nella metafisica, caro romagnolo,, è in questo tessuto che ci sono ancora sguardi sinceri e non nelle troiate del web grillino, poi come possono fare lezioni a sx quando nelle elezioni, che non sono nei ballottaggi ,votano per Berlusconi e Salvini( è roba da matti!) .
    Borgonzoni primo giro 23% Bugani (bip) 16% Borgonzoni 2 giro oltre 40%, quindi pari pari tutto ilvoto grillino alla lega lecca piedi di Berlusconi e tu dici ..sono fuori dai giochi? dai Claudio ,non è da te abboccare.

  14. claudiopagani Says:

    No non ho detto genericamente “fuori dai giochi” che non vuole dire niente; ma , per ora ( e sottolineo per ora) non “l’ufficio stampa e propaganda” dei poteri forti , ma relativamente autonomi da loro e LIBERI quindi di realizzare le loro cazzate PER CONTO LORO e non in conto finanza globale ; ma cosa vuoi cambi di questo contesto S, PIetro in Casale S. Giorgio , ecc Quando il governo nazionale esegue per filo e pe segno il programma di CONFINDUSTRIA cosa che neppure la Dc dei tempi “belli”… Comunque sei del tutto libero di avere tutta la “cattiva coscienza” che vuoi , ma suvvia la Politica è un’altra cosa

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