Archive for dicembre 2016

Mucca pazza.

dicembre 21, 2016

Poletti la mucca buona come ebbi, lombrosianamente, a definirlo ha sbroccato all’improvviso.
Può accadere.

Non è evento del tutto insolito.
Tempo fa, orsono 60 anni circa, io stesso fui testimone di una mucca impazzita.

In campagna.
Accadeva a volte che una mucca, fino a quel momento del tutto mansueta , come appunto si conviene ad una mucca, si desse improvvisamente alla campagna.

Perché?
Non saprei.

Forse voleva dismettere il suo abito bovino dal destino segnato per andarsene fuori dalla stalla a vedere il vasto mondo.

Forse era il virus , ai tempi non ancora indagato, della mucca pazza.
Al caso una coppia di carabinieri in bicicletta la braccavano, moschetti alla mano, per le cavedagne.
Con licenza d’uccidere.
Problema d’ordine pubblico.

Adesso siam più civilizzati.
Mica si può far fuori una mucca, per di più ministeriale, come nulla fosse.

Tanto più che il volto pacioso, rassicurante, bonario del Poletti, servì egregiamente a deliberare il Jobs Act con la lunga teoria di voucher al seguito.
Uno che se si dimette sputtana l’intero universo renzista.
Soprattutto in vista di un possibile referendum.
D’altro canto Renzi lo aveva prescelto proprio per quella faccia buona.
Immagino con silente scandalo degli imolesi doc che lo hanno sempre considerato come uno da mandare…alla cooperazione.
Cioè fuori dai coglioni.

Mi spiace ortodossi ex compagni imolesi.
Riusciste una volta ad avere un sottosegretario.
Ma da quando Renzi ha espugnato la vostra stalla/fortezza è fuggita una mucca.
Ed è diventata ministro.
Ma come si dice : “sarà pure una mucca pazza, ma è la nostra mucca”.
Un vostro problema, appunto.
Auguri.

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Il post scomparso.

dicembre 20, 2016

Non trovate più un post che ho scritto ieri sera.
L’ho riletto stamattina.
Troppo autoreferente.
Troppo autobiografico.
Troppo egocentrico.
Per la serie : il vecchio ha fatto sempre bene.
Gli altri fanno cagare.
Tale potrebbe essere la lettura di molti.
Anzi pochi.
Quei quattro gatti che ancora mi seguono da quando ho abbandonato Facebook.
Non va bene.
La tentazione si spiegare cose del passato che pochi conoscono è umana.
Umana, troppo umana.
Al punto da rischiare una distorta interpretazione del personaggio. IO.
Dunque l’ho messo , dolcemente nel cestino.
Bisogna stare attenti quando il tempo passa.
Evitare di autoincensarsi sia pure dicendo verità poco note.
Ma di cui non frega nulla a nessuno.
Sorry.

Isola D’Elba.

dicembre 12, 2016

“Se perdo non solo vado a casa ma mi ritiro dalla politica”

Detto e ripetuto.

Di fronte ad una tale assertività ancora una volta mi son fatto sviare.
Pensavo: a costui (che non ha niente a che fare , anche solo pallidamente con la mia idea del mondo), non mancano le palle.
Uno che si gioca tutto in una volta sola.
Innovativo.
Sul serio.
Con qualche larvata affinità (udite , udite) col mio modo di concepire e praticare la politica.

Come quando nel secolo scorso (1999) ebbi a mandare a fare in culo (Parigi non vale una messa) quanti nel mio partito mi avevano preparato un trappolone al solo scopo, di fermarmi, o almeno condizionarmi.
Uno stile aperto e sfidante insomma.
Tout azimut.
E vada come vada.

Weberiana etica della convinzione.

Mi sarebbe piaciuto un avversario così.
Fossi stato ancora in politica.

Invece no.
Faccia come il culo.
La solita merda.

Emerge, alla luce di questo sole di dicembre, un semplice buffone.
Il solito politicante che non merita l’onore delle armi.
Uno senz’arte né parte. Né dignità personale.
Craxi , che politicamente combattevo, ma il cui stile a volte apprezzavo (vedi sopra) a confronto è stato un gigante.

Adesso il poveretto cerca di fare il cartaro dietro le quinte.

S’immagina che quel 40% sia tutto suo.

La vedo dura.

Intanto sto’ Gentiloni (vecchia nobiltà romana) con un’ extravaganza (se lo poteva permettere a gratis) extraparlamentare in gioventù, (il mitico MLS) e poi una prassi politica rutelliana e un’adesione alla Margherita è un tale rotto ad ogni esperienza.
Amico di Ermete Realacci (super paraculo ambientalista ) e Chicco Testa ( estrema destra liberista, grazie alla politica) può non essere uno facile da eterodirigere.

Vecchia , decrepita politica.
Extraparlamentari e democristiani .
Due facce della stessa medaglia.
Gente suadente , che ti sorride mentre t’azzanna.
Conigli mannari. (il copyright è di Pansa).

Mi sbaglierò.
Ancora.
Ma la faccenda m’appare complicata.
Fosse per me tiferei elezioni subito, comunque presto.
Come Renzi.
Dato che non c’è tempo per la sinistra. Almeno nel medio periodo.

Sarebbe comunque un mezzo disastro.
Inevitabile , tuttavia.

Dato che se Dio c’è (com’era scritto sui muri ai tempi di CL) la sinistra non c’è più.
Vedi alla voce Miguel Gotor .
Uno sfigato bersaniano che dice : “ il governo del PD non può esser composto
solo da esponenti del sì”.
Un deficiente.
Fatto e finito.

Poi c’è Mattarella.
Grato a Renzi per la sua elezione.
Ma fino a un certo punto.
Uomo mite e gentile.
Con denti d’acciaio.
Democristiano.
Di sinistra.

Personalmente, per quel pochissimo che l’ho sgamato in parlamento (più che conosciuto davvero) non lo disistimo.

Morale.
Non la vedo bene per Renzi.
Al netto della cronica insipienza della cosiddetta sinistra del PD.
Che fa parlare Stumpo.
Ottimo ragazzo .
Mi pare fosse un tempo addetto a servizi tecnici. Niente di male.

Non la vedo bene per lo statista di Rignano.
Perché vincerà tutto quel che c’è da vincere: congresso e primarie.
E poi perderà la partita.
Quella che conta.
Le elezioni.
E poi, magari, lo vedremo aggirarsi per padiglioni protetti in protette strutture con uno scolapasta in testa.

E’ il suo difetto.

Fallito il suo 18 brumaio. Adesso è all’Isola d’Elba senza neppur aver avuto il tempo di vedere il “sole di Austerlitz”.

Entro cento giorni sarà a Sant’Elena.

PS. Chiedo scusa alla memoria di Napoleone…

PPS. Aggiungo dopo aver visto che nel governo Gentiloni non cambia nulla.   Magari mi sbaglio. Magari Gentiloni è una pippa. Confermo però il destino di Renzi. Noi del No a costo di cadere dalla padella alla brace gli voteremo contro. Sempre.

NO.

dicembre 5, 2016

In fretta.
Rimando una riflessione compiuta.
Abbiamo stravinto.
Non ci credevo.
Non potevo razionalmente credere che un tale che convoca un plebiscito lo ottiene in pieno …contro di lui.
Sempre stato il mio difetto che ha accompagnato tutta la mia carriera politica.
Sopravvalutare gli altri.
Difetto unito ad un pessimismo quasi esistenziale che non fa certo la dote di un buon politico.
Fui quasi ottimista, al di là di ogni ragionevolezza, lo scorso anno e mal me ne incolse.
Ma sono contento.
Gli elettori hanno portato in salvo la Costituzione della Repubblica.
Viceversa si sarebbe inaugurato l’anno primo dell’era renzista.
Il disegno infatti era subdolo assai.
Togliere potere a tutti gli altri organi istituzionali e costituzionali svuotandoli dall’interno e lasciando in campo un uomo a comandare.
Era un premierato forte mascherato e perseguito con mezzi sleali.
Il combinato disposto tra Italicum, senato non elettivo e messa delle regioni su di un binario morto era puro veleno per la nostra democrazia.
Non ci hanno risparmiato nulla per perseguire un tal progetto volto alla nascita del partito della Nazione che prevedeva l’inquinamento dei  pozzi in successiva progressione.

Mai vista una tale faziosità, un così esteso fronte di poteri pur di conseguire l’obiettivo.
Anche per questo parlando con qualche amico fino a ieri l’altro prevedevo una vittoria di stretta misura del sì. Tipo : da 50,5 a 51,5%. Con tale assurda precisione mi esprimevo in camera caritatis.

Dunque per me ciò che è avvenuto resta un miracolo.
Della democrazia italiana , della maturità degli elettori.
Non ero tuttavia il solo a dubitare di una vittoria del NO.
Ricordo Grillo che aveva già provveduto a fare incetta di malox, lo stesso Travaglio che di fronte alla “folle ordalia” voluta da Renzi ricorda , onestamente , oggi che : “l’abbiamo fatto nella certezza di uscire sconfitti in una battaglia persa in partenza”.
So , o credo di sapere che anche la cosiddetta sinistra del PD (ma può esistere una sinistra nel PD?) pensava di poter aumentare il proprio potere di contrattazione entro una vittoria del sì di stretta misura.
Vedi alla voce Cuperlo.
Ricordo anche la tardiva espressione di voto di Prodi , sul filo di lana.
Molto significativa.
A maggior ragione bisogna rendere onore ed esprimere gratitudine a quanti si sono impegnati allo stremo nei comitati per il NO.
La mobilitazione della sinistra dispersa da Renzi ha avuto un ruolo di primo piano , se non decisivo nella vittoria.
Per questo non ha vinto la destra.
Salvini può dir quel che vuole ma non ha vinto lui.

A questo punto bisogna esser chiari , soprattutto con Grillo.
Già, perchè non si può fare una campagna elettorale contro il combinato disposto che prevede l’Italicum e poi precipitarsi a magnificarlo come ha fatto lui non più tardi di stanotte.

No, cari pentastellati.
Se fate così diventate uguali agli altri.
Non per caso qualche post addietro misi in guardia esattamente su questo punto.
Quella legge è una grandissima porcata assai più del porcellum perchè va nella direzione opposta e contraria alla necessità assoluta di dare piena rappresentanza ai cittadini che hanno votato No salvando la Costituzione.

Dopo la solfa infinita sulla governabilità tutto è peggiorato.
Adesso deve prevalere la rappresentanza e non solo in Italia.

Ripeto per l’ennesima volta che la democrazia o è rappresentativa o non è.

E se non lo è avanza il peggior populismo. Dunque : legge elettorale proporzionale sia pure temperata da forme di ragionevole sbarramento.
E magari un premio leggero a chi la maggioranza l’ha già conseguita nelle urne.
Questa storia che in democrazia governa comunque una minoranza ristretta è una presa in giro per allontanare i cittadini dalle urne elettorali.
La stabilità dei governi è principalmente un fatto che attiene ad un consenso reale non fittizio.
Ragion per cui non si può votare –  Corte costituzionale a parte – con l’Italicum che peraltro dava già per scontata la non elezione del Senato.

Calma e gesso dunque.
A votare il prima possibile , certo. Ma con una legge almeno decente.
Altra strada non c’è.
Si deve vincere con i voti reali non con un colpo di mano.
Ci ha già provato Renzi ed ha fallito.

 

 

PS. Il miracolo s’è avverato.

Evviva la madonna che ci segue dall’alto del colle.
Al quale, ovvio non mancherò di salire.