Il vizietto.

Ah, beh secondo le migliori e consolidate tradizioni della guerra fredda risentiamo the voice of America per bocca del suo ambasciatore.
Forte e chiara. Come sempre.
Tutto sommato gli americani mi restano (qualche volta) simpatici.
Non te la mandano a dire.

Se votate no vi facciamo il culo. A strisce. E vi faremo pertanto veder le stelle.
Punto.

Tale è il senso della dichiarazione resa spontaneamente dal diplomatico a stelle e strisce.

Dopodiché  nessuno può dire di non aver chiara la posta in palio.

Peraltro l’autorevole monito giunge dopo il terrorismo diffuso a piene mani dai principali gruppi finanziari internazionali sulla scia tracciata, molto per tempo, dalla più grande banca d’affari del mondo globale.

Insomma non se ne può più della democrazia referendaria.
Anzi della democrazia tout court.

Quindi cari italioti in riga.
Votate per Renzi che è uomo nostro.
Punto.

 

E che lo sia non v’è dubbio alcuno.

 

A maggior ragione. Ovvio. Votare no.
Precondizione  per combattere e magari vincere, alfine,  la quarta guerra d’indipendenza.
Quella che, per note  ragioni geopolitiche, non potevamo vincere neppure dopo l’epopea resistenziale.

 

Insomma tutte le volte che si deve decidere qualcosa in Italia gli USA intervengono a gamba tesa.
Tanto per chiarire chi comanda.
In giro per il mondo ma anche , in maniera del tutto particolare, in Italia.

Vabbè.
In giro per il mondo le cose si sono leggermente complicate dopo la prova di forza dei neocon che credevano d’essere ad Hollywood e dopo un certo revival della santa madre  Russia.
Però la portaerei italiota (…ioti ci considerano da sempre i nordamericani ) protesa verso un’area strategica del globo deve rimanere salda.

Lo disse (secondo un’autorevole testimonianza) anche Kissinger a Moro nella chiesa di San Patrick a New York.
Risulta che Moro, nell’occasione, ebbe un malore.
Più tardi morì.

Di morte violenta.

 

Accadde anche al presidente eletto del Cile.
Salvador Allende.

 

E qui casca un asino.
Di Maio.

 

Un tale che intanto spara una cazzata controproducente perché Renzi tutto è fuorché Pinochet.
Inutile che vi stia a dire cos’è Renzi .
Lo sapete.
Uno che ha la faccia posta molto in basso.
Uno che dice, se perdo me ne vado e poi afferma fieramente l’esatto opposto.
Un pallonaro che , magari in USA, lo metterebbero alla porta a furor di popolo.
Forse.

Ma certo non Pinochet.
Per alcuni, tutt’al più è merda.
Non sangue.
Va apprezzata la differenza.

Se non lo si fa si lascia spazio al PD e anche a Di battista.
Capito Di Maio?
Se poi scambi il Cile per il Venezuela sei anche ignorante come una capretta  e non m’interessa se sei nato due anni dopo il golpe.
Anch’io sono nato dopo la nascita (e persino la caduta) dell’impero romano e anche dopo la scoperta dell’America. Ma non per questo  scambio l’uno per l’altra. Tanto per dire.

Resta, al netto di Di Maio, anche nel terzo millennio il solito vizietto della casa Bianca.
Nooo! Che avete capito?
Niente Monica Lewinsky.
Per inciso a me stanno umanamente simpatici entrambi. Sia Monica che Bill per quella loro allegra profanazione della sala ovale ,  tempio del potere mondiale.

No, alludo al vizietto di considerare l’Italia un paese servizievole.
Di servi pronti ad ogni comando.

E poi adesso c’è qualcuno che s’appella al Presidente (quello nuovo) affinché si tuteli la dignità nazionale contro l’arroganza americana.

Ad occhio e croce non credo avverrà.

C’è un solo modo per affermare dignità nazionale e anche per mettere un fermo alla deriva postdemocratica degnamente(si fa sempre per dire) rappresentata in Italia dal pallonaro.

Il modo adesso lo sanno proprio tutti.

Mandare, per una volta, questa volta,  a cagare gli americani.

Insieme a Renzi.

 

Punto.

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21 Risposte to “Il vizietto.”

  1. Andrea Says:

    Ho scritto due ore fa nel mio profilo Fb: “Renzi e gli americani: quando si hanno degli amici così si può fare a meno dei nemici. Hanno silurato Renzi senza apparire. Quel po’ di autonomia in politica estera ha ricevuto l’avviso di sfratto.” Percezioni diverse…

  2. maurozani Says:

    Sì percezioni diverse. Come sai son meno sofisticato. Renzi lo abbandonano solo quando ha perso. Mai prima. Adesso lo sostengono. Non sottovalutare la forza del ricatto sugli elettori. Molti dei quali (40%) non paiono ancora interessati alla sfida.

  3. claudiopagani Says:

    Bene. Così si chiarisce , al di la di ogni ragionevole dubbio , chi è che vuole VERAMENTE il Si e , in definitiva , chi sono gli autentici PADRONI/PADRINI di Renzi .. D’altra parte , ricordando la campagna di Obama in persona contro Brexit e gli esiti che ne consguirono… Alla fine , al di la delle intenzioni, un aiuto alla ns battaglia , tanto da configurare questa campagna elettorale come una piccola 4^ guerra d’ Iindipendenza…

  4. Alessio Says:

    Un dubbio. Diceva un tale che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. Per anni ci hanno schiantato le palle col pil, il rapporto deficit/pil, il debito pubblico e il rapporto debito pubblico/pil. Infine lo spread, il mitico spread di cui si sono perse le tracce ma che nell’ estate 2011 fu usato dalla stampa italica come arma contundente contro il Governo Berlusconi. Oggi di queste cose non si parla quasi più, solo sporadicamente, come ieri quando la Banca d’ Italia comunicava che abbiamo toccato il record storico del debito pubblico a quoto 2.248 miliardi di euro, mentre nei primi 6 mesi dell’ anno il debito pubblico è cresciuto di ben 77 miliardi. Ma siamo nell’ anno II dell’ era Renziana e certe notizie…non fanno più notizia. Intanto, in onore al pensare male, prosegue la querelle sul Monte dei Paschi di Siena. E che c’ azzecca? Sarebbe lungo raccontare le cose del Monte Paschi, ma restando ai fatti di questi giorni si sa che amministratore delegato e presidente sono stati silurati “per ordini dall’ alto”, e presto si insedierà il nuovo amministratore delegato Morelli, attualmente amministratore delegato di Bank of America-Merril Lynch Italia. E quindi? Quindi la quotazione di Borsa di Mps continua a scendere, oggi è di soli circa 650 milioni di euro, chi se la vuole comprare fa un affare, pagandola 2 penne e 1 cannetta. Sì, ma la banca è messa male si dice, le servono 5 miliardi di aumento di capitale si dice. La realtà è che la buona parte dei guai del Mps dipendono dall’ abbassamento del rating dei titoli di Stato italiani, di cui il Mps ha la pancia piena, più piena di quello che doveva. E perché ha la pancia così piena? Perché in cambio della tutela del sistema di controllo basato sulle fondazioni bancarie il Mps ha comprato tonnellate di titoli di Stato italiani ai tempi del Governo Berlusconi, ministro Tremonti, che da persecutore del sistema delle fondazioni ne divenne il più grande difensore, in asse con la Lega, che grazie alla conquista di un certo numero di enti locali dopo la “bellissima sconfitta” di Veltroni nel 2008, poteva finalmente mettere voce nelle nomine dei cda delle fondazioni bancarie, storicamente appannaggio della sinistra Dc e di grembiulini locali (e a volte le 2 cose coincidevano). Qualche anno dopo l’ attacco alle fondazioni lo ha fatto il Governo Renzi, che però stavolta tacciono. Ordini dall’ alto? Chissà. Ma non usciamo dal tema, con l ‘acquisto in saldo del Mps si potrà controllare una parte enorme del debito pubblico italiano, giostrare enormi speculazioni a fronte di un investimento di pochi soldi come detto (i 650 milioni di capitalizzazione di cui si diceva). Ma non solo, c’ è molto di più. Controllando la terza banca italiana, che ha comunque attivi per quasi 140 miliardi di euro, e potendo usare le risorse che con poco investimento si potranno comunque controllare si è in grado di intervenire pesantemente sull’ andamento del debito pubblico italiano. Sottoscriverne le aste terrà tranquillo lo spread, venderne una grande quantità (che come detto Mps ha in pancia) ne farà crollare la quotazione e impennare lo spread. E qui torniamo al punto iniziale, col debito pubblico al 140% del pil e al suo record storico. Noi permettiamo in pratica di mettere la terza banca italiana nelle mani di entità finanziarie straniere, le quali potranno fare pressioni enormi sul Governo italiano tramite il debito pubblico. Suona abbastanza sinistro l’ avvertimento dell’ ambasciatore Usa in Italia se non saranno accontentati col trionfo del Sì al referendum. Ma tutto questo rende meglio l’ idea sulla natura politica di questo lurido Governo. E sull’ assoluta inadeguatezza del ministro Padoan, un tale che non ha mosso un dito neppure ai tempi dell’ approvazione del bail in. E che significa bail in? Che se una banca italiana è in difficoltà lo Stato si autompone di non poter intervenire, di non poterla aiutare. Già, lo Stato, lo Stato italiano. Ma un qualunque fondo sovrano espressione diretta di un Governo straniero (arabo, cinese, russo, etc..) o una banca o un fondo di investimento straniero invece potrà farlo!!! E farlo a 2 lire perché la banca con l’ acqua alla gola NON può essere aiutata dal Governo italiano per via della legge “bail in”. Intanto un francese si è insediato al vertice delle Assicurazioni Generali, un altro transalpino al vertice di Unicredit, etc..Un’ opera di moderna colonizzazione che non trova alcuna resistenza e anzi la piena collaborazione del Governo (anche di alcuni di quelli precedenti). Naturalmente è un pensar male, si fa peccato…

  5. Remo Tedeschi Says:

    “Quelli” della Corte, sono persone educate, sensibili , e non vogliono disturbare. (barbera e champagne… )

  6. Alessio Says:

    Una volta fu coniato il termine “merchant bank di Palazzo Chigi” per definire il Governo D’ Alema che non si oppose alla scalata della Telecom da parte di Colaninno e soci. La sfortunata definizione fu coniata da Gudio Rossi, che tutti ricordano come il commissario straordinario post Calciopoli che tolse uno 2 scudetti alla Juventus dandone 1 uno all’ Inter, quando invece era l’ avvocato di casa Agnelli, colui che costruì la struttura societaria (la governance) grazie a cui la famiglia torinese con un infimo investimento di pochi spiccoli riusciva a controllare la Telecom. Quella fu un’ operazione di Borsa, poi finita male per colpa di una parte dei soci, ma passò alla storia come “L’ unica merchant bank dove non si parla inglese”. Oggi invece il presidente del Consiglio “licenzia” l’ amministratore delegato del Mps, una società privata, con una telefonata in favore dell’ uomo gradito a una banca straniera, uno già multato da Banca d’ Italia per un’ operazione irregolare, un uomo strettamente legato alla precedente gestione Mps, quella dell’ ex presidente Mussari. Ma nessuno quotidiano dice nulla, di merchant bank non si parla più

    • Massimo di mascio Says:

      Quella di Telecom fu una grossa porvheria. Rispondeva alla ideologia delle privatizzazioni, fu comprata a debito e fu spolpata. Oggi vale meno del 90 per cento della capitalizzazione di allora. Questo non toglie le responsabilità che ha renzi. Ma fu una speculazione che preparava il terreno alla scalata bml di consorte. Finita poi male perché nata prima del pd e non dopo.

      • Alessio Says:

        Telecom era già privata, la privatizzò Prodi. Tanto è vero che la scalata dei “capitani coraggiosi” fu appunto un’ operazione di Borsa e non una cessione dello Stato ad un privato. A parte questo la capitalizzazione di Borsa come parametro per il valore di una società è un parametro totalmente farlocco. Quanto alla tentata scalata di Consorte credo sia stata l’ idea più intelligente della sinistra negli ultimi 20 anni. E l’ unica cosa intelligente detta da Fassino (“abbiamo una banca”). Peccato che non era vero (la banca ce l’ avevano gli altri). In un mondo dove i partiti non esistono più il controllo di un importante ente finanziario, le risorse di cui ti può far disporre, le partecipazioni che detiene nel mondo dell’ informazione (le quote azionarie in vari quotidiani) avrebbero potuto dare alla sinistra i mezzi per combattere adegutamente una guerra contro dei giganti che dispongono di risorse finanziarie illimitate e il controllo totale dei mezzi di informazione per le campagne elettorali dei loro tirapiedi. L’ operazione non fu organizzata bene, altrimenti sarebbe andata in porto ma l’ idea era giusta

  7. claudiopagani Says:

    Ma veramente sulla scalata alla bnl ci sarebbe molto da dire.. Innanzitutto chi si oppose SOPRATTUTTO alla operazione Bnl -Unipol ( targata Bologna) fu proprio quella famigerata MASSONERIA TOSCANA che ha fatto da sempre il bello e il cattivo tempo a MPS e che fece scendere in campo i suoi “cavalli di razza” politici : Bassanini, Giuliano Amato , Luigi Berlinguer ( massone doc) Francesco Rutelli ( sottofamiglia Opus Dei) e Giorgio Napolitano ( altro uomo loro ) che fece un articolo assai duro , sulle pagine del Corriere, denunciando anche sul “piano etico” l’operazione promossa dall’Unipol; naturalmente non gli fece schifo che poi il GRUPPO MASSONICO di casa a MPS promuovesse la cessione di BNL alla MASSONICISSIMA BNP-PARIBAS. “Stranamente” sono gli stessi politici che hanno partecipato alla PROMOZIONE di MAtteo Renzi a Premier e che oggi lo fiancheggiano nel Referendum con il loro SI… Questo comunque spiega tantissime operazioni di potere realizzate in Italia , tra cui il VERO NOCCIOLO DURO che ha presieduto alla nascita del PD ( naturalmente non si puo dimenticare l’imprenditore /finanziere che si autodefini “tessera numero 1 del PD), ; molti , allora , pensarono ad una buotade e invece il Signor De Benedetti rivendico correttamente il suo ruolo di “azionista di riferimento” : MOLTISSIMO altro si potrebbe scrivere di quegli anni che furono la premessa di quel “dominio pieno e incontrollato ” che poi la Massoneria ( in particolare quella toscana ) assunse sul Pd , promuovendo brllantemente l’ascesa dello “statista” di Rignano sull’Arno…

    • Massimo di mascio Says:

      Alessio, non ho detto che telecom è stata privatizzata da d’alema. Ho detto che rientrava nella logica dell’ideologia delle privatizzazioni. Ma comunque non fu una operazione di borsa “normale”. I capitani coraggiosi emisero un bond per trovare soldi che loro stessi non ci mettevano. Quindi, di coraggioso avevano ben poco. Quel bond mostruoso lo ha pagato alla fine la telecom acquisita, tanto che all’epoca valeva 11.000 miliardi, oggi neanche mille.
      La scalata di Consorte invece era una intelligente operazione che fondeva un mondo assicurativo con uno bancario: vendeva ai clienti assicurativi i servizi bancari e viceversa.
      Io non so se sono massoni, immagino di si e non discuto, ma so per certo che lo stop arrivò dai soggetti citati da claudio. Le coop toscane risposero picche a consorte ( han preferito bruciarsi i patrimoni con mps) ma il gioco non funzionò perché il pd non era ancora fatto e la componente ex pci non poteva prendersi una banca se non era d’accordo la componente ex dc

      • Alessio Says:

        Massimo la tua è una visione angelicata della realtà ed in alcuni punti anche sbagliata. Qual’ è la differenza tra chiedere un finanziamento in banca per avviare un’ attività o comprarti una casa e raccogliere finanziamenti per comprarsi un’ azienda in Borsa? Quella di Consorte era un’ operazione giusta, ma certe cose non si fanno per motivi meramente imprenditoriali, si fanno per motivi squisitamente politici, perché nel controllo di quelli un tempo lontano si sarebbero chiamati i mezzi di produzione sta il potere quello vero. Dietro l’ operazion Unipol-Bnl c’ era esattamente questo disegno, come dietro tutti coloro che si opposero c’ era il disegno esattamente opposto di impedire quella modifica nei rapporti di forza tra i vari poteri italiani. Questo è il nocciolo della questione, non solo la vendita nella stessa rete di prodotti bancari e assicurativi, cosa che in Italia si fa già da ben prima del 2005 e che già faceva Unipol Assicurazioni tramite la sua rete di agenzie assicurative e gli sportelli bancari di UnipolBanca. Ma sai chi se ne frega se il gruppo Unipol-Bnl (assicurazione + banca) grazie a questa operazione realizzava all’ anno 500 milioni di euro piuttosto che 400!!!! Quello che cambiava era l’ accesso a finanziamenti per le campagne elettorali, i pacchetti azionari detenuti da Bnl dentro il capitale di controllo dei giornali, la possibilità di sostenere un’ azienda piuttosto che un’ altra, etc..Potere, insomma, allo stato puro e la relativa lotta. Vuoi i nomi di chi si oppose? La Confindustria e quindi Il Sole 24 Ore e il Corriere della Sera, De Benedetti e il suo partito di Repubblica, Rutelli segretario della Margherita, Arturo Parisi braccio destro di Romano Prodi, Berlusconi, l’ Udc e in generale il centrodestra, e persino Rifondazione Comunista seppure per ragioni diverse dagli altri, il governatore della Banca d’ Italia Antonio Fazio. Una lunga lista di soggetti che avversava l’ idea che la Sinistra conquistasse un centro di potere così forte come l’ allora Bnl.

  8. massimo di mascio Says:

    ciao Alessio, leggo solo ora. Si i dati sono sbagliati. Capitalizzava allora 51miliardi di euro ed oggi solo 14.
    Non c’è nulla di male prendere soldi in prestito da una banca per comprare casa o avviare un’attività.
    E’ un pò diverso quando si lancia un’OPA su una azienda quotata in borsa. Linko un articolo che spiega la questione: http://www.lavoce.info/archives/13190/telecom-una-triste-storia-di-capitalismo-italiano/

    Questione Unipol-Bnl: conosco in prima persona gli effetti della cura “salotti buoni” applicati ad Unipol dopo il fallimento di quella scalata e l’arrivo a Bologna del numero due di Unicredit, tal Salvatori.
    Bisognava prima normalizzarla e darle una solida cultura da salotto buono, visto che dimostrava una dinamicità pericolosa. Gli uomini di legacoop ci misero la faccia ( ben ripagati per carità) nei confronti di migliaia di agenti e dipendenti, ma la transizione fu compiuta.

    Nel 2005 Unipol aveva circa 3 milioni di clienti, la Bnl molti di più.
    I clienti di Unipol Banca erano pochi e concentrati in ER e Toscana, quelli di BNL avrebbero fornito una base nazionale a tutte le agenzie assicurative.
    Ancora oggi, malgrado altri attori fanno cross-selling tra bancario e assicurativo ( e sempre più lo faranno), non esiste un modello come quello di Unipol. E’ l’unica realtà che ha una banca vera ( non solo online) e una Compagnia di Assicurazione. Gli altri esempi ( vedi Generali e Mediolanum) hanno banche online e Banche che vendono prodotti assicurativi lo fanno come accordo commerciale di prodotto e non come modello di business.
    Poi naturalmente il buon Consorte aveva ben chiari gli ambiti di impatto di quella operazione, quelli da te richiamati, in termini di potenza ed importanza e risvolti politici ed economici che c’erano dietro. E’ a Consorte che Fassino in una telefonata rivolse la celebre frase.

    Quegli stessi poteri forti hanno permesso ad Unipol di acquisire Fondiaria-Sai, forzando un pò la mano sui requisiti patrimoniali di Unipol ( sono importanti quando ci si candida ad acquisire altre aziende quotate in borsa) ma permettendo ad Unipol di accedere all’agognato salotto buono, dal quale peraltro la tengono in un cantuccio insieme a Diego della Valle proprio per non farla contare nulla nel controllo del Corriere della Sera.
    Credo che a parte le cifre sbagliate da me citate, sul resto non abbiamo grosse divergenze.

  9. Alessio Says:

    Su Telecom è un discorso lungo, ma nella famosa cordata dei capitani coraggiosi c’ era anche Colaninno, che certo non è un santo (è stato uno dei “patrioti” della Cai, la nuova Alitalia berlusconiana, ha salvato la Piaggio trasformandola però in un’ azienda di fatto indiana) ma non era Soros. Il male è iniziale, la vendita di Telecom da parte dell’ Iri. L’ articolo parla di grande progetto di Ciampi e Prodi: quale? (S)vendere la Telecom agli Agnelli? Una volta che un’ azienda è privata o interviene lo Stato in modo brutale (leggi esproprio o norme limitative della libertà imprenditoriale) o il privato è libero di gestirla come vuole, anche distruggendola come fece Tronchetti Provera. E la capitalizzazione di Borsa non è mai un buon modo per valutare un’ azienda, anche se spesso viene preso per buono. E’ molto più reale dividere il patrimonio netto per il numero delle azioni (ammesso che il bilancio sia veritiero….). Tornando ad Unipol-Bnl, dopo il fallimento dell’ operazione di Consorte l’ allora presidente di Confindustria Montezemolo dichiarò sprezzante che le coop potevano tornare a vendere merendine. Ma i brutti, sporchi e cattivi del 2005 sono divenuti i salvatori della Patria nel 2014 quando bisognava organizzare il salvataggio della Sai-Fondiaria dei Ligresti dalla bancarotta. Ma anche l’ Unipol nel frattempo ha cambiato pelle, in maniera analoga a quando i Ds furono deportati dentro il Pd

  10. claudiopagani Says:

    Molto Bene; gli ultimi post esprimono FINALMENTE con grande chiarezza le CONDIZIONI MATERIALI in cui avvenne la nascita del PD. Dopo il fallimento dell’operazione Unipol .-Bnl la politica non poteva piu opporre nulla al dilagare del piano dell’establishment ( con in prima fila gli ambienti massonici) per fare del PD il PARTITO UNICO DEL SISTEMA. Del resto , nel primo dopoguerra , il PCI pote esercitare la sua funzione positiva , grazie all’abbondanza di mezzi assicurati dall’autofinanziamento , dal collateralismo delle Coop e dai finanziamenti esteri, perchè senza denari , nessuna organizzazione politica regge soprattutto se vuole minimamente curare gli interessi dei ceti popolari. Quelli che oggi predicano la politica “povera” è perche hanno accesso ad altre fonti di finanziamento tramite canali riservati o , addirittura , estero su estero magari per tramite di qualche servizio di intelligence..Tutto il resto è poesia (ma non quella buona)

  11. claudiopagani Says:

    Proud to be SOCIALIST ; hanno gridato al termine del congresso del abour che ha riconsacrato Corbyn . Alla buon’ora !

  12. Remo Tedeschi Says:

    Mai visto una baldracca politica di questo livello.
    aumenti di pensione, ponti sullo stretto, spedire la bellona in Argentina a ringalluzzire l’italico, Craxi era un dilettante al confronto. ecco cosa distingue i comunisti dai cattolici democristiani, non abbiamo mai battuto marciapiedi.
    Macchè populisti…. baldracche.

  13. Alessio Says:

    Ma nooo Remo. Come diceva Rino Formica la politica è “sangue e merda”. E poi lasciali stare i democristiani, quello che vedi sono i “democratici”, il Pd in tutta la sua essenza. L’ hanno pensato per questo, l’ hanno voluto per questo, lo hanno fatto per questo.

  14. andreaventura (@andreaventura01) Says:

    (@Mauro. Fuori tema. Dopo anni di studi e riflessioni posso darti “la” risposta sulla logica difficilmente comprensibile delle grandi purghe staliniane.)

  15. Andrea Says:

    (@Mauro. Fuori tema/Off-topic. I russi l’hanno data persa con gli americani: manca solo che rendano note le riprese satellitari sull’11 settembre… https://it.sputniknews.com/punti_di_vista/20161001/3427195/nasa-usa-scie-chimiche.html?utm_source=https%3A%2F%2Ft.co%2FoXK5EzNJZl&utm_medium=short_url&utm_content=csYV&utm_campaign=URL_shortening)

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