Politicamente scorretto/sinistra.

E’ una lunga storia. La deriva della sinistra.
In Italia l’inizio della fine fu sancita in un congresso del PDS a Roma (1997) poi ratificata nei cosiddetti Stati Maggiori della sinistra a Firenze(1998) dove nacquero i DS.
Complice l’antipartitismo diffuso da tangentopoli in poi, si abolì (vade retro) la parola partito.
Ma ad esser del tutto onesti la deriva iniziò con la caduta di quel muro a Berlino.
La forza della volontà non bastò a ricollocare la sinistra entro un contesto geopolitico del tutto cambiato.
All’etica della convinzione di Occhetto (cui il sottoscritto aderì) anche per istintiva/volontaristica reazione alla vecchia nomenclatura, (che Dio l’abbia, oggi, in gloria) subentrò il realismo dalemiano più aderente ai nuovi tempi. Mi parve.
E così aderii, anche a quello.
Fino a Roma laddove -per dirla con Leopardi- si vantarono le “sorti magnifiche e progressive” della globalizzazione.
S’inaugurò il riformismo. Parola fino ad allora impronunciabile.
Abile strategia adattiva, secondo D’Alema, resa senza condizioni, secondo me.
In questo dilemma , confermato da risultati elettorali men che modesti, si fece strada dopo gli stati generali (dove c’erano appunto solo generali) l’Ulivo come “soggetto politico”. La prima onesta versione aveva già vinto per il tramite di un’ alleanza politica tra diversi nel 1996.
Vinse ancora in seguito “uniti nell’Ulivo” e poi morì repentinamente il “soggetto politico”.
Non paghi i DS decisero di passare dalla improbabile Unione riunita sotto il non più tanto frondoso Ulivo, alla fondazione di un nuovo partito.

L’uovo di Colombo.
IL PD tanto a lungo perorato da Veltroni e da Prodi come sbocco necessario al tortuoso percorso ulivistico.
Basta con coalizioni , alleanze politiche ed elettorali , via tutta la vecchia merda e avanti verso un sistema politico bipartitico con un partito a “vocazione maggioritaria”.

Tutti d’accordo.
Quelli che oggi vengono letteralmente asfaltati da uno che ha “straperso” il plebiscito sul suo progetto politico sono gli stessi che aderirono entusiasti nel 2007 al varo del PD. Dal quale veniva espunta per sempre la parola sinistra. Infatti non la si trova mai in nessuno dei “documenti” (carta da culo in verità) fondativi del PD.

Il risultato non poteva che esser il golpe di Renzi .
La definitiva cancellazione di tutto ciò che, malamente residuava della sinistra italiana in favore di un partito di centro post democratico e neo democristiano con chiara tendenza al peggior populismo.

Peggiore perché ipocrita e senza principi.

Infatti adesso Renzi per contrare (termine pugilistico) i grillini in difficoltà punta a sfidarli su : commissione d’inchiesta sulle banche (compresa quella in cui contava il suo papà) e abolizione dei vitalizi.
Un programma a tutto tondo come ciascuno può apprezzare.
Particolarmente incisivo sulla sorte dell’Italia e dell’Europa e dei giovani disoccupati e degli anziani in difficoltà.

Una commissione d’inchiesta non si nega a nessuno e conta meno di zero e l’abolizione dei vitalizi serve solo a far volare stracci in faccia al popolo considerato bue e a compiere un altro passo verso una plutocrazia all’americana.
Già oggi, dopo che sono liquidati i partiti, chi non ha un solido reddito e soldi da spendere non può neppur lontanamente aspirare a diventare parlamentare della Repubblica se non leccando (a lungo) il culo di un capo.
Questo vuole il boy scout di Rignano.

Dunque adesso , cari amici e compagni dissidenti è ora di decidere.

O ve ne andate, sia pur allo sbando , senza garanzie del futuro o restate a fare da comparse, burattini o servi sciocchi del Capo.
Il quale con un congresso in due mesi vi rende del tutto inessenziali.
E lo sapete.

Vi attende una traversata nel deserto.
Sempre meglio intraprenderla in cerca di qualche oasi a sinistra in attesa che qualcuno, dopo di voi, si spinga più avanti che stare lì a mangiare merda tutti i santi giorni.
D’altronde tutto è in forte movimento in Europa e nel mondo .

Non durerà per sempre quel “mondo piatto” preconizzato dalla globalizzazione egemonizzata dal capitale finanziario di rapina.

Molta gente reagisce.
Va a destra.

Sta a voi raccogliere e ricollocare in altra e ben diversa prospettiva i motivi stessi della destra che si alimentano della sofferenza e della disperazione di larghi strati delle società europee.
Lo potete fare  sol che usciate dal paradigma culturale al quale vi siete appecoronati per più di cinque lustri.
Se non lo fate , beh allora non avete la stoffa per rivendicare alcunché.

Siete zombies. Morti che camminano.
Il riformismo al margine della grande rivoluzione del capitale globale ancora in atto serve come l’aspirina contro il cancro.
Io qualche ideuzza alternativa e praticabile l’avrei, anche e soprattutto in rapporto alla attuale agonia dell’Unione Europea. (Ve la descriverò per sommi capi non appena varò un PC funzionante).

Intanto mi chiedo : possibile che nelle vostre testoline non vi sia ancora qualche neurone vitale?
Non ci posso credere.
Ma forse m’illudo.

 

PS. Naturalmente questo mio non troppo gentile invito non è rivolto a quanti hanno votato SI’ . Loro stanno bene dove stanno.

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26 Risposte to “Politicamente scorretto/sinistra.”

  1. claudio pagani Says:

    Mauro , come sempre , trovo l’analisi condivisibile ma.. Si c’è un ma . Tu scrivi Voi ( contrapposto ad io immagino ) come se “il paradiso” toccasse a chi , per tempo , ha visto i pericoli e ha fatto autocritica ( purtroppo largamente inascoltata) . La politica non è , scusa l’ovvieta , una teoria filosofica , ma pratica in un contesto dato e quasi sempre si finisce per perdere la “purezza” . Io sono molto scettico sull’ispirazione idealistico-volontaristica , che attribuisci ad Occhetto e che , proprio per quello , manifesto i suoi limiti strutturali alle prime elezioni politiche post svolta (1992) in cui il PDS raccolse un misero 16,1 contro il 26,6 del PCI nel 1987.. Con quei numeri piccoli il PDS era già morto , come soggetto politico autonomo della sinistra e , infatti passati un paio di anni nella palude occhettiana tocco affidarsi al “bacio mortale ” di Prodi e dell’Ulivo. Io credo MOLTO invece nella FORZA DEGLI EVENTI come forza in grado di convincere Masse di un qualche rilievo e non solo avanguardie.. E infatti è stata FONDAMENTALE la battaglia referendaria VINTA che ha stabilito un discrimine . Tutti coloro che si sono battuti per il no sono gli interlocutori della nuova fase e chi avra piu fila tesserà piu tela nella nuova fase . E’ stata talmente decisivo il Referendum che i “burattinai ” di Renzi hanno avuto un attimo di sbandamento e poi gli hanno affidato il progetto SOLUZIONE FINALE che significa estirpare definitivamente ogni anche vago sentore di sinistra nel PD , in vista dell’obiettivo di costruire un soggetto compiutamente centrista , magari in alleanza con la destra ( e non dico solo Berlusconi , perchè credo che , anche con lui,non abbia numeri sufficienti) : questo è il modello Macron anche in Francia ( il candidato ufficiale del PSF è uno dei piu radicali di quel partito. Ora consentimi di fare un esempio . Anche al povero tentennante Bersani le ripetute botte in testa fanno male e , soprattutto , gli fanno capire che probabilmente il padrone di “casa mia ” non è proprio un suo amico. E le botte ripetute sono molto piu incisive di molti ragionamenti..

  2. milli Says:

    Mi raccomando. Se il computer non funziona comprane un altro. Ciao Zani. Sempre in gamba, eh

  3. Massimo di mascio Says:

    Vorrei sommessamente ed umilmente dire una cosa:
    Leggo questo post, leggo Il commento di Pagani e a pelle “sento” qualcosa che stride.
    Quello che stride è il concetto sottostante è che si parla di contenitori, partiti, movimenti, non so….
    Ma credo che ormai la gente ( sempre a questa gente bisognerebbe riferirsi) o sceglie il capo-popolo ( renzi, salvini, grillo, etc) a cui delegare tutto e nel quale riconoscersi, o non riconosce proprio nessuno e nella migliore delle ipotesi si applica e si da da fare nel suo piccolo.
    Quello che voglio dire è che alla gente ( come me, ma non credo di essere l’unico) prima di ritrovare una casa nell quale stare, interessa che qualcuno gli vada incontro a maniche tirate su, non chi tira su una serranda e aspetta che arrivi il pubblico.
    Leggo appelli di vari partitini, vedo scissioni preventive prima di Congressi Fondativi, leggo il Pisapia di turno e mi pare che siano tutti autoreferenziali.
    Facciamo una scommessa?
    Al referendum sul job acts, ci saranno migliaia, decine di migliaia, centinaia di migliaia di persone che piene di entusiasmo si daranno da fare, ma fuori dai partiti e movimenti, senza neanche porsi il problema degli stessi.
    Chi vuole intercettare questa gente deve alzarsi ed andargli incontro.
    Speranza, bersani, pisapia, cuperlo, fratoianni etc sono semplici scoregge nello spazio.
    Ben tornato Mauro.
    Leggo anche di Mario Anderlini.
    Il fatto di non essere “social” mi ha fatto perdere la notizia, l’ho conosciuto brevemente e mi dispiace tantissimo.
    Ora non sparire di nuovo

  4. maurozani Says:

    E’ così. Alzarsi e andargli incontro. Ma non dimenticare mai che dietro la vittoria del no ci son state persone, organizzatori puntuali che hanno lavorato notte e giorno. Io , per ragioni personali non sono stato tra questi. Dico solo che la spontaneità del rifiuto di Renzi ha avuto sponde solide, senza di che forse le cose sarebbero andate diversamente. O più semplicemente non si sarebbe ottenuto un risultato così eclatante.

  5. maurozani Says:

    Anch’ io valuto la forza degli eventi. solo che se non ci si da una mossa da fare gli eventi possono portare in direzioni non previste e malaugurate.

  6. claudio pagani Says:

    Io non credo nello spontaneismo e nell?”andare incontro alle masse” . Le masse vanno SEMPRE organizzate , altrimenti si ha solo il plebeismo…Condivido l’osservazione di Mauro sul Referendum . E proprio li che masse disperse e “protestarie ” hanno capito che “si puo fare ” . Ma dietro quel successo c’era , magari poco visibile , un duro lavoro

    • Massimo di mascio Says:

      E le organizziamo su cosa? La centralità del Lavoro che tra 10 anni sarà svolto dai robot?
      Sull’internazionalismo quando ormai vanno avanti i nazionalismi?
      Quali sono i capisaldi della sinistra ai quali ancorare le masse?
      Si è vero:siamo tornati alla plebe. Sappiamo chi ci ha spinto ad esserla, ma Lenin come fece a trasformare la plebe in rivoluzionari?
      Se si pretende di essere avanguardia, mi aspetto che chi ha questa pretesa vada almeno a cercarla la plebe.

  7. maurozani Says:

    Avviso. C’è un refuso. A Roma non si riunì il PD ,che non era ancor nato, bensì il PDS.

  8. Atos Benaglia Says:

    Ottimo, abbondante e puntuale come sempre, Mauro .
    Sono quei momenti in cui la gratificazione dell’aver avuto ragione, non supera comunque l’incazzatura per ciò che è successo .
    Neuroni vitali..? Non pervenuti .

  9. marco da bologna Says:

    Non si fa la rivoluzione perche’ si sta’ ancora troppo bene,siamo tutti inebriati da questo populismo Grillino,di fatto quando finiranno le Pensioni decenti dei nonni e quant’altro,forse quelli nati nel bum economico degli anni 60,rimasti in mutande si sveglieranno e faranno qualche cosa di sx.

  10. Rudi Says:

    Da almeno un lustro, a me pare che il Pd stia insieme per il potere. Con io potere come unico cemento. Gran parte delle persone che conosco e che votano del Pd con cui parlo, dicono cose opposte. Molti seguono il capo, finché vince.
    Fa impressione il numero degli ex renziani.
    Fa ancora più impressione il bisogno di un capo purchessia (fra tante autocritiche, caro Zani, forse andrebbe aperto anche il capitolo dei referendum del ’93, quelli Segni-Occhetto, e del ’95, quello che poteva abbattere Berlusconi “via televisioni” e che fu perso senza quasi combattere).
    Il Pd, come tutta la sinistra europea legata al Pse, non esprime da tempo un punto di vista autonomo sulla società, sulla globalizzazione, sulle origini della più lunga crisi economica e sugli eventuali rimedi. Non a caso emergono i Corbyn e gli Hamon, e Renzi non ha difficoltà a preferire Blair e Macron.

    Quello che vorrei capire meglio, anche da Zani, è se ritiene fertile l’uscita dal Pd di un po’ di classe dirigente che in questi anni ha digerito anche i sassi, e che sarebbe ancora lì se avesse prevalso il Sì. Non mi pare questione di autocritica ma di elementare, banale credibilità.

  11. marci Capponi Says:

    Condivido in pieno quasi tutto. MI permetto di aggiungere che (scodandoci un po’ci un passato dorse non inemendabile) trovo la posizine fattiva non distante da quela altrettanto chiara e fattiva (pochi pignistei) del Grande Satana Innominabile. Poche pippe, urge rifare un artito democratico e di sinistra nella aggiornata ma reale e forte accezzione delle parole

  12. Milli Says:

    Se la sinistra o quello che ne resta fosse più avvenuta…

    di Anna Falcone

    Non c’è più tempo. Non c’è più tempo per i tatticismi, per le liturgie della vecchia politica, per i congressi orfani di militanti e di idee, quelli fatti per contarsi (quelli che sono rimasti) o per vendicarsi degli oppositori e sistemare al meglio i fedelissimi. L’Italia e gli italiani sono già altrove. E la Sinistra, in questo altrove, ancora non c’è. Non c’è perché, nel logorante dibattito di questi ultimi giorni, emerge prepotentemente la miopia di chi, fattosi classe dirigente grazie alle ultime leggi elettorali dei ‘nominati’, è tutto proteso a garantirsi un posto al sole anche nella prossima legislatura, invece che a garantire un futuro al Paese.

    E, invece, ciò che conta, ciò che conterà alle future elezioni non saranno le attuali proiezioni elettorali delle forze politiche in campo o di quelle che si potranno formare dalla scissione e riorganizzazione degli attuali partiti. Ciò che conta è l’idea di Paese che si proporrà agli italiani. Sfida non facile, visto che una sinistra con ambizioni di governo (e una sinistra che creda realmente ai suoi ideali non può non averne) deve fare i conti con una realtà che è profondamente mutata e le cui criticità non posso essere risolte con le tradizionali categorie di analisi del pensiero di sinistra. Poche cruciali domande chiedono immediate risposte, ad esempio: come affrontare la fine del lavoro, ovvero l’inevitabile avanzamento dei processi di automazione della produzione a scapito del lavoro individuale?

    Quale modello di sviluppo proporre per far convivere progresso e tutela delle risorse umane e naturali? Come risolvere il problema della sovrappopolazione, della tutela della salute su larga scala, dell’accesso alle tecnologie, alle informazioni e a una istruzione di qualità? Come garantire equità fiscale, sovranità monetaria e un modello di Europa solidale ed equilibrato fra gli Stati membri? Non ultimo, quali soluzioni per redistribuire i mezzi di produzione della ricchezza in un contesto globale in cui singole multinazionali superano – e spesso di molto – il PIL di tanti Paesi, mettendo in crisi il modello e l’esistenza stessa dello Stato sociale di diritto? Questi sono solo alcuni dei temi centrali a cui dare risposta immediata: i grandi assenti nel dibattito politico post-referendario.

    Noi del “Comitato per il No” abbiamo dato una traccia: iniziamo dall’attuazione della Costituzione. Sarebbe un primo, cruciale punto di partenza, e pure non basterebbe, perché i problemi delle società post-moderne superano le previsioni storicamente condizionate della nostra Carta e ci pongono davanti a interrogativi ulteriori, dove, ad esempio, il reddito di cittadinanza rischia di essere un palliativo, e la riduzione a 6 ore della giornata lavorativa potrebbe non bastare a garantire la dignità delle persone e le pari opportunità fra i cittadini: figurarsi l’uguaglianza! Ma allora – ed è questa forse la vera domanda – cosa osta a raccogliere intorno a un tavolo le migliori teste, i nostri ricercatori più bravi (quelli che dovremmo riportare in paria al posto di quale ministro inutile e ridondante), gli attori sociali e i protagonisti delle best practices, in Italia e all’estero, nel mondo dell’associazionismo, della cultura ecc., per delineare un progetto di sviluppo del Paese in cui diritti, solidarietà e sviluppo equo e sostenibile vadano finalmente d’accordo con la parola “modernità”?

    Perché se una lezione è arrivata dal voto del 4 dicembre è che un’altra Italia, più giusta, più solidale, più meritocratica, più democratica, è possibile, ma occorre mobilitarsi tutti, in una grande operazione di democrazia propositiva e partecipativa, non restare a guardare le auspicabili scissioni e riunificazioni di sigle ormai logore agli occhi dei più. L’unità in un nuovo soggetto della Sinistra riformista, profondamente innovativa e all’altezza dei tempi e delle persone parte dai temi e dalle idee. Liberiamole e misuriamoci su queste! Perché le liste unitarie e le alleanze di una stagione non funzionano e non bastano più. A nessuno. Pensiamoci. Perché questa rischia di essere l’ultima occasione per ciò che resta degli attuali partiti. O i cittadini si organizzeranno da soli in un nuovo inizio politico, più coerente e funzionale alla realizzazione di quegli ideali che i vecchi partiti non rispecchiano più.

    FONTE: https://left.it/2017/02/04/dove-e-sinistra-in-italia/

  13. Milli Says:

    Avveduta e non avvenuta

  14. Giovanni Says:

    Renzi ha fretta,teme di essere dimenticato
    Ma quelli che beneficiano di una comoda poltrona fino a giugno del 2018 lo seguiranno fino in fondo?
    Penso di no !
    Puo’ darsi che si faccia il congresso e pure le primarie,ma alla fine un’altro democristino levera’ la spada per il governo:Franceschini
    E allora tutti torneranno amici e compari,con buona pace degli scissionisti

  15. Alessio Says:

    Lo spettacolo dell’ altro giorno e anche quello di oggi è desolante. Renzi rivendica 3 anni di fallimenti finiti con la sua disfatta il 4 dicembre. In mezzo trova anche il tempo di lodi sperticate a Veltroni, colui che definì “disastro”, forse l’ unica cosa vera che ha detto negli ultimi anni. Poi c’ è la trojika della minoranza, Emiliano, Rossi e Speranza, tutta gente che la scissione non l’ ha fatta quando era il momento…ma meglio tardi che mai. A chi viene dal Pci hanno insegnato che la parola scissione è una bestemmia. Però pure il Pci è nato da una scissione e e siete più di centro che di sinistra ricordatevi che persino Gesù Cristo era un ebreo che fece la scissione dando origine al cristianesimo. Perciò niente paura, niente drammi. E se la parola scissione non vi piace (ma non piace nemmeno a me che per motivi anagrafici nel Pci non sono mai stato) sono d’ accordo, Chiamiamola rinascita!!!

  16. Giovanni Says:

    Si,Rinascita!
    Ma anche quel giornale e’ sepolto

  17. Milli Says:

    Faccio fatica, grande fatica a dare molto credito agli scissionisti dell’ultima ora. Hanno votato di tutto e di più portando al disastro il paese, insieme all’allegra combriccola che nel Pd ci resta. Hanno votato il pareggio di bilancio in costituzione, distrutta la scuola, distrutta la sanità, distrutto il mondo del lavoro, ci hanno portato in guerra, hanno fatto una legge elettorale ignobile e volevano distruggere la Costituzione. Tanto per ricordare qualcosa. Certo finchè c’è Speranza…

  18. claudio pagani Says:

    Le “scomuniche ” si usano , ormai poco anche nella Chiesa Cattolica … Comunque mi unisco a Papa Francesco quando dice : ” e chi sono IO per giudicare gli altri? Lui lo disse riferendosi ai gay ; io faccio mio quell’interrogativo rivolgendomi a tutti.. E poi tutta la lunga storia post-PCI mi pare abbia dimostrato AD ABUNDANTIAM che nessuno può POLITICAMENTE parlando scagliare la prima pietra.. Poi certo a livello soggettivo la cosa è diversa , ma io personalmente , anche in questo blog sono interessato alla DIMENSIONE POLITICA…

  19. Giovanni Says:

    Speranza..é una brutta barzelletta,in assenza di un “Migliore”

  20. Gabriella masciaga Says:

    Bravo Mauro. Condivido proprio tutto!

  21. maurozani Says:

    Chiaro han ingurgitato e digerito di tutto e di più.
    Ma adesso, qui e ora, a me interessa chi fa male al partito di Renzi. Tra tutti il più sincero mi pare questo Rossi.
    Ma tanto io non ne ho mai azzeccata una.
    La scissione è voluta da Renzi sennò questi qui mica se ne andavano.
    In verità Renzi li ha cacciati, dopo aver “straperso”.
    Ma resta comunque , per me un evento positivo.
    Vedremo se da cosa nasce cosa o se son solo stracci volanti.

    PS. Non si può avere tutto dalla vita.
    PPS. Sto’ Emiliano mi par aver la faccia come il culo. Qualsiasi cosa decida. Il suo intervento di ieri rappresenta il peggio della peggior politica. Pura merda.
    PPPS. Quanto a Sinistra Italiana basti dire che ha eletto quel tale che venne a Bologna a far fallire Coalizione Civica. Lui lì io non lo voto neppure sotto tortura. Un politicante , anche lui , uguale identico ad Emiliano.

  22. maurozani Says:

    Oh, Rudi, l’autocritica la fa chi si ingaggiò, magari anche con una certa generosità e linearità d’intenti.
    La mia l’ho già fatta da quando nel 2009 (dopo non aver aderito al PD nel 2007) me ne sono andato a casa rinunciando a fare un altro giro nel PE, senza che nessuno avesse l’ardire (e le palle) per chiedermelo.
    Dunque da qualche tempo “autocritico”gli altri.
    E così resta stabilito.

  23. Massimo di mascio Says:

    Grande è la confusione sotto il cielo: leggo del neonato gruppo parlamentare composto da scissionisti ed ex sel che sosterrà il governo gentiloni.
    Io di politica non capisco nulla, ma come si fa a dichiararsi di sinistra e votare le leggi del governo gentiloni?
    L’unica logica è quella di slungarla per non andare subito alle elezioni.
    Significa che le ragioni di un partito valgono il sacrificio del popolo che pretenderebbero rappresentare. O sbaglio?

  24. maurozani Says:

    Per andare ad elezioni serve una legge elettorale. Altrimenti è peggio che inutile.

  25. Giuseppe Parisi Says:

    VEDERE LONTANO … COMPRENDERE IL FUTURO … COME?

    Cari Ragazzi arrabbiati ed immaliconiti, molti di Voi sono ex PCI, il PCI, vero non ipocrita, mi stava simpatico, pur essendo io, un vero agnostico repubblicano antidogmatico, come erano sinceri i volontari comunisti , i volontari democristiani, a parte qualche punta di eccellenza ….humm … L’ideologia comunista aveva categorie mentali filosofiche belle ed affascianti ma lontane dall’antropologia umana praticona e primitiva di noi cittadini; smettetela di ascoltare i nostri politicanti, pensate all’orribile asse Moretti-Zanetti-Santanchè, personaggetti … ed inziate a studiare la Scienza Politica dalle elementari … partite con Gaetano Mosca, Joseph La Palombara eppo si arriva a Il Mulino, Sistemi Intelligenti, Mente e Cervello deviazione sulla Psicologia del Lavoro: Spaltro, Unnia, Butera, Del Lungo, Silvano …. negli anni ’70 Kossinger affermava che l’equilibrio del mondo si sarebbe ottenuto più stabile con una pentapolarità … mi raccomando Aristotele, San Agostino, Avicenna, Galileo, Macchiavelli, gli Illuminsti, Beccaria, gli Evoluzionistii, i Protosocialisti, Edison, Marx, Gauss ecc… considerate che gli studiosi ottocenteschi: Cavour, Gioberti, Rosmini, Dazeglio, Cattaneo; Mazzini, Garibaldi ed i nostri Ugo Bassi, Minghetti ( 3 preti e 3 latifondisti), il Granducato di Toscana erano più pregnanti, all’odierno, in politica, dei Centri Studi e Fondazioni dei nostri politicanti specializzati in baggianate e cose note di basso profilo … iniziate da I DIALOGHI di Platone, leggerli tutti non i soliti abstract per evitare le suggestione manipolative per stenterelli.

    Cordialità Giuseppe

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