Pensionati.

Son pensionato.
Ormai da anni.
Volontario, peraltro.
Osservo dunque l’andamento dei lavori.
Mi compete.
Privilegiato e , naturalmente, critico.
Ho avuto solo una caduta di stile l’anno scorso.
Quando mi son fatto attivista.
Mal me ne incolse.
Ovvio.

Adesso osservo Renzi dopo il colpo di stato incruento: “Enrico stai sereno”.

E , c’è poco da fare.
Ragazzi: noi del NO , allo stato degli atti e dei fatti, non possiamo vincere. Al netto dei sondaggi.
“Se mi sbaglio mi corrigerete” come disse il papa polacco in combutta con Langley.

Spero di sbagliarmi.
Però, valuto la situazione a mente fredda.
I lavori in corso, che osservo dalla tivvù, non lasciano molto spazio alla speranza.
Spot governativi a tutte le ore. Su tutte le reti.
Per la serie : vuoi tu la f… a pacchi oppure vuoi fare voto di castità ?
La prima che hai detto, rispondono all’unisono anche e soprattutto i pensionati.
Memori dei trascorsi. Nel bene e nel male.

Poi gli spot puntano molto sugli elettori all’estero.
Mi sa che faranno la differenza.
Al netto dei Masai.

D’altro canto che c’è da dire.
La legge sul voto degli italiani all’estero fu concordata , se non son del tutto smemorato, tra Veltroni e il ragazzo di Salò, Mirko Tremaglia . Quel tale che (la terra gli sia lieve) ebbe a dire che se avessimo vinto ad El Alamein il destino dell’Europa e del mondo sarebbe cambiato.
Si capisce. Avrebbe magari vinto Hitler.

Adesso , per nostra gaudiosa fortuna, potrà vincere Renzi.
Il quale, m’ostino a chiarire non è un bluff.
E’ bravo.
Infatti convince Mentana (già convinto per conto suo) a farlo confrontare con ottuagenari del tutto rincoglioniti.

Come De Mita, che si sputtana dicendo che è stata messa la fiducia sulla riforma costituzionale.
Piccola confusione con la riforma elettorale.
S’è colpito e affondato tutto da solo.
A quel punto il Fiorentino gli fa il culo a strisce.
Lo tortura a lungo , nonostante le aperture “dialettiche” di De Mita da Nusco e poi lo pugnala , più volte, crudelmente.
Vile , tu ammazzi un uomo morto!
Già ma chi è davvero vivo?
In altri e più popolari termini, chi può battere il nipotino di Gelli in un confronto diretto.
Oggi, in Italia?
Me la vedo brutta disse la marchesa camminando sugli specchi…

Fatto è cari compagni e compagne, che per battere Renzi bisogna andare all’arma bianca.
Frontali.
Non dialettici.

Insisto su questo punto.
Il novecento è alle nostre spalle da tanto tempo, se è vero che è stato il secolo breve.
Dunque non bisogna aver paura di aver coraggio.
Tutt’al più si cade in piedi.
E magari , contro mia previsione, si potrebbe pure vincere.

Sì, però se il prossimo confronto si farà con Dini , Lamberto dico, dando per scontato che a Renzi piace vincere facile, sarà un altro bagno di sangue.
Nostro.

Spero almeno che D’Alema o chi per lui rifiuti di prestarsi a farsi socio dell’AVIS.

Bisogna porre un limite al proprio ego.
E se lo dico io, potete credermi.
La tattica deve essere altra e ben diversa.

Renzi parli da solo.
Tutto solo.
Si parli addosso.
Estenuando così quelle parti di elettorato più scafate.
Coloro i quali cominceranno a porsi domande , di fonte all’ossessiva propaganda del Partito della nazione.
Coloro che possono innescare una reazione di rigetto provocando un effetto domino nella percezione della più larga opinione pubblica.

Si potrebbe fare.
Anche di fronte a quel che mi viene descritto come un fallimento clamoroso della manifestazione del PDR a Piazza del Popolo.

Tutto ciò per dire che i pensionati dovrebbero sottrarsi al duello con il fiorentino.
Prima condizione per dargli qualche serio problema.
E risparmiare (forse) all’Italia un regime. Un altro e nuovo ventennio.

PS. Nel caso comunque non mancherà la Resistenza (politica e sociale , naturalmente) in una inedita alleanza tra giovani e pensionati.

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25 Risposte to “Pensionati.”

  1. claudiopagani Says:

    Io non ho visto il confronto con de Mita , tuttavia a leggere i commenti in rete ( a partire da Celeste Ingrao figlia di Pietro ) pare che il giovanotto abbia preso alcuni sonori “ceffoni” anche perchè cercare di maramaldeggiare con un novantenne ( per di + democristiano come lui) puo dare un’immagine un po sinistra che spiace al “mammismo” italico . Senza eccedere nell’ottimismo , penso che il tuo pessimismo sia (scaramanticamente ) eccessivo e che a dicembre possiamo avere una piacevole sorpresa : naturalmente anche se vinceremo il giovanotto cercherà di resistere con tutte le sue forze e quindi la guerra continuera…

  2. Milli Says:

    AGGIORNAMENTO SOTTOSCRIZIONI APPELLO “SE BEN CHE SIAMO DONNE”.

    Dopo la meravigliosa Piazza maggiore per il NO, pubblico di seguito l’appello “Se ben che siamo donne” con le sottoscrizioni aggiornate ad oggi.

    L’appello è stato consegnato questa sera anche a Maurizio Landini.

    “Se ben che siamo donne…”

    Dalle donne del No al referendum costituzionale, un caldo invito ad una maggiore riflessione.

    Quest’anno ricorre il 70 esimo anniversario del suffragio universale, il 2 giugno del 1946 le donne ebbero per la prima volta il diritto di esprimersi sulla forma di stato da dare all’Italia: Monarchia o Repubblica: scelsero la Repubblica, nata dalla Resistenza, cui parteciparono attivamente, militando nelle fila partigiane da staffette e antifasciste.

    Noi, come loro, alla vigilia di un referendum che mette in discussione gli assetti dello Stato italiano pregiudicandone il pieno parlamentarismo, il funzionamento del suo decentramento nonché la reale autonomia degli enti locali, sentiamo di dover prendere parola chiamando alla responsabilità di una proposta che sottenda al NO, il concreto rilancio della Costituzione antifascista.

    Guardiamo infatti sempre più preoccupate al livello di banalizzazione forzosamente semplificatoria raggiunta dalla campagna referendaria da parte del segretario del Pd nonché Presidente del Consiglio Matteo Renzi il quale evita caldamente di entrare nel merito di una riforma che penalizzerà innanzitutto la rappresentanza dei cittadini e delle cittadine e dunque il principio della sovranità popolare.

    Ci sembra sia quindi venuto il momento di intervenire con forza e chiarezza sulle modalità e le scelte operate dai Comitati per il No e dire cosa noi donne vorremmo per il nostro paese. E perché lo vorremmo.
    Per questo elenchiamo una serie di punti metodologici e di merito su cui riteniamo che l’investimento politico da qui al 4 dicembre debba essere massimo e li poniamo all’attenzione di tutte e tutti.

    Nel merito della riforma:

    1) Diciamo NO ad un senato non eletto dagli/dalle italiani/e, formato da sindaci e consiglieri
    regionali.
    Noi donne che conosciamo bene la fatica del doppio e triplo lavoro, vorremmo caldamente che
    gli eletti e le elette negli enti locali restassero nei loro territori ad amministrare in autonomia e saggezza la cosa pubblica.
    Un Senato non elettivo e con funzioni limitate, come la riforma delinea, costituisce una non-camera. Meglio di un Senato pasticciato, sarebbe considerare la sua abolizione, funzionale allo snellimento delle procedure ed al risparmio di denaro pubblico soprattutto in tempo di crisi.

    2) Diciamo NO ad una Camera dei Deputati nominati dai partiti.
    Vorremmo invece una sola Camera con 400 deputati, eletti con un sistema elettorale proporzionale, sbarrato al 4% che favorisse la piena rappresentanza delle forze nella garanzia di un quadro politico non eccessivamente frammentato.
    Vedremmo forse e finalmente i partiti della sinistra che sostanzialmente dicono tutti le stesse cose, costretti a mettersi d’accordo.
    Ma soprattutto indicheremmo alla “Cara Italia” , nata dalla a noi Carissima Resistenza, la vera strada per una riduzione delle spese e per una maggiore efficienza senza per questo penalizzare la democrazia rappresentativa.

    Nel metodo della campagna elettorale:

    1) Nel dibattito televisivo sul referendum invitiamo il fronte del NO ad impedire per il futuro asimmetrie interlocutorie, tanto più in assenza di un sistema informativo che non garantisce entrambi gli schieramenti e che ci fa riflettere in merito ad una maggiore utilità di dibattiti per il Sì e il No separati (ne guadagneremmo tutti/e in tempo e salute) e partecipati in egual misura da donne e uomini. Le voci delle donne sono sacrificate in maniera inequivocabilmente preoccupante da entrambi gli schieramenti.

    2) Ci piacerebbe che alla pesante e violenta invasione di manifesti del Sì rispondessimo con una cartellonistica leggera, ironica e dissacrante (non sarebbe male considerare un messaggio che invoca l’incremento di politici almeno per una cifra equivalente a quella dei cittadini italiani)

    3) Per i fondi necessari vorremmo ricorrere alla pratica di micro finanziamento dal basso che
    mobiliti persone e risorse. In gergo lo chiamano crowdfunding, ma noi donne non ci facciamo
    spaventare da un uso sconsiderato di parole straniere.

    4) Vorremmo infine una campagna elettorale all’insegna di positività e serenità. Che restituisse fiducia nella democrazia diretta fuori dai messaggi illusori che promettono infrastrutture, previdenza e posti di lavoro unendo al ricatto politico del voto, quello di una risposta agli stati di bisogno di una popolazione impoverita proprio da questo governo. Ricordiamo infatti che in Cile nel 1988 il No al referendum, in condizioni durissime, sconfisse con intelligenza e con il sorriso il brutale regime di Pinochet.

    Chiudiamo questo documento/appello con le parole di Teresa Mattei, madre costituente:

    “Questa Costituzione è stata realizzata solo in parte, bisogna concretizzarla, non cambiarla. Bisogna far sì che viva per il popolo, che sia conosciuta da tutti ed io mi appello qui a tutti voi, bisogna che dai giovani la storia sia conosciuta bene, bisogna che i ragazzi conoscano le leggi, bisogna che la Costituzione, sia ancora studiata, conosciuta e vissuta da ognuno di noi.

    Da Bologna con affetto a tutte le forze impegnate nella difesa della nostra Costituzione”.

    Paola Ziccone, Ifigenia Kanarà, Milli Violante, Assunta Signorelli, Paola Bottoni, Mauria Bergonzini, Mara Tagliavini, Donatella Mungo, Morena Malaguti, Silvia Ferraro ,Simona Roncarati, Patrizia Bellei, Edda Aureli, Silvia Del Bianco, Lola Irene, Marzia Marchesini, Gaia Di Cicco, Giovanna Sabbatani, Monica Basalti, Mariarosa Lamanna, Anna Maria De Luca, Cristina Di Domizio, Silvana Bonora, Elisabetta Bandiera, Cinzia Zini, Cinzia Marchetti, Teresa Giuliano, Dina Mugnai, Nicoletta Cacciari, Vincenza Atzori, Lucia Bedosti, Maria Luisa De Palma, Rossella Selmini, Giovanna Borrelli, Maria Minozzi, Aurora Eliseo, Nella Cuomo, Francesca Mancini, Luisa Diodati, Maria Luisa Iacuzio, Concetta Adele Di Silvestre, Maria Errico, Paola Cavazzuti, Eva D’Ajello Caracciolo, Aurora Cuomo, Fulvia Gavelli , Mirella Croce, Anna Violante, Luisa Violante, Lucia Ciarmoli, Anna Maria Magrelli, Maria Teresa Violante, Vanessa Francescon, Giorgia Villa, Annamaria Gobbetti, Raffaella De Vito Franceschi, Sonia Lepri, Giovanna Tanzi, Laura Veronesi, Claudio Baccolini, Piera Stefanini, Renzo Vermicelli, Cinzia Salomoni Siano, Cecilia Alessandrini, Fabio Alvisi, Andrea Avantaggiato, Genoveffa Panipucci, Grazia Anna Gino, Ivano Marescotti, Erminia Mazza, Laura Bertazzoni, Elena Veronesi, Claudia Candeloro, Uliana Zanetti, Rita Cirillo, Danilo Gruppi, Renata Bortolotti, Andrea Scagliarini

    (Le donne promotrici di questo appello invitano alla sottoscrizione tutte e tutti coloro che ne condividono le proposte email: sebenchesiamodonneappello@gmail.com), Bologna 28 ottobre 2016.

  3. Milli Says:

    Ps. I tuoi articoli sono letti da donne e uomini. In età di pensione o meno. Il discorso sulle marchesi mi sembra inutile e alquanto dannoso alla causa. Per il resto assolutamente d’accordo.

  4. maurozani Says:

    Milli, quella era , di fatto, una citazione dal compianto Paolo Poli. Che ho sempre considerato un grand’uomo e, per fargli un complimento postumo una gran donna…

  5. maurozani Says:

    Per il resto non ho mai amato molto gli appelli, a parte quei pochi che ho scritto io.
    Ma ti autorizzo a mettere anche la mia firma sotto “Se ben che siamo donne…”
    Valutate se per caso non sia controproducente.
    C’è un sacco di gente che mi vuole male a Bologna e dintorni.
    Corrisposta. Of course.

  6. maurozani Says:

    Claudio son informato su ciò che corre nel web e sui social.
    Ma resto del mio parere.
    Tecnico.
    L’unica cosa è che, in effetti, il Fiorentino ha esagerato in cattiveria e ciò può aver inciso nel giudizio.

  7. maurozani Says:

    Ho provato a firmare. Complicato il procedimento, per un anziano come me.

  8. Milli Says:

    Grazie Zani, sapevo che avresti capito. La tua firma serve. È la firma di un dirigente politico di un livello che altri se lo sognano. Per quanto riguarda il sacco di gente è proprio così: un sacchetto a perdere. Ciao

    Ps. Se il Comitato nazionale per il No evitasse inutili confronti con il fiorentino sarebbe meglio. Molto meglio.

  9. Franco Says:

    Viene tralasciato un punto importante che riguarda il Titolo V. Se lo Stato intende avocare a sé alcuni capitoli di spesa,attualmente in capo alle Regioni, non si comprende il motivo per cui,da questa revisione sia escluse le Regioni a Statuto Speciale,alcune delle quali contribuiscono in gran parte al deficit nazionale.

  10. Alessio Says:

    Io il confronto sono andato a guardarmelo. E’ finito come doveva finire, con Renzi che vince nettamente, seppure ai punti e non per ko dopo 1 ripresa come con Zagrebelsky. Non condivido per nulla tutti gli entusiasmi letti su De Mita. Sono gli entusiasmi di chi è già schierato, di chi è già contro. Ma una persona, come dire, impolitica, uno di quei tanti che non segue e non si appassiona se lo avesse visto non poteva che stare dalla parte di Renzi. Ha coperta De Mita di merda, il messaggio è “l’ Italia fa schifo, ma io non c’ ero. E’ colpa vostra (di voi vecchi) che siete per il NO solo per difendere poltrone, le vostre, e privilegi (sempre i vostri). Cari italiani se mi votate si cambia”. Per avere 88 anni De Mita non ha sfigurato, ma sembrava Stallone nell’ ultimo film della serie Rocky (“Rocky Balboa”) cioè un pensionato che perde onorevolmente (mentre Zagrebelsky sembrava Apollo Kreed ucciso sul ring da Ivan Drago in sole 2 riprese in Rocky 4…). Sì , D’ Alema mi sembra l’ unico lucido, l’ unico che non cede al proprio ego capendo che un confronto danneggerebbe solo la causa del NO. Su Dini è inutile parlare, anzi forse è pure d’ accordo sottobanco con Renzi. Quanto alle minoranze Pd, quando uno pensa che abbiano toccato il fondo li vedi invece scavare. Sempre più giù, giù, giù…Cuperlo in piazza non si sa perché. E a proposito di italiani all’ estero, queste sono le ultime con Bersani bastonato per l’ ennesima volta che tace http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/10/31/referendum-negato-a-bersani-listituto-italiano-di-cultura-a-monaco-di-baviera-precise-indicazioni-ministeriali/3142110/

  11. Mario Bovina Says:

    Caro Mauro,
    non ho visto il confronto Renzi-De Mita dall’inizio, ma, per la parte che ho visto io, il Presidente del Consiglio, che procede sempre con le stesse battute e gli stessi slogan ad ogni confronto, si è trovato in difficoltà più volte.
    Ad ogni modo non condivido – come spesso è accaduto nella nostra unica avventura politica insieme – il tuo innato pessimismo: ce la si può fare.
    Devo dire che, nello specifico, di Renzi mi disinteresso del tutto (nel senso che non mi interessa cosa sarà dopo) mi interessa solo evitare che la Costituzione sia storpiata da una riforma oltre che gaglioffa e pericolosa anche giuridicamente analfabeta.
    Riflettevo sul fatto che i Presidenti delle Regioni, dimettendosi, potranno determinare la decadenza dei senatori della loro Regione dalla carica (nuovo Art. 57 V comma: “La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti”) e già questo è un abominio senza scusanti.
    Allo stesso modo il “trattamento Marini” (cioè la sfiducia depositata a mani di un notaio) potrebbe far cadere anche i senatori sindaci.
    Detto ciò, sono rimasto molto colpito dal fatto che un’altra persona in ambienti del tutto diversi dal tuo sostiene che bisognerà far massima attenzione al voto degli italiani all’estero che – con tutte le sue pecche – potrebbe anche essere (ma confido di NO) decisivo.
    * * *
    Infine un dovuto P.S.
    sull’avventura della Coalizione Civica datti pace: era un’ottima idea e io rifarei quasi tutto; non hai da dolerti se una manica di finti giovani (inconsapevoli della propria vecchiezza ideale e politicamente marcescenti), a difesa della propria posizioncina da quattro soldi ha posto in essere tecniche di conquista manu militari vecchie come il cucco che non è che non avessimo ipotizzato o temuto, ma che avevamo confidato – con qualche eccesso di fiducia, questo sì, in particolare da parte mia – non sarebbero state praticate.
    Ora comunque i fenomeni hanno in mano il cadavere della sinistra bolognese, anzi, SONO essi stessi il cadavere della sinistra bolognese e dei suoi riti stantii. Se ne portino pure il peso. Merola, l’ha già fatto capire, li aspetta a braccia aperte e loro, in fondo, non aspettano altro.
    Noi siamo liberi. Non è poco.
    E il tempo – si sa – è galantuomo.

    • Massimo di mascio Says:

      Anche io come Mario Bovina sarei per andare oltre quella esperienza. Non che non mi abbia lasciato l’amaro in bocca, ma non bisogna neanche perderci tempo ed energie.

      Sempre più spesso leggo del tumultuoso avanzare della robotica.
      Nel giro di un decennio cancellera’ la metà dei posti di lavoro. E una sinistra che voglia dare un senso alla sua stessa esistenza, dovrebbe interrogarsi su come rappresentare e chi rappresentare nello scenario prossimo futuro.
      Dato che non frequento social da un anno circa, mi sono dovuto acconciate a fare campagna per il NO di persona, con le persone. Al netto di errori valutativi legati all’ambiente che frequento, sono sempre più ottimista sulla vittoria del NO. C’è un diffuso fastidio verso le elites, viste come incapaci di risolvere le sofferenze prodotte da questo sistema economico, quando non anche complici.
      Andiamo avanti sereni, ripagando renzi con la stessa moneta del populismo. Sta sulle palle ad un sacco di gente e non è il caso di scendere nei tecnicismi che la gente non comprende. Un NO per mandarlo a casa, questo la gente lo capisce bene

  12. maurozani Says:

    Condivido la valutazione di Alessio. c’è poco da fare. Abbiamo a che fare con il telespettatore “impolitico”, Renzi lo sa . Sa usare e modellare il senso comune. De Mita non può farcela in alcun modo.Poi c’è la faccenda degli italiani all’estero. Renzi ha in mano molte carte per fare pressione e le usa tutte.

  13. maurozani Says:

    Mario , hai ragione, naturalmente quanto a Coalizione Civica. Io mi rammarico solo del tanto tempo e delle energie nervose dedicato a far da sponda ad una manica di politicanti . Comunque caso chiuso.
    In questa fase sto pensando alla possibilità che Onida la spunti. E, francamente non so bene, non ancora, cosa augurarmi. Dato che da un lato Renzi prenderebbe un colpo, dall’altro , come si dice a Bologna : chi l’allunga la scappa.
    E’ una valutazione difficile.

  14. Alida Castelli Gottardi Says:

    Caro Zani, l’accidia dei pensionati (loro malgrado nonostante quello che dichiarano) va messa in conto, e, De Mita, che continua a vivere, nonostante noi la politica come passione ci ha dato una grande lezione perché non confrontarci con quel pensiero?

  15. Milli Says:

    EDITORIALE
    Referendum, l’illusione che rinviare significhi vincere
    Massimo Villone
    EDIZIONE DEL
    03.11.2016
    PUBBLICATO
    2.11.2016, 23:59
    Alfano, ministro dell’interno, ha acceso le polveri sul possibile rinvio del voto referendario per il terremoto, e Renzi ha subito smentito. Ovvio. Un rinvio così motivato richiederebbe la modifica con decreto legge della tempistica imposta dalla legge 352/1970. Fatalmente, sarebbe letto come la mossa disperata di chi teme di perdere. Per di più, strumentalizzando un disastro che ha colpito la vita di tantissimi cittadini. Renzi sarà pure un giovanotto egocentrico e arrogante, ma di sicuro non è uno stupido. Ma altro sarebbe se il rinvio derivasse da una iniziativa giudiziaria, formalmente neutrale, attraverso la via un po’ tortuosa e incerta di un rinvio alla Corte costituzionale e di una sospensiva del decreto di indizione del referendum da parte di questa.

    Questo consentirebbe a Renzi di cedere con buona grazia alla forza maggiore di una pronuncia del giudice, al tempo stesso ribadendo la sua ferma volontà di andare al voto al più presto. Senso dello Stato, nessuna colpa, nessuna responsabilità politica.

    Lasciamo al gossip l’ipotesi – sussurrata a mezza bocca – che la strategia giudiziaria sia stata in realtà concordata tra i proponenti e Renzi, o sia comunque maturata negli ambienti anche autorevoli che sprofondano nel timore di una vittoria del No. Può essere o meno vero, ma non ci interessa. Perché comunque è una strategia che non serve al paese, e nemmeno allo stesso Renzi.

    Rinviare il voto significa guadagnare tempo, ma per fare cosa? Intuitivamente, per dare respiro alla campagna del Sì, oggi in affanno nonostante il dominio mediatico di Palazzo Chigi e lo smaccato appoggio a Renzi della economia e della finanza italiana e straniera. Inoltre, per mettere mano alla riforma dell’Italicum, al fine di riguadagnare la dissidenza interna Pd e tutti quelli che sono pronti a prendere per buona qualunque riforma pur di risalire sul carro governativo.

    Pare a noi che le riforme di cui si parla siano in realtà volte a recuperare la sostanza dell’originario patto del Nazareno, ripristinando le condizioni di un bipolarismo forzoso – pur quotidianamente smentito dai fatti e dai sondaggi – tra un centrosinistra di Renzi, e un centrodestra di Berlusconi o chi per lui. A tal fine si potrebbe aprire alle coalizioni o agli apparentamenti per l’attribuzione del premio di maggioranza. Altresì, si potrebbe cancellare il ballottaggio e tornare al turno unico, se si mantenesse la soglia di accesso al premio bassa: ad esempio, intorno al 35%.

    Una riforma così costruita potrebbe puntare a ridurre le prospettive di successo M5S nelle elezioni anticipate probabili dopo una vittoria del Sì. Ma regalerebbe allo stesso M5S settimane o mesi di devastante campagna pubblicitaria sulla linea dell’inciucio e della vecchia politica che sopravvive con ogni mezzo nei volti apparentemente nuovi, per impedire il cambiamento virtuoso e imporre quello in danno della gente comune che lavora duramente per garantire dignità e sicurezza alla propria famiglia. Chi suggerisce strategie di rinvio dovrebbe riflettere. Non basta evitare la sconfitta oggi, se una vittoria male guadagnata domani costa di più.

    Per chi si è impegnato per il No senza etichette di partito, il rinvio può essere un fastidio, ma non un impedimento. Una battaglia giusta prescinde dal tempo in cui si svolge, ancor più se riguarda la Costituzione. Il destino di Renzi non è mai stato all’ordine del giorno. Per di più, ha già fatto tutto lui. Se anche vincesse il Sì, il 4 dicembre o dopo, Renzi rimarrebbe pur sempre il premier che ha forzato troppo sulle riforme, essenzialmente in vista del proprio potere personale, spaccando il paese su un terreno delicatissimo come quello dell’identità storica e politica data dalla Costituzione, e per di più ritardando con ogni mezzo il voto quando ha temuto la sconfitta.
    In politica conta l’autorità, ma ancor più l’autorevolezza. Con la vittoria del Sì Renzi potrebbe anche accrescere la prima, ma intanto ha già perso la seconda, e con essa una pretesa non arbitraria di governare il paese. Non c’è maggioranza truccata dal premio che possa restituirgliela, perché il suo posto nella storia l’ha già scelto lui stesso.

    Il rinvio non serve, a niente e a nessuno. In politica non è come nelle favole, in cui alla fine vissero tutti felici e contenti.

  16. maurozani Says:

    Alida io mi confronto con tutti. Non capisco bene il senso della tua osservazione.
    Semplicemente a me pare che Renzi scelga accuratamente i suoi interlocutori. I quali non dovrebbero prestarsi al gioco facile.A maggior ragione sino a che il NO appare favorito nei sondaggi.

  17. Remo Tedeschi Says:

    Delirio, il toscano sarà furbo, ma è letteralmente una brutta persona falsa, e quelli in piedi esaltati da questo…
    falsa perché non c’è nessuno dell’anpi, dei comitati del no che vogliono il “potere”, vogliono difendere la costituzione e basta, ha proprio ragione L.Castellina, pochi giorni fa a Bologna… la costituzione probabilmente è una scusa, cio che disturba seriamente Renzi è la Democrazia, che in ogni settore viene smantellata.
    Tutti i dittatorelli europei hanno rimescolato le costituzioni proprie
    dalla Bielorussia, alla Polonia , da Erdogan a Orban , e ovviamente il nostro Renzi, e tutti dietro da poveri ….Autocensura

  18. Alessio Says:

    Che fine ingloriosa, miserabile e indecente per la Sinistra in Italia. Nelle mani di gente come Bersani e Cuperlo, il Niente e il Nulla, o al limite subappaltato a Turchi e Turche o al garzone di Prodi, al secolo Pippo Civati. Tutti furbi, tutti che si spartiscono l’ osso che Renzi gli penzola dal carro. Non hanno capito che alle prossime elezioni li farà fuori tutti. TU-T-TI, non ne resterà neanche uno. E non solo a Roma, ma a tutti livelli scatterà la rappresaglia in stile israeliano, la caccia all’ uomo, l’ omicidio (politico) mirato. La loro testa sarà l’ indispensabile offerta per gli elettori di centrodestra,che fino ad oggi sono rimasti lontani dal Pd e ai ballottaggi votano M5S. Renzi potrà andare a dire “venite con me!!! Di comunisti non ce ne sono più!!! Li ho fatti fuori tutti!!!” Venite con me!!!”. Col loro sangue si costruirà il Partito della Nazione, il partito che dominerà il Parlamento e le Istituzioni, libero di modificare agevolmente anche la prima parte della Costituzione. In fondo come ebbe a dire Renzi nel 2015 “sono 70 anni che aspettiamo questa riforma”. E mica ha detto una cazzata come al solito, 70 anni fa la Costituzione Repubblicana non c’era, non c’ era nemmeno la Repubblica a dir la verità. Perciò ha ragione quando dice sono 70 anni che (noi) aspettiamo questa riforma. Noi chi? Noi quelli che sono da sempre contrari alla Repubblica nata sulla Resistenza e alla Democrazia costruita sulla Costituzione Repubblicana. Ancora l’ altro giorno Verdini si è lasciato scappare tra il serio e il faceto che fosse per lui tornerebbe allo Statuto Albertino e con l’ abolizione totale delle indennità parlamentari. Insomma, il ritorno alla democrazia dei notabili, ad uno Stato reazionario di libertà positiva, dove, contrariamente ad oggi, per il cittadino non è possibile fare tutto ciò che non è espressamente vietato ma dove sarà possibile fare solo ciò che è previsto per legge, mentre tutto il resto è vietato. Che disgusto Cuperlo, ma soprattutto Bersani. Sapete che dice anche oggi a Repubblica? Che il combinato disposto (riforma costituzionale e italicum) è pericoloso per la democrazia. Bravo!!! Vero!!! Giusto!!! E lui che fa? Niente. Facciamo finta che domani mattina Renzi, Verdini e Alfano cancellino l’ italicum e diano l’ incarico a Bersani di scrivere la legge elettorale che vuole lui. Bene, chec dovrebbe fare Bersani sul referendum? Votare NO. Perché? Perchp la legge elettorale è una banale legge ordinaria, nella disponibilità di qualunque maggioranza parlamentare semplice prseente e futura. Quindi, anche se fosse abolito l’ italicum nessuno garantisce la democrazia italiana che una futura maggiorana non lo reintrodurrà o magari introdurrà una legge elettorale anche peggiore. La conseguenza puramente logica è votare NO, non ci sono alternative. Se invece ti nascondi dietro alla legge elettorale o nelle solite supercazzole (il Sì cosmico, il No cosmico,etc..) allora significa o che sei un bugiardo (il combinato disposto non è pericoloso) o che non sei credibile (le hai votate 3 volte le riforme costituzionali). Quale sarà la verità? E chi lo sa…..Io non ce l’ ho da un pezzo, ma nessuno dovrà mai più avere fiducia in uno che annuncia il suo NO il 1 novembre, cioè solo un mese prima del referendum, cioè guarda caso il giorno dopo la scadenza del termine per la richiesta degli spazi elettorali ai comuni, cioè non farà comitati per il NO. L’ altro che invece ha firmato un pezzo di carta con Orfini, Zanda e Guerini non vale neanche la pena commentarlo. Una pantomima vergognosa, uno spettacolo teatrale tra lui e Renzi per nascondere dietro la foglia di fico della commissione i termini reali del loro accordo. Si crede furbo Gianni da Trieste. Ma finirà sterminato assieme a tutti gli altri se vince il Sì al referendum. E forse, lo sterminio delle minoranze Pd, sarà l’ unica cosa buona fatta da Renzi. P.s. Sono almeno 2 anni, ben prima di riforma Boschi o italicum, che D’ Alema ogni volta che parla premette di non appartenere a nessuna minoranza Pd. E ti credo!!! Si può vincere, si può perdere. Ma non si può perdere la dignità. Perciò non accetterà mai di farsi accomunare a quella gentaglia o di essere ricordato assieme a loro

  19. Remo Tedeschi Says:

    e pensare che affancu.perlo lo abbiamo votato, ma su di morale,
    la vittoria della Ilaria, scatenerà un’ondata di ritorno della “sinistra” internazionale, grazie anche al boss e Beyoncè, Alessio ,avercene per il no.
    ps
    stasera però Onida dalla Gruber doveva menare di più la madonnina Rucellai, troppo buoni e gentleman, troppo…..

  20. Alessio Says:

    Ma tutto sommato io non ce l’ ho coi tengo famiglia. Cioè umanamente li capisco, anche se politicamente non posso che disprezzarli. Però cazzo, se anche vuoi farti solo gli affaracci tuoi, se hai già una certa età e devi pensare al futuro, ok. Ma almeno fallo in maniera furba, cazzo!!!! Non firmare accordi che non puoi esigere!!!! Tanto più con dei banditi. Se anche voti Sì il 4 dicembre, ma chi ti dice che ti rimettono in Parlamento? E come fai a fidarti di Renzi o Guerrini? Insomma, se fossi uno tipo De Luca o Emiliano o Errani, insomma gente discutibile ma che i voti li prende potresti avere anche potere contrattuale per trattare. Ma sei Cuperlo, che voti sposti quando persino tua moglie ha detto che vota diverso da te? Ma lasciamo perdere….ma di chi stiamo parlando??? Ma di che stiamo parlando???

  21. Remo Tedeschi Says:

    blue-collar per Trump, questa Carletto Marx non l’aveva previsto…

  22. claudio pagani Says:

    E come no , caro Remo ? I blue collars votano in stato di “assoluta necessita ” perche i democrats USA li hanno abbandonati al loro destino preferendo essere organici alla grande Finanza: e quando uno è in “stato di Necessita ” ogni scelta è legittima.. Sono i “voti d’opinione ” di quelli “di sinistra con la panza piena ” che fanno schifo e non solo da oggi e non solo in Italia…

  23. maurozani Says:

    Marx ha previsto questo e molto altro …in verità.

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