Archive for ottobre 2016

Pensionati.

ottobre 30, 2016

Son pensionato.
Ormai da anni.
Volontario, peraltro.
Osservo dunque l’andamento dei lavori.
Mi compete.
Privilegiato e , naturalmente, critico.
Ho avuto solo una caduta di stile l’anno scorso.
Quando mi son fatto attivista.
Mal me ne incolse.
Ovvio.

Adesso osservo Renzi dopo il colpo di stato incruento: “Enrico stai sereno”.

E , c’è poco da fare.
Ragazzi: noi del NO , allo stato degli atti e dei fatti, non possiamo vincere. Al netto dei sondaggi.
“Se mi sbaglio mi corrigerete” come disse il papa polacco in combutta con Langley.

Spero di sbagliarmi.
Però, valuto la situazione a mente fredda.
I lavori in corso, che osservo dalla tivvù, non lasciano molto spazio alla speranza.
Spot governativi a tutte le ore. Su tutte le reti.
Per la serie : vuoi tu la f… a pacchi oppure vuoi fare voto di castità ?
La prima che hai detto, rispondono all’unisono anche e soprattutto i pensionati.
Memori dei trascorsi. Nel bene e nel male.

Poi gli spot puntano molto sugli elettori all’estero.
Mi sa che faranno la differenza.
Al netto dei Masai.

D’altro canto che c’è da dire.
La legge sul voto degli italiani all’estero fu concordata , se non son del tutto smemorato, tra Veltroni e il ragazzo di Salò, Mirko Tremaglia . Quel tale che (la terra gli sia lieve) ebbe a dire che se avessimo vinto ad El Alamein il destino dell’Europa e del mondo sarebbe cambiato.
Si capisce. Avrebbe magari vinto Hitler.

Adesso , per nostra gaudiosa fortuna, potrà vincere Renzi.
Il quale, m’ostino a chiarire non è un bluff.
E’ bravo.
Infatti convince Mentana (già convinto per conto suo) a farlo confrontare con ottuagenari del tutto rincoglioniti.

Come De Mita, che si sputtana dicendo che è stata messa la fiducia sulla riforma costituzionale.
Piccola confusione con la riforma elettorale.
S’è colpito e affondato tutto da solo.
A quel punto il Fiorentino gli fa il culo a strisce.
Lo tortura a lungo , nonostante le aperture “dialettiche” di De Mita da Nusco e poi lo pugnala , più volte, crudelmente.
Vile , tu ammazzi un uomo morto!
Già ma chi è davvero vivo?
In altri e più popolari termini, chi può battere il nipotino di Gelli in un confronto diretto.
Oggi, in Italia?
Me la vedo brutta disse la marchesa camminando sugli specchi…

Fatto è cari compagni e compagne, che per battere Renzi bisogna andare all’arma bianca.
Frontali.
Non dialettici.

Insisto su questo punto.
Il novecento è alle nostre spalle da tanto tempo, se è vero che è stato il secolo breve.
Dunque non bisogna aver paura di aver coraggio.
Tutt’al più si cade in piedi.
E magari , contro mia previsione, si potrebbe pure vincere.

Sì, però se il prossimo confronto si farà con Dini , Lamberto dico, dando per scontato che a Renzi piace vincere facile, sarà un altro bagno di sangue.
Nostro.

Spero almeno che D’Alema o chi per lui rifiuti di prestarsi a farsi socio dell’AVIS.

Bisogna porre un limite al proprio ego.
E se lo dico io, potete credermi.
La tattica deve essere altra e ben diversa.

Renzi parli da solo.
Tutto solo.
Si parli addosso.
Estenuando così quelle parti di elettorato più scafate.
Coloro i quali cominceranno a porsi domande , di fonte all’ossessiva propaganda del Partito della nazione.
Coloro che possono innescare una reazione di rigetto provocando un effetto domino nella percezione della più larga opinione pubblica.

Si potrebbe fare.
Anche di fronte a quel che mi viene descritto come un fallimento clamoroso della manifestazione del PDR a Piazza del Popolo.

Tutto ciò per dire che i pensionati dovrebbero sottrarsi al duello con il fiorentino.
Prima condizione per dargli qualche serio problema.
E risparmiare (forse) all’Italia un regime. Un altro e nuovo ventennio.

PS. Nel caso comunque non mancherà la Resistenza (politica e sociale , naturalmente) in una inedita alleanza tra giovani e pensionati.

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CONTRO.

ottobre 20, 2016

“Vado in Cina con Craxi ed i suoi cari”.
Battuta di Andreotti nel 1986 quando era ministro degli esteri e Craxi presidente del consiglio.
Il riferimento era all’affollamento di famigli ed amici personali sull’aereo di stato che decollava verso il Catai.
In verità c’erano solo un qualche paio di familiari e sodali a parte i molti giornalisti che, com’è noto, amano viaggiare a sbafo.

Renzi invece è andato negli States con una scelta e qualificata corte di sostenitori.
Tra cui illustri guitti, stilisti e cinematografari .

Tutti per il SI.
Of course.

Tutta gente bulimica.
Più ne ha e più ne vuole.

Volontariamente appecoronati, in modo indecente, al premier col timbro morale (Dio ce lo conservi) dell’onnipresente e onnifacente Raffaele Cantone presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione.

Nel mentre in Italia s’applica una sorta di “riciclaggio di stato” ( Landini dixit) con la voluntary disclosure.
In italiano : ennesimo condono per gli evasori.
Cioè un premio per crimini grandi o piccoli ma anche, vedi mai, per reati originantesi da fonti di corruzione.

Ma è tutto in regola sembra dire Renzi.
D’altro canto , mi manda Cantone.

In più mi faccio pure un milione e 200 mila pensionati per il SI con la quattordicesima in vista del 4 dicembre.

E’ voto di scambio senza dubbio alcuno.
Ma , si sa mi manda sempre Cantone.
Sto sotto la sua sottana e chi mai , sommo abominio, oserebbe anche solo sfiorare le mutande della madonna.

Insomma il Renzi è geniale.

Un pochino meno il Benigni .
Non da ora tra l’altro .
Almeno da quando fece quel pessimo film “La vita è bella”, dove si banalizzò subdolamente la tragedia dell’olocausto in forma poetica, con l’aiuto di chi non c’è più, e quindi non ne dirò male.
Dove , comunque, ai cancelli di un luogo che, senza dubbio alcuno, ricordava Auschwitz si presentò , liberatore un carro Sherman made in Usa. Contro verità storica.

E’ la guerra fredda, ragazzi.

E nella guerra fredda che prosegue , accade che gli USA con Obama dicano SI.

Ovvio dunque che già ora i sondaggi diano il SI in sorpasso sul No.
Quando il padrone chiama a raccolta i governi italiani , nessuno escluso, dicono SI.

Ergo, cari compagni e compagne perderemo.

A quel punto il 5 dicembre, il paese sarà spaccato a metà.

E siccome son stanco, da quel dì, del politicamente corretto, dirò che a quel punto bisognerà decidere di fondare stabilmente una metà del paese contro.

Scrivo e penso proprio : contro.
A qualsiasi costo, con qualsiasi alleanza.
Nessuna mezza misura.
Guerra politica, totale.
Guerra politica moderna.

Renzi non farà prigionieri.
E’ giusto.

Noi, al caso, neppure.
Oppure siamo fessi.
O servi.

O tutt’e due.

 

 

PS. Se poi , contro il mio pessimismo , noi del NO,  dovessimo vincere.

Champagne. Offro io.  Ma  nessuna pietà. La gramigna va estirpata. Alla radice.

Ergo , champagne e diserbante.

Intermezzo.

ottobre 3, 2016

Vado a funghi.
E’ noto.
Com’è pure noto, da quando frequentavo i social network, che non ne trovo mai granché.
C’è un tale , persona simpatica, che ne trova in quantità industriali.
La settimana scorsa decido d’aver capito dove li trova, il marrano.
Inforco la Panda e m’avvio su per la cavedagna rocciosa.
Proseguo a piedi e m’inerpico come capra in cima al monte incriminato.
Devo arrivare in vetta per poi scendere in un crepaccio che termina in una valletta dove trovasi il luogo da me supposto.
Un cazzo di niente.
Se non qualche boleto aureo (non è il nome scientifico) che è buono quanto il classico porcino ma che i locali schifano.

Son passate intanto un paio d’ore.
Miraggio: aggrappato all’erta che dalla valletta scende (presumibilmente) al sentiero c’è un bel porcino.
Penso e ripenso.
E’ praticamente irraggiungibile.
Lascio perdere. Sempre meglio che rompersi una gamba.

Saggio , vero?
Un istante e son per terra. Incespicato in una radice su di un terreno piano .
Stinco dolorosamente battuto su di una roccia affiorante.

Smadonno e proseguo nella ricerca.

C’è ancora tempo per trovare qualcosa d’altro penso, mentre avverto come uno sgocciolìo lungo una gamba.
Strano il bosco è quasi secco.
Già. Non è acqua , solo sangue.

Cazzo, il mio.
Guardo: pantalone impregnato , un bel rosso vivo.
Il piede sciaguatta nel sangue che ha riempito lo scarpone.
Tiro su la braga destra per valutare il danno. Esce un fiotto veloce, zampillante.
Roba da matti.

Delle due l’una o mi do una mossa o capace che ci resto.
Ovvio.
Mi do una mossa.
Fazzoletto stretto sopra la ferita , come nei film.
Capisco che s’è rotta una delle varici che non ho ancora provveduto a far sistemare e che solca (solcava ) lo stinco.
E corro. Verso il punto dove , verosimilmente, ho lasciato la Panda.
Ma, mica son del tutto sicuro che sia meglio ripercorrere all’inverso la via seguita all’andata.
Troppo lunga, dovrei risalire e poi ridiscendere.
Quindi taglio di traverso per una macchia spinosa assai, pur accorciare la strada.

Una corsa contro il tempo, insomma.

Son da solo in mezzo al nulla.
Vedi mai che mi dissanguo o che comunque perdo forze.
E magari svengo.

Col cazzo.
Svenire mai.
All’ospedale di Vergato piuttosto.
La macchia è maledettamente fitta, tenace, ma la strizza dippiù.
Un paio di caprioli saltano via impauriti.
Stronzi toglietevi dalle palle! Penso e (forse)urlo.
Poi via lungo un pratone che son quasi certo mi porta all’auto.
La scorgo con sollievo (parziale) la reinforco e innestando il 4×4 mi dirigo a tutta birra a Vergato.
Non guardo la gamba. Si sa mai che m’impressiono.
Dopo circa un’ora dall’incidente son già al pronto soccorso .
Entro dal retro in macchina , scendo e arrivo davanti all’accettazione.
Mi guardano come fossi un marziano.
Sono infatti imbrattato persino in faccia. Lascio impronte sul pavimento tirato a lucido.
Fatto sta che non sanguino quasi più. Un impasto di foglioline, erba e terra ha impastato e cauterizzato la ferita.

Un gentile volontario del 118 mi fa : “ si stenda subito”.
E poi : “motosega eh?”
Macché dico, solo una caduta.
-“Cacciatore?”
-No, cercatore.

Il resto è tutto in discesa.
M’affanno a scusarmi per l’incursione spiegando che assumendo un anticoagulante ho pensato utile etc…

Bravi.
Mi ricuciscono a puntino in mezz’ora con tutto il corredo di antitetanica e antibiotici.
Poi torno verso casa.
Guidando scalzo e rimpiangendo i miei scarponi migliori ormai inutilizzabili.

PS. Due giorni dopo con le sole scarpe da tennis, ritorno (in realtà mi trascino penosamente ) sul luogo del tentato delitto (contro di me) e trovo oltre 30 belle mazze di tamburo (Lepiota Procera).

E vaffanculo!

Muore per ultima , la speranza.

ottobre 2, 2016

Cerco d’esser pacato.
Per quanto non lo fui mai.

L’uomo di Rignano, finisce che vince.

Ogni giorno ed ogni ora che ci separa dal 4 dicembre sarà dedicata a reti unificate a far passare per una confusa congrega conservatrice tutti coloro che aderiscono al variegato fronte del no.
La estrema spregiudicatezza, l’abilità comunicativa fa premio sulla totale assenza non dirò di ideali ma solo di idee, proposte ed azioni concrete per uscire dal pericoloso stallo economico e sociale.

Siamo al punto che minaccia, il pallonaro, di uscire dall’Europa e intanto contratta , grazie al terremoto e agli immigrati, un altro margine di flessibilità per potere devolvere elemosine elettorali a piene mani.

Voto di scambio dicevasi un tempo.

E’ qui.
Tutto qui il problema per noi del no.
Il personaggio. Il tipaccio, con cui abbiamo a che fare.

Uno senza alcun principio , senza remore , senza scrupolo alcuno.
Peggio, molto peggio di Berlusconi.

Un tale che dopo aver rilanciato il ponte sullo stretto, non esiterà ad inventarsi una legge di stabilità (come si chiama adesso) per comprarsi il voto degli italiani.
L’esempio più eclatante e puttanesco è la quattordicesima (se ci riesce) a due milioni di pensionati.

Sono io che ve la elargisco.
Ergo votate per me.
Votate sì.

Beh , se io fossi un pensionato al minimo cosa farei onestamente?
Vabbè. Voterei No lo stesso perché son del novecento. Son ideologico.
Ma non mi sentirei, non mi sento di condannare quelli che voteranno sì.

C’è poco da fare .
Il gran pallonaro si gioca la pelle.
Dunque farà di tutto , senza alcuna vergogna, pur di scamparla.

Fatto è che Renzi è di una nuova specie.

Uno che ha scalato in un lampo  la sinistra cosiddetta riformista per poter costruire insieme alla destra moderata il grande Partito unico della Nazione con l’aperto sostegno e l’incitamento di banche d’affari e poteri finanziari transnazionali.

In ciò risiede la sfida del referendum.
Tale è la posta in gioco.
Un disegno politico di vastissima portata.
C’entra nulla il senato.

E’ una prova di forza.

Il grande plebiscito come rottamazione definitiva della democrazia rappresentativa.

Ad un tale obiettivo tutto può esser sacrificato.

Tanto è vero che la “legge migliore del mondo”, l’irrinunciabile Italicum, sulla quale Renzi ha chiesto la fiducia in parlamento viene rottamata su pubblico consiglio del grande vecchio : l ’emerito Presidente.

In quest’ambito voterà per Renzi persino l’arancione ex rifondarolo/indipendente Pisapia ,( alias Macario) , da sempre l’uomo dell’establishment milanese e non solo.

Sempre per dire.

Secondo me voterà Si almeno mezza Forza Italia con buona pace di Brunetta.
Non so dire del M5S, ma son abbastanza convinto che almeno un buon terzo di quell’elettorato accederà , cretinamente, alla diminuzione dei costi della politica, alla semplificazione e alle altre amenità che lo spacciatore di palazzo Chigi diffonderà e agiterà come un ossesso.

Il punto è che lo fa, e lo farà bene. Dal suo punto di vista naturalmente.

L’ho ascoltato solo in coda al confronto con Zagrebelsky.

C’è poco da fare. E’ una macchina da guerra.

 

Resto convinto che per fermarlo sia necessario più che mai , a nostra volta, un’estrema semplificazione.

Si potrebbe fare ma sarebbero necessari leader politici veri e propri e di tipo nuovo . Niente a che vedere con Vendola…ed altri.
Gente in grado di dire: tu cambi l’Italicum?
Frega nulla, noi siamo per il proporzionale, condizione per ridare forza alla rappresentanza politica.
Tu tagli i senatori?
Noi vogliamo una Camera di 400 deputati e l’abolizione del Senato e presentiamo una riforma in tal senso.
E lo facciamo subito, oggi per domani.
Carta canta.

Se non lo si fa si gioca affannosamente di rimessa.
Facile prendere gol.

E Renzi lo sa bene.

Una volta vinto il referendum la maschera sarà alfine tolta.
Brutalmente tolta.
E, anche i coglioni in buona fede, elettori del PD , che avranno votato SI capiranno troppo tardi di aver pestato una enorme boazza.
Ma sarà tardi.

Ora. Grande parte del problema , purtroppo può essere risolto solo dall’ interno del PD.
Occorre qualcosa di eclatante.

Il PD o si spacca prima del 4 dicembre, oppure Renzi può persino vincere.
Questo va compreso dai Bersani, Cuperlo e (meno) da D’Alema.

Ma anche dagli elettori del PD.
E anzitutto dai suoi militanti provenienti dalla sinistra relegati a cuocer salsicce.
Mano d’opera a testa bassa e basso costo per Renzi..

Fatti e non pugnette.
Rompere.
Ora, subito, il partito malnato.
Sciogliere l’equivoco , cari amici ed ex compagni del PD.
Spetta anzitutto a voi il farlo.
A voi che continuate ad abbeverarvi ai pozzi avvelenati custoditi da Renzi in gran parte per conto terzi.

Insomma son pessimista.

Tuttavia la strada è ancora lunga.
La speranza è l’ultima a morire.