Alla buon’ora.

Non ho mai creduto che la politica potesse prescindere da un saldo riferimento progettuale.
Da un’idea forza su come possa esser organizzata, secondo principi di giustizia sociale la comunità degli esseri umani.
I politici che prescindono da questo legame tra idee e comportamento politico concreto non possono pretendere dì esser creduti.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

La politica da gran tempo (almeno da Bill Clinton in poi) ha pensato di poter scambiare diritti civili e retorica sui diritti umani (guerre comprese) in cambio di mani libere nella macelleria sociale per agevolare la potenza della finanza.

E’ una delle cause della crescita della destra in tutte le sue nuove forme.
Vedi alla voce Trump.
La nuova destra sovranista e protezionista avanza nel mezzo di una condizione sociale insostenibile mentre la sinistra s’è sfatta , perduta nelle nebbie di un pallido riformismo al traino del cosiddetto pensiero unico.

Il PD nacque con un compito assegnato: portare acqua in Italia al mulino di un “mondo piatto” che implicava e tutt’ora implica, moderne schiavitù e un divario crescente nella distribuzione della ricchezza a livello globale.
La stessa missione dei democratici nordamericani al netto del socialista Sanders.

Si tratta di vedere se ora, dopo la tranvata di quel No si possa , faticosamente ricominciare a pensare in modo autonomo a sinistra senza rincorrere il populismo della destra come fa Renzi.

Esulto, insieme a tanti altri di fronte alla cosiddetta scissione nel mal partito.

Poi vedremo.

Adesso bisogna che ci si rimetta a pensare.

Prima di tutto l’Europa.
Dopo la vittoria di Trump.
Dopo la Brexit.

Tutto cambierà in un breve volger di tempo.
Già la Merkel incalzata da Schultz e dall’altro lato da Trump s’appresta a proporre un’Europa a due velocità. Salvo confusa rettifica.
Cosa pensino nel PD non è dato sapere.
Non credo ce lo dirà il “socialista”Pittella.

Dunque se non si vuole che la deriva centro-destrorsa dei democratici premi una destra ultra nazionalista ,cialtrona e pericolosa sarebbe ora di chiarire se c’è un progetto a sinistra.
Fuori e oltre il PD.
E tale pensiero deve , appunto, necessariamente muovere dall’Europa.

L’UE se non è ancor morta versa in gravi condizioni.
Si tratta di non lasciare sola la destra e i grillini a denunciarne l’agonia in atto.
E non mi venite a parlare di Ventotene.
Dato che se mi parlate di quel documento significa che non l’avete letto neppure di sfuggita. E’ sempre stato anacronistico . E non poteva non esserlo nel mezzo di una guerra mondiale.
Doveva valere solo come generoso orizzonte ideale.
Renzi ed altri pseudo federalisti l’hanno usato, sia pure in modi e con scopi diversi, come foglia di fico.
Tattica per non pagare il dazio dovuto al fiscal compact e al pareggio di bilancio in Costituzione.

La costruzione Europea ha cominciato a morire nel momento in cui sembrava nascere in quella cittadina olandese dove si decise di costruire la casa comune partendo dal tetto.
Una pura e semplice follia.
Prima la moneta e poi le istituzioni politiche comunitarie.
Poi il mercato unico liberalizzato senza alcuna armonizzazione fiscale.
L’antico esempio della CECA rese tutti orbi .
La riunificazione tedesca rese tutti timorosi di un quarto Reich dal Marco forte.
Così abbiamo una moneta unica che -com’è stato detto- “batte” Stato e non uno Stato che batte moneta.

Un mondo alla rovescia.

Ad errore seguì errore.

L’allargamento a tappe forzate.

Una boiata pazzesca fortemente voluta dagli USA.
Vero cavallo di troia per l’attuale insostenibile dumping sociale entro l’occidente europeo e per favorire il nuovo concetto strategico della Nato: portare l’alleanza militare fin sotto il culo della Russia per intenderci.

Tutto questo fu approvato con entusiasmo dalla sinistra anche in Italia.

Ergo tabula rasa.
Ripeto: deserto di idee.

Per iniziare c’è comunque una regola aurea per una sinistra all’altezza dei tempi che corrono.

Le persone, le classi sociali impoverite, i giovani ridotti (se lavorano) in stato di moderna schiavitù hanno bisogno di un’attenzione “totalitaria”.
Sì proprio così.
Non si deve pensare ad altro se non a farsi carico di una sofferenza sociale inaudita.

Un primo forte segnale consiste nel dare rappresentanza ai cittadini che non si sentono più tali.
In altri termini la democrazia in questa fase storica non deve essere “maggioritaria “,come ebbe a dire un esponente di punta del PD , o “decidente” come scrisse un furbastro.
La democrazia o rappresenta o non è.

Una democrazia della rappresentanza non è il ritorno alla cosiddetta prima repubblica bensì la precondizione per sbarrare il passo alla destra e restituire fiducia.
Da qui nasce la possibilità di governare e non di far finta di governare come ha fatto il pagliaccio di Rignano e prima di lui tutti gli altri che , peraltro pagliacci non erano.

I premi di maggioranza non servono ormai a nulla o quasi.
Siamo da tempo in un’altra e diversa fase storica.

Ci vuole un consenso reale, convinto, se si vogliono affrontare le sfide del presente e del futuro prossimo.

Per averlo, il consenso attivo, serve dire la verità.
I cittadini la sanno già ma non l’ ascoltano da nessuno.
A sinistra c’è qualcuno che proclami che il Re è nudo?
Nudo come un verme?
Che prenda atto che l’Euro è un esperimento che rischia il fallimento?

Sarebbe già un buon modo per ripartire.

Ciò non significa accodarsi alla destra nostrana ed europea che reclama un’uscita immediata e unilaterale dalla moneta unica.
Sarebbe un disastro.
Significa però assumere responsabilità sulla base di una consapevolezza politica sorretta da un’analisi concreta della situazione concreta.
Preparare attivamente un’altra possibilità che contempli un altro Euro.

Un piano B nel quale riconoscere apertamente la crisi del progetto europeo.

L’Euro doveva combattere l’inflazione e adesso Draghi è impegnato a farla salire almeno al 2%.
Qualcosa di intrinsecamente sbagliato deve esservi.

E qui viene il difficile.

Non si cambia nulla in Europa con la “riforma” , sempre peggiorativa, dei Trattati.
La storia recente lo dimostra in modo inequivocabile.
Smontare l’architettura barocca e infingarda sedimentata da trattati dettati dalla finanza globale per poi rimontarla a tavolino non è semplicemente possibile.
L’ircocervo costruito nel sotterraneo laboratorio europeo è animale difficile da modificare.
Non c’è il pulsante dell’autodistruzione, ammesso che lo si volesse premere.

Conviene procedere secondo un disegno frontalmente alternativo sulla via dell’abolizione degli assurdi parametri dettati dal trattato di Maastricht fortemente voluti dalla Germania.

Il primo passo è la presa d’atto che l’ammontare dei debiti pubblici (a partire dall’Italia) non sarà mai ripagato.
Dico mai.
Da qui all’eternità.
Solo un cretino può davvero pensarlo.

Sottrarsi al ricatto del debito è fondamentale.

Esistono le possibilità tecniche per alleviare anche di molto il peso del debito.

Lo si può fare se in un’Unione ristretta all’area dell’Euro a partire dai soci fondatori, si comincia a mutualizzare il debito considerandolo “in comune” (almeno in un modo relativo da contrattare duramente) e a finanziare lo sviluppo (eurobond o altri marchingegni) in un progetto politico solidale per far fronte alla competizione globale con la cooperazione economica e sociale entro un’area relativamente omogenea.

Dice, il solito laureato alla Bocconi : “ma l’Italia non può proporre nulla dato l’alto debito.”
Errore.
Idiota.
Sappi che senza l’Italia l’UE non esiste più. Si dissolve.

Dopodiché è anche del tutto ovvio che nessuno si salva da solo, al di là delle farneticazioni della destra reazionaria e fascistoide dell’ovest e dell’est Europa.
Neppure la Germania può pensare di competere da sola nel medio periodo.
Dovrebbero pensarci bene i tedeschi.
Ma dove andate senza l’Italia cui magari s’aggiunge qualcun altro?
Vi rifugiate nel freddo Nord esportando nuovi tipi di pesca al merluzzo? O cercate un lebensraum ad est in faccia ad un tipo come Putin?

Quanto agli inglesi ormai è chiaro: vanno dove li porta il cuore… e la City.
Polo anglosassone con Trump.

Tutto sommato senza la spina nel fianco del Regno Unito conficcata dagli USA nel corpo dell’Unione si potrebbe aprire una fase di ricostruzione europea nella quale magari in un futuro (non vicino) gli spocchiosi inglesi ci ripensano.
Staccare vagoni è condizione per far ripartire la locomotiva dell’UE e per mettere in comune non una moneta ma, molto prima di questa, un modello sociale.
Altrimenti vincerà la destra e il bilateralismo di Trump.

Conosco le obiezioni.
La prima, fondata almeno ad occhio e croce, riguarda in fatto che la crescita economica dell’occidente nel mondo globale non potrà mai più raggiungere i livelli del passato.

D’accordo.
D’altro canto è giusto e comunque inevitabile che anche altri mangino in questo vasto mondo globale.
A maggior ragione il piano di Trichet è un mero pannicello caldo.
C’è bisogno di un formidabile stock d’ investimenti pubblici a forte guida statale ed interstatale per aumentare il denominatore tra debito e PIL.
Prima pensiamo allo sviluppo e dopo al debito.
Peraltro non c’è bisogno d’esser forti i matematica delle frazioni per capire che solo la crescita garantisce il debito.

Ma non basta.

C’è una rivoluzione da innescare contro il capitale finanziario predatorio.
E qui c’è ben poco da riformare .

Esempio.
Non aver timore di aumentare, nel medio periodo, il debito finanziando in deficit lo sviluppo, che non è necessariamente (quest’ultimo) crescita economica pura e semplice ma anche e anzitutto aumento e valorizzazione del capitale sociale in termini di lavoro, scienza, tecnologia, cultura.

Sento già i soloni della triste scienza avanzare obiezioni radicali.
Son quelli che non ne hanno mai indovinata una. Neppure per caso.
Gente che dovrebbe andare in giro a chieder l’elemosina tanto si son dimostrati incapaci.
Io non gliela farei.

Col puro buon senso penso che una massiccia operazione di investimenti pubblici non lo può fare un paese solo ma una Europa politicamente coesa sì.

Ma come si fa ad ottenerla una tale coesione?

Solo comprendendo le ragioni , le cause evidenti del successo delle destre.
Solo smettendo di tacciare di populismo ogni manifestazione di ribellione ad uno stato di cose che non lascia speranza alla maggioranza dei cittadini.
Solo facendosi carico di una protesta che sale da ogni angolo di quest’Europa ormai morente.
Prendere in carico i motivi della destra nazionalista e populista e volgerli a favore di un progetto di ricostruzione dell’Europa che sarà comunque sempre Europa di popoli e di Stati nazione.
Inutile inseguire chimere: qualcosa di meno degli Stati Uniti d’Europa e qualcosa di più di una semplice e lasca confederazione.
Serve la Politica al primo posto e nuove classi dirigenti.

Arduo assai ma ancora possibile.

Quel Scuhltz (che non mi è mai stato simpatico) ha detto che il suo programma è vecchio di 150 anni.
Naturalmente fa il furbo..
Ma così cerca di dare certezze.
Per la serie : tutto è cambiato ma noi siamo sempre gli stessi. Non ci siamo fatti travolgere e stravolgere dai nuovi padroni del vapore. Al netto di Schroder .

Attenzione . Il messaggio per quanto paraculo (visti i vergognosi precedenti della SPD) non è del tutto sbagliato.
Ha una sua forza intrinseca mentre manca il terreno sotto i piedi a tanta gente.

Si possono persino vincere le elezioni in questo semplice modo.

Poi bisogna però immaginare un’alternativa globale di sistema.
Poi implementarla giorno dopo giorno con tenacia e coerenza.
Al di là della vecchia sinistra riformista e della vecchia destra nazionalista.
Con il famoso popolo che comprende e ti sostiene , ti sospinge mentre ti critica.
Per un rinascimento europeo che presuppone la costruzione di alleanze politiche nel mondo globale e non solo mercati integrati.
Insomma il ritorno della politica.
Tutt’altro che scontato.
E certo non indolore.

Non so se gli “scissionisti” alla buon’ora, condividano questi semplici pensierini.
Se sì, allora smetterò di ricordargli che essi furono tra gli artefici passivi di quel PD di Veltroni dal quale non poteva che nascere un Renzi.
E gli fu detto e ridetto.
Voltiamo pagina?

 

PS. E poi certo c’è il nuovo mondo tecnologico che incalza, qualche cospirativo parla già di post umanità pensando all’intelligenza artificiale. Grandi dilemmi etici. Ci sono. Poi c’è la Cina, la Russia, L’india , l’Africa , insomma la nuova geopolitica. A beh, magari un’altra volta…

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9 Risposte to “Alla buon’ora.”

  1. andreaventura (@andreaventura01) Says:

    Mauro, non sei nemmeno male questa volta: è la prima volta che non riscrivi lo stesso articolo. Inutile dire quello che mi allontana: la spocchiosità… Sei l’unico che conosce e svela, bontà tua, gli “arcana imperi”, ma finge che gli altri non li subiscano, e li accettino per minchioneria, per infingardaggine, o per semplice interesse personale. Per te la destra è la “distruzione della ragione” di lukacsiana memoria: è vero che il catalogo Einaudi, dagli anni Sessanta, non ha subito molte variazioni, anche se il Silvio nazionale ne è il proprietario, ma nel frattempo è nata Adelphi, e si legge in lingua originale.

  2. maurozani Says:

    Mi commento da solo.
    Emiliano.

    Devo ancora decidere se fa più schifo lui o Renzi.
    Mi sa che fa più schifo lui.

    • Dino Buzzetti Says:

      La mia impressione è che Emiliano abbia tentato la mossa spettacolare di essere lui l’artefice del compromesso, evitando la scissione e ottenendo da Renzi la dilazione del congresso. E così di guadagnarsi l’investitura plebiscitaria alla segreteria del partito. Ma non si è reso conto, il misero, che la mossa non poteva funzionare, o perché semplicemente non ci arriva, o perché trascinato dal suo irrefrenabile protagonismo. Ma comunque sia, concordo pienamente, una figura ignobile.

  3. maurozani Says:

    Lingua originale Andrea?
    Sorry.

    PS. Vero scrivo sempre lo stesso articolo.

  4. andreaventura (@andreaventura01) Says:

    Nulla di male a riscrivere sempre lo stesso articolo. “Io e lui”… dove “lui” non è l’uccello di Moravia, ma il Pd come uccello impotente.

  5. Vecchi Patrizia Says:

    Leggere queste riflessioni è per me – e lo può essere per molti – un toccasana, la miglior medicina che aiuti a reggere questo mondo tragicamente infame che sai descrivere al meglio.
    Vorrei poter dire vorrei avere un contributo da dare … ma mi sento impotente e incapace … intanto, però, GRAZIE!

    Patrizia Vecchi

  6. gianpaolo partiggiani Says:

    Che questa non è l’Europa alla quale tutti Coloro che conoscono la STORIA volevano, basta leggere “i diritti dell’uomo” e le ragioni di De Gasperi. Doveva essere un Europa somigliante agli Stati Uniti d’America. Un UE, unita tra le varie Repubbliche rinate dai fascismi. perchè mai più l’una impugnasse le armi per spararsi tra lor contro. E si adoperassero le nazioni per far poi uno Stato Unico, dove lì veramente fosse rappresentato il potere non solo legislativo, ma pure quello economico e sociale di tutte le nazioni aderenti. Così non è successo. Tantè che ora l’Europa è ancor più divisa e dove il ritorno al passato riempie l’anima delle lor genti per un ritorno ai nazionalismi. Questa è deficenza politica, che a breve potrebbe prevalere, riempiendo gli animi della gente che purtroppo vede il presente, nelle proprie e sole difficoltà di vita odierne e non riesce ad immaginare un futuro diverso. Gli errori sono solo attribuili a chi dal ’90 in poi hanno governato nei diversi paesi, anche perchè nel parlamento Europeo, che avrebbe dovuto essere rappresentato da ogni nazione con i loro uomini migliori, ha mandato là ( dico dell’Italia) soltanto il peggio e gli scarti peggior della nostra politca ( noi abbiamo messo là ballerine e soubrette, degli imbecilli e qualcos’altro di più o di meno) perchè ben altro doveva essere l’europa nelle intenzioni di De Gasperi ed altri. Se “QUELLI” avessero potuto realizzarla l’Europa Unita, forse io oggi parlerei la lingua scelta che doveva essere parlata in ogni angolo dell’unione europea, E se avessi studiato la storia (post europea) avrei imparato che Giulio Cesare, dopo vent’anni di saccheggi nella Gallia al suo ritorno a Roma invece che Imperatore l’avrebbero giustiziato dentro il colosseo. Ma così non è successo e allora aspettiamoci che il peggio per l’Europa ha ancora da venì. Ovvio, se continuiamo a credere ancora ai venditori ambulanti della nostra politica, non diversa da quella degli altri paesi europei, Io mi appello ……. non sò più a chi??????????????? Concordo con tutto ciò che ho prima appena letto di Mauro Zani,

  7. maurozani Says:

    Già, non si sa più a che santo votarsi.
    Quanto al PE è del tutto vero ciò che disse Cofferati, al massimo è un : “cimitero degli elefanti”. Nel quale spergiurò di non voler andare. Io invece andai, consapevole di dover sgombrare il campo bolognese e romano. Una roba al di là dell’immaginabile….Non ci tornerei neppure legato.

  8. marco da bologna Says:

    Per sentire qualche cosa di sx,bisogna bisogna leggere Zani,si perchè la politica della pseudosinistra odierna,giustamente dice:che non e colpa dei migranti,che non è colpa dei rom,che non è colpa della gente del sud,però si dimentica dire di chi è la colpa!!???
    Poi c’è il rischio di una deriva di dx!!!!!????

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